Nonni e parenti in divisa

- Schede -

A  
  Aguzzoli Prospero Nato a Reggio Emilia il 13 febbraio 1882. Caduto il 10 dicembre 1916 sul Carso, località imprecisata, per ferite riportate in combattimento. E' sepolto al Sacrario di Oslavia (GO)

Anghinetti Giovanni Nato il 27 febbraio 1881 aLanghirano, fraz. Riano. Sposato con Adele Piazza e padre di sette figli, il piu' giovane era nato nel 1913, il piu' vecchio aveva 15 anni. Nonostante avesse gia' 36 anni venne arruolato come soldato semplice nel 2" reggimento Artiglieria, 537a Batteria. Morto in seguito malattia contratta in prigionia. Infatti il suo atto di morte e' redatto in lingua tedesca e dice che la morte e' avvenuta presso il lazzaretto di guerra 131, vicino ad Udine, il 27 gennaio 1918. I suoi resti non sono stati traslati al paese natale, in quanto le autorita' locali dell'epoca non si sono preoccupate di comunicare la notizia della sua morte alla famiglia.

Averardi Renato Nato a Roma il 24 giugno del 1894. Era di leva quando insieme a tantissimi altri partì per il fronte per compiere il suo dovere di Italiano. Ha combattuto tutti gli anni del conflitto come fante nel 24° fanteria. Durante un'assalto ebbe il piede trapassato da una pallottola e la foto che lo ritrae,  il primo a destra della prima fila seduti, con altri commilitoni, "in uscita" dall'ospedale, e "pronto per un'altra volta".

Astorino Francesco, figlio di Vincenzo e Maria Murrone, nasce il 26 Gennaio 1884 a Longobucco (CS), e muore il 24 Aprile 1917 a Brentonico (Trento) per ferite riportate in combattimento ( palletta di shranpnel nella zona occipitale penetrante) durante la Grande Guerra. Viene sottoposto alla visita di leva, e viene rimandato a controllo successivo in quanto si riscontra "tumore alla milza per pregresse infezioni da malaria". In data 2 Luglio 1904 è abile arruolato in 1a categoria, e dichiara di non avere diritto alla 3a categoria. Chiamato alle armi e giunto il 31 Dicembre 1904. E' tale nel 10° Reggimento Artiglieria (Batteria) il 9 Gennaio 1905. Mandato rivedibile alla ventura leva in seguito a rassegna speciale il 23 Gennaio 1905. Congedato in seguito alla suddetta rassegna il 28 Gennaio 1905. Il 4 Maggio 1916 viene visitato dal Distretto di Castrovillari, dopo essere stato riformato in passato, e risulta abile arruolato, lasciato in congedo illimitato il 15 Luglio 1916, chiamato alle armi per mobilitazione e giunto. Tale nel 3° Reggimento Alpini, e giunto in territorio di stato di guerra il 26 Ottobre 1916. Egli è soldato del 3° Reggimento Alpini , 236a Compagnia, Val Cenischia. Al momento del ferimento si trovava di stanza presso il sottosettore Dossi sul Monte Baldo in Trentino (e non in Carnia come erroneamente scritto sul foglio matricolare), e viene trasferito presso il 137° Reparto Sommeggiato - Sezione Sanità - 37a Divisione presso Brentonico (TN) dove muore il 24 Aprile 1917, all'età di 33 anni. Lascia la moglie e tre figli minori. Inizialmente viene sepolto presso il Cimitero Militare di Brentonico, successivamente (tra il 1922 e il 1931) viene translato, dove riposa attualmente, presso l'ossario di Casteldante di Rovereto (TN).

Ascierto Giuseppe nato a S.Agata dei Goti (BN) il 21.4.1883, contadino, sposato e padre di tre figli, richiamato alle armi nel 12° Regg. Bersaglieri il 12.7.1916 e morto in combattimento sul Monte Vodice il 28.5.1917. I Suoi resti dovrebbero ritenersi collocati (come da comunicazione del Ministero della Difesa) fra quelli degli Ignoti del Sacrarario Militare di Oslavia.

Agosti Gaetano fu Vittorio Nato il 2 sett 1876 Pescarolo (CR) ha prestato servizio di leva nell'89' rgt fanteria dal 7 marzo 1898 al 13 settembre 1899. Richiamato alle armi il14 agosto 1915 nel 65' battaglione Milizia Territoriale e trasferito in zona di guerra fino al 1916. Nel 1917 viene trasferito nel 71' bat Mil. Ter. in zona di guerra , poi il 1' maggioi passa al 34' bat Mil Ter . Il 1'Gennaio 1918 passa alla 347' compagnia boscaioli. Sicuramente è stato sulle alpi Cadorine perchè ha lasciato dei cartocini con allegate stelle alpine e dedica...Il 4 Novembre 1918 viene congedato.

Anastasio Vincenzo di Vincenzo e di Taimondo Modesta, soldato del 215` regt. Brig. Tevere, nato il 30 settembre 1879 a Cava dei Tirreni ( Castagneto), morto il 27 agosto 1918 sulla vetta del Faiti, quota 366 in combattimento. I resti mortali devono ritenersi collocati in uno dei tomboni del sacrario di redipuglia tra gli ignoti

Atzeri Enrico di Francesco Sottotenente di complemento del 66° reggimento di fanteria, nato il 21 ottobre 1893 a Cagliari, morto il 23 ottobre del 1915 nel settore di Tolmino per ferite riportate in combattimento. Leggi l'articolo sulla sua morte apparso su L'Idea Nazionale del 29 novembre del 1915

B  
  Bertosso Antonio (a destra) Nato a Latisana l’ 8 marzo 1898, contadino, arruolato dal distretto militare di Udine del Corpo della Regia Guardia di Finanza; inviato sul fronte libico e deceduto per tubercolosi il 10 gennaio 1919 durante il viaggio di rientro in Patria. Fu sepolto a Trieste e poi trasferito a Redipuglia tra gli IGNOTI.

Bertosso Valentino (a sinistra) Nato a Latisana il 25 febbraio 1896, contadino,arruolato dal distretto militare di Udine nel 58° Reggimento Fanteria, Brigata“Abruzzi “, partecipò alle operazioni offensive invernali presso Oslavia e successivamente in Vallarsa. Deceduto per cause di guerra il 5 luglio 1916 nella sezione di sanità n. 38, tumulato nel sacrario militare del Pasubio al loculo 47 tomba n. 117.

Bauer Stefan (vedi foto lapide) Soldato di fanteria della V Armata austroungarica, XV Distretto di Vienna. Nato nel 1896, morto il 6 agosto 1915 in prigionia nell’ ospedale militare italiano n. 232 sito in San Giorgio al Tagliamento (VE); tumulato nel cimitero di guerra austroungarico di San Michele al Tagliamento (VE).

Baccellieri Filippo Da Reggio Calabria. Tenente d'artiglieria appartenente alla 136a batteria pesante campale da 105.

Barbara Salvatore (Vedi foglio matricolare pag .1, pag.2 ) Nato a Naro (AG) il 25 ottobre 1891, chiamato alle armi il 21 ottobre 1911 nel 63° Regg. Fanteria, partecipò alla campagna di guerra Italo/Turca (1911/12). Rientrato in Italia nel dicembre 1913, venne messo in congedo illimitato lo stesso anno. Richiamato alle armi con R.D. 15 aprile 1915 venne inquadrato presso il 149° Regg. Fanteria il 20 aprile 1915. Giunto in zona di guerra (monte Sei Busi) nello stesso mese, fu ricoverato presso l’ ospedale da campo n° 214 il 14 novembre 1915 per ferita da granata al polpastrello dito anulare mano dx, che gli procurò l’amputazione del dito stesso. Passato effettivo al deposito del 6° Regg. Fanteria il 26 aprile 1917. Mandato in licenza e poi riconosciuto inabile al servizio militare si congedò definitivamente il 17 febbraio 1919.

Bianchin Giovanni Nato a Cesarolo (Ve) il 4 maggio 1886, fu richiamato nell’8° Reggimento Bersaglieri. Morto durante la notte del 24 dicembre 1916 all’Ospedale da Campo 035, posto sulle pendici del Monte Cristallo, per le gravi conseguenze di un congelamento contratto in trincea in alta quota.

Benci Stefano Nacque a Parenzo (Istria) il 13 settembre 1878, primogenito di una numerosa famiglia contadina composta da undici persone (nonna, padre, madre, sette maschi e una femmina). Fece il suo servizio militare (di leva) in marina e nel 1914, allo scoppio della guerra, verrà assegnato all’esercito e spedito a combattere contro i “Russi”. Nel gennaio del 1917 venne fatto prigioniero, dopo aspri combattimenti, e venne portato nel campo di prigionia di Kiev dove lavorò prima in una grande cantina e poi alle dipendenza del Principe Bariatinski, primo cugino dello Zar. Con il Principe si instaurò un rapporto quasi di amicizia che porterà il “prigioniero” Benci Stefano a diventare il confidente e quasi l’amministratore del palazzo. Con lui il Principe parlava in italiano, lingua molto amata. Allo scoppio della rivoluzione d’Ottobre il Principe pregò più volte il Benci a mettersi in salvo e a lasciarlo al suo destino, ma lui rimase sempre al suo fianco finché dopo l’armistizio fra Impero Austro-Ungarico e Russia tutti i prigionieri vennero rimpatriati e anche il Benci ritornò finalmente a casa. Negli ultimi giorni di prigionia assisterà a diverse uccisioni per le strade di Kiev e quando rientrerà a casa avrà la mente sconvolta da quanto visto che si chiuderà in se stesso e per sette anni non lavorerà lasciando tutto il peso della famiglia sulle spalle della moglie. Poi riprenderà a lavorare normalmente e negli anni ’30 si trasferirà con la moglie e l’ultimogenita a Fiume dove morirà il 25 aprile 1939.

Bobbio Francesco * Classe 1896, 30 dicembre, da Carpeneto (AL). Mi ricordava che ce l'aveva con suo padre Giovanni che lo registro' subito, all'alba del 31 Dicembre 1896, facendogli fare, cosi', un anno in piu' di naja e che naja; stando ai suoi ricordi e ai miei (sbiaditi), fu inviato genericamente nel 7° RGT Artiglieria, presumo d'Assedio,comunque,con il mortaio da 210 mm, addetto allo scovolo,come da foto; mi ricordava di aver partecipato, nel '15, a Durazzo al trasbordo dei rimasugli dell ex esercito serbo, compresa la famiglia reale, puzzolente piu' che le capre.

Bobbio Giovanni * Classe 1895. Partito quale artigliere bombardiere, dopo 2 anni di linea, ne fu stravolto e sconvolto nella psiche dopo le visioni orrende di stragi cui fui testimone, oltre che ferito da scheggia fu ricoverato in ospedale a Villa Vicentina. Li' maturo' la decisione di fare richiesta di arruolamento nei RRCC, ipotizzando una vita piu' tranquilla...invece fu spedito a..sparare dietro ai fantaccini recalcitranti nell'uscire all'attacco. Fu richiamato nel '39, quale riservista fino al '41 a Teramo e poi congedato.

Bobbio Paolo * Fu l'unico dei fratelli che mori', a Plava, q. 383, nel settembre del 15, fante del 43° Forli', per le ferite riportate agli arti inferiori da esplosione di barilotto in legno ,ripieno di esplosivo, fatto rotolare giu' da collina. Ricoverato presso l'ospitaletto di Canale n° 134, moriva dopo 3 giorni dal ricovero; ivi sepolto, i suoi resti non furono piu' recuperati .

Bobbio Fausto, Classe 1895. Detto "Il Prete", perche' ebbe in sorte di andare in seminario a studiare. Richiamato nel settembre del '16, al 46 rgt Art Camp. , fino all'agosto del 17. Rispedito in ospedale per essere recuperato nell'Arma dei RRCC dopo Caporetto fini' nei territori occupati fino a tutto il 1919.   Tornato a casa, recupero' l'arte contadina a lui piu' congeniale  e...nel 35 fu richiamato quale Territoriale fino al '40.   Poi finalmente fu congedato definitivamente.

* (Vai alla pagina dedicata ai fratelli Bobbio)

Bafico Giuseppe Classe 1886. Purtroppo i parenti non hanno altre notizie riguardo questo loro congiunto, solamente possiamo dedurre dal fregio sul berretto , dagli occhialinie da una cartolina , che fosse arruolato come autiere.

Bucchianeri Amedeo Paolo Egisto Nato il 28 aprile 1890 a Vellano (Pistoia).Sergente di fanteria con n° di matricola 35398 appartenente alla 12° compagnia , 22° Regt. Brigata Cremona. Caduto sul carso a quota 144 preso il lago di Doberdò, il 15 settembre 1916. Il 18 marzo 1918 gli fu concessa la Medaglia d'argento al V. M. alla memoria con la seguente motivazione : "Condusse con slancio e ardimento ammirabile il proprio plotone contro una trincea fortemente difesa uccidendo numerosi avversari e facendo dei prigionieri, e mentre compiva l'opera ardimentosa, cadde mortalmente colpito. Monfalcone 16 settembre 1916" . Leggi la sua Lettera di un soldato italiano alla sua sposa

Bardelli Giovanni Sergente Maggiore , nato a Duemiglia (Cremona) il 16 Ottobre del 1893. Chiamato alle armi il l8 Settembre 1913. Assegnato al 30° Rgt. Fanteria, 13a Compagnia, il 26 Settembre 1913. Promosso Sergente il 21 Maggio 1915 e poi Sergente Maggiore il 1 Giugno 1916. Deceduto il 29 Giugno 1916 nell' ospedaletto da Campo n° 77 di Versa (oggi in provincia di Gorizia), ad appena 22 anni, in seguito ad azione di gas asfissianti sul San Michele

Bassi Ernesto La foto probabilmente si rierisce al periodo di prigionia.

Bendini Carlo Nato il 2 agosto 1876 a S.Ilario (RE) , professione muratore. Nell'estratto della lista di leva risulta scritto sotto Decisioni del Consiglio di Leva : Renitente . Presentatosi spontaneamente il 10 ottobre 1896, visitato il 13, arruolato di Ia categoria e denunciato al Procuratore del Re (!!) . Visitato nel 2° periodo della leva sulla classe 1876 ed arruolato in conto della leva successiva . Destinato al 2° Genio. Nel 1935 presentò domanda come operaio per l'allora colonia italiana dell'Eritrea.

Balboni Petronio Nato a Pieve di Cento (BO) il 4/10/1881 morto il 2/01/1964

Bruno Nicolò Nato a Trapani il 15 Febbraio 1892, figlio di Francesco Paolo e Caterina Virgilio. Nel 1912, dopo un periodo di 8 anni vissuto negli USA, ritorna in Italia per effettuare il servizio militare, arruolandosi nel 44° Reggimento Fanteria. Nel 1913 chiede ed ottiene la ferma di tre anni presso la Regia Guardia di Finanza. Il 20 Maggio 1915, viene assegnato al 18° Battaglione Mobilitato e inviato in territorio di guerra. Il 9 luglio 1916 viene assegnato al 50°Fanteria della Guardia di Finanza, rimane in territorio di guerra fino al settembre 1916. Viene assegnato alla Legione di Roma e successivamente in quella di Milano. Ritorna nei territori in stato di guerra nel dicembre 1917 dove vi rimane fino alla fine del conflitto. Nel 1921 ritorna in Louisiana, USA, dove mette su famiglia, gestisce un negozio di riparazione scarpe, fino alla sua morte avvenuta nel 1962. Vedi anche il sito sulla storia della famiglia Bruno, e altri documenti di Bruno Nicolò in .pdf

Bruno Leonardo nato a Trapani il 2 Ottobre 1894, figlio di Francesco Paolo e Caterina Virgilio, fratello di Nicolò. Fu chiamato alle armi il 10 Novembre 1914 e assegnato al 85° Reggimento Fanteria. Il 15 Giugno 1916 viene assegnato al 143° Reggimento Fanteria e inviato in territorio di guerra. Vi rimane fino al 13 Ottobre 1916, poichè ferito, viene assegnato al Deposito 19° Reggimento Fanteria. Il 9 Maggio 1917 diventa ausiliario dei Carabinieri presso la Legione di Napoli CC.RR., poi assegnato al 343° Plotone dei CC.RR. in stanza presso Piombino Dese (PD) fino al 31 Ottobre 1918, e assegnato alla Legione di Bari per mobilitazione. Con il 1 Gennaio 1919 lascia i territori in stato di guerra e dal 25 Aprile 1920 rimane in ferma per 3 anni. Muore a Trapani nel Gennaio 1953.  Vedi tutti i documenti di Bruno Leonardo in .pdf

Bugiardini Aroldo nato ad Umbertide il  29 Marzo 1894 e residente a Pierantonio (PG), assegnato al 14° fanteria VI compagnia. Morto in combattimento per ferite da granata, mentre attaccando, tagliava i reticolati nemici nei violenti scontri del  Veliki Volkovniak a quota 126,  il 25/11/1916 a 22 anni, in azioni che rientrano nella  9a battaglia dell'Isonzo. Infatti le fanterie della 49^ Divisione espugnarono le forti alture del Volkovnjak e , procedendo verso nord quelle di quota 123, poco ad est di San  Grado, e di quota 126 dove morì il Caporale Bugiardini Aroldo. Sepolto nel cimitero militare di S.Grado di Merna...la salma è stata quindi traslata a Redipuglia, terzo gradoneVedi foto della tomba, Vedi foto del registro del sacrario, Vedi foto commemorativa

Bugiardini Giuseppe soldato del 129° reggimento fanteria , nato ad Umbertide il 2 giugno1890, distretto di Perugia, morto il 23 /ottobre / 1915 sul monte San Michele per ferite riportate in combattimento.

Botti Angelo di fu Giovanni nato a Ferrara il 3 febbraio 1894.arruolato come soldato di 1° cat.il 29 maggio 1914 ,inviato al 20° rgt.art.da campagna il 23 sett.1914 ,giunto in zona di guerra il 23 maggio 1915. trattenuto alle armi per mobilitazione art.133 R.D. 1 gennaio 1918 e infine congedato il 16 settembre 1919. Fregiato del Distintivo R.D. 25 maggio 1916 n.641  ,zona di guerra 9 luglio 1916 a firma del col.com.te il 20°Rgt. Art. da campagna e della Croce al merito di guerra ,R.D. 19.01.1918 n.205 a firma del C.te del 26 C.d'A. Ten. Gen. A. Gangolfo .

Bille' Giovanni nato a Messina probabilmente intorno al 1890. Combattè e morì durante la Grande Guerra, presubilmente sul Carso

Bonitti Francesco Nato a Gemona del Friuli nel 1890, ha partecipato alla Campagna di Libia, alla Grande Guerra, ha prestato servizio all’Artiglieria Contraerea delle Milizie, ha presieduto la Sezione ANA e l’Associazione Combattenti e Reduci di Cividale del Friuli. Per quanto riguarda la Grande Guerra, ha combattuto: Sulle Alpi Carniche, con il 8^ Reggimento Alpini Battaglione “Gemona-Cividale”, con il grado di Sergente Maggiore, sul Monfenera e sul Monte Tomba (area del Grappa), con il 2^ Reggimento Alpini Battaglione “Val Varaita”,con il grado di Sottotenente, sulle Tofane, Lagazuoi, Col di Lana, Conca Presena (in particolare sulle Creste dei Monticelli), con il 3^ Reggimento Alpini, Battaglione “Monte Granero”, col grado di Tenente, a Stoccareddo e quindi sul Monte Stenfle e Val Frenzela (Altopiani di Asiago), con il 52^ Rearto d’Assalto Alpino, col grado di Tenente. Fu uno dei primi Ufficiali a comandare Plotoni e quindi Compagnia di Arditi. Pluridecorato al Valor Militare, Cavaliere della Corona d’Italia, Cavaliere di Vittorio Veneto, tre ferite d’arma da fuoco in guerra. Deceduto a Cividale del Friuli nel 1973, Tenente Colonello.Gli furono tributati alti Onori Militari. Vedi il suo album personale

Bologna Ciro, di professione contadino, nato a S.Leucio di Caserta (CE) il 17.12.1896, volontario di guerra, arruolato il 13 giugno 1915, giunto in zona di guerra il 29.10.1915 effettivo nel 44° Rgt. Fanteria della Brigata “Forlì”. Nominato Sergente il 15.10.1916, trasferito al neo costituito 276° Rgt. Fanteria della Brigata “Belluno” in data 16.07.1917. Il 27.08.1917 nel corso della battaglia sull’altipiano della Bainsizza nel tratto di fronte Hoje-Testen-Mesniak venne colpito mortalmente dal fuoco nemico. Alla sua memoria fu concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:   “Comandante di plotone, trascinava coll’esempio i suoi soldati all’assalto, continuando ad avanzare anche oltre la prima linea nemica. Fatto segno al fuoco avversario di mitragliatrici, non s’arrestava; ma continuava ad incitare il plotone a spingersi innanzi, finché non cadde colpito a morte. Mesniak (Bainsizza), 27 agosto 1917”.   Le altre decorazioni conferite alla memoria del Sergente Bologna sono le seguenti:   • Medaglia di Benemerenza per i Volontari della Guerra 1915-18. • Croce al Merito di Guerra. • Medaglia Commemorativa della guerra Italo-Austriaca 1915-18. • Medaglia Commemorativa dell’Unità d’Italia 1848-1918. • Medaglia Interalleata della Vittoria.   Alla madre venne inoltre conferita la medaglia di gratitudine nazionale per le madri dei caduti in guerra.   Da una mia ricerca risulta che con ogni probabilità, le sue spoglie mortali già sepolte in uno dei vecchi cimiteri di guerra presenti sull’Altipiano della Bainsizza nel 1938 furono traslate senza possibilità di riconoscimento nel Sacrario Militare di Oslavia ed inumate tra i soldati ignoti.

Bruno Nicola di Vincenzo e di D-Aquino Maria, caporale del 140`, 6a comp. nato il 6 giugno1895 a Cava dei Tirreni ( Castagneto) morto il 10 luglio 1917 in prigionia a Kleinmunchen (Linz) per postumi di infermita' contratta dopo Caporetto dove era stato fatto prigioniero. sepolto nel cimitero di Kleinmunchen. I suoi resti mortali riposano attualemte nel cimitero militare internazionale di Wegscheid in Austria, riquadro130, tomba 4496

Bianco Pietro, nato a Camposampiero (PD) il 12 Settembre 1887, figlio di Antonio e Sgalmuzzo Antonia. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1888 distretto di Padova essendo mandato rivedibile per oligoemia della classe 1887 dal consiglio di leva e lasciato in congedo illimitato dall’ 8 Aprile 1908. Ascritto alla ferma di 2 anni e chiamato alle armi giungendo il 16 Ottobre 1908. Inviato nel 65º reggimento fanteria il 30 Ottobre 1908 e passato al deposito del reggimento in Padova per essere mandato in licenza straordinaria in attesa del congedo illimitato l’1 Marzo 1910. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore il 18 Marzo 1910 ed ha ricevuto il congedo illimitato l’1 Settembre 1910. Chiamato alle armi e giunto nel 57º reggimento fanteria il 26 Settembre 1911 e passato nel 74º reggimento fanteria il 2 Novembre 1911. Ha procurato poi al fratello Odoardo nº di matr. 37847 il ritardo alla chiamata alle armi. Partito imbarcandosi a Napoli per la Tripolitania e Cirenaica il 9 Novembre 1911 e rientrato in Italia sbarcando a Livorno il 10 Maggio 1912. Tale nel 57º regg. fant. e mandato in congedo illimitato il 12 Maggio 1912. Richiamato alle armi il 10 Maggio 1915 e giunto nel 58º regg. fant. (117 di M.M.) il 18 Maggio 1915. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 23 Maggio 1915 e ferito da arma da fuoco nel fatto d’armi di Monfalcone il 22 Novembre 1915. Trasferito nell’8º Autoparco in Castelluccio (Mantova) il 15 Ottobre 1918 ed inviato in congedo illimitato il 15 Agosto 1919. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa della guerra Italo-Turca (1911-1912) e pure della medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette agli anni di campagna 15 e 16. Autorizzato inoltre a fregiarsi della medaglia interalleata della vittoria (concess. nº 22589) e della medaglia istituita a ricordo dell’unità d’Italia. Ha avuto anche l’onorificenza di cavaliere di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Partecipò inoltre alla 2ª Guerra Mondiale venendo fatto prigioniero e portato a Dachau ove venne impiegato per costruire quelle baracche dell’orrore. Sposato con Brunello Maria, padre di 7 figli (Maria 1ª, Giuseppe, Augusto, Maria 2ª,Armando, Antonia e Gilda), nella vita fece il commerciante di frutta e verdura e morì il 17 Settembre 1971 all’età di 84 anni.

Bailot Enore, nato a Martignacco (Circondario di Pordenone) il 17 Marzo 1896, figlio di Luigi e Noro Anna. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria, classe 1896 con matricola n° 9647 del distretto di Sacile e lasciato in congedo illimitato il 2 Ottobre 1915. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto il 26 Novembre 1915, tale nel deposito del 55° reggim. fanteria il 30 Novembre 1915. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra nel 228° reggim. fanteria 5ª compagnia il 15 Maggio 1916. Riportò ferita alla testa da scheggia di granata nel fatto d’armi di Vertojba il 26 Agosto 1916 e venne trasferito all’ospedale di Milano (Sezione Langone) partendo quindi dal territorio di guerra il 30 Agosto 1916. Dimesso da detto ospedale e rientrato al deposito del 228° reggim. fanteria con 15 giorni di riposo il 17 Ottobre 1916. Passato successivamente nel deposito del 77° reggim. fanteria reparto mitraglieri Fiat di Brescia il 19 Dicembre 1916 ed inviato in territorio di guerra nel 13° reggim. fanteria 576ª compagnia l’1 Aprile 1917. Ferito una seconda volta al mento da palletta di shrapnel il 23 Maggio 1917 nel fatto d’armi di Nad Bregom e trasferito all’ospedale da campo di Cordovado (PN) partendo quindi dal territorio di guerra il 24 Maggio 1917. Dimesso da detto ospedale ed inviato in territorio di guerra nella 576ª compagnia mitraglieri Fiat il 30 Giugno 1917. Ricoverato nell’ospedale da campo n° 032 per una terza ferita da scheggia di granata all’articolazione del ginocchio, in seguito alla quale gli fu amputato l’arto al terzo medio della coscia destra il giorno 19 agosto 1917 e tale ferita fu riportata nel fatto d’armi di Castagnevizza. Partito dal territorio di guerra e mandato all’ospedale della Croce Rossa Italiana in Modena il 24 Ottobre 1917 per essere poi trasferito all’ospedale militare di Bologna, Istituto ortopedico Rizzoli il 30 Aprile 1918. Dimesso da detto ospedale ed inviato in licenza straordinaria con gli assegni indicati nel n° 5 della circolare 697 del G.M. 1915 in attesa dell’espletamento degli atti medico legali (decisione della Direzione dell’ospedale militare di Bologna) il 30 Aprile 1918. Inviato in congedo assoluto perché riconosciuto permanentemente inabile al servizio militare e concessa la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore il 16 Aprile 1919.Autorizzato a fregiarsi del distintivo d’onore istituito con la circolare n°182 del G.M. 1917 e pure quello per i mutilati di guerra (Brevetto n° 26687 del 5 Gennaio 1917). Decorato della medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18 ed autorizzato ad apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna (16-17-18) e decorato anche della medaglia interalleata della vittoria. Inoltre è stato decorato con la croce al merito di guerra (Brevetto n° 105618). Per ultimo gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto, con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con Santin Elisa, padre di 7 figli (Fedora, Giovanni, Aldo, Emilio, Anita, Gianna, Chiara) morì il 7 Aprile 1979 ad Azzano Decimo (PN) all’età di 83 anni.

Bovolenta Carlino, nato a Contarina (RO) il 7 Maggio 1883, figlio di Giovanni e Motta Carolina. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1883 del distretto di Rovigo con matricola n°8120 e lasciato in congedo illimitato il 4 Agosto 1903. Chiamato alle armi e giunto il 24 Marzo 1904 e tale nel 2° reggimento bersaglieri il 7 Aprile 1904. Tale nel deposito del reggimento bersaglieri in Brescia e mandato in congedo illimitato il 4 Settembre 1906. Rilasciata attestazione per l’elettorato politico e concessa dichiarazione di buona condotta il 6 Novembre 1906. Chiamato alle armi per istruzione e giunto il 23 Agosto 1908 per essere mandato in congedo illimitato il 10 Settembre 1908. Chiamato ancora alle armi per istruzione e giunto il 12 Agosto 1912 per essere mandato poi in congedo illimitato il 30 Agosto 1912. Passato nella milizia mobile il 31 Dicembre 1912. Nuovamente chiamato alle armi per istruzione e giunto il 10 Luglio 1913 e mandato in congedo illimitato l’8 Agosto 1913. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 10 Ottobre 1915, passato poi nel 6° reggimento bersaglieri il 7 Gennaio 1916. Viene ferito in combattimento, poi subisce l’amputazione di una gamba e successivamente muore a Verona il 21 Febbraio 1916. Ha fatto una sola campagna di guerra, quella del 1915 e gli è stata concessa la medaglia interalleata della vittoria. Sposato con Zanellato Irene, padre di 4 figli (Secondo, Lavinia, Anzoletta, Carlina) nella vita fece il bracciante e morì all’età di 32 anni.

Bertini Gino, nacque a Firenze il 9 Luglio 1888, laureato in ingegneria industriale meccanica, arruolato come sottotenente di complemento nel Corpo dei Radio-telegrafisti del Genio Militare nel 1915, partecipò a numerose battaglie nella zona del Carso, venne promosso Capitano e congedato alla fine della guerra. Richiamato anche nella Seconda Guerra Mondiale, venne inviato in A.O. Morì a Firenze il 17 Dicembre del 1945, con il grado di Tenente Colonnello di Complemento.

