Musei

* Esposizione permanente sulla GG al Lido di Venezia     * Museo della G.G. 1914-18 al Passo Fedaia, Marmolada

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Museo reperti bellici di Capovalle

   

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Il Museo di Caporetto

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Piccolo Museo della G.G. di Sappada

   

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Museo del Sacrario di Asiago

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Museo della G.G. in Marmolada

   

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Museo del Sacrario del Montello

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Mauthen:Museum 1915/1918

   

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Maria Dolens, la campana della pace di Rovereto

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Museo Cimeli Storici Redipuglia

   

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Museo del monte S.Michele

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Museo storico della Guerra 1915-1918-Roana/Canove(VI)

   

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Museo storico del monte Grappa

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Museo Storico Italiano della Guerra - Rovereto

   

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Museo della G.G. di Maserada di Piave (TV)

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Il Museo della Guerra bianca in Adamello - Temù

   

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Museo del Forte Belvedere - Gschwent

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Museo della Guerra 1915-1918 - Timau

   

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Museo Storico Militare Forte di Punta Corbin

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Ex Caserma "G. Macchi " al Passo MonteCroce Carnico.

   

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Museo della G.G. al Forte Tre Sassi in Valparola

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Il Piccolo Museo 1915/1918 ''Roberto Favero''

   

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Museo della Grande Guerra di Gorizia

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Museo di Pejo 1914.1918 La guerra sulla Porta

   

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Piccolo Museo Spontaneo sul Pasubio

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Museo del Piave di Caorera di Vas

   

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Museo "Generale Francesco Stazza"

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Museo Storico del Combattente

    * Museo delle Battaglia dei "Tre Monti" a Sasso di Asiago
* Museo "Fondazione 3 novembre" al Pian delle Fugazze     * Museo di Forte Strino
* Museo della vita quotidiana di Vigevano: Sez. Grande Guerra     * Museo storico militare di Forte Marghera
* Museo Zenobi     * Collezione Rovini
* Museo civico storico di Palmanova     * Museo del recuperante in Val Brenta
* Museo della Grande Guerra" di Pasquale Ivano a Salcedo (VI)     * Museo Nazionale Storico degli Alpini (Trento)

Esposizione permanente sulla GG al Lido di Venezia

L'esposizione pemanente sulla Grande Guerra dell'Associazione Storica Cimeetrincee trova la sua collocazione al primo piano della palazzina d’entrata del Tiro a Segno di S.Nicolo' del Lido di Venezia.
Inaugurata l’11 Aprile 2010 l'esposizione è stata insignita con la Medaglia di Rappresentanza dal Presidente della Repubblica Italiana . La sala principale oltre a dei pannelli esplicativi sulla storia della Grande Guerra ospita una esposizione fotografica sulla Grande Guerra in generale e sulle ricerche che l'associazione porta avanti, come le foto Ora e allora dei campi di battaglia. Dalle ampie finestre aperte verso Venezia è possibile ammirare il Forte di S.Andrea, con il suo bacino dove durante la Grande Guerra trovavano riparo gli idrovolanti italiani, e nelle giornate limpide il non lontano monte Grappa. Una sala è dedicata a documenti e reperti in gran parte recuperati  sui campi di battaglia, che provengono da donazioni o fanno parte delle collezioni dei soci dell’associazione Cimeetrincee. Un'altra sala oltre ad esporre altri documenti d'epoca soprattutto dedicati a singoli soldati, e in gran parte donati dai parenti, propone di volta in volta una mostra a tema per cercare di illustrare più completamente possibile i vari aspetti della Grande Guerra. Una saletta video permette inoltre di assistere,comodamente seduti, a rari filmati d'epoca originali o documentari vari, oltre che poter vedere esposta alle pareti una mostra fotografica sui bombardamenti subiti dalla citta' di Venezia durante la Grande Guerra e una vasta raccolta di diplomi e attestati, anche dell’800, in riferimento alle attività del poligono.
Orari e giorni di apertura: Giovedi e Sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 Domenica Dalle 9.00 alle 12.00 o su appuntamento telefonando al 3205681304. Nel mese di Luglio solo su appuntamento e chiusa il mese di Agosto. L'entrata e' libera
 

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Museo della Grande Guerra 1914-18

al Passo Fedaia, Marmolada

Il Museo privato della Grande Guerra 1914-18 di Passo Fedaia in Marmolada, è stato recentemente ristrutturato e ampliato ed è facilmente raggiungibile con l’auto sia da Canazei (13 Km) che da Malga Ciapéla (9 Km). I pullman trovano parcheggio a 100 metri dal Museo, vicino alla diga artificiale del Fedaia. La mostra presenta una notevole collezione di reperti bellici in perfetto stato di conservazione oltre a fotografie d’epoca, cartine e spiegazioni. I reperti provengono in gran parte dal ghiacciaio della Marmolada e i ritrovamenti sono stati possibili a causa del disastroso ritiro subito dal ghiacciaio stesso, il quale, dopo essere stato geloso custode di quanto abbandonato dai militari, restituisce poco alla volta i miseri ricordi di quel tragico periodo. Arricchisce il tutto un’ampio e fornito book shop specializzato con pubblicazioni, videocassette, CD, CD Rom, Dvd, cartine esplicative ecc.; la visita è accompagnata da canzoni di guerra degli alpini e in una delle salette è possibile visionare filmati originali della Guerra 15-18. Il responsabile del Museo, con preventivi accordi e in base alla propria disponibilità, (per gruppi con più di 20 persone), può introdurre gli ospiti al Museo con una spiegazione descrittiva della Guerra nella zona della Marmolada, con particolare riferimento alla “Città di Ghiaccio”.

Periodo di apertura: da fine maggio a fine settembre.
Orari minimi : 10.00-12.00 / 14.00-17.00 (possono subire variazioni).
Giorno di chiusura previsto: martedì.
Biglietto d’entrata: € 4,00 a persona con riduzioni per gruppi, bambini sino ai 12 anni e anziani oltre i 70 anni.
info: Andrea De Bernardin cell. 347.7972356 / 0462.601181
Clicca sulle immagini per ingrandirle

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Piccolo museo della Grande Guerra di Sappada

Il Piccolo Museo della Grande Guerra, sito in località Cascatelle - Borgata Mülbach - Sappada (BL) raccoglie cimeli e documenti sui fatti d'arme della Prima Guerra Mondiale che si svolsero sul fronte del Comelico e Sappada che, nonostante non furono di importanza tale da mutare le sorti della guerra, lasciarono sul territorio numerose tracce a testimonianza di tali eventi: scavi, trincee, gallerie e fortificazioni e un vasto numero di reperti.. Scopo degli ideatori di questo museo, Emanuele Pachner di Sappada (BL) e di Francesco Pomarè di Campolongo di Cadore (BL), è, oltre che quello di onorare il territorio, da cui ha origine il Piave, fiume sacro alla Patria, ricordare gli uomini che loro malgrado si fronteggiarono su queste montagne. L'obiettivo principale del museo è quello di dare una chiave di lettura ai vari manufatti e reperti in esso raccolti per ricordare come era la vita dei soldati sul fronte dolomitico, a cui già l’asprezza della natura rendeva durissima la semplice sopravvivenza anche in assenza di combattimenti. La realizzazione di questo museo è stata possibile grazie alla comune passione storico- collezionistica dei due fondatori, al sostegno dato dall’Amministrazione Comunale di Sappada (BL) e di varie Associazioni presenti sul territorio, coì come altrettanto determinante è stata la sensibilità e la disponibilità dimostrate dalle persone sia a livello locale che a livello nazionale con le loro donazioni di reperti. Particolare interessante è la parete esterna posteriroe dell'edificio che ospita il museo, dipinta con un murales raffigurante episodi della Grande Guerra ad opera dell'artista pordenonese Pierantonio Chiaradia.

