di Tiziana Tabbia Plomteux ' Silvestro'
- La figura di mio zio Oreste à stata , sin dalla mia prima infanzia, sempre presente nella mia vita.
- Quante volte mia madre, notando il mio precoce amore del disegno e della pittura, aveva ripetuto : Ah, se zio Oreste ti vedesse !.
- Questo condizionale si spiegava. Il mio zio Oreste, pittore, unico fratello della mamma, era morto a venticinque anni, nella Grande Guerra, sullaltipiano di Asiago. Ma , a ben rifletterci, quel condizionale era solo un modo di esprimersi usuale; in realtà, la Sua presenza, in spirito, era per tutta la famiglia, profondamente credente, una confortante speranza, direi anzi una certezza.
- Della sua personalità di uomo, di artista e di ufficiale erano rimaste numerose opere pittoriche, dei diari ed una nutrita corrispondenza scambiata con la famiglia, particolarmente nel periodo1914-15 e 1916-1917. Queste sue lettere dal fronte, accompagnate dalle note di un taccuino di guerra ritrovato nella sua cassetta dordinanza e dalle lettere che i suoi famigliari , padre, madre e sorella, gli indirizzavano sono state sempre conservate con amore .
- Collavanzare degli anni, e con il definirsi in me di quella vocazione storico-artistica sempre presente nella mia famiglia materna, io, unica nipote e custode di questi preziosi cimeli, sento ora vivissimo il dovere e la fierezza di celebrare la sua memoria, facendolo conoscere, attraverso alcuni dei documenti tramandatimi, a coloro che studiano con interesse, e spesso con commossa reverenza, questa pagina tormentata, terribile ed eroica della storia dItalia, che vide tante sofferenze, sino al sacrificio della vita, in coloro che furono chiamati a viverla combattendo sulle frontiere del nostro paese.
- Tiziana
Oreste Silvestro era nato a Montanaro ( provincia di Torino) , il 27 aprile 1892, primogenito di Giovanni Silvestro, noto pittore di affreschi e tele, e di Ghiggia Maria, maestra. Nel 1900 gli nasceva una sorellina, Rina, che fu mia madre. Casa Silvestro viveva allora di una fertile vita artistica, che rispecchiava in un certo modo la vita culturale canavesana tra la fine dell'Ottocento ed il primo Novecento. Nel grande studio del padre, bozzetti di decorazione, ritratti e paesaggi ispirarono la precoce inclinazione di Oreste per il disegno e la pittura. Iscrittosi diciannovenne alla Scuola Superiore di Pittura dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, fu allievo di Giacomo Grosso e Luigi Onetti ed ottenne un brillante diploma di professore di disegno
Oreste a 23 anni, nel suo studio
- Oreste ed il padre Giovanni, a Montanaro,
- poco prima di ripartire per il fronte
- Torino-Accademia Albertina di Belle Arti.
- Gli studenti del corso di pittura.
- Oreste è in seconda fila a sinistra , con i pennelli in mano
Oltre a prestare opera di volontariato come artista in molte manifestazioni canavesane, egli iniziò subito a lavorare con il padre, all'epoca attivo agli affreschi della chiesa di san Grato ad Ivrea. Si debbono ad Oreste , in questa chiesa, le figure degli Apostoli, alla base della cupola.
Oreste in uniforme del 76 Fanteria, Brigata Napoli
- Ufficiali degenti
- allOspedale V.Émanuele di Torino. Il Sott.te O. Silvestro è in prima fila , secondo da sinistra
La Grande Guerra era ormai alle porte; chiamato alle armi, egli seguì il corso di ufficiale di complemento ed entrò in un primo tempo a far parte della Brigata Cremona, poi del 76 °Reggimento Fanteria., brigata Napoli, di cui fu sottotenente, durante la prima fase del conflitto, sul fronte dellIsonzo, tra Monfalcone e cave di Seltz.
A Monfalcone si ammalo gravemente di malaria e fu trasportato a Rovigo, poi allOspedale C.R. Vittorio Emanuele di Torino, dove fu curato ; seguì una lunga convalescenza.
Ai famigliari appariva inquieto di quanto accadeva al fronte e quasi impaziente di ritornare tra i combattenti a condividerne i disagi; a fine maggio del 1917 , non ancora ben ristabilito, ripartiva per le trincee del Carso. Fu assegnato al 129 Fanteria, Brigata Perugia, sottotenente nel II battaglione, sezione pistola mitragliatrici. In questa brigata partecipo alla X e XI battaglia dellIsonzo, alternando periodi di linea tra Oppachiasella e Hudi log ( Boscomalo) e periodi di riposo, a Cervignano e Tissano. La XII battaglia, con la rotta di Caporetto, lo trovano tra gli ufficiali della Perugia , schierata attorno a Selo, in prima linea, tra Gabria ed il mare. La Brigata, che appartiene alla invitta III armata del Duca dAosta, riesce a conservare, nella disastrosa ritirata , la disciplina e quasi tutti i suoi reparti e puo spesso assicurare la retroguardia divisionale , dinnazi allavversario avanzante, tra lIsonzo, il Tagliamento ed il Piave. É poi inviata, il 14 novembre sullaltipiano di Asiago, dove , il 16, sale sulle Melette e Monte Fior, con alla testa il II Battaglione , a dare il cambio alla stremata Brigata Regina.
.sulle balze di Meletta Davanti, nella notte sul 17, alle ore 4, il Sottotenente Oreste Silvestro , alla testa del suo reparto , è colpito a morte durante un contrattacco per la riconquista di una posizione caduta in mano nemica.
Alla sua memoria è decretata la medaglia dargento al valor militare con la seguente motivazione :
"Guidava con ardimento il proprio reparto all'assalto. Ferito a morte incitava ancora i suoi ad avanzare sino alla conquista della posizione".
Quella che fu chiamata la Battaglia darresto , ultima linea di resistenza degli Italiani sugli Altipiani , sul Grappa e lungo il Piave, infurierà per oltre due mesi e varrà ad arginare lavanzata austro-ungarica verso la pianura veneta. Oreste non rivedrà più i suoi Cari. Il padre Giovanni, partito alla ricerca della tomba del figlio nel 1919, ne ritroverà le spoglie in un cimiterino di guerra della Val Miela, per farle trasportare in un cimitero militare di Gallio e poi, nel maggio 1922, in Piemonte, a Montanaro , dove ora riposano nella tomba della famiglia Silvestro.
