NOTA: dove non e' specificato l'autore le foto sono di Gira
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Cimitero del 157° regg. fanteria brig. Liguria all'Arco Romano sul Pasubio
Cimitero Militare di Santo Stefano del Cadore
Il cimitero militare, intitolato al caduto Sottotenente Adriano Lobetti, si trova in prossimità del cimitero comunale. I caduti riposano in tumuli contraddistinti ogni cinque da un monumento in marmo con incisi i nomi. In fondo al viale principale centrale si trova una piccola cappella votiva con affreschi. Nel cimitero sono stati raccolti 845 caduti italiani e 79 caduti austro-ungarici provenienti dai cimiteri delle zone dell'alto Cadore e del Comelico.
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Cimitero Britannico di Giavera del Montello

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Cimitero Militare Austro-Ungarico di S.Michele al Tagliamento
Questo ossario si trova all'interno del cimitero di San Michele al Tagliamento, e da qualche tempo viene segnalato anche da appositi cartelli stradali marroni opportunamente posti negli incroci lungo la strada che porta a Bibione. E' composto da 10 file di tozze lapidi di cemento, seminterrate e intaccate dal muschio, recanti un fregio cruciforme sulla parte superiore. Subito sotto, scritti su una piastrina metallica (posta nel 1984 a coprire l'incisione dell'epoca, ormai illegibile) si possono scorgere il nome e cognome di ognuno: ci sono cognomi tipicamente austro- tedeschi, altri di inconfondibile origine slava e balcanica, altri di provenienza italiana, oppure i lunghi e contorti cognomi ungheresi, e quelli di chiara origine latina dei rumeni; e la data di morte (in qualche caso anche quella di nascita: il soldato più anziano ivi sepolto risulta essere del 1863, il più giovane dell'anno 1900). Centralmente si trova un monumento marmoreo a forma di croce "patente" circondato da due piccoli cipressi, inaugurato nel 1984 quando il piccolo ossario fu restaurato, con la collaborazione del governo austriaco, ed a lato, esternamente al perimetro, un cippo a forma di tronco di cono con iscrizioni in italiano ed austriaco, posto nel maggio di quest'anno durante la Benedizione del piccolo ossario ed una visita della delegazione austriaca. (vedi articolo di Massimiliano Galasso)
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Cimitero Militare Germanico di Feltre
La cittadina di Feltre in provincia di Belluno, sita nel territorio intermedio del Piave, fu un punto nevralgico alle spalle del fronte, quando negli ultimi mesi del 1917 l'offensiva tedesca ed austro-ungarica giunse ad unpunto morto sulla linea del Piave, m.Grappa, m.Tomba. Molti i lazzaretti nati in questa parte del territorio. Non solo a Feltre, ma anche in molti paesi limitrofi furono sepolti i caduti germanici, le cui spoglie succesivamente furono traslate nel più grande ossario di Quero. rimase solo il piccolo cimitero di Feltre che raccoglie 273 caduti, tra i quali anche austriaci. Croci in porfido rosso scuro contrassegnano il cimitero immerso in un meraviglioso paesaggio montano. I nomi dei caduti sono incisi su una lastra posta in una pergola in pietra annessa all'ingresso.
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Cimitero Austro-Ungarico di Slaghenaufi
foto di Pacchioni Fabrizio
