di Max Difilippo
La Pro loco di Fogliano-Redipuglia (www.prolocofoglianoregipuglia.it) già da alcuni anni organizza, almeno due volte lanno, il Treno della memoria e la Rievocazione storica. Questanno sia a maggio che a novembre si è svolta questa manifestazione che ha visto la presenza di centinaia di persone tra appassionati e curiosi e ho voluto esserci anchio. Il 5 novembre il Treno della memoria è partito dalla Regia stazione di Redipuglia (così era stata ribattezzata) e dopo aver raggiunto Gorizia si è immesso sulla linea Transalpina e ha proseguito per Most na Soci (Santa Lucia). Il treno era composta da cinque vagoni tra cui uno della fine del 1800, il più vecchio vagane circolante in Europa, e veniva trainato da una locomotiva a vapore Breda del 1914, che volendo si può ammirate al museo delle locomotive presso la stazione di Campo Marzio a Trieste. Accompagnavano i passeggeri, circa 300 persone, anche un gruppo di figuranti in divisa italiana (9 soldati e 4 crocerossine) e in divisa austro-ungarica (10 soldati austro-ungarici tra i quali due ragazze e 2 soldati tedeschi) appartenenti al Gruppo Storico Culturale '' I Grigioverdi del Carso''. Fino allultimo si è rischiato di non poter partire al traino della locomotiva a vapore perché non si trovava più il carbone necessario al suo funzionamento. Alle 8,20, puntuale, il treno si è mosso e ha raggiunto la stazione di Gorizia dove si è dovuto sganciare la locomotiva, caricarci carbone e acqua e riagganciarla mentre sul marciapiede della stazione sotto lo sguardo stupito di molti goriziani convenuti colà e sotto i flash dei molto partecipanti un piccolo gruppo musicale, chi in costume tradizionale e chi in divisa, suonava canzoni popolari mentre un figurante ballava con una crocerossina. Alla fine delle operazioni di sganciamento, caricamento e riaggancio dei vagoni siamo partiti e abbiamo imboccato i binari verso la linea Transalpina, inaugurata ufficialmente da Francesco Ferdinando il 19 luglio 1906, e siamo arrivati dopo circa un ora a Most na Soci (Santa Lucia) dove siamo saliti su sei pullman e ci siamo divisi, tre si sono fermati a Tolmino e tre hanno proseguito verso Caporetto dove abbiamo potuto visitare il Museo della Guerra e poi anche il Sacrario dove riposano 7.014 soldati. Unica stonatura: si è dovuto fare tutto di corsa e così non ci siamo goduti ne il museo né il Sacrario. Abbiamo raggiunto quindi la località di Idrsko poco distante dove abbiamo pranzato. Verso le 15,00 ci siamo rimessi in pullman e abbiamo raggiunto Tolmino dove poco fuori dalla cittadina, alla confluenza del fiume Tolminka nellIsonzo si trova un ossario che contiene le spoglie di circa 1.000 soldati germanici morti nei dintorni durante la dodicesima Battaglia dellIsonzo (Battaglia di Caporetto). Lossario si trova un po fuori mano e bisogna percorrere un breve tratto di strada a piedi, non più di 500-600 metri, in mezzo a un bosco lungo una strada in terra battuta che diventa un acquitrino se piove. La cappella è circondata da un muro alto circa due metri che proprio allingresso può ricordare una trincea, da lì si entra in uno spazio più ampio con un bel prato e una stradina in ciotoli che porta fino a una stretta scala da cui si raggiunge un terrazzo. Tutta la costruzione, muretto compreso, e in una pietra grigia che assomiglia molto al nostro tufo, per la formazione, solo il colore è diverso. Dalla terrazza si entra in un atrio attraversando un portone in ferro e scendendo due piccoli gradini si entra nella Cappella, molto buia e illuminata solo da due piccole finestre con inferriata. La Cappella è divisa in due parti: la prima, più grande, ha su una parete alcuni panelli in legno di quercia con scritti i nomi dei defunti; la seconda, più piccola, si raggiunge scendendo una breve scala e superando una cancellata in ferro e ha sulle tre pareti un mosaico con fondo dorato e lettere in mosaico opaco con scritti i nomi dei soldati deceduti. Al centro di questa stanza si trova la tomba di un soldato ignoto e sopra questa tomba cè una grande campana. Questa cappella è stata costruita intorno al 1938-39 dallo stato della Germania che ha portato lì gli operai e i materiali necessari ed ha una caratteristica: è stata costruita in modo che un raggio di sole, durante lequinozio di primavera, possa raggiungere e soffermarsi sulla tomba del milite ignoto. Tutto il complesso, anche se molto buio e inizialmente quasi opprimente, dà però un senso di pace molto profondo. Finita la visita siamo tornati a Most na Soci dove un rappresentante dello staff della Pro Loco ci ha spiegato la differenza tra i vari soldati, soprattutto quelli austro ungarici e tedeschi, e noi spettatori eravamo lì a fotografarli. Abbiamo ripreso il treno e rifatto la strada al contrario siamo arrivati nuovamente a Gorizia, dove la locomotiva si è dovuta rifornire ancora di carbone e acqua, e quindi siamo ripartiti per Redipuglia dove siamo giunti alle 18,30, stanchi ma felici. Sul treno era aperto uno speciale Ufficio Postale dove si potevano spedire le cartoline, date in omaggio dalla Pro Loco, munite un annullo speciale, fatto apposta per loccasione. Solo dopo esser tornato a casa e aver messo una foto dellossario nel forum ho saputo che uno di figuranti era Carcano80, da Perugia, uno dei frequentatori del forum del nostro sito.
Alcune foto della manifestazione