Brigata Catanzaro

141° e 142° Reggimento fanteria

In questa pagina troverete tutti i links alle altre pagine del sito che trattano della Brigata Catanzaro e dei soldati che vi hanno fatto parte. Oltre agli aggiornamenti riguardanti le manifestazioni e il concorso organizzati dal Comune di Catanzaro in occasione del 90° dell'entrata in guerra dell'Italia su iniziativa di Mario Saccà e a cui collabora anche cimeetrincee.it

Costituita nel Marzo 1915, disciolta Giugno 1920

141° Reggimento:
- Ordine Militare d'Italia (già Ordine Militare di Savoia)
- Medaglia d'oro al Valor Militare
142° Reggimento :
- Ordine Militare d'Italia (già Ordine Militare di Savoia)
- Medaglia d'Argento al Valor Militare

Zone d'impiego: Castelnuovo del Carso, Bosco Cappuccio, S.Martino, Oslavia, M.Mosciagh, M.Cengio, M,S.Michele, Nad Logem, Nova Vas, Nad Bregom,Hudi Log, Lukatic,S.Giovanni di Duino, Val d'Astico, Val Posina

Riuscita la mostra "Brigata Catanzaro" - Soddisfazione dell'asessore Sgromo

Mercoledì, 08 Giugno 2005 - Si sono concluse , domenica scorsa 5 giugno, le manifestazioni per celebrare il ricordo dei calabresi che combatterono durante la Prima Guerra Mondiale iniziata 90 anni or sono ed esattamente il 24 Maggio 1915. Le iniziative proposte da Mario Saccà sono state organizzate dall’Assessorato alla PI del Comune, si sono articolate in un concorso per le scuole medie di secondo grado, un convegno di due giorni che ha visto la partecipazione di universitari di Messina ( prof. Luigi Chiara ), Genova ( proff. Irene Guerrini e Marco Pluviano) e Roma ( prof. Vanni Clodomiro), dello storico militare col. Basilio Di Martino, dell’Ing Adolfo Zamboni. Era presente anche l’assessore allo sport del Comune di Asiago Carli.. La mostra è durata 13 giorni. Al concorso riservato alle scuole, la fase finale è stata appannaggio delle quinte classi degli istituti Einaudi, IPSIA e Liceo artistico. A premiare i vincitori è stato l’assessore alla pubblica istruzione, Antonio Sgromo che ha elogiato i ragazzi per il valore culturale delle loro ricerche e per il contributo dato alla memoria della gloriosa Brigata Catanzaro. “Una compagnia - ha sottolineato Sgromo - che ha segnato una prestigiosa pagina di storia”. Il premio conseguito dai ragazzi consiste in un viaggio premio a Gorizia e ad Asiago, città, dove avranno luogo incontri con gli amministratori e dove i ragazzi potranno visitare luoghi e musei della Grande Guerra, l’Assessore Carli, in rappresentanza del Comune di Asiago, ha espresso il proprio augurio agli studenti catanzaresi ai quali ha dato un arrivederci nella sua città.