Bollettino del Comando Supremo del 18 novembre 1917 (giornale depoca)
Comunicazione della morte di Oreste alla famiglia
Da casa al fronte Itinerario di guerra 1915 -1917
Il 27 maggio 1915 Oreste Silvestro , direttamente da La Spezia, deposito del 21' Fanteria, Brigata Cremona, cui era stato assegnato, partiva per il fronte. Nell'impossibilità di rivedere la famiglia prima della partenza, egli invia da Spezia, in data 25-5-1915 una lettera che ben descrive lo spirito e le condizioni in cui si viveva la mobilitazione in Italia all'inizio della Grande Guerra :
" Carissimi genitori,
avrete spero ricevuto la mia del 24 corr. nella quale vi comunicavo che probabilmente presto dovevo partire, ora è stato stabilito che tutto il reggimento partirà il giorno 27 mattino alla volta di Bologna ove resterà di riserva ( ) Non vi dovete spaventare per questo poiché siamo proprio gli ultimi a partire e a dirvi la verità non vedo il momento di andarmene ( ) Non regna per niente il malcontento nei miei compagni, anzi sono desiderosi come me di vedere e di provare, mi spiace che d'ora in avanti difficilmente vi potro`scrivere colla penna per mancanza di comodità, ma vi scriverò col lapis copiativo, spero lo gradirete ugualmente ( )Il mio indirizzo è sempre uguale, anche se si va via( ) Dal canto mio non dubitate sulla mia salute e sul mio coraggio, io sono e sarò sempre forte; saprò sopportare e resistere (a) tutto, saprò difendermi se sarà il caso, il vostro amore mi guida ovunque. Datemi sempre notizie vostre e del paese, così mi sembrerà meno lungo il distacco; ditemi cosa succede e cosè successo di nuovo; procurate di rassegnarvi perchè tant'è la stessa cosa; figuratevi che tutti i miei compagni hanno chi due chi tre fratelli sotto le armi; la miseria incomincia a battere alle porte di ogni casa. Qui a Spezia si vedono tanti poverelli che vengono a raccattare i pezzi di pagnotta che noi avanziamo e li divorano avidamente. Alla stazione non si vede che donne e vecchi, stamane si è presentato uno a me per informazione sul suo richiamo; era un garibaldino di 32 anni senza il braccio sinistro e diceva che se non lo arruolavano contro gli Austriaci spaccava la testa a tutti ed è partito per il suo distretto. Qui alla stazione tutti i giorni si vedono dimostrazioni guerrofile, grida di evviva l'Italia echeggiano da ogni parte, migliaia di giovani partono volontari per il fronte ed io nutro grande fiducia in una vittoria quasi completa. ( ) Quanto bramerei fare una visita a casa non ve lo potete immaginare, ma è cosa impossibile perché neanche i richiamati possono fare ritorno alle loro case, debbono partire senza rivedere i loro figli..Speriamo che si finirà presto e potremo fare ritorno tranquillamente alle nostre case. Se vedeste questi poveri richiamati mi fanno veramente compassione, vengono da me supplicandomi di lasciar loro andare solo sino a casa anche per una sola ora e poi ritornerebbero. Io debbo persuaderli che non si può, che lo farei pure io, ma la legge è superiore alle nostre volontà "
Quello "speriamo che si finirà presto" riflette l'opinione diffusa all'inizio del conflitto, anche tra gli Alti Comandi, che si sarebbe trattato di una guerra di movimento, dunque breve, malgrado esempi non mancassero sul fronte franco-belga di quel trasformarsi in guerra di posizione in trincea che sarà anche per i soldati sul fronte italiano un lungo calvario.
La Brigata Cremona all'inizio della guerra non fu subito impiegata nel teatro delle operazioni. Essa rimase sino alla fine di luglio nella zona di Bassano, alla dipendenza della X divisione, in addestramento nei dintorni di Romano di Ezzelino, ai piedi del massiccio del Grappa . Da questa zona Oreste invia in una lettera alla famiglia notizie sue e dell'atmosfera che regna nell'accampamento:
12-6-1915
- Carissimi tutti,
Qual gioia provai oggi non posso descriverla , tanta è lemozione che ho provata nel ricevere la lettera di papà dopo tanti giorni di attesa non avendo neanche un cenno se avevate ricevute le mie cartoline, proprio niente, era un po troppo. Avevo ricevuto cinque giorni fa la lettera di papà del 29 del mese scorso dopo di che mai più nulla, credetemi che ne ero veramente addolorato, ma siccome pure i miei amici ricevevano poco pazientavo pensando che potevano essere per istrada e cosi era. Credete che quando ricevo vostre notizie il mio cuore non può più stare nel petto, tutto il sangue mi scorre con maggiore velocità nelle vene dandomi dei momenti di gioia immensa.
Scrivetemi sempre tanto e molto cosi mi incoraggerete sempre più ed avrete molto sovente mie notizie. Godo sapere che tutti i miei amici sono tutti richiamati, benissimo, così tutti coopereranno alla grande impresa che si sta compiendo. Da fonte sicura noi sappiamo che qui dove sono io gli avamposti avanzano senza tregua, certamente i forti resistono molto ma le nostre artiglierie con tutta calma proseguono il bombardamento distruggendo poco a poco le batterie nemiche. In tutti i soldati regna sovrana la grande avidità di combattere e saremo forti non dubitate, credetelo che quando uno si trova come noi vicino, non desidera altro che potersi misurare col nemico. Purtroppo non vedremo tanto presto questo momento.Io del resto sto benissimo e continuo la mia carica da segnalatore col telegrafo Morse con vero entusiasmo.
Sono quasi sempre solo col Tenente allistruzione sui monti, mentre la truppa riceve dalla valle i nostri telegrammi. Ora qui è la stagione delle ciliege e ne facciamo delle scorpacciate tanto più che qui è tutto nostro, non facciamo che salire sulle piante e via sino a quando siamo ben gonfi Non dubitate mai sulla mia salute, che io non posso neanche ammalarmi volendo, la mia salute è diventata di bronzo. Figuratevi che per divertimento io ho fatto un grosso testone di Guglielmone colla lingua fuori mentre attende il dolce, che è lItalia, e l'abbiamo appeso a un palo in mezzo all'accampamento, quindi tutta la compagnia in cerchio cantando e danzando , ha assistito alla distruzione del capo dell'infamia(....) Fra una barzelletta ed unaltra listruzione sembra meno greve. Finora le cartoline non ce lhanno ancora date pero ho sentito che queste cartoline sono quasi tutte stampate, non si aggiunge che qualche parola, cio che mi pare un po troppo poco percio finché potro vi scriverouna lettera cosi saro più soddisfatto. Voglio sperare che pure voi sarete tutti bene e che la Rina e mamma non si dimenticheranno mai di me. Non vedo il momento di avere il vostro ritratto e potervi contemplare ben bene.
