Alcune note sui Comitati Civili, sugli Uffici Dono e sui sussidi di guerra

di Fabrizio Cece

La Grande Guerra, comè notorio, ebbe risvolti molteplici in tutti gli aspetti del vivere quotidiano, sia dal punto di vista militare sia per la vita civile. M oltissimi studi, e non poteva essere diversamente, sono stati e saranno dedicati in particolare ai fronti di "prima linea"; ma altrettanto fondamentale sarebbe anche la conoscenza di tutti le conseguenze che la guerra comportò per chi rimase a casa o nelle retrovie. Con questa breve nota intendo dare conto di alcune attività parallele di supporto e sostegno alle famiglie dei richiamati in guerra e alle truppe di prima linea sotto l'aspetto dei soccorsi, sussidi e pacchi dono. Ovviamente, per ragioni di documentazione, dovrò inevitabilmente fare riferimento alla situazione di Gubbio (PG), ma credo che le considerazioni che emergeranno dopo la lettura dei documenti siano estensibili a tutto il resto del Paese.

Il Comitato di Organizzazione Civile

Appena si ebbero le prime avvisaglie di mobilitazione furono creati a Gubbio dei Comitati di assistenza alle truppe, alle famiglie e agli emigrati che rientravano in Italia per la chiamata alle armi. Il più attivo ed importante tra essi fu certamente il Comitato Eugubino di Organizzazione Civile, fondato il 19 maggio 1915 da alcuni cittadini i quali intendevano così rendere meno gravoso il lavoro eccezionale degli uffici pubblici, mantenere alto il morale della popolazione e provvedere ai primi bisogni con le forme di assistenza civile richieste dalle circostanze. Di tale Comitato resta purtroppo solo la relazione dell'attività svolta nel primo anno di guerra, ma questa è più che sufficiente per illustrare l'ampio raggio di azione che l'organizzazione ebbe a svolgere durante il conflitto. Se ne descrivono in breve le funzioni.

Ufficio di corrispondenza: assistenza alla scrittura, invio e lettura della corrispondenza tra le famiglie e i soldati; invio di vaglia, raccomandate, pacchi postali. A questo servizio erano adibite "numerose signore e signorine" assistite da Ada ed Elena Antonucci. Nel primo anno di guerra, per esempio, curarono la scrittura di 3.399 lettere.

Sottoscrizione: la raccolta di fondi attraverso richieste dirette e organizzazioni di spettacoli, lotterie, vendite di fiori, di marche, di nastri etc. diede modesti ma significativi risultati, soprattutto per l'impegno della marchesa Gemma Ranghiasci e di Arduino Menichetti.

Distribuzione dei sussidi: l'erogazione di limitati sussidi alle famiglie dei richiamati fu curata dalla Commissione di Assistenza presieduta da Asterio Agostinucci. Tale contributo andava ad integrare in qualche modo quello governativo. "Spesso il sussidio prese il carattere di un premio per le famiglie dei valorosi che si erano distinti sul campo di battaglia, spesso rappresentò un primo aiuto, in occasione di una morte gloriosa"

Asilo d'infanzia: considerato che la Congregazione di Carità aveva deciso la chiusura dell'Asilo d'Infanzia per ragioni di bilancio, il Comitato s'incaricò di tenere aperta tale fondamentale struttura soprattutto per interessamento di Maria Bertinelli e di Rachele Vantaggi. "I bambini inscritti furono in tutto 130, dei quali 28 appartenenti a famiglie di richiamati alle armi, 22 figli di emigrati rimpatriati per la guerra, e 80 appartenenti a famiglie di povera condizione".

Concessione di lavoro governativo: per sovvenire al bisogno di lavoro delle classi più indigenti, il Comitato di Lavoro appositamente costituito sotto la presidenza della contessa Laura Della Porta (coadiuvata dalle signore marchesa Maria Benveduti, Filomena Cenci e Anna Moretti) procurò lana e stoffa da lavorare.

Offerta di indumenti di lana e scaldarancio: per soccorrere le truppe combattenti con qualche genere di conforto il Comitato raccolse offerte sufficienti per la confezione di 250 pacchi. Tutto il lavoro fu svolto dalla Sezione Femminile. Ogni pacco conteneva: "una corazza o sciarpa, 2 paia di calze, 1 berretto, 1 paio di guanti o di manichini e, spesso, sigarette, spille di sicurezza, cioccolata ecc." Mancando a Gubbio i mezzi per la completa preparazione degli scaldarancio, i 3.000 rotoli di carta confezionati dai giovani della Dante Alighieri furono spediti a Milano. Pacchi dono furono ovviamente inviati anche ai prigionieri italiani.

Ufficio di notizie:"La parte più delicata dell'assistenza alle famiglie dei richiamati fu svolta dall'Ufficio Notizie, di cui si sono occupati quasi esclusivamente i signori conti Giammaria (1) e Laura Della Porta, che tenendosi in continuo rapporto con l'Ufficio Centrale di Bologna, con le Sottosezioni e con la Croce Rossa, fornirono alle famiglie dei combattenti le notizie che fu possibile avere, incoraggiando "quanti il silenzio dei loro cari teneva in pena, confortando i parenti dei dispersi, dei prigionieri, [...] dei feriti degenti negli ospedali, dei caduti sul campo dell'onore". Nel 1920 la contessa Laura Della Porta donò al Comune lo schedario contenente i cartellini che riassumevano tutte le informazioni raccolte per ciascun soldato. Questo schedario, che doveva essere conservato "religiosamente", si trova ancora nell'Archivio Comunale e contiene 2.547 schede (2).

I pacchi dono (docc. III- V) : La spedizione di beni di conforto ai soldati operanti sui diversi fronti costituisce uno degli aspetti "minori", ma non per questo trascurabili, della Grande Guerra. Come l'enorme flusso di cartoline e lettere, anche questo dei pacchi dono è un aspetto non secondario del contatto che si cercò di stabilire e mantenere tra il combattente e la madre Patria (nonchè con la propria famiglia). Nell'appendice documentaria è riportato il testo che propagandava l'istituzione degli "Uffici Dono" presso le armate e, soprattutto, di quello costituitosi a supporto della IV Armata.

