Testi

Alcuni testi differiscono dalle versioni cantate addirittura per strofe intere che spesso nella versione musicata vengono eliminate completamente. Questo e' dovuto alla fonte dei testi presi in esame che risultano a volte diversi a seconda di chi li cantava o il momento in cui venivano usati. Nonostante questo il loro significato sociale e valore storico non ne viene assolutamente sminuito.

MonteCanino

 
Non ti ricordi quel mese d' Aprile
quel lungo treno che andava al confine
e trasportava migliaia di alpini
su su correte, è l'ora di partir.
 
Dopo tre giorni di strada ferrata
ed altri due di duro cammino
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar.
 
Se avete fame guardate lontano
se avete sete a tazza la mano
se avete sete a tazza la mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.

Monte Cauriol

Tra le rocce, il vento e la neve

siam costretti la notte a vegliar,

il nemico crudele e rabbioso,

lui tenta sempre il mio petto a colpi.

 

Il suo sangue l'ha dato all'Italia,

il suo spirito ai faischi del vin.

Faremo fare un gran passaporto

o vivo o morto dovrà ritornar.

 

Genitori piangete piangete,

se vostro figlio non dovesse tornar.

Vostro figlio è morto da eroe

sull'alte cime del Monte Cauriol.

Torna ai Canti

E' morto un Alpino

E' morto un Alpin, sulla montagna

Ritornava dal confin dopo la guerra:

ma quando l'Alpin l'è cascà in terra

fu lì un angel del Trentin

che ghe diseva:

" O bell'alpino, alla tua casetta

manda un saluto: io l' porterò"

Allora l'Alpin l'ha verti i oci,

ghe parea che l'angiol fosse lì vicino:

"Angel del cielo, l'ultimo mio baso

prtemel caldo al mio tesor,

portemel caldo al mio amore."

E' morto un Alpino

La Canzone del Grappa

Monte Grappa tu sei la mia patria,

sovra a te il nostro sole risplende,

a te mira chi spera ed attende

i fratelli che a guardia vi stan.

Contra a te già s'infranse il nemico,

che all'Italia tendeva lo sguardo:

non si passa un cotal baluardo

affidato ad italici cuor.

Monte Grappa tu sei la mia patria,

sei la stella che addita il cammino,

sei la gloria, il volere, il destino,

che all'Italia ci fa ritornar.

Le tue cime fur sempre vietate

per il piè dell'odiato straniero

dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero

che pugnando più volte tentò.

Qual la candida neve che al verno

ti ricopre di splendido ammanto,

tu sei puro ed invitto col vanto

che il nemico non lasci passar.

 

Monte Grappa tu sei .....(...........)

 

O montagna per noi tu sei sacra

giù di lì scenderanno le schiere

che irrompenti a spiegate bandiere

l'invasione dovranno scacciar.

Torna ai Canti

Dove sei stato ?

Celestina / in cameretta / Celestina / in cameretta /

che ricama / rose e fior.

 

Vieni di basso / o Celestina / vieni di basso / o Celestina /

ch'è rivà / il tuo primo amor.

 

Si l'è rivato / ieri di sera / si l'è rivato / ieri di sera /

con la corsa / del vapor.

 

Se l'è rivato / lassè che 'l riva / se l'è rivato / lassè che 'l riva /

mi son pronta / a fare l'amor.

 

Dove sei stato / mio bel alpino / dove sei stato / mio bel alpino /

che ti à / cambià color.

 

L'è stata l'aria / dell'Ortigara / l'è stata l'aria / dell'Ortigara /

che mi ha cambià color.

 

Sul Monte Nero / c'è una tormenta / sul Monte Nero / c'è una tormenta /

che mi ha / cambià color.

 

Là sul Pasubio / c'è un barilotto / là sul Pasubio / c'è un barilotto /

che mi ha / cambià color.

 

Sul Monte Grappa / c'è una bombarda / sul Monte Grappa / c'è una bombarda /

che mi ha / cambià color.

 

E' stato il fumo / della mitraglia / è stato il fumo / della mitraglia /

che mi ha / cambià color.

 

Ma i tuoi colori / ritorneranno / i tuoi colori / torneranno /

questa sera / a far / l'amor.

Monte Nero

Spunta l'alba del quindici Giugno
comincia il fuoco l'artiglieria
Terzo alpini è sulla via
Monte Nero a conquistar.
 
Monte Nero Monte Nero
traditor della vita mia
ho lasciato la casa mia
per venirti a conquistar.
 