- Vi ricambio un milione di baci e tralascio perché è notte e non vedo più.
- Sempre vostro
- Oreste
- Lasciate pure aperte le buste che le ricevero più presto. Come ha scritto papà lindirizzo va bene ma pero Bassano è stato cancellato.
Nella lettera ricevuta da casa cui Oreste fa allusione, il padre scriveva , tra l'altro,il 5 giugno:
" ..Dirti con quanta ansia desideriamo tue lettere te lo puoi immaginare. Rassegnati a qualunque evento non facciamo che implorare dal Sommo Iddio la protezione su di te e sulla nostra cara Italia onde esca gloriosa e vincitrice da simile terribile cimento rivendicando a sé quelle popolazioni che da sì lungo tempo sopportano con fede nei destini della patria il giogo straniero.
Ti conforti il sapere che tutti i tuoi amici furono pure chiamati a compiere il loro dovere ( ..)Dai giornali apprendo le belle vittorie dei nostri soldati sia costì nel Trentino sia nel Triestino. Voglio sperare che se si va di questo passo l'occupazione completa sarà non troppo lontano. Avanti dunque, sempre avanti Savoia e noi di qui procureremo di accudire alla preparazione civile , alle istituzioni previdenti per soccorsi ai feriti, alle famiglie dei richiamati , a procurarvi quanto vi occorre costì fidenti noi pure in una completa vittoria finale. (. ) Presto ti manderò la fotografia di noi tre in gruppo acciocché possiamo sempre restare avvinti e uniti in spirito e cuore reciprocamente"
- La famiglia Silvestro, la mamma, la sorella Rina,
- il padre nel giardino della casa di Montanaro, giugno 1915
Nell'agosto, la X divisione si trasferisce sul fronte della III Armata , sull'Isonzo, e la Brigata Cremona si trova a combattere in prima e seconda linea nel settore di Monfalcone. Oreste Silvestro frequenta il corso allievi ufficiali , con la qualifica di aspirante, è promosso poi nel settembre al grado di sottotenente di complemento. Sempre nel settore di Monfalcone, egli è trasferito ad un altro Reggimento, il 76 ° fanteria della Brigata Napoli, schierata non lontano dalla Cremona, nella zona del Monte Sei Busi e di Selz.
Ecco quanto scrive dal fronte il 1 ottobre 1915 :
Caro papà, ieri ti scrissi dicendoti che questo Reggimento sarebbe stato di riserva, pare invece che si debba fra poco fare unavanzata a cui participeremo anche noi. Non volli scrivere direttamente a casa per non spaventare la Mamma, ad ogni modo tu comprenderai cosa possa essere unavanzata. Sappi che questavanzata si eseguirà non solo da noi ma completamente su tutto il fronte in una sola volta ( ) Comprenderai anche tu che questo sarà alquanto difficile, perciò bisogna attendere o una grande vittoria o una grande sconfitta. Speriamo in bene , ad ogni modo io ho già disposto della mia vita e voglio sperare che pure voi non vi dovete addolorare se io morirò per la Patria... Questo lo dico a te perché so che tu sei forte e queste mie parole non ti dovranno che inorgoglire. La mia vita à come quella di un soldato, tanto può morire un soldato come un ufficiale, dunque mettete lanimo in pace e sperate. Se Iddio mi dà la vita vi rivedrò presto se no ci rivedremo collo spirito e collanimo
Per non sgomentare la mamma, Oreste non ha inviato questa lettera direttamente a casa, ma ha pregato un amico, il dr.Alasonatti, di consegnarla direttamente a suo padre, con questa nota:
1 Ottobre 1915
- Gent.mo Signor Alasonatti, mi scusi se mi rivolgo a lei per un favore. Essendo io stato promosso sott.te e trasferito ad un altro Reggimento ,cioè il 76 ° poco distante dal 21 ° e siccome ieri scrissi a casa mia dicendogli che qui mi trovavo di riserva: ora invece pare che fra poco si debba avanzare e saremo inclusi anche noi nella prossima avanzata. Così si disse qui nel Circolo Ufficiali. Ora per non mettere un dolore dopo una gioia sarei a pregare lei di voler dare a mio papà questo foglietto che le includo nella lettera e nello stesso tempo lo pregherei di darglielo separatamente acciò non vedesse la mamma mia. Intanto le porgo i miei più vivi ringraziamenti e saluti estensibili a tutta la sua famiglia. Ricordandola sempre.
- Suo aff.mo Sott.te Oreste Silvestro
Ma Oreste non parteciperà con il 76 ° all'avanzata che si spiegò tra 18 ottobre ed il 4 novembre e prese il nome di III battaglia dell'Isonzo. Nella prima settimana di ottobre egli è colpito dalla malaria ed è trasportato all'Ospedale di Rovigo.
Dal Diario 1915 del padre Giovanni Silvestro:
- Lunedì 11 Ottobre- Alle 6 giunge il telegramma d'Oreste malato all'Ospedale di Rovigo. Chiede d'esser portato a Torino. Dolore immenso. Vo a Torino, giro e rigiro , infine alle 17,30 trovo posto alla Croce Rossa- telegrafano ed io pure da casa alle 21
- Martedì 12 - Alla sera ricevo il telegramma da casa che Oreste è già a Torino che ci attende
- Mercoledì 13 - Io e Rina andiamo a vedere Oreste. Grande consolazione poterlo abbracciare. É felice e noi pure. Restiamo con lui.
- Giovedì 14 - Io e mamma e Rina a Torino col nostro caro Oreste
La degenza all'Ospedale si prolunga fino al gennaio del 1916. Gli vengono concessi sei mesi di convalescenza, prolungata poi sino a fine dicembre del 16. La trascorre in famiglia, a Montanaro, attivo, quando possibile, a opere di volontariato civile.
- Il 25 dicembre riceve l'ordine di presentarsi al Deposito del 78 ° Fanteria, che si trova in Sicilia, a Caltanissetta per la visita di controllo.
Presta servizio per un mese al Deposito, poi ,a fine Gennaio, ripassa la visita di controllo e altri tre mesi di licenza gli sono concessi . Lo riprendono, saltuariamente, le febbri malariche. Il 3 maggio, ritornato ancora una volta al Deposito di Caltanissetta, è dichiarato abile benché siano ancora riconosciuti postumi di malaria. Gli fanno un foglio di viaggio per Padova., consentendogli pero' una breve deviazione per Montanaro per salutare la famiglia.
