Val di Fiemme, Lagorai , Adamello, Stelvio, Alto Garda

Legenda difficoltà:

E - Sentieri per escursionisti, anche in quota, senza difficoltà

EE - Sentieri a tratti attrezzati o vie ferrate per escursionisti esperti dotati di capacità alpinistiche ed attrezzatura adeguata

EA - Sentieri a tratti attrezzati o vie ferrate con tratti di arrampicata per escursionisti esperti dotati di capacità alpinistiche ed attrezzatura adeguata.

NOTA : Per vedere le foto ingrandite, se sulla miniatura non compare il collegamento, basta cliccare sulla prima foto a sx di ogni itinerario

Cima Bocche, m2745

Sulla S.S.346 a due Km circa dal Passo s.Pellegrino in direzione Moena lasciamo l'auto nei pressi del bar-ristorante Negritella. Seguendo l'indicazione per forcella Iuributto da prima su strada sterrata e appena più su prendendo a dx verso il bosco ci inoltriamo sempre più nella splendida Ciamp de Ors, ricca di meravigliosi rododendri e attraversata dall'omonimo rio. In circa un'ora e mezza raggiungiamo la forcella e il bivacco (in realtà una tettoia con un tavolo) Iuribrutto. Seguendo i cartelli indicatori prendiamo il sentiero a dx verso Cima Bocche. Con ampie serpentime saliamo il versante sud scorgendo già tra i vari sfasciumi grosse matasse di filo spinato pleludio di quello che troveremo in cima. In breve sbuchiamo sul'all'altopiano che con comoda salita ci porterà in vetta. Il panorama è impressionante, tutta la zona è solcata da trincee e resti di casermette a sx quelle italiane e a dx verso la cima i capisaldi austriaci,resti di cavalli di frisia e sbarramenti di filo spinato a testimonianza degli aspri combattimenti che si svolsero su questa montagna. Saliamo a dx lungo la linea trincerata, lasciando, quasi raggiunta la cima,il sentiero principale per visitare i dintorni del bivacco Iellici con numerosi resti di costruzioni austriache. Impressionanti i resti di ossa umane che si possano ancora trovare sul terreno. Dal bivacco anche senza ritornare sul sentiero princiale saliamo lungo il pendio e in breve raggiungiamo la cima. Dopo la doverosa sosta, seguendo i segni sulle rocce e lungo la breve cresta e tracce di un trincerone scendiamo sempre attraversando resti di baraccamenti, verso il bivacco Forcella Bocche (la solita tettoia) e l'omonima forcella . A dx si può salire lungo il sentiero attrezzato del Gronton, oppure scendere per il sentiero 633 e raggiungere la Forcella de Lujia appena sopra l'omonimo laghetto e al bivacco S.Redolf. Passati sull'altro versante lungo il sentiero che taglia il versante nord della cima Laste' e poi a dx per località Fanch sulla strada statale. Raggiunta la statale per il passo S.Pellegrino o con l'autubus o a piedi per due Km circa si ritorna al parcheggio.

Tempo di percorrenza: 7 ore (variabili secondo il tempo necessario per visitare le postazioni)

Difficoltà E, con sicurezza di appoggio


Monte Cauriòl, m 2494

Da Ziano di Fiemme, passato il ponte sul torrente Avisio, in località Bòsin, si segue la strada che risale la Val Sàdole e seguendo le indicazioni, dopo 7 Km si raggiunge il Rifugio Cauriòl dove si parcheggia l'auto. Dal rifugio si sale da prima su largo sentiero inoltrandosi nella Val Sàdole costantemente dominati a destra dalle aspre rocce del Castèl delle Aie e a sinistra dal Cardinàl, dal Piccolo Cauriòl e dal Cauriòl. In circa un'ora e mezza si raggiunge il Passo Sàdole ( m2066),con resti di costruzioni e baraccamenti. Proseguendo verso sinistra si percorre la "via italiana" che risalendo il versante meridionale del Piccolo Cauriòl ci porta alla Selletta Carteri ( m2343). Sulla sinistra un'altare di pietra ci indica la sacralità del luogo. A destra si sale lungo il sentiero scosceso che in mezz'ora circa ci conduce alla cima del Cauriòl. Lungo il percorso resti di baracche sepolte tra le pietre e schegge di granate ci accompagnano alla targa ricordo posta a di sotto della croce in ferro della cima. Grandioso il panorama su Cima d'Asta e su tutto il gruppo del Lagorai. Ritornati per lo stesso sentiero alla Selletta Carteri, scendiamo a destra per la "via austriaca" lungo uno scosceso e sassoso sentiero che ci porta ad un interessante pozzo austriaco per la raccolta dell'acqua e ad alcuni trinceroni sempre austriaci. Il sentiero si biforca a sinistra con un comodo sentiero e a destra con uno meno evidente e più scosceso che però entrambi portano ad incrociare il sentiero di risalita e quindi al il Rifugio Cauriòl.