apertura stagionale estiva - ingresso libero

per informazioni telefonare all'ufficio Turistico di Sappada (0435 469131 )

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Museo Storico Militare Forte di Punta Corbin

All'interno del forte è custodito un piccolo ma interessante museo curato negli anni da appassionati e studiosi della Prima Guerra Mondiale. Sono conservati reperti bellici rinvenuti durante i lavori di pulizia del forte, donazioni o recuperi dai campi di battaglia dell'Altopiano. Di particolare interesse sono un frammento di cupola, l'unico esistente, in acciaio dello spessore di 14 cm, un portello corazzato, le chiavi originali del forte, i cuscinetti a sfera per la rotazione delle cupole, oltre a una serie di oggetti personali utilizzati dai soldati del presidio; e ancora bombe a mano italiane ed austriache, baionette, proiettili di cannone e bossoli, elmetti di vario tipo, documenti e foto d'epoca. Il forte è visitabile con l'acquisto del biglietto d'ingresso presso il bar del forte,ed è aperto tutti i giorni dal 01/07 al 31/08 e tutte le domeniche dal 01/09 al 30/11 e dal 01/04 al 30/06

IL  FORTE CORBIN  E' DI PROPRIETA' DEL SIG. SEVERINO PANOZZO .I TITOLARI DI FORTE CORBIN RISPONDONO AI SEGUENTI NUMERI TELEFONICI:0445-623158 E 368-227954

Indirizzo: Forte di Punta Corbin, Treschè Conca di Roana (VI)

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Museo della Grande Guerra al Forte Tre Sassi in Valparola

Il museo della Grande Guerra trova la sua appropriata sede nel Forte Tre Sassi al passo Valparola, tra il passo Falzarego e la Val Badia. Il forte fu costruito dall'esercito austro-ungarico tra il 1897, inizio lavori, e il 1901. Nel 1910-11 il forte fu modoficato per aggiornarlo agli ammordenamenti dell'arte militare nel frattempo sopravvenuti. Allo scoppio della guerra era dotato di 2 cannoni M.98 da 8 cm, cannoni piccoli da feritoia e 2 cannoni M.98 da 6 cm. Per la difesa ravvicinata aveva 4 mitragliatrici pesanti e 36 feritoie con affusti per fucile e mitraglia rivolti verso il Sief, Col di Lana e il passo Falzarego, oggi ottimi punti di vista verso le montagne che lo circondano. Poteva alloggiare una guarnigione di 110 uomini e 4 ufficiali che prestavano servizio nelle postazioni in trincea a sbarramento del passo. Il 5 luglio 1915 fu colpito da alcuni proiettili da 210 e 260 che ne perforarono la copertura e lo resero inutlizzabile, anche se fu comunque illuminato di notte per tutto il mese di luglio costituendo un falso bersaglio per l'artiglieria italiana. Il museo di proprietà della regola di Cortina è gestito dalla famiglia Lancedelli, che, recuperanti per tradizione familiare, hanno contribuito in massima parte all'allestimento del museo. Nelle stanze del forte sono raccolti oltre che le consuete armi ed equipaggiamenti dei soldati, molti oggetti d'uso quotidiano sul fronte dolomitico, come una coloratissima raccolta di scatolette di carne e altri generi alimentari. Pezzo forte del museo è un proiettile da 305 ,sezionato in tre pezzi, sparato da un mortaio Skoda posizionato in Armentarola (val Badia) e ritrovato inesploso dai Lancedelli in zona Col dei Bois (Tofane). Il museo del forte fa parte del più vasto museo all'aperto della Grande Guerra conprendente anche la zona del Lagazuoi e delle 5 Torri.

Per ulteriori informazioni : www.cortinamuseoguerra.it

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Museo della Grande Guerra in Marmolada

A 3000 metri è il museo più alto d’Europa e si trova al centro della Zona Monumentale Sacra, a pochi passi dal ghiacciaio della Marmolada e dalle postazioni di guerra italiane e austro-ungariche, perfettamente agibili e visitabili durante il periodo estivoA 300, dove dal 1915 al 1917 migliaia di soldati si affrontarono in condizioni climatiche proibitive. L’origine del museo risale al 9 giugno 1990 quando venne inaugurato per la prima volta, all’interno della stazione di arrivo della funivia a Serauta, su volontà del dr. Mario Bartoli e del dr. Bruno Vascellari, due grandi precursori dei musei dedicati alla memoria dei Caduti nella Grande Guerra, a cui ancora oggi è dedicato. Nel 2015, in occasione della commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, il museo è stato ampliato e ristrutturato ex novo con l’obiettivo di rendere la visita al museo un’esperienza dinamica, interattiva e coinvolgente, capace di far comprendere in modo approfondito le principali tematiche della guerra in alta montagna attraverso il punto di vista delle persone che ne furono coinvolte. Il visitatore viene idealmente preso per mano e guidato lungo un percorso multimediale e multisensoriale che parte dalla realtà d’inizio Novecento e prosegue nella quotidianità della guerra condotta in condizioni estreme tra rocce, neve, ghiaccio e temperature polari. Il filo conduttore di questo percorso è rappresentato da stralci di diario e lettere che descrivono il vissuto, l’interiorità e gli stati d’animo dei soldati. La sala multifunzionale annessa al museo si presta molto bene anche ad eventuali visite da parte di scuole, gruppi e persone appassionate e interessate all’argomento grande guerra e montagna. Visite guidate su richiesta Ulteriori attrazioni: Terrazza panoramica e Grotta della Madonna a punta Rocca. tel. +39 0437 522984 - visitmuseo@museomarmoladagrandeguerra.com

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Mauthen:Museum 1915/1918

Inaugurato nel 1922, è stato allestito dall'Associazione degli Amici delle Dolomiti ( Dolomitenfreund ), fondata nel 1973 dallo storico austriaco Walther Schaumann, che si occupa da anni del recupero e ripristino delle vecchie opere militari della Grande Guerra sulle nostre montagne con la creazione di veri musei all'aperto, come quello sul monte Piana e il Pal Piccolo. Il museo che si snoda lungo una superficie di oltre 600 mq, raccoglie moltissimi reperti ritrovati durante i lavori di recupero, mostra l'assurdità della guerra attraverso il destino dei semplici soldati e della popolazione civile di entrambi le parti in lotta, illustra il fronte dall'Ortles all'Adriatico con più di 1500 fotografie e documenti storici, con una ricca esposizione di oggetti e le ricostruzioni a grandezza naturale di una postazione in baracca e di un posto di medicazione in montagna. E' stato premiato come miglior museo austriaco nel 1993.