Boscariolo Egidio fu Francesco e di Rigoni Elvira nato nel 22 luglio 1886 a Villafranca Padovana, birraio, marito di Cesira Vidale, soldato nel II Regg. Granatieri, morto per ferite di guerra addì 19 agosto 1916 nell'Ospedale Chirurgico di Palmanova. (stando alla cronologia storica delle battaglie sul Carso, "dovrebbe" essere stato ferito o sul Monte S. Michele o a San Grado di Merna, tra il 14 agosto e il 18 agosto 1916)

Bodino Giacomo nato il 30 Luglio 1883 a Frabosa Sottana (CN) soldato del 52° reggimento Fanteria Brigata Alpi

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Celso Conti (Vedi foto lapide) Soldato del 140° Reggimento Fanteria nato al Castello di Canossa (Comune di Ciano (ora Canossa) Prov. Reggio Emilia) il 5 - 6 - 1884. Caduto in un attacco alla Quota 144(sopra Jamiano GO )l'11 - 10 - 1916. Le sue spoglie riposano fra gli Ignoti, non essendo state oggetto di riconoscimento durante le esumazioni a fine guerra

Costantini Arrigo (Vai alla pagina dedicata) Nato a Paderno (UD) il 20 giugno 1899 e morto a Verona il 15 aprile 1985. Soldato alpino, matr. 4090,  ha combattuto sul monte Grappa (tra monte Asolone, Col della Beretta e Col Moschin) nell’8° reggimento, battaglione Cividale. Venne poi assegnato al 6°, battaglione Vicenza, 61a compagnia. Sopravvisse alla grande guerra non senza aver rimediato una scheggia di granata, che lo colpì al collo. Ha partecipato, pieno di orgoglio ma conscio dell’assurda tragicità della guerra, ad una cerimonia di commemorazione a cima Grappa il 15 giugno 1962 . E’ stato inoltre insignito delle onorificenze di “Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto” e della cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto

Costa Isidoro (Vai alla pagina dedicata) Bersagliere, poi mitragliere, poi fante, nato a Menfi (Agrigento) il 6 dicembre 1894. Inviato in zona di guerra il 12 giugno del 1915, appartenente al X° Reggimento Bersaglieri, del Deposito di Palermo. Trasferito quindi al V° reggimento Bersaglieri il 1° dicembre 1915. In linea sul Monte Merzli (Smerle) dal dicembre del 1915 fino (forse) al marzo del 1916, quando subì il congelamento dei piedi. Ritornato in linea alla fine del 1916 e divenuto caporale, nella primavera del 1917 fu inviato alla scuola mitraglieri di Brescia per essere inserito nella 729° compagnia Mitraglieri. Aggregato quindi alla Brigata Siena, al II° battaglione del I° Reggimento Granatieri, quindi al III° battaglione del 279° fanteria (Brigata Vicenza) fino ai giorni di Caporetto. Ritiratosi a Brescia, fu inviato il 9 dicembre del 1917 nei pressi di Sommacampagna in forza all'88° fanteria (Brigata Friuli) V° compagnia. In  linea sul Monte Zugna, zona di Marco, trincea Garibaldi, dal giungo del 1918. Il 31 luglio del 1918 riceve i gradi di Caporalmaggiore. In settembre, con l'arrivo in zona del 332° reggimento fanteria USA, incontra casualmente il fratello Calogero, emigrato negli Stati Uniti nel 1913. Tornerà, dopo l'armistizio, a Gorizia, per essere utilizzato, fra l'altro, in servizio d'ordine nelle zone occupate, anche in corrispondenza del 1 maggio 1919. Morto a Menfi il 5 dicembre 1995, il giorno prima di compiere 101 anni, dopo avere vissuto in ottima salute e autosufficienza fino alla fine.

Cavassin Riccardo Nato a San Filippo al Tagliamento (VE) nel 1891, richiamato alle armi in Cavalleria combattè in Friuli. Durante la Rotta di Caporetto si trovava in licenza dalla sua famiglia; all’arrivo delle truppe austro-ungariche si nascose dentro casa sua indossando abiti civili ma suo "santolo" lo tradì mandandogli i gendarmi a prenderlo. Fu deportato al Campo di Prigionia Milowitz (ora Milovice, in Rep. Ceca); per tre volte tentò di fuggire, in un’occasione ci riuscì rifugiandosi in casa di un prete ortodosso che lo tenne nascosto per un po’ fino a quando i gendarmi tedeschi lo scovarono e lo riportarono al Campo picchiandolo selvaggiamente. E durante un altro tentativo di fuga, mentre correva in mezzo ai campi di erbe alte, la sentinella iniziò a sparare all’impazzata e fu colpito da un proiettile al fianco. In prigionia prese una grave forma di tubercolosi che lo rese invalido per tutta la vita.

Cabiati Ernesto (Vai alla pagina dedicata) Nato a Casale Monferrato il 18 luglio 1871, entrato nell'esercito nel 1891, segue tutta la carriera militare fino a diventare Generale di Brigata nel 1929. Con il grado di maggiore al comando del II battaglione del XII reggimento fanteria Brig.Casale fu il primo ufficiale italiano ad entrare in Gorizia nel 1916. Pluridecorato al valor militare si spense il 29 marzo 1948.

Casarotto Adolfo Nato ad Altavilla Vicentina (VI) il 02/04/1897  Foglio Matricolare n. 13516 N. 57 A. Figlio di Angelo e di Marchesin Teresa. Soldato di leva di 1a categoria nel distretto di Vicenza. Chiamato alle armi e giunto il 23 settembre 1916, tale nel 17° Artiglieria Campagna il 13 ottobre 1916. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra presso la 37^ Batteria C.P.C. il 24 luglio 1917. Promosso caporale il 28 agosto 1918. Trattenuto alle armi per mobilitazione il 23 settembre 1918. Partito dal territorio dichiarato in stato di guerra il 27 febbraio 1919. Rientrato nel Deposito Artiglieria da Campagna 17° Regg. il 3 ottobre 1919. Mandato in congedo illimitato a senso della circolare 183 genn. 1920 il 13 aprile 1920. Decorato con croce al merito di guerra. il 20 febbraio 1919. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa Nazionale della guerra 1915-1918 istituita con R.Decreto N. 1241 in data 20 Luglio 1920 e apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1917 - 1918

Collina Sisto (vai alla pagina dedicata)

Campi Giuseppe (vedi altra foto) Alpino mitragliere del battaglione Pieve di Teco, nato a Genova nel 1998

Cacciala Mario e Nicola Di questi due fratelli non sappiamo niente, in quanto le foto sono state recuperate dal nostro amico Roberto Bobbio. Unica cosa certa e' che i due fratelli furono ritratti insieme il 6 settembre 1916, come si legge nel retro della foto, prima di essere entrambi fatti prigionieri e spediti in Galizia e poi eccezionalmente tornati sani e salvi e ancora memori di quei giorni spaventosi ricordarono la vicenda con un delizioso elaborato artigianale in legno.

Cubeddu Giuseppe Classe 1895. Chiamato alle armi il 13 gennaio 1915 nella batteria artiglieria da campagna “ Sassari “ ( credo perché quest’ultima parola risulta poco leggibile nel foglio matricolare. Giunto in zona di guerra il 2 giugno 1915 ( non è indicato il luogo, ma secondo memoria di mio padre dovrebbe essere San Martino di Castrozza ) , riporta ferita alla coscia destra da pallotta di shrapnel il 5 agosto 1915 . Ospedalizzato in data 9 agosto 1915 lascia la zona di guerra e, dopo aver lottato con la morte per le conseguenze dell’infezione , passa una lunga convalescenza al termine della quale viene congedato per inabilità al servizio militare . Concessa croce di guerra n° 389409. Decorato della medaglia della vittoria n° 562793. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito fedeltà ed onore. Muore a Sassari nel 1967.

Canneva Luigi Tenente, classe 1888. Vedi altra foto e suo retro

Consogno Domenico Nato a Spineto Scrivia (AL) il 12/04/1889. Sottotente dell'89° Reggimento Fanteria, Brigata Verona. Morto all'ospedale militare di Savona il 28/10/1918.

Callipo Giuseppe Sebastiano Nato il 6 aprile 1885. Nella vita civile era un finissimo intagliatore ebanista. Uomo rigorosissimo, allevò da solo i suoi tre figli perchè la moglie morì in giovane età.

Costantini Vincenzo soldato - classe 1893 Arruolato di leva il 4/2/1913 e richiamato alle armi il 10/6/1915 presso il 172° Regg. fanteria. Trasferito il 20/6/1916 al 111° Regg. fanteria. Il 28/10/1917, giorno in cui gli austriaci occuparono Cividale e Udine compreso il Quartier Generale Italiano, fu ferito gravemente alla mano destra nel fatto d'armi di Castagnevizza del Carso. Ricoverato in un ospedale da campo nelle vicinanze, dove subì l'amputazione dell'arto, fu costretto, assieme ad altri degenti in grado di muoversi, a rocambolesca fuga dallo stesso ospedaletto per non cadere prigioniero durante la disfatta di Caporetto. Autorizzato a fregiarsi del distintivo d'onore per la ferita riportata, visse e lavorò qualche tempo a Marsiglia (Francia) e poi, come impiegato di banca, di nuovo in Italia dove morì a Roma nel 1969, poco tempo prima che gli venisse conferito il titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto.

Caoduro Sereno di Alessandro e Screm Apollonia nato il 24 settembre 1895 - arruolato di leva il 21 dicembre 1914 - chiamato alle armi e giunto tale nel 9° reggimento artiglieria Fortezza 18^ compagnia distaccamento Schio il 27 febbraio 1915 - tale 411° batteria assedio Pasubio 15 maggio 1917 - tale nel 511° batteria assedio Tolmino 15 agosto 1917 - tale nel 218° batteria assedio Grappa e Piave 3 dicembre 1917 - tale mandato in congedo illimitato 17 novembre 1919. Cavaliere dell'ordine di Vittorio Veneto e presidente della locale sezione vicentina a cavallo degli anni 70/80. Sposato con Mantiero Ester e padre di cinque figli morto all'età di 89 anni nel 1984

Cavasicci Armando, nato a Firenze il 18/04/1892 Distretto Militare di Firenze, fante mitragliere; Arma in dotazione: mitragliatrice S.Etienne. Inviato sul confine italo-francese a Modane, rimane ferito ed operato all’Ospedale militare di Firenze all’osso mastoideo. Rimase diverso tempo con la tesa fasciata e perse tutti i capelli come si vede dalla foto allegata. Dopo la convalescenza fu inviato in Friuli, dove combattè sul Montello, Podgora e Sabotino. Dopo l’armistizio del 4 novembre 1918 ritornò al lavoro nei campi alla fattoria dei Cini, fraz. Polcanto,in comune di Borgo San Lorenzo (FI) Mugello. Nominato Cavaliere di Vittorio Veneto nel 1968. Morì nel febbraio 1978

Campioni Dante, Ardito Bersagliere, nato a Montalto di Castro (VT) il 21.12.1899, chiamato alle armi l’11.06.1917 e giunto in zona di guerra il 13.11.1917, dal 15.04.1918 nel Reparto Mitraglieri Fiat e successivamente assegnato alla 1^Divisione d’Assalto nel 3° Gruppo d’Assalto-9° Btg. Bersaglieri-393^ Cp. Mitraglieri, con la quale partecipa alla battaglia di Vittorio Veneto.Viene congedato con il 04.01.1920.Gli sono state conferite le seguenti decorazioni: Cavaliere di Vittorio Veneto, Croce al merito di guerra, Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918, Medaglia interalleata della Vittoria, Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia 1848-1918. Nel 1968 la città di Vittorio Veneto gli conferisce la cittadinanza onoraria.

Cordiano Salvatore Giovanni Antonio, di Domenico e Sigillò Maria Giuseppa, nacque il 23 giugno 1891 ad Anoia (Reggio Calabria). Soldato del 141° Rgt. Fanteria Brigata “Catanzaro”, 11^ compagnia, matricola 37309 Distretto Militare di Reggio Calabria. Morì all’età di 24 anni, il 2 novembre 1915, nella 28^ Sezione di Sanità nel Molino Ponletig a Sagrado in seguito a ferite da arma da fuoco al torace riportate in combattimento. Fu sepolto a Sagrado (Gorizia).

Costa Salvatore di Pasquale e Sarleti Nicolina nacque il 25 dicembre 1894 ad Anoia (Reggio Calabria). Soldato del 61° Rgt. Fanteria Brigata “Sicilia”, 9^ compagnia, morì all’età di 21 anni, il 31 maggio 1916, nell’Ospedaletto da campo n. 29 per ferite riportate in combattimento. Fu sepolto ad Ala (Trento).

Capretti Silvio nato a Dicomano nel 1890, morto a Dicomano nel 1969. Combattè sul San Michele, dopo la guerra torno a Dicomano dove fino ad eta avanzata  esercitò il mestiere di calzolaio 'rifinito'

Cheli Ulisse Nessun dato

Colautti Fiorendo nato a Segnacco-Tarcento il  19.6.1897, giunto in zona di guerra il 19 maggio del 1917 con il 2°alpini Dronero. Combattè  sul Kukla e nella zona dell'Isonzo e fu fatto prigioniero il 28-10-1917, rientrato il 21.4.1919, si sposò nel 1920 e morì  nel 1921 all'ospedale civile di Palmanova . Leggi la poesia a lui dedicata dal nipote Gianfranco Malanca

Celmanti Gino nato a Marostica (VI) il 28 febbraio 1887, figlio di Adamo e Parisotto Maddalena soldato di leva di I^ categoria classe 1887 Distretto di Venezia, già riformato e lasciato in congedo illimitato il 1 aprile 1916, chiamato alle armi il 3 maggio 1916 tale nella 6^ Compagnia Sanità  il 9 maggio 1916, giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 19 maggio 1916, tale nell'Ospedale di Riserva di Rovigo il 13 giugno 1916, tale nell'Ospedale dichiarato di tappa n. 10428 il 7 novembre 1917, tale nel deposito di Bologna del 6° Reggimento Sanità e mandato in congedo illimitato il 16 agosto 1919 con il premio di congedamento di Lire 200. Diritto a fregiarsi della Medaglia della Vittoria con tre barrette per gli anni 1916, 1917, 1918 e della medaglia dell'Unità d'Italia 1848/1918. Quando era stato richiamato per partecipare al conflitto egli era sposato con Corinna Gastaldelli  dal 1910 e aveva due figli uno nato nel gennaio 1912 e uno nel luglio 1913.

Corò Giuseppe, nato a Mestre (VE) il 14 Aprile 1876, figlio di Luigi e Franceschin Maria. Soldato di leva di 1ª categoria classe 1876 del distretto di Venezia e lasciato in congedo illimitato dal 15 Maggio 1896. Chiamato alle armi e giunto il 9 Marzo 1897 ed inviato nel 1º reggimento artiglieria da campagna il 17 Marzo 1897. Tale nel 14ºreggimento artiglieria con sede in Ferrara e mandato in congedo illimitato dal 19 Settembre 1899. Chiamato alle armi per istruzione e giunto l’1 Ottobre 1901 e mandato nuovamente in congedo illimitato dal 20 Ottobre 1901. Tale nella milizia territoriale del 1º reggimento artigl. costa-1ª Brigata Venezia il 19 Giugno 1909 e passato nel 5º reggimento artiglieria fortezza costa (circolare n° 326 del 9 Agosto 1910) il 30 Settembre 1910. Chiamato alle armi per mobilitazione (circolari n°370 del 1915 e n°120 del 1916) e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 24 Febbraio 1916. Inviato nel 10º reggimento artigl.da fortezza il 10 Maggio 1916 e trasferito nel 5º reggimento artigl. da fortezza il 12 Febbraio 1917. Partito dal territorio dichiarato in stato di guerra il 12 Aprile 1917 ed esonerato dal servizio effettivo sotto le armi fino al giorno 24 Giugno 1917. Prorogato l’esonero fino al giorno 15 Settembre 1917 e successivamente ancora fino al giorno 15 Marzo 1918. Rientrato al Corpo per revoca d’esonero e giunto nuovamente in territorio dichiarato in stato di guerra il 4 Dicembre 1917 fino alla fine della guerra stessa. Mandato poi in congedo e concessagli la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito la patria con fedeltà ed onore. Sposato con De Marchi Teresa, padre di 7 figli (Giovanni, Neno, Mario, Antonio, Irma, Guerrino, Armando) nella vita fece il contadino e morì all’età di 78 anni il 6 Novembre 1954 in Gazzera (VE).

Concetti Emilio, figlio di N.N. nato il 27 Giugno 1879 a Venezia. Subito dopo la sua nascita una signora di nome Angela si presentò all’anagrafe di Venezia per dichiarare il neonato e confermando di non conoscere le generalità della madre e del padre, allora l’impiegato comunale, come da regolamento, gli dette il nome di Concetti Emilio. Dopo la stessa signora lo portò all’Istituto S.Maria della Pietà ed il neonato venne registrato con il n° 155 di ingresso di quell’anno. Venne alimentato per un anno da una balia di nome Maria Maso di Borbiago di Mira (VE) e poi affidato alla famiglia Corazza Giacomo e Rosa di Noventa di Piave (VE) fino alla maggiore età. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1881 con matr. 10176 e lasciato in congedo illimitato dal 14 Ottobre 1901. Chiamato alle armi e giunto il 15 Marzo 1902 ed inviato nel 66° reggimento fanteria il 20 Marzo 1902, mandato poi in congedo illimitato il 14 Settembre 1902 e concessa dichiarazione di buona condotta il 20 Novembre 1902. Chiamato alle armi per istruzione ma non giunto perché all’estero e dispensato dalla stessa il 19 Agosto 1907. Tale nella milizia mobile il 15 Giugno 1910 e passato alla milizia territoriale del Distretto di Venezia il 31 Dicembre 1914. Chiamato alle armi per mobilitazione nel 159° Batt. M.T. il 25 Maggio 1915 e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 30 Maggio 1915. Partito dallo stesso in licenza illimitata e subito congedato in modo assoluto per proscioglimento dal servizio (circolare n° 736) il 31 Dicembre 1918. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore avendo fatto le campagne di guerra del 15-16-17-18. Nella vita fece prima il contadino bracciante e poi il vice capo del porto di Noventa di Piave, sposato con Trevisiol Luigia, padre di 9 figli (Elisa, Teresa, Emilia, Giacomo, Giuseppe, Emilio, Francesco, Luigia, Luigi). Morì all’età di 84 anni a Noventa di Piave (VE).

Corposanto Vito, nato a Barletta il 4 febbraio 1897. La foto, che lo ritrae in una fiammante uniforme dell’Artiglieria da campagna, fu usata come cartolina. Sul retro sono tuttora leggibili il timbro postale ( Pescara 6.11.1916 ) e le parole con le quali Vito salutava e rassicurava la fidanzata Annina: parole quanto mai opportune, poiché Vito ed Anna avevano perso, l’anno prima, i rispettivi fratelli maggiori, caduti l’uno sul Sei Busi, l’altro sul S. Michele. L’artigliere Vito Corposanto fu chiamato alle armi nell’ottobre del 1916, in forza al 34° Rgt; nel giugno del 1917 passò al 49° Rgt. Prese parte, con grande probabilità, alla decima battaglia dell’Isonzo, poiché il suo reggimento era aggregato alla 20. Divisione. Secondo alcune testimonianze, raccolte in ambito familiare, collaborava a volte nelle retrovie con gli agricoltori, aiutandoli nei lavori anche con i cavalli in dotazione al reggimento. Tornò a casa nell’aprile del 1920, sposò Anna ed ebbe da lei sei figli. Fu guardia campestre, ma anche bravo agricoltore: “zappatòr”, come gran parte dei suoi concittadini, e “lavoratore accanito e zelante”, come narra, con un pizzico di retorica, il suo necrologio. Vito morì il 10 gennaio 1965, all’età di 68 anni. Non lo abbiamo dimenticato.

Canesi Gian Emilio, nato a Monza il 6 Febbraio 1893, in una nota famiglia d'industriali del posto. Compì gli studi al Liceo Militare di Roma da dove uscì con il grado di Sottotenente. Fu arruolato il 16 Maggio 1915, e rimase nei territori del Podgora fino all' undici Marzo 1916, quando venne ferito ad entrambi gli occhi in combattimento diventando cieco. Ebbe la medaglia d'Argento al V.M. con la seguente motivazione: “Incaricato col suo plotone di un' azione dimostrativa, la compiva con arditezza ed intelligenza. Al momento di iniziare la ritirata, colpito da un proiettile agli occhi, si preoccupava dei suoi uomini battuti dal fuoco nemico, e pur avendo il viso bagnato di sangue, impartiva con serena calma gli ordini, in modo che la  ritirata poté compiersi regolarmente. Podgora , 11 Marzo 1916”. Dopo la guerra, diventò avvocato, fu molto attivo nel mondo dei non vedenti, diventando presidente della Biblioteca Nazionale dei Ciechi di Monza, la più grande d'Italia. Morì a Firenze il 22 agosto 1969.

Capanni Domenico Piero , nacque a San Giacomo (Castiglion Dei Pepoli) il 23 Aprile 1896 , arruolato nel 1916 in fanteria partecipò alla battaglia del Piave. Morì a Roncobilaccio nel 1979.

Corposanto Bartolomeo, nato ad Andria il 20 marzo 1894, fu chiamato alle armi nel 1914. Il 20 maggio 1915 si imbarcò a Napoli con destinazione Tripolitania e Cirenaica, dove, inquadrato nel 7° reggimento Sussistenza, fu in seguito trattenuto alle armi per mobilitazione. La foto, fatta a Bengasi, lo ritrae con il lutto al braccio: nell’agosto del 1915 Bartolomeo aveva perso il fratello maggiore Nicola, caduto sul Monte Sei Busi. Nel 1919 Bartolomeo è in Albania: il foglio matricolare non ci consente di conoscere i dettagli del suo trasferimento dalla Libia al Paese delle Aquile, ma ci informa solo del suo imbarco nel porto di S. Giovanni di Medua (l’odierna Shëngjin ) il 20 agosto del 1919, e dello sbarco a Bari il giorno successivo. Nel settembre dello stesso anno fu definitivamente congedato: tornò a casa a Barletta, dove la famiglia si era trasferita, e sposò qualche mese più tardi Serafina Dibenedetto. Bartolomeo Corposanto divenne padre di sei figli e fu guardia campestre e valente agricoltore, secondo la migliore tradizione barlettana: un percorso di vita del tutto analogo a quello del suo fratello minore Vito. Morì a Barletta il 13 novembre 1947, all’età di soli 53 anni. Non è stato dimenticato e di lui abbiamo altre due foto, Foto 1, Foto 2

Corposanto Nicola, nato ad Andria il 24 agosto 1889. Soldato del 138° Rgt. Fanteria ( Brigata Barletta ), Nicola, a differenza dei suoi fratelli Bartolomeo e Vito, non riuscì a tornare a casa. Morì il 25 agosto 1915 sul monte Sei Busi, nel corso di uno dei fatti d’arme che conclusero la Seconda Battaglia dell’ Isonzo: nell’Albo d’Oro dei Caduti risulta “disperso il 25 agosto 1915 sul Carso in combattimento”. Di Nicola non esistono, purtroppo, fotografie. Ci è parso opportuno ricordarlo con l’immagine della lapide, scoperta anni fa nella Dolina dei Bersaglieri, sulla quale è inciso, fra gli altri, anche il numero del reggimento di cui egli faceva parte. Neanche la sua città natale, Andria, lo ha dimenticato: Nicola Corposanto di Riccardo è uno degli ottocento nomi scolpiti nel monumento che la città ha dedicato ai suoi Caduti. 

Casiraghi Alfredo, nato a Brugherio ( Monza ) il 30 Luglio 1895, figlio di Angelo e di Moroni Rosa. Arruolato come soldato di 3ª categoria, classe 1895 con matricola n° 2586 del distretto di Monza e lasciato in congedo illimitato il 26 Gennaio 1915. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto l’1 Giugno 1915. Tale nel 2° reggimento Genio il 12 Giugno 1915 e passato alla 1ª categoria perché revocata l’assegnazione alla 3ª categoria ( Dispaccio M. n° 3230 ) il 19 Agosto 1915 ed inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 31 Ottobre 1915. Promosso caporale il 21 Dicembre 1917 e caporal maggiore il 30 Giugno 1918 nel 2° reggimento Genio. Cessa di trovarsi in zona di guerra il 4 Novembre 1918 e viene ricoverato per malattia all’ospedale di Livorno l’11 Febbraio 1919. Successivamente viene inviato in licenza di convalescenza di giorni novanta il 21 Marzo 1919 per rientrare al Corpo il 20 Giugno 1919 ed essere inviato in congedo illimitato il 4 Novembre 1919. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 15-16-17-18. Sposato con Costa Angela e padre di tre figli ( Pierluigi, Maria Luisa, Rosa Laura ). Vedi anche la foto con i suoi commilitoni

Caputo Giuseppe nato il 16 Aprile 1899 a Carpino (FG) figlio di Giovanbattista e M.Lucia, professione pastore. Arruolato nel 164° battaglione M.T., quindi trasferito al 215° fanteria e infine al 6° Alpini. Il 3 settembre del 1918 viene denunciato per diserzione al Tribunale Militare del XIII corpo d'Armata e assolto il 13 dello stesso mese per insesitenza del reato.Trasferito al 14° reggimento fanteria e congedato nel 1921. Vedi la foto in divisa da Alpino

D  
 

Dall'Aglio Oreste Classe 1885, scomparso sul Grappa, nel fatto d'arme del Col della Beretta dell'11 dicembre 1917. Appartenente al 58° regg.fanteria brig. Abruzzi

Dado Federico (Vai alla pagina dedicata) Nato a Piazza Armerina, in Sicilia, il 4-03-1893. Chiamato alle armi il 9 Gennaio 1915 nel 13° Regg.Fanteria Aquila. Ferito il 24 Maggio 1916 fu ricoverato all'ospedale di Palmanova. Ritornato in linea si ammalò di malaria e dopo un secondo ricovero fu trasferito all'8a compagnia mitraglieri e quindi al 25° Regg.fanteria Piacenza. Morto a Montreal (Canada) il 25/03/1974

Davalli Stanislao Soldato di Fanteria. Nato a Reggio Emilia il 16.05.1880 e morto a Reggio Emilia il 20.03.1944

D'Urso Giuseppe (Vedi la foto di tutta la Compagnia) Nato a Zafferana Etnea (CT) il 18/11/1897, arruolato in prima Categoria il 12 Maggio 1917, venne destinato al 309° Reparto di Milizia territoriale. Non si sa altro. Se qualcuno avesse notizie di dove fu impiegato puo' scrivere direttamente a cimeetrincee.

De Fazio Raffaele Nato nel 1885 e morto nel 1959 a Catanzaro Lido. Prese parte alla grande Guerra presumibilmente nella Brigata Catanzaro dove fu fatto prigioniero.

De Maria Pasquale Nato a San Gregorio d'Ippona l'11 giugno 1888, fante del 49' Reggimento fanteria, fu insignito di due medaglie d'argento al VM e alla Memoria. Fu proposto al conferimento della massima onorificenza militare, la medaglia d'oro al VM dal colonello del suo reggimento Vincenzo Galasso, per aver, da solo e senza armi, catturato sessantanove soldati austriaci il 21 luglio 1916, straordinario gesto eroico, immortalato all'epoca sulla copertina de ''La Domenica del Corriere'' e per essere caduto eroicamente colpito piu' volte al petto dalle pallottole delle mitragliatrici nemiche, mentre non curante del pericolo si slanciava contro le linee austriache sulla Cima Valmaggiore il 23 agosto 1916.

Del Pozzo Antonio Soldato di prima categoria nel 1893. Allievo Ufficiale nel 1896 nel Reggimento Cavalleggeri Monferrato (13°). Prende servizio come Sottotenente nel Reggimento Savoia Cavalleria (3°) e presta giuramento di fedeltà in Santa Maria Capua Vetere (CE) nel 1898. Nel 1902 viene promosso Tenente e nel 1905 Capitano. Partecipa alle campagne di guerra del 1917 e 1918 con la qualifica di Primo Capitano. Giudicato inabile permanente al servizio militare dalla commissione medica dell’Ospedale Militare di Bari, muore poco dopo stroncato da un infarto. Autorizzato a fregiarsi: del Distintivo istituito con R.D. n° 641 del 21 Maggio 1916, della Medaglia commemorativa nazionale della Guerra 1915-1918 istituita con R.D. n° 1241 del 29 Luglio 1920 ed ad apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1917 e 1918, della Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia istituita con R.D. n° 1362 del 19 Ottobre 1922.

Di Siro Alberto, Tenente, nato a Venafro il 26-12-1894 alle ore 2.30, nella casa posta in via Porta di Roma n. 3, da Antonio e da Di Lillo Virginia. Fu ferito a Monfalcone, nel 1916, in una ardita azione al “tamburo dei sacchi”: “Lo scoppio dello shrapnel avvenne immediatamente dopo il lancio di una terribile granata che ferì maledettamente 4 soldati e ne uccise un altro che spirò ai piedi del s.ten. Di Siro, a sua volta trafitto alla coscia sinistra”. Alberto fu ricoverato nell’ospedale militare di Forlì. Nella primavera del ’17, promosso tenente per meriti di guerra, fu di nuovo al fronte, sul Carso.Decorato di medaglia d’argento al valor militare: “All’attacco di una forte posizione, raggiungeva primo la trincea nemica, col suo plotone, dopo viva lotta. Faceva numerosi prigionieri e liberava un nostro ufficiale catturato, gravemente ferito; spintosi ancora innanzi faceva altri prigionieri e si impadroniva di grande quantità di materiale; successivamente, durante un violento contrattacco, resisteva sul posto e riusciva a far trasportare entro le nostre linee il suo comandante di battaglione, caduto gravemente ferito”. (Costone di quota 110 Hermada 20-8-17). Croce al merito di guerra, Cavaliere della Corona d’Italia, Capo di S.M. Federale della G.I.L. di Campobasso. Militare di carriera, con il grado di ten.colonnello partecipò anche al secondo conflitto mondiale, quale ufficiale dello Stato Maggiore della divisione “Perugia”. Dopo l’otto settembre del ’43 fu catturato dai tedeschi e fucilato, quasi certamente il giorno 3 ottobre, a Santi Quaranta-Porto Edda (Albania) insieme al gen. Chiminello ed a tutti gli ufficiali della divisione. I corpi furono bruciati, chiusi in sacchi e gettati in mare, secondo quanto riferisce Gerhard Schreiber nel suo volume “La Vendetta Tedesca 1943-1945”, Arnoldo Mondatori Editore, Milano 2000, citando espressamente anche il nome del ten.col. Di Siro. La foto risale agli anni '20, la bambina più piccola è Irma Pirolli (Pozzilli 1922-Termoli 1983) madre del pronipote Massimo che ha inviato la foto. Rimase sempre con il rammarico di non aver saputo la sorte toccata allo zio cui era particolarmente affezionata.

De Biasio Luigi nato il 19 aprile 1890 a Montereale V. Soldato di I^ categoria dell’ 8° Reggimento alpini Battaglione Tolmezzo 6^ compagnia., morto sul Pal Grande il 11 luglio 1915 a seguito di ferite di proiettile d’artiglieria, medaglia di bronzo, motivazione: in una azione di attacco ad una posizione austriaca rafforzata, cadeva eroicamente, colpito dal fuoco nemico. Monte Pal Grande, 11 luglio 1915. Richiamato alle armi il 23-5-1915, il 28 maggio era sulla linea arretrata di Monte Terzo, il 30 maggio, sul Pal grande, la 6^ comp. con la 109^ e la 212^ del Val Tagliamento respingono l’assalto del 30° battaglione Jager mantenendo saldamente la posizione, l’ 11 giugno viene effettuata la sostituzione dei reparti dei Battaglioni Tolmezzo e Val Tagliamento molto provati dai continui scontri, il 14 giugno gli AU contrattaccano in forze ma il Battaglione Tolmezzo è presente con la sola sezione mitragliatrici , il 9 (?) luglio la forze AU ricercano nuovamente di occupare il Pal Grande, il 10 luglio la reazione della 6^ compagnia del Tolmezzo e la 217^ del Val Varaita costringono gli AU ad abbandonare nuovamente le loro posizioni, la lotta in zona prosegue per tutto il mese di luglio provocando numerose perdite in entrambi le parti, l’ 11 luglio a seguito di uno di questi scontri perdeva la vita l’alpino De Biasio Luigi. Portato nel piccolo cimitero civile di Timau, nel 1921 tutti i militari presenti in questo piccolo e già ampliato cimitero vengono spostati nel nuovo cimitero militare in località Muse, sempre a Timau, nel 1937 tutti i soldati sepolti in questo cimitero vengono nuovamente spostati e portati definitivamente nell’antico Santuario del Crocifisso, restaurato e adibito a tempio/ossario. Di De Biasio Luigi purtroppo si sono perse le tracce in questo ultimo spostamento e ora, con molta probabilità, riposa assieme ai 290 soldati rimasti ignoti.