Lasciamo ora parlare il taccuino in cui Oreste ha annotato gli eventi della sua vita dal gennaio al giugno dellanno 1917:
- Sabato 12 maggio - (... )alle 6 e mezza riparto per Milano, e poi per Torino. Compro un ricordo a Milano per Rina. Verso le 3 pom. Sono a Chivasso . Prendo una vettura e mene vado a Montanaro. Mamma non mi attende, Le faccio un'improvvisata. Alla sera arriva papà, festa in famiglia..
- Domenica 13 maggio - A Messa e poi si sta allegri. Alla sera viene il Col. Bettoja e la sua Signora. Si finisce la giornata splendidamente.
- Lunedì 14 maggio - Parto da Montanaro alle 7 e mezza e mi accompagna papa fino alla stazione di Livorno. Sono molto addolorato perospero sempre..
- Martedì 15 maggio - Arrivo a Padova alle 8 e mezza. Trovo alla stazione Ferrero di Torino. Ci facciamo buona compagnia e si va al Deposito 58 Fanteria , poi dal Sindaco per avere laffitto della camera. Sono con due altri Torinesi Ferrero é promosso Tenente. Alla sera tutti a teatro.
Unattesa a Padova di alcuni giorni, poi:
- Mercoledì 23 maggio - Vado al Deposito. É arrivato l'ordine di partenza. Vado alla brigata Perugia che si trova a Jalmicco. Con me vengono pure Ferrero e Azzolino. Rispondo a casa e spedisco la valigetta con coperta, gambali, dolci. Alla sera allegria.
- Giovedì 24 maggio - Padova é imbandierat per l'anniversario della dichiarazione di guerra. Noi si va a passeggio e poi alla mensa. Giornata splendida. Si partirà stassera alle ore 11 per il fronte.
- Venerdi 25 maggio - Arrivo a Palmanova alle 8 del mattino; si va tutti a lavarsi e a pulirsi e poi verso sera si riparte per Sagrado. Arrivo a Sagrado e lascio la cassetta al ponte. Verso sera arriva l'ordine di partenza per il fronte. Si parte alle ore 24. Sono assegnato al 129 Regg.Fanteria 7 Comp. 3° plotone. Arriviamo al Vallone di Doberdò il giorno dopo.
- Sabato 26 maggio - Ci si ferma fino a sera e poi si riparte per raggiungere Oppachiasella si arriva a mezzanotte e verso le 2 al camminamento di Battisti in terza linea. Si è battuti tremendamente dall'artiglieria nemica. Dappertutto è pieno di cadaveri e vi è una puzza tremenda.
- martedi 29 maggio - Vado in ricognizione alla prima linea . Sono preso a cannonate ed a fucilate ma non mi pescano; verso sera tardi ritorno alla terza linea ove trovo il Battaglione in partenza per la prima linea. Resto ancora per quella sera a dormire al camminamento e verso le due del mattino raggiungo la mia compagnia che è raggruppata col 14° Fanteria. Durante la notte sfila e raggiunge il suo posto di occupazione presso Bosco Malo.
Schizzo topografico delle trincee opposte , ritrovato nel portafogli di Oreste, datato verosimilmente del fine maggio-giugno 1917. É indicata la prima linea occupata dal 129 con la trincea e la dolina occupata dal 14° Brg. Pinerolo. Quote e note delle posizioni sono della calligrafia di Oreste; non pare di sua mano il resoconto dellispezione e la richiesta di istruzioni.
Trascrizione: Egregio Capitano, dopo ispezionate personalmente la posizione le mando un sommario schizzo pregandola segnarmi esattamente su tale schizzo la linea da stabilire. Nulla ho rilevato di notevole altro che qualora si avanzi desidero precisata dal suo segno la linea onde evitare errori
Il 129° Reggimento fanteria, che col 130° forma la brigata Perugia si trova dal 24 maggio nel Vallone, tra Devetachi e Visintini ; il 26 é schierata in linea tra Ferletti ed Oppachiasella. Questo duro periodo di linea, vissuto tra bombardamenti e fame, in cui sono respinti due attacchi del nemico ed è occupata una grande dolina, detta oblunga si ritrova nelle note del taccuino di guerra di Oreste :
- Venerdi 15 giugno - Lartiglieria incomincia presto a bombardare. Arrivano proiettili da tutte le parti. Ricevo una cartolina da Alasonatti che mi fa tanto piacere. Rinforzo e fodero il mio stanzino. Rispondo ad Alasonatti e scrivo nuovamente a casa (..) A mezzanotte ho un ferito. Dormo per la prima volta 2 ore.
- Sabato 16 giugno - Gli aeroplani nemici girano sulle nostre trincee 2 ore facendo scariche di mitraglia. Lartiglieria bombarda a tutta forza con coi grossi e piccoli calibre. Scrivo a casa. Verso mezzogiorno un po di calma e mi addormento per 3 ore. Il mio plotone non ha che il pane e il brodo per tutto il giorno. Hanno tutti molta fame.. È una vera indecenza, tutti i giorni mancano i viveri
dal taccuino di guerra di Oreste
Lettera del padre ad Oreste , 8 giugno 1917:
- .Ciò che più mi sta a cuore è il saperti scaraventato costì mentre ti sapevo non ancora ben risolto dalla malaria da cui fosti così tartassato.
- Eppure bisogna pazientare e speriamo che giungeranno giorni migliori per tutti. Lessi sui giornali la tremenda controffensiva austriaca per riprendersi il perduto, ma s'infranse contro l'impeto nostro. Una voce interna mi dice che a questo devi aver preso parte certamente. Dio voglia che tu sia scampato e lo spero fermamente perché noi lo preghiamo fervidamente ogni giorno, ogni ora. Fatti animo e sempre coraggioso e allegro. Certamente la vita costì sarà disagiata,è la vera vita del soldato in guerra e non del soldato in boscato. Cionondimeno tu devi tenerti sempre alto il morale e sperando come in passato ritornerai incolume tra noi che viviamo di te "
Il 27 giugno la Brigata riceve il cambio dalla Cosenza e va a riposo, ; il 28 giugno Oreste si trova col 129 a riposo a Molin di Ponte . Il 16 luglio è a Viscone, colla 21 Divisione che, a partire dal 30 luglioschiera la Brigata sul fronte tra quota 87 ( Devetachi) ed il Dosso Faiti.
dal taccuino di guerra di Oreste :
- 29 giugno- La truppa si lava e si prepara per listruzione
- 30 giugno Sono felice e vado alla Messa al campo
luglio 1917- Messa al campo
- La famiglia Silvestro con Oreste.