Per informazioni : Tel..0043/4715/8513-32

Indirizzo : A-9640 Kotschach-Mauthen, Postfach 18

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Museo Cimeli Storici Redipuglia

Al piano terreno della Casa "Terza Armata", con accesso diretto dal piazzale antistante, dall'altra pate della strada rispetto all'Ossario di Redipuglia, si trovano le sale dei cimeli storici della guerra 1915-1918. Sono due grandi sale in cui sono esposti interessanti cimeli di guerra raccolti per la maggior parte sul fronte giulio dove operò la Terza Armata. Si tratta di armi, mezzi, oggetti usati al fronte, ricordi vari di guerra. Una sala è dedicata alla Terza Armata, l'altra alla Marina e all'Areonautica, che operarono in quel settore e nell'Adriatico. Alle pareti delle due sale figura un'esauriente raccolta di carte, documenti, fotografie dell'epoca attraverso le quali il visitatore può seguire l'interessante periodo storico della guerra, dallo scoppio delle ostilità sino alla sua conclusione. Di notevole interesse anche la ricostrizione a grandezza naturale di parte di una trincea e di una postazione per mitragliatrice. In un ampio locale adiacente, inoltre, vengono proiettati documentari cinematografici della Grande Guerra tratti da filmati d'epoca ripresi sui campi di battaglia, integrati da una illustrazione verbale delle vicende belliche. Di grande interesse sono inoltre le sale dei ricordi dei caduti situate sulla cima dell'ossario, dove sono raccolte foto, documenti e oggetti appartenuti ai soldati che lì sono sepolti.

Indirizzo: Redipuglia, 34070 Gorizia
Tel. 0481/489024

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Museo storico della Guerra 1915-1918-Roana/Canove(VI)

Come tutti gli altri paesi dell'Altopiano di Asiago, zona di confine, anche Canove subì la violenza della Prima Guerra Mondiale. Terminato il conflitto le Comunità montane, duramente provate, iniziarono a poco a poco la paziente opera di ricostruzione dei paesi, ed è durante questa opera che, disseminati ovunque, affiorarono via via quelli che furono gli strumenti della guerra, le armi, le munizioni, gli oggetti più diversi appartenuti ai soldati di entrambi gli eserciti. Oggi di quanto recuperato restano i ricordi conservati nel museo. Qui sono conservati moltissimi esemplari di granate, fucili di vari modelli e nazionalità, armi individuali, una ricca serie di pinze tagliafili oltre a borracce, elmetti e gavette e molti altri oggetti tipici della guerra di posizione, quali pompe per l'acqua, fornelli da trincea, filo spinato e reti da mascheramento. Il museo raccoglie inoltre oltre 1000 fotografie, una bellissima serie di riproduzioni delle tavole del Beltrame che la Domenica del Corriere emise nel 1965 in occasione del 50° anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia e che fu gentilmente donata. Data la gran quantità di materiale raccolto il fabbricato che inizialmente era progettato su 2 piani, è stato ampliato con un'ulteriore sala di 200 mq. Per un totale visitabile di 600mq. Un reperto importante avuto per una fortuna irripetibile, è stato un proiettile da 420 mm. austriaco sparato sull'Altopiano dal cannone Barbara piazzato a Serrada (Trento) e rinvenuto inesploso. È il più grosso calibro usato in questa zona: misura 420 mm. di diametro, m. 1,60 di altezza, pesa q.li 13 e conteneva Kg. 70 di esplosivo. Il museo ospita all'esterno anche una mina antinave ed un cannone contraereo.

Indirizzo: Via Roma, 30 - Canove (Vi)

Orario : dal 15 Giugno al 15 Settembre aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19; il resto dell'anno su prenotazione . Tel 0424692212

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Museo Storico Italiano della Guerra - Rovereto

Il museo, uno dei più famosi in Europa, trova il suo sviluppo dentro le stanze del castello che sovrasta la città. Tralasciando le sue prime vicende storiche, durante il conflitto di cui ci interessiamo, nel suo fossato venne piazzato uno di due mortai da 305 mm della 20° batteria del 2° Schwere Artillerie Regiment (S.A.R.) che bombardavano coi loro colpi le postazioni italiane sullo Zugna. Immediatamente dopo l'armistizio, il castello venne adibito a ricovero dei prigionieri austro-ungarici che per riscaldarsi durante il duro inverno 1918-19, svelsero e bruciarono tutti gli infissi e i pavimenti in legno, lasciando alla città l'edificio in rovina. Dopo la guerra fu deciso di adibire il castello restaurato a sede di un erigendo Museo Storico, funzione che svolge tuttora. Il museo si articola in 30 sale o sezioni con una vasta raccolta di armi, documenti, cimeli, divise, che illustrano esaurientemente gli aspetti bellici e militari attraverso i vari periodi storici. Particolarmente rappresentata è l'evoluzione tecnologica delle armi, dalle selci scheggiate e levigate dei tempi preistorici alle sofisticate mitragliatrici ed artiglierie della seconda guerra mondiale. Parte integrante delle collezioni è anche il parco delle artiglierie, nel fossato del castello, dove si può ammirare l'imponente mortaio Skoda da 305/ 10 mod.11. Un ampio spazio è dedicato ai cimeli della Grande Guerra.

Indirizzo: Via Castelbarco, 7 - 38068 Rovereto (TN)

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Il Museo della Guerra bianca in Adamello - Temù

Il Museo della Guerra Bianca in Adamello nasce a Temù (BS) in Alta Valle Camonica, per opera di alcuni amici, con il contributo di alcuni esperti quali lo storico Luciano Viazzi nel 1977. Sotto l’attenta guida di Sperandio Zani (Spera), combattente per quattro anni in Adamello il museo diventa una presenza viva e in continuo movimento.. Non va dimenticato che la strategica collocazione del paese, porta di accesso naturale all’Adamello, ne aveva fatto, durante il primo conflitto mondiale, sede e punto di partenza di tutti i rifornimenti e delle operazioni belliche sulle varie linee avanzate del fronte. Il Museo è costituito da tre sale, messe a disposizione dall’Amministrazione comunale di Temù, per una superficie complessiva di circa 140 mq. Nella sala d’ingresso l’attenzione è attratta da due grandi scaffalature in cui sono ben disposti i proiettili d’artiglieria. Essi costituiscono il vanto del Museo in quanto, con gli oltre 150 tipi diversi, viene coperto quasi totalmente il campionario dei proiettili utilizzati sul fronte dell’Adamello, rappresentativo di tutta la gamma di proiettili italiani e austriaci usati sull’intero fronte italiano durante la Grande guerra. In un angolo è stata realizzata una baracca sullo stile di quelle esistenti in Adamello, all’interno della quale hanno trovato collocazione gli attrezzi da cucina: stufe, gavette e quant’altro abbia riferimento allo specifico settore del vettovagliamento A destra, una piccola biblioteca contiene numerosi volumi sulla prima guerra mondiale e sulla guerra in Adamello in particolare. Nei corridoi di accesso alla seconda sala è sistemato, in appositi quadri, buona parte del materiale fotografico che ci porta idealmente sui luoghi della guerra, tra le trincee, sulle passerelle appese nel vuoto, tra i camminamenti, e ci consente di avere un’idea completa di come si svolgesse la vita al fronte, a temperature che raggiunsero anche i 40 gradi sotto zero, dove era difficile sopravvivere alle avversità atmosferiche prima ancora che al fuoco del nemico. Nella seconda sala sono conservati, in apposite bacheche, i vari tipi di bombe a mano sia italiane che austriache, fucili, mitragliatrici e oggetti di ogni tipo recuperati in trincea. L’angolo più suggestivo è però quello dedicato alle slitte. Ve ne sono di vario tipo, recentemente recuperate, trainate dai muli e dai cani e rivelatesi indispensabili per rifornire di viveri e materiali le postazioni disseminate lungo il vasto ghiacciaio del Pian di Neve che, diversamente, avrebbe costretto all’impiego di centinaia di uomini.Nella terza sala, oltre a pistole e fucili, sono collocati alcuni manichini con uniformi d’epoca e altro materiale fotografico. In un angolo è inoltre collocato un apposito apparecchio televisivo sul quale vengono proiettati documentarj e filmati riguardanti il tema della guerra in Adamello.Il Museo viene gestito dall’Associazione Amici del Museo della Guerra Bianca in Adamello.