I relatori proff. Clodomiro e Chiara hanno, poi, affrontato sia le questioni che diedero origine alla Grande Guerra, che la specificita’ del contesto che porto’ l’Italia a parteciparvi . Il colonnello Basilio di Martino si è intrattenuto sugli aspetti delle tattiche militari e delle disposizioni interne all’Esercito italiano e della loro evoluzione nel corso della Guerra. L’ing. Adolfo Zamboni si è intrattenuto, particolarmente, sulla battaglia di Monte Mosciagh che vide la “Catanzaro” vittoriosa protagonista. Lo zio del relatore, suo omonimo, fu l’ufficiale della Brigata Catanzaro che nel 1933 pubblicò in seconda edizione un libro dal titolo “ Il 141° Fanteria nella Grande Guerra” edito a Catanzaro da Guido Mauro, tra l’altro suo compagno d’armi, in occasione dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti, avvenuta alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. Hanno partecipato con specifiche comunicazioni, anche, il col Nazzareno Lo Riggio, comandante del Distretto Militare di Catanzaro, la dott.ssa Stranieri direttrice della Biblioteca Comunale, il prof Antonio Gioia studioso catanzarese i rappresentanti dell’Archivio di Stato di Catanzaro. Il sito di cimeetrincee ha curato la presentazione delle immagini che hanno accompagnato il toccante e molto apprezzato recital di poesie dal titolo "Pietra Carsica" con poesie tratte da "Poesie dal fronte" di G. Ungaretti e passi di Gabriele D'Annunzio. La Regia è stata curata dalla dott.ssa Stefania Gareri e le letture interpretate da Michela Mancini. La parte finale del convegno è stata particolarmente significativa: nel momento in cui si sono udite le prime note della Leggenda del Piave tutto l’uditorio si è alzato sull’attenti. I lavori sono stati moderati da Mario Saccà.

Va sottolineato l’intervento del Senatore Donato Veraldi che ha ricordato come la sua esperienza pubblica inizio’ con la commemorazione dei caduti della Grande Guerra. Il parlamentare si è anche soffermato sui motivi che l’hanno indotto a presentare un’interrogazione al Ministro della difesa perche’ dia risposte chiare al “progetto Galassi” che la Provincia di Vicenza vorrebbe finanziare violando il sentimento generale che vuole il rispetto di quei caduti e delle loro sepolture. L’unanimita’ dei convegnisti si è espressa in favore dell’iniziativa del senatore di Catanzaro: L’assessore di Asiago, Carli, ha pienamente condiviso il giudizio negativo sul progetto Galassi ed ha affermato che i comuni dell’Altopiano saranno nettamente contrari alla sua attuazione.

La mostra allestita nel centro di Via Fontana Vecchia è stata curata da Corrado Rotundo la cui opera è stata molto ben valutata per la qualità delle installazioni e l’uso degli spazi. Anche i docenti universitari si sono dimostrati piacevolmente impressionati per la scelta delle opere e dei documenti esposti per la prima volta e di interesse nazionale. Infatti l’Archivio di Stato ha esposto parte della documentazione e della biblioteca del Ministro Gaspare Colosimo, nato a Colosimi in provincia di Cosenza e titolare del dicastero delle Colonie per quasi tutto il periodo della Grande Guerra e poi vice presidente del Consiglio nel 1919. Le sue carte non erano mai state messe a conoscenza del pubblico e hanno destato molto interesse e potranno essere studiate per approfondire quel periodo della nostra storia attraverso documenti autografi . La biblioteca comunale De Nobili ha esposto una ricca serie di libri provenienti dalla sezione militare alcuni dei quali molto interessanti a dimostrazione della ricchezza del patrimonio, non tutto conosciuto, che vi è custodito. Significativa la parte della mostra dedicata ai cimeli del Distretto Militare di Catanzaro fra i quali i ritratti di alcune Medaglie d’oro (Ercolino Scalfaro di Catanzaro, Elvidio Borelli di Nicastro, Achille Martelli di Filadelfia) , la bandiera con la quale si coprirono i caduti italiani sul Monte Sabotino nelle battaglie del 1915, cimeli , divise e alcune pietre del monte Carso. Un lavoro dal quale è emerso il ruolo militare regionale che ha sempre avuto il Distretto di Catanzaro in un lungo periodo storico e che deve essere valorizzato e tutelato evitando di disperdere un grande patrimonio anche di documenti.Uno dei maggiori richiami della mostra catanzarese è stata la parte riservata ai collezionisti della città, ai quali, Sgromo ha rivolto, nel suo saluto, un particolare ringraziamento. Gratitudine che l’assessore alla pubblica istruzione ha esteso, inoltre, a tutti i partecipanti “per la disponibilità e la qualità delle oggetti messi in mostra”. Le collezioni della famiglia Rocco, di Francesco Delfino ed Umberto di Tardo, hanno permesso di fare illustrare le vicende della guerra nei vari aspetti. Dalle divise di entrambi gli eserciti agli elmetti, dalle cartoline alle lettere, stampe e oggetti di uso quotidiano compreso un proiettore di immagini del 1902 . Sgromo ha espresso l’idea di voler dar vita ad un Museo civico che possa raccogliere le testimonianze che altrimenti potrebbero correre il rischio di andare disperse.Con questa mostra Catanzaro si è segnalata, ancora una volta, come centro di grande vitalità culturale ma anche per la professionalità con la quale prepara gli eventi e per essere stata l’unica città del Sud della Penisola a voler ricordare la partecipazione dei suoi giovani alla costruzione dell’Italia unita il cui valori sono fortemente attuali.

