Convegno di studi.

Ancora sulla Grande Guerra. Riflessioni e proposte: non dimenticare guardando al domani.

Gorizia 10, 11, 12 febbraio 2006

di Max D.K.

Si è concluso domenica 12 febbraio il Convegno di studio promosso dall’Assessorato alla Cultura della provincia di Gorizia in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il Convegno si è svolto nei giorni 10 e 11 presso la sala del Consiglio Provinciale, con due sessioni al giorno, e il giorno 12 presso la sala dei Convegni dei Musei Provinciali di Borgo Castello, su una sessione. Sempre domenica 12 erano possibili due escursioni didattiche sui campi di battaglia dell’Isonzofront, organizzate in collaborazione con: il Centro per le Ricerche Archeologiche e Storiche nel Goriziano sul Monte Sabotino, accompagnati dal presidente del Centro sig. Mario Muto; l’Associazione Culturale F Zenobi sul Monte Hermada, accompagnati dal sig. Roberto Todero. Venerdì 10, dopo un breve saluto della dott. Roberta Demartin, Assessore Provinciale alle Attività Culturali e al Coordinamento delle istituzioni culturali sul territorio, si è avuto l’incontro: “L’università a Gorizia. Dall’epicentro del fronte dell’Isonzo per una nuova stagione di studi sulla Grande Guerra”, durante il quale sono intervenuti il prof. Fulvio Salimbeni, docente di Storia contemporanea dell’Università degli Studi di Udine, che ha relazionato sul tema “Gorizia centro di studi internazionale della Grande Guerra: una prospettiva per i corsi universitari”. Il prof. Paolo Ferrari, ricercatore di Storia contemporanea della stessa università. Ha parlato delle “iniziative dell’Università di Udine sulla Grande Guerra: i corsi monografici”. Entrambi gli studiosi hanno ribadito più volte il pensiero, già espresso dal dottor Pierluigi Lodi dell’Ufficio Cultura e Territorio della Provincia di Gorizia, in merito alla costituzione di un organo di coordinamento e controllo dei vari gruppi di neo-recuperanti e studiosi in genere per poter costituire una sorte di archivio centrale che raccolga tutti gli studi e le esperienze dei vari gruppi in modo da non dover ricominciare da capo ogni dieci – quindici anni. Ha concluso la prima sessione la dott. Valentina Romita, dottoranda di ricerca dell’Università degli Studi di Udine. Con il tema. “Da Sarajevo a Sarajevo: snodo geopolitica d’un secolo breve”, analizzando i fatti accaduti in quella città dall’inizio del 1900 all’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando con i fatti accaduti durante la guerra civile del 1990 -1991.

La seconda sessione, al pomeriggio: “Editori a confronto. I libri della Prima Guerra Mondiale” era dedicata agli editori locali e ha visto intervenire i signori Giorgio Ossola Beindl (Libreria Editrice Goriziana), Guido Aviani Fulvio (Arti grafiche Fulvio) e Davide Tonazzi (Edizioni Saisera) che hanno raccontato “come e perché” hanno iniziato la loro attività di editori di collane sulla Grande Guerra. Purtroppo all’ultimo momento ha dato forfait l’avvocato Marino de Grassi, delle Edizioni della Laguna, per una improvvisa malattia. Personalmente questi interventi li ho trovati molto interessanti anche perché questi editori hanno anche parlato esaustivamente dei loro maggiori successi.

Sabato 11 c’è stata una tavola rotonda con dibattito: Guide specializzate sui campi di battaglia della Grande Guerra: una nuova professionalità, un’occasione di sviluppo. Sono intervenuti, per un saluto ai convenuti, la dott. Roberta Demartin, assessore Provinciale alle attività culturali e al Coordinamento delle istituzioni culturali sul territorio, e l’assessore regionale all’Istruzione, Cultura, Sport e Pace prof. Roberto Antonaz.

Le relazioni sono state tenute dal dott. Marco Mantini, reggente del Gruppo ricerche sulla Grande Guerra del CAI di Trieste, che ha relazionato su: “Grande Guerra e territorio: caratteristiche e lascito culturale. Le iscrizioni di guerra”, mostrando vari graffiti di guerra che questo gruppo sta ricercando e catalogando lungo il fronte dell’Isonzo. Il dott. Mantini si augurava anche che i vari studiosi di graffiti di guerra, come il nostro Roberto, possano un giorno riunirsi per lavorare assieme e catalogare tutte le iscrizioni lungo tutto l’arco del fronte. Ha pure denunciato il furto e l’asportazione di diversi manufatti con iscrizioni che sicuramente ora fanno parte di qualche collezione privata. Il dott. Michele Piteo, vicepresidente della Pro Loco di Fogliano Redipuglia e responsabile del progetto “Sentieri di Pace”, ha svolto il tema: “Una nuova figura professionale: l’accompagnatore specializzato sulla Grande Guerra” e ha raccontato l’esperienza che la Pro Loco sta vivendo da un po’ di tempo con le iniziative “Treno storico Redipuglia-Kobarid” e la “Rievocazione Storica” nell’ ambito delle manifestazioni denominate “Ritorno sul Carso”. Ha continuato poi il dott. Roberto Todero, vicepresidente e fondatore dell’Associazione “F. Zenobi” di Trieste, parlando di “Grande Guerra e turismo: la qualità dell’offerta”. Ha concluso la terza sessione l’architetto Silvo Stok con: “Recupero e valorizzazione per un turismo consapevole”.

