di Gira
Il giorno 17 Settembre si è svolta ad Arco di Trento lannuale cerimonia a ricordo dei quattro soldati della Legione Cecoslovacca che, catturati dagli austriaci, durante lazione sul Dosso Alto del 21 settembre 1918, furono condannati per diserzione e impiccati a degli ulivi il giorno successivo in località Prabi di Arco. La manifestazione, il giorno prima, è stata preceduta da un escursione guidata dallo storico Tiziano Bertè, del museo della Grande Guerra di Rovereto, esperto conoscitore della zona, nei luoghi dove si svolse lattacco e la cattura dei soldati cecoslovacchi.
LA LEGIONE CECOSLOVACCA
( Brani in corsivo tratti da Arditi e alpini sul Doss Alto di Nago 1915-1918 di Tiziano Bertè, ed. Museo storico italiano della Guerra, di Rovereto)
( ) Uno stato cecoslovacco a quel tempo esisteva solo nelle aspirazioni dei numerosi patrioti che desideravano lindipendenza della Boemia, della Moravia e della Slovacchia dallImpero austro-ungarico. La prima guerra mondiale diede lopportunità ai cechi e agli slovacchi, come ad altri popoli, di aspirare ad ottenere la propria indipendenza nazionale. Comitati di patrioti cechi e slovacchi sorsero subito dopo linizio del conflitto, in Francia , Stati Uniti, Russia, Inghilterra, Serbia e Svizzera.
( ) Allinizio del 1916 arriva in Italia, proveniente da Parigi, Milan Ratislav Stefanik, valente astronomo e pilota daerei che iniziò subito una intensa propaganda che ebbe presto i suoi effetti nelle sempre più diserzioni di soldati cechi e slovacchi dallesercito imperiale. Obiettivo principale di Stefanik fu lorganizzazione dei prigionieri di guerra cechi e slovacchi in unità combattenti da utilizzare a fianco degli eserciti delle potenze dellintesa, contro il comune nemico austriaco.
( ) In Italia, il presidente del consiglio V.E. Orlando e Stefanik il 21 aprile 1918 firmarono a Roma una Convenzione fra il Governo italiano e il Consiglio Nazionale dei paesi Cecoslovacchi con cui si definì la posizione giuridica delle unità cecoslovacche in Italia, legittimamente ammesse alla partecipazione armata del conflitto. Questo fu il primo riconoscimento internazionale del futuro stato cecoslovacco ( )
( ) Dal governo italiano furono però posti alcuni limiti, il principale dei quali era che i volontari cecoslovacchi, pur nellautonomia della loro divisione, sarebbero stati comandati da un generale italiano, sottoposti agli ordini del Comando Supremo italiano e, quindi, alla legislazione italiana.
( ) A Roma il giorno 24 Maggio 1918 il rappresentante del governo provvisorio Stefanik consegna alla 6° divisione speciale cecoslovacca la bandiera di combattimento. Il 6 giugno la divisione viene assegnata alla 9° armata quale riserva del Comado Supremo, in vista dellimminente offensiva austro-ungarica. Il 15 giugno la 6° divisione speciale entra in combattimento sul Montello e presso Fossalta di Piave subendo 62 morti, 101 feriti e 18 dispersi. Di questi 18 dispersi 11 vennero catturati dagli austro-ungarici e, dopo sommari processi, vennero impiccati nei pressi di Oderzo.
( ) il giorno 20 agosto 1918, la 6° divisione speciale cecoslovacca viene inviata a presidiare le prime linee del Settore Altissimo nella parte ovest del Monte Baldo, linee comprese tra la sponda ovest del lago di Garda ed il paese di Castione.
Ed è qui che inizia la nostra storia
IL FATTO
Per i dettagli dellattacco al Dosso Alto, in cui furono fatti prigionieri i cinque soldati cecoslovacchi si rimanda al testo già citato di Tiziano Bertè.