D’Este Fernando, figlio primogenito di Emenegildo e Lombardo Vittoria nato a Venezia il 29 Novembre 1888. Arruolato nel compartimento marittimo di Venezia nella leva dell’anno 1890 ed assegnato alla 3ª categoria in base all’art. 3 nº 2 della legge, quale figlio primogenito di madre vedova il 10 Gennaio 1912. Trasferito nella milizia territoriale del Regio Esercito classe 1888 (Distretto Militare di Venezia) quale militare di 3ª categoria della leva marittima ed assegnato alla fanteria il 31 Dicembre 1912. Chiamato alle armi per mobilitazione l’1 Giugno 1915 ed inviato nel 70º reggimento fanteria il 14 Giugno 1915. Promosso Caporale il 25 Settembre 1915 e passato al 35º reggimento fanteria il 20 Ottobre 1915. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 29 Ottobre 1915 e trasferito nel 90º reggimento fanteria il 22 Febbraio 1916. Promosso Caporale Maggiore in detto reggimento per merito di guerra il 27 Giugno 1916 ed ulteriormente Sergente sempre nel suddetto reggimento l’1 Marzo 1917. Partito dal territorio dichiarato in stato di guerra per ferita il 23 Novembre 1917 e rientrato allo stesso dopo guarigione presso la 813ª compagnia mitraglieri del 158º fanteria il 26 Febbraio 1918. Tale nel territorio d’armistizio il 4 Novembre 1918 ed inviato nel deposito dell’8º reggimento lagunari Venezia il 23 Marzo 1919. Inviato in licenza illimitata il 21 Giugno 1919 e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. Autorizzato a fregiarsi della Medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 16-17-18, pure autorizzato a fregiarsi della Croce al merito di guerra concessagli dal Comandante del 5º Corpo d’Armata il 31 Agosto 1918. Si sposò con Lombardo Giulia e morì a Mestre (VE) il 19 Novembre 1971 all’età di 82 anni. Ed ora un ricordo personale della nipote Gioia sul nonno Fernando “Guido”: Mio nonno Guido ebbe molta fortuna a tornare vivo dopo 4 anni di prima linea, lui però più che alla fortuna credette alla protezione di sua nonna dal cielo. I racconti di questi 4 anni sono innumerevoli, penso che una sola cosa possa riassumere quello che era il suo carattere, che uomo fosse, e come la guerra lo avesse segnato: fino a poco prima di morire ad 82 anni, continuò ad andare a confessarsi in Chiesa quasi ogni giorno perché non riusciva a darsi pace di tutta la gente che era stato costretto ad uccidere con la baionetta in canna. Recentemente ho saputo che essendo figlio di madre vedova avrebbe potuto tirarsi indietro da tutto quell’orrore, ma non lo fece, per amor di Patria e per poter mandare a casa i soldini di premio che riceveva dopo le sue molteplici missioni pericolose……ma per me sarà sempre il nonnino che ormai quasi cieco mi chiedeva sempre: “ Gioia, dì al nonno quando c’è uno scalino per strada perché non li vedo……”.

Donna Giovanni classe 1898, 38° regg. fanteria brigata Ravenna. (vedi altra foto con i suoi commilitoni)

De Capraris Giuseppe da Sant'Agata di Puglia (Fg) combattente sul Monte San Michele e morto sul fronte a 25 anni nel dicembre 1915

Degano Amadio, nato a Talmassons (UD) il 23 Novembre 1879, figlio di Francesco e Ponte Lucia. Arruolato come soldato di leva di 3ª categoria classe 1879 del distretto militare di Udine, con matricola n° 11818 e lasciato in congedo illimitato l’ 11 Settembre 1899. Tale nel distretto militare di Sacile, per cambio di circoscrizione territoriale l’ 1 Aprile 1907. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra nella 6ª compagnia di sanità ( Stati Sanitari di Tappa ) Cividale il 25 Luglio 1915. Fatto prigioniero dopo la rotta di Caporetto il 30 Ottobre 1917 e morto in prigionia a Toblach in seguito malattia ( polmonite ) il 9 Giugno 1918. Sposato con Sottile Anna e padre di due figli ( Teresa, Angelo ).

Durofil Antonio, nato ad Azzano Decimo circondario di Pordenone il 27 Febbraio 1893, figlio di Pietro e Manias Giovanna. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria l’8 Ottobre 1913, con matricola n° 72109 classe 1893 del distretto di Sacile e lasciato in congedo illimitato. Chiamato alle armi e giunto nel 15° reggimento cavalleggeri di Lodi il 12 Ottobre 1913. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra l’1 Giugno 1915. Trattenuto alle armi per mobilitazione l’1 Gennaio 1916, partito per l’Albania ed imbarcatosi a Taranto il 28 Marzo 1916. Rientrato in Italia per raggiungere la fronte italiana e sbarcato a Taranto il 5 Gennaio 1918. Nuovamente partito per l’Albania ed imbarcatosi a Taranto l’11 Ottobre 1918. Rientrato in Italia per licenza ordinaria e sbarcato a Taranto il 29 Gennaio 1919. Tale nel reggimento cavalleggeri che ha sede in Udine e mandato in licenza illimitata il 26 Marzo 1919. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18. Sposato con Del Bel Belluz Angela, padre di 7 figli (Arduino, Dina, Lucia, Giovanna, Sergio, Santina, Alda) morì ad Azzano Decimo (PN) il 19 Giugno 1980 all’età di 87 anni.

E  
 

Eichta Luigi (Vedi la pagina dedicata) Nato a Trento l’1 febbraio 1872. Il 26 maggio del 1915 è arrestato a Merano e confinato a Innsbruck fino al 30 giugno 1915. I' 1 luglio 1915 viene trasferito al campo di internamento di Katzenau presso Linz. Il 30 settembre 1915 viene emesso il decreto di confino n. 42408 con destinazione Hollabrunn dall’Ufficio di Sorveglianza di Guerra di Vienna. Il 7 ottobre 1915 parte per il confino a Hollabrunn dove vi arriva il giorno dopo. Il 3 aprile 1916 presenta richiesta di essere liberato dal provvedimento di confino indirizzata all’Ufficio di Sorveglianza di Guerra di Vienna, che viene spedita il 5 aprile col n. di pratica 67875 a firma del direttore di Hollabrunn (Barone)Grimm - Sigla T. Il 10 aprile la richiesta perviene alla Luogotenenza della Bassa Austria con sede a Vienna col n. di pratica 2825 – Sigla E, che il 22 aprile invia la decisione di annullamento del provvedimento di confino all’Ufficio di Sorveglianza di Guerra di Vienna - Sigla P. Il 25 aprile la richiesta di annullamento del confino arriva a Vienna. Del 2 maggio è la risposta della Direzione di Hollabrunn, in cui viene negata la proposta di liberazione dal confino . Il 6 maggio notifica all’Ufficio di Sorveglianza di Guerra di Vienna da parte del Direttore di Hollabrunn Grimm dell’avvenuta liberazione dal confino con la relativa firma di Luigi Eichta di presa visione. Il 14 aprile 1917 sigla A – arriva l'amnistia imperiale ma con il divieto del rientro. Il 15 giugno 1918 finalmente Luigi parte da Hollabrunn per Merano. Andato in pensione, nel 1949 decise di ritornare a Trento, si spense qualche tempo dopo.

F  
 

Filippini Guido Nato a Peretola (FI) il 16-11-1888 di Egisto e Rosa Del Moro. Artigliere del 1° Reggimento Artiglieria Pesante Campale. Campagna di guerra 1916-17-18. Prestato servizio XLV, gruppo Obici Pesanti Campali (85° batteria). 10°, 11° battaglia dell'Isonzo, Ortigara, Monte Santo, Monte Fior, San Gabriele, San Marco, Hermada, Grappa. Foto scattata nel 10° anniversario (1928) della vittoria ad un raduno di ex artiglieri.

Fabris Tito (Vedi la pagina dedicata ) Nato a Marcon, il 14 Agosto 1887, da Francesco Fabris, segretario comunale del paese, e da Luigia Favaro Fabris, casalinga. Settimo di otto figli, allo scoppio della guerra nel Maggio del 1915, viene arruolato in Novembre nella 4ª compagnia del 55° reggimento fanteria, con sede a Treviso. Agli inizi del 1916, parte con tutto il reggimento alla volta dell’Albania, dove fra Marzo e Aprile frequenta un corso per allievi ufficiali. Tornato in Italia, dopo essere scampato all’affondamento del piroscafo Principe Umberto la notte tra l’8 ed il 9 giugno, viene promosso al grado di sottotenente. E’ il 16 giugno, e dieci giorni più tardi parte per il Trentino. Dopo aver combattuto inoltre sul Carso, e nella Bainsizza, prende parte alla presa di Gorizia, venendo impegnato in seguito nelle trincee presso Avio, ed il Monte Altissimo. Nell’Aprile del 1917 è a Ravenna, mentre in novembre, è protagonista della triste ritirata di Caporetto. Sempre in Novembre, viene mandato a Brescia, dove conosce il futuro Capo dello Stato, Alessandro Pertini. Formata la “Compagnia dei Volontari Veneti”, parte per Villafranca (VR), dove rimane per un brevissimo periodo. Nel giugno del 1918, partecipa alla “battaglia del solstizio”, e due mesi più tardi, gli viene consegnata la Croce al Merito di Guerra. In Novembre, lo troviamo nuovamente a Ravenna, dove vi rimane fino al Luglio del 1919, avendo l’opportunità di conoscere la sua futura moglie, Adalgisa Tesorieri. Nel 1970, viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto. Muore a Marcon il 1 Giugno 1974.

Fabbri Giuseppe Nato a Rocca S.Casciano il 07. 07. 1896, Cavaliere di Vittorio Veneto e Sergente di Fanteria durante la guerra 15-18. Purtroppo, dispongo solo di due fotografie: nella prima si vede ritratto in divisa da Vigile del Fuoco, nella seconda ancora come sergente di Fanteria nell'ultima Guerra. A testimonianza, invio anche la tessera di iscrizione all'ANCR, e l'onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto.

Fossati Antonio Di Giovanni e Morelli Lucia nato a Salerno il 10.12.1896. Vicebrigadiere dei Carabinieri. Campagne di guerra 1916-1917-1918 Prestò servizio presso il Comando della Terza Armata.

Franchini Santalmino Classe 1891. Giunto alle armi per mobilitazione con il grado di Caporal Maggiore e dopo essersi “fatto le ossa” nella guerra in Libia 1911-12 con il 4° Reggimento Fanteria, Brig. Piemonte (encomio solenne <<Comandante di squadra riuscì di esempio ai dipendenti per lodevole calma e coraggio in combattimento >> – Oasi La Saffa, 29 Luglio 1912 ) il giorno 07 Maggio 1915 viene trasferito al 88° Reg. Fanteria della Brigata Friuli, dove vi rimarrà fino al 16 Luglio 1917. Il 17 Luglio 1917 viene trasferito nel 276° Reg. Brigata Belluno, dove nell’undicesima battaglia dell’Isonzo, con il grado di sergente viene decorato sul campo con la medaglia d’argento al Valor militare con la seguente motivazione : << Al comando di un plotone, con slancio, fermezza e sommo sprezzo del pericolo, la guidava brillantemente all’assalto di una trincea nemica, la occupava e vi faceva numerosi prigionieri. Testen, 28 Agosto 1917 >>. Il 23 Novembre 1917 viene trasferito al 83° Reg. della Brigata Venezia. Rinviato in congedo illimitato il 22 Agosto 1919. Nei 4 anni di guerra, riceve in più alla medaglia d’argento anche due croci di guerra.

Fiorenzani Zeffiro nato a Torniella, fraz. Roccastrada in provincia di Grosseto il 21-03-1882  da Felicita Rustici e Alessio Fiorenzani. Coniugato con Eva Bianchi da cui ebbe due figli Ilio, deceduto nello stesso periodo per spagno e Ilia. Dal fregio sul cappello si desume che appartenesse all' 87° Reg.to Brig.ta Friuli. Dalle memorie di mia Nonna, ricordo che fosse morto a causa dei gas probabilmente sul Carso.

Ferrari Primo nato a Borgo San Donnino (oggi Fidenza PR) il 18/05/1890 . Chiamato alle armi il 29/10/1910, parte per la Tripolitania e Cirenaica da Napoli il 4/12/1911 nel 9°rgt. Lancieri Firenze, ritornando il 15/01/1913.Viene richiamato l' 8/08/1914 nel 8° rgt. Lancieri di Montebello (con sede in Parma). Il 24/05/1915 parte per il fronte col 62° rgt. Fanteria (Brg Sicilia). Parte per la Macedonia imbarcandosi a Taranto il 29/08/1916. Muore a Milano il 22/11/1918 per malattia.

Faggian Luigi ( vedi altra foto) nato a Mestre (VE) il 14 Ottobre 1895, figlio di Domenico e Stevanato Emilia. Arruolato come soldato di leva di 1a categoria il 10 Novembre 1914 e rinviato in congedo illimitato provvisorio il 14 Gennaio 1915, in attesa del congedo del fratello Adolfo -classe 1893- con l’obbligo di presentarsi alle armi entro 8 gg. dal congedo del fratello stesso. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto l’1 Giugno 1915, venne inviato nel 2° reggimento artiglieria campale il 13 Giugno 1915 e giunse in territorio dichiarato in stato di guerra il 21 Dicembre 1915, per poi partire da codesto per servizio il 15 Gennaio 1917. Passò successivamente il 17 Gennaio 1917 al deposito del 5° artiglieria da campagna per la formazione di nuove unità e nuovamente inviato in territorio di guerra il 20 Novembre 1917 nella 67a batteria O.P.C., venendo poi trattenuto dal 1 Gennaio 1918 alle armi per mobilitazione. Verrà esonerato temporaneamente dal servizio effettivo sotto le armi fino a nuovo ordine il 14 Febbraio 1919. Tale nel deposito in Ferrara del regg. art. camp. e  mandato in congedo illimitato il 30 Ottobre 1919. E’ stato autorizzato in data 6 Novembre 1917 a fregiarsi del distintivo istituito col R. decreto 21 Maggio 1916 n° 641 e pure della medaglia istituita a ricordo della Guerra 1915–18. Per ultimo gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con De Rossi Elisa, padre di 4 figli (Evelina, Vally, Gianfranco e Silvio) iscritto all’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci sez. di Venezia-Mestre, fece nella vita l’allevatore di maiali e il commerciante di cavalli e mucche, di carattere un po’ severo e burbero forse segnato da quei brutti giorni di guerra trascorsi sul Carso (zona Doberdò) anche come attendente e staffetta del Cap. osservatore di artiglieria. Morì all’età di 76 anni il 22 Febbraio 1972 in Mestre (VE).

Faggian Adolfo nato a Mestre (Ve) il 10 Giugno 1893, figlio primogenito di Domenico e Stevanato Emilia. Soldato di leva di 1a categoria classe 1893 del distretto di Venezia e lasciato in congedo illimitato dal 17 marzo 1913. Chiamato alle armi il 9 settembre 1913 e giunto nel 52° reggimento fanteria il 27 settembre 1913. Ha procurato al fratello Luigi il ritardo alla chiamata alle armi dal 14 gennaio 1915. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 24 maggio 1915 e trattenuto per mobilitazione in base all’Art.133 del testo unico delle leggi sul reclutamento del R.E. dal 1 gennaio 1916, tale nel centro mitraglieri Fiat dal 21 maggio 1916 e trasferito nel 17° reggimento fanteria il 5 novembre 1916. Partito dal territorio di guerra il 29 novembre 1916 perché attendente montante. Passò poi al battaglione aviatori il 19 maggio 1918 e successivamente al 7° autoparco aviazione il 14 luglio 1918. Venne mandato in licenza illimitata il 5 maggio 1919 e congedato il 16 agosto 1919. E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della Grande Guerra avendo fatto le campagne del 1915-1916 ed inoltre a fregiarsi della medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia. Da giovane collaborò con la famiglia alla vita contadina e come il padre fece il lavorante di scope fino alla chiamata alle armi. Dopo alcuni anni dalla fine della Grande Guerra immigrò in Argentina a Colle Salier nella regione di Mendoza, si sposò con Zuin Giuditta di Favaro Veneto e da lei non ebbe figli. In quel paese fece l’autista dei primi autobus scolastici, tornò in Italia una sola volta, per alcuni mesi, avendo nostalgia del suo paese e per vedere per l’ultima volta i suoi 6 fratelli ed i parenti di sua moglie. Ritornò poi per sempre in Argentina ove morì.

Fortunato Giuseppe, marinaio fuochista di Vincenzo e di Angiola CONTE, nato a Pozzuoli (NA) il 17 gennaio 1895 – matricola n.39046  del Compartimento militare marittimo di Napoli, di professione tornitore. Arruolato quale iscritto di leva il 16 novembre 1915 nel Corpo Reale Equipaggi Militari Marittimi. Imbarcato sulla Regia Nave “Conte Cavour” dal 1° gennaio 1917 al 16 luglio 1919. Campagna di guerra 1917 – 1918. Croce al merito e medaglia commemorativa.

Faggian Alvino, nato a S.Alinopolis Minas Geraes (Brasile) il 3 Maggio 1890, figlio di Giacomo e Nascimben Santa. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria con matr. n° 33549 del distretto di Treviso e lasciato in congedo illimitato dall’11 Maggio 1910. Chiamato alle armi e giunto il 19 Novembre 1910 ed inviato nell’87° reggimento fanteria il 28 Novembre 1910. Trasferito come carabiniere aggiunto nella legione carabinieri di Roma l’11 Settembre 1911. Trattenuto alle armi dal 1 Gennaio 1913 e rientrato all’ 87° reggimento fanteria per aver cessato da carabiniere aggiunto il 1 Febbraio 1913 e subito mandato in congedo illimitato. Concessa autorizzazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore il 24 Aprile 1913. Richiamato alle armi e giunto l’8 Agosto 1914 per essere ancora mandato in congedo illimitato il 15 Novembre 1914. Nuovamente chiamato alle armi il 10 Maggio 1915 ed inserito nel 115° reggimento fanteria M.M. il 15 Maggio 1915, poi inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 23 Maggio 1915. Ricoverato all’ospedale 026 per ferita d’arma da fuoco alla regione sottoscapolare destra nel combattimento di Quota 102 Vertoiba il 20 Aprile 1917 come da dichiarazione del suo reggimento. Partito da territorio dichiarato in stato di guerra per trasferimento all’ospedale militare di Roma il 17 Maggio 1917 e poi inviato in licenza di convalescenza di giorni 50 per ferita dal 24 Maggio 1917. Rientrato al deposito del 56° reggimento fanteria il 13 Luglio 1917 e destinato alle truppe mobilitate in Z.G. nell’86° compag. ausiliaria F. dal 7 Febbraio 1918. Inviato in licenza illimitata il 21 Aprile 1919 e mandato in congedo illimitato il 15 Agosto 1919. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 15-16-17-18. Poi gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Ha inoltre ottenuto il certificato di tiratore scelto dall’87° reggimento-1° battaglione-8ª compagnia. Sposato con Danesin Maria, padre di 2 figli (Bruno, Ines) rimasto vedovo si risposò con Borin Enrichetta senza aver altri figli. Nella vita fece il contadino ed il mugnaio, di carattere socievole, affettuoso e rispettoso con tutti. Morì all’età di 84 anni il 5 Marzo 1975 in Mestre (VE).

Frustichino Antonio nato a Castel Giorgio (Terni) il 16/01/1886. Chiamato alle armi il 29/04/1916. inviato al 15° Reggimento Artiglieria da Campagna e giunto in zona di guerra il 21/06/1916. Trasferito al 58° Reggimento Artiglieria da Campagna in zona di guerra il 9/01/1918. Trasferito al 17° Reggimento Artiglieria dal 8/10/1918. In zona d'armistizio dal 4/11/1918. Rientrato nel Marzo 1919. Dichiarato Grande Invalido è deceduto il 25/12/1927. Sul foglio matricolare è annotato che  è autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 istituita con R. Decreto n. 1241 in data 20 luglio 1920 ed apporre nel nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1916, 1917, 1918".

Falcone Felice di Cristoforo, nato a Ispani (Sa), il 18 maggio 1896; Sottotenente del 37° Reggimento Fanteria (Ravenna), ferito gravemente sul monte Volnik nel 1918, Croce al merito della Guerra; autorizzato a fregiarsi dei distintivi d'onore istituiti dai Regi decreti e delle circolari militari; medaglia di bronzo a ricordo della Guerra, congedato con il grado di tenente maggiore.

G  
  Girardini Sante (Vai alla pagina dedicata) Nato il 4 Ottobre 1895 a Cavarzere. Arruolato di leva il 13 Dicembre 1914. Chiamato alle armi e giunto il 1 Giugno 1915 per mobilitazione. Dal 2°Reggimento Artiglieria Campale fu trasferito al Deposito Scuola Tiro Bombardieri Il 26 Aprile 1916 , quindi alla 171a Batteria Bombardieri e poi al 22° Reggimento Artiglieria da Campagna. Morto a Venezia il 4 Novembre 1979.

Giannini Valerio di Giuseppe. Nato a Serravalle Pistoiese il 7.11.1889, Dal foglio matricolare risulta inserito nell' 8° compagnia Sanità, 88° reggimento, Brigata Friuli , 266° reggimento, Brigata Lecce. Fu catturato durante la rotta di Caporetto e morì in prigionia a Belgrado per malattia  il 19.11.1918

Grifone Domenico Classe 1887, nato a Guardiaregia (Campobasso) ha militato dall 'agosto 1916 al marzo 1917 nel 141" fanteria e dall 'aprile 1917 nel 142'' fanteria Brigata Catanzaro, fino al primo aprile 1919, data di congedo. Ferito nel combattimento avvenuto l '8 giugno1917 al braccio destro da scheggia di granata a quota 219 nei pressi di Jamiano sul Carso.

Grasso Michele Nato a Montesarchio (Bn) il 1° gennaio 1899, figlio di Francesco e Ciullo Vincenza. Arruolato di leva, prima categoria, il 13 giugno 1917. "Ragazzo del '99", uno dei tanti chiamati alle armi nel 1917 ed inviati sul Piave e sul Grappa per fermare l’avanzata nemica dopo lo sfondamento austro-tedesco del fronte dell’Isonzo. Soldato del 260° reggimento fanteria "Brigata Murge", 757a compagnia mitraglieri, agli ordini del generale Vincenzo Gaeta. Congedato a Novi Ligure il 25 febbraio 1919 dopo un anno, sette mesi e dodici giorni di servizio effettivo. Cittadino onorario di Vittorio Veneto. Cavaliere dell'Ordine di Vittorio Veneto per riconosciuti meriti combattentistici. Il fratello Antonio, anch'egli al fronte, morì in combattimento il 26 dicembre del 1916 colpito a morte da una scheggia di bombarda. (vedi anche la Polizza a favore dei combattenti)

Granella Antonio Nato a Corneto Tarquinia nel 1887, richiamato con il grado di Sergente raggiunge il 2 giugno 1915  la Direzione di Sanità a Milano, il 4 dello stesso mese è già in zona di guerra, l’8 luglio viene promosso S.Tenente. Viene congedato il 30 ottobre 1919 con il grado di Capitano.

Granella Nello Nato a Firenze nel 1889, venne richiamato nell’aprile del 1911 e destinato, con il grado di sergente, in Libia all’ 84° Reggimento Fanteria; con questo partecipò alla battaglia di Zanzur; venne poi congedato nel luglio 1912. L’8 maggio 1915 fu ancora richiamato e il 16 dello stesso mese raggiunse il 127° Reggimento in Zona di guerra. Il 5 luglio nello sperone di Monte Kuk, mentre era in trincea, venne colpito a morte da un proiettile d’artiglieria nemica che sfondò, penetrandolo, il riparo di sacchetti di terra. Questa la lettera che il Tenente del 127° Pampaloni Alfredo scrisse alla famiglia : " 5/7/1915 Egregio Dottore, Le scrive, con animo oltremodo addolorato, il Tenente di suo fratello Nello. Avevo promesso a lui, conformemente al suo desiderio, di informare i parenti nel caso si fosse verificata una disgrazia. Purtroppo questa non è attardata a presentarsi. Stamani alle ore 10, mentre con suo fratello mi trovavo in trincea, uno shrapnel ha investito il luogo ove era disteso il mio plotone, proprio a ridosso del povero Sergente, che è passato fulmineamente ad altra vita. Stasera io stesso, con i soldati della sua squadra, curerò la sepoltura della salma, cui saranno resi gli onori che si meritano i valorosi. Il dolore che mi tortura l’animo è tremendo, perché molto mi ero affezionato al mio bravo Sergente. Era pieno di sentimento di dovere, buono, rispettoso, affezionato alla Madre ed alla famiglia, di cui mi parlava spesso con amore. Mi ero formato di lui, come uomo e come soldato, un concetto così elevato, che non stentai in questi ultimi tempi a familiarizzare con lui. Venne volentieri alla guerra e dava continuamente prova di possedere qualità non comuni di esperienza e di coraggio. Egregio Dottore, unitamente all’espressione più profonda di cordoglio, la prego di gradire la mia modesta, ma sentita parola di conforto. Pensi Lei stesso, prima di ogni altro a sua Madre, alla povera Madre che tanto amava il compianto defunto. Lo so perché Nello stesso mi ha letto più volte, commosso, le lettere di Lei. Coraggio, Dottore, e grande spirito di rassegnazione. Gradisca una forte stretta di mano dal suo dev.mo Tenente del 127° Fanteria. Gli oggetti di proprietà privata di Nello sono stati consegnati dal Comando di Compagnia al Comando di Reggimento. Qualora le servisse qualcosa da me, approfitti pure. In proposito le trascrivo chiaramente il mio nome e cognome. Tenente Pampaloni Alfredo"

Gramigni Giuseppe "Pino" Nato il 5 dicembre 1899, caduto sul Montello il 19 giugno 1918. Fante della brigata Lombardia 74°reggimento

Giavarini Albino Nato a Modena il 15 maggio 1867, morto a Bologna il 28 gennaio 1948. T.Colonnello, commissario, perito industriale, cav. dei SS.Maurizio e Lazzaro, decorato della croce di guerra. Vedi album personale

Gentili Claudio Vedi l'abum personale

Giudetti Giuseppe Nato a Taranto partecipò alla Grande Guerra come marinaio. Di lui ci resta qualche foto scattata sulla nave dove prestava servizio.

Galzignato Ettore  di Isidoro e Bassetto Angela - nato a Castegnaro (VI) il 24 agosto1892.   Fatto servizio di leva distretto di Vicenza dal 27 marzo 1912 al 27 marzo 1913 nel Reggimento Savoia Cavalleria. Chiamato alle armi per istruzione il 21 febbraio 1915 nel 6° Reggimento Alpini Battaglione Vicenza. Il 15 aprile 1916 nominato Caporale -  Il 19 giugno 1916 nominato Caporale Maggiore in territorio dichiarato in istato di guerra. Il 23 luglio 1916 morto in combattimento a Monte Cimone come da atto di morte inscritto al N. 21 del registro degli atti di morte tenuto dalla 259a Compagnia del 6° Reggimento Alpini. (NOTA)  E' morto nell'operazione che fruttò per un breve periodo agli Italiani la conquista della vetta del Cimone. Ed infatti negli allegati si può vedere che è stato decorato con la Medaglia di Bronzo alla memoria con questa motivazione : "Con slancio e risolutezza, si spingeva contro trincea nemica, sotto il vivo fuoco della fucileria dei difensori, riuscendo fra i primi a raggiungere la trincea stessa. Ferito mortalmente, incorava i compagni e l'incitava alla resistenza, dando prova  di esemplare coraggio e fermezza.  Monte Cimone, 23 luglio 1916.  Roma addì 25 luglio 1917. Cosa strana per un caduto ,dagli atti risulta anche l'autorizzazione a fregiarsi della medaglia per l'unità d'Italia.

Gitto Giuseppe, matricola 33072 nato a Santa Lucia del Mela in Provincia di Messina il 31 agosto 1890 da Pietro e da Grillo Anna chiamato alle armi non giunge perché già arruolato il 14.09.1910 nella Guardia di Finanza giunge alle armi per mobilitazione il 21 gennaio 1916 e viene posto in congedo illimitato il 31 ottobre 1919. Campagne di guerra Italo Austriaca 1916-1917-1918, ferito da scheggia di sasso al dito pollice destro nel combattimento di quota 208 il 9 ottobre 1916 , ferito da arma da fuoco spoletto Srafinel al palmo della mano sinistra nel combattimento di Monte Santo il 29 maggio 1917, con decreto n° 1918 del 16 dicembre 1920 del Ministro della Guerra Bonomi è autorizzato a fregiarsi della medaglia istituita a ricordo della guerra 1915-1918, dal ministro della Guerra Mussolini viene concessa in qualità di caporale 43 Fanteria la Croce al Merito di Guerra, il Presidente della Repubblica con decreto in data 21 marzo 1969 lo nomina Cavaliere di Vittorio Veneto, Muore in Milazzo ( Me) il 14 settembre 1968

Giobbe Ferdinando, nato il 10 gennaio 1888 a Torre Del Greco (Napoli), Sottufficiale in s.p.e. della Regia Marina Militare Italiana matricola 45625. Volontario C.R.E.M.M. il 30.11.1908, Scuola truppe Speciali del Varignano il 01.06.1911, imbarcato sulla Regia Nave G.Pepe dal 21.06.1910 al 23.04.1917. Reggimento fucilieri di Marina del basso Piave dal 1917 al 1918. Campagna di guerra “Italo-Turca 1911-1912”. Campagna di guerra anni 1915, 1916, 1917, 1918. 1916 (12 giugno), azione ardita subacquea di guerra, condotta un’azione di guerra entro un porto nemico nel Basso Adriatico, stando imbarcato sulla R.N. Pepe. Ricoverato all’Ospedale Militare di Portovenere dal 24.04.1917 al 20.06.1917 per lesioni contratte in azione. Imbarcato al Gruppo Dragamine dal 20.01.1919 al 17.08.1919. Imbarcato sulla Regia Nave Pisa dal 01.10.1921 al 19.06.1922. Difesa M.M. e Deposito di Pola dal 19.12.1922. Deceduto in Servizio e per Causa di Servizio in Pola il 1932. La moglie Volani Valeria in Giobbe e la figlia Ersilia furono profughe istriane. Decorazioni e ricompense : Croce d’argento “Anzianità di Servizio”, con corona Reale, Medaglia d’argento “guerra Italo-Turca 1911-1912”. Croce di bronzo “al Merito di guerra”. Medaglia di bronzo “Guerra 1915-1918” con 4 fascette. Medaglia di bronzo “Della Vittoria”. Medaglia di bronzo “Unità d’Italia”. Encomio solenne per “Azione di Guerra entro un porto nemico nel Basso Adriatico, f.o.10.8.916

Giobbe Giuseppe fu Ferdinando, nato in Torre del Greco (Na) 24 novembre 1886, Sottocapo della Regia Marina Militare Italiana matricola 13220,Volontario C.R.E.M.M. dal 21.7.1903 al 24.11.1910 : Imbarcato sulle Regie navi: “Castelfidardo”; “ Garibaldi”; “Agordat;”; ”Aquilone”; ”Vulcano”; “Carlo Alberto”; “Scorpione”; “Clio”. Militarizzato dal 1915 al 1918 in quanto tecnico specializzato nell’ex Arsenale Militare di Napoli; Graduato della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale 145° Legione “C. Pisacane” dal 1923 al 1941; Nel Corpo delle Guardie Municipali di Torre del Greco (Na) dal 1926 a giugno 1941. Decorato di Medaglia di bronzo “Guerra 1915-1918”, Croce di bronzo “Anzianità della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale.

