Memorie raccolte da Luca Serblin
Ivan Srblin nasce a Sv. Petar u Sumi (S.Pietro in Selve) , un paese sotto lImpero Austro-Ungarico nellentroterra della penisola istriana , il 13 Gennaio del 1893. Suo padre Giuseppe anchegli nato nello stesso paese il 27 Settembre 1845 , sposa nel 1868 a 23 anni in prime nozze Marianna Bratulic. Dal matrimonio nascono quattro figlie. Nel 1876 però Marianna muore e dopo qualche mese Giuseppe sposa Susanna Vicèl allora ventenne. Dal matrimonio con Susanna nascono 10 figli e Ivan è il settimo di questi. A 18 anni circa , quindi nel 1911 , Ivan si arruola volontario nella Marina militare a Pola , anticipando così il richiamo alla leva. Il 18 Giugno del 1914 il casus belli dellinizio della Prima Guerra Mondiale fu luccisione da parte di un anarchico a Sarajevo del futuro erede al trono Arciduca Francesco Ferdinando. Nel porto di Pola in quel periodo erano ormeggiate la nave ammiraglia Sveti Istvan (Santo Stefano), la corazzata Viribus Unitis, la Wien e il Tegethoff ( dal nome di Wilhelm von Tegethoff il vincitore della battaglia navale di Lissa contro la Regia Marina Italiana ). LItalia però decise di rimanere neutrale assieme a Portogallo, Grecia, Bulgaria, Romania e Turchia. Ma da lì a breve e cioè il 24 maggio 1915 decise di entrare in guerra contro lAustria-Ungheria. Ma tornando alla storia del marinaio Ivan , ecco cosa accadde la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 1918 cioè a soli tre giorni dal termine del conflitto.
Il Maggiore del Genio Navale Raffaele Rossetti ( in servizio presso lufficio tecnico della R. Marina di Genova ) , aveva trasformato un siluro da 356 mm. in un apparecchio speciale , denominato mignatta, che avrebbe potuto essere impiegato per forzare il porto di Pola. Dallagosto del 1918 la macchina era stata portata a Venezia per leffettuazione di prove e , dati i buoni esiti di queste e lincalzare degli avvenimenti che stavano sconvolgendo il fronte , fu deciso di tentare limpresa il più presto possibile. Alla guida del Comandante Costanzo Ciano Ispettore dei MAS , vi avrebbero partecipato lideatore della macchina e il Tenente medico Raffaele Paolucci , ottimo nuotatore , che già da maggio si era proposto volontario per partecipare ad unazione ardita. Gli ordini emanati dallispettorato MAS ( foglio 3580 RR.P. del 30 ottobre ) prevedevano che in una notte del prossimo periodo alunare un apparecchio speciale diretto dal Maggiore del Genio Navale R. Rossetti e del Tenente medico R. Paolucci tenterà di entrare nella piazza forte di Pola per minarvi unità nemiche.
Alle 14.00 del 31 ottobre le 65 P.N. e 66 P.N. con , a rimorchio , i MAS 94 e 95 lasciaronoVenezia. A bordo della 65 il Comandante Ciano, i due arditi ufficiali e la mignatta. Per avarie alle 19.45 la 66 P.N. dovette ripiegare su Punta Maestra , mentre le altre unità proseguirono. Alle 20.15 la mignatta fu messa a mare e il personale salì a bordo del MAS 95 che accese i motori elettrici e diresse per Pola. Dal rapporto del Tenente Paolucci: La costa era ben riconoscibile , il proiettore di Capo Compare ad ogni quarto dora illuminava il suo settore e permetteva di distinguere perfettamente la diga del porto , la frana , le boe della duplice ostruzione foranea e di intravedere i profili delle navi tipo Radestzky ormeggiate ai posti maggiormente foranei.
