JULIUS KUGY, REFERENTE ALPINO

di Simon Kovacic

(Associazione Drustvo Soska Fronta, Nova Gorica,Slovenia)

Traduzione dallo sloveno di Vili Princic

Con il presente contributo vorremmo far conoscere l’attività del dott. Julius Kugy nella sua veste di referente alpino negli anni di guerra 1915-1918. Kugy ha lasciato pochi scritti riguardanti questo periodo, e come lui stesso ha spesso sottolineato, ricordava con riluttanza quegli anni terribili.

Julius Kugy nacque il 19 luglio 1858 a Gorizia. Frequentò il Ginnasio a Trieste, continuando gli studi universitari a Vienna, dove nel 1882 conse­guì la laurea di dottore in legge. Gli antenati di Julius erano sloveni, sia da parte del padre che da parte della madre. La famiglia del papà pro­veniva dalla Carinzia con il cognome che origi­nariamente era «Kugaj» (1). Dalla Carinzia papà Pavel si trasferì a Trieste, dove fondò una grande ditta commerciale che si occupava di importazio­ni di merci coloniali. Dopo la morte del padre, la gestione della ditta passò al figlio Julius. Kugy si innamorò della montagna già molto giovane. Questo amore incise fortemente sulla sua vita. Negli anni passati al Ginnasio il giovane Kugy si recò moltissime volte nelle Alpi Giulie. Assieme a guide alpine slovene, friulane e austriache effettuò fino al 1912 moltissime scalate (si parla di circa 50) in alta montagna. Nel 1905 effettuò una scalata invernale sul Iof di Montasio. Kugy è noto in particolar modo come autore di numerosi testi e articoli riguardanti le bellezze montane. I suoi testi furono pubblicati in numerosi giornali e riviste specializzate austriache e italiane ed è anche autore di ben sette libri riguardanti la montagna. Julius Kugy morì a Trieste il 5 febbraio 1944, dove venne sepolto.

Volontario di guerra

Quando il 23 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria, Kugy aveva già 56 anni. A metà giugno del 1915 si arruolò come volonta­rio nell’armata austro-ungarica, poiché riteneva che questo gesto fosse un dovere di cittadino. Il Kugy scrive: ”Non ho punto l’intenzione di pretenderla a eroe di guerra. Non ho fatto che il mio dovere. Non è persona onesta, ma un debole, un vile chi non difende la patria nel bisogno” (2). Sapeva bene che le battaglie si sarebbero combattute anche in alta montagna, che nessuno al mondo conosceva meglio di lui. Venne assegnato alla 184a brigata di fanteria. All’inizio delle ostilità venne chiamato solamente per risolvere questioni di natura alpinistica. La prima volta fu chiamato il 29 giugno 1915 presso il Comando della X Armata (Gruppo Rohr) a St.Veit an der Glan in Carinzia. Gli fu ordinato di trovare un luogo adatto dove sistemare un osservatorio dell’artiglieria dai quale si potesse indirizzare il fuoco verso la Val Dogna. Questa valle era stata infatti occupata dagli Italiani i quali avevano piazzato alcune batterie di cannoni con i quali bersagliavano il forte Hensel presso Malborghetto. Kugy portò a termine in maniera esemplare il compito assegnato.

Referente Alpino

Con l’entrata in guerra dell’Italia, per gli Austriaci si aprì un nuovo fronte che per la maggior parte si snodava in alta montagna. Fu necessario pertanto impiegare un ufficiale-guida alpina che nel suo settore svolgesse precisi compiti di consulenza e desse preziosi consigli per poter svolgere azioni belliche in alta montagna. A questo proposito Kugy scrive (3): «la guida alpina è una persona che nelle proprie montagne deve conoscere ogni sentiero, ogni gola, ogni ripiano roccioso o cengia e qualsiasi tipo di passaggio. Deve conoscere pure le zone alpine che si trovano in territorio nemico o in zone in suo momentaneo possesso. Deve sapere dove si trovano possibili sentieri o semplici passaggi usati dalle pattuglie nemiche, anche nelle zone più impervie. La guida deve sapere quando nelle “sue” montagne sopraggiunge l’inverno, quando e come in primavera in queste zone si scioglie la neve, dove ci siano più probabilità di distacco di slavine o valanghe; quali passaggi l’inverno lascia aperti e quali vengono chiusi. La guida deve essere insegnante e maestro di qualsiasi tecnica alpina; deve essere buon conoscitore delle insidie della natura in alta montagna. Sapere come proteggersi dalle valanghe e dal freddo, dove e come trovare acqua in territori frastagliati del tipo carsico, conoscenza e possibilità d’uso delle caverne naturali, la costruzione di sentieri alpini, conoscenza dei boschi alpini, la caccia in alta montagna. In breve tutto quanto sia possibile osservare ed imparare rientra nelle attività di una guida alpina». Kugy annotò che talvolta gli fu persino richiesto di creare condizioni di tempo ottimali. Il15 febbraio 1916 Kugy fu nominato referente alpino permanente e fu assegnato alla 59a brigata da montagna. I compiti di referente consistevano nella risoluzione di problemi riguardanti:

sistemazione delle stazioni invernali ed estive,manutenzione di strade, depositi, magazzini; sovraintendenza sulla costruzione di linee difensive,posti di guardia e capisaldi, ricoveri, gallerie e fortifi­cazioni; sorveglianza meteorologica e sul manto nevoso con particolare attenzione al problema delle valanghe, messa in opera di ripari anti-valanga; consigli sulla conduzione dell’addestramento delle truppe in montagna; suggerimenti sullo sgombero dei feriti, sui trasporti per i materiali, munizioni ed artiglieria; continua sorveglianza sull’ equipaggiamento da alta montagna.(4)