Per venirti a conquistare
abbiamo perduto molti compagni
tutti giovani sui vent'anni
la loro vita non torna più.
 
Arrivati a trenta metri
dal costone trincerato
con assalto disperato
settecento prigionier.
 
Il colonello che piangeva
a veder tanto macello
" Fatti coraggi, alpino bello,
che l'onore sarà per te".
 
Esistono anche altre 5 strofe prima di quest'ultima
a seconda della versione proposta
 
Ma Francesco imperatore
sugli alpini mise la taglia
egli premia con la medaglia
e trecento corone d'or
 
a chi porta un prigioniero
di quest'arma valorosa
che con foga baldanzosa
fa sgomenti i suoi soldà
 
Ma l'alpino non è vile
Tal da darrsi prigioniero:
preferisce di morire
che di darsi allo straniero.
 
Bell'Italia, devi esser fiera
Dei tuoi baldi e forti alpini,
che ti danno i tuoi confini
ricacciando lo stranier.
 
O Italia, vai gloriosa
di quest'arma valorosa
che combatte senza posa
per la gloria e libertà

Torna ai Canti

Ta Pum

Venti giorni sull'Ortigara
senza il cambio per dismontà
 
Ta pum Ta pum
 
Con la testa pien de peoci
senza rancio da consumà
 
Ta pum Ta pum
 
Quando sei dietro quel muretto
soldatino non puoi più parlà
 
Ta Pum Ta pum
 
Quando poi che discendi al piano
battaglione non hai più soldà
 
Ta pum Ta pum
 
Dietro al ponte c'è il cimitero
cimitero di noi soldà
 
Ta pum Ta pum
 
Cimitero di noi soldà
presto un giorno ti vengo a trovà
 
Ta pum ta pum
 
eravamo in ventinove
solo in sette siamo restà
 
Ta pum Ta pum

Il Testamento del Capitano

Il Capitano l'è ferito

l'è ferito e sta per morir.

Manda a chiamare i suoi alpini

che lo vengano a ritrovà.

 

I suoi alpini gli manda a dire

che non han scarpe per camminà.

" O con le scarpe o senza scarpe

i miei alpini li voglio qua "

 

E co fu stato alla mattina

i suoi alpini sono rivà

" Cossa comandelo, sior capitano,

che i suoi alpini sono rivà?"

 

E io comando che il mio corpo

in cinque pezzi sia taglià.

Il primo pezzo al Re d'Italia

che si ricordi del suo capitan.

 

Secondo pezzo al reggimento

che si ricordi dei suo soldà.

Il terzo pezzo alla mia mamma

che si ricordi del suo figlio alpin.

 

Il quarto pezzo alla mia bella

che si ricordi del suo primo amor.

Il quinto pezzo alle montagne

che lo ricopran di rose e fior.

Torna ai Canti

Sul Ponte di Bassano

Eccole che riva

ste bele moscardine

son fresche e verdoline

colori no le ghe n'ha.

 

Colori no ghe n'avemo

e gnanca no ghe ne serchemo

ma un canto noi ti faremo

al pointe de Bassan.

 

Sul ponte di Bassano

là ci darem la mano

là ci darem la mano

e un bacin d'amor.

 

Per un bacin d'amore

successer tanti guai

ah no credeva mai

doverti abbandonar.

 

Doverti abbandonare

volerti tanto bene

Queste son le catene

che m'incatena il cuor.

 

Che m'incatena il cuore

che m'incatena il pianto.

Averti tanto amato

doverti da lasciar.

 

Che m'incatena il cuore

che m'incatena a vita.

Ahimè che son tradita

per un bacin d'amor.

La Penna Nera

Sul cappello, sul cappello che noi portiamo

c'è una lunga, c'è una lunga penna nera

che a noi serve, che a noi serve da bandiera

su pei monti, su pei monti a guerreggiar.

Su pei monti, su pei monti che noi saremo

pianteremo, pianteremo l'accampamento

brinderemo, brinderemo al reggimento

viav il corpo, viva il corpo degli alpin.

Su pei monti, su pei monti che noi saremo

coglieremo, coglieremo le stelle alpine

per donarle, per donarle alle bambine

farle piangere, farle piangere e sospirar.

 

Su pei monti,su pei monti che noi saremo

pianteremo, pianteremo il tricolore

o Friuli, o Friuli del mio cuore

ti verremo, ti verremo a liberar.

