Escursioni 2003

19 maggio Monte Testo, Roite
27 maggio Monte Asolone, Cima Grappa
7.8.9 luglio Cresta Croce
30 luglio Col di Lana, Sief
10 ottobre Sogi, Soglio dell'Incudine
18 ottobre I° Pranzo Ufficiale, Fagarè (TV)

 

 

18 Ottobre 2003

Fagarè della Battaglia (TV), I° Raduno/Pranzo degli Amici di CIMEETRINCEE

Partecipanti : Daniele e la moglie Ornella, Dante e la moglie Debora, Rudi , Roberto, la moglie Sandrine e la figlia Valentina, Iames, Marco, Roberto, Fabio e la moglie Michela, Riccardo e la moglie Silvia, Lorenzo e la moglie Katia, Massimo.

Dopo più di un mese di messaggi e accordi, finalmente il grande giorno è giunto! Appuntamento per le 11.00 davanti al Sacrario di Fagarè della Battaglia per il primo raduno/pranzo degli amici del sito. Dopo aver caricato in macchina l'amico Rudi arriavato al Tronchetto con l'autobus da Chioggia, assieme a Dante che ci aspettava con la sua macchina all'inizio del Terraglio, ci siamo diretti verso il luogo previsto per l'appuntamento .Il primo ad a arrivare è Roberto Bocuzzi che, preoccupato perchè non vede nessuno mi chiama, facendomi rischiare una buona perdita di punti sulla patente. Arrivato al parcheggio trovo già Riccardo e Lorenzo (ristabilitosi a tempo di record da una fastidiosa influenza) con relative consorti, piano piano e puntuali cominciano arrivare anche gli altri : Bocuzzi che intanto era andato a farsi un giro con moglie e figlia, Massimo Pagnin, Fabio Camilot con la moglie in dolce attesa, e Bruno Marcuzzo che come aveva detto è venuto per un saluto e per cercare di ...piazzare alcune copie del suo ottimo libro sull'artiglieria. Marco e Iames mi avvertono che causa il traffico notevole ci aspetteranno direttamente al luogo scelto per il pranzo. Dopo i saluti e le presentazioni andiamo a visitare il Sacrario e il piccolo museo che si trova al suo interno, dove subito ci raggiunge Roberto Belvedere a completare la compagnia. Finta la visita, con le auto in corteo stile "matrimonio" ci portiamo all'agriturismo " Cain Orbo, dove troviamo Dall'aglio e Garimberti ad aspettarci. Altri saluti e poi tutti a tavola. Davanti ai piatti che man mano venivano puntualmente svuotati, le chiacchiere e i discorsi non sono mancati, grazie anche a numerose foto di reperti e luoghi inerenti la nostra passione che giravano di mano in mano, creando, grazie anche al buon cibo e vino servitoci dai gentili gestori dell'agriturismo, un'atmosfera cordiale e simpatica a dispetto dal fatto che per molti era la prima volta che ci si incontrava personalmente. Alla fine la distribuzione delle nuove maglie portate da Riccardo con il logo di cimeetrincee ha dato il via alle foto di gruppo e ai saluti di commiato, con la proposta da parte delle signore presenti di organizzare un'escursione a cui anche loro possano partecipare, oltre alla volontà di replicare altri incontri di questo tipo.

A conclusione, volevo ringraziare tutti quelli che hanno partecipato e che hanno contribuito, nonostante, come ho detto, per molti era la prima volta che ci si incontrava di persona, a creare un clima di "vecchia" amicizia, rendendo tutto più facile, e spero che tutti abbiano passato una buona giornata in compagnia e spensieratezza.