Immagini della Manifestazione

La locandina della manifestazione
L'alzabandiera
Picchetto d'onore
Cerimonia nel cimitero

Da sx:
Col. Di Martino
Ass.Carli di Asiago
M.Saccà
Ass. Sgromo di Catanzaro
Delegazioni delle scuole e pubblico
Intervento del
Col. de Martino

Saluto dell'Ass. Sgromo

 
Michela Mancini
durante la recita
Sala espositiva
 
a six. il curatore della mostra C.Rotundo e
il presidente dell'ass. Rocco
 
 
Sala delle proiezioni
Durante l'inaugurazione
Pubblico alla mostra
Uniformi esposte
 
Il labaro della Br.Catanzaro
Particolare dello stand fam.Rocco
Bacheche Distretto Militare

Stand dei C.C.

 

Collezione Delfino

 
Collezione fam. Rocco
 
Una delle nicchie espositive
 
Visitatori
 
Particolare della mostra
 
Divisa
 
Disegno del recupero
dei cannoni sul Mosciagh
 
Alcune foto esposte
 
Visitatori

« IL PIAVE MORMORAVA... »
Cronaca delle Manifestazioni tenutesi a Catanzaro
NEL 90° ANNIVERSARIO
DELL’ENTRATA IN GUERRA DELL’ITALIA