Sussidi alle famiglie dei richiamati: il caso del fante Giuseppe Lilli (docc. VI-XIX): Una delle conseguenze che lo scoppio della guerra ebbe sulle popolazioni civili fu l'erogazione dei sussidi governativi per le famiglie dei richiamati alle armi. La formazione degli elenchi, il pagamento delle somme, il controllo degli aventi diritto, la cancellazione e/o riammissione dei nuclei familiari nei ruolini di paga, furono certamente operazioni ed attività di una delicatezza estrema che non pochi problemi crearono agli amministratori locali (sovraccarichi di lavoro) e alle stesse famiglie che contavano su quelle tenui ma importantissime somme. Che dire, per esempio, di quelle 364 famiglie eugubine di campagna che alla fine del 1916 risultavano prive di uomini compresi tra i 16 e i 65 anni? Per dare una dimostrazione pratica delle conseguenze che una semplice dichiarazione (infondata) di diserzione poteva avere sulle famiglie dei combattenti, riporto alcuni documenti legati alla vicenda personale di Giuseppe Lilli, soldato nel 51° fanteria. Mano a mano che si leggono le carte relative al caso del soldato Lilli si ha netta l'impressione di assistere a qualcosa di surreale e, se non fosse per la gravità della situazione narrata (essere definiti disertori era gravissimo e vergognoso; le conseguenze assai gravi se non proprio terribili), ci si potrebbe sorridere sopra, proprio come il fante Lilli dice nella sua lettera del 16 giugno 1917. Tutto nasce da una serie di coincidenze abbastanza insolite che verranno chiarite solo con l'ultima lettera del carteggio. Chiudo con una curiosità. Il soldato Lilli dichiara che 16 maggio 1917 si era visto con un suo commilitone e concittadino, eugubino pure lui. In quel giorno ricorre la festa di Sant'Ubaldo, patrono di Gubbio. Il giorno prima, invece, si celebra la Festa dei Ceri. Orbene, sospesa tale festa a Gubbio per tutta la durata della Grande Guerra (si riprese il 15 maggio 1919), i fanti eugubini del 51° reggimento la organizzarono ugualmente al fronte, vale a dire a Pian di Salesei, alle pendici del Col di Lana. Niente di più probabile che anche il fante Lilli si sia recato colà per festeggiare assieme ai suoi compaesani la Festa dei Ceri.

Documenti
 
Comitato di Organizzazione Civile di Gubbio
I.
1917,
Gettulio Moretti dal campo di Mauthausen in Austria al Comitato di Soccorso dei prigionieri di Guerra di Gubbio
"Distinto Sig. Comitato di soccorso. Prego la signoria vostra Illustrissima di volermi spedire qualche pacco di generi elementari, avendo saputo che la sig. vostra sincarica a spedire pacchi ai prigionieri bisognosi, essendo 17 mesi che sono prigioniero e la famiglia no mia mai potuto spedire nulla, io essendo nativo di questo Comune (...)" Credo che mi faranno la cortesia di non mancare ringraziando anticipatamente mi cedano loro subordinato
Moretti Gettulio".
SASG, Fondo Della Porta, Scatola 7, busta gialla.
 
1917, ottobre 8
L'artigliere Ottorino Forti, 15° regg. art. da camp., dalla zona di Guerra al Comitato di Soccorso di Gubbio
"Pasubio.
Oggi stesso con gran piacere ho ricivuta la roba inviatami per messo di mia mamma, e ringrazio di vero cuore cotesto comitato. E' già venti giorni che qui dove io mi trovo e incominciato il nuovo inverno, dove giornalmente la neve aumenta di metri, ma noi come bravi e valorosi artiglieri si sopporta tutto e con ansia e coraggio si sa affrontare qualunque ostacolo. Ora mi raccomando a loro se con qualche poco di corredo invernale possono assistermi. Come sapranno la mia famiglia non può farmi capitare tutto ciò che in questi posti la mia persona richiede. Per ora non mi resta che inviarle cari e sinceri saluti e mille ringraziamenti [a] chi sempre ricorda
Forti Ottorino
SASG, Fondo Della Porta, Scatola 12.
 
Ufficio Doni IV Armata
III
1916, novembre 25
Il generale Demoldè da Roma al vescovi di Gubbio mons. Taccetti
intendenza del regio esercito
ufficio doni n. 4 (IV armata)
Eccellenza Rev.ma,
Il Tenente Prof. Saverio Kambo, appositamente inviato da questo Ufficio, ci ha tornando in Roma esattamente riferito intorno alla nobile e cordiale accoglienza fatta dalla E.V. all'opera dell'Ufficio Doni per i militari della IV Armata ; Armata nella quale operano da valorosi anche i generosi figli di codesta illustre Regione. La E.V. è, dunque, a piena cognizione della bontà e della opportunità di questa iniziativa, che tanto ha bisogno, per la sua migliore riuscita, della amorosa e incessante cooperazione delle persone di cuore e di tutti gli onesti. A mo di riassunzione e conferma di quanto il Tenente Prof. Kambo ebbe a spiegare oralmente alla E.V. e in attesa di poterle al più presto spedire la nuova e più completa edizione dell'opuscolo di propaganda tuttora in corso di stampa, mi onoro inviarle frattanto un breve pro-memoria in merito all'organizzazione, al funzionamento e agli scopi essenziali degli Uffici Doni in genere e dell'Ufficio Doni della IV Armata in ispecie. Sicuro che la E.V., vorrà darci, nella sua autorità, tutto il suo prezioso contributo, le sarò frattanto grato se vorrà cortesemente assicurarci d'avere ricevuto la presente.
Col massimo ossequio
il presidente della delegazione ufficio doni n. 4
Gen.le E. Demoldè
Archivio Vescovile di Gubbio, 27/48.
 