Gandossi Angelo figlio di Lorenzo e Belotti Maria nato a Grumello del Monte (BG) il 15 Novembre 1897. Chiamato alle armi e giunto il 21 Settembre 1916. Tale nel 1° Fanteria Brigata Re 11 Ottobre  1916. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra 11 Ottobre 1916. Tale nel 164° Regg.to Fanteria il 4 Giugno 1917. Tale prigioniero di guerra sul Montello il 15 Giugno 1918. Rimpatriato in seguito all'armistizio il 15 Novembre 1918, il giorno del suo 21° compleanno. Muore il 2 Novembre 1998 a 13 giorni dal suo 101°compleanno il funerale venne fatto il giorno 4 Novembre.

Grassi Luigi Leggi l'articolo sulla sua conquista del Col di Lana, in formato.pdf

Greco Francesco, figlio di Raffaele e Casalenuovo Adele, nato a Catanzaro il 14 settembre 1899, soldato di leva I^ categoria Matricola 5142 Classe 1899 Distretto Militare di Catanzaro.Chiamato alle armi il 18 maggio 1917 e lasciato in congedo Illimitato. Il 12 giugno 1917 è nel 76° Reggimento fanteria (Deposito). Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, il 27 novembre 1917 è nel 253° Reggimento fanteria mobilitato. L’11 ottobre 1918 è nel 56° Reggimento fanteria. Il 12 ottobre 1918 viene ricoverato presso l’ospedale da campo 008. Il 26 ottobre 1918 lascia il territorio dichiarato in stato di guerra per trasferimento presso l’ospedale militare di Venezia. Il 1° novembre 1918 viene inviato in licenza di convalescenza di gg. 60. Il 1° gennaio 1919 rientra al deposito del 56° Reggimento fanteria. Il 18 gennaio 1920 viene inviato in congedo Illimitato soddisfatto del premio di mobilitazione di lire 150 e dell’equivalente del pacco vestiario di lire 80. Campagne di guerra 1917 e 1918. Concessa dichiarazione di aver tenuta buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Nel dopoguerra è nella milizia ferroviaria.

Gigliarelli Ugo era nato il 24 febbraio 1880 a Soresina (CR) da una famiglia umbra.Nominato Sottotenente nel 1900, partecipò da Capitano nel 51°Reggimento Fanteria alla guerra Italo-Turca (1911-12), nel corso della quale fu ferito nella battaglia di Sidi Bilal ( Zanzur) meritando la sua prima Medaglia d’Argento al VM. Allo scoppio della “Grande Guerra”, quale Aiutante di Campo nella Brigata “Perugia”, il 12 novembre 1915 fu ferito sul Monte San Michele ottenendo la seconda Medaglia d’ Argento al VM. Promosso Maggiore , il 6 marzo 1916 assunse il comando del II Battaglione del 129° Reggimento della Brigata “Perugia”, che mantenne sino al successivo 13 luglio quando guidando un attacco sul Monte Zebio fu gravemente ferito (e mutilato di un polmone ). Per tale episodio fu decorato con una terza Medaglia d’Argento al VM e ,da parte del Comando Francese, della Croce di Guerra con palme. Rientrato in servizio nel gennaio del 1917 con il grado di Tenente Colonnello, nell’aprile dello stesso anno fu nominato Capo di Stato Maggiore della 11^ Divisione di fanteria, incarico che mantenne sino alla fine della guerra. Durante tale periodo fu decorato con una Medaglia di Bronzo al VM e con una quarta Medaglia d’Argento al VM per fatti d’armi accaduti rispettivamente a Ponte di Piave (giugno 1918) e a Mezzolombardo (novembre 1918). Nei quattro anni di guerra fu anche decorato con tre Croci al Merito di Guerra. Nel 1925-26 con il grado di Colonnello comandò il 31° Reggimento di fanteria “Siena”. Dopo alcuni incarichi presso lo Stato Maggiore, negli anni 1928-32 partecipò alla campagna per la riconquista della Libia con il Regio Corpo Truppe Coloniali quale Comandante della Zona dei Territori del Sud ( Fezzan ). Promosso Generale di Brigata, nel 1933 rientrò in Italia per assumere il comando della Brigata “Rubicone”. Nel 1935 fu richiamato in Libia dove fu nominato Comandante del Regio Corpo Truppe Coloniali, posizione che mantenne sino alla fine del 1939. Promosso Generale di Divisione, comandò nel 1940  la Divisione di fanteria “Bergamo”. Terminò la sua carriera con il grado di Generale di Corpo d’Armata e, dopo alcuni incarichi al Ministero della Guerra, nel 1942 si ritirò nella sua Umbria dove morì il 5 ottobre 1944.
Motivazioni delle decorazioni al VM:
Medaglia d’Argento: “Dava mirabile esempio di valore in combattimento, colpito da una pallottola mantenne il comando della compagnia fino a che venne nuovamente ferito. Sidi-Bilal 20 settembre 1912.(RD 22 marzo 1913). Medaglia d’Argento: “Durante un attacco,ferito da schegge di proiettile avversario, rimaneva imperturbabile al suo posto di combattimento e, pur non potendo più camminare, non entrava in luogo di cura, continuando a prestare la sua opera quale aiutante di campo, dando prova magnifica di fermezza e di saldo carattere. Monte San Michele 12 novembre 1915 ( DL. 1 ottobre 1916 Medaglia d’Argento: “Comandante di un battaglione che doveva per primo muovere a ondate all’attacco di una forte posizione nemica,si mise nel punto più esposto della trincea di partenza per osservare meglio tutta la linea e,incoraggiati con animate parole i dipendenti,spinse arditamente due ondate verso la trincea avversaria. Colpito gravemente,noncurante della ferita s’interessò della sorte del proprio reparto mentre lo trasportavano al posto di medicazione. Già distintosi nell’azione del giorno precedente. Monte Casera Zebio 13 luglio 1916” (DL. 13 maggio 1917).
Medaglia d’Argento: “Con felice intuito della situazione e con sagace ardimento ideava e dirigeva egregiamente la mossa di un reparto di mitragliatrici, che raggiunta rapidamente in autocarro una lontana località ancora occupata da forze nemiche e distante dai nostri elementi avanzati circa 70 chilometri, riusciva a fermarvi una forte colonna avversaria. Ivi, direttamente e opportunamente intervenendo, imponeva al comando di una divisione nemica il disarmo e catturava quasi tutta la forza della divisione stessa con grande quantità di materiale di ogni genere. Mezzolombardo 3 novembre 1918” (RD.2 ottobre 1921 ).
Medaglia di Bronzo:“Capo di Stato Maggiore di una Divisione impegnata in un aspro combattimento, con illuminata perizia, attività instancabile e grande valore coadiuvava efficacemente il proprio comandante. Trovatasi un’ala della Divisione per le vicende del combattimento di una unità laterale completamente isolata e minacciata di aggiramento dal nemico, provvedeva con fermezza e noncurante delle offese avversarie a ristabilire il collegamento. In altre contingenze di dura lotta, interveniva con energia e sprezzo del pericolo, coadiuvando validamente il proprio comandante nel fronteggiare pericolose situazioni. Ponte Piave 17-20 giugno1918” (DL.22 dicembre 1918 ).

Ganzari Camillo nato a nasce a Parma il 13 Dicembre 1894 da Giuseppe Ganzari e Teresa Gozzi. Soldato – con incarico di Portaordini. Inizia il servizio militare di leva il 20 Luglio 1916 nell'89° Reggimento Fanteria di Linea - Brigata Salerno - 34a Divisione - XIII Corpo d'Armata. Viene trasferito l’11 Marzo 1918 al 60° Reggimento di Fanteria di Linea – Brigata Calabria – 59° Divisione. Di seguito trasferito il 7 Luglio 1918 al 239° Reggimento di Fanteria di Linea – Brigata Pesaro e il 13 Dicembre 1918 al 59° Reggimento di Fanteria di linea. Congedato il 11 Settembre 1919 a Frosinone dopo periodo di quarantena, spidocchiamento e di cura per guarire da una forma iniziale di colera (colerina). Dai ricordi di mia nonna: al rientro a casa dopo 3 anni di trincea, il carattere di mio nonno Camillo è irrimediabilmente trasformato e questo lo segnerà per il resto della sua vita. Dai racconti di mia mamma al rientro a casa pare che si fosse portato l’elmetto e la mantella grigioverde che sfortunatamente non sono stati più ritrovati a diffrenza delle medaglie del foglio di congedo, della piastrina e delle mostrine

Gioglio Luigi nato nel 1885, falegname padre di tre figli , Numero di matricola 15171.Soldato di leva 3° categoria in congedo illimitato 25 maggio 1905, Chiamato alle armi per mobilitazione con R.D. del 22 Maggio 1915 e giunto al Distretto Militare di Casale il 24 febbraio 1916. Tale nel 2° Genio Zapp. Bologna in zona di guerra il 13 marzo 1916. Partito per territorio dichiarato in stato di guerra con la 185a Comp. Zapp. 73° Batt. il 6 luglio 1916. Partito da territorio dichiarato in stato di guerra il 26 marzo 1918. Lasciato a disposizione dello Stab. Soc. S. Giorgio in Sestri Ponente ed assegnato al Dep.to 90° Regg. Fanteria il 27 maggio 1918. Tale nel 26° (?) Reggimento genio ….(?) zappatori Genio Torino. Revocata la suddetta concessione ed inviato in licenza di giorni quindici prorogabili il 30 novembre 1918. Il 4 novembre era nato il suo quarto figlio ,Wilson. Inviato in licenza illimitata a senso Circ. Min. n° 108 del (?) il 17 maggio 1919. Prosciolto definitivamente dal servizio i 31 dicembre 1919.

H  
   
I  
  Iacolino Giuseppe Nato a Naro (AG) 12/03/1881 combattente del 220° Brigata di fanteria SELE. Zona di operazioni Pasubio

Ippolito Giovanni (1881 - 1916) ......Una delle perdite che riuscì più luttuosa al 141°, fu quella del capitano Giovanni Ippolito, siciliano. Egli si era distinto in tutti i combattimenti sul Carso e nel Trentino e in modo speciale si era dimostrato valoroso nell'ultima azione, guidando la sua compagnia con intrepido coraggio nelle trincee nemiche di Cima 1 e facendo poi fallire tutti i tentativi avversari diretti a conquistare la posizione perduta. Nel pomeriggio del 7 agosto, mentre dirigeva i lavori di fortificazione, essendosi troppo esposto in luogo scoperto, venne colpito in pieno da una granata nemica. (....) nei fatti d'arme che si svolsero dal maggio all'agosto del 1916 guadagnò tre medaglie d'argento al valor militare, che gli vennero, però, conferite quando il suo nobile cuore aveva cessato di battere. ( da "Il 141° Reggimento Fanteria nella Grande Guerra" di Adolfo Zamboni ) Partecipò all'azione del recupero dei cannoni sul Mosciagh, e alla presa del S.Michele dove fu ucciso.

Ielletich Gaetano Vedi album personale

Ielletich Giovanni Vedi album personale

Iaccarino Attilio di Alfonso e di Lucia DI BONITO, soladto, nato a Pozzuoli (NA) il 16 maggio 1891 – matricola n.85724 del Distretto Militare di Napoli, di professione contadino. Arruolato quale iscritto di leva di prima categoria ed assegnato al 135° Rgt fanteria, in zona di guerra il 31 ottobre 1917 con il 79° Rgt fanteria. Campagna di guerra 1917 – 1918. Croce al merito e medaglia commemorativa.

J  
   
K  
  Klor Albert (vedi foto tomba) Caporale del 27° Reggimento fanteria “Graz”, XV Distretto di Vienna. Nato nel 1895, catturato sul Carso durante la settima battaglia dell' isonzo, morto in prigionia a San Michele al Tagliamento (VE) durante il trasporto in ospedale per ferite riportate in combattimento il 24 settembre 1916.

Krziwanek Max Nacque a Trieste il 1° ottobre 1885 da Philip e Rosa Innerkofler. La famiglia si trasferirà a Gorizia nel 1888 per via del lavoro del padre, funzionario statale. Era nipote di alti ufficiali dell’Esercito Imperiale austriaco, uno zio era un Oberst (Colonnello), uno era General Major (Generale a una stella, Generale di Brigata), e uno era un Fedmarshalleutnant (Tenente fedmaresciallo, Generale a due stelle, Generale di Divisione). Nel 1905 è militare di leva a quando si congeda ritorna a Gorizia e sposa Orsola Boskin, figlia dal padrone dell’osteria “Alla bella veduta di Peuma”, che gli darà quattro figli, Giovanni, Noemi, Carlo (nato il 23 febbraio 1915), e Mina nata dopo la fine della guerra. Nel 1914, allo scoppio della guerra, viene richiamato in servizio e spedito sul fronte russo nella Galizia Polacca in un reparto di telefonisti e telegrafisti e resterà per tutto il conflitto su quel fronte. Alla fine della guerra ritorna a casa e inizia a lavorare per le Poste e Telegrafi, come caposquadra, e nel gennaio del 1930 per Decreto del prefetto di Gorizia il cognome viene cambiato a tutta la famiglia e diventa Difilippo, perché lui era figlio “di Filippo” (in base a un Regio Decreto-Legge per la “riduzione in forma italiana di tutti i cognomi stranieri”). Morì a Gorizia il 30 aprile del 1974.

Klobas Johan Vedi album personale

L  
  Linari Eugenio Classe 1890 da Settignano(FI) distretto militare di Firenze mandamento di Firenze campagna. Di Ettore e Masieri Ersilia. Dec.Croce di guerra . Combattè sul S.Michele, Carso, M.Cengio,Cesuna Faiti, Doberdò, Piave.

Landi Angelo (vedi attestato onorificenza)

Loprete Raffaele Nato a Catanzaro, combatte' nel 4° fanteria e poi venne trasferito in altre unita'. ( Vedi l'album personale e leggi il ricordo storico fatto dal figlio Francesco )

Longoni Antonio Nato a Seregno (Mi) il 15.10.1880, commerciante di vini, padre di cinque figli (non vedrà mai l’ultimo). Parte per il fronte il 24 maggio 1915, in forza al Battaglione Morbegno, V° Alpini, con il grado di sergente. Combatte in Adamello, sul Monte Nero e a Castelgomberto. Muore il 7 giugno 1916 nella battaglia di Monte Fior. Decorato con medaglia d'argento. Motivazione: "Si presentava spontaneamente in trincea, benché fosse a riposo per una ferita precedentemente riportata, e si slanciava per ben due volte alla baionetta, incitando sempre i soldati, finché cadde nuovamente ferito." Vedi foto di gruppo Batt. Morbegno, in azione presso il rif.Garibaldi e il rifugio dedicato ai fratelli Longoni sulla cresta sud-ovest della Sassa d'Entova m.2450 )

Vai anche al testo di Don Giuseppe Molteni " Ricordi e pensieri di Antonio Longoni"

Longoni Elia Nato a Seregno (Mi) il 2.11.1879, tenente medico in forza all’89° fanteria Brigata Salerno, caduto sul Carso e decorato con medaglia d’argento. Motivazione: “Ammalato, attese ugualmente al proprio compito. Benchè il suo Battaglione fosse in una posizione arretrata, sistemò il posto di medicazione in una località avanzata, noncurante dell'intenso fuoco nemico pur di trovarsi nel luogo più acconcio per rendersi utile anche ai feriti di altri reparti. Calmo e sereno, prestò con grande attività la sua opera di soccorso, finchè venne mortalmente colpito da una granata avversaria. Doberdò 10-10-1916”

Lorenzoni Leone Di nobile famiglia veneta nacque il 1.12.1898 a Lendinara (RO) .Ultimo di diciotto fratelli fu richiamato con la classe 1899.  Partecipò alla guerra come sottotenente del 24° reggimento di artiglieria. Soleva dire ai suoi fratelli: "Cari miei se non c'eravamo noi ragazzi del 99 a fermarli sul Piave sareste stati tutti freschi" . Morì a Lendinara il 31 agosto 1968. Vedi anche l'album personale nella sezione Album d'Epoca

Lorenzoni Luigi  Di nobile famiglia veneta nacque il 14. 8 .1889  a Lendinara (RO). Si laureò in Medicina Veterinaria e partecipò al primo conflitto mondiale in qualità di ufficiale medico veterinario. Dopo la guerra visse a Lodi (MI) dove svolse la sua professione. Morì in un incidente stradale in data 8.3.1956. Fu sepolto nella tomba di famiglia nel suo paese di origine . Vedi anche l'album personale nella sezione Album d'Epoca

Lanzani Emilio Di Eusebio, nato il 28 luglio 1887 a Cavriago (RE), caporale nel Reparto Contraerei Nettuno, morto il 17 novembre 1918 nell'ospedaletto da campo n°061 per malattia.

Lombardi Stefano Nato il 14 gennaio 1899 a Melazzo (Aqui), ferroviere frenatore fu arruolato nel 37à batt. M.T. il 21/2/1917. Promosso caprale il 9/6/1917 e caporal maggior il 25/12/1919.

Lico Francesco Antonio Nato a San Costantino Cal (VV) il 4/08/1887, era un oscuro fante della Brigata Salerno 135° reggimento fanteria, partito in guerra lasciando a casa moglie e quattro figli di cui uno in arrivo. Nel giugno 1918 fu fatto prigioniero  e liberato dopo l'armistizio. E stato messo in congedo "Dopo aver servito con onore" come recita il foglio matricolare nel 1919.

Libralato Ciro L’Artigliere Libralato e la cavalla “Armilla” ( di Libralato Marco) La cartolina di precetto giunse a Ciro Libralato, classe 1898 di S. Ambrogio di Trebaseleghe in provincia di Padova, ai primi giorni dell’anno 1917. La guerra era iniziata da due anni. Molte battaglie dell’Isonzo erano già state combattute ed i morti si contavano a decine di migliaia. Ciro fu assegnato, per sua fortuna, non alla fanteria, che contava circa l’80% di caduti in combattimento, ma al 29° Reggimento di artiglieria pesante campale della Brigata Modena. I cannoni in dotazione non erano poi tanto pesanti, poiché erano cannoni da 105 mm. trainati da cavalli: era la così detta artiglieria “ippotrainata”. Per far funzionare questi cannoni erano necessari sia artiglieri serventi ai pezzi che cavallerizzi. Il reparto di Ciro, che nel frattempo era stato promosso appuntato scelto cavallerizzo, fu assegnato alla Terza Armata e schierato sul Carso, sopra la Rocca di Monfalcone a sei chilometri oltre l’Isonzo. All’inizio le battaglie non furono violente ma poi si complicarono sino a diventare drammatiche quando ci fu la rotta di Caporetto. Raccontava Ciro: “Quando venne dato l’allarme sul “si salvi chi può” io staccai dal cannone la cavalla bianca maremmana di nome Armilla, che al timone faceva coppia con un’altra di nome Radica, e corsi a Portogruaro. Appena arrivati qualcuno si ricordò che i cannoni erano rimasti sul Carso per cui era assolutamente necessario recuperarli. Furono necessari tre viaggi. Io, solo con la fedele cavalla Armilla, recuperai l’ultimo cannone ma quando mi trovai al ponte del Tagliamento questo era già minato e pronto per essere fatto saltare. Ero, inoltre, sotto il fuoco incrociato di italiani e austriaci. Mi parve la fine del mondo. Chiesi ad Armilla di trovare tutta la sua potenza per portarmi in salvo. Armilla abbassò la testa, parve capire ciò che stava accadendo e io le dissi pure che o saremmo morti entrambi nell’esplosione o lei sarebbe diventata bistecche per i “Crucchi”. Io mi feci tutt’uno con lei. Letteralmente volavamo! Giunto salvo sul Piave giurai alla cavalla che se un giorno avessi avuto una figlia l’avrei chiamata come lei. Mi aveva salvato la vita! L’ultimo anno di guerra Ciro lo passò sul Piave sempre in prima linea, a Losson di Meolo in località La Fossetta. Quando nell’aprile del 1934 l’artigliere scelto Cavallerizzo Ciro Libralato divenne padre di una bambina mantenne la promessa fatta alla cavalla maremmana. Chiamò la figlia Armilla familiarmente detta Milla. Ciro , al suo ritorno, non parlò mai della guerra, fu un antifascista convinto consapevole che Mussolini ci avrebbe portati ad un'altra guerra e lui sapeva cosa voleva dire combattere. In punto di morte nel 1969 volle dettare queste poche memorie a suo figlio (mio padre) quasi a voler lasciare un segno indelebile di lui nella storia d’Italia , non sui libri , non agli storici che contano , ma semplicemente a quelle che sarebbero state le sue generazioni future, i suoi figli e i suoi nipoti , e c’è riuscito , anche se non l’ho mai conosciuto sono orgoglioso di lui un semplice artigliere diventato “Cavaliere di Vittorio Veneto” che ha contribuito a fare grande L’Italia in quei terribili anni ‘ e io oggi nel 90° anniversario della “Vittoria” lo voglio ricordare così! Treviso , 4 Novembre 2008 .

Liuzzo Vincenzo del 221° fanteria Brigata Ionio ( foto del 1916)

Leoni Diomede nato il 12 giugno1888 a Dicomano (FI) morto il 12 febbraio 1977. Mutilato di guerra, prestò soccorso nei luoghi terromotati del territorio calabro -siculo nel 1908, partecipò alla guerra italo-turca 1911-1912, durante la grande guerra fu ferito gravemente alla testa.

Lodi Fortunato è nato a Correggio (Reggio Emilia) il 01/03/1888 da Lodi Francesco e Gamberini Anna. Di professione contadino.Dal foglio matricolare si desume che era stato reso abile di 1° categoria. Fece il militare di leva dal 05/05/1908 al 03/09/1910 come carabiniere aggiunto nella Legione Carabinieri Reali di Milano del 94° reggimento fanteria della Brigata Messina. In seguito fu richiamato dal 26/09/1911 per la guerra Italo-Turca e mandato in congedo illimitato il 20/03/2012. Il 24 maggio 1915 partì dalla stazione di Modena per la Grande Guerra assegnato al 26° Reggimento Fanteria della Brigata Bergamo sede di Piacenza poi confluita nel 111° Reggimento Fanteria della Brigata Piacenza sede di Piacenza. Dopo un breve periodo di esercitazioni militari a Lonato e Desenzano (Bs) agli inizi di luglio del 1915 giunse in zona di guerra sul Carso. Partecipò alle operazioni militari sul Monte San Michele, Monte Fortin e Monte Sei Busi. Rimase in zona di guerra fino al 28 agosto 1915 poi contrasse il colera e fu mandato in ospedale a Piacenza. Dopo la malattia, non più idoneo alle fatiche di guerra, fu destinato alle industrie belliche in qualità di operaio militarizzato, probabilmente  a Modena o a Piacenza, entrambe sedi di numerose fabbriche di proiettili entrambe sede dei reggimenti di appartenenza ( 26° o 111°). Sul Foglio Matricolare viene infatti riportato che dal 1 gennaio del 1916 cessa di trovarsi in territorio dichiarato in stato di guerra e fu congedato definitivamente il 23/06/1919. Sposò Aldina Mescoli (10/01/1895 – 19/07/1955) sorella di Augusto Mescoli. Ebbero due figli Lodi Augusto (1922-1996) e Lodi Ida (1926-2006). Rimasto vedovo nel 1955 continuò a vivere col figlio Augusto e la sua famiglia. Morì il 07/10/1970 a Carpi (Mo). Giunse postuma l’onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto.

Lovisa Erminio, nato a Pramaggiore (VE) il 18 Marzo 1893, figlio di Benedetto e di Godeghese Teresa. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria, classe 1893 con matricola n° 73322 del distretto di Sacile e lasciato in congedo illimitato l’1 Dicembre 1913. Chiamato alle armi e giunto il 2 Dicembre 1913 e tale nel deposito del 40° reggimento fanteria il 5 Dicembre 1913. Trattenuto alle armi fino al 1 Gennaio 1915 ( R.D. 1 Dicembre 1914 ) tale nel 134° reggimento fanteria dal 10 Marzo 1915 ed inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 24 Maggio 1915. Passato poi nel 47° reggimento fanteria mobilitato il 4 Aprile 1916 e trattenuto alle armi per mobilitazione a senso dell’Art. 133 del T.U. delle leggi sul reclutamento del R. Esercito il 1 Luglio 1916. Ricoverato nell’ospedale da campo per malattia ( Enterite ) l’11 Settembre 1916 e partito da territorio di guerra per essere trasferito all’ospedale militare di Bologna Sez. “ Asilo Infantile “ il 13 Settembre 1916. Successivamente trasferito all’ospedale militare territoriale n° 2 della C.R.I. di Prato il 21 Settembre 1916. Dimesso da detto ospedale ed inviato in licenza di convalescenza di giorni 60 il 27 Settembre 1916. Rientrato al deposito del 47° reggimento fanteria in Lecce il 26 Novembre 1916 ed inviato in territorio dichiarato in stato di guerra con il 214° reggimento fanteria il 20 Maggio 1917 e poi trasferito nell’87° reggimento fanteria mobilitato il 28 Agosto 1917. Cessa dal trovarsi in territorio di guerra per intervenuto Armistizio il 4 Novembre 1918 ed inviato in licenza illimitata ( Circolare n°45138 ) il 14 Aprile 1919. Collocato in congedo illimitato il 5 Settembre 1919 e concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Ha fatto le campagne di guerra del 1915-16-17-18. Sposato con Maria Del Bel Belluz, padre di 3 figli ( Alfonso, Vico, Iole ) nella vita fece il bracciante e morì il 10 Maggio 1949 ad Azzano Decimo (PN) all’età di 56 anni. Vedi altre foto con i commilitoni e con un compagno

M  
  Mesaglio Antonio (Vai alla pagina dedicata) Nato a Lestizza (UD), il 14 maggio 1882, padre della futura moglie di Arrigo Costantini (vedi sopra) e come lui appartenente all’8° reggimento alpini, ma nella 527a Compagnia Mitraglieri, 52 a divisione, XX corpo d'armata. Morì la tragica notte del 25 giugno 1917 sul Coston dei Ponari sull' Ortigara. Di lui ci restano le preziose lettere indirizzate alla moglie ed un sacchettino di lino contenente la piastrina di riconoscimento, un distintivo austriaco, un proiettile, il lapis copiativo con cui scriveva ed alcune stelle alpine rinsecchite. Il corpo non è mai tornato a casa, deve essere stato sepolto in una delle tante fosse comuni dopo la carneficina del 25 giugno.

Mignone Angelo Ultimo testimone delle cariche a Pozzolo del Friuli del 29/30 Ottobre del 1917, atte e fermare l'avanzata austriaca dopo lo sfondamento di Caporetto

Malerba Placido Morto il 17 luglio del 1917 e sepolto nel cimitero di Santa Maria la Longa (Udine). Nativo di Poggio Imperiale (Foggia) apparteneva al 142° Battaglione Fanteria "Catanzaro". Sull'atto di morte è riportato che il soldato "è morto in seguito a peritonite acuta causata da ferita a canale da fucile al basso ventre". Placido Malerba fu vittima inconsapevole della rivolta di S.Maria la Longa da parte della Brigata Catanzaro

Macchi Francesco Classe 1887 nato in provincia di Varese -  richiamato in servizio il 23 Maggio 1915 con il grado di Caporale nel 92° fanteria, combatté sul Carso e Altipiani del Trentino in vari reparti di fanteria, guadagnandosi il grado di Sergente Maggiore, fu congedato il 12 Aprile 1919. Morto nel 1956 Medaglia " Campagna di Guerra 15-18 ".  Autorizzato ad apporre sul nastrino della medaglia le fascette per i seguenti anni trascorsi al fronte: 1915-1916-1917-1918. Medaglia " interalleata della vittoria. " Visto il lungo periodo trascorso al fronte, recentemente è stata richiesta la concessione "Alla Memoria " della Croce al Merito di Guerra.

Mazzucato Eugenio Di professione Guardia del Dazio, allo scoppio della guerra, richiamato e spedito nel Carso alle Cave di Selz, partecipando sempre in quella zona a tutte le battaglie. Sono andati smarriti i documenti che attestano il nome del battaglione di appartenenza. Era soldato semplice, ritornato miracolosamente a casa  ha contratto in trincea l'asma bronchiale acuta che l'ha portato a 82 anni alla morte. Dopo la guerra ha continuato il suo lavoro come Guardia del Dazio. Persona molto schiva e riluttante ai racconti, di lui si sapeva che aveva partecipato a numerosi attacchi e contrattacchi all'arma bianca subendo solo una ferita al polpaccio sx che gli procurava fastidio col cambio del tempo. Ha amato le donne ed il vino. Era religioso ed amava profondamente il re Vitt. Eman. III°. Nato, vissuto e morto  a Padova in via Armistizio n. 39 a 2 km. di distanza dalla famosa Villa Giusti di Mandria Padova ove si firmò l' armistizio.

Mazzone Francesco Antonio Classe 1898. Chiamato alle armi l'1 marzo 1917 nel 45° reggimento fanteria ( nel foglio matricolare risulta il 46° reggimento fanteria ) . Il 17 giugno 1917 passa nel 152° reggimento fanteria “ Sassari “ . Il 2 febbraio 1918 è nel 1° reggimento alpini Mondovì, giunto in zona di guerra il 13 marzo del 1918 ( a memoria della figlia dovrebbe aver passato tale periodo a Ponte di Legno ) , vi rimane sino al 30 marzo 1920 quando viene trasferito nella legione Carabinieri di Cagliari e poi di Palermo . Viene poi congedato dall’Arma dei Carabinieri nel 1928 per inabilità causata dal congelamento subito nella campagna di guerra 1918. Verrà decorato con la croce di guerra, la medaglia della vittoria , e l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto . Muore a Buddusò ( SS ) nel 1976 dopo aver vissuto esemplarmente come lavoratore , padre e marito.

