| 4 gennaio | Monte Cengio (inv) |
| 5 gennaio | Montello, Nervesa, Bassano |
| 12 febbraio | Cima Vezzena (inv.) |
| 22 aprile | Monte Mosciagh |
| 15 maggio | II° Pranzo Ufficiale, Solignano (Mo) |
| 23.24 maggio | Carso isontino |
| 10.11 agosto | Sogli Bianchi, Roite,Pasubio |
| 17 novembre | Monte Grappa, Alta Via degli Eroi |
| 27 novembre | Lago di Garda, Tagliata del Ponale |
| 4 dicembre | III° Pranzo Ufficiale, Vicenza |
- 4 dicembre 2004, Vicenza, III° raduno/pranzo degli amici di cimeetrincee
- Partecipanti: Daniele e Ornella, Riccardo e Silvia, Roberto e Bruna, Dante e Debora, Damiano e Monika, GianCarlo, Adolfo, Mario, Mauro e Ivan.
Finalmente la data del III° raduno/pranzo degli amici di cimeetrincee è arrivata. Questa volta si è offerto di organizzare l'incontro nella sua Vicenza, l'amico e collaboratore Roberto. Appuntamento all'uscita Vicenza est dell'autostrada dove all'ora prestabilita c'eravamo quasi tutti, visto che "qualc'uno" anche per recuperare un pacco destinato al sottoscritto aveva sbagliato raccordo autostradale rischiando di proseguire il suo viaggio verso i confini del paese..... La comitiva quindi alla fine si è riunita nelle sale del Museo del Risorgimento di Vicenza, prima tappa della giornata, dove oltre a cimeli della Grande Guerra abbiamo potuto ammirare altri interessanti oggetti ed armi del risorgimento e della seconda guerra mondiale. All'uscita la foto di gruppo con "striscione" , una sorpresa preparata da Roberto e Bruna. Quindi ci siamo portati verso il ristorante dove abbiamo potuto gustare alcuni piatti tipici della cucina vicentina. Durante il pranzo sui Pc portatili a nostra disposizione giravano, seguite con interesse, le foto di alcune nostre escursioni e le immagini di un documentario che l'amico Mauro, gran esperto della zona del Garda e delle fortificazioni che la circondano, ci aveva portato, assieme ad alcune pubblicazioni gentilmente donateci, a suggellare una nuova amicizia e collaborazione tra i nostri due gruppi di ricerca storica. Tra discorsi seri, battute un po' meno serie, scambi di omaggi vari, come i calendari preparati da Nello, le ore sono passate in un baleno. Peccato che il nostro "vecio alpin" Giancarlo sia dovuto andare via prima della conclusione, ma con ampiamente giustificati motivi. Un dolce fatto in casa accompagnato da un eccellente Malvasia passito ha concluso degnamente il pranzo. All'uscita le ultime "ciacole" e i consueti saluti hanno suggellato l'ennesima bella giornata passata in allegra e piacevole compagnia. Un particolare mi ha colpito di questo terzo incontro ed è il fatto che, a parte noi tre (Nello, Roberto ed io con le rispettive consorti) tutti gli altri partecipanti (tranne Adolfo e Dante) sono stati sempre diversi in tutti i tre gli incontri, cosa che se da una parte si può considerare positiva perchè significa che il gruppo si allarga, dall'altra può far sorgere il dubbio che....una volta (con noi) basta e avanzi.....mah, io credo e spero non sia proprio così visto le testimonianze di stima e affetto che riceviamo continuamente, tanto da aver già fissato per la prossima primavera l'appuntamento per il IV° raduno.
- 27 Novembre 2004 Lago di Garda, Tagliata del Ponale, Monte Brione
- Partecipanti: Riccardo, Matteo, Roberto, Damiano, Mauro, Ivan, Lorenzo.