IV.
1916, novembre 30
Il tenente Saverio Kambo da Roma al vescovo di Gubbio.
intendenza del regio esercito
ufficio doni n. 4 (IV armata)
Eccellenza Rev.ma,
era già pronta per l'E. V. una lettera a firma del nostro illustre Presidente Sig. Generale Demoldè, unitamente a un Pro-memoria giusta le recentissime disposizioni venuteci dal Comando Superiore, quando ci è pervenuto il giornale Eugubino ["L'Ingino" del (...)] con la riproduzione della sua Lettera - Pastorale. Tanto il Sig. Generale come tutti e tutte di questa benemerita Istituzione sono rimasti profondamente commossi e ammirati della sua iniziativa, inspirata a così nobili sensi di carità cristiana a patria, ed espressa in una forma così calda, così chiara ed efficace! Ella ha completamente compresa la "portata" dell'Ufficio Doni; e, nei limiti consentiti dalle difficoltà dei tempi, la sua lettera sarà certamente foriera di ottimi risultati morali e materiali. Il Sig. Generale, anzi, ha pensato (ove Ella consenta) di far riprodurre la suddetta sua Pastorale per inviarla ad altri degni Sacerdoti suoi colleghi, a maggior chiarimento degli scopi santi dell'Ufficio Doni e, diciamolo pure, ad accreditamento di esso in sempre maggior misura! Ella poi capiterà in Roma, l'Ufficio sarà onorato certamente d'una Sua visita; e si tiene del tutto a Sua disposizione. Il Pro-Memoria, che le alleghiamo, le preciserà meglio alcuni dettagli pratici. Il Sig. Generale non le scrive in persona, perchè un po' indisposto. Non appena è ristabilito, vorrà aggiungerle una sua parola di omaggio grato e sentito.
M'abbia frattanto suo devotissimo
Tenente prof. Saverio Kambo.
Archivio Vescovile di Gubbio, 27/48.
 