Magagnin Francesco Purtroppo non abbiamo dati rigurado questo "nonno" se non che forse e' stato un autiere. Vedi altre foto. Foto 1. Foto 2

Michelini Dionigio Cav. di Vittorio Veneto, nato a Carpi (MO) il 23 agosto 1890. Il figlio del sig.Dionigio avvalendosi di un registratore vocale a cassette ha intervistato nel 1973, in ambiente domestico, il padre ottantatreenne riguardo i suoi trascorsi militari, ponendo in parte domande mirate e in parte lasciandolo raccontare a ruota libera; Emerge l’estrema naturalezza con la quale il ”fante” tratta aneddoti e fatti d’arme che abbracciano sia la guerra italo-turca (oasi di Zanzur ) sia la Grande Guerra (m.te Rosso, Podgora, Altipiani, m.te Santo, Vodice, prigionia). Nel racconto viene citato il 34° fanteria ma l’assenza del foglio matricolare, non permette di collocare il fante in alcun reparto. Il sig. Dionigio è deceduto il 4 novembre 1973 . Ascolta il racconto in formato .mp3

Marino Rosario Nato a Riesi, in provincia di Caltanissetta, il 2 Settembre 1889. Già all'età di nove anni era impiegato come Caruso nella grossa miniera di Zolfo di Trabia-Tallarita. Prese parte alla guerra Italo-Turca nel 22° Reggimento Artiglieria da campo, ricevendo il 31 Ottobre 1921 l'onoreficenza e la medaglia commemorativa. Partecipò al primo conflitto mondiale, sul fronte militare del Piave, ricevendo anche qui, il 23 Aprile 1921, l'autorizzazione a fregiarsi della medaglia interalleata e la croce al valore militare. Il 31 Maggio 1971, ricevette l'onoreficenze di Cavaliere dell'ordine di Vittorio Veneto. Morì il 26 Dicembre 1979 a Riesi (Cl).

Martinelli Tommaso Nato a Gravina in Puglia (BA) il 05 Luglio 1896, morto il 02 Febbraio del 1970, nello stesso anno con Numero D’ordine 43238 gli è stato conferito l’onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto ed esattamente il 25/11/1970 (!). Fante nel 19° reggimento fanteria, quindi nel 221°. Fu fatto prigioniero nel luglio del 1918 e rimpatriato il 9 novembre dello stesso anno. Vedi foglio matricolare

Milani Luigi Nato a Monte San Savino (AR) il 17 febbraio 1878 e morto il 19 ottobre 1918 . Fu inquadrato , data l'età nel 126 Battaglione di Milizia Territoriale. Nonostante fosse già morto, nel foglio matricolare risulta essere al 15 dicembre 1918 "inviato in congedo illimitato" ed è "concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore" datata 31 dic 1918. Sul foglio proseguono due timbri di ripristino in congedo illimitato datati rispettivamente 9 ago 1929  fino al proscogliemento definitivo dal servizio il 31 dic 1933, probabilmente poichè era morto a casa sua...per l'esercito era ancora in licenza, anche se avrebbero dovuto accorgersi che non era più rientrato al reparto....(N.d.W)

Mariani Carlo nato il 26 Aprile 1876 a Filago, figlio di Francesco e Stucchi Giuseppa, soldato di 1° categoria classe 1876, chiamato alle armi e giunto il 26 Dicembre 1896, tale nel 4° Reggimento Cavalleria Genova il 1° dicembre 1896, Zappatore in detto il 15 dicembre 1897, tale nel Reggimento Lanceri che ha sede in Brescia il 1°gennaio 1898, mandato in congedo illimitato il 14 Settembre 1899. Chiamato alle armi per formare il Plotone Reg. Quadrupedi  il 24.05.1915 . Mandato in congedo illimitato per scioglimento di detto il 11.06.1915 . Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra nel 16° Regg.Artiglieria (Treno) il 26.01.1916 .Tale nel 34° Artiglieria compagnia N° 6 il 1° Gennaio 1917. Esonerato temporaneamente dal servizio effettivo sotto le armi dal 30.08 1917 al 15.10.1917. Cessa l'esonero e rientra al 34° Regg.Artiglieria il 16.10.1917 . Tale nell'ufficio Tappa Castello Gotico il 1° Maggio 1918 .Inviato in licenza illimitata il 13 Novembre 1918.

Mariani Giovanni nato il 17 Giugno 1887 a Grumello del Monte , figlio di Francesco e Pedruzzi Maria tale nel 1° Regg.Granatieri il 31.10.1907. Caporale in detto il 19.10.1908 . Mandato in Congedo illimitato il 26 Dicembre 1908. Chiamato alle Armi per mobilitazione  e giunto il 14 Agosto 1915 . Destinato alle truppe mobilitate in zona di guerra il 19 Agosto 1915 . Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra presso il 1° Granatieri Mobilità il 21 Agosto 1915 . Prigioniero nel fatto d'armi seguiti a quota 188 il 21 Agosto 1915 .Rientrato in Italia in seguito all'armistizio il 21 Novembre 1918. Mandato in congedo illimitato il 17 Agosto 1919

Morotti Giuseppe nato il 24 Marzo 1895 a Grumello del Monte, figlio di Benedetto e Previtali Rosalia. Chiamato alle armi per mobilitazione il 1° Giugno 1915. Tale nel 9° Regg.Bersaglieri il 13 Giugno 1915. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra presso il 47° Batt.ne M.M 4°Comp.a in zona di guerra il 17 Settembre 1915 .Tale prigioniero di guerra nel fatto d'armi di Carnia (Talengrano?) il 29 Ottobre 1917 .Rientrato per effetto dell'armistizio il 23 Dicembre 1918. Mandato al Dep.to 9° Bersaglieri in Asti al Centro di raccolta di Barletta il 2 Gennaio 1919 . Tale nel 3°Regg.to Bersaglieri il 10 Gennaio 1919 .Mandato in congedo illimitato il 30 Ottobre 1919. Morto per malattia contratta in prigionia il 19 Aprile 1920

Morotti Giacinto nato il 22 Gennaio 1892 a Grumello del Monte, figlio di Benedetto e Previtali Rosalia .Tale in territorio dichiarato in stato di guerra il 22 Maggio 1915. Tale nel 3° Regg.to Artiglieria da Montagna il 3 Giugno 1917. Cessa di trovarsi in territorio dichiarato in stato di guerra il 4 Novembre 191.8 Mandato in congedo illimitato il 28 Agosto 1919

Morotti Leonardo nato il 22 Dicembre 1889 a Grumello del Monte, figlio di Benedetto e Previtali Rosalia . Richiamato alle armi e giunto presso il 160° Regg.to fanteria il 10 Maggio 1915. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 23 Maggio 1915. Tale nel 160° Regg.to fanteria 1° Compagnia il 14 Maggio 1917. Prigioniero di guerra nel fatto d'armi a S. Marco e San Caterina il 25 Novembre 1917. Rimpatriato dalla prigionia il 25 Novembre 1918. Mandato in congedo illimitato dal 225° Regg.to fanteria il 15 Giugno 1919

Morotti Luigi nato il 31 Agosto 1886 a Grumello del Monte, figlio di Benedetto e Previtali Rosalia. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto il 14 Agosto 1915 .Destinato alle truppe mobilitata in zona di guerra il 19 Agosto 1915. Caporal Maggiore aiutante Sanità il 3 Maggio 1916. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra presso il 1° Granatieri Mobilità il 21 Agosto 1916. Mandato in congedo illimitato il 15 Febbraio 1919

Marcucci Giuseppe, nato a Morre di Baschi (TR) il 19 novembre 1885, D.M. di Perugia, chiamato alle armi il 26 febbraio 1916, e dal 9 marzo 1916 effettivo nel 12° Rgt.Fanteria della Brigata "Casale", impegnato in combattimento nella zona di Gorizia - Podgora - Vertojbica fino alla fine del 1916 venendo promosso caporale. Dai primi mesi del 1917 e fino alla fine della guerra viene assegnato ad uno stabilimento per la produzione di munizioni. Viene congedato il 15 agosto 1919 dopo aver saputo con un telegramma ricevuto mesi prima che la moglie era morta di febbre spagnola, lasciandolo solo con una figlia di 5 anni da crescere. Come tutti i reduci della grande guerra nel 1970 venne nominato Cavaliere di Vittorio Veneto. Morì nel 1977 a 92 anni.

Manente Antonio, nato a Chirignago(VE) il 20 Giugno 1877 figlio di Valentino e Manente Francesca. Arruolato come soldato di 1ª categoria classe 1877 del distretto di Venezia con matr. n° 2997 e lasciato in congedo illimitato provvisorio dal 2 Giugno 1897. Chiamato alle armi e giunto ma inviato subito in congedo illimitato provvisorio il 25 Novembre 1897. Chiamato ancora alle armi e giunto il 12 Marzo 1898 ed inserito nel reggimento artiglieria da montagna dal 19 Marzo 1898. Promosso caporale in detto reggimento il 31 Marzo 1899 e successivamente caporale maggiore il 25 Settembre 1899. Mandato in congedo illimitato il 17 Settembre 1900 e concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito la patria con fedeltà ed onore il 17 Ottobre 1900. Chiamato ulteriormente alle armi per istruzione e giunto l’1 Luglio 1902 per essere nuovamente mandato in congedo illimitato il 30 Luglio 1902. Passato effettivo nella brigata da montagna il 31 Gennaio 1903 e dopo nella milizia mobile in detta il 15 Giugno 1906. Richiamato un’altra seconda volta alle armi per istruzione e giunto l’1 Ottobre 1906 per essere ancora mandato in congedo illimitato il 20 Ottobre 1906. Tale nel 5° reggimento artiglieria fortezza ( Costa ) dal 30 Novembre 1910 e cessa dal diritto alla dispensa dal 15 Marzo 1911. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 14 Agosto 1915. Destinato poi presso l’ente mobilitato 51ª comp. M.T. il 16 Agosto 1916. Esonerato temporaneamente dal servizio effettivo sotto le armi fino a nuovo ordine e subito partito dal territorio dichiarato in stato di guerra il 29 Aprile 1918. Inviato in licenza illimitata il 9 Dicembre1918 e congedato in modo assoluto il 31 Dicembre 1918. Distinzioni : Buono – Servizi Speciali : Capo Pezzo. Sposato con De Marchi Elvira padre di 3 figli ( Severina, Irma, Gino ) fece nella vita il contadino e morì all’età di 59 anni l’11 Gennaio 1937 in Mestre (VE).

Macor Aristide, nato il 3 Novembre 1889 a Rivignano (UD), figlio di Giacomo e di Parussini Santa. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria, classe 1889 con matricola n° 51462 del distretto di Sacile e lasciato in congedo illimitato il 10 Novembre 1909. Chiamto alle armi e giunto il 20 Novembre 1909 ed inserito nel 29° reggimento fanteria il 4 Dicembre 1909. Tale come zappatore in detto reggimento il 30 Novembre 1910 e mandato in congedo illimitato il 3 Settembre 1911. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore il 28 Settembre 1911. Chiamato alle armi (per effetto del Regio decreto 2 Novembre 1911) e giunto il 9 Novembre 1911 e mandato in congedo illimitato il 15 Agosto 1912. Nuovamente chiamato alle armi (per effetto del Regio decreto 2 Agosto 1914) e giunto l’8 Agosto 1914 e mandato in congedo illimitato il 31 Ottobre 1914. Richiamato alle armi e giunto nel 1° reggimento fanteria il 1 Maggio 1915 e passato nel 116° reggimento fanteria il 20 Maggio 1915 per essere subito inviato in territorio dichiarato in stato di guerra. Tale come zappatore in detto reggimento il 6 Dicembre 1915. Passato nel 259° reggimento fanteria il 22 Marzo 1917 e nel 43° reggim. fant. l’11 Febbraio 1919. Mandato in congedo illimitato il 1 Maggio 1919. Sposato con D’Odorico Giuseppina, padre di 4 figli (Silvano, Narciso, Maria Santa, Santa) nella vita fece il manovale e morì a Rivignano (UD) il 21 Settembre 1960 all’età di 70 anni.

Manente Giacomo, nato a Chirignago (VE) il 23 Aprile 1891 figlio di Valentino e Manente Francesca. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1891 del distretto di Venezia con matr. n° 29950 e lasciato in congedo illimitato dal 10 Marzo 1911. Chiamato alle armi e giunto il 22 Ottobre 1911 ed inserito nel 4° reggimento bersaglieri il 4 Novembre 1911. Partito per la Tripolitania e Cirenaica ed imbarcatosi a Napoli il 2 Agosto 1912. Rientrato in Italia per essere congedato e sbarcato a Napoli il 12 Novembre 1913. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito la patria con fedeltà ed onore il 22 Dicembre 1913. Chiamato alle armi per istruzione e giunto il 15 Luglio 1914 ed inserito nel 5° reggimento bersaglieri il 19 Luglio 1914. Trasferito nell’8° regg. bersagl. il 24 Novembre 1914 e mandato in congedo illimitato il 25 Novembre 1914. Ulteriormente chiamato alle armi e giunto il 20 Aprile 1915 ed inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 22 Maggio 1915. Promosso caporale il 28 Febbraio 1917 e poi caporale maggiore il 15 Luglio 1917 nell’8° reggim. bersaglieri. Disperso nella stretta di Longarone l’1 Novembre 1917 e rimpatriato in seguito armistizio il 10 Novembre 1918. Tale nell’8° reggim. bersagl. del deposito in Verona il 22 Gennaio 1919 e mandato in congedo illimitato il 21 Agosto 1919.Durante il tempo passato sotto le armi ha tenuto buona condotta ed ha servito con fedeltà ed onore il 4 Dicembre 1920. Ha frequentato il corso di attendente di ufficiale montato. Campagna di guerra italo-turca 1911-1912 ed ha il diritto dal computo di una seconda campagna in conseguenza della stessa. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 15-16-17-18. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa della guerra italo.turca e pure della medaglia a ricordo dell’unità d’Italia. Gli è stata concessa anche la croce al merito di guerra (concess. n° 273683). Sposato con Longo Genoveffa, padre di 6 figli ( Umberto, Agostino, Valentino, Ida, Dante, Mario ) fece nella vita il contadino e morì a Mestre (VE) il 17 Febbraio 1960 all’età di 68 anni

Manente Angelo, nato a Chirignago (VE) il 22 Febbraio 1885 figlio di Valentino e Manente Francesca. Arruolato come soldato di 1ª categoria classe 1885 con matr. n° 16859 del distretto di Venezia e lasciato in congedo illimitato dal 3 Maggio 1905. Chiamato alle armi e giunto il 23 Novembre 1905. Inviato nel 1° reggimento artiglieria da campagna ( Batteria ) il 6 Dicembre 1905 ed appuntato in detto il 30 settembre 1906. Tale nel deposito in Ferrara del 14° reggimento artiglieria da campagna e mandato in congedo illimitato il 10 Dicembre 1907. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito la patria con fedeltà ed onore il 20 Dicembre 1907. Passato nel 20° reggimento artiglieria da campagna l’1 Luglio 1913 e chiamato alle armi per istruzione e giunto il 10 Luglio 1913 per poi essere mandato in congedo illimitato l’8 Agosto 1913. Tale nella milizia mobile il 31 Dicembre 1914. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto nel 10° regg. artigl. da camp. il 10 Maggio 1915 per essere inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 23 Maggio 1915. Tale nel 10° regg. artigl. fortezza ( Assedio ) il 15 maggio 1918 ed inviato in licenza illimitata il 5 Marzo 1919. Mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. Note : Riportò una contusione al ginocchio sinistro per calcio da un cavallo che gli era avanti durante l’istruzione nella cavallerizza coperta. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito la patria con fedeltà ed onore. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 15-18 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 15-16-17-18 ed inoltre gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con De Pieri Angela, padre di 7 figli ( Giuseppe, Narciso, Sergio, Emma, Giovanni, Ermida, Giovanna ) nella vita fece il contadino e morì a Mestre (VE) il 11 Ottobre 1974 all’età di 89 anni.

Mescoli Augusto nato a Campogalliano (Modena) il 7/01/1889, unico figlio maschio di Alfredo Mescoli (1858-1926) e di Maddalena Cioni (1863-1926) mezzadri poi in seguito contadini su podere di proprietà. Aveva una sola sorella, Aldina Mescoli (10/01/1895 – 19/07/1955) che sposò Lodi Fortunato. Dal Foglio Matricolare  n° Matr.1131 si desume che era stato reso abile di 2° categoria. Fece il militare di leva dal 19/04/1909 al 15/11/1910 e fu in seguito richiamato per partecipare alla 1°guerra di Libia dal 1 aprile 1913 al 30 giugno 1913. Il 24 maggio 1915 partì per la Prima Guerra Mondiale assegnato al 44° Reggimento Fanteria della Brigata Forlì (6° Compagnia del II° Battaglione). Il 10 luglio 1915 il fante Mescoli Augusto è trasferito in territorio dichiarato in stato di guerra, forse in zona del  medio Isonzo presso l'abitato di  Plava (ora in sloveno Plave). Qui Augusto rimase per un anno intero prendendo parte a diverse offensive (1° - 2° - 3° e 4° battaglia dell'Isonzo) da cui uscì illeso. Nel maggio 1916 a seguito della Stafextedition il suo Reggimento raggiunse Thiene  e poi l'Altopiano di Asiago. Il 6 giugno i fanti si accamparono alle pendici del Monte Lèmerle e quella sera risulta essere ferito e catturato dal nemico. Morì a seguito delle ferite riportate e fu sepolto dal nemico, nonostante l'offensiva in pieno svolgimento, l’8 giugno del 1916 sul monte Lèmerle nei pressi di Cesuna. Il verbale d'inumazione l’atto di morte estratto dal registro dei prigionieri di guerra italiani deceduti, redatto dal cappellano militare austriaco riporta che Augusto fu sepolto con tanto di "certificazione " dal cappellano austriaco Simeon Spitzer con i testimoni Franz Meke, appuntato e  Peter  Barys, caporale. Delle sue spoglie si sono perse le tracce, potrebbero trovarsi ancora sul Monte Lèmerle, oppure nel Sacrario di Asiago insieme a tanti compagni italiani e austroungarici o forse ancora nel dismesso Cimitero Brandi. Di lui restano la Croce al Merito di Guerra , la Medaglia a ricordo , il Brevetto di autorizzazione per le madri dei caduti di Guerra ed il nome su lapidi commemorative nel Cortile d’onore di Palazzo Pio a Carpi

Maganani Gaetano, nato a Ronta del Mugello (FI), il 16 Aprile 1873, di famiglia nobile entrò nell'esercitò e partecipò alla campagna di Libia per 14 mesi meritandosi numerose decorazioni in Africa, lpartecipò nel 1912 alla battaglia di Zandur e poi all'occupazione di Misda. Nel 1916 durante la Grande Guerra, fu presso il monte Rasta, nel 213 battaglione fanteria, con il grado di Maggiore, in battaglia venne ferito e fatto prigioniero dagli Austriaci. Morì misteriosamente nel campo di prigionia. Ebbe la medagli d'Argento al V.M. con la seguente motivazione: Comandante di un battaglione di avanguardia con capacità e ardire condusse le truppe fino al contatto con le truppe nemiche, nonostante l'intenso fuoco avversario, di fucileria e di artiglieria. Raggiunta una posizione, su di essa sostenne violenti attacchi nemici e da essa più volte mosse al contrattacco, finchè ferito e accerchiato venne catturato. Deceduto in prigionia. Monte Rasta 27 Luglio 1916.

Manente Pietro, nato a Chirignago (VE) il 2 Agosto 1887, figlio di Valentino e Manente Francesca. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1887 del distretto di Venezia con matricola 20762 e lasciato in congedo illimitato il 16 Luglio 1907. Chiamato alle armi e giunto il 17 Ottobre 1907 e tale nel 5° reggimento lancieri il 26 Ottobre 1907. Appuntato in detto il 30 Ottobre 1909. Tale nel reggimento lancieri con sede in Vicenza ed inviato in licenza straordinaria in attesa di congedo il 5 Aprile 1910. Rilasciato attestato per l’elettorato politico e concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore il 1 Maggio 1910. Provvisto di congedo illimitato in patria il 19 Ottobre 1910. Tale nell’8° reggimento artiglieria da campagna il 31 Dicembre 1913. Chiamato alle armi a senso del R.D. 22 Aprile 1915 ( Circolare n° 555 Ministero Guerra-Direz. Generale Leva e Truppa ) e giunto l’11 Maggio 1915. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 24 Maggio 1915. Mandato in licenza illimitata, cessando quindi di trovarsi nel suddetto territorio, il 1 Aprile 1919. Tale nella milizia mobile del deposito in Verona del reggimento artiglieria treno e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919 ( Circolare n° 424 G.M. 1919 ). Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 15-16-17-18 ( 94639 ). Autorizzato a fregiarsi della medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia ( R.D. 19 Ottobre 1922 n°1362 ). Sposato con Liberalesso Anastasia, padre di 7 figli ( Maria, Eugenio, Zita, Bruno, Guerrino, Domenico, Cesare ) nella vita fece il contadino e morì a Gazzera ( VE ) il 30 Dicembre 1929 all’età di 42 anni.

Magnani Giuseppe , nacque a Ronta del Mugello da famiglia nobile il 12 Settembre 1860, compì gli obblighi di leva nel corpo dei bersaglieri, diventò avvocato. Fu per due volte sindaco di Borgo San Lorenzo. Nella I Guerra mondiale fu arruolato come Capitano in Fanteria e inviato a Modena come istruttore delle reclute. Morì per malattia a Ronta il 28 Maggio 1916.

Milani Costante , nacque a Baragazza (Castiglion Dei Pepoli) il 16 Luglio 1897, fu arruolato nel 1916 come Caporale nell’8 Reggimento Artiglieria da Campagna, congedato nel 1918 . Morì a Baragazza il 22 Luglio 1954.

Messeri Vittorio , nacque il 18 Giugno 1862, nel 1916 partecipò alle operazioni belliche come ufficiale medico nella Croce Rossa, essendo un medico chirurgo, dopo la disfatta di Caporetto, accolse spontaneamente e curò numerosi profughi e feriti nella propria abitazione di Firenze. Morì a Firenze il 28 Maggio 1932

Manente Vincenzo, nato a Mestre (VE) il 2 Ottobre 1883, figlio di Matteo e Favaro Luigia. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1883 del distretto di Venezia con matricola n° 12485 e lasciato in congedo illimitato il 18 Giugno 1903. Chiamato alle armi e giunto il 26 Marzo 1904 e tale nel 41° reggimento fanteria il 10 Aprile 1904. Passato effettivo al deposito del reggimento e mandato in congedo illimitato il 7 Settembre 1906. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Chiamato alle armi per istruzione e giunto il 23 Agosto 1908, mandato poi in congedo illimitato il 10 Settembre 1908. Chiamato nuovamente alle armi per istruzione e giunto il 12 Agosto 1910, mandato successivamente in congedo illimitato il 31 Agosto 1910. Tale nella milizia mobile il 31 Dicembre 1912. Chiamato ulteriormente alle armi per istruzione e giunto il 10 Luglio 1913 per essere ancora mandato in congedo illimitato l’8 Agosto 1913. Chiamato alle armi per mobilitazione (con R.D. 22 Maggio 1915 – Circ. n° 370 e 776 G.M.) e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 24 Ottobre 1915. Tale nella 39ª compagnia presidiaria il 30 Novembre 1915 e passato nel 58° reggimento fanteria il 21 Luglio 1916. Ferito da arma da fuoco nel fatto d’armi d’Oslavia il 5 Agosto 1916 e partito da territorio dichiarato in stato di guerra per ferita il 6 Agosto 1916. Rientrato al deposito del 58° reggimento fanteria il 10 Agosto 1916. Inviato in congedo assoluto perché riconosciuto permanentemente inabile al servizio militare il 16 Settembre 1917 (Dispaccio Minister. N° 418095 dell’1 Settembre 1917). Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Ha fatto una sola campagna di guerra, quella del 1916 ed è stato autorizzato a fregiarsi del distintivo d’onore istituito per i feriti di guerra (Autorizz. Distr. Milit. di VE - 2 Agosto 1922) inoltre gli è stata concessa la croce al merito di guerra (n° 161601) ed è stato autorizzato a fregiarsi del distintivo d’onore per i mutilati di guerra (n° d’ordine 27890 in data 7 Maggio 1927). Sposato con Luise Elisa, padre di 4 figlie (Giovannina, Maria, Pierina e Teresa) nella vita fece l’operaio e morì a Mestre (VE) il 6 Aprile 1960 all’età di 76 anni.

Montenegro Vincenzo, nato a Cellamare (BA) il 18 ottobre 1893. Vincenzo, come gran parte dei combattenti della Grande Guerra, era nato in una famiglia di agricoltori. All’età di tredici anni visse la sua prima, importante esperienza: l’emigrazione negli Stati Uniti, in compagnia di suo padre Vito. Di quel viaggio è rimasta una traccia negli archivi di Ellis Island (vedi foto 1): sembra quasi di vederlo, quel “son Vincenzo”, mentre, tenuto per mano da suo padre, scende la scaletta del piroscafo “Madonna”, partito dal porto di Napoli. Rientrò in Europa e raggiunse il fronte (con giustificato ritardo, si legge nel foglio matricolare) nell’ottobre del 1915: fu assegnato al 48° Reggimento Fanteria (Brigata Ferrara), in linea sul Monte S. Michele e S. Martino del Carso, e prese parte alla Quarta e Quinta Battaglia dell’Isonzo. Il giorno 1 marzo 1916 assunse il grado di caporale. La giornata che segna il destino di Vincenzo è quella, tragica, del 29 giugno 1916: la nube tossica lo investe, il gas non tarda a far sentire i suoi effetti, e, come tramanda la memoria familiare, compromette seriamente la sua salute. A luglio Vincenzo è dichiarato disertore “per essersi allontanato arbitrariamente da un reparto di truppe mobilitate”: a questo proposito il foglio matricolare non fornisce informazioni dettagliate (vedi foto 2), ma forse non è azzardato supporre che quell’allontanamento dalla linea sia riconducibile proprio allo sbandamento provocato dal terribile ed inusuale attacco nemico. Nel diario della Brigata Ferrara si legge infatti che “i soldati terrorizzati dall’effetto del veleno abbandonano le posizioni e retrocedono verso le retrovie”. Nell’aprile del 1917, ci informa il foglio matricolare, la denuncia a carico di Vincenzo viene ritirata, in quanto egli “ha tenuto buona condotta”: ciò potrebbe significare, stando al diario della “Ferrara”, che durante le successive battaglie dell’Isonzo, svoltesi ancora sul S. Michele, ed in seguito tra Opacchiasella e Castagnevizza, Vincenzo abbia trascorso lunghi periodi in prima linea. Il 16 ottobre del 1917, dopo una rassegna, è riformato a Catanzaro: muore un anno dopo, il 5 ottobre 1918, dunque a conflitto non ancora concluso, “per cirrosi contratta in guerra”. Vincenzo Montenegro non è menzionato nell’Albo d’Oro, ma il suo nome è scolpito sul monumento ai Caduti del suo paese natale.

Monforte Raffaele nato a Fondi il 19 Febbraio 1887, figlio di Mariano e Adelaide Praia. Soldato di leva , chiamato alle armi e giunto al deposito del 12° Reggimento d'Artiglieria da campagna il 14 maggio 1916, dove restera' fino alla fine del conflitto.

N  
  Novarese Delfino Nato a B. S. Martino (AL) il 14.7.1886. Appartenente al 227° Reg. Fanteria. e deceduto sul Monte S. Michele il 20.12.1916 per ferite

Nardon Giovanni (foto del 1921) Nato a Fossalta di Portogruaro (VE) il 13 marzo 1897; fu arruolato il 10 maggio 1916. Giunse al fronte il 28 settembre 1916 con il 58° Regg. fanteria, brig. “Abruzzi”, di stanza sul medio Isonzo, dove rimase per tutto il periodo invernale. Fu trasferito presso il 57° Regg. fanteria il 12 marzo 1917, reparto impiegato nelle azioni offensive italiane del maggio ’17 presso il monte S. Gabriele (Gorizia) e a quelle dell’ agosto- settembre sull’ Altipiano della Bainsizza, subendo gravi perdite. Dopo la ritirata di Caporetto il 57° Regg. “Abruzzi” combattè presso il Col della Berretta e durante l’ offensiva austroungarica del giugno 1918 ingaggiò violenti scontri sul monte Grappa dove il reparto fu decimato; ancora sulle pendici di questa montagna partecipò alla “Battaglia di Vittorio Veneto” dell’ ottobre 1918. Il fante Nardon fu congedato il 10 aprile 1920, autorizzato a fregiarsi dei nastrini della campagna di guerra 1917- 1918 e decorato con la medaglia Commemorativa della Vittoria Interalleata, con la medaglia Commemorativa Nazionale (1920) e con la Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto.

Nebuloni Pietro (Vedi foglio matricolare) Nato a Cuggiono (MI) il 20/08/1900. Arruolato il 20/03/18 presso l'8° reggimento Bersaglieri. Inviato in zona di guerra il 16/04/18. Nominato caporale il 20/10/18. Congedato il 04/03/19. L'8° bersaglieri ha combattuto nel medesimo periodo sul Piave...Candelù, Fossalta, Losson, Capo d'argine, Croce. La foto, visti i gradi di caporale, è probabilmente stata scattata dopo l'ottobre '18.

Nastasia Rocco Contadino. Nato il 15 settembre 1894 a Lavello. Soldato di leva proveniente dal distretto di Barletta, fu chiamato alle armi l'11 settembre 1914. Arruolato prima nel 27° regg. fanteria poi nel 28° regg. quindi ritornato al 27° fu impegnato sul fronte dell'Isonzo, Dolomiti e Gorizia. Il 29 gennaio 1917 passò al 219° brigata Sele partecipando alla 10a battaglia dell'Isonzo sul Dosso Faiti dove fu ferito. Rientrato in zona di guerra nel giugno del '18 fu inserito nel reparto Arditi, 81° regg.brigata Torino, con i quali combattè sul Piave a Fossalta partecipando alla Battaglia del Solstizio

Nocita Rosario di Michelangelo e Rossi Caterina, soldato di leva classe 1894,  categoria 1^ distretto militare di Catanzaro, matricola 41841. Campagne di guerra: 1915-1916-1917-1918. Il 21 marzo 1915 inviato in congedo illimitato provvisorio in attesa del congedamento del Fratello Agostino. Chiamato alle armi il 1 giugno 1915 per mobilitazione il 17 giugno 1915 giunge in territorio dichiarato in stato di guerra nel 25° Rgt artiglieria da campagna. Il 2 gennaio 1917 è nel 1° Rgt artiglieria da campagna. Trattenuto alle armi per mobilitazione,  l’1 gennaio 1918 è nel 6° Rgt artiglieria da campagna (146^ batteria 49° Gruppo). Il 19 settembre 1918 è nel 55° Rgt artiglieria da campagna. L’8 luglio 1919 viene posto in congedo illimitato tale nel distretto militare di Catanzaro e concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta ed aver servito con fedeltà ed onore. Nel 1936 parte volontario per l’ A.O.I. nel 24° Rgt artiglieria. Ammalatosi, nel 1938 viene posto in congedo illimitato.