di Adolfo Zamboni

Tra il 23 Maggio ed il 5 Giugno 2005 si sono tenute a Catanzaro una serie di manifestazioni nel 90° anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia, con lo scopo non di esaltare fasti guerreschi ma di ricordare i Caduti calabresi e di mettere in rilievo accanto al valore dei Combattenti di quella guerra così lontana che si stenta a crederci (come la definì Dino Buzzati) anche i patimenti e gli orrori che segnarono una generazione di Europei ed i cui riflessi negativi si sono protratti per gran parte del Novecento.
Particolare attenzione è stata dedicata alla storia della Brigata di fanteria, formata per lo più da Calabresi, che dalla città prese il nome. La brigata Catanzaro fu una delle più valorose e sfruttate Unità dell’Esercito italiano e venne impiegata come brigata d’assalto in tutte le battaglie dell’Isonzo (… nella Brigata Catanzaro fatalmente si muore, speranza non c’è. scrisse Attilio Frescura), ma fu vittima di una sorta di damnatio memoriae a causa della rivolta armata del 16 luglio 1917. Quei tumulti, con la decimazione che ne seguì, furono i più gravi avvenuti sul nostro fronte ed oscurarono ingiustamente le innumerevoli pagine gloriose scritte da quella Brigata.
Quest’opera di recupero della memoria della Grande Guerra e della brigata Catanzaro è una sorta di “missione” che Mario Saccà ed Adolfo Zamboni, unitamente ad altri Collaboratori del sito www.cimeetrincee.it portano avanti con convinzione da un paio d’anni, avendo colto l’esortazione dell’allora tenente Adolfo Zamboni contenuta nella Prefazione al suo volumetto Scene e Figure della Nostra Guerra (Milano, 1922) e che è stata in parte scelta per illustrare lo spirito del sito nella sua home page: «Queste poche pagine di vita vissuta io traggo dal mio diario di guerra e presento ai giovani come a quelli cui sono raccomandati i destini della Patria … Parlo di fatti dei quali fui testimonio, di umili personaggi che vidi io stesso in azione: il mio unico desiderio è che i lettori non dimentichino i nomi di coloro di cui si fa menzione nel presente modesto lavoro. E ai giovani faccio una calda preghiera: visitino i luoghi dove fu combattuta la grande guerra, portino il loro contributo di pietà agli oscuri eroi che dormono e dormiranno eternamente nei cimiteri del fronte i quali raccolgono le loro salme gloriose.»
L’Amministrazione Comunale della città di Catanzaro, accogliendo le proposte presentate da Mario Saccà, ha realizzato una nutrita serie di iniziative culturali nell’ambito del programma intitolato « IL PIAVE MORMORAVA…», sotto il patrocinio del Ministro della Difesa.
Le manifestazioni sono culminate nel Convegno del 27 e 28 maggio, ricorrenza del celebre fatto d’arme del Monte Mosciagh, di cui ha parlato l’ingegner Adolfo Zamboni (nipote dell’omonimo ufficiale della brigata Catanzaro che nel 1933 pubblicò proprio a Catanzaro un libro a ricordo del 141° Reggimento fanteria in occasione dell’inaugurazione del monumento ai Caduti) nella relazione intitolata: « 1916 - LA “CATANZARO” IN AZIONE SULL’ALTIPIANO DI ASIAGO: testimonianze di un sottotenente del 141° Reggimento Fanteria » . Il ricordo della Brigata Catanzaro è stato introdotto dalla lettura di un pensiero dedicato per l’occasione ai suoi fanti dal grande scrittore Mario Rigoni Stern. La relazione era stata preceduta da quelle del professor Vanni Clodomiro (sulla crisi dello Stato liberale) e del professor Luigi Chiara (sugli aspetti storici e le implicazioni sociali degli Italiani nella Grande Guerra) e dalla magistrale relazione del colonnello del Genio Aeronautico ingegner Basilio Di Martino (autore di varie note opere in materia) sull’evoluzione delle tattiche di combattimento della fanteria italiana durante la prima guerra mondiale. Ha concluso il Convegno un’approfondita relazione della dottoressa Irene Guerrini e del dottor Marco Pluviano sulla giustizia sommaria nell’Esercito italiano e sulle fucilazioni nella brigata