V.
1916
Pro memoria
pro memoria sugli uffici - doni per i militari al fronte (con uno speciale riferimento all'ufficio doni n. 4 per i militari della IV armata
Gli "Uffici Doni", costituiti in numero di "quattro" per ognuna delle nostre gloriose armate al fronte, sono Uffici totalmente militari, creati e fervidamente sostenuti dal Comando Supremo come veri e propri servizi logistici. Codesti Uffici Doni, è bene notarlo subito, non intendono affatto di sopprimere o fare la benchè minima concorrenza alla benefiche e sempre ammirevoli spedizioni individuali per singoli combattenti : essi invece, con generosa preoccupazione che è insieme nazionale e sociale, vogliono solamente provvedere, perchè a quanti soldati siano al fronte in maggiore o minore misura "dimenticati dalle iniziative individuali" , soccorra impersonalmente il conforto e l'ausilio della madre Patria. Prima che fossero instaurati gli Uffici Doni accadeva, infatti, di frequente che, magari in uno stesso reparto, taluni soldati egualmente combattenti pel comune ideale, forse egualmente eroici, ma per una ragione e per un'altra privi di affetti famigliari o d'amicizia, restassero fuori d'ogni sollievo materiale o morale (tranne quel tanto che spetta al soldato in quanto tale); mentre gli altri, verso cui tendevano le amorose cure dei lontani, conseguivano doni e omaggi d'ogni sorta, talvolta oltre il superfluo! D'altra parte lo Stato, pur vigilando assiduamente e perchè al soldato al fronte nulla manchi di quanto si attiene all'equipaggiamento e ad una abbondante e sana nutrizione, non può "provvedere a quel di più", a quel " superfluo" appunto che, in alcuni casi, come ha detto un sapiente, è la cosa più "necessaria"! Per tornare all'inconveniente ben grave più sopra enunciato, può di leggeri comprendersi quali tristi e pure dannose conseguenze arrecavano codeste distribuzioni individuali al fronte in presenza dei cari e degnissimi " soldatini dimenticati"! L'istituzione degli Uffici Doni, a carattere strattamente impersonale, con tutto il prestigio e con tutte le garanzie e le facilitazioni che solo l'Autorità militare può offrire, ha posto riparare al deplorevole inconveniente. V'ha ancora qualcosa di più! Con la ripartizione di tanti Uffici Doni per quante sono le Armate, pur nella raccolta e nella distribuzione dei Doni impersonali per i "dimenticati", si finisce con l'avere uno speciale riguardo al sentimento regionale. In ognuna delle quattro Armate, infatti, sono più "specialmente rappresentati elementi provenienti da determinate regioni: ed è facile comprendere che, quando da questi determinati luoghi, i cui figli operano in una determinata armata, si inviino doni ed omaggi all'Ufficio Doni corrispondente, quegli omaggi vedano, per l'appunto, a beneficiare non solo i "dimenticati" della Nazione (ciò che è già di per se fatto nobilissimo) ma pure i "dimenticati" di quella speciale Regione! In questo senso, anzi, e purchè l'invio del dono mantenga sempre il carattere impersonale, il mittente, (sia esso un Comune, un Comitato, una Parrocchia, un Istituto, o semplicemente un individuo) potrà sempre, ove lo creda, indicare con esattezza il reparto ecc. a cui vuole sia destinata la distribuzione del dono impersonale: quel reparto, appunto, in cui il mittente, per informazioni che si lasciano alla sua diligenza, conosce essere adibiti soldati provenienti da un determinato luogo. E' un di più aggiungere che, in tal caso, la sua volontà sarà scrupolosamente rispettata ed eseguita! Purchè però il dono (ci sia permesso insistere su questo punto fondamentale) abbia carattere assolutamente impersonale! Purchè si concorra a provvedere, comunque, ai "militari dimenticati" dalle iniziative individuali! Quali doni i più consigliabili, e più ricercati ed ambiti dai soldati. L'Italia nostra è così grande che, da regione a regione, specialmente per gli umili, variano di molto i desideri che si possono soddisfare col dono. Ma, appunto per questo, gli Uffici nostri sono divisi per Armate; appunto per questo ciascuno di noi può conoscere sicuramente quali siano i desideri più vivi dei nostri concittadini o corregionari al fronte. Noi, nei nostri rapporti con la IV Armata, rechiamo doni ai soldati di Roma e del Lazio, dell'Umbria, della Sardegna e in notevole parte delle Marche e degli Abruzzi. Ognuno di noi conosce dunque (oltre agli speciali desideri dei militari concittadini al fronte) quali oggetti, convertibili in doni, possano più agevolmente procurare le nostre varie regioni. Ecco dunque, con queste premesse, in un elenco alquanto dettagliato, i doni più consigliabili: sebbene ogni altro dono, che qui non sia elencato, possa tornare gradito. Ci occorre, però, aggiungere a questo proposito che l'esperienza ha consigliato di attenersi preferibilmente a poche categorie di dono cercando per contro di rendere numerose le erogazioni di un dato "tipo" , piuttosto che mandare molti doni ma di tipi diversi. Maglie e mutande di lana o di cotone; guanti di lana, di pelle (tanto meglio se foderati con flanella); calze di lana o di cotone; camicie di lana, di flanella, di cotone; berretti e caschi di lana o di cotone (passamontagna); cappotti di traliccio (accappatoi); cravatte e sciarpe di lana; fascie o pezzuole da piedi, gilets di pelliccia o di lana o di panno; ginocchiere d'ogni sorta; ventriere; asciugatoti e fazzoletti; tavagliole; sacchetti per oggetti di corredo; materassi e guanciali di lana; necessaires per pulizia personale (pettini, spazzola da testa e da panni, specchietti, saponi, forbici, polveri insetticide, indumenti antiparassitari, grasso da scarpe); cuscini e guanciali; coperte e copriletti; lenzuola; sacchiletto, tappeti, stuoie, bibite, acque minerali, aranci, limoni, liquori e cordiali vari (Fernet, Cognac, Elixir di caffè , Marsala ecc.); vini diversi, cioccolato; cacao, biscotti, dolci, frutta secca, marmellata, olio comune e di pesce, scaldaranci, necessaires da scrivere, (carta da lettere, cartoline, block-notes, taccuini, matite, penne stilografiche, lapis neri e colorati, bottiglie d'inchiostro, carta asciugante, penne, scatole di pennine, bottigliene di gomma e oggetti di Cancelleria in genere), libri e opuscoli anche ricreativi ma tutti inspirati a elevati sensi morali e patriottici, medagline e altri oggetti di religione, per i credenti, cartoline illustrate inspirate a gentili e nobili soggetti, pipe, tabacco da pipa, sigari "toscani" e i "napoletani", sopratutto!); sigarette (le "Macedonia" e le "Virginia" soprattutto!), fiammiferi, però di sicurezza; fornelli da campo ecc. ecc. Taluni di questi oggetti (la lettura del cui elenco, vorrà esser compiuta con paziente amorosa attenzione), a quanti di noi non siano direttamente partecipi dell'epica lotta alle frontiere, potrebbero, a tutta prima, sembrare quasi dei ninnoli! Doni gentili troppo, per chi vive ferreamente fra il continuo tuonar del cannone, in una alterna vicenda di episodi sublimi e di cose orrende!... Ah! no! la verità è ben altra! Mai, come nel più vivo della tragedia bellica, si afferma, sia nelle grandi, come nelle tenui cose, il fatto così profondamente umano dei più forti contrasti: Orrori di guerra e gentilezze soavissime: fierezze supreme, e delicatezze come di bimbi: ecco gli estremi, in cui si svolge quotidianamente la nostra santa azione al fronte! Vi sono tregue nelle guerre, che permettono alla vita di ritornare alle sue limpide sorgenti. Il soldato allora, adempiuto tutto il suo dovere, ripensa alla casa lontana, alla povera casa deserta, alla madre sua, al campanile del suo paese, dove imparò ad mare la sua terra e donde partì un giorno, lasciando il suo lavoro e i suoi cari affetti famigliari, verso la grande impresa (3). Il soldato, che è poi sempre quel sublime fanciullo che tutti sanno, è assalito allora da un tenerissimo senso di nostalgia, e forse a lui, che poco innanzi fu terribile eroe di guerra, gli occhi si inumidiscono nel ricordo!... Quanto più triste, quanto più accorata, quanto più amara quella "pausa del sentimento" pel soldato che, lassù, guardandosi d'attorno, a contrasto forse con le soddisfazioni morali e materiali di taluni dei suoi compagni, si deve riconoscere privo d'ogni conforto, un povero "dimenticato"! Forse, in quel punto, alla tristezza e alla pena si unisce, nel cuore del soldato, un moto di ribellione e di sdegno, perchè lassù , dove tutti si combatte e si muore per la stessa bandiera, appare acuto a stridente più che mai, il fatto di "chi ha e di chi non ha", anche lassù appare il solco profondo che divide la caste!... Ma ecco giungere, nel modo il più rapido e con tutte le garanzie che solo la Autorità Militare può offrire, ecco giungere, nel magazzino centrale del competente Ufficio presso l'Intendenza d'Armata, la ricca scorta dei Doni impersonali: ecco che, giusta le indicazioni dei donanti o le richieste pervenute al Magazzino Centrale dei vari reparti, i pacchi dei doni sono subito divisi, classificati, avviati con camions, a dorso di mulo, a mano, per tutte le più sottili ramificazioni dell'Armata, sino alle valli e alle montagne, più lontane, sino alle linee le più avanzate! Ecco che i comandanti dei reparti, ( essi soli conoscitori veri dei bisogni, dei desideri, dei meriti dei loro dipendenti), con quel senso di saggia e amorevole equità che è tutta propria dell'ufficiale italiano, iniziano la distribuzione dei doni! Ed ecco, nel soldato, dileguare poco a poco quel senso di accoramento e di astio, e subentrare, insieme alla soddisfazione derivante da un vantaggio materiale, un intimo conforto per quella gentilezza ignota, che, in quell'istante, è l'eco tenerissimo della carità Patria!... Benefiche, e sempre lodevoli, e degne di tutto l'incoraggiamento le spedizioni di doni individuali! Ma quanto bella conveniamone!, quanto evoluta cotesta idea, nazionale insieme e sociale, mercè cui la madre patria soccorre e conforta i soldati "dimenticati". E insieme al dono, i l soldato talvolta vede giungersi una "cartolina con risposta", che il dono accompagna con una parola buona e con una firma rivelatrice dell'ignoto donatore! Il soldato, allora per l'invito gentile del donatore, nella "risposta" della cartolina stessa (a cui il donatore ebbe premura di apporre il suo esatto indirizzo), scrive alcune parole di ringraziamento e di saluto. La risposta parte al suo indirizzo; cosicchè , fra il donante ed il soldato, sino ad allora ignoti l'uno all'altro, si forma ben presto una affettuosa relazione sotto il prestigio d'una illuminata carità e di una raffinata gentilezza. A questo proposito, anzi, si potrà chiedere a questo Ufficio Centrale un quantitativo di queste "cartoline con risposta", opportunamente preparate; e con esse accompagnare i doni che si crederà di offrire ai soldati al fronte. Poichè il lettore è ormai, certamente convinto della bontà e della opportunità degli Uffici Doni, e poichè noi nutriamo completa fiducia che chi legge se ne farà autorevole e fervido propagandista, noi, prima di concludere con l'esatta indicazione del modo con cui, il volonteroso deve regolarsi per la raccolta e per la spedizione dei doni, vogliamo assicurare formalmente che qualsiasi offerta, anche minima, sarà graditissima, sarà utilissima! Ben venga la cospicua offerta; ma vengano ugualmente benedette le offerte tenui: tanto più che, in una grande nazione come la nostra, dalle piccole entità individuali si può giungere, per forza di cifre, a risultati egualmente grandiosi! Nulla di più errato di quello strano pudore per cui taluni, ritenendosi di potere far poco, preferiscono meglio di non far nulla! Fare, fare come si può , ciascuno secondo le proprie forze e secondo i propri convincimenti: questo è l'importante! Quando, ricchi o meno ricchi, tutti si sia però disposti ad agire, il successo della nostra istituzione sarà sempre più mirabile di quanto lo è già! Ed ora brevi e chiare indicazioni, donde si potrà vedere con quanta semplicità i volonterosi (Enti o individui) possano unirsi praticamente all'opera dell'Ufficio Doni impersonali per la IV Armata. Sia cortese il lettore come lo è stato sin qui, di seguirci con attenzione in questa parte conclusiva del pro-memoria. L'Ufficio Doni N. 4 a carattere impersonale per i militari della IV Armata è , come si accennava, un Ufficio strettamente Militare. A lui dappresso lavora, con zelo instancabile, un Comitato civile centrale, sotto il patronato di S.A.R. la Principessa Iolanda e la Presidenza onoraria del Principe Senatore Colonna e della Principessa Doria Pamphili. Questi nomi e gli altri del Comitato, che per brevità omettiamo, significano senz'altro che il Comitato opera con zelo e con probità mai abbastanza lodati; e se ne veggono quotidianamente i crescenti risultati. Orbene: la S.V. nella sua alta autorità, potrà innanzi tutto onorare l'Istituto dell'Uffcio Doni d'una fervida propaganda e magari d'una sua visita a questa delegazione Centrale in Roma; costituendo, sempre che lo creda, un Comitato di persone egregie e di cuore, sotto la sua presidenza, per la raccolta delle offerte. Le offerte posso essere 1) in natura 2) in denaro.
1 ) Doni, a carattere impersonale, in natura, frutto delle generosità "individuali" o "collettive" (Municipi, Comitati d'organizzazione civile, Istituti di Credito, Parrocchie ecc.) potranno (se del caso con le esatte indicazioni per determinati reparti essere inviati o alla Segreteria della Delegazione Ufficio Doni N. 4 (IV Armata) Piazza Collegio Romano 2 o essere spediti direttamente all'Ufficio Doni - Intendenza IV Armata - Zona di Guerra -. Noi, pur lasciando i donatori completamente arbitri della scelta, ci permettiamo di consigliare i primo sistema di spedizione; perchè le spedizioni di Doni impersonali, che continuamente partono dalla nostra Delegazione Centrale verso il fronte, sono scortate dai militari e giungono a destino assai più rapidamente. Si voglia comunque tener presente che le spedizioni dei doni, sempre che impersonali compiute nell'uno e nell'altro modo, godono di franchigia postale purchè esattamente inviate all'uno o all'altro dagli indicati indirizzi, a mezzo dei locali Presidi Militari, e in loro mancanza del locale Comando dei RR. CC. L'Autorità ha all'uopo impartite istruzioni. Aggiungiamo ancora che, nella seconda maniera di spedizione, (quella cioè d'un invio diretto di doni all'Ufficio Doni in zona di guerra), il donatore di mano in mano che provvederà a codeste spedizioni dirette vorrà farci pervenire un elenco degli oggetti spediti con indicazione del giorno di spedizione, elenco che noi trasmetteremo d'Ufficio alla Intendenza della IV Armata (Ufficio Doni) per gli opportuni controlli al giungere delle dette spedizioni
 