Il cimitero di Slaghenaufi è sorto in diretta vicinanza al luogo dove ebbe sede durante la GG un ospedale da campo austro-ungarico. Per il vicino fronte delle Vezzene, l'ospedale militare di Slaghenaufi fu di fondamentale importanza. Nel cimitero sono ancora sepolti 748 soldati, le cui salme sono state depositate con rito funebre officiato dal cappellano militare austro-ungarico nella piccola cappella di legno eretta ancora all'inizio delle ostilità. La chiesetta attuale è stata rifatta nel 1954 nelo stesso luogo e mantenendo la stessa tipologia dell'originale. Questo cimitero è rimasto intatto come all'indomani della GG mantenendo le caratteristiche originali in virtù di precisi accordi tra il Comissariato Generale Onor Caduti in guerra e la Croce Nera austriaca.
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Ex Cimitero Militare Italiano e Austroungarico di Anghebeni
foto di Pacchioni Fabrizio
Ex Cimitero Militare Italiano e Austroungarico di Anghebeni in Vallarsa con grande scultura del Cristo eseguita con varie schegge. Il Cristo più piccolo a fianco della Madonnina è stato eseguito dall'amico Fabrizio Pacchioni, autore anche delle foto assemblando schegge varie e da lui donato al Cimitero per onorare tutti i caduti in quei tragici eventi.
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Aquileia: il Cimitero degli Eroi
foto e testo di Mario Sacca'
Le notizie sullimpianto iniziale del Cimitero degli Eroi risalgono all estate del 1915. Fu realizzato per accogliere le prime salme dei soldati caduti sul Carso ed acquisi la forma attuale allinizio degli anni 20, come si apprende dallo studio pubblicato nel n°8 / 2002 dei Quaderni Aquileiesi . Monsignor Celso Costantini nei suoi diari racconto i primi tracciamenti del viale dietro la basilica e la piantagione delle siepi di bosso prelevate dalla casa canonica di Concordia Sagittaria. Il Comune di Firenze, sollecitato dallo scrittore Ugo Ojetti, invio i cipressi ed i lauri. Mentre le salme giacenti negli 2650 cimiteri di guerra, disseminati lungo lintero arco delle zone dove si era combattuto, furono recuperate per essere ricollocate nei grandi ossari quelle sepolte ad Aquileia non vennero trasferite per il fatto che il Cimitero è grande per i ricordi e per eventi che ospito i primi caduti nostri, uno dei quali ebbe l onore di essere trasportato con le piuelevate cerimonie nazionali nella cripta dell Altare della Patria. ( art dell arch. Gallimberti sulla rivista Padova, Dic. 1932). L assetto definitivo del luogo sacro risaliva allanno precedente, decennale dell istituzione del Milite Ignoto ( 4 novembre 1921 ), e non aveva comportato interventi radicali ma solo il consolidamento dell esistente attuato dall impresa Flebus di Palmanova su progetto dell architetto trevisano Pietro Del Fabro.L immagine del cimitero è caratterizzata dalle croci in ferro, donate dalla societa Dante Alighieri in occasione della celebrazione dei defunti del 2 Novembre 1917, che nella targa circolare contengono la scritta Dulce et decorum est pro Patria mori ed allinterno il nome e lappartenenza militare del caduto. Il perimetro del recinto cimiteriale è percorso da spalliere di lauro e da cipressi e vi si accede dalla cancellata in ferro battuto disegnata da Guido Cirilli e realizzata da Alberto Calligaris ( v. quaderni Aquleiesi). All interno emergono tre elementi scultorei :
1. L'arcosolio in pietra che sovrasta il sarcofago dei 10 militi ignoti ivi tumulati il 4 Novembre 1921 contemporaneamente all 11° che si trova a Roma nell Altare della Patria. L opera è dovuta al disegno di Cirilli, all epoca conservatore delle antichita di Aquleia ed è in asse con la basilica concludendo un percorso ideale fra lantichita romana e la Grande Guerra. Sulla fronte del monumento è stata affissa la lapide che contiene le parole pronunciate dal Duca dAosta nella cerimonia del 2 Novembre 1919. La lampada in ferro batturo è di Alberto Calligaris e sulla cornice dell arco vi è inscritta la frase OMNES ISTI IN GENERATIONIBUS GLORIAM ADEPTI SUNT. Ai piedi del monumento venne sepolta Maria Bergamas, deceduta a Trieste nel 1952, la madre triestina che scelse la salma dell11° caduto poi racchiusa nel sacello del Milite Ignoto dellAltare della Patria in Roma. La sua salma venne tumulata il 4 Novembre 1954 a cura dell Associazione Nazionale del Fante ed alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Sulla pietra tombale è scritto: Maria Bergamas per tutte le madri IV Novembre MCMLIV