Relazione di Fortunato Riccardo
Era molto tempo che volevo visitare la zona del fronte Alto Garda-Giudicarie. Non si tratta di zone dove avvennero epiche battaglie se non qualche scaramuccia fra pattuglie, questo grazie anche allimponente opera di fortificazione a cui si dedicarono gli AU nel corso degli anni precedenti il conflitto. Quindi una zona ricca di forti e trincee, dove i manufatti bellici sono in abbondanza e in ottimo stato .insomma una zona da visitare e valorizzare. Valorizzazione al quale l'amico Mauro Zattera sta dedicando moltissimo del suo tempo con grande impegno. Mauro, persona disponibilissima, mi offre lopportunità di visitare il fronte di Riva del Garda, proponendosi lui come guida. Quale miglior cicerone potevo chiedere ? Mauro che è anche il proprietario del sito www.fortietrincee.it. recentemente gemellato con il nostro, ci organizza lescursione che comprende la visita al M. Brione, una vera montagna fortificata al mattino e la Tagliata del Ponale al pomeriggio. Lappuntamento è fissato al porto S. Niccolò. I primi ad arrivare siamo Damiano, Roberto, mio figlio Matteo ed io, subito dopo Mauro ed Ivan. Si comincia subito con la visita al Forte Garda, bellissimo esempio di fortezza di 3a generazione, il quale era dotato di torrette mod. Shumann con obici da 10 cm, riflettore da 90 cm a scomparsa e difeso da batterie di mitragliatrici e pezzi di piccolo calibro. Allarrivo al forte, Mauro incontra un suo carissimo amico, il Ten.Col. G. Menotti, cui chiede di poterci far visitare la Batteria S. Niccolò altrimenti chiusa al pubblico, che acconsente molto volentieri facendoci da guida. Finita la visita alla Batteria ci congediamo da Menotti e proseguiamo verso la Batteria di Mezzo. Questo forte di 2a generazione si trova sul ciglio del M. Brione. Da qui si domina tutta la zona est ed ovest dellAlto Garda. Lopera di fortificazione AU in questa zona è veramente unica ed esemplare. Fortunatamente nonostante le guerre e l'incuria delluomo tutto è in ottimo stato di conservazione, quindi risulta molto chiaro come gli AU avessero alzato un vero e proprio muro difensivo arroccandosi in modo stupefacente. Dopo aver pranzato, nel pomeriggio ci portiamo in prossimità della vecchia strada del Ponale, che al tempo della Grande Guerra era lunico accesso per un eventuale sfondamento Italiano in direzione di Riva dalla Val di Ledro. Si unisce alla comitiva Lorenzo, amico di Mauro e Ivan per poterci far da guida e cicerona nella visita alla Tagliata del Ponale. La "Tagliata" è un ottimo esempio di fortificazione in galleria scavata nella roccia a picco sul lago. Un vero labirinto di tunnel e feritoie con vista sul lago a difesa di Riva, tutte comunicanti fra loro, per poter unire i cinque livelli che la compongono. Il suo compito era quello di proteggere la strada del Ponale da un eventuale attacco italiano. I due eserciti erano molto vicini fra loro, nel punto di maggior contatto la distanza era poco più che 50 metri. Allinterno delle gallerie sono ancor oggi visibili vari manufatti. Da vasche per la raccolta delle acque, ad una fontana a scale perfettamente conservate. Caratteristica è la scala che scende dalla seconda galleria fino al livello del lago. Duecento gradini con una pendenza mozzafiato. La Tagliata, oltre a presentare gallerie fortificate era servita anche da ridottini, quale il Fortino Rosso detto "traditor" per la sua posizione e il Forte Bellavista oggi divenuto un ristorante. Il complesso era completamente autonomo. Lenergia elettrica era garantita da generatori , i vari livelli erano collegati da moltissime teleferiche che servivano per il trasporto di munizioni e viveri. Progettista di questa opera di ingegneria militare fu il Generale del genio Anton Schisser, il miglior esperto di tecnica delle fortificazioni austriache sul fronte italiano. La particolarità di questa visita è che si tratta di un reperto eccezionale dal punto di vista storico e mozzafiato da un punto di vista paesaggistico. Per chiudere la giornata in bellezza,prima dei saluti, Mauro ci presente il Sig. Cipelli, figlio del Ten.Cipelli che comandava una sez. di mitragliatrici sul M. Sperone.
- 17 Novembre 2004. Monte Grappa , Alta Via degli Eroi.