- Ultima foto prima che lui ritornasse al fronte
- Il diario di Oreste termina con la giornata del 30 giugno, ma la corrispondenza con la famiglia prosegue fitta, da ambo le parti, ad un ritmo quasi quotidiano. Spesso su cartoline in franchigia, a volte con lunghe lettere, particolarmente quando la Brigata va a riposo.
- Zona di guerra -13 giugno
- Carissimi, io sto benone e vi penso sempre giorno e notte. Giornalmente vi rivedo nel ritrattino ultimo preso e mi pare di essere meno lontano. Tutti qui mi amano ed io procuro di fare altrettanto. Saluti e baci affettuosi con l'augurio di una prossima pace
- vostro Oreste che tanto vi ama
- Zona di guerra - 15 giugno
- Cara Mamma, ho il piacere di dirti che non appena si avrà il cambio si andrà a riposo in un paesetto tranquillo e là si resterà non meno di una quindicina di giorni, o anche venti. Non vedo l'istante in cui potrò scriverti una lunga lettera raccontandoti un po' delle mie vicende guerresche con tanti particolari. Sappi che io ti penso sempre e continuamente sono con voi se non in persona
- Zona di guerra - 16 luglio
- Carissimi, come sempre qui il tempo è splendido e si sta continuamente in attesa di ricevere posta che ci porti le notizie dei nostru cari lontani. Un saluto, una semplice cartolina di parenti, amici è tanto da noi gradita perché qui non si hanno altre soddisfazioni. Se voi vedeste il mio ricovero come è ben aggiustato. Figuratevi una gran buca nel terreno tutt'intorno foderata di tela di sacco, una copertura di circa 60cm. Di sacchi di terra e il soffitto di legno. Una bella lampadina rossa austriaca che ho trovato io stesso mi serve ad illuminare la mia sala da pranzo e da letto. Un mio sergente riceve il giornale e io leggo e faccio politica come se fossi a casa.
![]()
luglio 1917 Zona di guerra, Oreste con un collega
Il tono di questi scritti è tutto volto a tranquillizzare la famiglia , come si può riscontrare in molte altre corrispondenze dal fronte....
31 luglio - Carissimi, sempre bene, vi mando delle mie fotografie, tra le quali quella della Messa al campo, con discorso del cappellano, una mia fotografia poco felice ma che vi dimostra come io sto
20 agosto - Carissima mamma ,Io sto bene e nel posto in cui mi trovo non c'è male, solo i tre mesi e mezzo di tempo che ci separano dal giorno che vi salutai mi sembrano assai lunghi, ad ogni modo ho buona speranza che dopo questa bufera che imperversa mi diano un breve permesso e così tenterò una scappata alla "grande vitesse". Baci a papà e a Rina a te un grosso abbraccio tuo Oreste
28 agosto ( lettera del padre) - Carissimo Oreste, ( .) Ora i peri maturano a grande velocità e l'uva è press'a poco uguale. Certo se tu potessi almeno vederlo e saziarti sarebbe il colmo per tutti. Nella tua penultima mi lasci sperare a dopo la bufera una tua apparizione. Oh , se fosse vera!! Qual gioia immensa! Speriamo, speriamo sempre e voglia il Buon Dio esaudirci e coronare i nostri voti e le nostre preghiere. Le vittorie che voi tutti riportaste in questi ultimi giorni ci affidano che la finale si avanza a grandi passi e ci affretteranno quella pace duratura e vittoriosa da tutti sospirata. Qui tutto è calmo e voi siate sicuri che la fiducia e solidarietà nella vostra abnegazione e nella vostra forza non vi mancherà, disposti a qualsiasi privazione pur di provvedervi quanto vi occorre
A fine agosto la Brigata si trova in linea tra i capisaldi delle quote 309 e 366 ove intraprende importanti opere di sistemazione difensiva, fortemente ostacolate dallartiglieria nemica. Il 30 agosto Oreste invia alla sorella Rina una bella lettera ove la sua fine sensibilità d'artista gli fa descrivere con affettuosa complicità la vita al fronte del soldato italiano.
Rinuccia, in un acquerello del fratello Oreste
Zona di guerra 30-8-1917,
Cara Rinuccia,
Ieri ricevetti una tua cartolina,con una bella testa di donna; buon gusto hai avuto, brava! Mi fa tanto piacere ricevere tue cartoline che non ti puoi imma ginare! Spero avrai di già ricevuto il moi vaglia che certamente ti sarà gradito poiché questo è l'unico modo con cui io di qua posso dimostrarti il mio affetto grande, imperituro. Io naturalmente di questi danari non posso servirmene e forse io provo maggior soddisfazione a mandartelo che non tu a riceverlo son certo. Orbene io ti lascio la libertà di farne quello che tu vuoi e quando avrò la fortuna di fare una scappata a casa mi farai poi vedere le novità e l'impiego. Dirai a papà che lo ringrazio tanto della sua bella lettera e resto ben meravigliato nel sentire le vicende di questi luoghi. Si vede che tutti sono stanchi e spossati. Ti assicuro però che a noi qua non manca nulla assolutamente. Speriamo che le cose si rimettano a posto come pel passato se noi ci rimettiamo anche noi di qui Così passeranno anche questi mesi così dolorosi e verrà un buon giorno quella pace tanto desiderata. E da tutti qua si attende con ansia.Sono qui in una bella cavernetta e mi sono alzato appena ora Tutte le sere si fa la nostra brava partita a carte che sovente viene interrotta da qualche colpo di cannone nemico che batte qua e là cercando preda oppure da qualche ferito che viene a farsi fare la prima medicazione ambulante. Ormai siamo abituati a fare anche da dottori. Soltanto negli attendenti io non ho avuto fortuna. Il primo, il fratello della monaca, mi si è ammalato gravemente ed ho dovuto mandarlo all'ospedale ed ora trovasi ancora degente, mi scrive però sempre. Il secondo, un buon ragazzo anche, è andato in licenza; il terzo è stato ferito da una granata alla gamba , al ventre e alla faccia. Mi spiacque tanto quando me lo portarono via , però ieri mi scrisse dall'ospedale che sta meglio. Ora ne ho un quarto spero che questo sia un po' più fortunato degli altri. Come vedi noi si ha sempre la casa in spalla e così un giorno qua, dieci là , venti da un'altra parte, si passa il tempo come meglio si può. Quello che non manca mai è l'allegria, anche in mezzo al pericolo: mentre tutto il terreno circostante freme dal rombo delle cannonate, dagli scoppi, dagli ululati dei mortai. Negli intermezzi qualche suonatina di mandolino, flebile, flebile, accompagna questa musica indescrivibile. È il soldato italiano , oppure lufficiale ed è sempre italiano, non si puo dir altro. Questo tanto per farti un'idea del come si sta qui. Procura di star sempre buona come in passato e di fare anche la mia parte .