2. Collocato nel tratto del muro di cinta rivolto verso il Carso vi è la scultura del Cristo morente realizzata da Edmondo Furlan, che stacca il braccio destro dal legno per confortare i due fanti morenti ai suoi piedi. Secondo Gorge L.Mosse l immagine trasferisce la credenza tradizionale nel martirio e nella resurrezione alla nazione, facendone un omnicomprensiva religione civica.
3. LAngelo della Carita, scultura di Ettore Ximenes, è sullo stesso lato del Cristo e rappresenta il soldato morente che allargando le braccia sembra tracciare il segno della croce ed è sostenuto da una figura femminile ( crocerossina, madre, sorella, angelo, Patria).
Poco piu distante è visibile la sepoltura del Maggiore dei Lupi di Toscana ( 77° R.F.) Giovanni Randaccio, amico e compagno di Gabriele DAnnunzio, caduto sul Timavo. Per altri caduti sono stati eretti dei cippi, in alcuni casi voluti dai compagni d arme:
- - Il gen.le Alessandro Ricordi di Milano, comandante della Brigata Murge e il cap. Riccardo della Torre di Cividale, uccisi dalla stessa granata sulla falde dellHermada( confr, Lorenzo Cadeddu, La Leggenda del Soldato ignoto, Gaspari, UD 2001);
- - il Ten. Luigi Lauricella del 50° R.F. Brigata Parma;
- - Capitano Severino Ubertis, medaglia doro, 3° Regg. Bersaglieri;
- - Ten Col. Paride Razzini 3° Regg. Bersaglieri;
- - I 3 fratelli Costa di Cagliari;
- - Il Ten. Fedeli Leone del 141° R.F. ( Brigata Catanzaro);
- - I 3 Tenenti Celentano, Castagnaro ed Ercolini del 34° Art. da campagna;
- - Il Ten Ernesto Monteverde del 5° Genio minatori;
- - il Sott. Guido Pellegrini di Arezzo 77.a comp. mitraglieri;
- - il marinaio Umberto Berna;
- -laspirante Corradino Lanza di Aieta del 1° Regg. Granatieri;
- - il magg Bruno Torano del 32° Artiglieria.
Su una struttura di bronzo, scolpita a mo di registro, sono elencati tutti i caduti sepolti nel Cimitero degli Eroi . Le fotografie che ho riprodotte mostrano solo una parte delle loro tombe che, pero, sono idealmente presenti nelle immagini panoramiche. Ho inteso mostrare le croci riguardanti i caduti della Brigata Catanzaro per via delle ricerche nelle quali mi sono ulteriormente addentrato. Sul lato esterno dellabside della basilica è stata affissa una lapide con l epigrafe di D Annunzio, pronunciata il 2 Novembre 1915 in occasione della celebrazione, nella basilica, della Festa dei morti : O Aquileia, donna di tristezza, sovrana di dolore, tu serbi le primizie della forza nei tumuli di zolle, allombra dei cipressi pensierosi. Custodisci nellerba i morti primi: una verginita di sangue sacro e quasi un rifiorire di martirio che rinnovella in te la melodia. La madre chiama e in te comincia il canto. Nel profondo di te comincia il canto. Linno comincia degli imperituri quando il divino calice s innalza.Trema a tutti i viventi il cuore in petto.Il sacrificio arde fra lAlpe e il mare.
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Cimitero di S.Giorgio sul monte Zugna.
foto di Osvaldo Amari
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Cimitero militare di Bohinj (Slovenia)
foto di Osvaldo Amari