Per ulteriori informazioni www.museoguerrabianca.it

E-mail info@museoguerrabianca.it

Apertura ed orari Da fine Giugno a inizio Settembre e durante le festività natalizie e pasquali tutti i giorni dalle 17.30 all19.30. Altri periodi a richiesta

Ingresso libero il museo si sostiene con il contributo dei visitatori

Indirizzo Via adamello 1, 25050 Temù (BS)

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Museo della Guerra 1915-1918 - Timau

Il museo testimonia le drammatiche vicende che videro la Carnia fronte della prima guerra mondiale, attraverso numerosi reperti bellici italo-austriaci, migliaia di documenti inediti di straordinario valore storico, fotografie e armament. materiali recuperati sopratutto nelle vicine postazioni del Passo di monte Croce Carnico. Fra i tanti sono particolarmente interessanti: un cannone "Skoda" del 1915, grossi proiettili di artiglieria, una palla di cannone dell'esercito napoleonico, ogive, bombarde, monete e cartoline del tempo. In due sale sono esposti i cimeli delle portatrici carniche che, volontarie adibite ai rifornimenti, rappresentavano un indispensabile supporto per chi combatteva.

Per informazioni : Tel. 0433-779168 / 779292 / 800-249905

Indirizzo: Ex Scuola materna , Timau-Paluzza

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Ex Caserma "G. Macchi " al Passo MonteCroce Carnico.

Posto all'interno dell'ex caserma della finanza " G.Macchi" al Passo Monte Croce Carnico, il museo raccoglie sopratutto immagini della zona del fronte dell'alta Carnia e alcuni graffiti originali ritrovati e recuperati nella zona del Pal Piccolo, Freikofel, Pal Grande. Il supporto audiovisivo e la numerosa raccolta di immagini si rivelano interessanti ed utili come introduzione ad una visita al più completo museo di Timau .

Per informazioni : Tel. 0433-779168 / 779292 / 800-249905

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Il Museo di Caporetto

Il Museo di Caporett ha la sua sede in un edificio monumentale che è Casa Masèra. Si affaccia su una minuscola piazza armoniosamente inserita nel centro storico del paese. Il museo si sviluppa su tre piani con ben 12 sale , nominate in base al materiale esposto : Sala del Monte Nero, Sala nera, Sala delle retrovie...e così via. Subito all'entrata le due pareti laterali con il loro significato simbolico ci introducono in quello che sarà la nostra visita, da un lato un collage di 36 fotografie di combattenti (tra gli alti si riconosce Paolo Caccia Dominioni) e sulla parete diffronte 18 croci tombali recuperate da un qualche cimitero da campo, sono l'emblema del prezzo di sangue versato dai soldati durante il conflitto. Al primo piano troviamo la Sala Bianca dove sono raccolti cimeli e reperti che hanno a che fare con la guerra in alta montagna. La Sala Nera ci trasporta direttamente agli orrori della guerra: fotografie di caduti e feriti, la ricostruzione di un pezzo di trincea fangosa , gli elenchi dei caduti, costituiscono un fiero monito per l'umanità. Interessante la porta di legno proveniente dal carcere militare di Smast dove i prigionieri vi lasciarono scritte le loro imprecazioni contro gli uomini e i sistemi di potere che furono causa delle loro disgrazie. Nella Sala del Monte Nero troviamo un plastico della zona del massiccio del monte con dìsegnate le linee dei due contendenti, un altro grandeplastico lo troviamo al secondo piano ma raffigurante tutta la zona dell'Alto Isonzo,utile per capire come si svolse l'azione di sfondamento nel 1917 che portò alla rotta dell'esercito italiano. In questa sala troviamo anche la ricostruzione a grandezza naturale di un ricovero in caverna con un manichino di ufficiale degli alpini intento a scrivere a casa. Completano il museo altre sale tra cui quella dedicata alle retrovie, quella dello sfondamento e una sala per proiezioni audio-visive. Il museo è stato premiato nel 1993 come Museo d'Europa.

Il museo è aperto tutti i giorni

Gregorciceva 10

5222 Kobarid, Slovenia

per informazioni: tel./fax: ++386/65/85-055

 

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Museo del Sacrario di Asiago

Nei pressi dell’ingresso della Cripta-Ossario è stato allestito un museo in due settori dove sono esposti molti cimeli, raccolti sui campi di battaglia dell’altopiano, nonché documenti e fotografie dell’epoca che ci riportano una viva testimonianza degli aspri e sanguinosi combattimenti che vi si svolsero. Nel settore di sinistra sono illustrate le vicende belliche del settore montano, dall’Adige al Brenta, nei primi due anni 1915-1916 della guerra: dall’avanzata iniziale alla accanita difesa dei valorosi reparti che si sacrificarono sul Passo Buole, Pasubio, Novegno, Cengio, Zovette, Lemerle, Valbella, Meletta per bloccare, sull’ultimo diaframma montano, la grande offensiva austriaca nel maggio-giugno 1916. Nel settore di destra sono documentate le vicende del biennio 1917-1918 durante il quale la guerra condotta con molto accanimento da entrambi i contendenti si concluse con la disfatta dell’eserctio austro-ungarico. In particolare sono ricordati i disperati combattimenti sul Pasubio, i grandiosi lavori di organizzazione logistica e di rafforzamento delle difficili posizioni montane e l’olocausto delle eroiche truppe alpine nella battaglia dell’Ortigara.

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Museo del Sacrario del Montello

All'interno del Sacrario al piano superiore un piccolo museo presenta una piccola ma abbastanza varia esposizione di armi, reperti, fotografie e cartine sulla battaglia del Piave , rinvenuti nei pressi e in gran parte donati dalle famiglie dei caduti.

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Museo del monte S.Michele

Nelle tre sale del piccolo museo vengono riproposte le vicende collegate alle azioni che si svolsero intorno a questo importantissimo caposaldo.Diverse foto e alcuni cimeli, un plastico della sistemazione del monte dopo la conquista italiana permettono di ricostruire le prime sei battaglie dell'Isonzo in questo fondamentale settore del fronte. Allo stato attuale (aprile 2003) il museo si presenta a mio parere un pò' trascurato sia come manutenzione che come documentazione in rapporto all'importanza del luogo.Chiuso al Lunedì

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Museo storico del monte Grappa

Il museo ospitato in alcune sale della Caserma Milano nei pressi dei due ossari, presenta su due piani reperti, armi, oggetti provenienti dai campi di battaglia circostanti e da donazioni delle famiglie dei caduti. Interessante un pannello con le pallottole e i caricatori sezionate, usate per i fucili dei vari eserciti che combatterono in queste zone. Un Pc permette una visita interattiva alle zone di combattimento. Sulla sinistra del museo esiste anche una sala proiezioni di documentari e filmati d'epoca.

