Nazzareno Cremona, il Capitano di Ungaretti

di Mario Sacca'

 

Nazzareno Cremona era nato a Monteleone di Calabria il19 Agosto del 1892 da Francesco e da Marianna Scalamandre’. Due anni piu’ tardi, il 20 Febbraio 1894, venne alla luce il fratello Luigi Michele. I due ragazzi crebbero insieme in armoniastata , e non mancarono loro gli stimoli educativi e culturali offerti dai genitori; il padre insegnava nel R. Liceo Ginnasio della cittadina calabrese, la sua esperienza era estremamente utile per trasmettere ad entrambi la curiositadove ’ e l’amore per la cultura. Nazzareno frequento’ il Liceo e dopo la licenza, conseguita nel 1911, volle intraprendere gli studi militari a Modena ricevette la nomina a sottotenente con il Decreto Reale in data 27 Marzo 1913. Venne subito destinato alla Brigata Brescia, con sede a Catanzaro, il cui 19° Reggimento era di stanza nel deposito di Monteleone. All’entrata in guerra dell’Italia parti’per raggiungere il fronte. Anche Don Carmine Cortese, nativo di Tropea, era con lui quale cappellano militare e presto’ servizio nel reparto sanita’. Il 18 Maggio 1915 la tradotta li porto’ entrambi verso l’Isonzo, dove giunsero il 22 seguente. Nei primi giorni il 19° resto’ in riserva di altre grandi unita’impegnate nei combattimenti. Il 28 arrivo’ a Romans il 20°, secondo Reggimento della “Brescia”. I commilitoni provenienti dal Monteleonese erano in molti nei reggimenti che ho elencato, come si puo’ rilevare dalle annotazioni di Padre Cortese. Nel suo Diario il 18 Gennaio 1916, mentre si trova in licenza a Tropea, scrisse: Posta (invio cartoline illustrate ai capitani Fusca’ e Cortese in zona di guerra”). E il 24 settembre dello stesso anno : Sono andato al Comando del Reggimento ( a Sdraussina ndr), il colonnello riposava: ho visto Cremona, cara conoscenza, e gli altri amici. Don Carmine curava le sepolture dei suoi caduti, scriveva alle famiglie e dedicava spesso loro le messe, come afferma nel libro. Era un punto di riferimento umano nella violenza della Guerra.

Ma andiamo avanti con la storia del nostro Capitano ( che venne definito “Paride” per la sua avvenenza).

Ai primi di Giugno la Brigata si riuni’ con la Ferrara, anch’ essa proveniente da Catanzaro dove aveva sede di pace, formando la 22.a Divisione che avrebbe combattuto eroicamente da Sdraussina ( oggi Poggio III Armata ndr ) al Dosso Fajti. Assieme alla “Catanzaro” , con la quale combatterono spesso insieme, avrebbero conquistato le quattro cime del Monte S Michele nella prima decade di Agosto del 1916. Nazzareno Cremona fu subito un soldato che si distinse per il coraggio: presto venne promosso Aiutante Maggiore in 1.a , meritando un encomio solenne da parte del Generale Dabala’, comandante della XXII Divisione,: “ Per l’abilita’ e l’ interessamento dimostrati nello ideare e nel far mettere in esecuzione una piccola operazione ardita di una pattuglia, che riusci’ a far brillare, con buon esito, una cassetta di esplosivi sulla trincea nemica, danneggiandone un buon tratto”. Nel corso della primavera e dell’ estate del 1916 gli venne attribuita per due volte la Medaglia d’ Argento. La prima il 14 Maggio nei pressi della sella di S Martino del Carso partecipando al recupero di una posizione conquistata dagli austriaci dopo un attacco diversivo, pensato per distrarre gli italiani dalla Strafexpedition, che, sull’ Altopiano di Asiago, ebbe inizio nello stesso giorno. In 7 ore di bombardamenti intensi la prima linea italiana era stata spianata, la difesa ridotta agli estremi; non fu difficile per i nostri avversari occupare quel pezzo di territorio.Ma i superstiti non stettero a guardare : radunati dal comandante della prima compagnia, Ten. Col Pasquale Nicola, passarono al contrattacco riconquistando il presidio e catturando i temporanei “ vincitori”. Nella circostanza il cap. Cremona, come è scritto nella motivazione della decorazione “ Riusciva a condurre la sua compagnia in rincalzo alle truppe di prima linea durante un intenso e violento bombardamento nemico, ed attraverso un lungo camminamento molto battuto, ed in ogni parte raso al suolo. Inviato nella notte, a contrattaccare l’ avversario che aveva posto piede in un tratto delle nostre prime linee, dopo due assalti lo ricacciava, facendo dei prigionieri e catturando materiale di guerra”.

