Alpi Carniche e Giulie: da Passo Montecroce Carnico al Monte Nero

Legenda difficoltà:

E - Sentieri per escursionisti, anche in quota, senza difficoltà

EE - Sentieri a tratti attrezzati o vie ferrate per escursionisti esperti dotati di capacità alpinistiche ed attrezzatura adeguata

EA - Sentieri a tratti attrezzati o vie ferrate con tratti di arrampicata per escursionisti esperti dotati di capacità alpinistiche ed attrezzatura adeguata.

NOTA : Per vedere le foto ingrandite, se sulla miniatura non compare il collegamento, basta cliccare sulla prima foto a sx di ogni itinerario

Monte Cellon, m2238

Dal Passo Monte Croce Carnico m.1360, appena passata l'ormai chiusa dogana, dietro l'angolo dell'ultima costruzione in versante austriaco ha inizio l'itinerario con grande frecce rossa su di un masso. Si segue il sentiero che sale verso destra tra alberi e cespugli incontrando alcune tabelle geologiche del Geo Trail. Arrivati ad un bivio si prende a sinistra verso l'entrata della galleria attrezzata Schulter. Dopo aver indossato l'imbragatura si entra nella galleria ben attrezzata ma scivolosa, che in ripida salita ci porta all'uscita posta a quota 1730. Proseguendo verso la base delle rocce seguendo i segnali rossi ad un secondo bivio si prende a destra seguendo l'indicazione per il Cellon. un altro cartelo a sinistra indica una via ferrata che taglia orrizontalmente la base del monte e conduce al sentiero che si prenderà per il ritorno. Proseguiamo a destra e tagliando verso nord trasversalmente i pendii del monte raggiungendo in breve l'attacco della seconda parte della ferrata che per pareti articolate e passaggi esposti ma molto suggestivi , ci conduce ad un canalino roccioso da risalire per giungere all forcella sulla cresta sud-est a quota 2096 nei pressi del sentiero della via comune da sud. Per ripido sentiero a destra,tra sfasciumi e notevoli resti di guerra in breve si guadagna la vetta del Cellon. La discesa avviene fino alla forcella per lo stesso sentiero di risalita, poi seguendo le chiare tracce ed un segnale posto si di un paletto per la via comune da sud. Scendendo quasi fino alla base del monte ad un bivio prendiamo a destra,lasciando sulla sinistra il sentiero ferrato che avevamo incontrato ma non percorso precedentemente. Da qui in breve si raggiunge il Passo Monte Croce Carnico.

Tempo di percorrenza : 5 ore circa

Difficoltà EA


Pal Piccolo ,m1866

La zona del Passo MonteCroce Carnico durante il periodo bellico ha rappresentato uno dei punti fondamentali per le operazioni militari per il XII Corpo d'armata -zona Carnia che presidiava tutta la linea di combattimento dal Peralba al Rombon, in quanto l'abbassamento della catena qui consentiva la preparazione di decise iniziative militari di sfondamento. Qui come sul Monte Piana , gli amici delle Dolomiti,l'associazione fondata da W. Schaumann,ha realizzato un'altro museo all'aperto,recuperando e restaurando le postazioni dei due eserciti. L'itinerario qui descritto è uno dei tanti possibili, ma che permette di farsi una discreta idea di come doveva essere la vita in quel periodo su queste montagne.