2) Le elargizioni, poi, fatte in danaro, da individui o da Enti, come si è detto di sopra, dovranno SEMPRE essere rimesse alla Segreteria della Delegazione Ufficio Doni N. 4 (IV Armata) Piazza Collegio Romano N. 2 Pal. Doria Roma e questa Delegazione (convertito il denaro in altrettanti opportuni doni con l'ausilio abile e pratico delle Dame del Comitato Centrale) ne curerà ugualmente la pronta spedizione al fronte: tenendo naturalmente nel debito conto le eventuali indicazioni, che il mittente del denaro abbia creduto darci perchè i doni col suo denaro procurati siano avviati a speciali reparti. Il dono di guerra a carattere impersonale, come il lettore ha ormai compreso, è una concezione veramente geniale e modernissima; e riveste il carattere e il valore di un fattore positivo di guerra, trasformandosi in una leva di grandissima forza morale per l'efficienza del soldato che, dal vedersi così ricordato e protetto non pure dai suoi ma dalla madre Patria, trarrà motivo di sollievo e di lena e sempre maggiori energie, e sempre maggiore eroismo per la gloria e per la fortuna d'Italia! Ed ora che si approssima la festa di Natale, che ancora questo anno sarà un Natale rosso! tanto più ci sembra che tutti i buoni, che tutti gli uomini di buona volontà si adoperino, con le loro più pure energie, perchè ai soldati nostri, lassù, giunga in quel giorno un saluto, un omaggio reverente e sentito della Nazione! Questo omaggio tanto più sarà dai soldati gradito in quel giorno in cui, a contrasto con le terribili esigenze di guerra, tutto dovrebbe parlare di bontà, di mitezza, di soavità famigliare!... Ma la salvezza e l'onore della Patria vollero altrimenti!... E così sia per la gloria d'Italia!...
Archivio Vescovile di Gubbio, 27/48.
 