- Partecipanti: Daniele e Roberto
Una telefonata e via.....con Roberto si fa presto a mettersi d'accordo quando si tratta di fare un'escursione in zone storiche, visto che questa escursione è stata decisa all'ultimo momento qualc'un'altro non è riuscito liberarsi dagli impegni e così ci siamo trovati noi due a fare questa escursione di metà inverno...Appuntamento quindi a Romano d'Ezzelino ai piedi della colonna che indica l'inizio della Strada Cadorna che porta su alla Cima Grappa. Dopo aver trasbordato il materiale in una sola macchina siamo partiti. Lasciata la macchina praticamente in mezzo alla neve all'altezza della Casera Val di Melin siamo saliti verso la cresta sbucando sulla forcella dei Lebi; la neve era ben compatta e le ciaspe perciò son rimaste nello zaino, la giornata splendida ci permetteva una visione completa a 360° del panorama e il riconoscere le varie linee di combattimento dalle Dolomiti al nord, proseguendo per la stretta di Quero e avanti fino al Montello e al Piave a sud, dava alla gita un interesse storico di tutto rispetto. Proseguendo lungo la cresta in direzione NE pur sepolti dalla neve abiamo incontrato numerosi resti di caverne e trincee fino ad arrivare nei pressi della Galleria Bologna, dove abbiamo potuto fotografare con alcuni esercizi di equilibrismo, la targa che ne segnalava l'entrata. Il nostro percorso in cresta è continuato toccando le cime del Casonet, del Col dell'orso, del momte Salarol e del Solarol dal quale poi siamo discesi tagliando il ripido pendio in parte coperto dala neve in direzione della malga Salarol, dalla quale abbiamo iniziato il percorso di rientro lungo, da prim, la Val dei Veci e quindi attraverso la Val delle Mure, raggiungendo l'auto quando il sole ormai era già tramontato dietro il monte Grappa. Ridiscesi a valle ci siamo salutati dopo aver ricevuto la chiamata dall'amico Michele che non avendo potuto partecipare voleva sapere come era andata....
- 10 -11 Agosto 2004 Sogli Bianchi, Roite, Pasubio
- Partecipanti: Riccardo, Roberto, Gianni, Daniele
Questa appena passata non è stata certo fra le migliori estati da dedicare alle escursioni sul fronte. Ma noi di cimeetrincee abbiamo voluto onorare la nostra passione per la storia riuscendo ad approfittare del più piccolo spiraglio di bel tempo in concomitanza con la libertà di impegni, per uscire alla ricerca di itinerari a noi nuovi. In agosto (10-11) decidiamo di fare la traversata del gruppo del Pasubio partendo dalle retrovie AU fino a quelle Italiane (dal Passo della Borcola - a Colle Xomo) con pernottamento in tenda in "zona di guerra". Lappuntamento viene fissato a Ponte Verde. All escursione partecipano i soliti Roberto, Daniele, Riccardo e per la prima volta Gianni. Lasciamo una macchina sulla strada per Colle Xomo (altezza Val Fontana dOro) e con l altra ci portiamo al punto di partenza al P.so della Borcola (m. 1207). Zaini in spalla (leggeri come sempre) e partenza. Il primo tratto del sentiero ( sent. CAI 147 E5 ) si dimostra subito impegnativo. E la parte più faticosa del percorso. Fortunatamente si percorre per intero all interno di un bosco, quindi evitiamo il caldo. Questo percorso veniva usato dagli AU per rifornire le prime linee del Pasubio, infatti incontriamo subito alcuni manufatti e resti di caverne. Usciti dal boschetto ci troviamo su di un pianoro erboso e pieno di mughi, dove incontriamo lultima trincea AU prima delle retrovie, ancora pressoché intatta. Qui comincia la nostra ricerca. Facciamo qualche uscita fuori sentiero per poter ispezionare alcune cavernette alla