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foto di Mauro Venier

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Cimitero Austro-Ungarico di Vigo di Fassa
foto e testo di Aldo Albrizzi
Il cimitero raccoglie le salme di 633 caduti della prima guerra mondiale provenienti da tutti i paesi che facevano parte dellImpero Austroungarico. Il dipinto dietro le grate ricorda un militare Trentino, arruolato nel K.U.K. 2 Reggimento Tiroler Kaiserjager 4 Compagnia, caduto nel 1914 a Hujcze.

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Cimitero militare austriaco di Soca (Slo)
foto di Simon Kovacic
Nel cimitero sono sepolti piu' di 600nsoldati Austro-Ungarici caduti negli anni 1915-1917 sul fronte tra lo Javorsceck e il Monte Nero

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Cimitero Austro-Ungarico a Log pod Mangartom (Bovec, Slo)
foto di Simon Kovacic
In questo cimitero sono sepolte 859 salme di soldati austriaci caduti fra Giunio 1915 e inizio 1918 sul Rombon.

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Ex cimitero Austro-Ungarico sul Roteck (Val Pusteria)
foto di Luigi Cuogo

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Ex cimitero Austro-Ungarico del monte Forno
La chiesetta vicina ai resti del cimitero e' stata ricostruita secondo il disegno originale di quella eretta durante la Grande Guerra dai soldati stiriani del 27' reggimento di Graz

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Ex cimitero Austro-Ungarico del monte Campigoletti
Nel cimitero, attualmente restaurato e nelle aree adiacenti furono sepolti oltre a 23 ufficiali austro-ungarici anche le salme di 400 alpini caduti durante i combattimenti del giugno 1917.
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Cimiteri Austro-Ungarici sul Mosciagh
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Cimitero italo/austriaco della Val di Ros
foto di Gabriele Parodi

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Ex cimitero italiano di Sasso Sega

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Cimitero di Costalta - Vraithof von Soldan
foto di Aldo Albrizzi
Nel 1921 le salme, furono traslate nel Sacrario di Asiago. A causa dei numerosi resti umani ritrovati è stato ricostruito nel 1987, con la deposizione di 164 croci a memoria dei 2000 caduti italiani ed austriaci. Vi trovarono sepoltura 200 soldati della Brigata Ivrea e del 115° Reggimento Treviso caduti nella battaglia del M.te Basson il 25 agosto 1915.
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Cimitero Austro-Ungarico di Tonezza del Cimone
foto e notizie di Carlo Raineri
Il Cimitero Austro-Ungarico dei Crosati , in cui vennero raccolte le salme di oltre 1000 austro-ungarici caduti nei campi di battaglia dellaltopiano di Tonezza del Cimone è stato recentemente restaurato (inaugurazione avvenuta il 3.09.2006) grazie allinteressamento del responsabile della parrocchia di S. Donato, di Vicenza, e al lavoro compiuto dai fanti di Tonezza e da quelli dellAss.ne di zona Vicenza 3. In questa occasione il Cimitero dei Crosati è stato ridenominato Monumento alla concordia e alla pace per far riflettere i visitatori sugli orrori della guerra.
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Cimitero di Monte Piana - Dobbiaco
foto di Enrico Varagnolo
Raccoglie le spoglie di 1259 caduti di diverse nazionalita'.
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Riquadro militare italiano del Cimitero di Budapest
foto e notizie di Giorgio Tribotti
La storia. Nel 1982 Giorgio rintraccia, dopo tantissime ricerche anche grazie all'Ambasciata Italiana a Budapest. la tomba di suo nonno Maroni Nazzareno morto l'11 luglio 1918 a Szolnok durante la prigionia in Ungheria e sepolto nel cimitero militare italiano di Budapest ( visitato da Ciampi nel 2004 come da foto ). In questo cimitero sono sepolti circa 1500 soldati italiani, molti di questi senza nome sulla lapide. La maggior parte di questi soldati erano stati fatti prigionieri dagli austro-ungarici durante la battaglia di Caporetto. Fra le 1500 lapidi, solo quella di Nazzareno ha la foto del caduto sepolto, grazie all'interessamento del nipote, al quale, dai responsabili del cimitero, è stato detto che in 90 anni nessuno ha mai chiesto notizie di questi soldati sepolti.
Dalla lettera dell'ambasciata italiana a Budapest risulta che il cimitero raccoglie 1536 caduti italiani, quasi tutti della prima guerra mondiale, al centro del riquadro italiano si trova una grande erma simbolica di marmo con alla base il tavolo dell'altare. Il cimitero italiano di Budapest, così come gli altri esistenti in Ungheria, è affidato alle cure dell'ambasciata italiana, che provvede alla manutenzione ordinaria e straordinaria, nonchè alle periodiche funzioni religiose.
Nel 2008 i nipoti di Nazzareno, Sergio e Giorgio Tribotti ( foto 2 dell'album) , con la collaborazione dell'Ana Alto Adige - Gruppo di Bressanone hanno reso omaggio alla tomba del nonno e a quelle di tutti i caduti italiani sepolti nel cimitero di Budapest ( vedi alcune foto della cerimonia)