Torna ai Canti

Bombardano Cortina

Bombardano Cortina,

oilà

dicon che gettan fiori,

oilà

nemici traditori

è giunta l'ora, subito fora

subito fora dovete andar.

 

E proseguendo poi,

oilà,

per Valle Costeana,

oilà,

giunti sulla Tofana

su quella vetta la baionetta,

la baionetta scintillerà.

E Cadorna manda a dire

E Cadorna manda a dire

che si trova là sui confini,

che ha bisogno degli alpini

per potersi avanzar.

 

Novantotto su coraggio

che le porte son bombardate

tra fucili e cannonate

il nemico cederà.

 

Cara mamma non tremare

se non vedi più ritornare

un Alpino militare

che di guardia sui confin

un Alpino militare

che di guardia resterà.

Torna ai Canti

Era una notte che pioveva

Era una notte che pioveva

e che tirava un forte vento,

immaginatevi che grande tormento

per un alpino che stava a vegliar

 

A mezzanotte arriva il cambio,

accompagnato dal capoposto.

Oh! Sentinella ritorna al tuo posto

sotto la tenda a riposar.

 

Quando fui stato sotto la tenda

sentii un rumore giù per la valle,

sentivo l'acqua giù per le spalle,

sentivo i sassi a rotolar.

 

Mentre dormivo sotto la tenda

sognavo d'esser con la mia bella,

e invece ero di sentinella

a fare la guardia allo stranier.

 

Sui Monti Scarpazi

Quando fui sui monti Scarpazi

"miserere" sentivo cantar.

T'o cercato fra 'l vento e i crepazi

Ma una croce soltanto 'o trovà.

 

O mio sposo eri andato soldato

per difendere l'imperator,

ma la morte quassù hai trovato

e mai più non potrai ritornar.

 

Maledeta la sia questa guera

Che mà dato si tanto dolor.

Il tuo sangue hai donato a la tera,

hai distrutto la tua gioventù.

 

Io vorei scavarmi una fossa,

sepelirmi vorei da me

per poter colocar le mie ossa

solo un palmo distante da te.

 

Quando fui sui monti Scarpazi

"miserere" sentivo cantar.

Torna ai Canti

La Tradotta

La tradotta che parte da Torino,

a Milano non si ferma più,

ma la va diretta al Piave,

cimitero della gioventù.

 

Siam partiti, siam partiti

in ventisette, solo in cinque

siam tornati qua e gli altri

ventidue son rimasti tutti a S.Donà.

 

A Nervesa, a Nervesa c'è una croce,

mio fratello è sepolto là,

io ci ho scritto su Ninetto,

che la mamma lo ritroverà

 

Cara suora, cara suora son ferito,

a domani non arrivoi più,

se non c'è qui la mamma

un bel fiore me lo porti tu.

Monte Pasubio

Su la strada del Monte Pasubio,

lenta sale una lunga colonna,

bomborombon bom bomborombom.

 

L'è la marcia de chi non torna

de chi se ferma a morir lassù.

Ma gli alpini non hanno paura,

bomborombom bom bomborombom.

 

Su la cima del Monte Pasubio,

soto i denti ghè ze 'na miniera,

bomborombom bom bomborombom.

 

Zè i alpini che scava e spera

de ritornare a trovar l'amor.

Ma gli alpini non hanno paura,

bomborombom bom bomborombom

 

Su la strada del Monte Pasubio,

zè rimasta soltanto 'na croce,

bomborombom bom bomborombom,

 

no se sente mai più 'na voce,

ma solo el vento che basa i fior.

Ma gli alpini non hanno paura,

bomborombom bom bomborombom.

Torna ai Canti

Bersagliere ha cento penne

Bersagliere ha cento penne,
ma l'alpino ne ha una sola,
un po' più lunga,
un po' più mora,
sol l'alpin la può portar.
 
Quando scende la notte buia,
tutti dormono laggiù alla pieve,
ma con la faccia giù nella neve,
sol l'alpin là può dormir.
 
Su pei monti vien giù la neve,
la tormenta dell'inverno,
ma se venisse anche l'inferno,
sol l'alpin può star lassù.
 
Se dall'alto dirupo cade,
confortate i vostri cuori,
perchè se cade in mezzo ai fiori,
non gli importa di morir.
 
Perchè se cade in mezzo ai fiori,
non gli importa di morir.

Valsugana

Quando saremo fora
fora de la Valsugana,
noi andrem trovar la mamma
per veder come la sta.
 