Nebbiai Ildebrando Nato a Poppi il giugno 1899 da Pasquale Giuseppe e Tinti Rosa, studente. Soldato di 1° leva chiamato alle armi il 12 maggio 1917 .Giunto al 27° Regg. Alpini il 26 giugno 1917.Trasf. Al 10° Battaglione Complementare dell’eroica Brigata Bari lo stesso giorno sino al 11 aprile 1918, trasferito al 140° Regg. Fanteria 5 giugno 1918.Trasferito al 139° Fanteria il 29 agosto 1918, trasferito al 16 Regg. Fanteria 17 nov. 1919 sino a 24 febb 1921. Concessa dichiarazione di tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore il 24 febb 1921, campagna di guerra 1917-1918. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa istituita per Regio Decreto del 19 dicembre 1920 coniata nel Bronzo Nemico . Morto nel 1982

O  
  Oleari Ettore de Bellagente Nato a Milano l'11 aprile 189. Il 29 maggio 1915 si arruola volontario nel 5° regg.Alpini, Batt. Morbegno. Il 14 Settembre partecipa all'attacco verso il Castellaccio-Monticelli ( zona Adamello). Il 30 Novembre inizia il corso allievi ufficiali a Bagni Nuovi. Il 1 dicembre però viene ricoverato a Bormio per congelamento. Il 20 febbario 1916 sositiene gli esami e viene promosso aspirante con decorrenza il 25 febbraio. Il 12 Marzo raggiunge il suo nuovo reparto, il 7° Regg.Alpini Feltre a Borgo Valsugnana. Il 1 febbraio 1917 partecipa ad un corso skiatori a Pragelato in Piemonte da dove ritorna il il 15 marzo. Dopo Caporetto combatte sul Grappa dove ferito, viene fatto prigioniero degli austriaci e ricoveraro all'ospedale germanico di Feltre e quindi trasferito a Nagymegyer odve rimmarrà fino alla fine del conflitto. Ritornato a casa muore a Genova il 4 aprile 1974. Vedi alcune foto del diario

Orlanza Alessandro Nato a Catanzaro il 28 Maggio 1895 e morto il 1935. Arruolato nella Guardia di Finanza, prestò giuramento il 16 Dicembre 1913. Inviato prima alla Legione Territoriale di Messina, con la mobilitazione conseguente all'entrata in guerra fu aggregato, con il XV battaglione, al 119° Rf - Brigata Emilia - il cui battesimo del fuoco avvenne sul fronte dell'alto Isonzo. Nell'Agosto 1916, dopo lo scioglimento del XV per effetto del nuovo ordinamento dato al contingente della Guardia di Finanza deciso dal comando Supremo, rientrò nel centro di mobilitazione della GdF di Palermo per poi trasferirsi alla sede di Roma. Il 5 Settembre 1919 venne collocato in congedo illimitato ed autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918. Vedi l'album con i documenti

P  
  Prandi Adelmo (6 figli di 8 sono ancora viventi in età fra 92 e 80 )  Soldato di Fanteria nato a Reggio Emilia nel 1881, morto ivi nel 1971. Ha combattuto in prima linea sull'Isonzo e Gorizia, riportando solo una ferita non grave (un fortunato). La foto lo ritrae in quel di Pistoia da richiamato prima della partenza per il fronte.

Pinto Nicolò Nato a Casteltermini (AG) il 16 Febbraio 1895. Tenente del 264° , Brigata Gaeta. Passato agli Arditi fu catturato sul fronte italiano. Riuscito a fuggire fu inviato in Francia probabilmente nell' Aprile del 1918. Ferito e catturato nell'agosto del 1918 nel Bois de Claresette vicino Reims venne liberato subito dopo l'offensiva degli alleati forse a St.Etienne (paesino dello Champagne). Morto per cause naturali a Tripoli (Libia) il 17 Agosto 1935.

Prandi Giovanni Nato a Reggio Emilia nel 1884, combattente dal 1916, caduto prigioniero degli austriaci nel 1917 e rientrato a fine guerra.  E' deceduto nel 1971.

Pizzolitto Beniamino (foto degli anni ’30) Nato a Cesarolo (prov. di Venezia) il 17 dicembre 1877, richiamato alle armi il 22 maggio 1915, inviato in zona di guerra con la 111a compagnia Milizia Territoriale il 1° gennaio 1916,  passò al 33° Rgt di fanteria il 2 marzo 1917 (il reparto fu impegnato durante le offensive di maggio e agosto sul fronte isontino presso il monte Kobilek). Il 12 ottobre 1918 fu trasferito con disposizione ministeriale al Plotone Presidiario Autonomo di Benevento; il 6 dicembre 1918 fu inviato in licenza illimitata e infine il 31 dicembre 1918 fu definitivamente posto in congedo definitivo

Pizzolitto Antonio Nato il 14 dicembre 1880 a Cesarolo (VE).Riformato alla leva della cl. 1880, fu richiamato a visita nel maggio1916 e dichiarato idoneo per i sevizi sedentari. Il 27 dicembre1916 fu chiamato alle armi e giunse il 3 gennaio1917 al Deposito truppe del 56° Regg. fanteria, Brigata “Marche”, presso Treviso.Il 4 maggio1917 (causa la grave carenza numerica di nuovi soldati da utilizzare al fronte) fu altresì destinato alle truppe combattenti in zona di guerra, e unito ai complementi destinati a raggiungere in trincea sulla zona di Gorizia il 115° Regg. fanteria, per rafforzarne l’ organico in previsione dell' imminente offensiva estiva italiana sul fronte isontino.Morì in combattimento a Quota 95 (presso San Pietro di Vertojba) in seguito a ferite riportate per fatto di guerra il 24 maggio 1917.

Pacchioni Ermete (Vedi il foglio di congedo) Soldato. Classe 1897 , nato a Mirandola (Mo). Ha prestato servizio nei seguenti reggimenti: 38° Fanteria, 228° Fanteria, 4° Fanteria . Arruolato il 27-09-1916 fu congedato addirittura il 26-01-1920. E' stato comunque fortunato, potendo ritornare a casa. E' deceduto nel 1972

Polastri Lino (Vai al diario)

Pettinari Manlio (Vai alla pagina dedicata) Impiegato. Nato il 15 settembre 1892 nel comune di Roma. arruolato presso il 52° Reggimento fanteria, 6a compagnia. Sottotenente nel 17° fanteria. " Nell'azione del giorno 13 luglio 1916, sul monte Interotto, ricevuto l'ordine di lanciarsi col suo plotone all'assalto di forti posizioni nemiche (....) veniva bersagliato di fronte e ai fianchi da intenso fuoco di mitragliatrici e fucileria. Gravemente ferito continuava ad incitare i suoi soldati finchè le forze lo abbandonarono, e privo di sensi fu trasportato al posto di medicazione. Il 17 dopo quattro giorni di atroci sofferenze sopportate con rassegnazione, rendeva serenamente la sua bell'anima a Dio (...) nell'ospedale da campo n° 53 in Va dei Ronchi. Medaglia d'argento V.M.

Panaija Filippo (Vai alla pagina dedicata) Nato il 3 Novembre 1897, giunto in zona di guerra nel settembre del 1916 inquadrato come Geniere Zappatore e come Fante in prima linea dopo il disastro di Caporetto, decorato con Medaglia di Bronzo al valor militare .

Pachner Francesco Nato a Sappada (BL) il 03-08-1885. Ha prestato servizio militare prima a Conegliano (TV) e poi a Pieve di Cadore (BL). Nell’anno 1905 era attendente del Capitano Baruffaldi e faceva parte del 7° Reggimento Alpini. Nel 1915 è entrato a far parte del Corpo Volontari Alpini del Cadore. Ha combattuto con il grado di Caporale, sui monti Piana, Croda Rossa e Popera. Sul Monte Popera ha contribuito a salvare la vita ad un commilitone ( Pradetto Giovanni o Giuseppe?) di S.Pietro di Cadore (BL) in preda ad una grave emorragia interna facendogli ingerire del ghiaccio. Muore a Sappada il 26-11-1964.

Piga Giovanni Stefano Classe 1893. Chiamato alle armi con la classe 1893 viene dichiarato rivedibile per deficienza di altezza ( 159,5 ) , ed il 19 settembre 1914 arruolato nel 16° reggimento fanteria e destinato in Tripolitania e Cirenaica dove arriva l'1 marzo 1915 con il grado di caporale. Rientrato in Italia il 30 giugno 1916 viene inquadrato nel 97° reggimento fanteria e destinato al fronte dove arriva l'11 luglio 1916 . L'11 agosto 1916, durante un assalto sul Monte Santo, viene ferito alla gamba destra e subisce la frattura del femore e varie ferite al gluteo e la frattura dell’avambraccio destro. Viene avviato all’ospedale dove affronta una lunga convalescenza , al termine della quale viene congedato con onore l'1/10/1918 . Concessa croce di guerra , concesso dichiarazione di fedeltà ed onore per aver servito la patria. Muore a Sassari nel 1944

Patelli Romolo Nato Novi di Modena 30.3.1893 Granatiere del primo Reggimento,in seguito trasferito al 6° Reggimento Genio Ferrovieri

Pirolli Emilio Nato a Mondeville-Caen 1897, morto a Larino nel 1982, appartenente al 28° Cavalleggeri di Treviso

Paganotto Lucindo Ragazzo del '99. Arruolato il 17 giugno 1917 in forza al plotone mitraglieri FIAT del 36° reggimento fanteria . Vedi la foto completa , altra foto con i commilitoni e l'arma

Paba Gavino Nato a Tramatza (OR) il 5 settembre 1894. Chiamato alle armi per istruzione l'11 novembre 1914 e giunto il 17 al 3° Artiglieria da fortezza. Trattenuto alle armi sino al 31 maggio 1915, e tale in territorio dichiarato in stato di guerra. Partito da territorio dichiarato in stato di guerra il 19 settembre 1915 per raggiungere la sede reggimentale a Roma. Da qui trasferito in territorio di guerra il primo novembre 1915, che abbandonò per ferita di guerra il 10 giugno 1917.

Piredda Antonio Stefano di Luigi e Corrias Mariangela nasce alle ore 3,00 del 26 Luglio 1883 a Dorgali (NU). L’Atto fu compilato in data 27 agosto 1883, dall’Ufficiale di Stato Civile. Il contadino Antonio Stefano si sposa, il 10 Ottobre 1912, con la massara Sanna Francesca Angela nata a Tanaunella il 18 Luglio 1895, nel Comune di Posada, dove entrambi risiedono. Il 16 Maggio 1913 nasce Luigi. Alle ore 22,00 del 19 Ottobre 1928 muore mamma Francesca Angela. Piredda Antonio Stefano è soldato di leva di 1° Categoria, classe 1885, Matricola 13671, del Distretto di Sassari. E’ rimandato rivedibile per debolezza di costituzione delle classi 1883 e 1884 dal Consiglio di Leva e lasciato in congedo illimitato. Ascritto alla ferma di un anno (Legge 30 Marzo 1905) il 25 Maggio 1905. Chiamato alle armi e giunto il 23 Novembre 1905. Tale nel 94° Reggimento Fanteria, 4a Compagnia, il 5 Dicembre 1905. Tale effettivo al Deposito Reggimento Fanteria Sassari il 20 Ottobre 1906. E mandato in congedo illimitato per anticipazione (Circolare Ministeriale del 21 Settembre 1906). Concessa Dichiarazione Buona Condotta. (dati ricavati da Uff Matricola, Sassari 9 Novembre 1906 ). Dispensato da Istruzione perché residente in Comune Infetto il 22 Maggio 1910. Chiamato alle armi per istruzione e giunto il 15 Maggio 1913. Tale nella Milizia Mobile di detto il 31 dicembre 1914. Chiamato alle armi per mobilitazione col R.D del 22 Maggio 1915 (Circolare n° 370 del G.M.) e giunto il 2 Agosto 1915. Tale nel 45° Reggimento Fanteria il 15 Agosto 1915. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 15 Agosto 1915. Tale nel 33° Reggimento Fanteria di Marcia il 20 Giugno 1917. Tale nel 273° Reggimento fanteria il 30 Giugno 1917 (dati ricavati da Uff. Matricola Deposito 66° Fanteria ,Cuneo 11 Aprile 1918 ). Partito da Territorio dichiarato in stato di guerra per ferita il 27 Agosto 1917. Tale nel Deposito 68° Reggimento Fanteria il 27 Agosto 1917. Tale nel Reparto Mitraglieri Fiat (Foglio 8961 Rif. Del 30.12.1917) Comando Divisione Territorio Milano il 5 Gennaio 1918. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 5 Gennaio 1918. Morto nel Carso quota 146, in seguito a ferite gravi riportate da scheggia di granata nemica, come risulta nell’estratto dell’atto di morte iscritto al N° 8 d’ordine della 554° Compagnia. Mitraglieri Fiat , il 19 Agosto 1917. Le salme dei Caduti tumulate nei Cimiteri della zona sono state a suo tempo esumate e traslate al Sacrario Militare di Redipuglia. Purtroppo, al momento delle esumazioni, molti Resti, fra cui quelli del Soldato Piredda, non furono identificati per carenza di elementi idonei ad un riconoscimento certo e vennero collocati fra quelli degli “Ignoti” nel predetto Sacrario.( Ministero della Difesa, Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra). Vedi i documenti originali

Pelliccioni Giuseppe classe 1880 Vedi album personale con le lettere che inviava alla moglie nel 1916/ 1917 dalla "zona di guerra"

Pierri Salvatore: Soldato di prima categoria nel 1894. Nato a Ugento in provincia di Lecce, nel basso Salento, l’11 settembre 1894, fu Felice e morto nel 1942 a causa di una polmonite, dopo aver fatto la guerra d’Africa in qualità di sergente. Nel 1915 raggiunge il 92° reggimento di fanteria ed è trattenuto alle armi per mobilitazioni in territorio dichiarato in stato di guerra, indetto caporale. Nella grande guerra ha combattuto in prevalenza nel settore del Cadore della IV armata ed è sopravvissuto al periodo di Caporetto quando la Quarta armata si è ritirata nel novembre del '17 sul Grappa dove qui ha continuato a combattere col titolo di "armata del grappa" al comando dell’Ex Bersagliere Gen, Giardino. E'stato caporale indetto, poi promosso caporal maggiore ed infine sergente indetto per meriti di guerra. Ha ottenuto la croce di merito al valore militare e la croce al merito di guerra per aver servito fedelmente la patria fino alla Vittoria ottenuta nel 1918. Congedato dopo la Grande Guerra, negli anni successivi è stato spesso chiamato per esercitazioni, manifestazioni e parate in quanto esperto nel campo ed in qualità di sergente nel 1936, a 42 anni, ha partecipato alla guerra d’Africa sbarcando a Massaua. Tre anni dopo è tornato in patria ed è stato smobilitato il 2 aprile 1939. Nel 1942 si spegne nella sua casa di residenza a Ugento, a soli 48 anni, a causa di una polmonite dovuta probabilmente alle ferite riportate nella Grande Guerra e nella campagna in Eritrea e ai lunghi soggiorni in trincea, lasciando una moglie e sette figli. Il primogenito, Pierri Antonio, seguendo le orme del padre, nel 1942 a sua volta si trova a servire la patria nella campagna di Albania in qualità di caporale maggiore del 48° reggimento fanteria, partito nel gennaio del 1941, mentre gli altri 6 rimangono con la madre, e la più piccola, nata proprio nel 1942, non lo conoscerà mai. Da sempre una persona valorosa a livello morale e sociale, ha servito con devozione la patria e ha dimostrato sempre rispetto per la divisa che ha indossato, combattendo dure battaglie e trincee riuscendo a sopravvivere alla disfatta di Caporetto, per portare il Regio Esercito alla Vittoria. Autorizzato a fregiarsi: del Distintivo istituito con R.D. n° 641 del 21 Maggio 1916, della Medaglia commemorativa nazionale della Guerra 1915-1918 istituita con R.D. n° 1241 del 29 Luglio 1920 ed ad apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1917 e 1918.

Pasquini Gino nato nel 1898 a castelfranco di sopra (AR), morto a Firenze nel 1982. Ha combattuto nel 1918 sul fronte del Piave. Agricoltore fu sposato con Vittoria e padre di cinque figli. ha vissuto a Castelfranco di Sopra dove tuttora riposa nel cimitero comunale. nella vita ha fatto l'agricoltore

Previtali Giuseppe nato il 22 Maggio 1888 a Nembro, figlio di Giacinto e Rigamonti Caterina. Chiamato alle armi e giunto presso il 5° Regg.to Alpini Batt.ne Edolo il 21 Ottobre 1908. Mandato in congedo illimitato il 1° Settembre 1910. Chiamato alle armi il 3 Dicembre 1911. Partito per la Tripolitania e Cirenaica ed imbarcatosi a Napoli il 14 Dicembre 1911. Rientrato in Italia per congedamento il 29 Aprile 1912. Richiamato alle armi il 9 Maggio 1915. Tale in territorio dichiarato in stato di guerra il 22 Maggio 1915 Morto travolto da una valanga nella caserma Campelio come da atti di morte tenuto dalla 51° compagnia del 5° Regg.to Alpini il 3 Aprile 1916.

Prinzivalli Francesco, caporal maggiore, nato a Trapani il 18 Novembre 1893, figlio di Francesco e Francesca Archintelli. Egli fece la Prima Guerra Mondiale e ritornò a casa reduce senza un occhio. Apparteneva al 90° Reggimento Fanteria, Brigata Salerno numero matricola 18198 (di cui non esiste il documento), ricevette la Medaglia di Bronzo "sul campo" con la seguente motivazione: "Prinzivalle Francesco da Trapani, caporale maggiore Reggimento Fanteria, numero matricola 18198 – Ferito il comandante di plotone, assumeva di questo prontamente il comando, per più giorni con slancio mirabile e con costanza ai successivi assalti – Lokavaz 18-23 Agosto 1917" Il Ministero della Difesa concesse tale medaglia, che è stata ottenuta a seguito della registrazione ufficiale con Decreto Luogotenenziale del 30 novembre 1917, Registrato alla Corte dei Conti in data 22 Dicembre 1917. Registro 70 – Foglio 352 , Bollettino Ufficiale anno 1917 Disp. 89° Pag 7364. Per il suo atto eroico, ricevette la proposta per il titolo nobiliare, che egli rifiutò. Preferì avere un posto di lavoro, infatti divenne portinaio al tubercolosario della sua città. Morì a Trapani nel 1950, e la moglie emigrò con i figli in Francia, senza fare più ritorno al paese natìo.

Pagano Antonio nato a Napoli nel 1898 e morto nel 1977, ha combattuto nella grande guerra, ed anche nella seconda guerra mondiale sul fronte Albanese

Padulazzi Pietro Angelo nato il 04/08/1899 a Solcio di Lesa (Lago Maggiore) e morto in 1980 in Francia. Alpino del 4° Regg. Battaglione Aosta sul PASUBIO il 24/06/1917,  trasferito 23/11/1917 al 5°Reggimento Alpini Battaglione VAL CISMON sul Grappa e Monte Solarolo nel dicembre 1917. Tale nella prima brigata di marcia 22/02/1918,  Tale nel 5° Reggimento Alpini Battaglione VESTONE (Grappa, Piave, Valdobbiadene) dove ebbe i piedi congelati. Tale nel 3°Genio télégrafisti il 1/1/1919 (quello di G.Marconi) . Tale nel 7° Genio Télégrafisti in Jugoslavia (non sappiamo dove) Nastrino con due stellette per fatiche di guerra  Durante la guerra salvo' la vita ad un ufficiale caduto in un crepaccio. 

Piazzolla Antonio , barlettano, classe 1885, fante del 9° Reggimento ( Brigata Regina ), morì il 18 novembre 1915 sul Monte S. Michele, nel corso della Quarta Battaglia dell’Isonzo: per ferite riportate in combattimento, come recitano lo scarno foglio matricolare e l’Albo d’Oro dei Caduti. Suo fratello Savino salì molte volte a Redipuglia, dove Antonio riposa tra gli Ignoti, per onorarne il sacrificio e la memoria. A Redipuglia, dopo molti anni, sono salito anch’io: il ricordo di Antonio deve restare vivo. Perché Antonio Piazzolla è PRESENTE.

Poloni Federico, nato a Montebelluna (TV) il 18 Agosto 1890, figlio di Carlo e Basso Maria. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1890 del Distretto di Treviso e lasciato in congedo illimitato il 7 Aprile 1910. Chiamato alle armi e giunto il 25 Ottobre 1910 ed inserito nel 73° reggimento fanteria il 29 Novembre 1910 e successivamente passato nel 4° reggimento fanteria il 7 Ottobre 1911.Partito per la Tripolitania e Cirenaica ed imbarcatosi a Catania il 14 Ottobre 1911. Rientrato in Italia per malattia e sbarcato a Genova il 20 Ottobre 1912 e reinserito nel 73° reggimento fanteria. Trattenuto alle armi (Circ. n° 583) il 1 Gennaio 1913 e tale nel deposito di Treviso del reggimento e mandato in congedo illimitato il 31 Gennaio 1913. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore il 19 Aprile 1913. Chiamato alle armi e non giunto essendo stato poi dispensato per avere un altro fratello sotto le armi l’8 Agosto 1914. Richiamato alle armi e presentatosi al 55° reggimento fanteria il 10 Maggio 1915 e trasferito al 115° reggimento fanteria M.M. il 15 maggio 1915 per essere inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 23 Maggio 1915. Promosso caporale in detto reggimento il 28 Ottobre 1915 e successivamente caporale maggiore il 30 Ottobre 1916. Inviato nell’ospedaletto da campo per malattia l’8 Marzo 1917 ed inviato nell’ospedale di Parma il 17 Marzo 1917. Dopo la guarigione è rientrato al deposito del 56° reggimento fanteria il 24 Marzo 1917. Trasferito nel deposito 77° reggimento fanteria-centro mitraglieri in Brescia il 2 Aprile 1917 ed inviato nuovamente in territorio di guerra nella 784ª compagnia mitraglieri il 12 Maggio 1917. Partito dallo stesso per andare all’ospedale di Siracusa per malattia il 4 Luglio 1917 e dopo guarigione inserito nel deposito mitraglieri Fiat il 25 Settembre 1917. Mandato ancora in territorio di guerra nel 34° reggimento fanteria il 21 Ottobre 1917 e fatto prigioniero nel fatto d’armi di Codroipo il 27 ottobre 1917. Rientrato dalla prigionia il 15 novembre 1918 ed inviato in licenza illimitata il 17 Aprile 1919, mentre per ultimo, mandato in congedo illimitato il 15 Agosto 1919. Gli è stata concessa la medaglia commemorativa della guerra italo-turca (1911-1912), la croce al merito di guerra e pure la medaglia commemorativa guerra 15-18 (campagne 15-16-17). Sposato con Zanella Fortunata, padre di 6 figli (Giuseppe, Angelo, Gino, Giovanni, Pasquale, Alberto), nella vita fece il ferroviere e morì all’età di 57 anni il 29 Dicembre 1947 in Mestre (VE).

Pisano Gennaro di Pasquale e Di Bonito Maria Giuseppa, nato a Pozzuoli (NA) il 26 gennaio 1897 – Carabiniere,matricola 24526 del Distretto Militare di Napoli. Si arruola volontario nell’Arma dei Carabinieri Reali nel 1917. Il 12 maggio 1918 è in forza alla Legione allievi per mobilitazione. Giunge in zona di guerra il 29 giugno 1918 effettivo presso il 319° plotone CC.RR. mobilitato. Partecipa alle operazioni di guerra svoltesi sul fronte italiano dal 26 giugno al 4 novembre 1918. Campagna di guerra 1918. E’ decorato della Croce al merito di guerra, della Medaglia commemorativa e della Medaglia interealleata della Vittoria. È Cavaliere di Vittorio Veneto. Congedato nel 1923 viene richiamato in servizio nell’Arma dei CC.RR. nel 1942 e sarà combattente anche nella 2^ guerra mondiale con la Legione Carabinieri Reali di Napoli mobilitata, dalla quale viene definitivamente congedato nel 1947. Muore a Pozzuoli il 29 luglio 1986.

Pastorino Giuseppe, contadino, nato ad Ovada (AL) il 23.09.1983;Arruolato( Distretto militare di Voghera) come soldato il 7.11.1914 nel 25° Rgt di Fanteria (Brigata Bergamo), a Piacenza; Nominato Caporale il 20.03.1915 in tale reggimento ( nella foto porta le mostrine da mitragliere, i gradi da caporale sui polsini ma su giubba con foggia da ufficiale); Tale in territorio di guerra dal 22.05.1915; Ferito ( con perdita dell’occhio destro) da cartuccia scoppiata nel fucile in data 23.01.1917 a Ronchi (Carso); Inviato in convalescenza e rientrato in territorio di guerra il 10.06.1917 Assegnato in data 10.06.1917 al 70° Rgt di Fanteria (Brigata Ancona); Nominato Caporale Maggiore ( mitragliere) in data 20.07.1917 in tale reggimento, Fatto prigioniero da truppe tedesche in data 27.10.1917 nel settore del Fajti ( Carso goriziano) e condotto in prigionia in Germania; Rimpatriato dalla prigionia per armistizio in data 04.01.1919; Assegnato al 44° Rgt di Fanteria e inviato in licenza straordinaria; Congedato definitivamente in quanto dichiarato inabile al servizio ( mancanza occhio destro) in data 16.06.1920.

Peiretti Claudio nato a Castagnole Piemonte nel 1886 . Partecipò alla guerra italo-turca inquadrato nel 23° fanteria Brig. Como, ecome afferma un libro di storia locale, partecipò con altri castagnolesi alla presa del forte Henni, vicino a Tripoli. Fu richiamato all scoppio della prima guerra mondiale e fu un salmerista (ricordo i suoi racconti quando ero piccolo, mio nonno mi parlava dei cecchini che aspettavano i soldati e i muli quando passavano allo scoperto e che gli ufficiali non volevano che i conducenti si nascondessero dietro le bestie) . Nonostante abbia partecipato a due guerre, dalle ricerche all'Archivio storico del comune di Torino, risulta come riformato (!!!)

Pistolato Giobatta, nato a Mogliano Veneto (TV) il 5 Ottobre 1889, figlio di Giosuè e De Rossi Antonia. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria, classe 1889 con matricola n° 24134 del distretto di Venezia e lasciato in congedo illimitato l’8 Aprile 1909. Chiamato alle armi e giunto il 17 Novembre 1909 e tale nel 2° reggimento granatieri il 26 Novembre 1909. Passato nel deposito in Parma del suddetto reggimento e mandato in congedo illimitato il 3 Settembre 1911, Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Chiamato alle armi e giunto il 9 Novembre 1911. Partito per la Tripolitania e Cirenaica e destinato al 3° battaglione mobilitato del 2° reggimento granatieri ed imbarcatosi a Napoli il 17 Aprile 1912. Rientrato in Italia per congedo, viene sbarcato a Napoli il 20 Luglio 1912 e mandato in congedo illimitato il 23 Luglio 1912. Chiamato alle armi e giunto l’ 8 Agosto 1914, viene poi mandato in congedo per rassegna il 10 Agosto 1914. Richiamato alle armi per mobilitazione e giunto il 15 Maggio 1915. Inviato in licenza illimitata il 10 Maggio 1919 e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. Durante il tempo passato sotto le armi ha tenuto buona condotta ed ha servito con fedeltà ed onore. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911-1912 (1342) e pure della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 15-16-17-18 (379378). Inoltre autorizzato a fregiarsi della medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia (1362). Sposato con Giurizzato Luigia, padre di 8 figli (Alberto, Giosuè, Pierina, Giorgio, Rosa, Teresa, Primo, Gino) nella vita fece l’agricoltore e morì a Mestre (VE) il 6 Gennaio 1957 all’età di 67 anni.

Pisi Secondo, nato a Quattro Castella (RE) il 16 Marzo 1888, figlio di Quinzio e di Ghielini Luigia. Soldato di leva di prima categoria, matricola n° 19222, classe 1888 del distretto di Reggio Emilia e lasciato in congedo illimitato il 1 Agosto 1908. Chiamato alle armi e non giunto perchè all'estero in Lussemburgo il 16 Ottobre 1908. Prorogata la venuta alle armi fino al 1 Dicembre 1908 e successivamente giunto per compiere la propria ferma con la sua classe il 30 Novembre 1908. Inviato subito nel 47° reggimento fanteria e poi nel 55° reggimento fanteria l'8 Marzo 1909. Promosso caporale in detto reggimento il 20 Dicembre 1909 e mandato in congedo illimitato il 1 Settembre 1910. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Chiamato alle armi e giunto nel 66° reggimento fanteria il 26 Settembre 1911 e mandato nuovamente in congedo illimitato il 20 Marzo 1913. Richiamato alle armi per mobilitazione e giunto nel 119° reggimento fanteria l'11 Maggio 1915. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra con il suddetto reggimento il 24 Maggio 1915. Ferito sul Monte Rosso da pallottola di fucile al braccio sinistro e partito dal territorio di guerra per essere trasportato all'ospedale di Caporetto l'11 Agosto 1915. Tale nell'ospedale militare di Cividale il 19 Agosto 1915 e trasferito in quello di Firenze il 15 Luglio 1916. Inviato in licenza di convalescenza di giorni 60 dal suddetto ospedale militare il 15 Novembre 1916. Rientrato al deposito del 35° reggimento fanteria il 15 Gennaio 1917. Inviato in licenza illimitata il 21 Giugno 1919 e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Ha fatto le campagne di guerra del 1915 e 1916 ed è stato autorizzato a fregiarsi del distintivo d'onore istituito con la circolare n°182 del G.M. 1917, inoltre è stato autorizzato a fregiarsi della Croce al Merito di Guerra ( concessione n° 247136 ). Sposato con Barazzon Rina e da lei ebbe le figlie Elda Aurora e Luigia. Morì a S.Polo d'Enza ( RE ) il 23 Agosto 1968 all'età di 80 anni.