Sussidi
VI.
1917, maggio 3
Il Comandante del Deposito del 46° regg. fant. da Ozieri, comunica al Sindaco di Gubbio che "venga alla data della diserzione sospeso senz'altro il pagamento del sussidio eventualmente goduto dalla famiglia del militare Lilli Giuseppe di Luigi, classe 1893, residente in Gubbio essendo il 11-4-917 incorso nel reato di diserzione"
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
VII.
1917, maggio 7
Il sindaco di Gubbio al Comandante il Deposito del 46° regg. fant. di Ozieri
"Oggetto: Diserzione del soldato Lilli Giuseppe.
In relazione alla nota a margine assicuro V.S. che è stato sospeso il pagamento del soccorso alla famiglia del militare Lilli Giuseppe disertore".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
VIII.
1917, giugno 16
Giuseppe Lilli dalla zona di guerra ai propri genitori
"Carissimi Genitori
Ieri ricevetti la vostra improvvisata raccomandata in data 8. Non potete immaginare come rimasi meravigliato nel sentire tutto quello stato di cose che il Comune di Gubbio vi ha comunicato, se non fosse stato per voi, nel quale il mio pensiero è volato, avrei fatto una bellissima risata, ma pensando che in questo momento sarete col cuore straziato vi rispondo immediatamente dicendovi che tutte quelle cose che il Signor Comune vi ha detto non sono altro che calunnie, calunnie che ha il soggetto di tenere l'animo sconvolto alle famiglie. Andate, andate da quei signori che compongono il comune, ditegli di respingere quella insensata parola, e dite a loro che io ho fatto sempre il mio dovere, e sempre lo farò, se credete portategli questa lettera acciochè sappiano, di quanto vi hanno detto, che è senza fondamento.
Io non posso farvi meglio convincere sulla mia sincerità, ma voi sapete quanto bene vi voglio, sono certo, sì, sì lo voglio credere che non penserete ch'io faccia una simile cosa non è vero? Ma per farvi ancora dimostrare la mia sincerità , nella presente troverete due righe scritte dal mio Tenente al quale sono 16 mesi che sono attendente, vi parlerà dei miei precedenti e se sarei capace di fare ciò che vi hanno detto, anzi mi ha ancora promesso che scriverà direttamente al Sindaco per sapere da chi, e come è uscita fuori questa cattiva parola. Dite di aver saputo che io sono disertore dall'11 di Aprile, com'è mai possibile che il 29 di quel mese vi mandai una [...] e se io ero disertore come potevo fare a mandarvela? Se qualcheduno vi ha detto che io ho lasciato uno scrivano per rispondere alle vostre lettere non credete affatto anzi detestate tale cosa, perchè se effettivamente ero disertore a voi lo avrei mandato a dire, e non tenerlo segreto, comprendere a tutto quello che io vi dico? Alla presente unisco una mia fotografia fatta di recente, ancora questa vi sia una buona prova sulla mia onestà. Domandate alla mia fidanzata quanto tempo è che non gli ho scritto, e come gli ho scritto. Acciocchè per rendervi più persuasi vi mando l'indirizzo di Pio e domandategli l'ultimo giorno che ci siamo visti, e vedrete vi dirà 16 Maggio. Con tutte queste prove che io vi ho dato spero che farete una ragione sulla mia onestà , e sui calunniatori. Quello che io mi raccomando a voi di andare in Comune e verificare se questa cosa è stata inventata da quei Signori o puramente è pervenuta a loro da qualche Comando. In ogni modo cercate di essere assidui per questo. Rispondetemi a riguardo di quanto sapete, che i falsi saranno svergognati. Mi raccomando che siate tranquilli e in ottima salute come sono io, e se il destino sarà a me favorevole ritornerò sano a salvo e con onore (4). Vi metto l'indirizzo di Pio
Morotti Pio 51° Regg. Fanteria 2° Reparto Zappatori Zona di Guerra
 
