| Lunedi | Martedi | Mercoledi | Giovedi | Venerdi | Sabato | Domenica | |
| Cima Grappa | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto |
| Fagare' | chiuso | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto |
| Montello | chiuso | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto | chiuso |
| Bassano | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto | chiuso |
| Pocol | chiuso | chiuso | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto |
| Venezia Lido | chiuso | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto | aperto |
Festivi infrasettimanali chiuso tranne: 25 Aprile, 2 Giugno, 1 Novembre
| Lunedi | Martedi |
Mercoledi | Giovedi | Venerdi | Sabato | Domenica | |
| Cima Grappa | 09,00 -12,00 e 13,30 -17,00 orario solare - 09,00 - 12,00 e 13,30 -18,00 orario legale |
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| Fagare' | chiuso | 09.00 - 17,00 orario solare - 09,00 - 18,00 orario legale |
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| Montello | chiuso | 09.00 - 17,00 orario solare - 09,00 - 18,00 orario legale |
chiuso | ||||
| Bassano | 09,00 -12,00 e 14,00 -17,00 orario solare - 09,00 - 12,00 e 15,00 -18,00 orario legale | chiuso | |||||
| Pocol | chiuso | chiuso | 09,00 -12,00 e 14,00 -17,00 orario solare - 09,00 - 12,00 e 15,00 -18,00 orario legale | ||||
| Venezia Lido | chiuso | 09,00 - 15,00 |
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Redipuglia il più grande Sacrario Militare Italiano, sorge sul versante occidentale del monte Sei Busi che nella Prima guerra mondiale fu aspramente conteso perché, pur se poco elevato, consentiva dalla sua sommità di dominare per ampio raggio laccesso da Ovest ai primi gradini del tavolato carsico. Qui sono custoditi i resti mortali di 100.187 Caduti: 39.857 noti e 60.330 ignoti.
- Recinge simbolicamente lingresso al Sacrario, ai piedi della monumentale scalea, una grossa catena dancora che appartenne alla torpediniera Grado". Subito oltre, si distende in leggero declivio un ampio piazzale, lastricato in pietra del Carso, attraversato sulla sua linea mediana dalla Via Eroica, che corre tra due file di lastre dì bronzo,19 per lato,di cui ciascuna porta inciso il nome di una località dove più aspra e sanguinosa fu la lotta. In fondo alla Via Eroica si eleva, solenne e severa, la gradinata che custodisce, in ordine alfabetico dal basso verso lalto, le spoglie di 40000 caduti noti ed i cui nomi figurano incisi in singole lapidi di bronzo. La maestosa scalinata, formata da 22 gradoni su cui sono allineate le tombe dei caduti, sul davanti ed alla base della quale sorge, isolata quella del Duca dAosta comandante della Terza Armata, fiancheggiata dalle urne dei suoi Generali caduti in combattimento, è simile al poderoso e perfetto schieramento duna intera grande Unità di centomila soldati. Il Duca dAosta, morto nel 1931, per sua volontà è stato qui portato a riposare in eterno tra i suoi soldati. La tomba è ricavata in un monolito in porfido del peso di 75 tonnellate. Nellultimo gradone, in due grandi tombe comuni che fiancheggiano ai lati la Cappella votiva, si trovano custodite le salme di 60000 caduti ignoti e, vicine, quelle, identificate, di 72 marinai e 56 guardie di finanza. Alla sommità del monumento dominano tre grandi croci di bronzo, simbolo del sacrificio divino e, nello stesso tempo, speranza di ascesa a Dio: comè anche nel significato spirituale che ha ispirato larchitettura del monumento che si eleva, stagliandosi nettamente nel circostante panorama, verso il cielo. Nei locali dietro la Cappella votiva si trovano i musei coi cimeli dei caduti, che riposano nel Sacrario.
- Il Sacrario venne realizzato nel 1938 su progetto dellarchitetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Alla sommità del monumento, su di un pianoro verdeggiante, si trova lOsservatorio dal quale si domina per ampio raggio la zona circostante e si possono individuare, mediante lausilio di un apposito plastico in bronzo, le località e le quote a cui è maggiormente riferita la storia dei gloriosi caduti qui tumulati.