Catanzaro, frutto di accuratissime ed originali ricerche d’archivio, sui due episodi - poco noti e talvolta distorti - che segnarono la storia di quella Unità. Interessanti comunicazioni sono poi state presentate dal colonnello Nazzareno Lo Riggio Comandante del Distretto Militare di Catanzaro, dalla dottoressa Maria Teresa Stranieri Direttrice della Biblioteca Comunale, dal professor Antonio Gioia dell’Ufficio Scolastico Regionale e dai Rappresentanti dell’Archivio di Stato di Catanzaro. Il Convegno è stato giudicato ben riuscito, non solo per le relazioni presentate, ma anche per gli interventi e per il clima di viva partecipazione.
Meritano particolare citazione le parole del senatore calabrese Donato Veraldi, che ha ricordato con commozione che mezzo secolo fa il suo esordio in pubblico, nella piazza del suo piccolo paese, avvenne proprio con un discorso commemorativo sui Caduti, affidato a lui, studentello quindicenne improvvisamente chiamato a sostituire il Sindaco.
Parole commosse e coinvolgenti ha pronunciato infine Francesco Amantea, figlio del colonnello Luigi Amantea, che comandava i pochi superstiti dell’89° Reggimento Fanteria brigata Salerno i quali - dopo aver ripiegato ordinatamente da Vezzena e da val Marcai - resistevano nei boschi tra l’Interrotto ed il Mosciagh quando vi giunse nella notte il II Battaglione del 141° Fanteria.
Questo Reggimento (che col gemello 142° fanteria formava la brigata Catanzaro) fu protagonista dell’episodio del recupero dei cannoni italiani caduti in mano nemica, che fruttò al 141° Reggimento fanteria la Medaglia d’Oro al V. M. ed una delle più belle citazioni sul Bollettino del Comando Supremo ed al sottotenente Adolfo Zamboni le prime delle sue tante decorazioni: una Medaglia d’Argento al V. M. e l’altissima decorazione francese della Croix de Guerre avec Palme accompagnata dalla Citation a l’Ordre de l’Armée del Maresciallo Petain conferitagli dal Presidente Poincarè in presenza del Re d’Italia. Quel furibondo combattimento in cima al Mosciagh - che si svolse nella notte tra il 27 ed il 28 - coincise con la svolta fondamentale della Strafexpedition e lo stesso generale Cadorna scrisse: «… Pure, fra tante angosce, una sensazione si faceva strada in me. Era, in principio, assai incerta e debole, e poteva apparire più illusione che speranza. Ma, dal 27 al 28 di maggio mi era parso, a un tratto, che fosse finita per gli austriaci la fase bella del tentativo, l’avanzata irresistibile, quella che ogni giorno ci apriva una ferita di più nella carne … »
Particolarmente toccante è stata la conclusione del Convegno, affidata ad un recital la cui regia è stata curata da Stefania Gareri, culminata nella interpretazione di alcune poesie, tra cui « Sono una creatura » di Ungaretti, mentre come sfondo venivano proiettate sullo schermo immagini ed animazioni curate dal sito cimeetrincee sul tema della Grande Guerra in generale e sull’offensiva austriaca del maggio 1916. La brava giovanissima attrice Michela Mancini, in gramaglie, ha saputo creare una cupa atmosfera da tragedia greca, dicendo con tanta sofferta intensità le famose parole « Come questa pietra del S. Michele … » , pronunciate con toni straziati. Pareva di assistere alla celebrazione di una sorta di rito laico, carico di significato per quel simbolico oggetto – la pietra carsica usata dalla ragazza per battersi il petto – che era una vera pietra raccolta su quel tragico monte. E che dire di quei canti di morte e di vita in stretto dialetto calabrese che hanno fatto correre brividi nella schiena ? La commozione pian piano penetrava gli animi facendoli vibrare. E’ stato quindi del tutto naturale (e molto bello) che alle prime note de « La leggenda del Piave » tutti si siano levati in piedi irrigidendosi spontaneamente sull’attenti e che pochi occhi siano rimasti asciutti.
Il Convegno è stato inoltre una preziosa occasione d’incontro tra vari cultori della materia, in vista di proficue future collaborazioni, oltre che di amichevoli legami alimentati dai comuni interessi e sentimenti.