- 24 agosto 1917, A mensa a pochi metri dalla prima linea
- Il Sott.te Silvestro, a sinistra, con alcuni ufficiali mitraglieri
- 8 settembre
- Egregio Signor Silvestro,
- Vengo alla S.V.I . a darvi mie notizie come pure del mio sottotenente Signor Oreste di salute stiamo bene tanto più si troviamo a riposo. Così speriamo pure di loro che stiano tutti bene. Il mese 9 giorno 4 abbiamo avuto un contro atacco (sic) e tutto andò bene sempre in colume (sic)
- Saluti
- Soldato Gianetto Domenico
Nel settembre, da Tissano , ove il battaglione è a riposo, Oreste esprime la sua fierezza di ufficiale italiano, la Fede, che lo sostiene, come molti suoi commilitoni, nel momento del pericolo e l'ansiosa attesa della pace in tutti:
- Tissano 9 Settembre 1917
- Carissimi,
- Finalmente dopo tanto tanto tempo vi posso scrivere una buona volta in santa pace come da parecchio avevo desiderio. Non essere più disturbati da quel consueto rumore di bufera che poco o tanto aveva una discreta azione sul sistema nervoso è già una gran cosa anzi è, più che un sollievo, un bisogno che sente il corpo di riposare veramente.
- La mente pure, sconvolta da tutta quest'infinità di ordini e contrordini che danno responsabilità straordinarie, deve ristabilirsi assolutamente e ,per questa bisogna, per un po' di tempo deve astrarsi da tutto quello che è occupazione. Essendo io appunto in questo periodo di astrazione mi dedico espressamente e tutto a voi, sentendo in me grandissimo il desiderio di appartenervi e di vivere un istante proprio con voi. Nella grande ora che attraversiamo, in special modo il nostro paese è ammirevole nel contegno dei suoi uomini: tutto fa prevedere (in) un felice esito finale. Io mi sento orgoglioso di essere italiano e di appartenere pure in questo momento alle truppe gloriose che hanno combattuto ecombattono per l'onore della nostra Italia. Il sentimento del dovere che ha sempre albergato in me puro e sacro ha fatto di me una persona adattabile ad ogni cosa, e pronto ad ogni evento.( .). Stamane sono io di giornata ed ho portato tutta la compagnia alla S.Messa che è stata celebrata qui davanti a noi in mezzo al prato. Tutti assistettero alla Messa con vera devozione e da ogni espressione si rilevava il senso di riconoscenza e di ringraziamento verso Colui che ci ha conservata la vita in mezzo ai disagi ed ai pericoli. Speriamo di essere sempre assistiti dalla fortuna come fummo finora e speriamo pure di rivedere tutti quanti le nostre care famiglie che ci attendono con ansia a braccia aperte. Verrà pure quel giorno tanto desiderato in cui gli animi e i cuori saranno liberati da quest'incubo , da questo peso che schiaccia ed opprime , da questo dolore eterno che si vivifica ogni giorno più; verrà quel giorno che da ogni petto si solleverà quel respiro di riposo, quel grido di pace tanto desiderato ed allora non sarà solo più un istante di gioia ma sarà un lungo periodo di ebbrezza direi quasi di semi infermità mentale che invaderà ogni persona, ogni cuore che sente
10 ottobre 1917
- Carissimi,
- Salute ottima, il pensiero continuamente a voi e il resto alla Patria. Sempre a riposo allo stesso posto .Baci ed abbracci affettuosi a tutti ed a Rina le solite raccomandazioni.
- Vostro Oreste
Dal 13 al 26 ottobre la Perugia è schierata in linea sul fronte di Selo, da quota 219 al Ciglione di quota 200, ove respinge due contrattacchi austriaci.
- 16-10-1917
- Mio Carissimo figlio,
- ( .)La notizia che ci dai nella tua ricevuta stamane ci getta nuovamente nella costernazione; ma ci affidano una fede illimitata nella vittoria finale e prossima ed una speranza che non perdiamo mai. Ci andasti tante e tante volte in prima linea a far la vita delle talpe in trincea, ci andasti sempre fidente in Dio e nella tua SS Protettrice e ritornasti sempre incolume ed esaudito. Oh non dubitiamo che ritornerai ancora fino a guerra finita perché le fervide nostre preci specialmente quelle della tua povera Mamma e della Rina saranno esaudite perché perché.. le mamme sono mamme e loro sanno pregare più fervorosamente ( ) Tuo padre è preparato a tutto come sempre in passato e mentre ti fa animo e ti incoraggia ad adempiere bene il tuo dovere, ti assicura che è in spirito al tuo fianco nelle lotte, nei pericoli e nelle tregue ( ) Non sto più a farti raccomandazioni sul come devi comportarti nel nuovo forse aspro posto che vai ad occupare, né posso concepire il nuovo servizio a cui fosti preposto di comandare: pistola mitragliere. Certamente non si fabbricherà cioccolatini e nemmeno far calze.. speriamo speriamo sempre in bene ed anche questa la passerai liscia e te la caverai sempre con onore come in passato( ).
- Ti mando questo cuore affinché tu lo tenga in tasca dalla parte del cuore; leggi l'orazione Tua mamma adorata
- La tua Rinuccia ti manda tanti baci ma molti di più di quelli di mamma e papà.
- Animo e avanti sempre.
- 24 ottobre 1917, Giorno di dolore per l'Italia... Con lo sfondamento delle linee a Caporetto inizia in quei tragici ultimi giorni di ottobre la ritirata delle truppe italiane che non si arresterà che nel novembre, sul nuovo fronte degli Altipiani , del Grappa e del Piave.
- Quel giorno la mamma scrive ad Oreste:
Mercoledì sera , ore 19
- Caro il mio Orestino,
- Ogni giorno riceviamo tue cartoline ove sempre volentieri ti leggo da impararle sino a memoria, tanto ne godo il saperti in ottima salute. Sì , quando puoi, scrivi pure sovente, così farai felice la tua cara mamma che ti pensa giorno e notte. Io non ho al mondo persona più cara di te, quindi potrai immaginarti come fu doloroso il mio distacco. Quello però che m'aiuta a rassegnarmi è quel po' di religione che conservo ancora, la quale mi dà la pace nel cuore e la forza di sopportare e la sicura speranza di rivederti un giorno sano e salvo
- La mamma, Maria Ghiggia,
- con Oreste alla vigilia del suo ritorno al fronte
Il 30 ottobre la lettera della sorella riflette l'angoscia di quelle giornate.