ricerca di graffiti per la felicità di Roberto .. e non solo sua. Riprendiamo il percorso passando accanto alla ormai abbandonata Malga Costa e sopra i Sogli Bianchi. Il panorama da quassù e mozza fiato. Lasciamo il sentiero CAI per proseguire sul Sent. E5 (m. 2038). Il sentiero torna a salire su di un crinale che da la possibilità di sbirciare nella sottostante Val Caprara. Cerchiamo invano una caverna dove Roberto dice esserci una scritta ma non riusciamo a trovarla. Intanto il tempo comincia a fare qualche capriccio, gocce di pioggia e foschia ci deludono un po ma fortunatamente durano pochissimo. E quasi ora di pranzo e allo stomaco non si comanda.. Ci fermiamo a mangiare un boccone e riprendere fiato. La gita prosegue benissimo siamo tutti contenti, ma ad un certo momento qualcuno esclama .. porc....! ho dimenticato il sacco a pelo in macchina .. e dovendo pernottare in tenda non è il massimo. Quel qualcuno è Daniele ma essendo lui un vero montanaro non si scoraggia e decide di proseguire riponendo la sua fiducia nella coperta termica che tiene sempre nello zaino e anche perché tornare indietro voleva dire rinunciare alla gita. Ci portiamo in vista dei Denti. Percorrendo questo sentiero da Nord a Sud ci rendiamo conto del gran lavoro di fortificazione svolto dagli AU prima dell ingresso nel conflitto con lItalia, non vi è un tratto di terreno dove la guerra non abbia lasciato traccia. Il percorso è un vero e proprio labirinto di camminamenti, grotte, casermette ecc.. Arrivati in prossimità zona Sette Croci, cerchiamo un posto per passare la notte. La scelta cade sulla zona appena sotto il Groviglio,in vista dei due Denti, esattamente dove gli Alpini del Battaglione Cervino cercarono invano più volte di sfondare. Montiamo la tenda e cominciamo a preparare un buon piatto di pasta. Siamo circondati dai più famosi capisaldi, Cucuzzolo dei Morti, Cappello del Carabiniere, Ferro di Cavallo etc. Attendiamo il tramonto e mentre scende la notte nelle nostre teste non può che passare un unico e doveroso pensiero rivolto agli uomini che quassù passarono 3 anni della loro vita e molti vi rimasero per sempre. Siamo soli, il tempo sembra che regga quindi .meglio di così!!! A notte fonda facciamo un giro fino alla trincea del Groviglio, latmosfera e fantastica e le domande nella nostra testa fioccano a centinaia, distesi sui sassi scrutiamo un po il cielo, è la notte di San. Lorenzo, e dopo aver svegliato Riccardo che a furia di "farsi domande" si era addormentato sui sassi, ritorniamo alla tenda a dormire. La mattina sveglia presto, colazione, partenza. Saliamo al Piccolo Roite trasformato in vera e propria fortezza e poi al Dente Austriaco (m.2203) per il versante Nord. Daniele e Gianni visitano tra le altre la galleria Ellison, io mi soffermo sulla cima, Roberto si incammina da solo alla ricerca di un graffito di cui aveva notizie. Decidiamo di incontrarci alle Porte del Pasubio dove al Rif. Gen. Papa ci aspetta una bolgia di persone (fine della solitudine). Prendiamo una bottiglia d'acqua e scendiamo verso valle. Il progetto iniziale prevedeva la discesa per il sentiero della ripida Val Fontana dOro, ma una frana di cui noi non avevamo notizie ostruiva il sentiero. Non rimaneva che proseguire per la "solita" ma sempre bella strada delle Gallerie fino a Colle Xomo ove mentre noi ci ristoravamo con una birra fresca leroico Daniele si è sorbito l ulteriore compito di andare a recuperare la macchina posta a circa 3 Km. Al ritorno di Daniele siamo partiti per recuperare laltra vettura e dove ci siamo divisi e salutati.
