Archivio Bruna Bucchianeri, Desreumaux
di Gira
19-10-1915
Mia carissima sposa,
Col cuore torturato dal pensiero verso di te e il nostro caro figlio, che non ho pace nè notte e nè giorno, oggi mi prendo il mio fermo pensiero per farti contenta anche te con le mie buone notizie di salute, e come Dio vuole di salute sto bene e così spero che sarà di te e del figlio. Senti mia Eduina, te ti raccomando il papà che ti faccia sapere mie notizie, e hai ragione, ma credimi pure che non è colpa mia perchè io ti ho sempre scritto e fino a che vivo ti scriverò, anche in agonia se il mio sentimento non lo travolge il dolore. Oggi per me è un giorno di pensiero verso di te e il nostro caro figlio, i miei genitori e tutti, perchè chi sa se domani avrò il tempo di poterci pensare. Te dirai come mai certe parole che ti dico, ma è il mio dovere di farti sapere anche a te qualche cosa. Sai bene che anch'io sono al dovere per l'impresa delle nostre terre redenti, che appartengono a noi, e le vogliamo con forza, con onore del valore del Regio Esercito Italiano, e perciò non ci conviene a stare qui fermi, e abbattere il perfido nemico che ha la disperata idea di resistere sul suolo italiano. Dunque in questa avanzata che facciamo io prego Dio e Maria santissima che ci dia forza e coraggio, e portare gloriosa vittoria senza nessuna perdita.. Ma se il destino fosse il perfido piombo mi dovesse colpire, e dovessi cadere io morrò col pensiero a te e figlio e genitori e tutti e col mio fucile rivolto verso il perfido nemico. Dunque io prima di partire voglio chiedere un perdono a Dio, e a te se qualche volta ti avessi offesa, e poi se il destino è per la fine della mia vita dolorosa, io muoio volentieri, e le mie ultime parole saranno : Sposa mia fatti coraggio e ricordati del tuo caro sposo. Figlio mio caro, che non ti ho potuto sentire chiamare babbo, ma ti ho veduto fiero e grosso, e Dio ti mantenga, cerca di prendere la via della cristianità, di farti giovine, onesto e caritatevole verso di tutti specie verso gli infelici. Mia cara per te è un dolore a leggere questa lettera, ma credi che anche io mi sento cadere le lacrime che mi bagnano la faccia, se almeno Dio mi desse quella grazia di poterti abbracciare ancora per una volta uniti al nostro caro e amato figlio. Ma non ti perdere di coraggio che può essere anche più facile che abbia la bella grazia di tornare indietro dopo la vittoria, allora quasi siamo sicuri che un giorno non lontano che ci potremo stringere la mano e dire che siamo felici, e Dio ce lo conceda per sempre. Dunque io ti ripeto di farti coraggio che dopo questa bella vittoria che si spera, io ti scriverò subito e ti farò sapere le mie buone notizie, che ho idea di andare in riposo per qualche mese e più. Altro non mi resta da dirti sappiti portare bene da tutti e guardare il nostro caro figlio e cerca di avere giudizio e di poterti mantenre sempre sola col figlio, che sarai felice per sempre, e nessuno avrà, occasione di dire male di te e sarai rispettata da tutti e diranno che vuoi bene al tuo sposo. Io non ho altro da dirti.
Fatti coraggio e ricevi i miei più cari saluti e baci te e figlio e tutti i nostri parenti, mi firmo per sempre il tuo caro ed affezionatissimo
Bucchianeri Amedeo
Addio Cara e mio caro, vivo per voialtri !
Questa lettera tienila per ricordo, che se ho la fortuna la voglio leggere di nuovo anch'io, e se cresce il nsotro figliolo.
Il Sergente Bucchianeri Amedeo, medaglia d'argento al V.M. è caduto in combattimento il 16 settembre 1916 sul Carso a quota 144.