Tempo di percorrenza 5 ore

Difficoltà E con sicurezza di appoggio nell'ultimo tratto prima della cima

 


Colbricon, m 2602

Dopo due tornanti che scendono dal Passo Rolle, arrivando da S.Martino di Castrozza, nei pressi della Malga Rolle possibilità di parcheggio. Da qui parte il sentiero 348 del Translagorai che in breve ci porta al rif. Colbricon nei pressi del bel lago omonimo. Aggirando il lago inizia dal passo Colbricon la salita,lungo il sent. n° 349 che sfruttando tracce di sentieri militari e comodi salti di roccia lungo un ampio circo glaciale, spesso con ancora presenza di neve, raggiunge il pianoro fra il Colbricon piccolo e quello grande. Sulla dx si stacca il sentiero che con salita ripida su roccia friabile porta alla cima. Proseguendo dal pianoro invece, e attraversando alcuni nevai e un piccolo salto di roccia attrezzato, si raggiunge forcella Ceremana, dove numerosi sono i resti di baracche e postazioni in caverna. Scavalcando la forcella si passa nel versante sud e scendendo per sfasciumi e tracce di sentiero in breve si raggiunge il rif. Punta Ces dal quale si scende lungo la pista da sci fino a raggiungere il Pian delle Cartucce dove si diparte il sentiero 348 che ci riporta al passo Colbricon e all'omonimo rifugio e quindi al punto di partenza.

Tempo di percorennza: 5 ore senza la salita alla cima, per la cima e ritorno un'altra ora

Difficoltà: E, con la salita alla cima EE

 


Adamello: Il cannone da 149 G a Cresta Croce, m 3290

Lasciata la macchina al parcheggio del Passo del Tonale si prende la funivia Paradiso fino al Passo Paradiso. Da qui con seggiovia o tramite sentiero (40 min.) si raggiunge la base del ghiacciaio della Presena e risalendolo sulla dx ci portiamo fino al passo Maroccaro. Si discende il ripido canale e in 1.30 ore si raggiunge il rif. Città di Trento al Mandrone. Prendere il sentiero 236 e alla base del ghiacciaio dell'Adamello traversarlo in diagonale tra la seraccata superiore e quella inferiore e costeggiare la base della Lobbia Alta. Salire sulla sella nevosa fin sopra il passo fra la Lobbia e Cresta Croce arrivando al Rif. Caduti dell'Adamello (3040 mt). Dopo aver pernottato al rifugio e al mattino essere ridiscesi sul ghiacciaio,si traversa in diagonale verso destra risalendo le roccette antistanti al rifugio stesso portandosi al di sotto della cima di Cresta Croce. Si prosegue sempre verso ovest attraversando il nevaio e un gruppetto di rocce passato il quale si risale verso la cima. Dopo aver riattraversato sulla sx altre roccette ci si porta alla base della breve risalita su ghiaccio e roccia che porta ,dopo essere passati accanto ai resti delle baracche dei serventi , al cannone da 149 G , l'Eterna Sentinella. Per il ritorno al rifugio si può attraversare in cresta fino alla croce e quindi scendere verso la vedretta della Lobbia e all'omonimo passo e quindi al rifugio, oppure ridiscendere per la via di andata e giunti all'altezza della croce risalire per una cinquantina di metri e scalvalcata la forcella scendere per la vedretta della Lobbia ,tenendosi sulla sinistra per giungere all'omonimo passo e al rifugio caduti dell'Adamello.