Partecipanti: Roberto e Bruna (solo il 23), Michele, Riccardo e Daniele
Visto che la neve è ancora abbondante sulle montagne, abbiamo pensato di celebrare la data del 24 maggio con un'escursione alla ricerca di scritte e fregi nelle trincee ormai nascoste dalla vegetazione del Carso Isontino. Appuntamento quindi la mattina del 23 al parcheggio del Sacrario di Redipuglia per una visita allo stesso e alla mostra sui graffiti e iscrizioni allestita in una sala del museo per la felicità di Roberto che di questo tipo di ricerca è cultore appasionato. Dopo il pranzo al sacco ci siamo spostati verso Boneti dove con i libri degli Scrimali alla mano abbiamo cominciato la nostra ricerca che ci ha portato tra trincee e boscaglia a quota 208 sud che domina gran parte della zona del Carso, dopo aver trovato nel nostro esplorare la galleria del 113° fanteria Btg. Mantova e del 3° zappatori, la galleria del 114° detta "Restaurant", un posto di vedetta ormai tra il fogliame e la Grotta dell'Artiglieria del 2° reggimento artiglieria da montagna, a testimonianza della presenza degli alpini sul Carso. Dopo aver visitato alcune altre postazioni siamo ritornati alle auto e dove Roberto e Bruna ci hanno salutato e sono tornati verso casa, mentre Nello, Michele ed io ci siamo diretti verso il punto scelto per piantare la tenda nei pressi di quota 144. Prima di accamparci per la notte però abbiamo avuto ancora tempo per trovare e esploare la lunghissima e profonda grotta "generale Ricordi". Questa grotta tutta gradinata fino al fondo aveva sopra l'entrata una targa dedicata al comandante austriaco Fillinger e nel '17 dopo la conquista italiana questa targa fu ricoperta con un altra dedicata al Generale Ricordi che qui aveva il comando e qui cadde a causa di un colpo d'artiglieria. Di queste targhe ora è rimasta solo l'originale austriaca. Dopo la notte in tenda, alla mattina, una telefonata di Roberto con sottofondo "la Canzone del Piave" ci ricordava che era il 24 maggio, 89° anniversario dell'entrata in guerra dell'esercito italiano, dandoci il via per un'altra giornata ricca di scoperte ed esperienze. Abbiamo così potuto "trovare" il Comando del 7° bersaglieri sulle pendici di quota 144, le trincee del monte Debeli con le loro iscrizioni e graffiti, ancora in buone condizioni, con i gradini che migliaia di fanti hanno salito per uscire all'attacco, e in particolare la cavernetta blindata dell'Appostamento N°2 dei Reparti Lanciafiamme tipo Herzent-Thirion con il bellisimo fregio del Genio Zappatori. La giornata giungeva al termine e quindi siamo ritornati alle auto non prima però di un'ultima ricerca in una dolina nascosta dalla vegetazione di alcune gallerie recanti un iscrizione dei reparti pioneri austriaci denominati "A.Beran". Quindi dopo i consueti saluti e commenti sui due giorni trascorsi assieme ci siamo dati senz'altro appuntamento per altre interessanti escursioni.
P.S. Tanto per "rivivere" appieno lo spirito di trincea dei fanti, a conclusione della giornata, una volta giunti a casa, abbiamo fatto la non gradevole scoperta di essere stati colpiti in più punti dalle zecche.....
15 Maggio 2004 Solignano di Castelvetro (Mo), II° Raduno/Pranzo degli amici di CIMETRINCEE.IT
Partecipanti: Daniele e Ornella, Riccardo e Silvia, Roberto e Bruna, Lorenzo e Katia, Amos, Adolfo, Fabrizio e Silva, Gianni e Consuelo, Diego e Luciano.