- Mio carissimo Oreste,
- ti scrivo stasera col cuore traboccante di affetto e di tenerezza per te. In questa terribile ora di suprema prova, nella quale tutta l'Italia , tutti gli animi sono tesi in un palpito solo di speranza e di fede lassù dove i nostri cari compiono eroicamente atti di valore; in questi perigliosi momenti delle incertezze sento più vivo il bisogno di scriverti, di racconsolarti sapendo che le mie parole ti sono tanto care; come mi sono immensamente gradite le tue. Purtroppo l'istante è grave e tenebroso per la nostra patria, ma Dio voglia che le cose volgano al meglio e che presto ritorni il tempo che l'Italia nostra sia unita, intera, feconda di pace e di civiltà come sempre fu. Purtroppo, lo debbo confessare, che specialmente in questi cinque ultimi giorni che so quanto sia successo sul Carso il mio cuore è sempre sospeso e immensamente angosciato; mi pare di vivere come un automa! E tutto ciò perché non posso sfogarmi come vorrei sapendo che per ora il mio dovere è di consolare papà e mamma
La Brigata Perugia, che , lasciato il giorno 27 il fronte di Selo, ripiegando da Scodovacca, a San Mauro al Tagliamento, e poi oltre Piave, è riuscita a conservare disciplina e gran parte dei suoi effettivi , è trasferita verso il fronte trentino, prima a Villorba, poi a Bassano.
Del 9 novembre, da Villorba , è l'ultimo scritto di Oreste in mio possesso;
- Carissimi,
- siccome la posta non funziona ancora bene non vi posso scrivere come vorrei; ad ogni modo sappiatemi bene ed in salute ottima. Ho ricevuto la lettera di Rina e tutte le altre anche la cartolina in cui papà mi dice di aver ricevuto il mio telegramma. Oggi penso che è il mio Onomastico e che a casa chissà quanto parlerete di me , non è vero?
Il trasferimento della Perugia verso il fronte degli Altipiani , ove gli Italiani resistono disperatamente alloffensiva austro-ungarica, arriva alla sua meta. Da Bassano la Brigata si trasferisce in autocarri in Valstagna e poi si ferma per una giornata a Sasso e Campi di Mezzavia, a disposizione della XXIX divisione.
da: Riassunti Storici dei Corpi e Comandi nella guerra 1915-1918- vol. II - Ministero della Guerra, Roma 1925
Il giorno 15 il II battaglione del 129 ha ordine di recarsi in val Miela per dare il cambio a reparti del 9 Fanteria (Brigata Regina); sta per raggiungere le posizioni, quando un attacco in forza del nemico obbliga le nostre truppe a ripiegare ; il II battaglione riesce a contenere il violento attacco e, schieratosi poco a sud di quota 1559, si aggrappa alle rocce a sud-est di Casara Meletta Davanti, ove arresta il nemico ed inizia una violenta azione per ricacciarlo nelle sue posizioni. Sopraggiunti gli altri due battaglioni del 129 nei giorni 17 e 18 novembre rinnovano, insieme al II, vari contrattacchi respingendo nettamente gli Austriaci.
I roccioni di Meletta Davanti, visti da Monte Fior ( giugno 2006)
89 anni dopo lestate fioriva i costoni delle Melette
Secondo i documenti, e le cronache consultate durante la mia ricerca, è in questo quadro, ma in un'alba gelida di bufera, che io debbo immaginare il contrattacco del II battaglione e la morte di mio zio, caduto alle 4, nella notte sul 17, a Meletta Davanti.
Atto di morte del Sott.te Oreste Silvestro
- " Guidava con ardimento il proprio reparto all'assalto.
- Ferito a morte incitava
- ancora i suoi ad avanzare sino alla conquista della posizione".
- Meletta Davanti - 17 novembre 1917
Cercando una croce
.. lo hanno portato giù i suoi soldati, avvolto in un telo da tenda e lo hanno sepolto in Val Miela raccontava mia madre"
Novembre 2007 Veduta delle Melette da Foza. Tra la Meletta di Foza e la Meletta davanti ( di Gallio), il solco della Val Miela
Il primo luogo di sepoltura di suo fratello, il mio zio Oreste, era stato comunicato alla famiglia dal Cappellano militare del 129° negli stessi giorni in cui arrivava anche la comunicazione ufficiale della sua morte, Due mesi angosciosi per la famiglia erano trascorsi da quando avevano letto quel bollettino del 18 novembre Sullaltopiano di Asiago, nella notte sul 17, insistendo nel tentativo di forzare la nostra linea Monte Sisemol-monte Castelgomberto ha attaccato Più a nord, in direzione di Casera-meletta davanti nostri reparti del 129 Fanteria ( Brigata perugia) con grande ardire riconquistarono alcuni elementi avanzati »
Lui, che scriveva così sovente , aveva cessato di dare notizie di sé e, a casa, si viveva nellattesa , sperando una ferita, la prigionia e temendo la notizia più terribile
Dal diario del padre , Giovanni Silvestro :
- 24 dicembre 1917 « Ricevo notizia indiretta di Oreste che dicono caduto in campo nemico »
- 25 dicembre 1917 « Natale triste »
- 1 gennaio 1918 Attendo invano notizie di Oreste. Giornata mesta
- 7 gennaio 1918 Ricevo da Vigioto, da Oreste niente
- 9 gennaio 1918 Mi occupo ad alloggiare la (famiglia?) profughi Dalla Riva Giuseppe.* (..) Scrivo allUfficio Notizie di Torino per informazioni di Oreste.
- 10 gennaio 1918 « Scrivo di Oreste al suo Cappellano militare del 129. Includo un francobollo da 0,20 per la risposta »
(* il pittore Giovanni Silvestro era membro attivo del comitato montanarese di accoglienza ai profughi e, pure in questi dolorosi momenti, continuò assiduamente la sua opera di volontariato come testimoniano numerose pagine dei suoi diari del 1917 e 1918.)