Daniele

Torna su

Venerdì 10 Ottobre 2003

Partecipanti : Daniele, Roberto, Silvio

Meta : Sentiero Baglioni, roccioni della Lora, i Sogi, Soglio dell'Incudine (Gruppo del Pasubio)......................................................................................Vai all'itinerario

Relazione di Belvedere Roberto

Giovedì 9 ottobre ricevo un SMS: Domani vado sul Pasubio, Daniele. Gli rispondo chiedendogli dove e a che ora. Il mattino successivo ci incontriamo al Passo Pian delle Fugazze alle nove; Daniele è assieme all'amico Silvio da Chioggia. La giornata si presenta con un cielo di una limpidezza cristallina da ogni versante (cosa rara per il Pasubio). L'itinerario lo decido io avendo già conoscenza dei luoghi che Daniele si è prefissato di voler visitare. Ci incamminiamo con entusiasmo lungo la "Strada degli Eroi" e utilizzando le varie scorciatoie arriviamo in tre quarti d'ora al bivio del Colletto Basso di Fieno. Andiamo a sinistra prendendo il sentiero Baglioni (CAI 141): si tratta della ex mulattiera d'arroccamento costruita dagli Italiani per poter raggiungere defilati i Roccioni della Lora (nel 1918 con la realizzazione della galleria Zamboni non fu più di vitale importanza). Attraversando la parte alta della Valle delle Prigioni il percorso si snoda tra panorami mozzafiato verso la Vallarsa ed il gruppo del Carega e Coni Zugna; ci soffermiamo ad osservare da sotto i roccioni dove avvenne il 5 settembre del '17 la frana che travolse i baraccamenti lì sotto aggrappati. In un paio d'ore, dopo aver utilizzato anche alcune corde fisse, raggiungiamo la Sella del Cosmagnon (la Lora o " imbuto" per gli Austriaci) e saliamo a sinistra sulla dorsale dei Roccioni della Lora; il panorama che ci si presenta davanti ci lascia per alcuni minuti senza parole ; tutto il campo di battaglia del Pasubio occidentale: la parte austriaca dal Monte Testo al Dente Austriaco e quella italiana dal Dente Italiano al Soglio Incudine! Daniele confronta i punti più caratterizzanti con la foto scattata nel 1917 dagli Italiani dal medesimo punto. Dopo un meritato alleggerimento dello zaino, il nostro giro continua con la perlustrazione delle numerose caverne che traforano i Roccioni e poi seguendo un incredibile sentiero / ballatoio intagliato sotto cresta che conduce in direzione dei Sogi con, a sinistra, un salto di mille metri ! Calcolate le ore di luce che rimanevano decidiamo di prendere la via del ritorno attraversando nientemeno che i "Panettoni" ed i relativi camminamenti che li solcano in ogni direzione. Qui possiamo finalmente constatare come effettivamente il villaggio di case e baracche sorto alle spalle della prima linea e a ridosso di un modesto rilievo non fosse visibile dal nemico come, invece, fa incredibilmente supporre una fotografia del periodo. Siamo ormai giunti in vetta al Soglio Incudine, vera e propria roccaforte italiana, tutto traforato da gallerie ( dove Daniele, come al solito, non può non infilarvisi dentro) che sboccano in cannoniere direzionate a raggiera. Una rapida deviazione da parte mia a fotografare l'ingresso della famosa "Galleria Gen. Zamboni" sotto il Cogolo Alto e poi giù per la mulattiera che, passando per la stazione di arrivo della teleferica che partiva da Ponte Verde, ci conduce, dopo una serie di tornantini, sulla Strada degli Eroi; attraversata la Galleria D'Havet completiamo l'anello a Malga Fieno e l'escursione al Pian delle Fugazze. Ci portiamo a casa, oltre alle proprie intime sensazioni ed emozioni, anche più di un centinaio di fotografie che andranno ad arricchire il nostro sito.

Un saluto, Roberto.