Alle 22.18 il MAS giunto a 400 metri dalla diga lasciò il rimorchio e si portò a 400 metri da Capo Compare. Il MAS raggiunse la posizione di attesa che , alle 06.00 , lasciò per ricongiungersi alle 09.50 con le altre unità e rientrare a Venezia.Sembrava che loperazione dei due non avesse avuto successo. Ridiamo voce al Tenente Paolucci: Io sono a prua dellapparecchio , lIngegnere a poppa. Procediamo piuttosto lentamente Alle 22.30 precise urtiamo contro la ostruzione esterna. E composta da cilindri lunghi tre metri tra i quali sono stesi cavi di acciaio di due metri di lunghezza. Cominciò la ricerca dellinterruzione dellostruzione. Videro una massa oscura avvicinarsi. Si trattava di un sommergibile che passò ad una cinquantina di metri da loro ed uscì. Si portarono in prossimità della diga e passando rasente i blocchi di cemento che la costituivano continuarono lavanzamento nel porto. Paolucci fece unispezione durante la quale si trovò a pochi metri da una sentinella ( forse il marinaio Ivan?). I due hanno una mimetizzazione sulla testa costituita da un finto fiasco. Non scorto lufficiale medico esaminò la nuova ostruzione che chiudeva la porta composta di travi galleggianti dai quali sporgevano dei bastoni in acciaio lunghi un metro e mezzo , rivolti verso lesterno. Quando tornò a riferire era ormai luna. Si decise di proseguire e calcando col proprio peso sullapparecchio riuscirono a farlo passare sotto lostruzione , mentre loro , scavalcando le travi , passavano sopra di essa. Una volta arrivati allinterno continuarono a seguire la diga. Diressero verso le ostruzioni retali che erano costituite da tre ordini di reti che correvano parallelamente alla diga e da un altro ordine triplice che , partendo da valle Zonchi , si stendeva perpendicolare alle prime. Attraversarono anche questi sbarramenti. Alle tre lingegnere mi fa cenno che vuole parlarmi , mi avvicino e mi comunica che delle 205 atmosfere di pressione iniziali abbiamo consumato oltre la metà. Non abbiamo quindi che una forza che appena ci consentirebbe il ritorno , rinunciando allimpresa; decidiamo subito e senza indugio di rinunziare invece al ritorno , e poiché abbiamo ancora tre ore prima che spunti lalba decidiamo di andare avanti per attaccare le grandi unità tipo Viribus Unitis che erano le più interne. Sotto un temporale di pioggia e grandine allimprovviso lapparecchio cominciò ad affondare. Dopo un controllo si scoprì che la valvola di immersione di poppa era aperta , venne subito richiusa e aperta quella di emersione che riequilibra lapparecchio . Tra tutti , il momento più angoscioso da noi attraversato è stato indubbiamente questo. Alle 04.15 arrivarono finalmente allaltezza del Viribus Unitis. Tutte le operazioni continuarono ad effettuarsi contro corrente. Giunti a venti metri dal centro dellunità il Tenente Paolucci sarebbe dovuto andare ad attaccare la torpedine ma il Magg. Rossetti lo fermò e decise di farlo lui. Alle 04.50 si allontanò. Da questo momento la forza della corrente per ben due volte rovesciò lapparecchio e lo spinse verso una piccola nave da guerra. Il Tenente Paolucci da solo con grandi sforzi riuscì entrambe le volte a vincere la forza della corrente , rimettere in assetto lapparecchio e riportarsi in prossimità della grande nave.
Intanto cresceva langoscia per il compagno sarà stato sorpreso ed è imprigionato sulla Viribus ma avrei visto qualche lume , avrei inteso qualche voce , qualche allarme. Nulla. Avrà attaccato la torpedine e ritornato , non trovandomi avrà pensato che io lo abbia abbandonato? Che si sia sentito male?... Sono le 05.35 , sto dirigendo contro il fianco della nave quando vedo una specie di fiasco che galleggia. E lingegnere! Il mio cuore non ha mai avuto una gioia più grande. Allimprovviso dalla coffa della Viribus un riflettore ci illunina in pieno. Siamo scoperti. Il mio pensiero andò allapparecchio che doveva essere distrutto. Lingegnere aprì la valvola di immersione , il medico attivò la seconda torpedine e mise in moto il motore. La mignatta iniziò così ad allontanarsi per arenarsi in uninsenatura. Wer da?( gridò il marinaio Ivan da unimbarcazione?) Offiziere italienische rispose il Tenente Paolucci. Alle 05.55 erano a bordo della loro vittima. Furono accompagnati sotto coperta da marinai ( tra i quali anche il marinaio Ivan ). Sono volti curiosi più che malevoli che hanno sui berretti la scritta Jugoslavia. Ci spiegano che da poche ore lAmmiraglio austriaco è andato via e, che tutti i tedeschi , ungheresi , boemi e italiani della Viribus sarebbero andati via nella giornata in quanto la flotta era stata ceduta alla Jugoslavia. Noi siamo sorpresi ed indecisi circa il modo di comportarci sappiamo bene che non è in nostra facoltà mutare lordine avuto dal nostro comando , né noi vorremmo , ma appare alla nostra mente la possibilità di risparmiare un gran numero di vite umane , confessando che la nave deve perire!