Visto il "successo" del primo raduno/pranzo degli amici del sito dello scorso autunno, si è pensato di replicare l'occasione di incontro. Questa volta si sono "offerti" di organizzare il tutto Lorenzo e Katia, e quindi dopo le ormai consuete e-mail di conferma e non, ci siamo ritrovati anche stavolta in buona compagnia. Tra l'altro rispetto al precedente, tolte ormai le coppie "ufficiali" del gruppo c'è stato un ricambio completo di nuovi partecipanti. Peccato che all'ultimo momento, l'amico Camilot non abbia potuto partecipare in quanto influenzato e con lui la moglie e il piccolo Erwin, che senz'altro sarebbe stato oggetto di particolari attenzioni da parte delle signore presenti. Appuntamento quindi all'uscita autostradale Modena sud, e dopo i consueti saluti e presentazioni per quelli che si incontaravano per la prima volta, in "autocolonna" ci siamo diretti al ristorante "la Cà Bianca" dove abbiamo "qualcosa di più che assaggiato" le specialità della zona, i tortellini fatti in diversi modi, il gnocco fritto da riempire con gli affettati (almeno io ho fatto così), le tigelle da riempire con il lardo e il grana e che "qualcuno" ha pensato bene di provare con abbondante "Nutella". Tra una "ciacola" e un bicchiere di Lambrusco il tempo è scorso via velocemente. Dopo pranzo e la consueta foto di gruppo, ci siamo diretti verso Carpi, a casa di Katia e Lorenzo, dove mentre le signore scambiavano quattro chiacchiere, abbiamo potuto ammirare la splendida e ricca collezione di cimeli della Grande Guerra di cui Lorenzo è orgoglioso proprietario. Collezione che pur trovandosi in un piccolo spazio non ha niente da invidiare a quelle di più ben più celebrati musei. Dopo aver visionato alcune foto dell'ultima escursione degli amici del sito è arrivato il momento dei saluti e dei futuri appuntamenti che senz'altro andranno ad arricchire le pagine del sito e sopratutto le nostre esperienze personali. In conclusione volevo ringraziare tutti quelli che hanno partecipato e spero sia stata ancora una volta una piacevole esperienza, e in particolare Katia e Lorenzo per la loro disponibilità ed organizzazione.
22 Aprile 2004
Partecipanti: Daniele e Ornella, Giancarlo, Roberto, Michele
Nonostante la neve sia ancora abbondante in alta (ma neanche poi tanto) quota, la voglia di andare per i monti è tanta, e così, dopo esseci accordati alla solita maniera, via e-mail e giro di telefonate, ci siamo ritrovati in cinque ad andare sul Mosciagh, anche per vedere di persona il luogo della famosa rinconquista dei cannoni, perduti durante un attacco austriaco, nel maggio del '16, da parte della Brigata Catanzaro. Appuntamento quindi all'uscita della Valdastico, Piovene-Rocchette, dove dopo i saluti e le presentazioni da parte di chi si incontrava per la prima volta, con due macchine abbiamo raggiunto il punto di partenza dell'escursione, alcuni tornanti prima del forte Interrotto, causa la presenza di neve lungo la strada. La giornata era splendida e il camminare sulla neve in un silenzio da favola per niente faticoso. Dopo circa un'ora di cammino abbiamo raggiunto la radura ai piedi del Mosciagh dove in parte sepolti dalla neve spuntavano le croci e i muretti di due cimiteri austriaci. Il sole, la neve, il silenzio del posto creavano un'atmosfera magica. Dopo una piccola sosta per consumare il pranzo al sacco, abbiamo risalito le pendici del monte seguendo le tracce di una profonda trincea che ne segnava il terreno. Purtroppo sulla piccola radura in cima del Mosciagh non c'è niente che possa ricordare i duri combattimenti avvenuti in quel luogo, ma le nostre informazioni sull'argomento ci hanno permesso di riconoscere la zona e immaginare come poteva essere all'epoca dei fatti e come questi probabilmente si sono svolti. Ridiscesi verso il piano dopo alcune foto presso il forte Interrotto, abbiamo visitato alcune gallerie austriache sottostanti e le postazioni del monte Rasta, dal quale lo sguardo spazia per tutta la conca di Asiago, e dalle quali gli austriaci respingevano a colpi di mitraglia i ripetuti attacchi italiani. Per finire la giornata, siamo arrivati giusto in tempo per la visita al museo della Grande Guerra di Canove di Roana, grazie alla cortesia del custode che stava per chiudere. Una birra fresca e quindi il ritorno alle auto e gli arrivederci ad altre occasioni hanno concluso questa ennesima riuscita escursione degli amici di cimeetrincee.
