
- Calza.
- Del peso medio di 140 grammi al paio, le calze
potevano essere confezionate con lana grezza non
completamente sgrassata, di quella normalmente
adoperata nei centri rurali. Per ogni paio era
previsto un compenso variabile di £ 0,50
0,70.
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- Uso ed utilità.
- La calza che qui presentiamo, eseguita con buona
lana e completata con la ginocchiera, risponde
perfettamente ai bisogni del soldato, con la
orlatura che la ferma al polpaccio.
- La calza e i guanti sono i due indumenti dei
quali non è mai abbastanza raccomandata la
pronta consegna. Quante insidie del freddo si
possono allontanare quando le estremità sono ben
coperte!
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- Guanto.
- Del peso medio di grammi 95 il paio, i guanti
potevano essere confezionati con lana grezza
non completamente sgrassata, di quella
normalmente adoperata nei centri rurali. Per
ogni paio di guanti era previsto un compenso
variabile di £ 0,70 0,90.
- Uso ed utilità.
- I guanti devono essere per i nostri soldati
che combattono fra le nevi ad altezze di 2000
a 3000 metri, sopra tutto pratici.
- Il tipo di guanti che presentiamo così
semplici di fattura, rispondono in modo
perfetto al
loro uso e certamente con essi
il soldato è sicuro da qualsiasi
congelamento delle estremità che
anche per imprudenza fa tante vittime
in alta montagna.
- E non è mai abbastanza raccomandato alle
famiglie, ai soldati stessi, questo indumento
del quale non si può far a meno anche in
regioni dove il clima invernale sia mite,
perché le mani risentono prima di tutte le
altri parti del corpo, dei morsi del freddo
che in poco tempo producono conseguenze
dolorose.
- Il guanto di prescrizione, di cui presentiamo
il modello, copre le dita, il palmo e il
polso dove lorlo a guisa di
braccialetto lo chiude: restano separati in
alto il pollice e lindice, uniti invece
in un solo gran dito di lana il medio, lanulare
e il mignolo. E questo per una ragione: il
guanto in tal modo confezionato dà agio al
soldato di impugnare il fucile o gli arnesi
del lavoro e anche essendo lindice
sciolto gli dà modo di sparare il
fucile facendo pressione sul grilletto.
- E come ognuno vede una
forma razionale, comoda, fatta apposta, come
del resto in tutti gli altri indumenti, per
dare a chi deve far guardia, marciare,
combattere, scavar trincee, libertà di
movimenti, pur raggiungendo lo scopo di
riparare dal freddo.
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- Polsino.
- Del peso medio di grammi 60-75 a paio, i polsini
potevano essere confezionati con lana grezza non
completamente sgrassata, di quella normalmente
adoperata nei centri rurali. Per ogni paio di
polsini era previsto un compenso variabile di £
0,40 0,60.
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- Uso ed utilità.
- E il manichino o mezzo guanto o manopola
che riscalda la mano: si infila come un guanto,
tiene riparato il palmo, lascia libere le dita
per impugnare il fucile o altri arnesi.
- Il manichino si può considerare ci si
passi lespressione impropria ma efficace
la sottoveste del guanto: protegge la mano
quando più completamente il soldato non può
calzarla. Ma daltra parte sopra di esso, a
momento opportuno, allorché il freddo sia
pungentissimo, il soldato può a suo agio
aggiungere quei larghi e comodi guantoni che già
abbiamo descritto.
- Il manichino, come appare dal disegno, deve avere,
sotto lorlatura, un foro, dal quale vien
fatto passare il pollice; ma non è detto che
questo indumento non possa anche riparare le dita,
perché il soldato, quando crede necessario e
specialmente nel riposo, può tirare il manichino
fino allaltezza delle dita, cosicché le
mani restano tutte circondate da un tubo di lana.
La lunghezza del manichino è tale che permette
queste comodità, giacché, come si vede, anche
il polso rimane molto ben ricoperto e ben
riparato.
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- Ginocchiera.

- Del peso medio di 80-100 grammi il paio, le
ginocchiere potevano essere confezionate con lana
grezza non completamente sgrassata, di quella
normalmente adoperata nei centri rurali. Per ogni
paio di ginocchiere era previsto un compenso
variabile di £ 0,60 0,80.
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- Uso ed utilità.
- Nella guerra il surmenage2
rende sempre più sensibile il corpo agli effetti
degli agenti atmosferici e il freddo porta spesso
forme acute di dolori muscolari, forti febbri, e
quella debolezza che apre ladito a
infezioni e malattie. E il ginocchio, in modo
massimo, risente delle impressioni del freddo e
dellumidità: la sia sensibilità già
grande si acuisce ed è si può ben dire
il primo indice dei malanni delle
sofferenze, di quel disagio fisico che viene
risentito da colui che è costretto a vivere in
alta montagna o vien sottoposto a fatiche aspre.