Giugno-Ottobre 9.00-12.00 / 15.00-18.00 , Novembre-Maggio 9.00-12.00 / 14.00-17.00

Per informazioni 0423.544840-0423.53101

Museo della Grande Guerra di Maserada di Piave (TV)

Il museo trova spazio in alcune sale del Palazzo del Municipio nella piazza centrale del paese di Maserada di Piave in provincia di Treviso. Ricco di reperti recuperati nelle zone limitrofe e donati da un recuperante del luogo, Giorgio Polo, alla cui passione e ricerca si deve anche il ritrovamento delle spoglie di un soldato Austro-Ungarico sulle rive del Piave, alcuni anni fa. Il museo segue gli orari d' ufficio, infatti si trova all' interno dello stabile del Comune, per visitarlo bisogna chiedere all' inpiegato di aprire la vasta sala espositiva . I giorni d'apertura sono il Martedì e il Giovedì.

foto di Massimo Pagnin

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Forte Belvedere - Gschwent

FORTEZZA AUSTRO-UNGARICA E MUSEO DELLA GRANDE GUERRA 1914-18

Lavarone – Trentino

La Fortezza

Progettato dal tenente del Genio ing. Rudolf Schneider, Forte Belvedere fu realizzato dal 1908 al 1912 su uno sperone di roccia calcarea a strapiombo sulla Valdastico a quota 1177 m.s.m.Tecnicamente la fortezza è realizzata in 6 blocchi scavati nella montagna: la Casamatta, la batteria in posizione avanzata, un’opera di controscarpa nel fossato e tre avamposti corazzati. Dal punto di vista dimensionale Forte Belvedere è una struttura tra le più grandi mai realizzate. Collaudato per resistere ai più pesanti bombardamenti, le sue strutture furono realizzate con coperture in triplo strato di putrelle di acciaio da 400 mm annegate in oltre 2 metri di colata di calcestruzzo. Così come le altre fortezze dell’altipiano, Forte Belvedere fu concepito per resistere in perfetta autonomia a bombardamenti che potevano durare fino a 100 giorni, disponendo anche di un acquedotto munito di potabilizzatore e di una centrale elettrica interna. Con una guarnigione di circa 200 uomini, sotto la direzione del comandante Anton Perschitz (sostituito poi da Fritz Trakl), ed un armamento costituito di 3 obici da torre da 10 cm e 22 mitragliatrici, seppe assolvere pienamente il proprio compito nonostante le perdite subite. Nel primo dopoguerra il forte passò nelle mani del Demanio che lo subaffittò per un lungo periodo al Comune. Diversamente dalle altra fortezze dell’Altipiano, per decreto regio di Vittorio Emanuele III, Forte Belvedere si salvò alla demolizione promossa dal governo fascista in tempo di autarchia. Nonostante ciò, nel novembre 1940 iniziò un parziale smantellamento dell’opera: furono asportate le cupole corazzate e lesionate le torri degli obici, fu estratto il primo strato di putrelle dalle coperture, asportato il rivestimento metallico del tetto e molte strutture furono lesionate. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il forte passò di proprietà alla Regione Trentino Alto Adige e dal 1966 ad un privato che con lungimiranza lo ripristinò parzialmente trasformandolo in un museo. 

Il Museo

Il museo all'interno del forte non è una semplice esposizione di reperti e fotografie, ma può considerarsi come un’aggiornata narrazione storica (con fotografie, reperti e oggetti vari) sulla Prima Guerra Mondiale, in grado di coniugare la storia locale con gli eventi e le problematiche generali del conflitto, che in alcuni punti non rinuncia a proporre al visitatore suggestioni e ambientazioni capaci di un’immediata riflessione sul concetto stesso di “guerra”. Il percorso del Museo di Forte Belvedere sviluppa, sui tre piani del Blocco casematte, tre distinti temi (necessariamente comunicanti) connessi alla realtà locale e internazionale della Grande Guerra. Le sale del pianoterra sono dedicate alla spiegazione delle origini e particolarità del sistema dei forti degli Altipiani e in particolare, in questo contesto, alla storia del Forte, dalle origini al suo recente restauro. Una sala del pianoterra è dedicata alla storia della comunità di Lavaron e nel corso del conflitto. Al primo piano sono delineate le operazioni militari e gli eventi bellici che videro protagonisti gli Altipiani, inseriti nel più ampio contesto della guerra italo-austriaca. E’ dato spazio alla storia di guerra del forte e della sua guarnigione, mentre una rilevante sezione espositiva è riservata alla guerra di montagna, la cosiddetta “Guerra bianca”. Il secondo piano è dedicato alle tematiche generali della Prima Guerra Mondiale. Si tratta di una sezione didattica che comprende le cause e una sintetica cronologia della guerra europea, con approfondimenti riservati alle modalità della guerra di trincea, alla vita quotidiana dei combattenti, alla “guerra industriale”, alla propaganda e alla memoria del conflitto. In questo contesto didattico e divulgativo, per sottolineare appunto i temi generali del conflitto, è stata allestita la ricostruzione dell’ambiente della trincea, in cui il visitatore si può rendere conto, per così dire dall’interno, degli spazi e delle condizioni di esistenza del soldato nelle prime linee. Oltre alla più consueta narrazione storica che si avvale di testi, immagini e reperti, il percorso museale sviluppa alcuni momenti simbolici, capaci di richiamare immediatamente il visitatore alla vita di guerra che si svolgeva nel forte e sul significato profondo del concetto stesso della guerra. La guerra è morte e distruzione, e la prima sala del percorso, un prato fiorito su cui stanno per cadere le bombe (“Subito prima”), rivela il suo vero significato al piano superiore, quando lo stesso prato si trasforma in un desolato campo di battaglia coperto dalla polvere e dai residuati dei proiettili (“Subito dopo”), in cui tutto è del “Colore della guerra”. La guerra è sangue e mutilazione dei corpi (corpi vulnerabilissimi “Senza divisa”) su cui i medici si affannano, spesso inutilmente; così l’Infermeria del forte recupera alcuni elementi del quotidiano lavoro dei medici e dei sanitari nel corso del conflitto: il tavolo delle operazioni, la barella insanguinata, il drappo che accompagnava l’ultimo viaggio dei caduti, a cui lo stesso forte dava temporanea ospitalità in anonime bare di zinco. In questi casi è il forte, “museo di se stesso” come si suol dire, che esibisce e svela le sue molteplici funzioni belliche, come ad esempio i cunicoli che portano alle casematte avanzate e al blocco batterie, o il ben individuabile sistema dell’osservazione ottica che, attraverso i residui di una rete di comunicazione semplice ma efficace (a lampi di luce), consente di rendersi visivamente conto della stretta connessione del sistema dei forti degli Altipiani. Altri luoghi suggeriscono la quotidianità della vita della guarnigione del forte, come la Cucina o una delle tante camerate, sinteticamente ambientata, con lettucci di ferro e strutture di supporto, proprio nella stanza colpita dalle artiglierie italiane nel 1916 e rattoppata dai soldati del forte con pietre e cemento. Per quanto riguarda l’esposizione, si è scelto di privilegiare l’aspetto simbolico e comunicativo dei reperti (divise, armi, residuati, oggetti, documenti, tutti originali del periodo 1914-1918) in relazione ai temi trattati nelle diverse sale del percorso museale. In questo modo, la narrazione storica s’intreccia alle suggestioni evocate dai diversi reperti e il contenuto che il Museo vuole offrire al visitatore ne risulta arricchito. Va infine detto che la gran parte dei reperti esposti provengono da recenti acquisizioni del Comune di Lavarone, che in questi ultimi anni ha provveduto ad arricchire le collezioni del Museo. I reperti acquisiti da collezionisti e privati e quelli provenienti dalle collezioni originarie del Forte sono stati restaurati per permetterne la conservazione e l’esposizione ottimale in piena sicurezza, in un contesto museale moderno, adeguato alle rinnovate esigenze di un pubblico che non cessa di riservare alle problematiche storiche del primo conflitto mondiale grande interesse e attenzione.