Affrontando il lungo viaggio in treno, non è voluta mancare al Convegno una giovane studentessa friulana di Santa Maria la Longa (il paese dove avvenne la rivolta), Giulia Sattolo, che ha scelto la brigata Catanzaro come argomento per la tesi di laurea, alla quale sta lavorando da tempo.
L’avvocato Antonio Sgromo, Assessore alla Pubblica Istruzione di Catanzaro, ha espresso l’intenzione di quel Comune di procedere in tempi brevi alla pubblicazione degli Atti del Convegno.
Successo ha avuto anche l’interessante Mostra di cimeli e documenti (alcuni molto rari), provenienti dal Distretto Militare, dall’Archivio di Stato, dalla Biblioteca Comunale, e da vari studiosi e collezionisti locali, tra i quali vanno segnalati Antonio Delfino, Umberto di Tardo e la famiglia Rocco. Ottimo l’allestimento curato da Corrado Rotundo nelle belle sale messe a disposizione. Tali sono stati il livello e la rarità di numerosi dei pezzi esposti (tra cui i carteggi dell’allora Ministro delle Colonie, il calabrese Gaspare Colosimo, che fu anche Vicepresidente del Consiglio nel 1919), che il Comune prenderà in considerazione la possibilità di rendere permanente l’esposizione presso il Museo Civico. Nella saletta adiacente all’Esposizione sono stati proiettati filmati ed immagini d’epoca selezionati ed assemblati da www.cimeetrincee.it.
Le Poste Italiane hanno organizzato due giornate filateliche, durante le quali è stata posta in vendita la cartolina appositamente realizzata (che si ispira alla cartolina reggimentale d’epoca), timbrata con l’annullo speciale creato per celebrare l’evento.
Gli allievi delle tre classi prime classificate del Concorso Scolastico per temi sulla Grande Guerra hanno vinto un viaggio premio in Friuli e nel Veneto, che permetterà loro di conoscere i luoghi delle battaglie nei dintorni di Gorizia e sull’Altipiano di Asiago. Così quei ragazzi Calabresi, cittadini di un’Europa rappacificata, potranno visitare le aspre pietraie del Carso ed i boschi sull’Altipiano dove novant’anni fa si immolò una generazione di loro quasi coetanei, che non meritano di essere dimenticati.
L’Assessore Guido Carli, che ha partecipato alle manifestazioni in rappresentanza del Comune di Asiago, ha presentato al Convegno il progetto del piccolo cippo in acciaio (voluto e pensato da Adolfo Zamboni e Daniele Girardini con la partecipazione corale degli amici di cimeetrincee) che presto verrà innalzato nella valletta accanto alla sommità del Monte Mosciagh a ricordo della Brigata Catanzaro e dei suoi tanti Caduti. L’iniziativa è stata oggetto di vivo apprezzamento. Il progetto, per felici e propizie coincidenze, era stato approvato giusto il 24 maggio dall’Ufficio Patrimonio di cui è Assessore Gianbattista Rigoni Stern, figlio del famoso Scrittore, che pochi giorni prima aveva accompagnato l’ingegner Zamboni in cima al Mosciagh per la scelta del punto dove collocare il cippo, insieme al colonnello Burei responsabile di Onorcaduti per Veneto e Trentino, all’Assessore Carli, ai due grandi ed appassionati conoscitori dell’Altopiano e della sua storia: Tino Marchetti e Maria Grazia Rigoni, al perito Giovanni Rigoni ed a Roberto Costa.
Il Comune di Asiago ospiterà i giovani Calabresi per la cerimonia di inaugurazione del piccolo monumento, che dovrebbe avvenire ai primi di Settembre, alla quale molti altri si sono detti desiderosi di prendere parte.
Nel ringraziare i partecipanti al Convegno ed in particolare l’animatore e moderatore Mario Saccà, l’Assessore Sgromo ha espresso soddisfazione per la riuscita degli eventi tenutisi nella città di Catanzaro, che ha dimostrato grande vitalità culturale e capacità di organizzare con professionalità avvenimenti di ampio respiro, oltre ad essere stata l’unica tra le città del Sud della Penisola a commemorare la partecipazione dei suoi giovani alla costruzione dell’Italia unita