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Cimitero Austro-Ungarico di Folgaria
foto di Marco Girardini
Risistemato e inaugurato il 12 settembre 1971, dove sorgeva il vecchio cimitero di guerra, raccoglie le spoglie di 2503 soldati austro-ungarici, sistemate in quattro grandi cripte in marmo, l'ultima delle quali raccoglie anche 759 ignoti.

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foto di Mauro Marchi

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Ex Cimitero italiano del Mandrone
foto di Mauro Marchi

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foto di Angelo Negroni

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foto di Angelo Negroni
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Ex cimitero austriaco di Cocuzzolo Scalzer
foto di Angelo Negroni

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Ex Cimitero italiano di Passo Rolle
foto di Angelo Negroni

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Cimitero austriaco di Passo Monte Croce Carnico
foto di Angelo Negroni

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Ex cimitero Austro-Ungarico di Vanzi-Molini
Il cimitero posto su un pianoro che guarda la suggestiva contrada Molini, raccoglieva i numerosi caduti austro-ungarici raccolti presso la conca di Laghi. Alla fine della guerra il cimitero fu un po' alla volta smantellato. Nel 1994 la Pro Loco di Laghi ha curato il rirpistino dell'area innalzando una nera croce in legno simile a quella visibile in una foto del 1919. Nel 2002 grazie al ritrovamento in Romania di un album fotografico si è potuto anche risalire all'identità di un soldato austriaco, il cui nome era indicato un tempo, come quelli degli altri caduti, su piccole iscrizioni sotto semplici croci di legno. Il suo Nome era Anton Burgmann, proveniente da Vierschach (Sud Tirolo) al quale il comune di Laghi ha dedicato anche la via principale del paese.
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foto di Elio DM e testo tratto (in parte) da http://www.comune.arsiero.vi.it
- Durante la guerra Arsiero ebbe un piccolo Cimitero Militare sopra l'abitato, alle pendici del Monte Caviojo (Redentore). Dopo la guerra venne decorosamente sistemato accanto al Cimitero civile. Il Generale Faracovi volle dare a quel luogo di sepoltura un carattere di monumentalità, con un ingresso architettonico grandioso, una decorosa recinzione e paline di marmo per ciascuna tomba. Durante l'ultima guerra mondiale, nel 1943, vennero tolte le cancellate che lo recingevano sui lati nord ed est per darne il ferro alla patria e i vuoti vennero chiusi con muretti. A guerra conclusa il Presidente provinciale dell'Ass. Naz. Del Fante, Comm. Mantovani, raccolta la richiesta dei cittadini di Arsiero, si interessò per la ricostruzione delle quattordici cancellate di m.4,20 x 1,50. Con l'interessamento di varie persone il progetto fu realizzato e fu così possibile riportare il sacro recinto alla maestosità iniziale, con una solenne cerimonia di inaugurazione il 26 giugno 1955. Dopo le inumazioni dei corpi recuperati appena finita la Grande Guerra il cimitero di Arsiero accolse altri corpi ritrovati nei luoghi di battaglia: Il 5 novembre 1953 due giovani di Arsiero, vagando per la montagna in cerca di materiali ferrosi (residuati della I guerra mondiale) trovarono degli scheletri umani. Prontamente avvertirono le autorità e il giorno seguente una Commissione ordinata dal Sindaco si recò sul posto. Si rinvennero 28 salme, sepolte in posizione di attesa o di difesa lungo una trincea. Forse quei soldati erano rimasti sepolti dallo scoppio di un grosso proiettile nel maggio 1916, all'inizio della "strafe expedition". Domenica 23 maggio 1954, dopo la veglia funebre presso il Municipio durata tutta la sera e la notte del sabato, le 28 salme furono solennemente tumulate nel Cimitero Militare. E ancora nel 2008 verrammo inumati altri 5 caduti le cui ossa sono state recentemente ritrovate sulle pendici del monte Priaforà