12 Febbraio 2004
Partecipanti : Daniele, Roberto, Silvio
Anche questa escursione decisa all'ultimo momento, dopo uno scambio rapido di telefonate tra me e Roberto, si è rivelata molto interessante sia dal punto di vista storico che puramente escursionistico. Appuntamento all'uscita della Val d'Astico, Piovene - Rocchette, e scambio rapido di saluti e mezzo di trasporto e via fino al Passo Vezzena che ci aspettava illuminato dal sole mentre la nebbia nascondeva i paesi a quota più bassa. Le ciaspe che avevamo nello zaino non sono servite ( se non per raggiungere il forte Verle) in quanto la neve sul sentiero era ben "impaccata" e permetteva un rapido e agevole passo. Lasciate sulla destra le rovine del forte Busa Verle, riproponendoci di visitarlo al ritorno, abbiamo seguito l'ampio sentiero innevato che in circa due ore ci ha portato al Pizzo Vezzena e ai resti dell'omonimo forte a quota m.1908. Questo, considerato più un osservatorio corazzato che vero e proprio forte, aveva all'epoca, due casematte metalliche fisse, ciascuna con due mitragliatrici, ed una cupola d'osservazione girevole d'acciao che poteva all'occorenza alloggiare una quinta arma automatica. disponeva anche di un riflettore a scomparsa per la sorveglianza notturna del settore. Costruito in calcestruzzo rafforzato con putrelle d'acciaio, era ricoperto con lastre di zinco a protezione di pioggia e neve. Attualmente non restano che alcuni ruderi, ma in buono stato si trova la facciata nord che si affaccia sul magnifico paesaggio, a strapiombo, della Val Sugana e a sud controlla tutta la zona del Basson, teatro nell'agosto del '15 del tragico attacco della Brigata Treviso alle postazioni austriache. Dopo aver mangiato e dopo un'accurata esplorazione del forte e dei suoi dintorni con le immancabili foto, abbiamo preso la strada del ritorno, non lasciandoci fuggire però l'occasione, di visitare anche l'interno del Forte Busa Verle che avevamo trascurato alla patenza. Giunti al parcheggio a malincuore siamo ripartiti, abbandonando la zona ancora soleggiata per rituffarci nelle nebbie delle zone più basse e al grigiore della pianura, facendo già programmi però per ulteriori e prossime uscite.
5 Gennaio 2004
Meta : Nervesa della Battaglia - Montello - Bassano del Grappa
Partecipanti : Daniele, Riccardo, Roberto
Dopo la giornata sulle nevi del Cengio naturale seguito non poteva esere che una giornata "culturale" ai luoghi della memoria della Grande Guerra. Non avendo potuto partecipare il giorno precedente per motivi di lavoro, non potevo però non approffittare di questa occasione per rivedere gli amici del sito Roberto e Riccardo e quindi dopo il consueto scambio di telefonate l'appuntamento è stato fissato al Sacrario del Montello nei pressi di Nervesa della Battaglia. Imbottigliati nel traffico di Montebelluna Roberto e Riccardo mi avvertono che saranno in leggero ritardo e così ne approffitto per portarmi avanti con la visita al Sacrario e al piccolo museo al suo interno, in completa solitudine, cosa che tra le cellette e le lapidi di marmo mi dà una strana sensazione. Nel frattempo anche gli altri due sono arrivati e dopo i saluti giriamo assieme per i vari corridoi del Sacrario. Una rapida puntatina a Nervesa per fotografare uno dei barconi del genio che venivano usati per attraversare il Piave e per fare le consuete considerazioni sulle posizioni contrapposte degli eserciti all'epoca della battaglia del Piave e poi in macchina a visitare il cimitero Britannico di Giavera del Montello. Come tutti i cimiteri Britannici anche di questo colpisce la perfetta cura e manutenzione dell'erba e delle lapidi, interessanti non solo per i sentimenti che la lettura dei nomi, delle date, degli epitaffi riescono a suscitare, ma anche perchè su ogni lapide è inciso lo stemma del corpo d'appartenenza del caduto. Dopo il pranzo, durante il quale si è molto discusso del sito e delle prossime iniziative ad esso correlate, nell'unico locale che abbiamo trovato aperto là in zona, ci portiamo a Bassano per la doverosa passeggiata sul famoso ponte e la visita al piccolo ma fornito museo che si trova nella sede dell'ANA proprio vicino al ponte. Ormai il sole cominciava a scendere ed era giunto il momento di salutarci, dandoci però appuntamento per un' altra occasione d'incontro.