Lasciata l'auto nel versante italiano del passo, si prende l'evidente sentiero dietro il monumento dedicato ai caduti e in quesat zona del fronte e al Maresciallo di finanza G.Macchi a cui è dedicata anche l'ex casermetta della finanza oggi sede di un piccolo museo. Si sale con ripida pendenza, passando accanto alle pareti attrezzate della palestra di roccia, con la vista che spazia sul versante italiano, e in circa un'ora si raggiunge un primo pianoro e una deviazione che lasceremo a destra. Proseguiamo seguendo il sentiero e passando accanto ad un altarino di pietra raggiungiamo la selletta dove si trova il bivacco degli Amici delle Dolomiti. A sinistra seguendo i cartelli gialli e le evidenti tracce si sale verso le numerose postazioni italiane scavate nella roccia. Ritornati alla selletta risaliamo il pendio nell'altro versante seguendo sempre le indicazioni in giallo e che attraverso alcuni passaggi un pò esposti ma ben attrezzati con scale in legno, ci porteranno al punto più alto del monte. La montagna è tutta solcata da postazioni e trincee, camminamenti e ricoveri che meritano di essere scoperti man mano che si prosegue. Interessante il camminamento austriaco con una cupola corazzata per osservatori . Molto suggestivo anche il poter vedere le trincee italiane dalle ferritoie di quelle austriache con postazioni di primissima linea che distano tra loro pochissimi metri. Per la discesa si può seguire il sentiero di andata, molto più breve,oppure scendere per mezzo delle scalette di legno incontrate in precedenza che portano al sentiero che in ripida discesa ci conduce nel versante austriaco e al campo base dei Dolomitenfreunde. Da qui risalendo per la strada asfaltata sotto la galleria, in breve si ritorna alla linea di confine e al parcheggio.

Tempo di percorrenza: Salita e discesa con ritorno al Passo 3 ore . Per una visita alle postazioni abbastanza soddisfacente dalle 3 alle 4 ore circa.

Difficoltà E


Monte Zermula, m2143

Dal passo Cason di Lanza ,m1552, poco prima della ex-caserma di finanza si prende a destra per i prati e seguendo il segnavia giallo-rosso ci si inoltra nel bosco di larici ,uscendo in breve nell'ampio vallone ghiaioso alla base del versante roccioso settentrionale dell'anticima est dello Zermula. Dopo una breve ma ripida salita su roccette si attraversano le ghiaie del vallone nord e con strette svolte si guadagna il terrazzo erboso e ghiaioso dove inizia la via ferrata. Superato un diedro molto ripido e una breve discesa esposta si sale per canalini rocciosi e gradinati che permettono di raggiungere un primo ampio terrazzo ghiaioso. Si risale per ripide lastronate uscendo su una cengia detritica che porta dopo un ulteriore salita ad un'altra terrazza dove si trova il libro delle firme. Con un'ultima salita e una traversata verso sinistra si arriva finalmente alla forcella di quota 2095 dove terminano le attrezzature. Scavalcato il parapetto di rocci si prende a destra lungo il sentiero e in breve lungo un pendio erboso si raggiunge la croce di vetta. Sopra questo ultimo sentiero si trovano alcune postazioni ancora in buono stato che sovrastano alcune postazioni in caverna. La discesa avviene per il sentiero n°442 che aggirando il versante est del monte con facile sentiero ci porta a visitare alcune interessanti postazioni raggiungibili attraverso una galleria scavata nella roccia, (attenzione che una parte di questa galleria è crollata). Ritornati sul sentiero principale continuiamo la discesa che in breve ci riporta al passo e al punto di partenza.

Tempo di percorrenza : 5 ore

Difficoltà EE


Jof di Miezegnot, m2087

Sulla S.S. 13 che dall'uscita autostradale di Carnia porta verso Tarvisio al confine con l'Austria, all'altezza dell'abitato di Dogna si scende sulla dx e sempre sulla destra seguendo le indicazioni per Rifugio Flli.Grego si imbocca una strada asfaltata che dopo 18 Km si interrompe alla Sella di Sompdogna, dove si parcheggia l'auto. Lungo questa strada costruita dagli italiani durante la guerra si possono scorgere ai lati resti di caverne e casermette in pietra e cemento. Pargheggiata l'auto saliamo sulla sinistra verso una malga da dove parte il sentiero segnato 609. Dopo essere usciti dal bosco a quota m1946 troviamo i resti di una caserma e il " lussuoso" bivacco Btg. Alpini Gemona dotato di 4 posti letto. Proseguendo per il sentiero che si fa più tortuoso e ripido ma sempre privo di difficoltà per roccette e ghiaia in breve si raggiunge la cima. Numerosi i resti di postazioni e bunker in cemento con vista sulla Val Canale a nord e sulla Val Saisera a sud sovrastata dai massicci del Jof Fuàrt e Jof di Montasio. Siamo proprio perpendicolari al paese di Malborghetto punto strategico durante il conflitto per la presenza del Forte Hensel di cui si intravvede appena uno spigolo tra la folta vegetazione che lo nasconde alla vista. Si discende dalla cima per il sentiero di risalita oppure seguendo i segni indicatori passando accanto ai resti di un bunker in cemento e ad alcune caverne, oltre a resti di costruzioni in pietra e trincee, seguendo tracce di sentiero e mantenendosi sempre sulla destra della dorsale, e facendo molta attenzione a non perdere le tracce del sentiero in breve si ritorna alla malga e al punto di partenza.