Luce sulla tragedia

Dopo novant'anni i nomi dei caduti della Brigata Catanzaro
da " calabria ora" di Bruno Gemelli, del 26 Luglio 2007

La mattina del 16 giuno 1917 al muro di S.Maria la Longa (Ud) testimone Gabriele D'annunzio, secondo un rapporto ufficiale delle autorità militari del tempo furono fucilati 28 fanti della Brigata Catanzaro (...) . I nomi di questi caduti è rimasto ignoto per 90 anni. Il 16 Luglio 2007 grazie all'instancabile lavoro di ricerca fatto dallo storico catanzarese Mario Saccà sono stati resi noti per la prima volta i nomi di questi caduti. La toccante manifestazione si è svolta a Udine, lontana dalla Calabria che si è totalmente dimenticata dei suoi eroi. Questi i nomi dei decimati della 6a compagnia del 142° reggimento della brigata Catanzaro :

Cavaies Antonino nato a Palermo il 28/9/1893
Viola Antonio nato a Sommatino il 13/4/1886
Bellini GiovanBattista nato a Adrara S.Martino il 5/5/1886
Cassalia Antonio nato a Cataforio il 7/2/1890
Di Giorgio Pasquale nato a Secinaro il 13/4/1884
Dimitri Nicola nato a Corigliano di Otranto il 10/5/1881
Gabriele Angelo nato a Galatino il 28/10/1881
La Barbera Vito nato a Mezzojuso il 11/4/1892
Morello Angelo nato a Terranova il 13/4/1891
Petirri Nunziato nato a Francavilla il 23/8/1894
Toma Luigi nato a Maglie il 19/2/1881
Fabiano Giovanni nato a Corato il 26/8/1890

Questi invece i fucilati sul posto

Gratteri Saverio nato a Gerace Superiore il 6/2/1888 - 1a comp. 142°
Gianandrea Domenico nato a Salcito il 19/4/1885 - 11a comp. 142°
Alampi Salvatore nato a Piedimonte Etneo il 5/2/1885 - 5a comp. 142°
Rondinelli Paolo nato a Tursi nel 1889 - 7a comp. 142°

Questi i deceduti nell'ospedale da campo n° 206

Ten. Puleo Roberto nato a Palermo di anni 24 - 141°
Trivisonne Luigi nato a Lucera il 10/10/ 1896 -141°
Galati Vincenzo nato a Vallelonga il 21/12/1892 - 141°
Bianchetti Enrico nato a Iesi il 24/4/1890 -142°
Sclocco Giuseppe nato a Pescara il 29/10/1893 - 141°
Albini Guido nato a Roma il 2/4/1888 - 142°
Malerba Placido nato a Poggio Imperiale il 16/9/1896 - 142°
Martinelli Giacomo nato a Calcio il 4/2/1895 - 142°
Sott.ten. Bottino Felice nato a S.Damiano d'asti il 10/1/1893 - 142°
Rogora Carlo nato a Sacconago di anni 34 - 141°
Baramasco Francesco nato a Pavone canavese il 22/9/1897 - 300° plotone CC.RR.

Il plotone di esecuzione che fucilò i fanti della Catanzaro, accusati di ammutinamento durante la prima guerra mondiale, non poteva immaginare che ai familiari di queimorti sarebbe stata concessa, in seguito, la pensione di "caduti in guerra". di più: il linguaggio della burocrazia militare del tempo, scrisse ai comuni (che) quei soldati erano "mancati ai vivi" e non che erano stati giustiziati per sorteggio. I loro nomi, tuttavia, furono esclusi dall'Albo d'Oro dei caduti. Ora la scoperta resaappunto nota nei giorni scorsi..una pagina di storia che ritrova le sue tracce in uno dei periodi più tormentati d'Italia. Non si tratta di rivisitare la storia con gli occhi di oggi, ma con il necessario distacco affinchè, scavando scavando, non solo nella memoria che si tramanda ma essenzialmente nei documenti reperibili, si possa ricostruire - carte alla mano - quegli eventi con la massima asetticità possibile. Quindi nessun revisionismo ex post, ma necessità di fare chiarezza. Mario Saccà, che sulla brigata Catanzaro ha raccolto un corposo dossier, girando in lungo e in largo nel teatro delle operazioni, documentandosi presso tutti gli archivi militari e civili e registrando tutto quelllo che era possibile documentare mettendo a confronto gli elementi in possesso con una stringente analisi critica. In questi casi non si finisce mai di cercare, ma già oggi c'è materiale sufficiente per fare il punto della situazione. E le sorprese non sono mancate. Bisogna anche aggiungere che la Brigata Catanzaro si coprì di gloria per gli atti di eroismo, ricevendo in cambio, medaglie d'oro e d'argento al valor militare. La versione ufficiale fu che la rivolta di Santa Maria la Longa sarebbe stata una rivolta armata. Le storie di tutte le fucilazioni compresa quella della Catanzaro, vennero fuori durante i lavori della commissione parlamentare su Caporetto, nominata dal re nel 1918, con strascichi di polemiche. I dati disponibili hanno fatto pensare che non si trattò di una rivolta armata ma di una protesta, probabilmente organizzata, per rivendicare quelli che oggi definiamo "diritti civili" : le licenze che non venivano concesse da molto tempo e la richiesta di essere assegnati a una zona più tranquilla del fronte. I primi dubbi vennero all'Avanti, il giornale del Partito socialista, nell'agosto del 1919 pubblicò una lettera a firma " un ufficiale" nella quale si smentiva la versione data dai comandi superiori, di ribellione armata e si sosteneva che questi soldati erano in condizioni pietose dopo lunga permanenza in prima linea sul Carso, durante la decima battaglia dell'Isonzo, molto più di quello che prevedevano le norme e , naturalmente, non avevano goduto dei previsti turni di riposo. Questa versione è stata confermata dal figlio vivente di un ufficiale del 141°, un calabro che vive a Firenze. Bisogna tenere presente che la Brigata Catanzaro era molto sfruttata, quando c'era bisogno di assalti duri veniva impegnata regolarmente. Questo afferma che si trattò di un'unità molto combattiva, comprese le vittime della decimazione.