La mamma la sta bene
il papà l'è ammalato
il mio bel partì soldato
chi sa quando ritornerà.
 
Tutti me dis che lu 'l se gà
trovà n'altra morosa,
l'è 'na storia dolorosa
che mi credere non sò
 
Mi no la credaria ma
se 'l fosse proprio vera,
biondo o moro ancor stasera
n'altro merlo troverò.

Torna ai Canti

L'ha taglià i suoi biondi capelli

L'ha taglià i suoi biondi capelli,
la si veste da militar,
lè la monta sul cavallo,
verso il Piave se ne va.
 
quan' fu giunta in riva 'l Piave
d' un tenente si l' ha incontrà:
"rasomigli a una donzella
fidanzata d' un mio soldà".
 
"'na donzella io non sono,
nè l' amante di un suo soldà;
sono un povero coscritto,
dal governo son sta richiamà".
 
Il tenente le prese la mano,
la condusse in mezzo ai fior:
"E se lei sarà una donna,
la mi coglierà i miglior".
 
"I soldati che vanno a la guerra,
no racoglie mai de' fior,
han soltanto la bajonetta,
per combatter l' imperator".
 
Il tenente la prese per mano,
la condusse in riva 'l mar:
"E se lei sarà una donna,
la si laverà le man".
 
"I soldati che va' a la guerra,
non si lava mai le man,
ma soltanto qualche volta,
con il sangue dei cristian".
 
Il tenente la prese per mano,
la condusse a dormir:
"Ma se lei sarà una donna,
la dirà che non può venir"
 
"I soldati che va' a la guerra,
lori non va' mai a dormir,
ma sta sempre su l' attenti,
se qualche attacco lo vedon venir".
 
Suo papà l'era a la porta,
la sua mamma era al balcon,
per vedere la sua figlia,
che ritorna col battaglion.
 
"Verginella ero prima,
verginella son' io ancor
ed ho fatto quattr'anni a la guerra,
sempre al fianco del mio primo amor".

La Leggenda del Piave

Il Piave mormorava

calmo e placido al passaggio

dei primi fanti, il Ventiquattro Maggio:

l'Esercito marciava

per raggiunger la frontiera

per far contro il nemico una barriera...

Muti passavan quella notte i fanti:

tacere bisognava , e andare avanti !

S'udiva intanto dalle amate sponde,

sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.

Era un presagio dolce e lusinghiero.

Il Piave mormorò :"Non passa lo straniero!"

 

Ma in una notte triste

si parlò di un fosco evento,

e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.....

Ahi, quanta gente ha visto

venir giù, lasciare il tetto,

poichè il nemico irruppe a Caporetto!

Profughi ovunque! Dai lontani monti,

venivano a gremir tutti i suoi ponti.

S'udiva allor, dalle violate sponde,

sommesso e triste il mormorio dell'onde:

come un singhiozzo, in quell'autunno nero,

il Piave mormorò:"Ritorna lo straniero!"

 

E ritornò il nemico,

per l'orgoglio, per la fame:

volea sfogare tutte le sue brame...

Vedeva il piano aprico,

di lassù: voleva ancora

sfamarsi, e tripudiare come allora...

No!- disse il Piave.- No!- dissero i fanti,

mai più il nemico faccia un passo avanti!

Si vide il Piave rigonfiar le sponde!

E come i fanti combattevan le onde...

Rosso del sangue del nemico altero,

il Piave comandò: " Indietro, và, straniero!"

 

Indietreggiò il nemico

fino a Trieste, fino a Trento...

E la vittoria sciolse le ali al vento!

Fu sacro il patto antico:

Tra le schiere furon visti

risorgere Oberdan, Sauro, Battisti...

Infranse, alfin, l'italico valore

le forche e l'armi dell'impiccatore.

Sicure l'Alpi...Libere le sponde...

E tacque il Piave: si placaron le onde...

Sul patrio suolo, vinti i torvi imperi,

la Pace non trovò nè oppressi, nè stranieri!

Torna ai Canti

E tu Austria

Quanti morti e quanti feriti,

quanto sangue è sparso per terra.

Ma noi alpini sul campo di guerra

giammai nessuno fermarci potrà

 

Al comando dei nostri ufficiali

carichiamo fucile e mitraglia;

e se per caso il colpo si sbaglia,

alla baionetta all'assalto si va.

 

E tu Austria, che sei la più forte,

fatti avanti se hai del coraggio:

se la Buffa ti lascia il passaggio,

noialtri alpini fermarti saprem.