Tempo di percorrenza 4 ore

Difficoltà E con sicurezza di appoggio sopratutto in discesa

 


Jof Fuart, m2666

Per apprezzare pienamente l'escursione e godersi l'intero giro proposto ,si consiglia di pernottare al Rif.Corsi,m1874, in modo d'avere tutta la giornata per la salita alla Forcella Mosè e al Jo Fuart.

Appena passata Sella Nevea, in direzione Cave di Predil, dopo un paio di kilometri sulla sinistra si prende una deviazione all'interno del bosco,riconoscibile dalla presenza di un monumento ai caduti. I. breve lungo una stada sterrata si arriva al parcheggio. Da qui un ampio sentiero sale lungo il bosco e raggiunge l'ampia vallata dove si trova la Malga Grantagar. In alto sulla destra si scorge la sagoma del rifugio Corsi. Lasciamo sempre sulla destra il sentiero segnato chesi inoltra tra gli alberi e dal quale usciremo nella discesa e proseguiamo lungo il sentiero principale che passa accanto alla malga. A circa tre quarti di questo sulla destra troviamo alcune postazioni in caverna con numerose ferritoie ,subito dopo l'ultima curva arriviamo al rifugio. Dal rifugio Corsi, seguendo i segni rossi e lasciando sulla destra il sentiero principale si arriva direttamente alla Forcella Mosè, che era un importante centro di rifornimento austriaco con baracche e stazione funiviaria per le circostanti posizioni d'alta quota. Di tutto questo oggi rimangono solo alcune travi di legno e buchi nella roccia. Sulla destra parte un breve ma impegnativo sentiero attrezzato, tratto che fa parte del più lungo Sentiero Goitan, che dopo alcuni tornanti e una breve salita per sfasciumi ci conduce alla vetta del Jof Fuart. Panorama meraviglioso che comprende tutto il fronte delle Alpi Carniche, Dal Coglians al Canin, dal Mangart al Rombon. Ritorniamo per il sentiero di salita fino ad incontrare sulla sinistra una deviazione per il sentiero attrezzato Goitan che corre in questo tratto lungo una spettacolare cengia che taglia il versante sud della Cima di Riofreddo. Giunti alla Forcella di Riofreddo scendiamo lungo il sentiero sulla destra che in breve ci riporta la rifugio Corsi e da qui prendendo a sinistra per tracce di sentiero scendiamo alla Malga Grantagar uscendo dal bosco e quindi al parcheggio.

Tempo di percorrenza : Pargheggio- Rif. Corsi ore 1,30 / Rif Corsi -Jo Fuart ore 2,30 circa / Jo Fuart- Rif Corsi lungo sent. Goitan 3 ore circa

Difficoltà EA, considerando anche il sentiero attrezzato

Fino al Corsi vedi anche l'itinerario per il Sentiero del Centenario


Forcella del Vallone, Sentiero del Centenario

Per apprezzare pienamente l'escursione e godersi l'intero giro proposto, si consiglia di pernottare al Rif.Corsi, m1874, in modo d'avere tutta la giornata per la salita alla Forcella del Vallone e per percorrere il Sentiero attrezzato del Centenario e la discesa al parcheggio.