Tempo di percorrenza : Dal passo del Tonale al rif. Caduti dell'Adamello (con salita in funivia) 6.30/7 ore. Dal rif. Caduti dell'Adamello al Cannone e ritorno 6/7 ore. Si consiglia di pernottare almeno due notti al rifugio, in quanto altre sette ore circa son necessarie per il ritorno al passo del Tonale.

Difficoltà : EA. solo perchè per attraversare il ghiacciaio sono necessari piccozza e ramponi e si consiglia di legarsi in cordata per la presenza di molti crepacci e per la breve ma ripida salita al primo gruppo di roccette.

Per altre foto Vedi anche Escursioni degli amici del sito e la scheda del cannone 149G


Tomeabru', Bocca di Saval

Da Riva del Garda si seguono le indicazioni per la Val di Ledro, passato il lago di Ledro si prosegue sulla dx fino al paese di Enguiso da dove sulla dx si stacca la strada in parte sterrata nell'ultimo tratto per il rifugio Pernici. Arrivati alla malga Trat si parcheggia e lasciando sulla sx il sentiero per il rifugio, si sale la carareccia a dx che in breve porta al dosso del monte Caret. Subito sotto al punto di arrivo si puo' visitare un'interessante galleria passante con resti di muri divisori in cemento all'interno. Usciti, si percorre lungo il percorso di cresta l'ampia dorsale che sulla dx segue il percorso di una trincea scavata nella roccia. Lungo la dorsale sempre sul lato dx si incontrano resti di postazioni e entrate di caverne fino a raggiungere la cima del Tomeabru' dalla quale si gode una bellissima vista sul lago di Ledro e dei monti circostanti. Il ritorno si snoda appena sotto la dorsale appena percorsa, incontrarndo numerose entrate di postazioni in galleria una delle quali adirittura in due piani. Il sentiero scende facilmente verso la malga Saval dalla quale si risale verso l'omonima Bocca dove si trovano i resti dell'ospedale austro-ungarico. Ritornati sul sentiero principale s prosegue a dx lungo la stretta cengia al di sotto Dosso dei Seaoi che con facile percorso porta al rifugio Pernici. Dal rifugio si scende alla Bocca di Trat. Prima di ritornare al parcheggio, merita una devazione sul sentiero 452 verso il Corno di Pichea, per visitare la postazione-ricovero del Haupt. Riccabona ufficiale delle truppe austriache dislocate in questa zona, con una bellissima targa che la identifica. Ritornati per lo stesso percorso alla Bocca di Trat si risale il sentiero nel bosco a dx per poi scendere in breve verso il parcheggio

Tempo di percorrenza: 4 ore

Difficolta': E

Vedi anche le Escursioni amici del sito


Cima Rocca, Cima Capi

  Da Riva del Garda si seguono le indicazioni per la Val di Ledro. Giunti all' abitato di Biacesa dove si parcheggia l'auto , e dove, previa telefonata, si possono richiedere le chiavi per il bivacco al custode,ci si incammina per la mulattiera in direzione della chiesetta di S.Giovanni, sentiero n.470/417. Dopo poco dove il sentiero si divide si prosegue verso sinistra seguendo le indicazioni per il sentiero n.417 fino alla chiesetta che bombardata dagli austriaci durante la guerra e' stata ricostruita recentemente tale e quale dai volontari della pro loco S. Giovanni. La chiesetta, a destra della mulattiera, è costruita su di un piccolo piazzale erboso ed era un avamposto italiano; di fronte ad essa, a sinistra della mulattiera, si nota l’imbocco di una galleria che a sua volta era un avamposto austriaco. Poco piu' su si trova il bivacco Arcioni. Prima di giungere al bivacco sulla dx si seguono le indicazioni "gallerie di guerra". Dopo una rapida ma veloce salita si arriva all-entrata di una galleria che e' il punto di partenza del nostro itinerario storico. Il percorso ben segnato e che si snoda lungo le postazioni conduce fino a Cima Rocca. Giunti sulla vetta si scende sul versante opposto a quello di salita, lungo un camminamento e in prossimità di un grande pilone della corrente si svolta a destra e dove si indossano gli imbrachi e i kit da ferrata. Si prosegue in direzione di Cima Capi , sent. 470. Giunti sulla cima Capi si percorre a ritroso l'itinerario di andata per circa 15 minuti fino ad arrivare al bivio per il bivacco Arcioni e si riprende a sx, nei pressi di alcuni appostamenti in caverna, il sentiero attrezzato n.417 che porta al bivacco e quindi al parcheggio del paese di Biacesa per la mulattiera di risalita.