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Laltura di Colle SantElìa ospitava il vecchio cimitero, che fu il primo Sacrario di Redipuglia e che è ancora oggi caro al ricordo di quanti lo videro nella sua primitiva caratteristica struttura. Le tombe dei Caduti erano disposte a gironi concentrici ed alternati a originali cimeli di guerra armi, congegni, suppellettili ed altri oggetti cari al fante identificati ciascuno da poetiche epigrafi. Lopera, pur tanto bella e caratteristica nella sua estrema semplicità, non aveva una struttura tale che potesse garantire a lungo la buona conservazione delle spoglie e dei cimeli che il passare degli anni e le intemperie avrebbero certamente danneggiato. Fu per questo necessario trasferire le salme nellattuale Sacrario monumentale che per la sua poderosa costruzione ne assicura la perpetua conservazione. I cimeli sono stati invece trasferiti in vari musei, tra cui quelli annessi al Sacrario.
Il Colle è ora sistemato a Parco della Rimembranza; è adornato da alti cipressi e prati in lieve pendio, percorsi da agevoli sentieri inframmezzati da opere militari riportate alla luce, camminamenti, caverne, trincee, postazioni per mitragliatrici e mortai , che testimoniano la formidabile sistemazione difensiva del colle, realizzata dagli austriaci e, dopo la nostra conquista, completata ed utilizzata dagli italiani. Dal piazzale di arrivo davanti alla Casa Terza Armata, un viale a gradinata adduce allo spazio ricavato alla sommità del colle, da cui si domina, per largo raggio, la vastissima pianura isontina. Al centro dello spiazzo, per ricordare i caduti di tutte le guerre, sorge, su un terrapieno erboso a tronco di piramide, un semplice ma suggestivo monumento costituito da un frammento di antica colonna romana, proveniente dagli scavi di Aquileia, sistemato su uno zoccolo di marmo. Sul colle, lungo il viale, sorgono 36 cippi in pietra del Carso alla sommità dei quali è posta una riproduzione in bronzo dei tipici cimeli che caratterizzavano un tempo, il cimitero originario con quella particolare fisionomia tanto cara al ricordo dei vecchi combattenti.

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Lopera di trasformazione dellantico Santuario del Cristo in Tempio Ossario fu realizzata negli anni 1936/37; venne inaugurato nel novembre 1937 e consacrato nel maggio 1939. Allinterno e allesterno del Tempio, vi sono custodite le spoglie di 1764 caduti provenienti dal fronte dellAlto But e dintorni. Delle 1764 salme 1466 sono note e 298 ignote (vi sono compresi 73 austroungarici di cui solo otto noti). Allinterno, oltre alle figure del fante e del crocifisso di G. Castiglioni e le pitture realizzate da Vanni Rossi e Giovanni Pellis, é esposta la Madonna della Neve opera del pittore Fragiacomo di Venezia, realizzata nel 1916 per la cappelletta del Pal Grande voluta da Don Janes e dal Ten. Col. Ugo Pizzarello, cappellano e comandante del Btg. Tolmezzo.
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La sua sagoma, alta e imponente, si staglia netta nel vasto panorama circostante a perenne ricordo dei fatti che dal 1915 al 1918 fecero dellAltopiano di Asiago lepicentro di lotte sanguinose e di innumerevoli eroismi. È costituito da un unico piano, a pianta quadrata, in cui è ricavata la cripta con i loculi dei caduti disposti lungo le pareti di gallerie perimetrali ed assiali al cui centro è la Cappella Votiva. Al di sopra della cripta si apre lampio terrazzo al cui centro sorge un arco quadrifronte alto 47 metri. Ai quattro lati del terrazzo, nel parapetto della balconata, sono incisi ed indicati da frecce i nomi delle località dellaltipiano storicamente più importanti. Nel Sacrario sono custoditi 12.795 caduti noti della prima guerra mondiale, più 3 caduti anchessi identificati della seconda guerra mondiale, i cui nominativi sono incisi, in ordine alfabetico, da sinistra a destra, sui singoli loculi. I resti mortali di 21.491 Caduti ignoti sono raccolti in grandi tombe comuni nelle gallerie centrali più prossime alla cappella. Fra i noti riposano 12 caduti decorati di Medaglia dOro al V.M. Nel Sacrario giacciono anche 20.000 Caduti austro-ungarici, di cui 8.238 noti e noti non identificati, provenienti da vecchi cimiteri di guerra dismessi a suo tempo dislocati in varie località italiane. In totale nel Sacrario vi sono quindi raccolti 54.286 caduti della guerra 1915-1918 e 3 della guerra 1940-1945.