La quarta sessione si è aperta il pomeriggio con una tavola rotonda intitolata: “Chi non può dimenticare: esperienze a confronto dal Piemonte alla Calabria” nella quale l’architetto (anche se vuol essere chiamato dottore) Gerardo Unia di Cuneo ha parlato del suo lavoro sulla ricerca di dodicimila (12.000) abitanti della provincia di Cuneo che combatterono e morirono nella Grande Guerra, raccontando i metodi seguiti nella sua ricerca nata dall’esigenza di avere notizie sul nonno. Ha continuato poi il nostro Mario Saccà che ha parlato delle sue ricerche sulla Brigata Catanzaro e soprattutto sulle vicende della Brigata durante la Strafexpedition (maggio-giugno 1916) e poi nella 6^ Battaglia dell’Isonzo con la presa del Monte San Michele (agosto 1916) per finire con la rivolta e le fucilazioni di Santa Maria la Longa (luglio 1917). Durante l’intervento Saccà ha citato più volte Cimeetrincee e Adolfo Zamboni, l’altro storico della Brigata Catanzaro, e alla fine è stato molto apprezzato dai presenti che gli hanno tributato un lungo applauso. Alla fine è stata la volta del dott. Nicola Persegati che ha parlato brevemente, ma molto intensamente, del tema: “Dal Veneto ai campi di battaglia della Fronte Giulia. Due ore di automobile o novant’anni di distacco?”, anche questo intervento è stato molto applaudito.

Si è poi continuato con un'altra tavola rotonda: “Chi deve serbare la memoria; da Gorizia a Roma, da Londra a Gorizia” nella quale hanno parlato la dott. Alessandra Martina Tassin, funzionario dei Musei Provinciali di Gorizia, che ha parlato della Fototeca provinciale, con tutte le sue fotografie e lastre fotografiche, e del Fondo Diaz, con lettere, manoscritti e diari del generale che sono ancora in fase di catalogazione, soprattutto le quattromila fotografie. Il dott. Alessandro Gionfrida, Maggiore dell’Esercito e archivista dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, ha toccato il tema: “USSME. Istruzioni per l’uso” che ci ha edotto sulle varie ricerche che si possono effettuare presso l’USSME. Ho chiesto al maggiore se l’USSME aveva intenzione di ristampare tutti i volumi della relazione Ufficiale Italiana della Grande Guerra e lui mi ha risposto che in un prossimo futuro verranno ristampati tutti i volumi, anche i primi che ora risultano introvabili, forse in edizione integrale o in edizione leggermente ridotta ma con molte citazioni sulle guerre Risorgimentali e sul dopo-guerra. Mi ha anche confermato che a Roma esistono i registri degli Ospedali, Ospedaletti e Sezioni di Sanità e tutti i loro spostamenti nell’arco di tutta la guerra e allora non mi resterà che prendere appuntamento a andare a copiarli. Ha concluso la serata il dott. Enrico Crenigoi, ricercatore del CEISR (Centre for European and International Studies Research) dell’Università di Portsmouth, che ha toccato un argomento molto interessante: “Dagli archivi inglesi una nuova prospettiva sul Fronte dell’Isonzo”, un argomento molto sentito dai presenti tanto da sforare di molto la chiusura del suo intervento di più di un’ora.

Domenica 12 presso la sala convegni dei Musei provinciali di Borgo Castello si è svolta una tavola rotonda intitolata: “Grande Guerra di nicchia. Elmettologi, Neorecuperanti, Oplofili ed Uniformologi: una risorsa preziosa” che ha visto gli interventi di Roberto Lenardon, rappresentante per l’Italia dell’associazione “Dolomitenfreunde” (Sempre per non arrivare a Dysneyland), David Erik Pipan, vicepresidente del Društvo soška fronta (Slovenia) (Na fronti – Sul Fronte), Andrea Sganghero, già collaboratore di “Uniformi & Armi” (Elmetti, gavette e divise per capirne di più), Alfredo Tormen, presidente dell’associazione Il Piave 15/18 (Il Piave oggi mormora la passione per la storia). Durante gli interventi di Lenardon sono state mostrate numerose diapositive di postazioni sul Pal Piccolo e monti attigui confrontando le foto scattate durante la guerra con quelle scattate oggi. Alla fine dell’Intervento di Tormen sono stati mostrati alcuni brevi filmati tratti da servizi Rai e altri fatti da appartenenti all’associazione sul loro lavoro e su ritrovamenti di tre caduti (due austriaci e uno italiano) fatti da appartenenti all’associazione stessa.

Questo Convegno studi è stato molto apprezzato da chi vi ha preso parte e spero in futuro che verranno fatte altre iniziative del genere. Unica stonatura la mancanza di giovani studenti e di universitari che avrebbero potuto allargare di molto le loro conoscenze sulla Grande Guerra.

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