 

Torna su

Mercoledi 30 Luglio 2003

Partecipanti : Daniele, Roberto

Meta : Col di Lana, Sief.............................Vai all'itinerario

Deciso all'ultimo momento di fare un'escursione sul Col di Lana, prima che il mese di Agosto portasse un esagerato numero di persone in giro per le montagne, mi ero rassegnato ad andarci da solo quando due sere prima ricevo la telefonata di Roberto che mi chiede se ho qualcosa in programma. Detto fatto...appuntamento il 30 a Pieve di Livinalongo per un'ennesima escursione assieme. Roberto con la sua moto arriva prima di me che ho trovato un pò di traffico, ma l'orario previsto per il ritrovo viene ugualmente rispettato. Via, si parte. Una breve visita al piccolo museo lì vicino e poi su, verso la cima così tanto tristemente famosa . Man mano che salivamo riconoscevamo i vari luoghi teatro di furibondi assalti, il Panettone o l'Infanteriestellung per gli austriaci, il Cappello di Napoleone,e così via. Non ci potevamo esimere da visitare alcune gallerie compresa quella indicata (ma abbiamo i nostri dubbi) come quella della famosa mina che permise agli italiani di conquistare la cima. Giunti in cima, dopo le firme e le foto di rito, sosta per il frugale pranzo e per ammirare lo stupendo paesaggio che da questo per certi versi insignificante monte può essere ammirato...e finalmente si capisce perchè tanta importanza aveva questa cima : perchè da essa non solo le montagne intorno sono visibili, ma anche i passi dove transitavamno le truppe nemiche..il Falzarego, il Val Parola, il Giau, il passo Pordoi......un vero occhio al centro delle Dolomiti. Davanti a quello che resta della cima e del cratere di mina, non ci sono parole, ma solo una profonda tristezza che solo lo splendido panorama riesce a mitigare. Dalla cima abbiamo poi proseguito verso cima Sief, attraversando la crestina con i camminamenti e la selletta anch'essa teatro dello scoppio di un'altra mina. Prima di giungere in cima al Sief appena sotto abbiamo scoperto una galleria, non molto frequentata data la sua posizione dove le pareti sono ancora foderate con travi di legno e dove un profondo pozzo verticale sale verso l'alto con l'uscita superiore però ormai chiusa da una frana. Per il ritorno abbiamo seguito il trincerone che segna tutto il fianco occidentale dove io, per la grande soddisfazione di Roberto, rinvenivo tre incisioni una delle quali molto bella rappresentate uno scudo con le sigle K.J, guadagnandomi una bella birra fresca al ritorno. Ritornati sul sentiero di andata, abbiamo cercato le tracce del cimitero austriaco nei pressi dell'Infanteriestellung, riconoscbile solo da piccoli e impercettibili avvallamenti del terreno, per poi scendere al parcheggio e quindi dopo aver bevuto la birra promessa,ci siamo salutati dandoci appuntamento per la prossima escursione.

Torna su

7-8-9 Luglio 2003
Partecipanti : Daniele, Riccardo, Roberto
Meta: Cannone da 149 G a Cresta Croce, gruppo dell'Adamello ..............Vai all'itinerario
 