- Il 4 settembre 1952 Arsiero visse una giornata di intensa spiritualità accogliendo circa duecento ex-combattenti austriaci del salisburghese, appartenenti al 39° Reggimento Fanteria, quelli stessi che tennero testa per tanto tempo e con altrettanto onore ai nostri soldati del Cimone. Questi veterani vennero per rendere un devoto omaggio ai compagni d'arme sepolti nei nostri cimiteri di guerra ed era presente anche il caporale Georg Schmied che 36 anni prima aveva fatto brillare la mina sul monte Cimone. Temevano un'accoglienza ostile, rimasero invece colpiti dalla cordialità con cui vennero accolti e soprattutto dalla cura con cui vengono custoditi i loro Caduti. Ancora oggi, in agosto, alle celebrazioni sul monte Cimone partecipa una delegazione degli ex-combattenti austriaci. Quando ancora esisteva ad Arsiero il vecchio Cimitero di guerra, la popolazione dimostrò profondo sentimento di riconoscenza per i soldati caduti durante il terribile conflitto. Nel 1925, prima dell'inaugurazione del Cimitero Militare Monumentale, per iniziativa della locale Sezione Combattenti, venne costruito il bel monumento che sta al centro del cimitero e comprende l'Ossario sul quale, sorretta da quattro colonne, spicca la lampada votiva. L'Ossario raccoglie le spoglie di 403 Italiani e di 726 Austriaci sconosciuti, raccolte nei vicini campi di battaglia. Fra esse con ogni probabilità, riposa il figlio di Maria Bergamas, caduto in combattimento sul monte Cimone, che più tardi venne eletta Madre spirituale del. Soldato Ignoto d'Italia. Per la costruzione dell'Ara votiva contribuì tutta la popolazione di Arsiero; progettista e direttore dei lavori fu il geom. Carlo Pirinoli.
- Nelle inferriate del Cimitero Militare Monumentale, in quella centrale, in una teca a croce, era collocato il Cristo Mutilato. Il Crocefisso, che aveva la sola parte centrale, portava il corpo del Redentore, privo delle braccia e di un piede, allo scoppio della guerra 1915-18 si trovava nella Chiesa Arcipretale di San Michele Arcangelo di Arsiero, al lato destro del pulpito. Venne la guerra con la tragica strafexpedition del maggio 1916. La Chiesa venne seriamente danneggiata dai bombardamenti, mentre il paese fu occupato dagli Austriaci. Il Cristo, però, rimase intatto sul pulpito, così come la bella pala dedicata a San Michele Arcangelo. Verso la fine della guerra, nel maggio 1918, venne colpito e gravemente danneggiato La mattina del 16 maggio 1918 il comandante della locale stazione dei carabinieri, Maresciallo Olinto Ebaghetti, dopo un furioso bombardamento dell'artiglieria austriaca, uscì dalla baracca del comando e, girando tra le macerie, arrivò alla Chiesa. Fra cumuli di calcinacci scoprì il Crocifisso, ridotto ad un moncone. Il Maresciallo lo raccolse e lo portò nella baracca del comando.
- Il Cristo mutilo è stato poi, per circa 35 anni, custodito da don Giuseppe Busato, la cui famiglia ne ha poi fatto dono ai fanti di Arsiero. Questi vollero che esso trovasse posto, a protezione e perpetua benedizione dei Caduti, nella croce-teca al centro dell'inferriata centrale, durante una suggestiva cerimonia svoltasi il 26 giugno 1955 alla presenza dell'ormai anziano maresciallo Ebaghetti. Successivamente il "Cristo mutilo", ormai irrimediabilmente rovinato dal tempo, fu sostituito con una copia in schegge di ferro ricavate da bombe.
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Cimitero Austro-Ungarico di Fogliano Redipuglia
