di Max Difilippo

Durante lIlluminismo, epoca di fondamentali revisioni nella cultura dellOccidente, si trasformò anche latteggiamento delluomo e della società in genere verso la morte (la separazione dalle persone care, le tombe, i funerali e i cimiteri), nonché laspetto artistico e di costume di tali manifestazioni.
In quel momento la cura delle tombe e dei cimiteri si trasferì dalla Chiesa, fino a quel momento unica depositaria di ciò, alle famiglie e alla società. Soltanto la Grande Guerra degli anni 1914 1918 portò a un sostanziale cambiamento in questo campo. Quella, infatti, fu una guerra di nuovo tipo, combattuta da intere nazioni, ognuna delle quali si prometteva lobiettivo, fra gli altri, di portare lavversario al tracollo demografico. Lo sviluppo della rete ferroviaria fece sì che in ogni luogo del fronte, durante gli scontri diretti, potessero essere impiegati tutti coloro che erano nelle condizioni di combattere: inevitabilmente le perdite umane furono enormi.
In conseguenza di questo grande numero di vittime in tutta Europa divenne attuale la questione di come trattare i caduti. Per corrispondere alla sensibilissima coscienza della società impiegata nella guerra. La questione delle tombe e dei cimiteri militari fece così irruzione nelle pagine della stampa e dei periodici specializzati in ingegneria e architettura; ai cimiteri erano dedicate monografie e pubblicazioni speciali. In questi trattati è evidente il tentativo ambizioso di trattare in modo globale le questioni etiche, estetiche e artistiche relative alla costruzione e allabbellimento delle necropoli. Furono anche fatti propri i principi generali relativi al rispetto dei defunti, alla perpetuazione della loro memoria e alla forma di culto dopo la morte; ogni salma, in primo luogo, doveva trovare sepoltura, possibilmente dopo essere stata identificata; tutti i soldati morti in guerra inoltre, dovevano essere trattati come eroi; ognuno doveva aver diritto ad un monumento affinché la sua memoria si conservasse nel tempo; inoltre si ammetteva la distinzione tra caduti propri, alleati o nemici. I cimiteri di guerra dovevano esprimere la gratitudine dellintera Nazione ai caduti, ma anche il rispetto per ogni soldato rimasto fedele al proprio giuramento. Le diverse opere e iniziative in questo campo dovevano avere insieme una valenza artistica e formativa.
Dopo il 24 maggio 1915, quando lItalia entrò in guerra, questo problema venne affrontato anche dalle autorità italiane per supplire alla necessità di seppellire i morti alla fine delle battaglie che insanguinarono tutti i seicento chilometri del fronte. Secondo il generale Cadorna il fronte principale doveva essere quello dellIsonzo, che venne assegnato alla 2^ e alla 3^ Armata, mentre il Trentino e la Carnia dovevano essere solo fronti di contenimento. Proprio sullIsonzo si ebbero le maggiori battaglie, ben undici iniziate dagli italiani più la battaglia di Caporetto iniziata dagli austro-tedeschi, e si ebbero la maggioranza dei morti e perciò in prossimità del fronte vennero via via costruiti centinaia di piccoli cimiteri e queste costruzioni continuarono fino allottobre del 1917 quando, dopo la battaglia di Caporetto, si ebbe lo sfaldamento della 2^ Armata e conseguentemente la ritirata di tutto lesercito oltre il Piave.
Grazie a Diego di Aerei Italiani (www.aerei-italiani.net) sono riuscito ad avere le fotocopie della Rivista mensile del T.C.I. Le vie dItalia degli anni 20 o 30 nella quale lingegnere Giuseppe Cobol nellarticolo intitolato In pellegrinaggio ai cimiteri di guerra ci parla di come erano i cimiteri tra il 1915 e il 1917 e come poi sono stati trasformati dopo il 1922.
Allegate allarticolo ci sono anche due mappe della zona attorno a Gorizia che comprende un territorio che va da Plava (ora in Slovenia) fino a Polazzo (vicino a Redipuglia), che distano circa ventidue chilometri in linea daria sullasse Nord-Sud della mappa, e tra Cormòns e Ranziano (ora in Slovenia), che distano circa diciotto chilometri in linea daria sullasse Ovest-Est della mappa, e pertanto la superficie totale compresa è di circa quattrocento chilometri quadrati
Su questo territorio, tra il 1915 e il 1917, vennero creati dalle truppe circa duecento cimiteri di varie dimensioni che poi si dovette abbandonare dopo la rotta di Caporetto fino alla Vittoria il 4 Novembre 1918. Questi cimiteri rimasero così fino allinizio degli anni 20 quando venne creato lUfficio Cura Onoranze salme Caduti in Guerra (C.O.S.C.G.) il quale fu incaricato della colossale opera di riordinamento dei cimiteri di guerra. Questo ufficio aveva sede a Udine e comprendeva anche le sedi staccate di Trento, Treviso e Gorizia e aveva alle dipendenze 150 ufficiali, 35 cappellani militari e 7.000 soldati che perlustrarono tutti i campi di battaglia alla ricerca dei resti di quanti lasciarono la vita in combattimento. Durante questo lavoro vennero raccolte più di 70.000 salme lungo tutta la linea del fronte; più di 150.000 salme furono esumate e risepellite e più di 2.000 ignoti furono identificati. Questo è in cifre lenorme lavoro che si svolse in quegli anni e alla fine i cimiteri diventarono solo 62 nella stessa zona.