Orari:

dal 10.04.2004 al 30.06.2004 aperto dal martedì alla domenica orario: 10.00–12.00  14.30–18.00

dal 01.07.2004 al 30.08.2004 tutti i giorni orario: 10.00 – 18.00

dal 01.09.2004 al 1.11.2004 aperto dal martedì alla domenica orario: 10.00 – 12.00  14.30 – 18.00

Sempre aperto su prenotazione per gruppi in visita guidata.

Servizi offerti: Accesso facilitato per persone in carrozzella, Attività didattica, Caffetteria, Libreria, Pubblicazioni del museo, Shop, su prenotazione visita guidata.

Per uteriori informazioni www.fortebelvedere.org

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Il Piccolo Museo 1915-1918 ''Roberto Favero''

Il museo trova spazio all'interno dell' albergo S.Giovanni ai Colli Alti, sulle pendici del Monte Grappa. Il museo e' dedcato allo scomparso Roberto Favero, giovane ricercatore di testimonianze belliche. Oggi il fratello Luciano, con rinnovato entusiasmo, cura l'ampia collezione. Nelle bacheche si possono ammirare divise, buffetteria, elmetti, berretti, cinture, armi, distintivi, attrezzature usate in trincea, in battaglia o negli ospedali da campo. Interessanti anche gli oggetti personali come calamai, penne e accendini realizzati con bossoli di fucile, matite, anelli e bracciali ottenuti con lavorando materiali di artiglieria o bossoli in ottone. Numerose le pipe, i portasigarette, le medagliette, i pettini....I cimeli si riferiscono alle truppe di tutte le nazionalita' presenti durante l'ultimo periodo di guerra sui Colli Alti. Nelle vicinanze del museo e' visitabile una trincea didattica. Il museo e' sempre aperto in corrispondenza con l'apertura dell'albergo

Per informazioni : Tel. 0424.556008 \ 0424.808676

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Museo della Grande Guerra di Gorizia

Il museo trova la sua locazione nei sotterranei di Borgo Castello. Si articola in dieci sale dove la prima introduce il visitatore a prendere visione del quadro generale del primo conflitto mondiale , segue l'ambientazione di un campo di battaglia con due soldati di opposti schieramenti si trovano uniti nella morte su un terreno sconvolto dalle granate. Il percorso espositivo prosegue nelle successive sale seguendo sempre un percorso didattico seguendo un andamento tematico e cronologico degli eventi, non trascurando l-aspetto puramente museale con l'esposizione di divise, cimeli, armi e plastici esplicativi. Il museo presenta anche una vasta raccolta di documenti e cimeli del Generale Diaz, donati dalla famiglia negli anni ottanta. La fototeca custodisce in oltre oltre 10.000 lastre originali sia di fonte italiana che austriaca.

Per informazioni : Borgo Castello 13, Gorizia. Tel. 0481.533926 / 0481.530382

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Museo di Pejo 1914.1918 La guerra sulla Porta

Via Salita S.Rocco 1.

Per informazioni E.mail museopejo@virgilio.it

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Piccolo Museo Spontaneo sul Pasubio

Il piccolo museo spontaneo e' nato sul Pasubio grazie alla passione di due amici, Sergio e Giampietro che in molti anni di escursioni su questo monte hanno raccolto tutti i cimeli qui conservati.

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Museo del Piave di Caorera di Vas

Il museo, da poco ristrutturato, raccoglie una vasta collezione di armi individuali e di reparto, piante, mappe, documenti, lasciti e donazioni della famiglia Rommel, materiale appartenente alla fotoricognizione avversaria, fra cui una foto, risalente al 1918, della stazione ferroviaria di Istrana e aree limitrofe e di altrettanto valide foto analoghe relative agli scali ferroviari di Montebelluna e Castelfranco (quest' ultima con ben evidenziato il tracciato del Campo Trincerato) e ai campi di battaglia di Nervesa e altre zone del Montello, e praticamente di tutta l'asta del Piave. Fra le altre cose il museo ospita una collezione di ritratti di soldati italiani e ungheresi fatte da artisti austroungarici e in ampie bacheche, ambientate adeguatamente,  manichini con divise accuratissime e in ottime condizioni, compreso un pilota italiano con a fianco un' elica bi-pala lignea. Comode le ampie sale e interessante la guida reperibile a soli 3 euro. Il museo è aperto attualmente tutti i sabati e le domeniche dalle ore 15 alle ore 18. Per eventuali altre informazioni vedere www.museodelpiave.it. Associazione Museo del Piave, Piazza Caorera 18 - 32030 Caorera di Vas (Belluno) Tel. e Fax 0439.789009 - Tel. 0439.787060 - Tel. e Fax 0439.788014 E-Mail: info@museodelpiave

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Museo naturalistico/storico e di documentazione "Generale Francesco Stazza"

Creata alla fine dell'ottocento dl generale Francesco Stazza, la raccolta è tuttora privata. La raccolta prevalentemente ornitologica, comprendente oltre 400 specie di volatili sardi ed eritrei, raccoglie documenti storici ed oggetti relativi alla campagna d'Africa del 1896, alla Prima guerra mondiale e documenti relativi alla storia locale. La raccolta si trova in Via Tola 1, Tempio Pausania (OT) Visitabile a richiesta e su appuntamento. Ingresso gratuito. Per informazioni stazzaluigi@libero.it

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Museo Storico del Combattente

Il Museo si trova nella stessa sede dell'Ass.Naz. Combattenti Reduci di Palazzolo Milanese, nel centro storico, adiacente agli edifici parrocchiali. Dopo diversi anni di ricerche, recupero di vari oggetti, reperti e documenti storici, e' stato ufficialmente inaugurato in occasione del 4 Novembre 1997, alla presenza di autorita' religiose, civili e militari. Il Museo e' stato dedicato alla memoria ed al perenne ricordo di tutti coloro che ovunque , senza distinzioni politiche ne' religiose, hanno dato la vita per la patria e per la Liberta', con uno scopo ben preciso: ricordare in modo particolare ai giovani, quanti sacrifici e lutti porti la Guerra, nella speranza che simili sciagurate esperienze di morti, dolori, sacrifici e di sofferenze mai più si ripetano. Per i visitatori deve essere un momento di meditazione e di riflessione, affinchè il passato non venga dimenticato. All'interno del museo sono custoditi girca 300 documenti, reperti e oggetti appartenuti ad ex-combattenti. Bandiere di diverse epoche, giubbe,divise, elmetti, cappelli, bustine, piastrine di riconoscimento, telefoni da campo, maschere antigas, una bicicletta da bersagliere mod.1915-1918, un paracadute funzionante, una sciabola d'epoca garibaldina, un moschettto '91 con baionetta, diplomi, medaglie, riconoscimenti vari. Medaglie , fotografie ed altri documenti dalla Rivoluzione Francese alle recenti missioni di pace del XX e XXI secolo. Uno spazio e' dedicato alla Resistenza e ai campi di sterminio. Una raccolta di giornali storici del XX secolo, della Repubblica Cisalpina, della Rivoluzione Francese e del Risorgimento. Ricordi dal fronte della prima guerra mondiale. Importanti documenti sulla tragedia di Hiroshima. Uno spazio e' dedicato alla Crocerossina Cristina Luinetti e alla giornalista Ilaria Alpi uccisa in Somalia, e uno ai Cappellani Militari caduti in Guerra