Ho avuto per attendente il loro figlio Giuseppe e so che mai ha pensato di darsi disertore tanto è vero che l'ho ancora con me. Cercherò di sapere chi ha fatto spargere questa voce.
Saluti a tutta la loro famiglia.
Tenete Giulio Guerrini"
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
IX.
1917, giugno 18
Il Sindaco di Gubbio al Comandante il Deposito del 46° regg. fant. in Ozieri
"Oggetto: Diserzione del soldato Lilli Giuseppe.
La famiglia del soldato Lilli Giuseppe di Luigi e di Pannacci Adele, della classe 1893, nato a Gubbio il 9 ottobre 1891, ha dimostrato con copiosa corrispondenza giunta dal Fronte che il nominato militare non può essere incorso nel reato di diserzione perchè ha ininterrottamente prestato servizio nel 51° Reggimento Fanteria, 3a Sezione Mitragliatrici, Zona di Guerra.
Perciò prego V.S. Ill.ma acciocchè voglia favorirmi al riguardo i chiarimenti opportuni, onde io possa riammettere la madre del Lilli al sussidio che le è stato sospeso".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
X.
1917, luglio 2
Il comandante del deposito di Ozieri chiede al Sindaco di Gubbio "perchè questo Ufficio ritenga erronea la dichiarazione di diserzione del soldato sopra indicato"
.
XI.
1917, luglio 11
Il Sindaco risponde che "i genitori del soldato Lilli hanno dimostrato, con varie lettere giunte del fronte, che il nominato loro figlio ha ininterrottamente prestato servizio nel 51° Regg. Fanteria, 3a Sezione mitragliatrici, Zona di Guerra. I genitori stessi hanno anzi protestato contro l'accusa di diserzione mossa al loro figlio ed insistentemente reclamano il sussidio cui affermano di avere diritto. Credo che non sarà difficile a codesto Deposito stabilire la verità dei fatti rivolgendosi al Reggimento mobilitato in cui il Lilli presta servizio. In ogni modo rivolgo preghiera a V.S. Ill.ma perchè sia sollecitamente chiarita la posizione del Lilli per evitare a questo Ufficio le insistenti e continue premure all'uopo rivoltegli dagli interessati".
(Sollecito del 4 settembre seguente)
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
XII.
1917, settembre 12
Il Colonnello comandante il deposito di Ozieri comunica al Sindaco che "il militare [...] essendo stato giudicato il 27 agosto 1917 dal Tribunale di Cagliari ed avendo ripreso servizio, ha acquistato il diritto perchè la famiglia di esso goda nuovamente del sussidio dalla data sopra indicata
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
XIII.
1917, ottobre 11
Il Comando del 51° regg. fant. al sindaco di Gubbio
Oggetto: Soldato Lilli Giuseppe
Il Soldato in questo Lilli Giuseppe al N. 2570 di matricola classe 1893, distretto Perugia, nativo di Gubbio, ha fatto presente a questo Comando che la sua famiglia non percepisce il sussidio perchè egli figura disertore. Ora nell'interesse del militare e per la verità, si dichiara che il Soldato Lilli Giuseppe trovasi presente al Reggimento dall'inizio della guerra e sino ad oggi mai si rese disertore e tanto meno venne da questo Comando dichiarato tale, nè può esserlo stato da altri Comandi avendo sempre appartenuto al 51° Fanteria. Circa tre mesi fa, fu nello stesso modo scritto ai RR.CC. di costà i quali anche ritenevano che il Lilli fosse stato dichiarato disertore, ma dall'esposizione reale dei fatti si potè stabilire doversi trattare di omonimia.
Il Colonnello
Comandante il Reggimento
Ronchetti".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
XIV.
1917, ottobre 15
Il Sottotenente [...]mbertoni, della 1108a Compagnia Mitraglieri, 51° regg. fant., alla madre di Giuseppe Lilli
"Zona di Guerra.
Pregiatissima Signora
Pregato da Suo figlio, attualmente mio attendente, mi sono interessato presso il Comando del 51° Regg. circa la dichiarazione di diserzione. Il Comando del Regg. ha risposto che nessuna richiesta gli era mai pervenuta da parte del Sindaco di Gubbio e che con lettera aveva già informato il suddetto Sindaco che il Soldato Lilli Giuseppe era sempre stato regolarmente presente al Reggimento, e tanto meno dichiarato disertore dal Comando stesso. Credo con ciò, che il dovuto sussidio non Le verrà più negato".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
XV.
1917, ottobre 19
Il sindaco comunica al Comandante del 51°, zona di guerra, che "il soldato Lilli Giuseppe di Luigi era stato denunciato quale disertore a questo Ufficio Comunale dal Deposito del 46° Fanteria. Chiarita la situazione del militare in oggetto, la di lui famiglia è stata riammessa a sussidio".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
XVI.
1917, ottobre 24
Il Sindaco di Gubbio al Comandante del 51°, zona di guerra
A maggiore chiarimento di quanto comunicai con la mia precedente lettera del 19 corrente N. 6290, credo opportuno di far presente a V.S. Ill.ma quanto appresso. Il Deposito del 46° Fanteria di linea che ha sede in Ozieri in data 3 Maggio 1917 con lettera N. 55, invitò questo Comune a sospendere il pagamento del sussidio alla famiglia del soldato Lilli Giuseppe di Luigi, della classe 1893, Distretto di Perugia, nativo di Gubbio, pertchè incorso nel reato di diserzione. Con successiva lettera N. 1930 in data 12 Settembre decorso comunicò che lo stesso soldato Lilli era stato giudicato il 27 Agosto 1917 dal Tribunale di Cagliari ed aveva ripreso servizio, talchè la sua famiglia doveva essere riammessa a sussidio dalla data sopraindicata. Esclusa la possibilità di un errore di omonimia, in quanto non esistono in questo Comune altri soldati portanti le generalità indicate, questo Ufficio sospese alla famiglia Lilli il pagamento del sussidio dal 23 Aprile al 28 Agosto 1917, sotto la quale data il sussidio fu ripristinato conforme ebbi a dichiarare con la mia precedente lettera. Oggi, peraltro, la famiglia Lilli chiede anche il pagamento degli arretrati. Questo Ufficio si rivolge a V.S. Ill.ma perchè sia in qualche modo chiarita la posizione del Lilli e sia riparato ad ogni eventuale errore a suo carico".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
XVII.
1918, marzo 24
Il Tenente Colonnello Colagè, comandante interinale del 51° Fanteria, dalla zona di guerra al Sindaco di Gubbio
"Oggetto: Soldato Lilli Giuseppe.
In risposta al foglio 939 si torna ad assicurare che il Soladato Lilli Giuseppe di Luigi e di Adele Procacci, al N° 2750 di Matricola, Distretto 35, Classe 1891/2a nato a Col Palombo nel Comune di Gubbio il 9 Ottobre 1891 arruolatosi nel 51° Fanteria il 21 agosto 1914, partì per la zona di guerra con questo Reggimento facendo parte della 4a Compagnia e dall'inizio della guerra ad oggi non si assentò dal Reggimento se non per le annuali licenze ordinarie. E' quindi evidente che il militare suddetto non può rispondere a quello per il quale cotesto Comune ricevette comunicazione dal Deposito del 46° Fanteria al quali mai il Lilli appartenne e la S.V. nell'interesse del suo amministrato potrà ciò dimostrare al Deposito suddetto col quale entrando in corrispondenza potrà certamente chiarire l'equivoco e addivenire al pagamento del sussidio reclamato dal Lilli. Questo Comando ha fatto quanto di sua competenza esponendo il reale stato di servizio del soldato Lilli".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art.
 