Dopo la conquista delle cime tre e quattro del S Michele, pilastro meridionale della difesa di Gorizia, avvenuta dal 6 all’8 Agosto e conclusa con l’occupazione del capoluogo Isontino da parte italiana, la Brigata Brescia , assieme alle altre del Carso, compartecipo’ all’occupazione del Vallone dal Nad Logem alla quota 144 di Monfalcone. Le operazioni ripresero e nel corso di un attacco condotto dal 2° Battaglione del 19° verso Lokvica che portò alla conquista di posizioni nemiche e alla cattura di molti prigionieri, il nostro cap.Cremona “Gia’ distintosi varie volte nel modo in cui comando’ la compagnia in precedenti azioni, in una speciale circostanza, dopo avere occupata una trincea fortemente battuta dal fuoco dell’ artiglieria nemica, seppe mantenervi saldi i dipendenti, infondendo loro, con il proprio esempio, calma e coraggio. Ferito continuava ugualmente a rimanere al proprio posto di combattimento” ( Lokvica, 15 Agosto 1916). Cosi ebbe assegnata la seconda Medaglia d’Argento.

Ai suoi cari,per non impressionarli, scrisse: Adesso che sono passati, posso dirvi che abbiamo trascorso giorni assai difficili; …me la sono cavata con qualche contusione e due leggere ferite, una alla mano sinistra ed una sulla fronte: non ho voluto grandi cure ed ho preferito rimanere al mio posto”.

I suoi non erano comportamenti di circostanza ma l’espressione della formazione, che bene si esprime nelle lettere inviate alla famiglia dal fronte:

4 Giugno 1915: “ Lo stare di fronte al nemico non è cosa che turbi minimamente, come non turbano i sacrifici che il momento impone. La mia salute è ottima e star bene significa poter, con tutte le energie, assolvere il compito sacrosanto di lottare per la gloria della mia terra. Son sicuro che ogni pena scaccereste dall’animo vostro, se poteste vedere all’operai bravi figli d'Italia,che niente avvilisce e che il rombo del cannone rende giulivi”.

29 Giugno 1915: “ Le condizioni dello spirito sono quelle di quanti figli d’Italia siamo qui a combattere per la sua grandezza. Il nemico e’ forte, bisogna pur dichiararlo, e la forza, piu’ che da altro, gli viene dalle posizioni che occupa; ma vi assicuro che noi siamo molto, ma molto piu’ forti, e la forza l’attingiamo dalla coscienza della causa per la quale combattiamo, dall'entusiasmo di vedere i nostri sforzi coronati da ottimi successi.…Niente piu’ ci sembra aspro e difficile; come si dorme bene, quando si è stanchi, sotto un carro, ai piedi di un albero, in un fosso! La tenda o una capanna ci sembrano alloggi signorili !”

7 Agosto 1915: “ Quello che dovete sempre pensare è che il vostro Nenè non si scoraggerà mai, ma lotterà finchè le forze lo aiuteranno, senza indietreggiare davanti ad alcun ostacolo”.

23 Luglio 1917: “Questa mia giungerà forse in tempo a portare a voi, mamma mia dorata, l’espressione dell’anima mia nel vostro giorno onomastico. E’ il terzo che passo in guerra, tanto lontano da voi! In questo lungo periodo, se il mio animo è diventato rude, per necessita’ di cose, è pur sempre sensibile forse piu’ di prima. Se le dure tremende prova hanno temprato il mio essere, facendomi diventare, si puo’ dire, precocemente un uomo, se non un vecchio, non sono pero’ riuscite a far si che io mi senta un ragazzo in certe circostanze! Come un ragazzo, infatti, io, che pure ho dato prova di animo virile e non debole, sento oggi, come negli altri giorni, cari agli affetti domestici, il bisogno di piangere perche’ lontano, perche’ non mi e’ dato porgervi i miei e ricevere i vostri baci! Il conforto dobbiamo trarlo dalla speranza che la buona stella continuera’ a darci forza e ci serbera’ giorni piu’ belli”

Nazzareno Cremona un mese dopo fu pianto dai suoi genitori.

Il 27 Agosto cadde ad Okroglo “ … quattro capanne bruciate da una nostra batteria da montagna, paesetto sperduto sulle deserte pietraie della Bainsizza, fu la nuova sfinge che costo’ tanto eroico sangue al 19°Fanteria” ( cfr Brigata Brescia, Torino,stabilimento Doyen di L.Simonetti, 1919). Alla sua memoria venne assegnata una medaglia di bronzo: “ Aiutante maggiore in 1.a di propria iniziativa si spinse piu’ volte alle prime linee durante il combattimento, per portare nuovo impulso ed incitamento ai combattenti. Nell’attraversare una zona pericolosa, perche’ battuta da mitragliatrici nemiche, in accompagnamento al proprio colonnello cadde ucciso al fianco del superiore, il quale rimase gravemente ferito..”.