Qui ci basta segnalare che durante lattacco austro-ungarico del 21 settembre 1918 ,al Dosso Alto di Nago, tra le varie perdite dei cecoslovacchi ci furono 5 dispersi che furono tutti catturati dagli austro-ungarici. Dopo la cattura vennero portati ad Arco e sottoposti a sommario processo dove furono riconosciuti colpevoli di tradimento e condannati allimpiccagione, tutti tranne il più giovane di loro. I loro nomi sono Antonin Jezek, Karel Novacek, Jiri Schlegl e Vaclav Svoboda. La sentenza ebbe luogo il giorno successivo, 22 settembre, a Prabi di Arco. I quattro furono impiccati a degli ulivi in una radura sotto il castello del paese. Ora questa radura, dove è sorto un monumento dedicato alla loro memoria è territorio della Repubblica Ceca.
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Tre dei quattro cecoslovacchi impicati il 22 settembre 1918 ad Arco: Antonin Jezek, Karel Novacek e Jiri Schlegl.
Dopo aver lasciato alcune auto presso Malga Zures, con le rimanenti ci siamo portati verso Dosso Casina, da cui siamo partiti inoltrandoci nel bosco. Lescursione, a cui ha preso parte anche lex Addetto militare della Repubblica Ceca, Milan Bachan, si snoda lungo gli ex sentieri militari, in un dedalo di tracce, che solo un buon conoscitore della zona può percorrere senza il timore di perdersi. Per fortuna la comitiva era accompagnata da Tiziano Bertè e da Mauro Zattera esperti sia del luogo che dei fatti storici che lì si svolsero. Attraverso trincee in cemento, tracce di camminamenti, ruderi di edifici militari e i resti del piccolo cimitero degli alpini nei pressi delle Cucine di Sasso Sega, dove sono ancora presenti alcune lapidi e ancora visibili le tracce delle fosse, siamo giunti al Dosso Alto, teatro dei pochi ma aspri combattimenti che segnarono questo caposaldo. Giunti in cima a questa poco più che collinetta, tutta traforata da gallerie e trincee, lamico Silvino, presidente dellassociazione il Sommolago di Nago ha tirato fuori dallo zaino una bottiglia di vino proponendo un alzata di bicchieri in memoria di tutti quelli che lì hanno combattuto, il tutto accompagnato dalle toccanti parole di Tiziano, che ha voluto ricordare che popoli una volta nemici, ora sono uniti in una Europa libera .
Quindi presa la via del ritorno, cè stato ancora tempo per incontrare altri resti prima di giungere a Malga Zures, nei pressi della quale si trovano cinque cippi dedicati ad altrettanti volontari trentini caduti in quella zona nel dicembre del 1915. Raggiunte e recuperate le auto dopo i commenti sullescursione e i saluti di rito ci siamo dati appuntamento per la cerimoia del giorno dopo.
LA CERIMONIA
La pioggia abbondante caduta durante la notte e che ancora persisteva nella prima mattinata, è cessata magicamente per linizio della cerimonia, che ha potuto svolgersi così come era stata programmata e organizzata dal presidente dellassociazione il Sommolago, Silvino Miorelli, in collaborazione con il comune e gli alpini della sezione della sezione ANA di Arco. Dopo la messa , celebrata da don Daniele, nella piccola chiesetta in località Prabi di Arco, una delegazione della Repubblica Ceca, composta dall'Addetto Militare, Aeronautico e per la Difesa presso l´Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma colonnello Miroslav Bartos, dal console Sig.a Barbora Plánicková del Consolato Generale della Repubblica Ceca a Milano e dall´ex Addetto Militare della Repubblica Ceca colonnello in congedo Milan Bachan (attuale Capo Ufficio per veterani di guerra del Ministerio della Difesa dela Republica Ceca), accompagnati dal sindaco di Arco, dal sindaco di Torbole, e dal comandante la IV Armata Gen.Vivaldi, oltre a varie rappresentanze storico-militari, tra cui anche cimeetrincee, ha desposto una corona sul monumento costruito nel gennaio del 1919, in ricordo dellimpiccagione dei quattro legionari cecoslovacchi catturati sul Dosso Alto di Nago, avvenuta il 22 settembre 1918, monumento che si trova allinterno di unarea donata dal comune alla repubblica Ceca e circondato dagli ulivi a cui furono impiccati i quattro soldati. La cerimonia accompagnata dallalzabandiera è stata molto sentita nella sua semplicità e nel suo profondo significato.....