Da Sella Nevea per Cave del Predil dopo aver passato la prima indicazione per il rifugio Corsi all'altezza di un monumento ai caduti (vedi escursione al Fuart) si prosegue per circa altri due chilometri per incrociare un ampio spazio sulla sx che si inoltra nel bosco con sentiero segnato n° 650. Lasciata l'auto nel piccolo parcheggio a destra si sale inoltrandosi nel fitto e suggestivo bosco che in circa mezz'ora ci porterà ad incrociare il sentiero sulla dx n°629, Principe di Sassonia. lasciato questo sentiero sulla dx si prosegue fino ad incontrare alcuni resti di edifici per poi uscire dal bosco e per uno stretto sentiero (franato in un punto) molto panoramico e vario per i suoi attraversamenti di gole e saliscendi in parte attrezzati ci porterà in breve a scorgere il rifugio Corsi (m 1874) sulla nostra dx e per sentiero su roccette e balzi facili da superare a raggiungerlo e quindi fare la meritata sosta. Dal rifugio Corsi si stacca subito dietro il sentiero n° 625 che in breve percorrendo l'ampio ghiaione ci conduce in circa mezz'ora alla Forcella Vallone (m 2180). Sul fondo del ghiaione che scende ad oriente resti di caverne e baracche adossate alla parete. Il sentiero del Centenario ha inizio nell'entrata della galleria in alto, che si raggiunge su piccola e stretta cengia sotto le cime Piccole del rio Bianco sulla nostra dx. La galleria elicoidale supera alcuni salti di roccia per mezzo di scale in legno per sbucare nell'ampia caverna con pareti in cemento dove, durante il conflitto, trovavano posto alcuni cannoni austriaci, puntati verso la Val Raccolana. Dall'uscita superiore hanno inizio le attrezzature che lungo la cresta e saliscendi per forcelle e gole attrezzate anche con una ripida scala in ferro giungono alla forcella alta di Riobianco da dove più in basso si scorge il rosso bivacco Gorizia (m 1950) che si raggiunge scendendo per l'ampia gola per sfasciumi e ghiaione . Dal bivacco per il lungo sentiero n°625 incrociando il rif. Brunner (abbandonato e adibito a bivacco) si scendono i circa mille metri che ci porteranno alla strada asfaltata e quindi al parcheggio. In alternativa dal rif.Bruner (m1432) si può scendere anche per il Sentiero Principe di Sassonia che attraverso gole e cenge in parte attrezzate, mantenendosi un pò' più in quota va ad incrociare il sentiero di risalita dal quale si ritorna all'auto.

Tempi di percorrenza : Giro completo 8 ore ( preferibile il pernotto al Rifugi Corsi)

Difficoltà : EA

Fino al Corsi vedi anche l'itinerario per il Jof Fuart

 


Monte Nero (Krn), m 2244

Dopo aver raggiunto con l'auto il paesino di Krn in territorio Sloveno, al primo bivio si devia a sinistra e si giunge in breve alla conca di Planina Kuhinja dove si parcheggia. Si prende il sentiero sterrato a sinistra e prima di giungere al piccolo rifugio visibile più avanti si devia a destra su tracce di sentiero segnalato in rosso verso il declivio che forma la parete sud del Monte Nero. Si risale senza difficoltà ma a lungo fino a raggiungere il piccolo rifugio Gomisckovo Zavetisce appena sotto la vetta del monte, che in breve si conquista risalendo tracce di sentiero appena sopra il rifugio,mantenendosi sulla sinistra del sentiero principale che porta alla selletta di quota 2052 tra il Monte Nero e il Monte Rosso, selletta che si raggiunge anche scendendo direttamente dalla cima senza dover passare nuovamente per il rifugio. Sulla sella si trovano alcuni ruderi di trinceramenti e una caverna con ferritoie.Sulla destra è visibile il sentiero che ripido scende verso la valle e che useremo per il ritorno. Proseguiamo risalendo tra roccette il Monte Rosso dove sempre più spesso incontriamo resti di postazioni in cemento e ricoveri sino ad una scalinata intagliata nella roccia alla fine della quale una lastra di pietra porta incisa una lunga scritta in latino fatta dagli alpini del btg. Val Tanaro in ricordo dei compagni caduti. Più avanti raggiungiamo delle costruzioni con profonde gallerie. Dopo aver superato un camminamento blindato ,ci si discosta dal sentiero e salendo sulla sinistra si raggiunge anche la cima del Monte Rosso. Dopo aver visitato i resti delle postazioni poste sotto la cima si riprende il sentiero per avvicinarsi al settore presidiato dalle truppe austriache. Dopo la visita ad una caverna che conserva ancora le pareti in legno dei ricoveri costruiti al suo interno e alle varie postazioni austriache,si ritorna lungo lo stesso sentiero alla selletta di quota 2052 e prendendo il sentiero ora sulla sinistra segnalato precedentemente si scende fino a collegarsi col sentiero di risalita e quindi al parcheggio.