Orario visite : Tutte le domeniche: dalle 15.30 alle 17.30 e su appuntamento tel. 02/9182220 -335/206052 Ingresso libero - visite guidate a scolaresche

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Museo delle Battaglia dei "Tre Monti" a Sasso di Asiago

Un piccolo ma ordinato museo con molti reperti, la maggiro parte raccolti nella zona che nei primi mesi del 1918, fu teatro della famosa battaglia dei tre monti, Col del Rosso, Col d'Ecchele e il Valbella.Curatori del museo sono Gian Angelo Rossi e Guido Baù.

Per visite con guida e informazioni tel. 0424.690018

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Museo "Fondazione 3 novembre" al Pian delle Fugazze

Il museo, recentemente restaurato e rinnovato nell'esposizione è ospitato in alcune sale della Casa della I Armatanei pressi del Sacrario. L'esposizione curata dai responsabili dell'Associazione "3 Novembre" fondata nel lontano 1919, presenta prezioso materiale donato dalle famiglie dei generali Pecori Giraldi e Papa. Attualmente sono diponibili alla visita solo due sale, in una delle quali si trova un bellissimo plastico interattivo, del massiccio del Pasubio.

Attualmente sono previste solo visite guidate su prenotazione al n° tel. 0445.593011

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Museo di Forte Strino

foto di Fabrizio Pacchioni

All'interno del Forte Strino è allestito un percorso museale dedicato alla guerra sui ghiacciai dell'Adamello e dell'OrtIes, la cosiddetta "Guerra Bianca". Attraverso materiale fotografico, documentario, video e reperti bellici sono riportati  fatti d'arme e i numerosi e documentati momenti di reciproco aiuto fra le truppe italiane e quelle austro-ungariche che avvennero su questo fronte.

Aperto dal 20 giugno al 20 settembre - Giugno, luglio, settembre 9.30 - 12.30 / 14.30 - 17.30 - Agosto orario continuato 9.30 - 18.30
Biglietto d'ingresso: 3 Euro- Bambini fino ai 10 anni: ingresso gratuito
Ufficio Informazioni Vermiglio: Tel 0463.758200

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Museo della vita quotidiana di Vigevano: Sez. Grande Guerra

Presso il Museo della vita quotidiana, avente sede nel Palazzo Roncalli di Vigevano, dal 21 dicembre 2007 è stat aperta una nuova sezione permanente dedicata alla Prima Guerra Mondiale. Le vetrine allestite nella elegante sala Cotta Ramusino espongono un ricco repertorio di reperti e cimeli della Grande Guerra: uniformi, accessori, armi, strumenti, attrezzature, oggetti d'uso quotidiano, fotografie, cartoline, lettere, medaglie, documenti, giornali e riviste, tutto rigorosamente autentico, con molti oggetti rari, gran parte dei quali proveienti da scavi sul campo. Una raccolta di grandissimo fascino e di inestimabile valore stOrico e tecnico ma sopartutto umano. La mostra è basata fondamentalmente sui reperti e la collezione di un collezionista vigevanese, il sig. Daniele Porta Fusero, che in decenni di ricerca, scavi e restauri ha messo insieme materiale espositivo che per quantità e qualità può fare invidia a molti musei. La collezione è stata concessa in prestito permanente gratuito al Comune di Vigevano, in memoria dello scomparso genitore del collezionista, il signor Cipriano Porta Fusero. Naturalmente la sezione è aperta anche al contributo di altri collezionisti vigevanesi che volessero in futuro esporre propri reperti.

- CI E' STATO COMUNICATO CHE LA SEZIONE GRANDE GUERRA, COSI' COME QUELLA DELLA VITA QUOTIDIANA DI VIGEVANO, SONO STATE CHIUSE DAL 2010 -

HO RITENUTO OPPORTUNO MANTENERE LE FOTO E I TESTI PER SOTTOLINERARE L'OPPORTUNITA' PERDUTA DI POTER ESPORRE UNA COLLEZIONE COSI' NOTEVOLE COME QUELLA DEL SIG. FUSERO E QUINDI DARE UN CONTRIBUTO ALLA MEMORIA STORICA.

 

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Museo storico militare di Forte Marghera

Il comitato per la salvaguardia del museo storico militare di forte Marghera è nato tra i dipendenti del 5° reparto rifornimenti che al momento dell'abbandono della struttura da parte dell'amministrazione militare, hanno voluto con forza che questo piccolo segno della storia di Mestre non andasse perso. Il museo nato dalla passione di un piccolo nucleo di dipendenti è rimasto nascosto tra "i bastioni" , sconosciuto a molti cittadini che mai hanno sospettato la sua esistenza. Ora che l'amministrazione militare ha perso interesse per il plesso il Comitato ha per obiettivo che il museo non venga abbandonato e dimenticato, sorte che molte strutture militari hanno spesso subito e, per quanto possibile, possa divenire da subito fruibile da parte tutti. Nel museo ricavato all'interno di una ex casermetta difensiva sono raccolti diversi documenti sulla storia del forte, una vasta raccolta di armi lunghe, pistole, armi bianche, armi di supporto, sia della prima che della seconda guerra mondiale. In una stanza del museo sono conservati oggetti vari provenienti da trincee della prima guerra mondiale recuperati dal personale del 5° reparto rifornimenti in sede di bonifica del territorio oltre ad altri materiali a seguito degradazione dal servizio o per gentile concessione d'uso da parte di privati. Un'altra stanza raccoglie numerose foto dal fronte del basso Piave durante la prima guerra mondiale, facenti parte di una raccolta privata. Numerosi altri oggetti e documenti d'uso militare sono raccolti nelle altre stanze del museo. Nell'ampio spazio esterno dal forte sono esposti numerosi pezzi d'artiglieria. L'entrata è libera

Per informazioni sugli orari e i giorni d'apertura si consiglia di visitare il sito www.museofortemarghera.it

Museo Zenobi

Il Museo Zenobi fondato nel 2000 rientra nella categoria delle collezioni private visitabili. Tema della collezione è l'esercito Austro-ungarico dalla fine del risorgimento al 1918. La collezione è composta da oggettistica militare, uniformi, oggetti inerenti la propaganda, libri d'epoca, cartoline e quanto ancora possa dare l'idea di un epoca e di un esercito. Il curatore del museo, esperto di storia e autore di numerosi libri sulla Grande Guerra è Roberto Todero, che con questa sua collezione si propone sopratutto di ricordare i cosidetti "italiani d'Austria" provenienti dal territorio dell'allora litorale austriaco senza trascurare i croati e gli sloveni che militavano nell'esercito imperiale.