Chi, per esempio, non ha provato limpressione
del malessere in una marcia in montagna, sotto la
pioggia e sferzati dal vento, quando gli
indumenti bagnati si appiccicano alla rotella del
ginocchio, alla coscia e il senso di pena, i
dolori che al mattino seguente, alzandoci,
percorrono i fasci muscolari e danno trafitte
insopportabili?
- Bisogna quindi ripararla questa parte
sensibilissima, darle un calorico uguale e
costante, ravvolgerla in una specie di guaina che
non ostacolando in alcun modo la flessione dellarto,
le debba formare però una difesa sicura.
- La ginocchiera della quale diamo il modello si
può considerare, ed è veramente un
completamento necessario, praticissimo della
calza; si infila sopra di essa; la serra presso lorlo
come una giarrettiera, accompagna e circonda il
polpaccio e fa il suo ufficio protettore fino allorlo
della parte opposta allinizio della coscia:
cosicché il tessuto di lana continuato è tale
difesa che rassicura i soldati contro le più
gelide temperature.
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Sciarpa.
- Del peso medio di grammi 250-300, la sciarpa
doveva essere confezionata con lane pettinate e
possibilmente munita di un lacciolo di
conveniente lunghezza per poterla eventualmente
utilizzare come ventriera. Per ogni sciarpa era
previsto un compenso variabile di £ 1,40
1,70.
- La sciarpa cappuccio è, di certo, lindumento
provvidenza per il soldato che deve
combattere in montagna, e non si poteva trovare
niente di più opportuno e di più semplice per i
due usi ben distinti cui viene destinata: cioè
difendere dal freddo a volontà il
capo, il collo, o anche il corpo dalle spella al
principio delle cosce. Si tratta in una parola di
un passamontagne trasformabile in un
farsetto di lana, o viceversa.
- Niente di più facile poi della confezione: è
composta, come si vede nel disegno, di una fascia
larga e lunga quanto prescrive la misura e
proprio al centro ha un occhiello proporzionato e
grande come lovale del viso. Orbene questa
specialissima e grande fascia si trasforma a
volontà del soldato nei due indumenti sopra
accennati: quando esso nelle guardie è costretto
a rimanere lunghe ore fermo, ed intorno soffia il
rovaio o tùrbina la tormenta, questa larga
fascia si annoda agevolmente attorno al capo, nei
lembi si attorciglia al collo e si accomoda alle
spalle: ed ecco il militare perfettamente
incappucciato: collo, fronte, orecchie, tutte le
parti più sensibili al freddo rimangono, in tal
modo, molto ben riparate: nellapertura
ovale, che abbiamo detto, il viso resta come
incorniciato, ma perfettamente libero: il passamontagne
non potrebbe essere così più completo.
- Se il soldato poi vuole negli
accantonamenti, sotto le tende, nelle trincee
trasformare il passamontagne in farsetto:
loperazione è semplice: come una stola di
sacerdote, egli fa passare dal foro ovale il capo
e le due larghe fascie gli cadono sul petto e
sulla schiena formando una specie di farsetto
senza maniche, ma completo che si deve porre
generalmente fra la giubba e quei panciotti
foderati di pelo di cui vennero largamente
provveduti i nostri soldati.
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- Ventriera.
- Del peso medio di 140 grammi, la
ventriera poteva essere confezionata con
lana grezza non completamente sgrassata,
di quella normalmente adoperata nei
centri rurali. Per ogni ventriera era
previsto un
compenso
variabile di £ 1,20 1,50.
- La ventriera di lana è uno degli
indumenti più necessari per il soldato.
Il tessuto caldo della lana darà ai
nostri giovani, che devono sopportare
tutte le ingiurie del maltempo, gli
sbalzi rapidi di temperatura, laria
vivida e gelida della montagna, un senso
di benessere e sarà una cautela sicura
contro tutte quelle forme insidiose e
frequenti di malanni viscerali, prodotti
dagli squilibri di temperatura, dallumidità,
dalle stesse fatiche militari. Il soldato
che porta la ventriera è garantito
contro i disturbi intestinali dal morbido
e spesso tessuto che conserva la
temperatura del ventre costante e che per
ciò appunto i medici e gli ufficiali
raccomandano.
- Nella ventriera che qui presentiamo
doppia è lutilità: essa, fra le
due orlature, cinge e circonda tutta la
parte inferiore del tronco dallaltezza
dello stomaco fin quasi presso linguine,
cosicché resta protetto, non soltanto il
ventre, ma anche i reni.
- Questo indumento così semplice e
primitivo nella confezione, rotondo come
un grande manicotto, aderente al corpo,
facile ad infilarsi dalla gambe, senza
gli impacci di lacciuoli o di bottoni,
risponde perfettamente a quei criteri di
praticità ai quali si informano le
ottime disposizioni sul corredo dei
militari per ciò che riguarda tutti gli
indumenti.
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