Decidono di avvertire il Comandante e tocca allingegnere dirgli : La nave corre serio pericolo . Faccia salvare i suoi uomini. Ma quale pericolo ? chiese il Comandante. Non posso dirlo , ma tra breve la nave salterà in aria . Janko Vukovic grida allora in tedesco Viribus Unitis , si salvi chi può , gli italiani anno messo delle bombe nella nave. Il Maggiore Rossetti chiese allora al comandante Vukovic se si potevano salvare ed egli disse Si salvino. Così, raggiunta la coperta , si gettarono in acqua , ma dopo pochi metri furono presi da unimbarcazione e riportati a bordo.Qui furono portati a poppa lorologio segnava le 06.27 , la bomba era programmata per esplodere alle 06.30. Alcuni membri dellequipaggio si stavano facendo minacciosi ( anche il marinaio Ivan?).
06 e 28 , 06 e 29 lesplosione. Che rumore sordo Sento sotto i piedi la coperta che vibra , che scrolla , che vacilla Rimasero soli col Comandante Vukovic che dice che per legge di guerra hanno diritto a salvarsi. Tende la mano a entrambi e indica una corda. Riuscirono a calarsi e raggiungere un battello.Ci voltiamo a vedere la tragica scena. Nel chiarore livido dellalba la grande massa della Viribus Unitis si sbanda. La scritta Unitis è già in acqua e Viribus è ancora emersa. Ripresi vennero portati a bordo dellHabsburg dove furono visitati. Per pochi minuti temettero di essere portati alla fucilazione , ma furono invece imprigionati. Credo non necessario parlare dei cinque giorni di prigionia durante i quali siamo stati trattati cavallerescamente.
Come sappiamo dalla storia la Grande Guerra finì il 4 Novembre 1918. Il Magg. del Genio Navale Raffaele Rossetti ricevette , ancora in vita , la Medaglia dOro al Valor Militare in quanto ufficiale. Assieme a lui anche il Tenente di Vascello di complemento Nazario Sauro (alla memoria) , il Capitano di Corvetta Tolosetto Paolo Farinata degli Uberti (alla memoria) , il 1° Tenente di Vascello Andrea Bafile (alla memoria) , il Capitano di Fregata Costanzo Ciano e il Capitano di Corvetta Luigi Rizzo. Questa la motivazione:
Genialmente ideava un mirabile ordigno di guerra marittima , con amorosa tenacia ne curava personalmente la costruzione. Volle a se riservato laltissimo onore di impiegarlo e , con laudacia dei forti , con un solo compagno (Raffaele Paolucc ) penetrò di notte nel munito porto di Pola. Con mirabile freddezza attese il momento propizio e verso lalba affondò la nave Ammiraglia della flotta Austro-Ungarica. Pola 1 novembre 1918
Anche il Tenente medico Raffaele Paolucci ricevette ancora in vita , in quanto anchegli ufficiale , la medaglia dOro al Valor Militare. Questa la motivazione:
Portò geniale contributo nellideare un mirabile ordigno di guerra marittima . Volle a se riservato laltissimo onore di impiegarlo , e con laudacia dei forti , con un solo compagno (Raffaele Rossetti) penetrò di notte nel munito porto di Pola. Con mirabile freddezza attese il momento propizio e verso lalba affondò la nave Ammiraglia della flotta Austro-Ungarica. Pola 1 novembre 1918
Ivan Srblin si sposa nel 1920 a Trieste e ha avuto sette figli (Mario Anna Giovanni Gino Giuseppe Giuliano Franco). Durante il periodo fascista gli fu cambiato il cognome da Srblin in un più italiano Serblin. Nel 1926, lavorando nelle Ferrovie dello Stato, fu trasferito a Vicenza ove muore nel 1989 alletà di 96 anni.
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- 1.Serblin Ivan a 21 anni nel 1914
- 2.Serblin Ivan a 96 anni nel 1989
- 3. La Viribus Unitis
- 4.L'affondamento della Viribus Unitis
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