LINKS alle pagine di cimeetrincee.it che trattano de La Brigata Catanzaro e dei suoi soldati.

* Adolfo Zamboni la testimonianza di un coraggioso ufficiale di fanteria durante la Grande Guerra di Galasso Massimiliano
* Elenco onorificenze e ricompense del Ten. Adolfo Zamboni Archivio Adolfo Zamboni
* Sul Monte Mosciagh la baionetta liberò il cannone di Adolfo Zamboni
* L'anima del Fante di Adolfo Zamboni
* I sacrifici per la vittoria Archivio Adolfo Zamboni
* La VI battaglia dell'Isonzo sul S.Michele osservata da un combattente di Adolfo Zamboni
* La Brigata Catanzaro a Monte Mosciagh, 28 Maggio 1916 di Mario Sacca’
* Ufficiali caduti e servizi prestati in zona di guerra e di riposo dal 141° Br.Catanzaro e lo stato di servizio del Ten Adolfo Zamboni di Adolfo Zamboni
* Le forze e le perdite giornaliere nei combattimenti sull'Altopiano del 141° Br.Catanzaro di Adolfo Zamboni
* La rivolta della "Catanzaro" finisce al muro del cimitero di S.Maria la Longa di Gira, contributi di Adolfo Zamboni, Mario Saccà e Fabrizio Cece
* Da La Gazzetta del sud, 6 Novembre 2003 : 4 Novembre: In ricordo della Brigata Catanzaro di Mario Saccà
* Da Il Domani - Calabria, 19 Novembre 2003: La storia della Brigata Catanzaro:Eroi dalla testa dura di Bruno Gemelli
* La Brigata Catanzaro da I riassunti storici delle Brigate di Fanteria, edito dal Ministero della Guerra Archivio Mario Saccà
* 22 Aprile 2004 Escursione sul Mosciagh
* La Chiesetta di Doberdò di Adolfo Zamboni
* L'Ave Maria in trincea di Adolfo Zamboni
* Piombo italiano per un fante di Salcito ? di Massimo Vitale
*La Brigata Catanzaro nella letteratura e saggistica Brani raccolti e selezionati da Adolfo Zamboni
*Da Calabria Sconosciuta, Anno XXVIII n. 106 Aprile-Giugno 2005 Un Reggimento di Calabresi nella Grande Guerra di Giovanni Quaranta
*Vai alla manifestazione di S.Maria la Longa
*La posa del cippo sul Mosciagh ( 10 Settembre)
*16 luglio 2007 - Udine: Cerimonia in ricordo dei fucilati della Brigata Catanzaro a S.Maria la Longa il 16 luglio 1917

 

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