 
Relazione di Fortunato Riccardo

Ancora un'altra escursione degli amici di Cimeetrincee. Stavolta non la solita gita per crode, sentieri attrezzati o pascoli ma ci siamo portati dove la Guerra assunse un volto diverso rispetto ad altri fronti posti a quote molto in feriori, dove persino gli Alti Comandi di entrambi gli eserciti non credevano di spingersi. Un'escursione dove la Guerra prese un nome ben specifico, GUERRA BIANCA. Stiamo parlando di territori oltre i 3000 metri d'altezza, dove il fisico e la mente viene messo a dura prova anche ai nostri giorni nonostante le tecnologie messe a nostra disposizione, figuriamoci agli inizi del secolo scorso!!! ma passiamo alla descrizione dell'escursione...Dopo aver letto la mia scheda sul Cannone da 149 (l'Ippopotamo) posto su Cresta Croce nel gruppo dell'Adamello, Daniele mi dà ad intendere chiaramente che gli piacerebbe moltissimo andare a vederlo,dico io: non c'è problema !!! Organizziamo e andiamo. Mi fa sapere di avere una settimana a disposizione in luglio, quindi mi organizzo per fare altrettanto. A l'ultimo tuffo si aggiunge a noi un'altra graditissima compagnia, Roberto Belvedere, cercatore incallito di scritte del periodo bellico.Il ritrovo è fissato per il 7 luglio alle 12.30 circa alla funivia Paradiso su Passo Tonale. Io sono già in zona dal giorno prima e la mattina, mentre aspetto i miei compagni, la dedico alla visita di Forte Strino. Dopo le presentazioni di rito ( Daniele l'avevo già conosciuto sul Grappa, Roberto era la prima volta) cominciamo a preparare gli enormi zaini che ci ossessioneranno per 3 giorni e nel primo pomeriggio siamo già in cammino su conca Presena dove ci aspetta subito la prima fatica della giornata. Una breve ma saporita salita ci porta fino a Passo Maroccaro dove mangiamo un boccone ammirando lo spettacolo della natura (nebbia permettendo). Si vede benissimo il gruppo dell'Ortles, i Ponticelli e passo Paradiso, sopra di noi punta Presena e cresta Maroccaro, di fronte l'imponente gruppo dell'Adamello. Nomi che riportano alla mente vicende lette sui libri e che trasudano di storia, dove ti fermi a pensare e cominci a fare considerazioni ma come hanno fatto a passare di qua, era impensabile attaccare da quel o questo lato, fino a l'ultima considerazione poveri cristi. Ma continuiamo nel racconto. Scendiamo l'interminabile sentiero che porta al rif. Mandrone passando accanto al Lago Scuro, breve sosta e poi decidiamo di proseguire fino al nostro rifugio che ci ospiterà per due notti. Dopo altre due ore di cammino, sostando spesso ad ammirare l'imponenza della montagna, arriviamo all'inizio della Vedretta del Mandrone e calzati ramponi e piccozza cominciamo la traversata della stessa con un po' di apprensione da parte mia (sentivo addosso la responsabilità essendo io quello con più esperienza di ghiacciai quindi quello che doveva prendere tutte le decisioni del caso per una buona e tranquilla riuscita dalla gita) per la nebbia che cominciava a farsi fitta e perchè per i miei compagni era la prima volta che affrontavano un ghiacciaio con dei tratti molto crepacciati. Invece per mia fortuna la nebbia e sparita completamente e i compagni si sono dimostrati all'altezza della situazione. Siamo accolti al rif. Caduti dell'Adamello dal gestore Sig. Romano, che noi ringraziamo per l'ottima ospitalità. Siamo stanchi ma felici e senza batter ciglio andiamo a letto, domani ci aspetta un'altra giornata di fatiche. Svegliati molto presto (Roberto già in piedi dalle prime luci del mattino ad ammirare l'alba) e sentiti i consigli di Romano sul tragitto più consono ci incamminiamo verso la nostra meta. Due ore e mezza ed eccolo là il cannone tanto sognato dai miei compagni. Non oso descrivere quello che Daniele ha fatto dalla felicità nel vederlo (solo un piccolo bacio all'affusto n.d.W.). Roberto molto più razionale ma ugualmente contentissimo (devo confessare che mi sono comportato allo stesso modo la prima volta). La mia soddisfazione era nel vedere due amici tanto contenti nel veder avverare un sogno, in parte per merito mio. Fatte le foto di rito rimaniamo ancora un po' in quella postazione a parlare e a contemplare lo splendido panorama che la bellissima giornata ci offriva. Giunge l'ora di congedarsi dal 149 e cominciamo il cammino per il ritorno soffermandoci a curiosare fra i baraccamenti degli inservienti del pezzo. Giunti al passettino di Cresta Croce discendiamo fino alla vedretta di Lares girovagando per il pianoro dove sono ancora evidenti i segni lasciati dai cruenti combattimenti . Passiamo per Passo della Lobbia e ci soffermiamo sui resti della capanne utilizzate dalle truppe Italiane alla ricerca di qualche ricordino. Per dire la verità, io e Roberto dopo un po' ci congediamo da Daniele per fare rientro al rifugio, lui invece credevo volesse bivaccare su quelle capanne tanto era la voglia di ricerca da parte sua. Comunque la sua caparbietà gli ha portato qualche frutto tirando fuori un bel paio di guanti (manopole), dei rotolini scalda rancio (rotoli di carta ricoperti di cera ai quali veniva dato fuoco per scaldare il rancio) e qualche oggettino personale, fibbie, suole di scarponi e quant'altro. Cena e a nanna. Comincia l'ultimo giorno di permanenza sul ghiacciaio e mentre facciamo colazione ,ognuno dentro di noi anche se non lo dava a vedere, pensava a tutta quella strada che ci aspettava, in particolar modo la salita al Passo Maroccaro. Salutato e ringraziato l'amico Romano, ripassiamo accanto alle baracche e Daniele ci si tuffa nuovamente dentro, ma è ora di proseguire. Verso le undici siamo al Rif. Città di Trento dove in lontananza Roberto individua una fila di lapidi alle quali non poteva non andar a scattare una foto. Al suo rientro ripartiamo e finalmente tocchiamo il Passo, ultima asperità della nostra escursione. Volevamo andar su cima Presena ma io ho risposto a Daniele: Te tu se tutto matto, io e rimango ui .Se te tu vo andà va pure io aspetto volentieri , e un ce la fò più. Decide anche lui di rinunciare e scendiamo Conca Presena dove ci soffermiamo a visitare il piccolo monumento a Passo Paradiso. Attendiamo la funivia che ci riporterà giù e nel pomeriggio, nostro malgrado, siamo di nuovo fra la civiltà. Beviamo qualcosa insieme al bar dove ci salutiamo dandoci appuntamento alla prossima escursione assieme.