Indirizzo : San Dorligo della Valle Dolina (TS) Località Caresana 12
Ingresso gratuito. Per informazioni www.zenobionline.com

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Collezione Rovini

Le ex Scuole Elementari di Treschè Conca (Roana, VI) ospitano la Collezione permanente di reperti della Grande Guerra realizzata da Giancarlo e Stefano Rovini. La ricerca paziente ed appassionata svolta per oltre un trentennio sui principali campi di battaglia, ha permesso la raccolta e la conservazione di una cospicua mole di materiali e reperti: dai resti della vita quotidiana in trincea alle protezioni individuali, dagli attrezzi di lavoro alla interessante e completa esposizione tipologica di bombe a mano. Visitando l'esposizione si ripercorre la rapida evoluzione tecnologica delle armi e si percepisce con struggente efficacia il dramma umano dei tanti soldati sacrificati sul fronte della Grande Guerra.

La Collezione Rovini è visitabile dal 01/06 alla prima Domenica di Settembre negli orari 9,30-12/16-19 a Treschè Conca in Via Chiesa 180 (edificio ex Scuole Elementari). Entrata Libera

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Museo civico storico di Palmanova

Foto e testo di Flavio Faggian

Questo museo espone una serie di raccolte in cronologia a partire dalla fondazione della città stellata fino alla 1ª Guerra Mondiale. Palmanova, città fortezza, durante la Grande Guerra fino al 1917 fu centro di smistamento e rifornimento per i soldati che combattevano sul fronte dell’ Isonzo e dopo la disfatta di Caporetto, gli italiani in ritirata la distrussero e la bruciarono. Queste devastazioni sono visibili nelle fotografie esposte, assieme ad una piccola raccolta di cimeli. Il museo ha sede nel Palazzo Trevisan, Borgo Udine n° 4 – Palmanova (UD)  Tel. 0432 929106.

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Museo reperti bellici di Capovalle

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Museo della Grande Guerra" di Pasquale Ivano a Salcedo (privato)

Pasquale Ivano comincio' la sua collezione all'inizio dei primi anni '80 e continua tutt'ora, con grande passione a collezionare materiale alpino e militare della Grande Guerra. Il museo si trova a Salcedo in provincia di Vicenza, nella pedemontana a pochi passi dall'altipiano di Asiago, teatro di molteplici avvenimenti di quei tempi. Il museo è dislocato in 150 mq. La collezione varia dal materiale personale di ogni soldato, agli armamenti e vari manichini di tutti gli eserciti belligeranti. E' aperto tutto l'anno al pubblico con visite su prenotazione per gruppi culturali, scolaresche e privati con offerta libera. Il proprietario tra le altre cose produce teste in ceramiche porta elmetti e copricapi. Per informazioni e prenotazioni chiamare: Ivano cel. 347 2883867 o al 0445 888256 in ore pasti. E-mail: ivano.pasquale@gmail.com

 

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Museo del recuperante in Val Brenta

Si trova a San Nazario, località Carpanè. Museo poco conosciuto ma che presenta notevoli reperti esposti . L'entrata è gratuita.
Orario di apertura al pubblico: estate alla domenica, ore 15-18
Visita gruppi su prenotazione, in orario d'ufficio .Tel.: 0424 99906 (ma si può telefonare anche in Comune, a Valstagna)

 

foto e testo di Valerio Botto

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Museo Nazionale Storico degli Alpini

L'idea di costruire un complesso in onore del Corpo degli Alpini fu della Legione Trentina, con il sostegno del Comando Superiore delle Truppe Alpine e dell'Associazione Nazionale Alpini. La proposta fu accolta nel 1938 dal Governo Italiano che istitui la "Fondazione Acropoli Alpina". La dislocazione era prevista sul DossTrento (o Verruca), sede dei primi insediamenti locali, accanto al Mausoleo dedicato a Cesare Battisti. II primo progetto prevedeva la costruzione di un'opera importante, con una strada di accesso e un piazzale che dovevano completare il Monumento. La strada, iniziata nel mese di gennaio del 1940 dal Distaccamento Alpini della Verruca, costituito da Alpini delle 5 Divisioni Alpine, venne inaugurata nel giugno 1942. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, a causa dell'altissimo costo, la Fondazione rinuncio' al progetto iniziale, ma grazie al dono nel 1953 da parte del Comune di Trento di un‘ex polveriera austriaca, il 24 maggio 1956 fu posta la prima pietra del futuro museo. Il 15 marzo 1958, in occasione della 31a Adunata Nazionale degli Alpini a Trento, ebbe luogo l'inaugurazione Ufficiale. Una scalinata conduce aIl'entrata, vegliata da due cannoni da 47/32 e da un pezzo da 100/17. All'interno e' raccolta la storia del Corpo degli Alpini, dalla sua fondazione ai giorni nostri, mentre trofei, armi e cimeli sono esposti in nicchie e vetrine. Sulla parete d‘entrata, i ritratti del Generale Giuseppe Perrucchetti e di Cesare Battisti e la bandiera austriaca che un tempo sventolava su Trento. Un rialzo porta al Sacrario delle Medaglie d'Oro delle Truppe Alpine: sulla parete, l'opera di Paolo Caccia Dominioni raffigurante "La morte del Capitano" in ricordo del Capitano Giuseppe Grandi del Battaglione Alpini "Tirano", Medaglia d‘Oro al Valore Militare alla Memoria. Al centro troneggia un masso del Monte Grappa; alle pareti nomi dei decorati delle guerre dal 1896 al 1945, incisi su grandi lastre di marmo bianco; sopra, tutt‘intorno, la suggestiva rappresentazlone dei luoghi che furono testimoni delle gesta degli Alpini, anch'essa opera del conte Caccia Dominioni. Nella saletta e' conservato il trittico di Mario Urbani "Falchi e prede", dipinto in trincea nella Prima Guerra Mondiale; ai lati, due pezzi da montagna, il 65/17 e lo SKODA 75/13, che accompagno' gli Alpini durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella Sala Uniformi sono esposti una raccolta dello sci militare, uniformi e equipaggiamento delle Truppe Alpine, mentre il museo del Mulo raccoglie materiale di mascalcia e di equipaggiamento relativo al fedele compagno della vita dell‘Alpino fino a pochi anni or sono. II Museo possiede inoltre una ricca Biblioteca e un Archivio di alto valore storico, grazie ai quali visitatori e studiosi potranno sviluppare attivita di ricerca nel settore della storia militare con particolare riguardo a quella delle "Penne Nere". II 2 aprile 2008 si e costituita I‘Associazione "Amici del Museo Storico Nazionale degli Alpini", con lo scopo di sostenere l'attivita del Museo attraverso ricerche, pubblicazioni, eventi e convegni per divulgare la Storia del Corpo degli Alpini. Tra i soci ed i sostenitori vi sono l'Associazione Nazionale Alpini, il Comune di Trento e la Provincia Autonoma di Trento. II Museo sara grato verso coloro che desiderassero donare al medesimo documenti, pubblicazioni o cimeli storici di Guerra e tutto quanto puo' testimoniare la vita del Corpo degli Alpini.

Lunedi - Giovedi 9.00 - 12.15 e 13.30 - 16.30
Venerdi 9.00 -12.00
 

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