10 gennaio 1918 .. alle ore10 mi giunge, portata da suor Crocefissa e suor Gabriella la tristissima notizia della morte sul campo del mio adorato Oreste religiosamente sepolto il 17 novembre u.s. , mandatami dal Col. Bettoja a mezzo lettera spedita alla Madre Superiora. Strazio più grande non può darsi. Povero il mio Oreste, povera mamma, povera Rina e povero me! Che Iddio gli dia la gloria ben meritata ed a noi la forza di sopportare tanto dolore e di poterci rassegnare per far contento il nostro amato eroe . »
La notizia devasta la famiglia, a cui si stringono con affetto gli amici , i parenti, tutto il paese , e quanti stimano larte di Giovanni e quella, così promettente , del figlio Oreste*
( * Giovanni Silvestro, (1860-1958) fu maestro pittore, noto affrescatore di più di cento chiese ed edifici pubblici e privati in Piemonte e Lombardia. (rif. E.Bénézit- Dictionnaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs de tous les temps et de tous les pays Gründ, 1976 IX e Thieme u.Becker Kunstler lexicon 1937 XXXI ))
Come è morto? Dove è seppellito? Queste mute interrogazioni sono costantemente in cima ai pensieri della mamma , di Rina e del padre, che subito tenta di mettersi in contatto con le autorità militari e religiose, per avere dettagli, affinché si conservino i suoi cimeli e, soprattutto, perché si possa andare a cercare il suo corpo. Appena la guerra finita, nel dicembre 1918, egli scive allarciprete di Gallio, chiedendogli se può recarsi sullAltipiano alla ricerca della tomba del figlio. I profughi di Gallio si trovano quasi tutti ospitati ad Albettone con il loro parroco, don Francesco Caron, e questi risponde al Pittor Silvestro , il 27 dicembre 1918 :
- «Gallio in Albettone 27-XII-1918
- Stimatissimo Signore, In risposta alla sua in data 20 corr. Devo dirle che son dispiacente non poterla soddisfare subito nei suoi pii desideri. Son tre anni che mi trovo profugo con tutti i miei parrocchiani. In Gallio non cè ancora nessun borghese, io sono stato colassù ai primi di nov.u.s. appena ritirati gli Austriaci ma con mio sommo dolore non ho trovato che un cumulo di macerie, di rovine, non una sola casa è in piedi »
Il 14 giugno 1919 riceve da don Caron il nulla osta a partire .
- « Egregio Signore,
- solo ieri ho potuto avere la sua cartolina del I maggio. Vede che bel servizio postale che abbiamo noi quassù. Ora la neve è scomparsa e Lei può venire quando vuole, però le dico che Val Miela dista di qui vari Km. E sarà anche un po difficile trovare subito la tomba del povero suo figlio dato che il terreno è molto sconvolto. Venga e si farà il possibile »
e il 25 agosto ,da Montanaro in treno per Bassano del Grappa, inizia la sua ricerca del figlio.
Dal diario di Giovanni Silvestro, agosto 1919 :
26 agosto. Viaggio tutta la notte, giungo a Bassano alle 8. Riparto per Valstagna alle 11 giungo alle 11,30in( ) passo alla Sez.ne 46 di disinfezione, alle 12 a pranzo, alle 13 con una guida vo a Foza ore 4 e mezza di salita. Giungo alle 18 , dò L..7 alla guida. Col T.Cappellano vo in cerca di Val Miela e di Oreste finalmente alle 20 lo trovo e benedico Iddio di tanto favore. Abbraccio la sua croce con tutta leffusione del cuore e dopo daver dato sfogo mi raccolgo e dico un de profundis col T.Cappellano, alle 21 ritorniamo nel suo baraccamento e si va a dormire alle 22, io nel medesimo baraccamento magazzino.-
In alcune note del diario ed in alcuni disegni ritrovati tra la corrispondenza appare il modo con cui Giovanni Silvestro soleva ringraziare coloro che lo avevano aiutato a ritrovare la tomba del figlio. Da pittore, dunque..dipingendo e offrendo loro poi un ritratto ad olio , di cui restano alcuni schizzi preparatori, tracciati dal vero, in quellagosto del 1919 .
Il Tenente Cappellano Zunini
Il corpo di Oreste , esumato, riconosciuto dal padre , viene traslato in un grande cimitero militare a Gallio dove, nel 21, anche la sorella Rina si recherà col padre in pellegrinaggio.
Dal diario di Giovanni Silvestro, ottobre 1921
- 25 ottobre. Vo( in Municipio) a farmi fare i passaporti per Gallio a me e Rina- partiamo a fare una visita di pellegrinaggio a Oreste.
- 27 ottobre ( ) Si cambia nuovamente sul trenino per Asiago , alle 11,30 si discende ed a piedi sino a Gallio. Asiago è un incanto... Passiamo dinnanzi al Camposanto di Oreste, è chiuso ( ) Andiamo a parlare col Ten. Vinai che ci fa accompagnare al Sisemol ( ) Alle 21 andiamo a portare i fiori a Oreste. Un grande strazio per entrambi. Dopo aver ben disposto il suo loculo coi fiori ecc.. si recita il Rosario e si è più rassegnati
Tra il 19 ed il 22 lattività di Giovanni Silvestro, consegnata nelle brevi note del suo diario, comprende , accanto ad una costante azione di volontariato civile, la progettazione e la direzione dei lavori dei due monumenti ai Caduti di Montanaro ed il completamento della tomba di famiglia, in cui vuole accogliere degnamente il corpo del figlio.
Montanaro Canavese- Parco della Rimembranza Monumento ai caduti (foto depoca)
Nel 1922 infine ritorna sullAltipiano di Asiago, assieme ad altri due padri di caduti, per organizzare ed accompagnare il trasporto dei resti mortali dei figli in Piemonte.
Nel suo diario si legge :
- 22 maggio ( ) alle 20,30 giunge il diretto con Quaranta e Pochettino. Vi salgo, assieme andiamo a Gallio.
- 23 maggio. Alle 14.30 si fa lesumazione, si dissalda la cassa di zinco, tutto a posto. Vo a dar ordine per la cassa di larice
- 24 maggio. Pulisco e ripongo in un bel lenzuolo il mio Oreste e lo fo saldare per bene
Dietro le scarne linee del diario non è difficile immaginare con quanto amore e con quale forza danimo il padre abbia svolto il mesto e pietoso ufficio.
28 maggio ( ) è giunto a Torino il vagone con Oreste.( ) Alle 9,40 si parte collOreste, alle 10 a casa.( ) Giorno di dolore ma trionfo di Oreste- è la sua apoteosi. Più di duemila persone laccompagnano al Cimitero.
Il busto di Oreste nella tomba della Famiglia Silvestro a Montanaro Canavese
.Oreste non è stato dimenticato
Il 4 Novembre 2007 io ed i mei tre figli, Alex, Daniel e Laurent, suoi pronipoti , gli abbiamo detto il nostro orgoglio ed il nostro affetto.
Tiziana