Alla fine, il rompete le righe ha dato il via allimmancabile pranzo preparato dai magistrali cuochi del gruppo alpini di Arco, che ci hanno ospitato nella loro vicina sede. Il convivio improntato alla massima cordialità ha avuto il suo culmine con lo scambio di doni, tra le varie delegazioni, e con la foto finale di tutti i partecipanti.
I volontari cecoslovacchi in Italia nella Prima Guerra Mondiale
di Umberto Fabiani
- I territori della Moravia, Slesia e Slovacchia, ricche di materie prime, di industrie fiorenti specialmente sviluppate nel ramo metallurgico e degli armamenti pesanti (ad. Esempio: Skoda), da secoli inserite nellImpero Asburgico sono da esso ritenute indispensabile nella produzione della ricchezza indispensabile nel mosaico dei popoli imperiali. Ciò non toglie che le spinte nazionalistiche e indipendentiste col finire del XIX secolo si fanno sempre più forti, ed anche gli intellettuali e patrioti cecoslovacchi aspirano ad una autonomia nazionale. Con lo scoppio della Ia Guerra Mondiale i patrioti in esilio, che già si riconoscono in un movimento politico, costituiscono il Consiglio Nazionale Cecoslovacco al fine di poter sostenere attivamente in ogni forma, nei riguardi dei governi dellIntesa, lindipendenza dei propri territori. Esso, vero proprio governo in esilio, inizia lattuazione pratica delle proprie tesi politiche organizzando una forza armata. Infatti già con i primi avvenimenti bellici vengono fatti prigionieri sul fronte orientale anche molti militari appartenenti alla etnia cecoslacca, che in virtù alle loro idee patriottiche vengono inquadrati come volontari nel Gruppo Armato Cecoslovacco Cesca Druzin, avente la forza di un battaglione: Forza destinata ad aumentare sempre di più alimentata dai disertori e prigionieri, fino a formare nel 1917 un Corpo dArmata, combattendo a fianco dei Russi fino allarmistizio di Brest-Litovsky, trasferendosi poi sul fronte occidentale per continuare le ostilità a fianco dellEsercito francese.
- Nel corso della guerra anche sul fronte italiano vengono catturati molti soldati cecoslovacchi, che vengono internati nei vari campi di concentramento separati dalle altre etnie dellImpero, come in quello di Salerno e della Certosa di Padula. Sono proprio i prigionieri di questi due campi che per primi chiedono di cooperare alla guerra contro lAustria ed inizialmente vengono adoperati, a partire dal febbraio 1918, inquadrati in 7 battaglioni di lavoratori, alla realizzazione delle difese della seconda linea del Basso Adige. Importante anche loperato dallinizio del 1916 arriva di Milan Ratislav Stefanik, valente astronomo e pilota daerei che iniziò subito una intensa propaganda che ebbe presto i suoi effetti nelle sempre più frequenti diserzioni di soldati cechi e slovacchi dallesercito imperiale. Obiettivo principale di Stefanik fu lorganizzazione dei prigionieri di guerra cechi e slovacchi in unità combattenti da utilizzare a fianco degli eserciti delle potenze dellintesa, contro il comune nemico austriaco
- Il 21 Aprile 1918 il Consiglio Nazionale Cecoslovacco stipula una convenzione col governo italiano per la costituzione di un Corpo armato cecoslovacco in Italia. Secondo gli accordi esso deve essere formato da una divisione di fanteria e da un deposito per una forza di 350 ufficiali e 12.500 sottufficiali e uomini di truppa. Pertanto gli ex prigionieri dei vari campi vengono concentrati nel deposito di Foligno, appositamente attrezzato per formare lunità al comando del Gen. Italiano Andrea Graziani, così composta:
- 1a Brigata comandata dal Gen. De Vita con il 1° e 2° reggimento
- 2a Brigata comandata dal Gen. Sapienza con il 2° e 3° reggimento:
- Agli inizi del mese di maggio per una maggior nazionalizzazione della codifica dei Corpi Cecoslovacchi su tutti i fronti, quello impiegato in Italia viene inquadrato nella VI Divisione Cecoslovacca composta da:
- 11 Brigata - 31 e 32° Reggimento
- 12 Brigata - 33 e 34° Reggimento.
