Le corazze "Farina"

di Gira

Ci furono diversi tipi di corazze usate  durante la G.G. le più famose sono senz'altro quelle modello Farina . Erano la protezione blindata principale dei membri delle "compagnie della morte" incaricati di aprire i varchi nei reticolati nemici. Realizzate in taglia unica, pesavano 9250 grammi ed erano formate da un piastrone trapezoidale,della misura di mm30x40 circa, composto da 5 strati di lamiera d'acciao al nichel-cromo, incurvati vero i fianchi dello spessore totale di mm 6 e tenuti insieme da 23 chiodi ribattuti lungo i bordi, e da due para-spalle blindati mobili composti da 4 strati. Due linguette metalliche articolavano i para-spalle. Fissate al bordo esterno due bretelle con fibbia scorrevole venivano incrociate sulla schiena ed allacciate sul davanti. Due bracciali fissati all'interno permettevano di impugnare la corazza come uno scudo. La ditta Farina dichiarava la corazza resistente alla perforazione da parte del proiettile cal.6,5 mm del mod.'91 esploso da non meno di 125 metri. La ditta Farina produsse anche un altro tipo di corazza mod "Corsi" che non fu mai adottata ufficialmente dalle autorità militari. Questo modello era costituito da lamine in acciao al nickel cromo ad altissima resistenza e vennero poste in vendita privata. Per la loro struttura snodata ebbero il grande vantaggio di non intralciare i movimenti e potevano essere indossate sotto la giubba d'ordinanza. Le sperimentazioni avvennero con esito favorevole alla scuola di fanteria di Parma e alla scuola di tiro a Nettuno, con pallottole da fucile '91 e con pallottole da pistola Glisenti Mod.1910. Un'altro tipo di corazza semi artigianale fu la corazza Orfei anche questa poteva essere indossata sotto la giubba in quanto la parte addominale aveva un'articolazione interna in canapa. Altri modelli di corazze furono prodotti atigianalmente e normalmente su ordinazione da parte di singoli ufficiali ed erano più che altro degli scudi veri e propri legati in vita ad uso di corazza, come il modello Ansaldo o il mod. Daigrè costruito sempre su licenza Ansaldo.

Guastatori italiani con guanti e stivaloni in gomma e con corazze ed elmetti Farina.

Una carica della fanteria italiana secondo il NEW YORK Herald. Il settimanale statunitense riprende i fanti italiani all'attacco con indosso le corazze e gli elmetti Farina. Gli elmetti Farina avrebbero dovuto diventare gli elmetti dell'esercito italiano pima che dalla Francia arivassero quelli mod. Adrian, infatti l'Italia entrò in guerra con l'esercito sprovvisto di copertura metallica per la testa.

Retro di corazza Farina con maniglie per essere usata come scudo

"Gli eroismi quotidiani della nostra guerra: una compagnia della morte all'attacco di un reticolato austriaco" Copertina di A. Beltrame per la domenica del Corriere del Gennaio 1916.

Cartolina commemorativa delle "Compagnie della morte"

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