Tempo di percorrenza: 6/7 ore circa

Difficoltà E, ma con sicurezza di appoggio.

Nota: per il ritorno in auto calcolate anche il tempo per una visita al Museo di Caporetto


Mrzli Vrh, m 1359

L' itinerario ha inizio dal paese di Krn, in Slovenia, da dove a piedi, lungo un comodo sentiero nel bosco si giunge alla selletta Planina Pretovc, con il Mrzli davanti e il massiccio del Krn dietro. Si sale su tracce di sentiero tenendosi a sx della malga attualmente in ristrutturazione, tenendo come riferimento le prime rocce che si intravedono tra il verde. Raggiunte queste troviamo subito l'entrata della galleria dove appoggiato ad una parete di roccia si trova l'altare in pietra posto nel 1917 dall'Imperial Regio Battaglione del Reggimento di fanteria ungherese n.46 . La galleria coninua ancora dentro la roccia, dove attualemte si stanno facendo dei lavori di recupero. Usciti all'aperto, si segue l'evidente sentiero sulla dx che in breve porta alla cima e alla croce di vetta. Da qui lo sguardo spazia tra il Krn a nord e la valle dell'Isonzo che va da Tolmino a Caporetto a sud. per il ritorno si segue la cresta verso ovest e seguendo resti di trincee e caverne si ritorna all Planina Pretovc e per il sentiero di andata al paesino di Krn.

Tempo di percorrenza: giro completo e visita alle postazioni 4/5 ore

Difficolta' E

 


Jof di Somdogna, m1889

Dalla Sella di Somdogna, raggiungibile in automobile da Dogna , si segue l'indicazione per il Rifugio Grego , prendendo subito però un sentiero a dx che parte dalla vasca di un abbeveratoio e che risale il bosco. già si sgorgono alcune tracce di resti di trincee raggiungendo quasi subito il bivio tra il sentiero 610 che sale verso la cima, quello a sx verso il laghetto e il sentiero 651 che invece scende a Chiout di Puppe. Ci si innalza ripidamente per il sentiero 610, che poi passa pianeggiante nei pressi dei ruderi di un alpeggio a quota 1630 circa. Si traversa verso destra sotto rocce e si sale da est con qualche tratto ghiaioso fino alla cima., sempre in vista. Numerosi i resti sulla cima del Jof sia di trincee che ricoveri in caverna e storicamente interessante anche il panorama dominato a sud dalla mole massiccia del Montasio, e a sud est dal gruppo del Jof Fuart, mentre a nord la vista si apre, oltre la Val Dogna, sulla costiera dei Due Pizzi, Piper e Jof di Miezegnot. Per il ritorno, consiglio di completare il giro ad anello scendendo per il Foran de la Grave, dove si incrocia il sentiero 652 che, seguito verso sinistra, conduce al bivacco Stuparich, posto a nord est del Montasio. Appena prima di giungere al bivacco sulla sx si stacca in ripida discesa il sentiero 611 che attraversando la fossa di Carnizza porta al rifugio F.lli Gregoe in breve al parcheggio.

Tempo di percorrenza : 4 ore

Difficoltà E

 

 

 


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