Ricordo storico di Loprete Raffaele

da parte del figlio Francesco detto Nino
(il documento è stato trascritto integralmente così come me l'ha fornito Mario Saccà)
 
Aruolato di Leva il 30 gennaio 1917, quando la guerra era in pieno svolgimento, Loprete Raffaele giunse al fronte il 26 febbraio 1917.
Partì con grande entusiasmo per la grande idealità che lo accompagnava per andare a difendere la patria dall'invasione straniera. (nota del WM: in realtà era l'Italia he aveva invaso i territori austriaci) Giunse a S.Donà del Piave dove fu assegnato prima al 4° Reggimento Fanteria Brigata Siracusa deposito Fanteria Potenza e subito dopo (23 giugnio 1917) fu trasferito al 246° Reggimento Fanteria.
Fu mandato in prima linea sul Piave, dove mi raccontava che i morti erano all'ordine del giorno per gli scontri che avvenivano frequentemente e in qualsiasi ora.
La sera, quando veniva sostituito per il turno di guardia si addormentava stanco e senza pensiero perchè in lui regnava l'incertezza per la propria vita che era appesa sempre e comunque ad un filo sottilissimo di buona fortuna.
Una sera durante il cambio di guardia vi fu un attacco nemico, lui fu colpito e ferito da schegge di mortaio alla testa ed a una gamba in modo lieve, mentre vide il suo compagno morire.
Mi raccontò di una grande battaglia svolta con grande forza e coraggio, per respingere i nemici in una località chiamata Castagna Vizza (nota del WB: evidentemente si riferisce a Castagnevizza-Kostanjevica ora in Slovenia).
Nel luglio del 1917 ( nota del WM: evidentemente si tratta del 1918) partecipò all'offensiva per la conquista di Vittorio Veneto e vinsero!!! Tutte le difficoltà giornaliere le superava, insieme ai compagn i, oltre che alla grande forza d'animo anche con l'aiuto morale e materiale delle popolazioni locali.
Ricordava sempre una donna chiamata Gina Forgonesi che lo aiutò spesso, specie nella fase del ferimento.
Nell'ultima fase del periodo di mantenimento delle posizioni, fu preso prigioniero e portato in un campo di concentramento.
Ricordava che il periodo passato nel campo fu di sei mesi prima dell'armistizio (nota del WM: non avrebbe potuto partecipare alla battaglia di V.V.). Per sopravvivere di nascosto andava tra i rifiuti e si cibava di bucce di patata.. Una volta gli riuscì di rubare una pagnotta e dopo averla mangiata in gran fretta nelle latrine del campo rischiò di essere fucilato.
Si poteva muovere liberamente nel campo di concentramento perchè, un generale lo utilizzava per gestire una sua proprietà vicina con molti cavalli e mucche, anche perchè sapeva andare benissimo a cavallo.
La figlia di quel generale tedesco s'innamorò di lui e il giorno dell'armistizio gli chiese di andare con lei in Germania, ma lui rifiutò e rientrò fedelmente al suo Reggimento nel gennaio del 1919, dove ( (fu) assegnato al Genio Pontieri e dopo al deposito Fanteria di Catanzaro per essere inviato al congedo il 15 ottobre 1920. Insieme al congedo gli fu concessa dichiarazione di buona condotta per aver servito con fedeltà ed onore la patria.
Gli fu concesso premio di £150 (centocinquanta) e un pacco vestiario in £ 80 (ottanta), gli fu riconosciuta la decima categoria di pensione dal collegio di 1° grado di Catanzaro per malattia causa servizio con assegni dell'ottava categoria per anni due.
Dall'Istituto Nazionale Madri e Vedove dei Caduti con Decreti RR 19 gennaio e 19 ottobre 1922 gli fu mandata la medaglia dell'Unità d'Italia 1848-1918 con la dicitura sul documento: SIA PER TE PER LA TUA FEDE ONESTA' ED OPEROSITA' QUESTA ITALIA REDENTA DAL SANGUE DEL NOSTRO SANGUE DAL TUO STESSO VALORE DAL TUO STESSO SACRIFICIO SEMPRE PIU' GRANDE PIU' FORTE PIU' RISPETTATA"
Dal Ministro della guerra gli fu concessa Croce al maerito di guerra con Decreto del 28 settembre 1931, precedentemente autorizzato sempre con decreto, di fregiarsi della medaglia istituita a ricordo della guerra MCMXV-MCXXVIII firmata di pugno da Benito Mussolini.
Il Consiglio Comunale della città di Vittorio Veneto con delibera il 30 giugno 1968 gli conferisce la Cittadinanaza onoraria di Vittorio Veneto al 50° anniversario della Vittoria 1918-1968 e medaglia d'oro al Valore Militare.
Il Presidente della Repubblica con Decreto del 22 ottobre 1968 gli conferisce l'onoreficienza di Cavaliere dell'ordine di Vittorio Veneto e (di poter) fregiarsi di Croce dell'Ordine di Vittorio Veneto.
Fin quando la salute glielo ha permesso ha partecipato a tutte le manifestazioni che si svolgevano a Catanzaro in ricordo della Grande Guerra.
 

Ricordo di mio padre di Francesco (Nino) Loprete

Torna ai Nonni in divisa

Torna all'Archivio