XVIII.
1918, marzo 30
Il Sindaco di Gubbio al Comandante il Deposito del 46° regg. fant. in Ozieri.
"Con lettera N° 55 in data 3 Maggio 1917 V.S. Ill.ma invitò questo Comune a sospendere il pagamento del sussidio alla famiglia del soldato Lilli Giuseppe di Luigi, della classe 1893, distretto di Perugia, perchè incorso nel reato di diserzione. Con successiva nota N. 1390 in data 12 settembre decorso mi comunicò che lo steso soldato Lilli era stato giudicato il 27 Agosto 1917 dal Tribunale di Cagliari ed aveva ripreso servizio, talchè la sua famiglia doveva essere riammessa a sussidio dalla data sopra indicata. Il Comando del 51° Regg. Fanteria, con varie lettere e recentemente con nota N° 1021 del 24 Marzo 1918 ha dichiarato che il Lilli in oggetto, nato a Gubbio il 9 ottobre 1891, arruolato nel 51° fanteria il 21 agosto 1914, partì con quel Reggimento, facendo parte della 4a Compagnia e dall'inizio della guerra ad oggi non si assentò mai dal Reggimento se non per le annuali licenze ordinarie. Non può trattarsi di un errore di omonimia, perchè non esistono in questo Comune altri soldati aventi le generalità indicate. La famiglia Lilli giustamente insiste per ottenere il pagamento dei sussidi arretrati; perciò mi rivolgo a V.S. Ill.ma perchè si compiaccia chiarire l'equivoco e favorirmi, con cortese sollecitudine spiegazioni al riguardo".
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
 
XIX.
1918, aprile 21
Il Comandante il Deposito Fanteria di Ozieri al Sindaco di Gubbio
"Con riferimento alla sua richiesta N. 1877 significasi che da questo registro disertori risulta aver il Tribunale militare di Cagliari dichiarato in data 27 Agosto 917 non farsi luogo a procedere per non aver commesso reato contro Lilli Giuseppe di Luigi classe 1893 M 2709, Dist. 35, disertore dal 18 Aprile 1917 ed arrestato il 21 successivo.
Il Lilli presta attualmente servizio presso il 151° Regg. fanteria, nè mai passò al 51° come la S.V. afferma - ma fu questo Reggimento a passarlo a quello ove si trova dall'11 Novembre 1915.
(Nota del sindaco del 29 Aprile 1918: "Aggiunti al buono di pagamento gli arretrati rimasti sospesi dal 23 Aprile al 27 Agosto 1917").
ACG, Carteggio, b. 1583, tit. VIII, art. 2
Note
1. Sindaco di Gubbio dal 1915 al 1920.
2. SASG, Fondo Comunale, Atti della Giunta, n. 41, p. 17; Fondo Della Porta, II A 22, fasc. 11. Per l'attività del Comitato Eugubino di Organizzazione Civile, per i nomi delle lavoratrici e dei sarti che confezionarono gli indumenti, per il carteggio con l'Esercito, per le domande "Boncompagni" e altro ancora cfr.: Sezione di Archivio di Stato di Gubbio, Fondo Della Porta, scatole nn. 6, 7, 12,13.
3. L'importanza del contatto con la madrepatria venne già sottolineato, per esempio, da Peppino Garibaldi il quale, al momento dell'arruolamento nel 51° fanteria di Perugia, incoraggiò i perugini a prendere l'iniziativa di far avere ai soldati della brigata Alpi (51à e 52° regg. fant.) "un dono, un pensiero anche tenue, d'un solo sigaro, d'un semplice fiore, non potendosi mai immaginare quanto gradito e commovente all'anima del soldato combattente" potesse giungere "quel ricordo degli amici e dei parenti lontani" ("L'Unione liberale" del 25 giugno 1915).
4. Giuseppe ce la fece. Nel luglio 1918, inquadrato nella 1108a compagnia mitragliatrici, partecipò alla battaglia di Bligny, in territorio francese e fu dichiaro disperso nel combattimento del Bois des Eclisses. Il destino, come si era augurato, gli fu però favorevole e potè tornare a casa.
 
Illustrazioni
- Cartamoneta italiana durante la Grande Guerra, Gubbio, collezione privata
- Bottoni, uncinelli e campioni di stoffa occorrenti per la realizzazione di indumenti militari, Gubbio, Sezione di Archivio di Stato
- Esemplari di filo di lana grigioverde, Gubbio, Sezione di Archivio di Stato
- 15 maggio 1917: i Ceri al fronte (da F. Cece, E.A. Sannipoli, Il viale della Rimembranza di Gubbio, Gubbio 2003).
 

 

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