Tempo di percorrenza: 6 ore

Difficolta': EE

Vedi anche le Escursioni amici del del sito

 


Montozzo

Itinerario ( e foto) proposto da Mauro Marchi

Arrivati a Ponte di Legno si prende la strada che porta al Gavia, dopo pochi chilometri di salita seguendo le indicazioni si prende la strada che porta a Pezzo piccola frazione di Ponte e si prosegue poi per Case di Viso. Proseguendo per la strada sterrata si sale sino al parcheggio dove inizia il sentiero N° 52 che in circa due ore di cammino giunge al rifugio A.Bozzi (2478 m). Dopo aver ripreso fiato al rifugio, visitato il piccolo museo, realizzato dagli Alpini di Pezzo, un occhiata ai resti del villaggio, alcune piccole caverne e le cannoniere da poco ristrutturate (sempre a cura degli Alpini), gli itinerari da percorrere sono vari. Io consiglio di salire fino alla Forcellina del Montozzo ( 2613 m ) sentiero corto ma ripido. Arrivati alla Forcellina ci si trova nel bel mezzo di un anfiteatro che spazia dalla Punta d'Albiolo (2969 m ) sulla dx fino ad arrivare al Redival (2973 m) e a sx Punta di Montozzo ( 2863 m), Punta di Ercavallo (3068 m ), Corno dei Tre Signori (3360 m ) e davanti più basso le Cocchiole (2695 m). Adesso che siamo arrivati qua dove si và? Visto che la vetta più contesa in questa zona (come mi spiegavano il miei amici di sgambate Gianmario e Mario) era il Torrione d'Albiolo perché permetteva agli Alpini di avere un osservatorio avanzato che spaziava dal  Passo del Tonale fino a quasi in Val di Pejo una "capatina" la può meritare! Per raggiungere il Torrione si può salire prendendo il sentiero che sale verso dx appena sopra l'altare che si incontra poco prima del passo e passa davanti ad alcune gallerie franate, il sentiero in alcuni punti  è attrezzato con catene ma non presenta grosse difficoltà. Oppure, appena scollinato dalla Forcella sempre verso destra si prende il sentiero che porta prima verso i laghetti d'Albiolo e poi si sale dal ghiaione fino al passo. Arrivati in cima si possono visitare un paio di gallerie e i resti di fortificazioni sul Albiolo(alcune baracche e trincee diroccate). In alternativa all' Albiolo è possibile prende il sentiero che scende verso Pejo e dopo alcune centinaia di metri ci si addentra nella valle del Montozzo (verso Nord la vostra sinistra per intenderci) e quella delle Cocchiole (Austriaca ed anche li si trovano alcuni resti di trincee e gallerie) e le crestine appena sopra (gallerie e fortificazioni).Comunque salendo su tutte le creste o sellette si vedono insediamenti a testimonianza del passato. Invece per chi si trovasse soddisfatto di ciò che ha visto nei pressi del rifugio e volesse cambiare il sentiero del rientro può prendere il sentiero che attraversa il villaggio nei pressi del rifugio e proseguire prendendo il sentiero N°2 o strada militare che vi porta ai laghi di Ercavallo poi prendendo il sentiero N°59 si arriva al punto di partenza il parcheggio.