Pappaterra Giuseppe di Gaetano, nato a Mormanno l'11 novembre 1894, distretto militare di Castrovillari e morto il 1 agosto 1915 sul campo per ferite riportate in combattimento ( dati ricavati dall'Albo d'Oro)

Picciati Savino deceduto il 4 ottobre 1971, faceva parte dei lanceri a cavallo

Q  
  Quaglio Celio Nato da Luigi e Corona a Sant’Apollinare (RO) il 24.giugno 1884. Celio Quaglio aveva 4 fratelli: Daniele, Pio, Lisetta e Giorgio. Dallo stato di sevizio Celio Quaglio risulta soldato di leva 1a Categoria, classe 1881 del Distretto di Rovigo e lasciato in congedo illimitato il 26 giugno 1901. ammesso a ritardare il servizio secondo l’articolo 120 della legge sul reclutamento il 31 ottobre 1901. Si laureò in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, come da diploma, in data 5 luglio 1905. Designato per la ferma di due anni per prestare il servizio colla classe 1889 è giunto il 30 novembre 1905, entrò come allievo  alla Scuola di applicazione di Sanità Militare a Firenze. L’otto giugno 1906 fu inviato in licenza illimitata in attesa della nomina al grado di sottotenente di complemento. Fu nominato Sottotenente medico di complemento esercito permanente, in data 19 luglio 1906, come effettivo al distretto di Rovigo, fu assegnato al 1° reggimento di fanteria per ultimare la ferma di leva R.D. Giunto per prestare servizio presso lo stesso reggimento il 1 settembre 1906. prestò giuramento di fedeltà a Verona il 15 settembre 1906. Tenente medico nell’ospedale militare di Venezia (24 gennaio 1909). Partì, il 10 dicembre 1911, per la Tripolitania e Cirenaica col 22° reggimento cavalleggeri di Piacenza, mobilitato (2a divisione del corpo d’armata speciale) si imbarcò a Napoli per partecipare alla guerra italo-turca. Il 3 ottobre 1912, in qualità di capitano medico venne assegnato al 7° reggimento alpini btg. "Feltre", che sbarcato a Tripoli il 23 settembre, partecipa a tutta la campagna di Libia e guadagna alla Bandiera del reggimento ad Assaba, una medaglia d'Argento al V.M.. Rientrò in Italia sbarcando a Siracusa alla fine dello stesso anno. Al ritorno dalla campagna di Libia il 17 settembre 1913, previa autorizzazione sovrana dell’undici luglio 1913, sposò Ines Elvira Biasioli, nata ad Adria nel dicembre 1893 da Giacomo Biasioli e Silvia Marangoni.Nell’ annuario militare del Regno d’Italia, anno 1915, Celio Quaglio risulta collocato fuori quadro ai termini del R. D. 8 novembre 1914, n. 1248 dal 31 dicembre 1914 presso il 20° reggimento di artiglieria campale, in Padova.  Dal 23 maggio 1915 fu mobilitato in territorio in istato di guerra.Partecipò alla grande guerra con il grado di Capitano medico, diresse ospedaletti da campo, dapprima nel settore di Auronzo, in Cadore. Colà, il 1° luglio 1915, riportò una ferita lacerocontusa alla regione patellare al ginocchio sinistro, in seguito a caduta, mentre tornava dal posto di medicazione del suo reggimento, urtando violentemente su una roccia. Contrasse una affezione nevralgica subacuta del nervo sciatico popliteo sinistro, mentre trovavasi in zona di guerra. Tale patologia derivava dai disagi provenienti dalle funzioni di capitano medico, che lo tenevano giorno e notte occupato nelle umide grotte dei posti di medicazione, dove erano richieste cure continue ai numerosi militari feriti. Le condizioni erano tali da impedire, per intere giornate, il ricambio degli abiti e delle calzature bagnate. Così appare dal verbale del consiglio di amministrazione in data 28 marzo 1916. In seguito risulta in Albania. Nel mese di aprile 1916 si ammalò di enterocolite sinistra per gli strapazzi del viaggio, per l’inadatta alimentazione e per il cambiamento del clima , durante il suo soggiorno in Albania. Come da parere del direttore di Sanità Militare del VII Corpo d’armata mobilitato. Verbale del consiglio di amministrazione in data 17 agosto 1916 n.97. Con il grado di Maggiore (29 aprile 1917), all’età di 32 anni, fu Comandante e Direttore Sanitario della 79° Sezione di Sanità, dislocata a Vermegliano nelle immediate retrovie del fronte carsico (poco sopra a Ronchi dei Legionari). Sezione che dipendeva dal XXIII° Corpo d’Armata della III° armata. Fu decorato della croce di Cavaliere nell’ordine della Corona d’Italia l’otto luglio 1917. Seguì la rotta di Caporetto. Da questa data lo stato di servizio appare carente risulta solo la dicitura Campagna di guerra 1917 e 1918. Il 19 settembre 1919 partì dal territorio dichiarato in istato di guerra (per R. Decreto n.1509 del 12.9.1919). Tale nell’ospedale militare di Padova (6.6.1920). Collocato in posizione ausiliaria speciale, a sua domanda dal 30. 11.1920. Tenente Colonnello in data con anzianità 30 giugno 1925 (R. D. 28.1.1926). Collocato in aspettativa per riduzione di quadri dal 1° ottobre 1925. Trasferito di regione Sanità Militare del corpo d’armata di Udine il 5 febbraio 1928. Celio tornò ad esercitare la professione di oculista a Padova. Alla fine di agosto del 1927 la moglie Ines, di 34 anni, si ammalò di tifo, aveva contratto l’infezione assaggiando una pera che le era stata offerta, in Piazza delle Erbe, da un fruttivendolo. Si ammalarono sia lei che la domestica che l’accompagnava, quest’ultima riuscì a guarire. Alle ore 3 del pomeriggio del 3 settembre Ines spirava nella sua abitazione, sita in via san Pietro al numero 54. Celio morì a Padova in seguito a meningite tubercolare il 22 gennaio 1933. Decorazioni: Croce di Cavaliere di san Maurizio e Lazzaro (21.12.1921) , Croce al merito di guerra (com. terza Armata (29.12.1918), Seconda Croce al merito di guerra (com. terza Armata (6.4.1919), Medaglie commemorative delle campagne Vedi anche l'album personale nella sezione Album d'Epoca

Quaresimin Marino, nato a Martellago (VE) il 3 Ottobre 1898, figlio di Antonio e Mamprin Pierina. Arruolato come soldato di 1ª categoria classe 1898 con matr. 14552 dal 14 Gennaio 1917 e passato alla 2ª categoria con nuova matr. 2913 del distretto di Venezia, lasciato in congedo illimitato dal 19 Febbraio 1917. Chiamato alle armi il 27 Febbraio 1917 e subito inviato in territorio dichiarato in stato di guerra con il 56° reggimento fanteria il 9 Marzo 1917 per poi passare al 33° reggimento fanteria (Batt. Compl. Brigata Liguria) il 21 Giugno 1917 e dopo poco tempo il 28 Giugno 1917 venne trasferito al 158° reggimento fanteria. Catturato come prigioniero di guerra nel fatto d’armi di Caporetto il 5 Dicembre 1917 e rimpatriato dalla prigionia per armistizio il 22 Novembre 1918. Inviato nel 51° reggimento fanteria il 10 Gennaio 1919, poi nel 21° reggimento fanteria il 16 Marzo 1919 per finire nel 26° reggimento fanteria il 5 Giugno 1919. E’ stato mandato in congedo illimitato il 5 Maggio 1920 ed ha fatto la sola campagna di guerra del 1917. Sposato con Faggian Santa, padre di 6 figli (Vinicio,Iolanda,Licia,Placidia,Graziella,Emilia) fece nella vita l’operaio presso il Provveditorato al Porto di Venezia. Morì all’età di 69 anni il 15 Maggio 1968 in Carpenedo (VE)

R  
  Rivano Francesco Nato a Genova il 6 ottobre 1879, all'epoca della foto (1916) era gia' sposato e padre di sei figli.

Russi Giuseppe Nato a San Severo (FG) il 25.10.1885, caduto in combattimento sul Monte Pertica ( Monte Grappa ) nel corso dell’ultima battaglia svoltasi dal 24 al 29 ottobre 1918.

Rizzini Purtroppo di questo nonno ho solo la foto presente (e non so quale sia dei due) e la foto di una lettera....prego chi me l'ha mandata di contattarmi. Grazie

Risi Giuseppe Nato il 07/05/1980 e morto 17/01/1941 a San Giovanni in Persiceto, ha prestato servizio nella sanità di fanteria  sul Carso, nella zona di Podgora e poi con gli arditi sul Grappa. La foto di gruppo mostra il gruppo di Sanita' a Tripoli nel 1912. Un altra foto lo ritrae in divisa della GG, sempre del servizio Sanita' * Un nostro visitatore ( Gabriele dal Maso) ci segnala riguardo la scheda inviata su Risi Giuseppe che dal modello di divisa indossato egli apparterebbe al Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e non al servizio di Sanità. La divisa grigio-marrone è propia della C.R.I fino al 1916 quando fu teoricamente sostituita dal grigio-verde con giubba portante i bottoni a vista, fregio con stella in filo biano senza corona e con croce rossa al entro, mostrine con stellette caricate di croce rossa al centro

Ravenna Nicola volontario - classe 1897 Arruolatosi come volontario, è ritratto in zona di guerra nella foto allegata, indirizzata ai genitori, datata 6/6/1917. Sopravvissuto agli eventi bellici del 1915-1918, combattè col grado di capitano in Africa Orientale dove, nel 1939, a causa di grave infezione ad una ferita subita in combattimento, morì lasciando moglie e due figlie piccole in Italia.

Rosa Paolo, Nato a Roccabernarda il 10 Dicembre 1887. Di professione agricoltore fu chiamato alle armi per il servizio militare di leva inserito nella banda musicale 48° Regg. fanteria , come suonatore di clarinetto. Successivamente emigrò negli Stati Uniti, nella città di Kenosha. Scoppiata la guerra contro l’Austria venne chiamato alle armi il 24 Maggio1915. Il 3 Gennaio 1917 fu catturato dal nemico e internato nel campo di concentramento di Sigmundherberg, nella bassa Austria. Venne liberato il 10 Novembre 1918. Rientrato in patria il 12 Agosto 1923 sposò Pugliese Vittoria e da questa unione nacquero sette figli. Morì a Roccabernarda l’ 11 Agosto 1954

Retini Domenico di Salvatore e Vinciotti Carmela, nato a Gualdo Tadino l’8 gennaio 1898. Chiamato alle armi il 1° febbraio del 1917, il 14 marzo entra a far parte del 58° Reggimento Fanteria mobilitato, brigata Abruzzi. Il 17 agosto viene trasferito nel battaglione complementare della Brigata Vicenza, 277° Reggimento Fanteria, con il quale combatte la battaglia della Bainsizza, suo ricorrente incubo notturno. Il 30 novembre 1917 torna di nuovo al 58° reggimento, operando come teleferista. Il 23 settembre 1920 viene inviato in congedo illimitato e può finalmente ritornare a Gualdo Tadino

Rossetto Ernesto nato a Vicenza il 29 gennaio 1894, servizio militare a Trapani, poi in guerra prima in Albania come portaordini nel 85° Rgt Fanteria poi a S.Michele al Tagliamento. In questa località viene fatto prigioniero (nel Foglio Matricolare c’è scritto Monfalcone 4 giugno 1917) e viene internato a Mauthausen; dai dati desunti dalla prima cartolina inviata a casa risulta che il 20 agosto 1917 era prigioniero. Rimpatriato ed assegnato al 79° Rgt. Fanteria il 15 gennaio 1919. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore.

Rossi Tommaso di Pasquale e Smordoni Maria, nato a Cantalice (RI) il 18 settembre 1897 – deceduto a Roma il 9 luglio 1956, soldato dell’Arma di Artiglieria appartenente al Distretto Militare di Aquila, di professione calzolaio. Chiamato alle armi il 24 settembre 1916, giunge in territorio dichiarato in stato di guerra in forza al 3° Reggimento Artiglieria da fortezza. Successivamente presta servizio nel 7° Artiglieria da fortezza, nel 6° da fortezza - 21° Reggimento - e nel 6° da fortezza - 800^ batteria -. Campagna di guerra 1917 - 1918, è decorato della Croce al Merito di Guerra, della Medaglia Commemorativa della Guerra 15/18 e della Medaglia Interalleata della Vittoria. Collocato in congedo nel 1920, si arruola nelle Guardie Carcerarie (il futuro Corpo degli Agenti di Custodia) andandone in pensione, dopo 30 anni di servizio, con il grado di Brigadiere e la Medaglia al merito di Lungo Servizio.

Romani Giorgio Giovita, nato a Torricella Sicura (Teramo) il 13 Aprile 1884 e morto il 22 novembre 1917 nella battaglia Monte Tomba-Monfenera. Tenente del 92° Reggimento Fanteria, Brigata Basilicata, M.A.V.M. Avvocato del foro di Teramo, mazziniano, convinto interventista. Fu promotore di comizi e manifestazioni in Abruzzo e nelle Marche, scrisse numerosi articoli sull'argomento, pubblicò un libro dal titolo "La guerra liberatrice". Organizzò una manifestazione a Teramo per l'entrata in guerra dell'Italia che vide la partecipazione di Cesare Battisti. Coerente con le sue idee partì volontario appena proclamata la guerra. Dapprima è a Chieti sergente animatore di reclute, ben presto, col grado di sottotenente prima e di tenente poi, prende parte ad importanti fatti d’arme. Nel novembre 1915 egli è a Col di Lana; nell’aprile del 1916 prende parte ai violenti attacchi di Passo Tre Croci; successivamente sulla Croda d’Ancona combatté dal 6 al 19 giugno 1916. Dopo la disfatta di Caporetto è in prima linea combattente accanito nella Battaglia d’arresto sul Piave. E qui morì a soli 33 anni in combattimento lasciando la moglie ed i due figlioletti, Alessio e Angelo. Il suo corpo non fu mai ritrovato; il Ministero della Difesa - Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, attesta che le salme dei Caduti della battaglia sul Monfenera, tumulate nei cimiteri della zona sono state esumate e traslate nel Sacrario Militare del Montello, Comune di Nervesa della Battaglia, ma non essendo stato identificato figura tra gli “Ignoti”. Onorificenze: Medaglia d’Argento al valore militare, conferita con Regio Decreto del 16 Agosto 1918: “Si slanciava spontaneamente sulla linea del fuoco, e riorganizzati alcuni reparti rimasti privi dei loro ufficiali si poneva alla loro testa e li conduceva, con mirabile coraggio e fermezza, ripetute volte all’assalto incitandoli con parole e con l’esempio, finché cadde colpito a morte al grido di “Italia, Italia!”. Croce di Guerra al Valor Militare, conferita il 21 settembre del 1920; Medaglia a ricordo della Guerra 1915/18, conferita il 5 febbraio del 1921; Nastro Azzurro dei combattenti alla memoria del 20 ottobre del 1932.

Romani Saverio Vincenzo fratello minore di Giorgio, nato a Torricella Sicura (Teramo) il 5 aprile 1893. Chiamato alle armi per mobilitazione col R. D. del 22 maggio 1915, partì per mobilitazione alle armi a 22 anni con il grado di sergente. giunto in territorio dichiarato in stato di guerra come Sergente del 29° Gruppo di Artiglieria a cavallo.Si distinse in guerra morì in seguito a tifo con broncopolmonite all’ospedaletto da campo n. 100 a Castelfranco Veneto (TV) il 2 dicembre del 1918, a guerra finita. E’ stato sepolto nel Sacrario Militare di Montello, a Nervesa della Battaglia, nella tomba N. 4901. Il destino ha riunito i due fratelli lontani dalla loro terra nello stesso luogo di sepoltura. Onorificenze: la Medaglia a ricordo della Guerra 1915/18. la Medaglia della Vittoria, la Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia.

Ricci Stefano , Sottotenente, nato a Fosciandora (LU) il 02/11/1891 e morto il 29/09/1915 nell'Ospedale da campo n° 45, medaglia d'argento al V.M. conferitagli con la seguente motivazione: Volontariamente offerosi guidava una pattuglia nei pressi di trincee nemiche allo scopo fdi fare saltare un tratto di una importante ferrovia lungo la quale l'avversario stava compiendo lavori  con grave rischio della vita riusciva interamente nello scopo"  ......3 settembre 1915. La medaglia d'argento fu appuntata al petto con cerimonia solenne dal Generale Pecori-Giraldi.

Rocco Francesco, figlio di Eugenio e Maria Maturandeo, nato a Napoli l’11 luglio 1900, soldato di leva prima categoria classe 900. Matricola n. 47951 distretto militare di Napoli.Chiamato alle armi il 27 maggio 1918, il 30 maggio è assegnato al 47° Reggimento fanteria Ferrara. Tale in territorio dichiarato in stato di guerra. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Ricollocato nella posizione di congedo illimitato, viene richiamatoalle armi il 13 gennaio 1920 e lasciato in licenza straordinaria in attesa del congedo del fratello Vincenzo. Il 7 settembre 1920 è nuovamente nel 47° Rgt fanteria, il 6 marzo 1921 è nel 2° Rgt fanteria. Il 31 maggio 1921 è carabiniere nella legione RR.CC. di Napoli quindi trasferito nella legione di Catanzaro. Il 30 maggio 1924 viene posto in congedo illimitato e tale iscritto sul ruolo 71/B della forza in congedo dei libri del distretto militare di Napoli.

S  
  Sistilli Carlo Alberto (Leggi il Diario) Caporal maggiore. 6° reparto d’assalto, 2° compagnia, 2° divisione. Croce al merito di guerra num.d’ordine del registro delle concessioni 432507 del 19.07.1935

Scapellini Gisberto Cuoco sul Monte Grappa.

Schintu Antonio Nato ad Oristano, classe 1888; l'immagine lo ritrae prima della partenza per il fronte; sembra di poter notare mostrine bianche con contorni verdi, che fanno pensare al 45° o al 46° RGT della Brigata "Reggio"; negli ultimi mesi del 1915 passò nella leggendaria Brigata Sassari ( 4 M.O.V.M.), con la quale fu tra gli ultimi a passare il Piave nel 17, dopo il dramma di Caporetto; prese parte alla "Battaglia dei 3 Monti" nel gennaio del 18 e nello stesso anno partecipò anche alla "Battaglia del Solstizio" (giugno-luglio 1918); infine, dopo Vittorio Veneto, prese parte all'inseguimento delle truppe nemiche in ritirata; da ultimo, rimase sempre con la "Sassari"a presidiare Trieste liberata per alcuni mesi dalla cessazione del conflitto.

Sclosa Luigi Nato a Latisana l’11 marzo 1895; chiamato alle Armi dal Distretto di Sacile il 17 gennaio 1915 e destinato al 54° Reggimento Fanteria (brigata Umbria). Congedato in maniera Assoluta il 12 agosto 1915 “perché affetto da flebite alla gamba sinistra”, malattia che probabilmente contrasse al fronte, restando con le gambe sul fango o sul ghiaccio e che gli rese una gamba menomata per tutta la vita.

Soviero Giuseppe Francesco Fante, nato a Striano (NA). La foto, forse, lo ritrae nel Carso '' dai racconti che mi facevano mia madre e mia nonna '' dice il nipote ''doveva essre proprio il Carso. Infatti mi raccontava che suo padre teneva i cadaveri come cuscini e che metteva i pidocchi nelle lettere quando scriveva a casa'' . Deceduto nel 1962

Scarpanti Stanislao (vedi foglio matricolare) Nato a Città della Pieve (PG) 22-06-1892, Ha partecipato alla campagna Italo-Libica nell’ 87° regg. fanteria “Friuli”. Nella campagna ’15-’18 è caporale nel 137° regg. fanteria brigata “Barletta”.   Perderà il fratello in battaglia. Nel giugno 1918 combatte sul Montello dove gli viene assegnata la medaglia d argento al valor militare con la seguente motivazione: Accortosi che reparti antistanti venivano rincalzati dal nemico, accorreva con la propria squadra e, con sano spirito d’iniziativa si slanciava a sbarrare il passo all’avversario, riuscendo a mettere in azione una mitragliatrice, raccolta sul posto, e ad infliggere forti perdite agli assalitori. Montello 19 giugno 1918. Medaglia comm. della campagna 15-18 medaglia interalleata della vittoria croce al merito di guerra medaglia d’argento al valor militare  

Semino Antonio Nato a Genova nel 1896, ragioniere, gia' impiegato in agenzia di spedizionieri del porto, aggregato al 201° fanteria, Brigata Sesia ,6a compagnia, IXa Divisione. Caduto sul Monte Majo il 18 maggio 1916. Ancora adesso la nipote, figlia del fratello maggiore di Antonio fa celebrare una una messa a suffragio quando cade la data della morte dello zio che lei non ha mai conosciuto.

Savoini Giovanni Nato a Barengo ( NO ) il 26 gennaio 1896. Allievo Guardia di Finanza il 14 Ottobre 1915 giunse in territorio dichiarato in stato di guerra il 1° Marzo 1916 nel 13° Battaglione. Trasferito nell’ 11° Battaglione il 2 Agosto 1916, partì per l’ Albania da Taranto nel Giugno del 1917 e rientrò in Italia il 16 Dicembre 1918 a Brindisi. Cavaliere di Vittorio Veneto e Croce al Merito di Guerra

Silvestro Oreste ( Vai all'archivio S.O. e alla manifestazione di Montanaro) Di Giovanni, pittore e professore di disegno, nato a Montanaro il 27 aprile 1892. Sottotenente nel 129" Reggimento fanteria, 6a sezione "Pistola mitragliatrici". morto il 17 novembre 1917, alle ore 4.00 a Monte Fior, nelle "Melette Davanti" in seguito a ferite riportate in combattimento. Fu sepolto in Val Miela e decorato di Medaglia d'argento al VM, con questa motivazione: " Guidava con ardimento il prorpio Reparto all'assalto. Ferito a morte incitava ancora i suoi ad avanzare sino alla conquista della posizione"

Stazza Francesco ( Vai alla pagina dedicata ) Nato a Tempio Pausania il 12 maggio 1854, figlio di Luigi, emigrato modenese. Uscito dalla scuola militare di Modena nel 1874, nel 1883 compì il corso della scuola superiore di guerra e fu promosso al grado di capitano e a quello di maggiore nel 1893. Fu posto al comando dl 22° battaglione fanteria durante la campagna d'Africa del 1896. Durante la Grande Guerra fu a capo della Comissione Centrale degli Approvvigionamenti. Contribuì anche alla creazione del famoso "Plotone grigio" che costituì la prima sperimentazione per la divisa grigioverde per l'esercito. Morì a Genova nel 1923.

Starvaggi Giuseppe Di Filippo e Scolaro Angela nato a Sant'Angelo di Brolo (Messina) il 15.01.1893. Soldato di leva classe 1893 D. M. di Messina  n. di matricola 43684 è lasciato in congedo illimitato il 14.07.1913. Chiamato alle armi e non giunto perchè all'estero il 14.09.1913. Sospesa la dichiarazione di diserzione fino al 31.05.1914. Dichiarato disertore per non aver giustificato circa il termine suddetto di aver regolato la sua posizione. Denunziato al Tribunale Militare di Palermo il 31.05.1914. Costituitosi al Distretto Militare di Messina il 02.09.1915. Incorporato presso il 9° Rgt. Fanteria il 06.09.1915. Dichiarato non farsi luogo a procedere per inesistenza di reato, con sentenza della commissione d'inchiesta del Tribunale Militare di Palermo in data 18.09.1915. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 16.10.1915. Incorporato nel 21° Rgt.Fanteria il 28.10.1915. Mandato in licenza straordinaria di convalescenza di gg.50 per malattia il 21. 10.1915. Rientrato al corpo il 09.02.1916. Incorporato nel 72° Rgt. Fanteria il 01.03.1916. Incorporato nel 28°Rgt. Fanteria il 22.07.1916. Decorato in vita della MEDAGLIA D'ARGENTO AL VALOR MILITARE con la  seguente motivazione "Con calma e risolutezza, incurante delle offese nemiche, seguiva sempre con attaccamento il proprio Ufficiale, coaudiuvandolo in tutte le azioni. In un assalto fu il primo a slanciarsi nelle trincee nemiche, cooperando in seguto col suo energico contegno, a mettere fuori combattimento una mitragliatrice avversaria." TESTA di PONTE S. GIORGIO 06.08.1916. Ha partecipato alle operazioni di guerra svoltesi sul fronte Italo-austriaco col 21° Rgt. Fanteria dal 21.10.1915 al 21.12.1915 e dal 09.02.1916 al 28.02.1916. Ha partecipato alle operazioni di guerra svoltesi sul fronte Italo-Austriaco col 72° Rgt.Fanteria dal 01.03.1916 al 21.07.1916. Ha partecipato alle operazioni di guerra svoltesi sul fronte Italo-Austriaco col 28° Rgt.Fanteria dal 22.07.1916 al 13.10.1916. . E' deceduto il 13.10.1916 nell'Ospedale da campo n.129 (Gorizia) in seguito a ferite riportate per fatto di guerra, come da atto di morte iscritto al n.21 del registro degli atti di morte del suddetto Ospedale attualmente riposa nella tomba n. 14582 (col Cognome errato di Stervaggi invece di STARVAGGI ma a giorni il Commissariato Onorcaduti provvederà alla correzione della lapide ) del Sacrario di Oslavia. Autorizzato a fregiarsi della Medaglia Commemorativa Nazionale della Guerra 1915 - 1918. Concessa la Medaglia Interalleata della Vittoria ( Conc. n. 14985 in data 05.02.1923).

Sanna Priamo nato in Tuili (prov. Cagliari) il 17 febbraio 1888, da Raimondo e Agostina. Viene inquadrato nell’unità della Brigata Sassari, composta prevalentemente da pastori e contadini, nel 151° Reggimento, 3° battaglione, 11° compagnia. Anche Emilio Lussu faceva parte del 3° battaglione. Si fidanza con mia nonna Apollonia il 29 giugno 1912. Parte per il fronte di guerra nel maggio 1915. Partecipa alle varie battaglie dell’Isonzo. La Brigata si mette in mostra conquistando Bosco Cappuccio, Bosco Lancia e Bosco Triangolare. Nel novembre conquistano la trincea delle Frasche e dei Razzi. Il gen. Cadorna cita nel bollettino di guerra, per la prima volta, l’unità della Brigata Sassari (gli intrepidi sardi della Brigata Sassari… ). Il nonno manda una copia del bollettino alla famiglia e sul retro riporta i saluti: questo foglio è stato passato alla compagnia per onore alla vittoria che abbiamo riportato dal giorno 10 al giorno 15 corrente novembre 915. Saluti cari affettuosi. Tuo figlio Priamo. Arrivederci presto. A maggio 1916 la Brigata Sassari viene trasferita sull’Altopiano di Asiago. A metà giugno, l’11° e la 12° compagnia vanno in soccorso, dalla val di Foza, al 111° Alpini ed a un battaglione del 151° rimasti sul cime del Monte Fior e dintorni, per tenere il fronte, ma vengono presi d’infilata dal nemico. Le 2 compagnie appena arrivate all’alba, partono da Malga Lora rapidamente all’assalto del fronte austriaco e riescono a contenere il nemico. Durante l’assalto il nonno viene colpito da una pallottola alla clavicola destra e mentre si accascia a terra una bomba gli esplode vicino. Tre schegge penetrano nel polmone destro e cade in una pozza di sangue. Durante i soccorsi dei feriti, per caso e fortuna, viene scorso da un commilitone che, passatogli vicino ben due volte e creduto morto, si accorge che il nonno muove le dita di una mano e viene salvato. Portato in ospedale, i medici fanno di tutto per salvarlo. A ottobre rientra in Sardegna e viene ricoverato nell’ospedale militare di Cagliari. A dicembre scrive, dopo 6 mesi, una cartolina di auguri alla fidanzata (Vi auguro Buon Natale 1916). Nel 1917 viene definitivamente congedato e rientra nella a casa a Tuili. Nonostante la mutilazione che non lo fa respirare (solo col polmone sinistro), si sposa con Apollonia il 09 febbraio 1918 e hanno 10 figli, tra cui mio padre Pietro. Muore il 12 settembre 1963. Riposa nel cimitero di Tuili, vicino alla moglie. Leggi anche gli articoli riguardo la ricerca fatta dal nipote Mario.

Spandonari Giovanni Maria: classe 1897, nato a Buenos Aires, Domenico e Clara Maria Tiberti; vissuto a Gamalero (Prov. Di Alessandria). Soldato di leva 1º categoria Distretto di Alessandria. Chiamato alle armi il 21 settembre 1916 e giunto tale nel deposito del 9º Reggimento Artiglieria. Giunto in territorio dichiarato in stato de guerra alla 84 batteria pes.camp.mobilitata, il 16 marzo 1917. Rientrato al deposito del 9º artiglieria di campagna il 7 febbraio 1919 ed asegnato alla 2º categoria per decisione del Consiglio di Leva di Alessandria, il 12 febbraio 1920. Mandato in congedo illimitato tale nel 1º reggimento Artiglieria OPC con sede in Casale il 14 aprile 1920. Autorizzato a fregiarsi della Medaglia Interalleata della Vittoria e di la Medaglia Conmemorativa Nazionale della Guerra 1915-1918 istituita con R.Decreto N. 1241 in data 20 Luglio 1920 e apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1917 - 1918 Morto a Buenos Aires il 6 settembre 1952.

Srblin Ivan nato a Sv. Petar u Sumi (S.Pietro in Selve) , un paese sotto l’Impero Austro-Ungarico nell’entroterra della penisola istriana , il 13 Gennaio del 1893. Leggi la sua Storia

Sarleti Michele di Domenico e Giovinazzo Caterina nacque il 28 dicembre 1883 ad Anoia (Reggio Calabria). Soldato di leva di 3^ categoria classe 1883 Distretto di Reggio Calabria, matr. 9348. Contadino, non sapeva leggere né scrivere, fu arruolato con la classe 1884 quale mandato rivedibile per deficienza di statura (era alto m. 1,55 ½ ) e lasciato in congedo illimitato il 28 giugno 1904. Il 12 luglio 1916 fu chiamato alle armi per mobilitazione ed il 21 luglio giunse in territorio dichiarato in stato di guerra. In forza al 9° Rgt. Fanteria Brigata Regina combatté in prima linea. Scampato da morte sicura in battaglia, sul Monte San Michele, grazie all’intercessione di San Giuseppe, a perenne memoria e ringraziamento, chiamò il primo figlio maschio col nome del Santo e, con i risparmi del lavoro da emigrante in Canada, acquistò una statua che portò al paese ove per molti decenni fu procuratore della festa. Muore ad Anoia nel 1953.

Scroccaro Giordano nato a Martellago (VE) il 7 Ottobre 1895, figlio di Antonio e di Vedovato Maria. Soldato di leva di 1ªcategoria classe 1895 e lasciato in congedo illimitato dal 12 Novembre 1914. Chiamato alle armi il 14 Gennaio 1915 e giunto nel 15º reggimento artiglieria da campagna il 30 Gennaio 1915. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra l’1 Giugno 1915 e trattenuto alle armi per mobilitazione in base all’Art. 133 del testo unico delle leggi sul reclutamento del R.E. dall’1 Gennaio 1918. Tale nella Direzione di Commissariato Militare del Corpo di Firenze (2ª Sezione Panettieri per gruppo Alpini) secondo norme amministrative per le truppe in campagna (19219) dal 18 Gennaio 1918. Inviato il 16 Giugno 1918 alla 307ª Batt. Ass. del 6º reggimento artiglieria da Fortezza poi il 21 Marzo 1919 nella 304ª Batt. Ass. del 6º regg. art. da Fortezza e l’11 Aprile 1919 nella 648ª Batt. Ass. del 9º regg. art. da Fortezza. Mandato in licenza illimitata in base alla circolare 45138/2, tale nel deposito di Verona del reggimento Art. Treno e successivamente congedato il 16 Agosto 1919. E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della Grande Guerra avendo fatto le campagne 1915-16-17-18 ed inoltre gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con Saccarola Maria, padre di 6 figli (Leandro, Lidia, Fanny, Ivone, Sergio, Ave) fece nella vita l’operaio metalmeccanico e per la sua semplicità e modestia fu sempre stimato e rispettato con affetto da tutti. Morì il 9 Marzo 1985 all’età di 89 anni in Maerne (VE).