Oggi di questi cimiteri resta solo un vago ricordo e qualche foto sbiadita perché il 24 maggio 1923, alla presenza del Duca dAosta, venne consacrato il nuovo cimitero degli invitti della 3^ Armata sul colle di S. Elia che conteneva i resti di 30.000 soldati. Nel 1938 sorsero i due grandi Sacrari di Redipuglia e Oslavia nei quali sono state tumulate rispettivamente 100.187 e 57.200 salme di soldati appartenenti alla 2^ e 3^ Armata.
Elenco dei cimiteri di guerra nel 1922 nella zona di Gorizia
- 1. Cursò Maggiorer Gala Salvatore : 950 salme
- 2. Cormòns Decio Raggi : 4000
- 3. Cormòns cimitero civile : 400
- 4. Villa Russiz : 650
- 5. Capriva Sergente Ferrucci : 82
- 6. Capriva Maggiore Luzzati : 217
- 7. Mossa Emo Tarabocchia : 2890
- 8. Cobrida Maggiore Cutri : 256
- 9. Lucinico Nanni Cucchia : 175
- 10. Vipulzano Generale Reynard : 1202
- 11. Vallerisce Collonello Scandagliato : 800
- 12. Quisca Generale Cascino : 2800
- 13. Peuma Capitano Monti : 1200
- 14. Oslavia Generale Papa : 850
- 15. Possabotino : 1000
- 16. Salcano Capitano Molino : 800
- 17. Salcano Capitano di Candia : 900
- 18. Plava Generale Prelli : 2998
- 19. Plava Generale Montanari : 1500
- 20. Moncorona (Cromberg) Mario Giurati : 2800
- 21. Savogna : 250
- 22. Gabria del Vipacco Colonnello Calmieri : 300
- 23. Gabria del Vipacco Brigata Pinerolo : 400
- 24. Gabria del Vipacco : 1500
- 25. Gabria del Vipacco - Tenente Consalone : 283
- 26. Gabria del Vipacco Tenente Baldi : 57
- 27. Gabria del Vipacco Tenente Borla : 543
- 28. Devetachi Brigata Regina : 2000
- 29. Devetachi : 1000
- 30. Devetachi Brigata Pinerolo : 47
- 31. Vicentini Collonello Buffa di Ferrero : 2000
- 32. Vicentini : 300
- 33. Sdraussina Monumentale : 1800
- 34. Sdraussina Casello 40 Colonnello Billi : 1016
- 35. Sdraussina Casello 44 Capitano Bazzi : 1800
- 36. Polazzo Colonnello Mensinger : 260
- 37. Polazzo Maggiore Locatelli : 50
- 38. Sagrado : 4500
- 39. Fogliano : 2000
- 40. Peteano : 200
- 41. Gradisca : 5000
- 42. Polazzo Colonnello Piaggia : 63
- 43. Gorizia Cimitero degli Eroi : 5000
- 44. San Pietro : 2000
- 45. Vertoiba Colonnello Sansone : 1200
- 46. Vertoiba : 130
- 47. Vertoiba : 130
- 48. Vertoiba : 30
- 49. Vertoiba : 40
- 50. Vertoiba : 55
- 51. Vertoiba : 45
- 52. Valvociana (austriaco) : 350
- 53. Ranziano (austriaco) : 750
- 54. Ranziano (austriaco) annesso civile : 155
- 55. Merna (annesso al civile) : 220
- 56. Spaccapani : 100
- 57. Ossevlich : 450
- 58. Possabotino (civile) : 100
- 59. Piedimonte del Calvario : 300
- 60. San Floriano Colonnello Ripari : 60
- 61. San Floriano (annesso al civile) : 60
- 62. Gorizia (cimitero civile) : 900
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- FONTI : Sui campi di Galizia 1914-1918, a cura di Gianluigi Fait, Museo storico della Guerra di Rovereto, Materiali di lavoro, Rovereto 1977
- In pellegrinaggio ai cimiteri di guerra, di Giuseppe Cobòl, da Rivista mensile del T.C.I. Le vie d'Italia (da pag.1081 a pag. 1087)