Tempi di percorrenza : dal Rifugio Bozzi alle Chioccole 2ore. Per salire all'Albiolo 3 ore

Difficoltà : E tranne il tratto attezzato, ma facile, per salire all'Albiolo


Cima d'Asta

Da Pieve Tesino si imbocca la ripida stradina che percorre la Val Malene fino a giungere a Malga Sorgazza (1450 m) dove si parcheggia. Si imbocca la strada forestale (segnavia 327) che si inoltra in leggera salita lungo la Val Malene, passando accanto ai resti, sulla sx, del cimitero millitare italiano, e la si percorre fino al suo termine nei pressi della stazione a valle della teleferica del rifugio Brentari. Si lascia ora la mulattiera che porterebbe a Forcella Magna e si prosegue sul sentiero 327 che si inoltra in ripida salita nel bosco ; ben presto si esce in terreno più aperto e si comincia a risalire un costone erboso a ripidi tornanti fino ad incrociare, a quota 2000 m, il sentiero 326 proveniente da Forcella Magna. L'ambiente si fa sempre più grandioso e con un traverso sui prati si arriva al piccolo ripiano erboso dove si trova il bivio che da una parte lungo il sentiero diretto “dei Lastoni” che per dei ripidi, ma con buona presa per gli scarponi, tranne se bagnato, lastroni rocciosi, sale direttamente al rifugio dall’altra invece per il sentiero più facile “Trodo dei Aseni” aggira invece il salto con un lungo tornante a sinistra; A quota 2360 i due sentieri si ricongiungono e in breve si arriva al lago di Cima d’Asta e al vicino rifugio Ottone Brentari. Per raggiungere la vetta si imbocca il sentiero 364 che porta ripidamente mantenendosi sulla sx all'intaglio della Forzeletta (2680 m) passando per i vicini resti di un baraccamento , quindi per discesa attrezzata si scende per circa 80 metri di quota fino alla conca del del Lastè dei Fiori ; si attraversa la conca cosparsa di massi e spesso neve, fino a portarsi sul costone orientale che si risale con ampie curve sfruttando anche alcuni camminamenti militaria fino alla panoramica vetta.. Poco sotto la cima sorge la Capanna Cavinato, che può offrire ricovero per 6 persone. Per il ritorno al rifugio si segue lo stesso itinerario di salita. Per il ritorno al parcheggio si può scendere per il sentiero fatto all’andata o risalendo alla forcella……per il sentiero attrezzato Gabrielli( in questo caso si metta in conto un paio di ore in più di cammino).

Tempi di percorrenza: Malga Sorgazza , Cima d’Asta 4 ore, Rif. Brentari, Malga Sorgazza per sentiero Gabrielli 3 ore

Difficoltà: solo salita alla Cima d’Asta e ritorno per il sentieo di andata EE, con ritorno per il sentiero Gabrielli EA


Scorluzzo

Itinerario ( e foto) proposto da Placido De Luca

Parcheggiata l'auto nei pressi del tornante n° 8 dello Stelvio si prende la stradina verso sud est che salendo in quota arriva nei pressi di un laghetto , dove si trovano già le prime trincee, che costituivano gli avanposti italiani. Si prosegue per detriti e roccete verso la quota 2844 sulla cresta delle Rese dello Scorluzzo. Giunti alla sommità appena sotto la vetta dello Scorluzzo si possono osservare lungo i roccioni, numerosi resti di trincee, postazioni in caverna e resti di reticolati. Dal cocozzolo si prosegue verso nord.est, seguendo la cresta lungo i camminamenti, in alcuni punti ancora ben conservati, facendo attenzione in alcuni punti franati, si prosegue fino ad oltre il cocuzzolo alla quota 2826 dove si trovano ancora i resti di un accampamento. da qui si piega a dx verso nord, sino ad incontrare un'ampia strada militare molto ben conservata che conduce nei pressi del Laghetto Alto, attorno al quale si possono ossrvare altri resti di trinccee e ridottini in caverna. Da qui scendendo per magri pascoli e sfasciumi si ritona al punto di partenza.

Tempo di percoreenza: 3 ore

Difficoltà: E / EE per i punti franati


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