Schenone Dario Vedi la copertina e alcune pagine del suo diario

Sorato Giuseppe nato a Mestre (VE) il 13 Maggio 1894, figlio di Giacomo e Tosato Angelica. Arruolato come soldato di 1ª categoria della classe 1894 del distretto di Venezia il 18 Marzo 1914. Chiamato alle armi il 7 Settembre 1914 venne inviato nel 4° reggimento artiglieria da fortezza (Costa) il 25 Settembre 1914 e giunse in territorio dichiarato in stato di guerra il 23 Maggio 1915. Passò successivamente nel 9°reggimento artiglieria da fortezza (674ª batt. assedio) il 22 Maggio 1918. Venne trattenuto alle armi per mobilitazione e passò il 15 Novembre 1918 nella 55ªcolonna carreggio e salmerie, mentre il 10 Giugno 1919 venne trasferito nella 6ª colonna carreggio e salmerie ed inviato in licenza illimitata il 27 Maggio 1919. Tale nel deposito in Venezia del reggimento artiglieria costa e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della Grande Guerra avendo fatto le campagne di guerra del 1915-16-17-18. Sposato con Faggian Maria, padre di 8 figli (Antinesca,Ernesto,Paolo,Lorenzo,Mirella,Ivaldo,Franco,Daniela) fece nella vita l’impiegato presso lo stabilimento Azotati di Marghera (VE). Morì il 6 Aprile 1953 in Mestre (VE) all’età di 58 anni.

Scaggiante Vittorio, nato a Chirignago (VE) il 17 Dicembre 1897, figlio di Marco e Franzoi Anna. Arruolato come soldato di leva di 1a categoria il 24 Maggio 1916. Chiamato alle armi il 27 Settembre 1916, giunse in territorio dichiarato in stato di guerra nel deposito del 20° reggimento artiglieria campale il 4 Ottobre 1916. Passò per ordine del Comando d’Armata di Verona nel 1° reggimento artiglieria da montagna il 2 Maggio 1917 poi nel 3° reggimento artiglieria da montagna 888a batteria l’1 Settembre 1917 e successivamente il 24 Ottobre 1918 nel 6° reggimento artiglieria da fortezza (6a Comp.).Venne trasferito il 12 Marzo 1919 nel 10° reggimento artiglieria da fortezza, inoltre il 20 Aprile 1919 passò al 9° reggimento artiglieria da fortezza 648a batteria e dopo il 20 Settembre 1919 ritornò nel 10° reggimento artiglieria da fortezza 573a batteria finendo il 12 Novembre 1919 nel 34° reggimento artiglieria da campagna. Venne trattenuto alle armi dall’1 Gennaio 1920 e congedato il 6 Maggio 1920. E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della Grande Guerra avendo fatto le campagne del 1917-1918 ed inoltre gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con Castellaro Luigia, padre di 8 figli (Gemma, Giulia, Ferruccio, Mario, Giancarlo, Loredana, Paola, Maria) fece nella vita il ferroviere e per il suo carattere socievole fu sempre amato e stimato dai suoi familiari. Mori all’età di 78 anni l’1 Marzo 1976 in Mestre ( VE ).

Scaggiante Giuseppe, nato a Chirignago (VE) il 19 Marzo 1894, figlio di Marco e Franzoi Anna. Soldato di leva di 1ª categoria classe 1894 e lasciato in congedo illimitato dal 18 Marzo 1914. Chiamato alle armi il 7 Settembre 1914 e giunto nel 2º reggimento artiglieria da montagna il 27 Settembre 1914. Ha procurato al fratello Valentino col nº 259 di matricola il ritardo alla chiamata alle armi dal 14 Gennaio 1915. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 24 Maggio 1915 e trattenuto alle armi per mobilitazione in base all’Art.133 del testo unico delle leggi sul reclutamento del R.E. dall’1 Gennaio 1917 e tale come zappatore dal 5 Luglio 1917. Con effetto del R.D. datato 29 Dicembre 1918 cessa di trovarsi in territorio dichiarato in stato di guerra a partire dall’1 Gennaio 1919 e trasferito nel 3º reggimento artiglieria da montagna il 5 Gennaio 1919. Inviato in licenza illimitata in base alla circolare 45138/2 dall’8 Aprile 1919. Tale nel deposito di Belluno del reggimento artiglieria da montagna e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della Grande Guerra avendo fatto le campagne del 1915-16-17-18 ed inoltre gli è stata concessa la Croce al Merito di guerra con determinazione dal comando 35ª Divisione il 16 Agosto 1918 (18491). Per ultimo gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con Boscariolo Luigia, padre di 8 figli (Albina, Bruno, Annamaria, Emma, Angelo, Egidio, Mario, Mariajose) fece nella vita l’operaio nello stabilimento SAVA di Marghera e visse gli ultimi anni di vita assistito amorevolmente dal figlio Angelo. Morì all’età di 78 anni il 4 Gennaio 1973 in Gazzera (VE).

Scaggiante Valentino, nato a Chirignago (VE) il 31 Ottobre 1895, figlio di Marco e Franzoi Anna. Arruolato come soldato di 1ª categoria classe 1895 distretto di Venezia il 10 Novembre 1914 e rinviato in congedo illimitato provvisorio il 14 Gennaio 1915, in attesa del congedo del fratello Giuseppe (classe 1894) con l’obbligo di presentarsi alle armi entro 8 gg. dal congedo del fratello stesso. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto l’1 Giugno 1915, venne inviato in territorio dichiarato in stato di guerra nel 9° reggimento artiglieria da montagna il 15 Giugno 1915. Passò poi nel 5° reggimento artiglieria da fortezza (58ª batteria) il 31 Marzo 1917, venendo trattenuto alle armi per mobilitazione dall’1 Gennaio 1918 e trasferito nel 32° gruppo artiglieria da montagna. Inviato in licenza illimitata il 22 Aprile 1919, tale nel deposito di Belluno del reggimento artigl. da montagna e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della Grande Guerra avendo fatto le campagne del 1915-16-17-18 e della onorific. di cavaliere di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con Bobbo Antonia, padre di 7 figli (Pierina,Severino,Severina,Rita,Lidia,Maria,Elena) fece nella vita l’operaio presso la raffineria Irom di Marghera (VE) e morì il 2 Agosto 1973 a Mestre (VE) all’età di 77 anni.

Strappazzon Benedetto nato a San Vito D'Arsié nel 1879, coniugato con Maria Strappazzon, hanno avuto 4 figli, tutti nati a San Vito,  Antonio (nato nel 1911?), Martino (nato nel 1913?), Alessandro ( nato nel 1915), Erminio (nato nel 1917), fu ferito in combattimento ad un polmone, trasportato all'ospedale di Feltre ove morì. Probabilmente è sepolto nel cimitero militare di Feltre.

Sottana Massimiliano, nato a Mogliano Veneto (TV) il 25 Giugno 1898, figlio di Antonio e di Novello Angela. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria, classe 1898 con matricola n° 17537 del distretto di Treviso e lasciato in congedo illimitato il 20 Gennaio 1917. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 5 Marzo 1917. Inserito nell’ 8° reggimento artiglieria da fortezza l’ 11 Marzo 1917 e trasferito nel 7° reggimento artiglieria da fortezza il 25 Ottobre 1917. Passato poi nel 10° reggimento artiglieria da fortezza per mobilitazione e successivamente nel parco auto trattrici di manovra l’8 Gennaio 1919. Tale nel 12° autoreparto il 15 Agosto 1919, poi nel 5° autoreparto il 21 Gennaio 1920 ed inoltre nel 34° autoreparto il 30 Aprile 1920. Inviato in congedo illimitato il 27 Settembre 1920. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 e ad apporre sul nastro della stessa le fascette corrispondenti agli anni di campagna del 17-18 e pure della medaglia interalleata della vittoria. Inoltre gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con Bovo Livia, padre di 9 figli ( Fiorina, Milena, Maria, Norma, Olindo, Antonio, Gabriella, Dario, Michela ) nella vita fece l’agricoltore e morì a Mestre (VE) il 6 Ottobre 1977 all’età di 79 anni.

Silvola Giulio nato a Lesa (Novara) 18 luglio 1897 , appartenente al 4°Reggimento Alpini battaglione Intra 2/10/1916, quindi al Battaglione Pallanza 7/05/1917, al 3° Alpini bat.Pellice 24/11/1917 . Ferito, fu trasferito al 4° Alpini centro di mobil Ivrea 21/01/1918, quindi al Centro Mitragliere Fiat 7 marzo 1918. Congedato il 20/04/1920. Naturalizato francese nel 193? . Nella seconda GM combattendo con l\esercito francese fu fatto prigioniero e detenuto per 4 anni in Germania a Hemer nello Stalag VI-A con altri soldati russi e italiani. Deceduto 1973 Elbeuf, Francia

Scaramuzza Vitale, nato a Mestre (VE) il 25 novembre 1882, figlio di Antonio e Scroccaro Maria. Arruolato come soldato di 1ª categoria, con matricola n° 10744 del distretto di Venezia e lasciato in congedo illimitato il 19 Giugno 1902. Chiamato alle armi e giunto il 5 Dicembre 1902 e tale nel 1° reggimento artiglieria da campagna (Batteria) l’11 Dicembre 1902. Promosso caporale in detto reggimento il 20 Settembre 1903. Trasferito nel 14° reggimento artiglieria da campagna con sede in Ferrara e mandato in congedo illimitato il 14 Settembre 1904. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con onore il 5 Ottobre 1904. Passato effettivo nella milizia mobile del suddetto reggimento il 31 Dicembre 1911 e successivamente nel 20° reggimento artiglieria da campagna l’ 1 Luglio 1913. Chiamato alle armi per istruzione e giunto l’1 Ottobre 1913 per essere mandato in congedo illimitato il 30 Ottobre 1913. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra con il 20° reggimento artiglieria da campagna il 16 Aprile 1916. Tale nel 1° battaglione (Albania) il 27 Maggio 1916. Rientrato al deposito (20ª compagnia) il 28 Dicembre 1918 e subito inviato in licenza illimitata. Mandato poi in congedo illimitato il16 Agosto 1919. Servizio speciale: (1903) Puntatore. Concessa la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 ed apporre sul nastrino della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 16-17-18. Sposato con Gallo Maria, padre di 9 figli (Annibale, Milva, Luigia, Ermida, Lina, Antonia, Giorgio, Giovanni, Ernesta) nella vita fece l’ operaio e morì a Chirignago (VE) il 19 Ottobre 1958 all’età di 75 anni.

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Tommazioli Gino (Vai alla pagina dedicata) Nato a Verona il 13/6/1888, appartenente al 39° reg. fanteria,3° compagnia, Distretto militare di Verona, matricola 22200. Morto sul Carso il 15/5/1917 per ferite riportate in combattimento (La foto purtroppo sfocata è l'unica esistente)

Travaini Ezio Classe 1898

Tomò Giuseppe Classe 1889.

Tortoioli Francesco Nato nel 1899, in un paesino della campagna di Perugia, richiamato nel 1917. Nella foto è a Pinerolo, in addestramento. Contadino analfabeta, fu mandato al fronte in sede non nota (zona di guerra dice il foglio matricolare) con la 26a compagnia artiglieria pesante campale. Rimase in zona per quattro anni. Congedato (ha compiuto con onore il proprio dovere), per mantenere sette figli andò a fare il minatore in Belgio e contrasse una malattia polmonare di cui morì nel 1944.

Terranova Nicola Nato a Vinchiaturo nel 1896, geniere nel 1° Genio, fu fatto prigioniero per i fatti di Caporetto, sopravvissuto al lager ed espatriato negli Stati Uniti. Rientrato in Italia gestì un caseificio a Vinchiaturo, per poi lavorare come rappresentante di commercio per una nota casa di prodotti caseari a Pescara dove morì negli anni '70.

Todeschini Attilio Nato a Verona il 28 giugno 1983. Chiamato alle armi il 21 agosto 1914. Morto il 16 settembre 1916 sul Forame. Appartente all' 8° rgt. bersaglieri Ia compagnia.  

Trinetti Augusto Fante , nato il 9 novembre 1898 ad Allumiere (RM), Distretto Militare di Roma, arruolato l’ 8 febbraio 1917 nel 13° Reggimento di Fanteria della Brigata “Pinerolo” partecipò alle battaglie sul fronte dell’Isonzo e poi sull’altopiano di Asiago fino alla fine della guerra, venendo congedato nel 1920.Decorato con la Croce al Merito di guerra.Nel 1971 venne nominato Cavaliere di Vittorio Veneto. Morì serenamente il 24 maggio 1987, anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia.

Turrisendo Attilio classe 1895. Inviato del deposito di Genova a Modena pel I° corso accelerato allievi ufficiali di complemento nel Luglio 1915. Nominato Sottotenente 19-9-915. Nominato Tenente 15-7-916. Nominato Capitano 15-7-917. Nel 138 fant. comandò il plotone porta tubi di gelatina al Monte Sei Busi. Dopo ebbe il comando di una sezione di mitragliatrici pistole. Dal Carso fece l'offensiva sugli Altipiani combattendo alla Marcesina, partecipò alla riconquista di una cima del Monte Zebio ed ebbe una licenza premio dal Comando di Brigata. (nota: ha sempre detto che  i Superiori gli chiesero cosa volesse scegliere tra una medaglia e una licenza e lui non ebbe dubbi nel scegliere la licenza). Ritornato sul Carso fu in trincea davanti a Castagnevizza. Per premio speciale disposto dal Comando III Armata fu avvicendato ad un Battaglione Territoriale e con questo fu mandato dietro Cavazuccherina (l'attuale Jesolo) In seguito, pur avendo perduti due fratelli in combattimento (uno tenente all'86 fant. morto a Plava, l'altro aspirante Uff. morto sul M. Merzli) fu mandato al 267 Fant. e combattè da Capitano al comando interinale di un battaglione a Candelù sul Piave.  In seguito per ordine della III Armata fu mandato al 39 Batt. Fant. dove si ammalò di malaria presa a Jesolo (Basso Piave) .Perse un terzo fratello per malattia di guerra nel 1919, si laureò in ingegneria e lavorò nella sua azienda agricola. Fu richiamato con il grado di Maggiore nella Seconda Guerra Mondiale ma fu esonerato in quanto capo di azienda agricola.Dopo una lunga vita dedicata al lavoro e la famiglia si spense serenamente nel 1978. Vedi foto assieme ad  un gruppo di Ufficiali nel Carso ( primo a dx)

Trombini Orlando, nato il 13 Novembre 1895 a Porto Corsini (Ravenna). Chiamato alle armi il 12 Gen. 1915 nel 78° Reggimento Fanteria " Lupi di Toscana", il 23 Mag. 1915 vine inviato con il suo reggimento in zona Giudicarie dove vi rimarranno fino al Marzo del '16, da tale data il reggimento viene trasferito sul fronte del medio Isonzo e il 31 Marzo entra in linea nel settore del Sabotino che conquisteranno definitivamente il 6 Ago. 1916 pagando un tragico conto. Tra Set. e Ott. verranno ripetutamente inviati all'attacco in zona Veliki che conquisteranno il 1°Novembre. Il 2 e 3 Nov. seguono aspri combattimenti per la conquista del dosso Fajti che conquistano e tengono.Il mattino del 3 Novembre un poderoso bombardamento si abbatte sulle posizioni del Fajti, arrecando sensibili perdite e feriti ai Lupi di Toscana.Da tale data inizia il suo periodo di degenza in ospedali, che termi il 10 Marzo 1917 con la partenza dall'ospedale militare di Brascia, per una licenza straordinaria di convalescenza di 4 mesi.Rientrato al deposito reggimentale il 9 Lug. vi rimane fino al 12 Feb. del '18. Da tale data viene trasferito al 223° battaglione di Milizia Territoriale fino alla fine della guerra, i primi di Novembre 1918 passa alla 192° compagnia Milizia Presidiaria e il 13 dello stesso mese parte con la sua compagnia per la Francia, dove vi rimarrà fino al 14 Luglio 1919 e quattro giorni dopo viene congedato.

Tonon Bortolo, nato a Vittorio Veneto il 2 Dicembre 1894, figlio di Antonio e Possamai Luigia. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria classe 1894 con matricola n° 47925 del distretto di Treviso e lasciato in congedo illimitato il 14 Giugno 1914. Chiamato alle armi e giunto il 9 Settembre 1914, tale nel 7° reggimento alpini Battaglione Pieve di Cadore il 16 Settembre 1914. Inviato in territorio dichiarato in stato di guerra il 23 Maggio 1915, successivamente trattenuto alle armi per mobilitazione in base all’art. 133 del testo unico delle leggi sul reclut. Esercito dal 1 Gennaio 1917 e tale come zappatore nel suddetto reggimento il 15 Febbraio 1917. Riportò ferita da palla di rimbalzo alla guancia destra mentre si trovava di vedetta nell’alto Forame il 20 Giugno 1917. Rimasto nel territorio invaso dal nemico e fatto prigioniero a Longarone il 10 Dicembre 1917. Rimpatriato in seguito Armistizio il 7 Novembre 1918, tale nel 7° reggimento alpini - centro Tai di Cadore il 20 Febbraio 1919 e mandato in congedo illimitato il 12 Settembre 1919. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore, ha fatto le campagne di guerra 15-16-17-18. Sposato con Borsoi Maria, padre di 4 figli ( Nella, Bruna, Ester, Antonio ) morì a Vittorio Veneto il 6 Febbraio 1979 all’età di 84 anni.

Tofani Lorenzo, nato a terranova Bracciolini (AR) il 07/07/1885 e morto a Castelfranco di Sopra (AR) , dov’è sepolto nel cimitero comunale, il 19/12/1963.Chiamato alle armi con il 27° Regg.to fanteria il 25/02/1916, giunge in zona di guerra il 10/03/1916. Durante il tempo passato sotto le armi ha tenuto buona condotta ed ha servito con fedeltà e onore. Inviato in licenza agricola il 15/10/1918 ed in licenza illimitata il 19/03/1919.
Prosciolto definitivamente dal servizio il 31/12/1924. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-18 ed apporre sul nastro le fascette corrispondenti agli anni di campagna.
Autorizzato a fregiarsi della medaglia interalleata della vittoria. Sposato con Isolina e padre di tre figli nella vita ha fatto l’agricoltore.
U  
  Uslenghi Giovanni (Vedi Decorazione concessa) Nato nel 1887, morto nel 1971 a Gallarate (Va), fu caporale nel 17° Raggruppamento artiglieria, 53^ colonna munizioni. Decorato con Med. di Bronzo con la seguente motivazione: " Di guardia ad un deposito di munizioni, accorreva prontamente, insieme a due compagni, a rimuovere una cassa piena di granate incendiarie, già in preda a combustione, trasportandole in un vicino camminamento, dove subito esplodevano, ed evitando così gravi danni. Monte Vodice, 3 agosto 1917." Mia nonna ricorda che in seguito a tale azione, i capelli di suo padre diventarono tutti bianchi! Dopo Caporetto fu aggregato ai reparti in prima linea sul Tonale, sostenendo in una giornata ben 10 assalti alla baionetta. Illeso, rischiò la fucilazione poichè un superiore pensò che si fosse imboscato.

Urban Alessandro Nato a Cesarolo (Venezia) nel 1886, contadino mezzadro, fu arruolato nell’VIII Reggimento Bersaglieri nel 1915, quando già era sposato ed aveva prole (l’ultimo dei quali era un neonato). Combattè sul monte Cristallo; durante un servizio di pattuglia invernale in alta Quota in mezzo ad una bufera di neve si congelò le gambe e solo l’intervento di un medico, che gli frizionò gli arti per far ritornare la circolazione sanguigna, lo salvò dalla morte per assideramento. La rotta di Caporetto lo sorprese dentro le trincee del fronte Isontino e si salvò miracolosamente dalla cattura, con un pugno solo di commilitoni, durante la successiva precipitosa ritirata verso il Piave. Decorato con la Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto.

V  
  Vitale Francesco Nato a Campobasso nel 1894, morto sempre a campobasso nel 1975, appartenente al 3° Genio

Vaglia Elia Di fu Giovanni da Anfo. Nato nel 1889 e inquadrato nel 3°Regg.Alpini. Morto in combattimento il 10 settembre 1915 sulle alture di s.Maria di Tolmino, decorato con la Medaglia d'argento al V.M.

Valenti Giacomo Nato a Comunuovo (BG) il 18/06/1887. Deceduto a Desio (MB) Fraz. San Giuseppe il 21/01/1955. Soldato semplice. Ha combattuto nella prima guerra mondiale sin dal 1915 nella fanteria con incarico di mulattiere sul fronte centrale dell’attuale regione Friuli. La foto è stata inviata alla famiglia durante il servizio militare quando ancora risiedeva nella provincia di Bergamo precisamente nel Comune di Comunuovo (vicinanze di Treviglio). Successivamente al servizio militare ha sempre svolto l’attività di contadino. Ha avuto 14 figli.

Viola Domenico, classe 1894 , appartenente al 208° Reggimento di Fanteria col grado di sergente, ferito sull'Altipiano della Bainsizza a quota 549m il 26 agosto 1917.

Valenza Calogero di Vincenzo e Cutaia Antonia,nato a Grotte(Ag) il 25 giugno 1885,(soldato di 3^ categoria) chiamato alle armi per la prima guerra mondiale,il 19 febbraio 1916,tale nel deposito del 20° reggimento fanteria (Brigata Brescia) giunto in territorio dichiarato in stato di guerra e tale nel 142° reggimento fanteria (Brigata Catanzaro) l'11 settembre del 1916 viene trasferito al 1° reggimento genio da dove verrà assegnato alla 2^ compagnia lanciafiamme speciali. Il 25 ottobre 1916 nella zona del Carso,mentre dalla prima linea passava in un camminamento fu ferito all'addome da un colpo di pallottola di fucile nemico, muore il 27 ottobre 1916, nella località di Gradisca, alle ore venti e quindici, presso l'ambulanza chirurgica d'armata nr 3 in seguito alla ferita riportata per fatto di guerra.

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Weiss Francesco (Vedi altre foto dell'archivio Weiss) Nato a Bologna il 1 marzo 1890 e morto nella stessa città il 5 settembre 1956. Allo scoppio della “grande guerra” partì come volontario. Il suo desiderio era arruolarsi in un reggimento di cavalleria. Suo padre, Enrico Weiss, colonnello dei bersaglieri (partecipò alla presa di porta Pia), si oppose fermamente, ritenendo che la carica della cavalleria contro le armi moderne portasse ad una morte certa. Pertanto, Francesco si arruolò nelle batterie a cavallo. Con il grado di sottufficiale combatté sul Podgora e Sabottino. Nell’inverno 1915 fu in Cadore, da dove fu richiamato presto sul Carso poiché i proiettili non esplodevano nella spessa coltre di neve. Durante la ritirata di Caporetto, la sua batteria fu l’ultima a mettersi in salvo sotto un violento bombardamento. Terminò il conflitto presso l’Accademia Militare di Modena.

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  Zaramella Girolamo Nato a Fossalta di Portogruaro il 3 agosto 1889, arruolato dal distretto militare di Venezia nel 131° Reggimento Fanteria, Brigata "Lazio". Deceduto il 29 dicembre 1915 per malattia nell’ ospedale da campo n. 031 di Cividale del Friuli  è stato inumato nel sacrario militare di Redipuglia alla tomba n. 39291

Zamboni Adolfo (Vai alla pagina dedicata) Nato a Berra (Cologna Ferrarese) il 2 marzo 1891. Sottotenente di complemento nel 141° Reggimento Fanteria, Brigata Catanzaro. Combattè sul Carso e sull'Altopiano d'Asiago. Fu gravemente ferito durante l'attacco alla baionetta con cui il II Battaglione contrastò l'offensiva austriaca il 27 maggio 1916, recuperando una batteria di cannoni italiani catturata dal nemico. Fu decorato con 3 Medaglie d'Argento per il valore dimostrato nelle azioni sul Monte Mosciagh (27-28 maggio 1916), sul Monte S. Michele (6 agosto 1916) e sull'Hermada (19-22 agosto 1917) e con la Croce al Merito di Guerra (18 febbraio 1918).Ottenne la promozione a tenente per merito eccezionale di guerra (12 ottobre 1916).

Zoboli Sante (Vedi altre foto) Di Giovanni e Carolina Morselli , nato l' 11/08/95 . Soldato di 1a categoria, nel 21 RGT Artiglieria, Compagnia Automobilisti dal 11/05/15 e poi spedito a Castelfranco Veneto il 30/06/15. Congedato  il 30/10/19

Zordan Antonio Nato il 6 gennaio 1895 a Monticello Conte Otto (VI) , artigliere, Caporale Maggiore del 29° Artiglieria da campagna, VI Batteria, 37a Divisione, V Corpo d'Armata Vedi il suo Diario di Guerra 1916-1918

Zordan Pietro Classe 1899, Matricola 22327 Durante tutto il 1916 (prima e dopo la strafexpeditio) lavora come tutta la maggioranza dei civili abili al lavoro, ma non soggetti all’obbligo di leva, con le varie squadre alle dipendenze del genio militare nella costruzione dello sbarramento della valle Monte Summano e Monte Pau’(ricoveri, trincee, posa di reticolati ecc…) Il 20 febbraio 1917 viene arruolato nel 28° Batt. MT per l’addestramento. Il 10 giugno 1917 passa in forza al 6° Regg. – alpini – Batt. – M.Berico. Durante l’estate, dopo la ricostruzione, viene trasferito al Batt. Verona completamente distrutto nelle tragiche giornate dell’Ortigara (10-29 giugno) dove rimane seguendone le sorti per tutto il conflitto. Il Batt. Verona non viene coinvolto nella ritirata di Caporetto(in quanto si trovava a riposo in zona Breganze) lo troviamo verso sera dell’11 novembre a contrattaccare le posizioni a. u. del Monte Longara assieme ai reparti del 77° Fant. e del 5° bersaglieri perduto il giorno prima durante la fase critica di arretramento delle truppe dall’Ortigara per allinearsi con la nuova linea venutasi a creare sul Monte Grappa, poi nuovamente il giorno 17 presso Casera Meletta davanti con un Batt. del 129° Fant. per contenere l’enorme pressione nemica. Il 24 dicembre lo troviamo con il 78° Fant. e il 5° bersaglieri sul Col del Rosso e poi alla riconquista del Valbela (Battaglia dei Tre monti). Il 15 giugno 1918 il Batt. Verona risulta con il 9° Gruppo alpini alle dipendenze della 6° armata (degli Altipiani) con la 52° divisione. In preparazione della battaglia di Vittorio Veneto fra i mesi di luglio e settembre vengono fatti numerosi movimenti dei Batt. alpini che determinarono la costituzione ex novo dell’80° Divisione Alpina avvenuta il 12 settembre. Ne faceva parte il Batt. Verona essendo del 9° raggruppamento che finì assegnato alla 4°armata (del Grappa) e si schierò in prima linea ( circa 1 Km. a est dell’attuale ossario).La notte del 24 ottobre il Batt. venne ritirato in tutta fretta dal Grappae tramite camion portato nei pressi di Pederobba. Doveva passare il Piave in piena, la notte dopo (25) ma fu possibile solo il 27 (notte) nell’unico ponte rimasto intatto dai bombardamenti e dal maltempo (circa ½ Km. a nord del ponte della Priula); erano circa le 6 del mattino quando un colpo da 305 centrò in pieno il ponte provvisorio mentre transitava di corsa la compagnia di coda del VERONA, la 73° che ebbe numerosi morti ( Pietro era appena passato!) seguirono altre due compagnie di Fanteria e il ponte fu demolito completamente. Per tutta la giornata del 27 gli Alpini del Verona e Bassano rimasero isolati sulla sponda sinistra ma risolsero il problema andando all’attacco: il Verona riuscì a penetrare nelle trincee nemiche di Quota 207 e ad occuparle. Il nemico effettuò un rigoroso contrattacco ma fu respinto. Nella notte del 28 arriva anche il Batt. M. Stelvio (che era riuscito a passare il Piave in parte a nuoto) quindi il Verona aiutato dal M. Stelvio muove nuovamente all’attacco espugnando il costone fortificato della Casa Montagnola catturando 12 mitragliatrici e 150 austriaci. Caduto questo caposaldo la strada era aperta e nel frattempo il Bassano raggiungeva Valdobbiadene e il Verona avanzava giungendovi a Col de Roer e Villanova, mentre M. Stelvio raggiungeva Casa Roccat. Nella notte sul 29 passarono anche gli altri Batt. alpini e 6 Batterie da montagna con un reggimento francese. Il Verona puntò su Monte Balcon e Monte Rosere e i francesi che erano impegnati sul Monte Perlo chiesero appoggio al Veronache riuscì a salire in cresta e ributtare verso di loro la guarnigione austriaca che fu fatta prigioniera. Nel pomeriggio del 30 il Verona attacca il Monte Balcon con l’appoggio di una batteria da montagna espugnandolo e catturando oltre 200 prigionieri con più di 20- mitragliatrici e 4 cannoni. Una compagnia del Verona all’inseguimento del nemico occupò anche Monte Orsere collegandosi con gli altri Batt. Alpini. Il 31 raggiungevano il Piave all’altezza di Canai, oltre la stretta di Quero. Era tagliata la linea di riferimento del nemico verso il Grappa costringendolo a ritirarsi a Feltre. Ormai il fronte era sfondato dappertutto e il Verona allo scadere dell’armistizio si trovava nella zona oltre Feltre(tratto dal libro “ALPINI STORIA E LEGGENDA).Finita la guerra i soldati furono gradatamente congedati (cominciando dai più anziani) e di conseguenza anche le truppe alpine vennero fortemente ridimensionate. Pietro essendo prossimo alla chiamata di leva regolare, il 19 gennaio 1919 fu trasferito al 301° Reparto - Sanita’ e il 10 Marzo 1919 AL 24° Regg. Fant. Brig “Como” dove vi restò fino al congedo. Durante questo periodo partecipa alla raccolta: salme, materiali bellici e presidio zone irredente. Il 5 settembre 1919 la Brig.Como (24° e 25° Fanteria) risulta di presidio in zona Triest. Venne congedato il 10 dicembre 1920.Il 22 aprile 1941 a causa del 2° conflitto Mondiale venne richiamato nella MTcon sede a Lonigo e, dopo la nascita del 4° figlio venne congedato definitivamente il 10 giugno 1941.

Zorzetto Antonio Soldato, morto nel campo di prigionia di Mauthausen.Vedi l'album fotografico

Zampieri Augusto, nato a Mira (VE) il 21 Agosto 1888, figlio di Federico e Meggiato Elisabetta. Arruolato come soldato di leva di 1ª categoria, classe 1888 con matricola n°17280 bis del distretto di Venezia, già riformato e rivisitato a senso del decreto 16 Gennaio 1916 e lasciato in congedo illimitato il 13 Marzo 1916. Passato alla 3ª categoria del distretto di Venezia, in base alla legge sul reclutamento, con determinazione del Consiglio di leva della P. Prefettura di Venezia in data 24 Aprile 1916. Chiamato alle armi per mobilitazione e giunto il 29 Aprile 1916. Inserito nel 2° reggimento artiglieria da montagna e giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il 12 Maggio 1916. Trasferito successivamente nel 13° reggimento artiglieria da campagna 12ª batteria il 15 Ottobre 1917. Inviato in licenza illimitata il 6 Giugno 1919 e mandato in congedo illimitato il 16 Agosto 1919. Concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 ed apporre sul nastrino della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 16-17-18. Inoltre gli è stata conferita l’onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto con la facoltà di fregiarsi delle relative insegne. Sposato con De Zorzi Elvira, padre di 7 figli (Italia, Maria,Giovanni, Rosa, Amelia, Enrico, Elena) nella vita fece il contadino e morì ad Oriago di Mira (VE) il 18 Aprile 1974 all’età di 85 anni.

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