Commenti dei partecipanti:

Riccardo: Sono stati tre giorni fantastici sia per le condizioni meteo che ci hanno permesso di sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione, sia per l'ottima compagnia che Daniele e Roberto mi hanno regalato, ringraziandoli, spero proprio di avere altre occasioni per uscire con loro e magari speriamo anche che qualche altro amico del sito si faccia sotto.

Daniele: Si è concretizzato un sogno! erano anni che, dopo aver letto e visto documentari sulla guerra tra queste montagne e in particolare sul trasporto del Cannone da 149 G, volevo andarci a fare un giro, ma non avevo mai trovato nè l'occasione nè compagni che potessero venire con me (certe cose è meglio farle in compagnia). Ringrazio Riccardo per avermi offerta questa occasione, e con lui Roberto per l'ottima compagnia, con il quale ho anche potuto esprimermi liberamente nel nostro dialetto e vedere le facce di Riccardo nel tentativo di decifrare i nostri discorsi.....

Roberto: Anch'io mi sto rendendo consapevole solo adesso, sistemando le foto, dell'eccezionale avventura fatta. Grazie a te e a Riccardo.

Torna su

Martedi 27 Maggio 2003
Partecipanti : Daniele, Riccardo, Giancarlo
Meta : Monte Asolone, Col della Berretta, Cima Grappa..........