segnalato da Mauro Petruz, foto e video di Marco Ferri
Il cimitero costruito ad un chilometro circa dal Sacrario di Redipuglia, in direzione Fogliano raccoglie le salme di 14.550 soldati Austro-Ungheresi, provenienti dai vari cimiteri di guerra dimessi. Nel Campo Santo un viale, delimitato da alti cipressi, conduce alla grande tomba comune dove riposano 7.000 soldati ignoti. I 2.550 soldati noti, sepolti ai lati del viale vengono ricordati con dei piccoli cippi di cemento sui quali vi è posizionata la lapide riportante le loro generalità. Sempre alla destra e alla sinistra del viale, più specificatamente ai piedi delle mura di cinta, sono state costruite altre due tombe comuni ognuno delle quali raccoglie i resti di altri 2.500 caduti ignoti.
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Il cimitero inglese di Granezza, uno dei cinque presenti sull'altopiano di Asiago, raccoglie le spoglie di 142 caduti britannici.
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Cimitero Austro-Ungarico di Bondo
foto di Mauro Zattera
Il cimitero che si trova su un dosso a nord-est di Bondo tra i torrenti Arnò e Fiana nelle località denominate Pedevle e Fortin, fu costruito su iniziativa del Colonnello di Artiglieria Theodor Spiegel di Innsbruck che nella sua qualità di comandante della Imperiale e Regia 50a brigata sovraintendeva al fronte delle Giudicarie. Incaricato del progetto fu il cappellano militare fra Fabiano Barcatta, nativo di Valfloriana in Val di Fiemme. Per il suo progetto il "frate del monumento" così come venne chiamato si avvalse del supporto di una quarantina di operai tra i soldati e tra i civili militarizzati. Per la scalinata e per i massicci muri di sostegno furono usati enormi massi di granito provenienti dalle Valle di Breguzzo, per le statue e le decorazioni blocchi di marmo saccaroide cavati a Trivena sempre in Val di Breguzzo. Nel 1917 il cimitero fu visiatto dall'imperatore Carlo. Il terreno ospitante il cimitero si estende su un'area di 7016 mq.
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Cimitero militare in zona Pozza ( Pasubio)
foto di Fabrizio Pacchioni
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Cimitero di S.Valentino "Pianeti" , M. Baldo
foto di Fortunato"Nello" Riccardo e Fabrizio Pacchioni
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foto di Angelo Negroni
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foto di Ezio Catapano
Cimitero del Bosco di Brunico Sito nella Val Pusteria, lungo la strada e la linea ferroviaria del Brennero che portano da Fortezza a San Candido e Cortina d'Ampezzo, in questo piccolo cimitero immerso nel bosco si trovano le tombe di 677 caduti austro- ungarici della Prima Guerra Mondiale e 25 tedeschi della Seconda Guerra Mondiale.
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Cimitero di San Volfango sul Kolovrat
foto di Valerio Botto
Cimitero di guerra che raccoglieva le spoglie di più di cinquecento soldati italiani. Dismesso nel primo dopoguerra, le salme furono traslate nel Sacrario Militare di Udine, conserva il recino e la scalinata che conduce all'imponente piramide centrale. Qui riposò fino al 1923 anche l'alpino Riccardo di Giusto del Batt.Cividale primo caduto italiano in combattimento della Grande Guerra, colpito mentre varcava il confine al vicino Passo Solarie con il suo reparto nelle prime ore del 24 maggio 1915.
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Campo dei soldati inglesi nel cimitero di Padova
foto di Adolfo Zamboni
Sono in tutto 24 le tombe dei soldati inglesi e sono raccolte nella Zona C del Cimitero Maggiore di Padova.
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Cimitero Inglese del Magnaboschi

