Cesare Battisti (1875-1916)

Nato a Trento nel 1875,da una famiglia religiosa e benestante che gestiva un negozio di generi alimentari, fin dalla gioventù dimostra un instintivo interesse ai problemi dei suoi simili che unito all'amore per la sua terra, gli fece individuare lo stato di soggezzione in cui gran parte della popolazione, in particolare i più poveri, i meno difesi, versava nei confronti dell'impero asburgico. Da questi sentimenti nacque e durò fino alla fine la sua vocazione di patriota e militante socialista. Frequenta l'università di Torino, quella austriaca di Graz e infine quella di Firenze. Raccogliendo intorno a sè le intelligenze più vive tra i suoi compagni, tra il 1894 e il 1896 partecipa alla fondazione della "Società degli Studenti Trentini" e del settimanale "L'Avvenire del Lavoratore". In quegli anni conosce a Firenze la studentessa bresciana Ernesta Bittanti che sposerà nel 1899. Nel 1898 Battisti si laurea in lettere e scienze sociali al Regio Istituto di Scienze Superiori di Firenze, presentando una tesi di laurea sul Trentino. Rifiutando la cattedra universitaria propostagli, ritorna a Trento dove subito fonda la rivista "Tridentum" che dirigerà fino alla guerra, dove sempre più chiaro diventa il suo programma di polarizzare il meglio dell'intelligenza trentina, al fine di opporre un fronte di cultura italiana alla massiccia preminenza della organizzazione culturale austriaca. Fonda anche un'altra rivista settimanale "Vita Trentina" che assieme all'altra subisce tagli da parte della censura Austriaca. Battisti pubblica allora gli articoli, non sostituendo le parti censurate, ma lasciando gli spazi bianchi delle parti mancanti in segno di accusa . Nel 1900 fonda il quotidiano " Il Popolo". Intanto continua a compilare "guide" del Trentino, percorrendo valli e sentieri, che conosce a fondo e la cui conoscenza gli verrà utile durante la guerra. Nel 1902 viene eletto consigliere comunale di Trento e affronta con maggior vigore i temi locali. Si batte contro le tasse troppo elevate, le farine guaste, il pane cattivo, contro la pellagra da disvitaminitosi alimentare che fa strage nel Trentino di allora. Lotta anche per la creazione di un'università italiana, che dopo il 1866, perduti i contatti con Padova, non esiste più e non contribuisce alla formazione culturale della gioventù trentina, costretta a far capo all'università di Graz, partecipando anche in prima persona alle agitazione studentesche ad Innsbruck e subendo le cariche della polizia asburgica. Prima deputato regionale della Dieta di Innsbruck nel 1911 viene nominato dagli elettori del collegio di Trento, deputato al parlamento di Vienna. Ormai per Battisti , fino allo scoppio della guerra, sarà un percorrere una via senza ritorno. Egli ha già dichiarato la sua personale guerra all'Austria da anni

Così nel 1913 decide di collaborare con lo Stato Maggiore dell'esercito italiano, e per esso compila una dettagliate guida del Trentino, che vede la luce nel 1914. Ad agosto scoppia la Prima Guerra Mondiale. Il 12 dello stesso mese Battisti con la moglie e i tre figli, abbandona la casa,ogni suo bene,varca il confine e sitrasferisce a Milano. L'Italia dichiara la sua neutralità, ma Battisti prosegue la sua lotta perchè si entri in armi nel conflitto. Dall'Ottobre del '14 al Maggio del '15 tiene discorsi in 78 città italiane,riportando quasi ovunque consensi entusiastici, trionfali a Sassari e Cagliari, alternati a opposizioni e dissensi come a Roma e Reggio Emilia e sopratutto a Viareggio dove non riesce nemmeno a tenere la conferenza in programma. Ma ormai la situazione volge all'intervento contro l'Austria e Battisti, allorchè il ministero della guerra consente agli irredenti di indossare la divisa italiana, si arruola come semplice soldato presentandosi volontario tra le file degli alpini venendo inquadrato nella 50° compagnia del battaglione "Edolo" del 5° Reggimento Alpini dislocato nella zona del Tonale. A fine Agosto prende parte ai combattimenti di Punta Albiolo e viene proposto per una medaglia al valore. In autunno l'Edolo viene trasferito sull'Adamello e Battisti in Dicembre è promosso sottotenente e trasferito sul monte Baldo. Per meriti di guerra arriva subito anche la nomina a tenente e un nuovo trasferimento, ma questa volta al Comando della 1° Armata, che vuole sfruttare le sue conoscenze del territorio. Il 15 maggio 1916 si scatena la Strafexpedition e Battisti dopo numerose richieste riesce a farsi assegnare il comando della 2° compagnia di marcia del battaglione alpino "Vicenza" e così ritornare in prima linea. Parte da Verona per la Vallarsa e dopo aver scritto per l'ultima volta alla moglie, riceve l'ordine di conquistare il monte Corno, che dopo il martirio prenderà il nome di Corno Battisti. Diverse e spesso contrastanti sono le testimonianze di come andarono i fatti, unica certezza e che Cesare Battisti piuttosto di scappare si lasciò catturare mentre soccorreva un compagno ferito pur consapevole che per lui l'unica fine sarebbe stata la condanna a morte. Condanna che puntualmente venne eseguita il 12 Luglio 1916 nella fossa del Castello del Buonconsiglio di Trento tramite impiccagione. La salma sepolta da prima nella nuda terra senza cassa, verrà riesumata il 3 Novembre 1918 e trasferita al cimitero militare, e il 24 Maggio 1935 traslata nel Mausoleo della Verruca di Trento.

Leggi anche : Le ultime ore di Cesare Battisti, narrate dal cappellano del Castello del Buonconsigio Giulio Posch

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foto1. Cesare Battisti bambino

foto2. Battisti (in piedi a sx) nel1895 assieme ai fondatori dell'Associazione degli Studenti trentini

foto3. Battisti e la moglie Ernesta

foto4. Con la moglie e il primogenito Gigino. Battisti ebbe altri due figli, Livia e Camillo

foto5. In Vallarsa, intento allo studio di una carta della zona

foto6. Al corpo di guardia Montozzo, al Tonale nel 1915

foto7. Nelle retrovie austriache subito dopo la cattura

foto8. In catene ad Aldeno

foto9. Sulla carretta in entrata a Trento

foto10. Al Castello del Buon Consiglio assieme ad un altro martire irredento Fabio Filzi

foto11. Battisti arriva nel luogo dell'esecuzione

foto12. L'esecuzione

foto13. "Foto ricordo" con il boia Lang

foto14. La salma di Battisti semicoperta dal sudario

foto15. L'esecuzione da un'altra angolazione

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