Vai all'itinerario

Punto di ritrovo alle 9.30 appena sotto la cima del Monte Grappa dove la strada devia verso il rif. Scarpone e il monte Pertica. Giancarlo ci chiama per avvertirci che causa incidente è bloccato in strada e arriverà in ritardo. Poco male, ne approffittiamo Riccardo ed io per scambiare quattro chiacchiere e per conoscerci meglio. Finalmente con uno stridore di ruote arriva il simpaticissimoGiancarlo tutto affannato e dispiaciuto per il ritardo ,tanto da partire di corsa appena sceso ancora con lo zaino in mano.... Cominciamo l'escursione percorrendo la dorsale che ci porta alla prima tappa, quel monte Asolone così tanto conteso durante l'inverno e la primavera 17/18, infatti il terreno è tutto solcato da resti di trincee e crateri di bombe. Riconosciamo ad una ad una le varie cime circostanti e le posisizioni degli eserciti contrapposti, poi dopo la foto accanto alla croce di vetta, prosegiuamo verso il Col della Berretta dove giunti ,dopo aver scattato altre foto , con i divertenti tentativi di Giancarlo di usare la macchinetta digitale, sostiamo per rifocillarci. Ripartiamo scendendo verso NO visitando un'osservatorio in caverna austriaco scoperto in mezzo agli alberi, e lungo il sentiero che ci riporta al parchegigo riconosciamo altre postazione delle retrovie austriache. Giunti alle auto, tutti in una ci siamo portati verso la Cima del Grappa, dove nel panorama stupendo della pianura veneta, si son potuti distinguere i luoghi dell'estrema difesa degli italiani, il Montello, il Piave, il Tomba e così via... Una visita d'obbligo ai due ossari quello austriaco e quello italiano, un'accurata esplorazione di alcune delle gallerie laterali facenti parte del grande sistema sotterraneo della Galleria Vittorio Emanuele che faceva del Grappa una vera e propria fortezza, e una visita al museo nei locali della Caserma Milano hanno concluso questa splendida giornata. Poi, dopo i saluti ognuno è risalito nella propria auto e via.....aspettando magari il prossimo appuntamento.

Torna su

Lunedi 19 maggio 2003
Partecipanti: Girardini Daniele, Penzo Dante, Belvedere Roberto
Meta : Monte Testo e Roite (gruppo del Pasubio)........................Vai all'itinerario

Causa problemi traffico l'incontro che doveva essere al Pian delle Fugazze alle ore 8.15 è stato invece un po' più giù, ad Anghebeni alle 8.40, senza intaccare però "la tabella di marcia" prevista. Dopo le presentazioni, era la prima volta che ci incontravamo con Roberto di persona, abbiamo prosegiuto verso il luogo di partenza. Pur avendo organizzato noi l'escursione, ci siamo affidati completamente alla guida di Roberto che conosce molto bene questo versante del massiccio del Pasubio. Lungo la salita si è discusso del più e del meno, ma sopratutto del sito e della Grande Guerra, riconoscendo i vari luoghi e i fatti lì accaduti, man mano che si procedeva. Roberto era sopratutto alla ricerca di un'iscrizione che gli avevano segnalato, della quale ci siamo messi subito alla ricerca appena giunti in vetta al Testo. Ricerca breve visto che subito l'ho trovata appena sotto la cima del monte. Così mentre lui si metteva all'opera con pennellie gessetti per renderla più leggibile, Dante e io iniziavamo l'esplorazione delle numerose gallerie che da lì si dipartivano. Finiti questi " lavori" ci siamo concessi una breve sosta pasto e dopo le fotografie di rito,siamo ripartiti per le postazioni del Roite. Visitate anche queste, la nostra intenzione era di raggiungere il dente austriaco, ma causa ancora l'abbondante neve presente man mano che si saliva e le previste due ore e mezza per il ritorno alla macchina ci hanno fatto propendere per la via di ritorno, anche perchè quello che avevamo visto ci aveva già appagato della fatica fatta. Al ritorno siamo passati al Rifugio Lancia, ancora chiuso ma dato che c'era uno che ci stava lavorando, sono riuscito a farmi mettere l'immancabile timbro sul mio libretto di via.... Lungo la discesa Roberto ha fotografato un'altra iscrizione e poi giunti alle auto un saluto e una stretta di mano hanno concluso questa prima uscita dell'anno.....

Torna su

Torna alle Escursioni