Julius Kugy si rendeva conto di essere troppo vecchio per poter adempire da solo a tutti i compiti richiesti dagli alti comandi della sua Brigata. Per questo motivo cercò di riunire attorno a sè gente giovane e capace, che avesse fiducia in lui e fosse pronta a mettere a disposizione le proprie capacità volte al successo collettivo. Citiamo solamente alcuni di questi personaggi: sottotenente ing. dr. Guido Mayer, sottotenente Josef Klaner, sergente Ludwig Enzenhofer, sottotenente Hans Klug, sottotenente Hans Stagl e guide alpine Oitzinger, Angelo Dibona, Vladimir Dovgan, Innerkofler, Kirchweger. A metà settembre del 1917 Kugy venne trasferito nel villaggio di Soca presso Bovec (Plezzo) nell’alta valle dell’Isonzo e venne assegnato alla 93a Div. di fanteria (il 10 ottobre 1917 l’unità venne riordinata e inglobata nella 55a Div. di fanteria). A Soca fondò una scuola di roccia, frequentata da 28 uomini, tra i quali pure un eccelente gruppo di soldati Bosniaci del famoso 4° Regg. di fanteria. La scuola ebbe una durata relativamente breve. Funzionò solamente un mese e nelle montagne circostanti Kugy insegnò agli allievi le tecniche della scalata e dell’arrampicata.

Lo sfondamento

Il 24 ottobre 1917 ebbe inizio la grande offensiva austro-tedesca. La mattina del 25 ottobre Kugy iniziò la difficile e logorante avanzata con la propria unità. Il reparto attraversò la malga di Golobar, poi scese a Kobarid (Caporetto) passando per il villaggio di Drezniske Ravne. Durante tutto il trasferimento pioveva con una certa insistenza, cosicchè l’avanzata fu alquanto lenta. Tutto inzuppato e completamente esausto Kugy passò la notte successiva a Platischis nelle alte valli del Natisone. La mattina presto riprese l’avanzata che toccò il paesino di Taipana, dopodichè l’unità scese fino a Nimis e Tarcento, già in pianura friulana. Per i compiti di natura militare Kugy restò a Tarcento per tutta la settimana, dopodichè, assieme a due plotoni di un’altra unità, raggiunse Maiano. La riva opposta del Tagliamento venne raggiunta presso l’abitato di Cornino attraverso ciò che rimaneva del ponte ferroviario fatto saltare dalle truppe italiane in ritirata. Nei giorni successivi le truppe austriache raggiunsero Cavasso Nuovo, Maniago, Aviano, e non lontano da Polcenigo attraversarono il Livenza e raggiunsero Fadalta passando da Vittorio Veneto. Gli ultimi tre giorni di marcia forzata portarono le truppe a Belluno, poi a Lantiai e attraverso il Villabruna sino a Feltre, dove Kugy raggiunse la sua 55a Divisione di fanteria. Rimase a Feltre fino alla fine di luglio del 1918 prendendo parte ai combattimenti per il Monte Pertica ed il Monte Asolone.

Congedo

Con la difesa delle Alpi Giulie e con il successivo sfondamento austro-ungarico di Caporetto finì la vera missione di Julius Kugy. Cominciando a sentire il peso degli anni Kugy disse di se stesso: ‘Tre anni di servizio in alta montagna mi hanno stancato molto e cominciai a intravvedere i limiti che la mià età stava inesorabilmente delineando» (5). Alla fine di giugno del 1918 Kugy chiese di essere congedato. Il 2 luglio del 1918 ebbe fine la sua «esperienza» militare.

Note

(1) F. Avcin: Ob odkritju spomenika Kugyju (Inaugurazione del monumento a Kugy) PV 1953, pag. 585.

(2)G. Kugy: La mia vita nel lavoro, per la musica, sui monti, Trad. E. Pocar, Tamari, Bologna, 1969, pag. 197.

(3)J.Kugy: Vojne podobe iz Julijskih Alp (Immagini di guerra nelle Alpi Giulie), Kres, Ljubljana, 1995, pag. 15-16.

(4)E. Acerbi: Le truppe da montagna dell’esercito Austro-Ungarico, Gino Rossato Ed., Valdagno,1991, pag. 135.

(5)J.Kugy: Vojne podobe..., cit., pag. 59

 

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foto1.Julis Kugy in sosta sulla Cengia degli Dei

foto2.Julius Kugy tra i suoi ragazzi della scuola alpina nel villaggio di Soca presso Bovec (Plezzo) nell'Ottobre 1917. Tra loro anche soldati Bosniaci del 4° Regg.Bosniaco-Erzegovinovese (Archivio B.Ostan)

foto3.Fotografia con autografo di Julius Kugy, a dx seduto,del 24 Agosto 1916 (Archivio Fulvio Rizzo)

foto4.Julius Kugy in ambiente invernale(Archivio Fulvio Rizzo)

 

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