- Il 24 maggio, con una solenne cerimonia la divisione riceve la bandiera di combattimento ed il 30 viene trasferita sui Monti Berici presso Vicenza nella zona operativa del XXII Corpo dArmata. Durante loffensiva austriaca sul Piave, avvenuta nel giugno 1918, battaglioni del 31° e 33° Reggimento vengono spostati su questo fronte impegnandosi in furiosi combattimenti, distinguendosi, quelli del 31° presso Dossalto e quelli del 33° nelloccupazione del Montello. Qui e presso Fossalta di Piave subendo 62 morti, 101 feriti e 18 dispersi. Di questi 18 dispersi 11 vennero catturati dagli austro-ungarici e, dopo sommari processi, vennero impiccati nei pressi di Oderzo.
- Nel mese di luglio, tutta la divisione viene spostata ad est del lago di Garda, fra la Bocca di Naveno ed il monte Baldo; il 15 dello stesso mese la XII Brigata prende posizione sullAltissimo coprendosi di gloria nel susseguirsi delle operazioni. Durante lattacco austro-ungarico del 21 settembre 1918 ,al Dosso Alto di Nago, tra le varie perdite dei Legionari ci furono 5 dispersi che furono tutti catturati dagli austro-ungarici. Dopo la cattura vennero portati ad Arco e sottoposti a sommario processo dove furono riconosciuti colpevoli di tradimento e condannati allimpiccagione, tutti tranne il più giovane di loro. I loro nomi sono Antonin Jezek, Karel Novacek, Jiri Schlegl e Vaclav Svoboda. La sentenza ebbe luogo il giorno successivo, 22 settembre, a Prabi di Arco. I quattro furono impiccati a degli ulivi in una radura sotto il castello del paese. Ora questa radura, dove è sorto un monumento dedicato alla loro memoria è territorio della Repubblica Ceca.
- In virtù della conoscenza dellesercito austroungarico da parte dei volontari cechi, vengono costituiti anche piccoli reparti di esploratori operanti lungo tutta la linea del fronte. Costoro sapranno compiere atti di mirabile eroismo in operazioni veramente difficili, e molti di essi pagheranno la loro dedizione alla propria Patria con il supplizio dellimpiccagione. Più tardi verranno inquadrati in un nuovo reggimento con il numero 39. Dal 7 ottobre tutta la VI Divisione Cecoslovacca viene trasferita sul Fiume Piave dove viene predisposto un nuovo fronte per arginare lavanzata austriaca dopo Caporetto. Il 23 dello stesso mese viene formato il Corpo dArmata Cecoslovacco al comando del maggior Generale Luigi Piccione, formato dalla VI e VII Divisione.
- Doto la battaglia vittoriosa di Vittorio Veneto vengono catturati numerosissimi prigionieri imperiali di etnia ceca, i quali rendendosi subito disponibili alla partecipazione delle ostilità contro lAustria, vanno ad ingrossare lorganico del Corpo dArmata Cecoslovacco raggiungendo un organico di 25.000 uomini. Ma ormai la guerra è finita, e lindipendenza della Cecoslovacchia è riconosciuta dallItalia fin dal 21 ottobre coronando così il sogno di libertà di un grande popolo. Il 14 dicembre il Corpo dArmata inizia il trasferimento verso la propria Patria i cui confini della nuova Nazione devono essere definiti dal proprio Esercito.