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Cimitero Italo-Austriaco del Magnaboschi

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foto di Andrea Scatabellati

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Cimitero Inglese di Montecchio Precalcino
foto di Andrea Scatabellati

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Cimitero militare BURGdi S.Candido
foto di Elio Anghinetti
Vi sono raccolte le spoglie di 520 soldati dell'armata austro-ungarica tra cui bosniaci prigionieri di guerra italiani, rumeni, russi e serbi e numerosi ignoti sepolti in fossa comune

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foto Angelo Negroni
Questo cimitero si presenta come un fazzoletto di terra in cui sono deposte 164 piccole croci di legno a memoria dei circa duemila caduti, italiani e austriaci, che quì un tempo furono sepolti. Tra i caduti che qui furono sepolti vanno ricordati circa 200 soldati della Brigata Ivrea e del 115° Reggimento Treviso che caddero il 25 agosto 1915 nella battaglia del Monte Basson
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Cimitero militare italiano del Pal Piccolo
foto Angelo Negroni - Gira

Cimitero del 157° regg. fanteria brig. Liguria all'Arco Romano sul Pasubio
foto Valerio Botto, foto d'epoca di Gira
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Cimitero militare di Cittadella (PD)
foto di Giuseppe Mendo
Il cimitero militare raccoglie le salme di 17.000 soldati di diverse nazionalità
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Cimitero di guerra austroungarico di Prosecco/Prosek (Ts)
foto e dati di Valerio Botto
Il cimitero è realizzato sull'altipiano triestino e raccoglie le spoglie di 5050 caduti dell'imperial e regio esercito, provenienti dai tanti piccoli cimiteri del Carso, soprattutto da quelli, ora sconsacrati, di Lucinico e Doberdò. E' costituito da croci in pietra con i nomi dei militi e da due grandi tombe costituite da basamenti in pietra, da cui si eleva una lapide.
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Cimitero di guerra austroungarico di Aurisina/Nabrecina (Ts)
foto e dati di Valerio Botto
Il cimitero si apre sul fondo di una piccola ma deliziosa dolina carsica, immersa nel bosco e raccoglie le spoglie di 1934 soldati austroungarici e di un italiano, caduti per lo più nella zona carsica di Monfalcone e dell'Hermada. Sull'ingresso una lapide ricorda le associazioni che lo edificarono, nel 1974 e che puntualmente ne curano il restauro. Molte le tombe di caduti ignoti. La lapide dell'unico italiano appartiene al soldato Driol Giovanni del 56° reggimento di fanteria, padre di sette figli.
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foto di Livio Littei
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foto di Livio Littei
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foto di Livio Littei
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Cimitero militare di Branik (1)
foto di Livio Littei
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Cimitero militare di Branik (2)
foto di Livio Littei
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foto di Livio Littei
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foto di Livio Littei
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foto di Federico Sancimino
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I caduti italiani del cimitero di Bligny
vedi anche TAIF: Truppe Ausiliarie Italiane in Francia