 

E tu Austria non essere ardita

di varcare d'Italia i confini,

che sulle Alpi ci sono gli Alpini,

che su per aria ti fanno saltar!

 

E tu Austria che sei la più forte

fatti avanti se hai del coraggio;

e se la Buffa ti lascia il passaggio,

noi altri Alpini fermarti saprem.

 

Varcheremo le mura di Trento

coi fucili per ben caricati;

e di rinforzo ci sta i richiamati.

Tutto per aria faremo saltar!

 

Al comando dei nostri ufficiali

caricheremo cartuccia e mitraglia;

e se per caso il colpo si sbaglia,

la baionetta faremo brillar.

Oh Gorizia tu sia maledetta

La mattina del cinque di agosto

si muovevano le truppe italiane,

per Gorizia e le terra lontane,

e dolente ognun si partì

 

Sotto l'acqua che cadeva al rovescio

grandinavano le palle nemiche.

Su quei monti, gran valle e colline,

(Su quei monti, colline e gran valli)

si moriva dicendo così:

 

"O Gorizia, tu sei maledetta

per ogni cuore che sente coscienza.

Dolorosa ci fu la partenza,

e ritorno per molti non fu.

 

O vigliacchi che voi ve ne state

con le mogli sui letti di lana!

Schernitori di noi carne umana,

maledetti sarete un dì.

 

Voi chiamate il Campo d'Onore

questa terra da là dai confini...

Qui si muore gridando "Assassini!",

questa terra c'insegna a punir'.

 

Cara moglie, che tu non mi senti,

raccomando ai compagni vicini

di tenermi da conto ai bambini,

che io muoio col tuo nome nel cuor."

(che io muoio dicendo così)
 

Traditori signori ufficiali

Che la guerra l'averte voluta

Schernitori di carne venduta

Questa guerra ci insegna così

(Questa guerra ci insegna a punir)
 
(O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.)

Torna ai Canti

La Licenza

Trenta mesi che faccio il soldato

una letterina mi vedo arrivar.

Sarà forse la mia morosa

che si trova sul letto ammala'

 

A rapporto signor capitano,

se in licenza mi vuole manda'

La licenza l'hai bell'è firmata,

basta che torni da bravo solda'

 

Glielo giuro, signor capitano,

che mi ritorno da bravo solda'

Quando arrivo vicino al paese

campane a morto sentivo sonar.

 

Quando fui vicino alla chiesa

un funerale vedevo passar!

Sarà forse la mia morosa,

che ho lasciata sul letto ammala'.

 

Portantina che porti quel morto,

per favore fermatevi un po'

Se da viva non l'ho mai baciata

ora ch'è morta la voglio baciar.

 

L'ho baciata che l'era ancor calda,

la sapeva di rose e di fior!

La Tradotta che parte da Novara

 
La tradotta che parte da Novara
e va diretta al Montesanto,
e va diretta al Montesanto,
il cimitero della gioventù.
 
Sulle montagne fa molto freddo
ed i miei piedi si son gelati,
ed i miei piedi si son gelati
e all'ospedale mi tocca andar.
Appena giunto all'ospedale
il professore mi ha visitato:
O figlio mio, sei rovinato
ed i tuoi piedi li dobbiam tagliar.
 
Ed i miei piedi mi hanno tagliato.
due stampelle mi hanno dato,
due stampelle mi hanno dato
e a casa mia mi han mandà.
 
Appena giunto a casa mia,
fratelli e madre compiangenti
e tra i singhiozzi e tra i lamenti:
O figlio caro, tu sei rovinà.
 
Mi hanno assegnato una pensione
di una lira e cinquantotto,
mi tocca fare il galeotto
per potermi ben disfamar,
 
Ho girato tutti i paesi
e tutti quanti ne hanno compassione,
ma quei vigliacchi di quei signori
nemmeno un soldo lor mi hanno dà.
 
Anonimo 1916

Canto inviato da Fabio Palazzi

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Giovinezza *

Allorchè dalla trincea
suona l'ora di battaglia
sempre primo è fiamma nera
che terribile si scaglia
 
Con la bomba nella mano,
con la fede dentro il cuore
egli avanza, và lontano
pien di gloria e di valor.
 
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
 
Col pugnale e con la bomba
nella vita del terrore
quando l'obice rimbomba
non mi trema in petto il cuore,
 
la mia splendida bandiera
l'ho difesa con onore
è una fiamma tutta nera
che divampa in ogni cuor.
 