Una settimana dopo, il 3 Settembre 1917, mori’ nella citta’ natale di Monteleone il fratello Luigi Michele, che aveva contratto una malattia in zona di guerra, dove aveva fatto parte della 11.a compagnia di Sanita’ di Bari.

Il 4 Settembre Don Carmine Cortese scrisse “ Incontro il Cap Lori, aiutante maggiore del deposito; tra l’ altro mi dice che ha saputo che l’aiutante maggiore cap Cremona, del 19° Fanteria è morto ultimamente. Quanta pena ha fatto al mio animo questa nuova non posso esprimerla e da non poterla credere vera. Povero Cremona, era un ultimo avanzo glorioso di quella pleiade d’ufficiali entrati in guerra con il 19°, 27 mesi orsono. Da tante e varie sciagure lui provvidenzialmente era avanzato. Era come un miracolo quando si pensava…tanti suoi compagni erano caduti; tanti erano rimasti feriti; varii i prigionieri….Lui era rimasto ancora. Ma il tempo della guerra ci ha inghiottito anche questa fiorentissima giovinezza. Come era buono, docile, affabile.Quando ritornero’ al Reggimento scrivero’ al suo Cappellano. E questo pensiero mi accompagna per tutta le sera e parte della notte. Dio mio, come si presenta piu’ tempestosa la guerra in questi giorni che ho agio di pensare al passato”

La Fiaccola , periodico della scuola di Monteleone , pubblico’ un articolo nel quale racconto’ il dolore della famiglia e della cittadinanza per il duplice lutto. Un altro zio il capitano dei bersaglieri Antonio Cremona era morto in combattimento sul Carso il 20 Novembre 1916, e gli fu riconosciuta la Medaglia d’ Argento. Il tributo pagato da quella famiglia alla guerra fu enorme. La Giovine Calabria, il piu’importante periodico liberale di Catanzaro, dedico’ una sofferta commemorazione a Nazzareno Cremona , a firma di Pietro Tedeschi, che riporto in immagine digitale:

Qualche mese dopo i funerali, il padre di Luigi e Nazzareno, prof Francesco, apri’ una busta che conteneva la lettera indirizzatagli dal poeta-soldato Giuseppe Ungaretti, arruolato nel 19°Reggimento Fanteria.

Mio Signore,
ho da chiedere alla sua bonta’ un favore e mi duole. Il mio “Porto Sepolto”, con altre cose mie pubblicate unitamente in riviste e in un’ antologia della poesia nuova, uscira’ in edizioni per il pubblico forse presto. Ho amato con tutta devozione e con tutt’ ammirazione quella figura di alta gentilezza che ora è entrata nel silenzio, lasciandomi nell’ anima la piu’ atroce nostalgia; ho amato veramente a prim’anima il Capitano Cremona e vorrei che il mio libro portasse un segno di quest’affetto schiantato. Mi autorizza?Il mio libro di desolazione, nato nella guerra, quasi sotto gli occhi di lui, i suoi chiari occhi avra’ cosi’ anche una visione di speranza. La visione di una vita sempre piu’ pura di questa nostra civilta’ per la quale muoiono docili gli uomini che, come lui, attraevano con un sorriso al dovere.
Creda ai miei sentimenti
Il suo
Giuseppe Ungaretti
19° Fanteria
zona di guerra
il 17 Dicembre 1917.”

La poesia “Il Capitano” fu scritta a Santa Maria La Longa il 26 Gennaio 1917, luogo di altre memorie dolorose. “Era un giovane biondo-ricorda il poeta-, bellissimo,alto quasi due metri, faceva parte del mio reggimento e mori’ schiantato sul Carso”

Nota : le immagini sono state rilevate dal libro del prof Felice Muscaglione,citato nella bibliografia.

BIBLIOGRAFIA:
- Felice Muscaglione, Eroi 1915-1918, ed Europa 3 , Vibo Valentia 2004
- Carmine Cortese, Diario di guerra ( 1916- 1917), EdRubbettino,Soneria Mannelli 1998
- Brigata Brescia, Italia – Francia 24 Maggio 1915-11 Novembre 1918 Torino 1919
- Roberto Mandel Storia popolare illustrata della Grande Guerra, Milano,Gorlini 1934
- Min.della Guerra Brigate di fanteria, Vol II , Roma, Libreria dello Stato, 1925
- Azzurri dei due mari, Decorati della Provincia di Catanzaro, Catanzaro 1963 tip Sordomuti

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