P.S. Giunti a casa alla sera, abbiamo la sorpresa di trovare nelle e-mail una foto in allegato di uno degli adesivi di cimeetrincee che avevamo lasciato, come consuetudine, nel libro delle firme del Sacrario del Montello, foto speditaci da ............nuovo amico del sito, nonchè custode (pomeridiano) del Sacrario.
4 Gennaio 2004
Partecipanti : Roberto, Riccardo, Antonio, la moglie Francesca, Vanessa.
Relazione di Fortunato Riccardo
Approfitto di un periodo di vacanze per andare a visitare un altro tratto del fronte. Chiedo a Roberto e Daniele se sono disponibili. Roberto accetta volentieri, Daniele invece suo malgrado deve rinunciare. Propongo a Roberto il Pasubio, che ho già visitato in periodi estivi, ma che non ho mai visto in veste invernale, "credo sia uno spettacolo della natura". Purtroppo, le condizioni del gruppo in questione, viste le abbondanti nevicate del periodo, non consentono un facile accesso. Roberto essendo un profondo conoscitore delle montagne che lo hanno visto crescere, non fa fatica a propormi un itinerario storico alternativo. La scelta cade sul M.Cengio ( mt. 1347). Si tratta di una bastionata all'inizio della Val D'Astico per chi proviene da Vicenza. In mano Italiana fin dall'inizio delle ostilità, per la sua posizione strategica, poichè sentinella della laterale Val Canaglia, che collega Asiago alla pianura Vicentina, e quindi di vitale importanza strategica, fu oggetto di particolari attenzioni da parte degli AU. L'appuntamento è alle 9.00 dove si uniscono a noi, Antonio fratello di Roberto con la moglie Francesca e Vanessa, un'amica. Lasciata la macchina in prossimità della vecchia stazione di Campiello ( mt. 986), dove fino agli anni sessanta fermava una vecchia locomotiva che dalle valli Vicentine saliva su per la Val Canaglia fino ad Asiago, e nel periodo bellico usata dall'esercito Italiano per il trasporto di materiali e truppa nella zona in questione, cominciamo a camminare. Prendiamo la strada asfaltata che in circa un'ora ci consente di arrivare fino al Piazzale Principe di Piemonte. Prendiamo il sentiero (651 CAI) denominato "sentiero dei Granatieri". Incontriamo le prime trincee. Il 3 giugno 1916, pattuglie AU iniziarono l'attacco alle trincee del Cengio, proprio mentre la Brigata Modena dava il cambio alle prime linee. Dopo ore d'intenso bombardamento, in tarda mattinata gli AU attaccarono in forze, costringendo gli Italiani ad arretrare. La lotta fu cruenta, gli Italiani si batterono ammirevolmente, in special modo si distinsero i "Granatieri di Sardegna", facendo poi nascere nel dopoguerra la famosa leggenda del Salto dei Granatieri, ove si racconta che i soldati Italiani stremati e finite tutte le munizioni pur di non cadere prigionieri, si lanciavano nel vuoto, avvinghiandosi al nemico trascinandolo con sè. Il contrattacco non si fece attendere. Dopo alcuni giorni di combattimenti in cui si persero 10.000 uomini, con gli AU stremati per l'immane sforzo, abbandonarono le posizioni il 25 giugno 1916 , cosicchè gli Italiani rientrarono in possesso del Cengio il giorno 26 per non cederlo più, fortificandolo poderosamente con opere difensive, che ancor oggi sono ben visibili ai visitatori. Continuiamo la nostra escursione fra gallerie più o meno lunghe. Il sentiero dei Granatieri è un bellissimo ed aereo percorso dove il dislivello è minimo, ma i tratti esposti ma ben attrezzati ne fanno un'escursione molto interessante non solo da un punto di vista storico ma anche ambientale . La vista spazia dalla pianura Vicentina alla zona del Priaforà al gruppo del Pasubio. Giriamo sotto la vetta, che usciti dall'ultima galleria si raggiunge in poco tempo, troviamo la cappella dei Granatieri con una scultura costruita con schegge di bombe in ricordo dei Granatieri. In circa 3 ore il giro è stato completato. Vuoi l'interesse storico, l'ambiente invernale, vuoi la bellissima giornata, e la compagnia, n'è uscita una gradevole escursione
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