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
Del pugnale al fiero lampo
della bomba al gran fragore
tutti avanti, tutti al campo:
qui si vince oppur si muore!
 
Sono giovane e son forte,
non mi trema in petto il cuore:
sorridendo vo alla morte
pria di andare al disonor!
 
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.

*Nota al testo di Fabio Palazzi

Nino Oxilia autore del testo

Fuoco e mitragliatrici

Non ne parliamo di questa guerra

che sarà lunga un'eternità;

per conquistare un palmo di terra

quanti fratelli son morti di già!

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Trincea di raggi maledizioni,

quanti fratelli son morti lassù!

Finirà dunque 'sta flagellazione?

di questa guerra non se ne parli più.

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

 

O Monte San Michele

bagnato di sangue italiano

tentato più volte ma invano

Gorizia pigliar.

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Da monte Nero a monte Cappuccio

fino all'altura di Doberdò,

un reggimento più volte è distrutto:

alfine indietro nessuno tornò.

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Non ne parliamo di questa guerra

che sarà lunga un'eternità;

per conquistare un palmo di terra

quanti fratelli son morti di già!

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Anonimo

Canto inviato da Fabio Palazzi

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Karpatia - Doberdò

Traduzione

Se vado al campo di battaglia di Doberdo,

guardo lassù nel grande cielo pieno di stelle.

Cielo stellato, dov'è la mia terra ungherese,

dove piange mia madra per me?

O, Dio mio, dov'è che morirò,

dove scorrerà il mio sangue rosso?

La mia tomba? sarà lontano, in terra straniera.

Madre mia, Le chiedo di non piangere

 
 
 
 
 

Addio padre e madre addio

 

Addio padre e madre addio,

che per la guerra mi tocca di partir,

ma che fu triste il mio destino,

che per l'Italia mi tocca morir.

 

Quando fui stato in terra austriaca

subito l'ordine a me l'arrivò,

si dà l'assalto la baionetta in canna,

addirittura un macello diventò

 
 

E fui ferito, da una palla al petto,

e i miei compagni li vedo a fuggir

ed io per terra rimasi costretto

mentre quel chiodo lo vedo a venir.

 

" Fermati o chiodo, che sto per morire,

pensa a una moglie che piange per me ",

ma quell'infame col cuore crudele

col suo pugnale morire mi fà

 

Sian maledetti quei giovani studenti

che hanno studiato e la guerra voluto,

hanno gettato l'Italia nel lutto

per cento anni dolor sentirà

Anonimo 1916

Canto inviato da Fabio Palazzi

Stelutis Alpinis

Se tu vens cà sù ta' cretis
là che lôr mi àn soterât,
al è un splàz plen di stelutis;
dal miò sanc l'è stât bagnât...
Par segnâl, une crosute
jè scolpide lì tal cret;
fra che' stelis 'nàs l'erbute,
sot di lor jo dùar cujet.
Ciol, su ciol, une stelute
che ricuardi il nestri ben:
tu 'i darâs 'ne bussadute
e po' plàtile in tal sen.
Quant' che a ciase tu sês sole
e di cûr tu preis par me,
il miò spirt ator ti svole:
jo e la stele 'o sin cun te.
Ma 'ne dì quant che la vuere
a' sara un lontan ricùard
tal to cûr, dulà ch'al jere
stele e amôr, dut sara muart.
 
Restarà par me che stele
che 'l miò sanc a là nudrit
par che lusi simpri biele
su l'Italie a l'infinit.

Traduzione: Stelle alpine

Se giungi quassù, tra le rupi
dove "essi" mi hanno sepolto,
c'è uno spiazzo fiorito di stelle alpine;
del mio sangue è stato bagnato.
 
Per segnale una piccola croce
è scolpita lì nella roccia.
Tra quelle stelle nasce l'erbetta,
ed io, sotto, riposo in pace.
Cogli, sù, cogli una stella alpina
che ricordi il nostro amore:
tu le darai un trepido bacio
e poi nascondila nel seno.
Quando a casa sei sola,
e di cuore preghi per me,
il mio spirito ti aleggerà d'intorno:
io e la stella saremo con te.
Ma quando la guerra
sarà un ricordo lontano
nel tuo cuore, dove c’era
stella e amore, tutto sarà morto
 
Resterà per me quella stella
che il mio sangue ha nutrito
perché splenda sempre bella
sull’Italia all’infinito

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