Prima parte

Introduzione
La pubblicistica post guerra dei sacerdoti che avevano ricoperto l'incarico di Cappellano Militare, è piuttosto contenuta, forse i diari di guerra non superano il numero di 30. Molti di essi ebbero un carattere "retorico" o celebrativo, pochi si caratterizzarono per una forma nuova e concreta. Tra questi ultimi si ricordano le memorie di personaggi quali don Mazzolari, don Minzoni, don Minossi. Morozzo della Rocca, nella sua fondamentale pubblicazione sui cappellani in guerra (1), aggiunge a questi anche l'eugubino don Luigi Rughi (2). Il testo del sacerdote folignate don Feliciano Marini, pubblicato nel 1923, di certo non può annoverarsi tra i documenti fondamentali della pubblicistica ecclesiastica; tuttavia, sia per il suo indubbio valore documentario (testi e immagini), sia per il fatto che la pubblicazione è oramai quasi introvabile (il sistema ISBN indica che copia del volumetto esiste solo nella Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze), si è ritenuto utile trascriverne il contenuto che verrà ripartito in tre blocchi, rispettando la divisione in tre parti voluta dall'autore medesimo. Le fotografie, considerato che nella pubblicazione sono di dimensioni ridotte e di qualità non sempre buona, sono state scansionate e le migliori inserite in ciascuna delle tre parti. Il diario copre il periodo che va dal maggio 1915 al febbraio 1918 ed è diviso in tre parti corrispondenti ad altrettanti periodi di attività militare di don Marini. Essi sono: I parte : maggio 1915 - dicembre 1915, prete soldato in una sezione di sanità; II parte : gennaio 1916 - giugno 1916, cappellano militare al 70° reggimento fanteria; III parte: luglio 1916 - dicembre 1917, cappellano militare all'ospedaletto da campo n. 114; gennaio 1918- febbraio 1918, cappellano militare al 114° reggimento fanteria. Il diario di don Marini non ha note, le poche aggiunte in accompagnamento della trascrizione sono mie. La copia utilizzata per la trascrizione e per la scansione delle immagini è conservata nella Biblioteca dell'Archivio Vescovile di Gubbio. Ringrazio don Ubaldo Braccini, archivista, per la disponibilità mostrata.
Don Feliciano Marini: nota biografica
Nato a Foligno (PG) il 27 ottobre 1883, don Feliciano Marini entrò quale aspirante al sacerdozio nel seminario diocesano. Fu ordinato il 25 maggio 1907 dal vescovo mons. Carlo Bertuzzi, il quale lo nominò in pari tempo cappellano della Confraternita del Suffragio e Mansionario della Cattedrale. Successivamente don Feliciano ricoprì anche altre cariche tra le quali quella di economo della parrocchie di Fiamenga, Cave e Maceratola. Fu parroco di Fiamenga per 16 anni. Nella Grande Guerra fu nominato cappellano militare. Seguì i reparti al fronte dal 1915 al febbraio 1918 quando venne trasferito all'ospedale militare di Foligno. Fu pure redattore del bollettino ufficiale della diocesi folignate. Nel 1927 fu nominato Canonico del Capitolo Cattedrale di Foligno e fu insegnante di storia presso il Seminario locale. Il 24 gennaio 1931 fu nominato dal Comando Generale della M.V.S.N. cappellano militare della 103a Legione di stanza a Foligno con il grado di Centurione e nell'aprile dello stesso anno fu insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia. Il 28 maggio 1932 celebrava il Giubileo sacerdotale (4). Nel 1936 partì volontario come cappellano militare per la campagna d'Etiopia (1935-1936) e nel 1940 per la campagna d'Africa Settentrionale dove prendeva parte a varie imprese belliche portando il conforto della fede ai soldati impegnati nei combattimenti. Don Feliciano fu insignito di numerose decorazioni. Per le sue benemerenze ricevette l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Coloniale e della Croce al valor militare. Nel 1950 fu promosso alla Dignità capitolare di Primicerio della Cattedrale. Cultore di storia locale ed ecclesiastica, don Feliciano Marini è autore di alcune opere a stampa tra cui "I ricordi di un cappellano militare" (1923), "Fiamenga e le sue chiese" (Foligno 1927) e "I vescovi di Foligno. Cenni biografici"(Vedelago-Treviso 1948). Don Feliciano Marini Mori nel 1951. Presso la Biblioteca Jacobilli di Foligno è conservata una interessante collezione numismatica dono del prelato folignate.
Don Feliciano Marini
RICORDI DI UN CAPPELLANO MILITARE
con illustrazioni Società Tipografica "Leonardo da Vinci", Città di Castello .1923 (5)
A chi legge
I. Partenza per il fronte. Le Prealpi cadorine. Prime impressioni di guerra. Cortina d'Ampezzo. Anno 1915-1916
Maggio.
12.Quest'oggi mi è stato consegnato il foglio di precetto per il richiamo alle armi, come soldato della IX Compagnia di Sanità a Roma (6). 14. Dopo numerose manifestazioni di affetto e di dolore per la mia partenza, da parte dei miei parrocchiani (7), mi sono diviso da essi e dalla mia famiglia, per recarmi dove mi chiama il dovere di cittadino.
15. Giunto a Roma mi son recato al Celio, presso l'Ospedale Militare, dove insieme con gli altri richiamati, ho indossato la divisa della Patria lasciando quella della Chiesa, rimanendo però nell'animo soldato dell'una e dell'altra. Sono con me diversi altri Sacerdoti e Religiosi, che seguono la mia stessa sorte (8).
17.Verso le 17,30, dopo un tragitto di 4 km. fatto a passo militare con lo zaino affardellato, partendo dal Celio, siamo giunti alla stazione di Portonaccio, per essere avviati con un treno speciale alla frontiera, non ancora però dichiarata zona di guerra. Qui parenti ed amici, che salutano i partenti con malcelati sentimenti diversi. Ci fermiamo ad osservare il nostro Cappellano, che per la circostanza veste calzoni lunghi, stiffelius (9) e cappello a cencio. In generale, grande allegria, morale sollevato e ardite speranze. Circa le 19 e mezza si parte con l'animo tranquillo, col solo pensiero e con la sola speranza, che il Signore ci aiuterà in ciò che ci sta preparato, poichè facciamo ora parte dell'Esercito d'Italia, che forse dovrà combattere per una giusta e santa causa. Ripensando alla mie parrocchia, alla buona gente che rimaneva senza pastore, al nuovo compito che Iddio mi offriva, non ho potuto fare a meno di ripetere: Fiat voluntas tua!
19. Siamo arrivati a Conegliano verso l'aurora, dopo un viaggio di due notti e un giorno. Abbiamo percorso la linea Roma-Firenze-Bologna-Padova, e nel complesso il viaggio, a parte i vagoni bestiame nei quali ci hanno caricati, è stato gaio e divertente assai. I soldati hanno cantato e scherzato per tutta la strada. In ogni stazione, in ogni passaggio a livello, dappertutto feste di popolani, che ci regalavano fiori, applaudivano e salutavano al nostro passaggio. Aggiungi la pittorica poesia della ridente campagna in pieno sviluppo, con le sue messi ancora verdeggianti, con gli alberi in fiore, con la sua magnifica varietà, caratteristica del nostro bel suolo, che tante appetitose brame suscita sempre in tutti gli stranieri, amici e nemici.
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