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Il Sacrario Militare di Fagarè della Battaglia
Il primo monumento agli "Eroi del Piave" fu realizzato nel 1919 da Alterige Giorgi di Carrara. Comprendeva quattro bassorilievi in marmo dello scultore triestino M.Mascherini ispirati agli episodi della guerra: 24 maggio 1915 "L'entrata dell'Italia in guerra" - 24 ottobre 1917 "La barbarie nemica sul suolo della Patria" - 15 giugno 1918 "Di qui non si passa" - 3 novembre 1918 "Trionfo delle armi italiane". Nel 1935 il monumento originario fu racchiuso al centro della grande esedra del Sacrario Militare di Fagarè costruito su progetto dell'architetto P.Del Fabbro, e in seguito nel 1942 ne fu rimosso. Alla distruzione ordinata dagli ufficiali tedeschi sfuggirono i quattro bassorilievi, nascosti dalla popolazione, e rimessi nel 1942 nella loro posizione attuale, sulle facciate laterali degli avancorpi dell'esedra. All'inaugurazione del Sacrario avvenuta nel 1933 intervennero il re d'Italia e Achille Starace. Nelle navate laterali del monumento sono contenute le salme di 5191 soldati e di 5350 soldati ignoti caduti nel primo conflitto mondiale.Vi sono anche le due medaglie d'oro Ten.Col. E.Paselli e Magg. F.Mignone.Altre cinque medaglie d'oro, i cui corpi non sono stati riconosciuti, sono nominate in una iscrizione.Nel sacrario è sepolto anche il tenente Edward McKey, ufficiale della croce rossa americana e amico personale dello scrittore Ernest Hemingway. A suo ricordo Hemingway scrisse una poesia il cui testo, scolpito in ferro dallo scultore Simon Benetton è visibile nella cappella centrale del monumento. In una grande lapide della cappella centrale sono elencati i 27 soldati decorati di medaglia d'oro al Valore Militare, caduti sul Piave nel settore della III Armata. Nel giardino del monumento sono conservati i frammenti di muro su cui ignoti scrissero, durante la Battaglia del Solstizio (15-24 Giugno 1918), le due famose frasi "E' meglio vivere un giorno da leone che cent'anni da pecora" e "Tutti eroi. O il Piave o tutti accoppati". Il cippo in marmo del portabandiera, al centro del giardino, ricorda i caduti della II Guerra Mondiale. All'interno del monumento si può visitare un piccolo museo, realizzato anche con numerose donazioni di reduci, contenente uniformi, armi, munizioni e documenti.Attualmente è sede di commemorazioni ricorrenti nelle date del 25 aprile e 4 novembre.
- Via Postumia Est, 89 - Fagarè, 31048 - S.Biagio di Callalta. Telefono 0422-790395.

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Sacrario - Sacello del Pasubio
Sorge sul Colle Bellavista. Eretto dall'architetto Ferruccio Chemello, fu inaugurato nel 1926. Si compone di un basamento sormontatoda una terrazza sulla quale si innalza una torre. Tutto il complesso è alto 35 metri. Nel basamento si apre la porticina di ferro battuto, opera di Umberto Bellotto,che dà accesso all'ossario. Uno stretto corridoio segue il perimetro dell'edificio ,sul quale si aprono celle chiuse da porte traforate, attaverso le quali sono visibili le ossa e i teschi dei caduti ignoti, lì tumulati . L'Ossario raccoglie le salme di 13.000 caduti italiani e austriaci noti e ignoti. Il sacello fu decorato da Tito Chini.
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Progettato dallarchitetto Felice Non di Roma, il Sacrario venne ultimato nel 1935. È situato sul Colesel delle Zorle, a circa due chilometri dallabitato di Nervesa della Battaglia da cui si accede a mezzo di una strada ad ampio tornante, ombreggiata da pini.Vi riposano 9.325 Caduti di cui solo 6.099 identificati.È un imponente monumento dalla forma particolarissima visibile a grande distanza. Consta di unalta e massiccia torre a base quadrata rastremata verso lalto, ispirata allantica arte fortifieatoria, arditamente protesa al cielo, contenente il Sacrario vero e proprio, nelle cui facciate occhieggiano, simili a grandi feritoie, tre ordini di nicchie tra mezze colonne tagliate da fasce sovrapposte. Sul davanti ed al centro, lo stile marziale della costruzione è ingentilito da un classico portale a colonnato da antico tempio. Più sotto, alla sommità di una grande scalea in pietra che sale tra due robusti contrafforti anche in pietra, inquadrati da verdi scarpate, si apre il grande portone in bronzo da cui si accede allinterno del Sacrario. Linterno delledificio, altrettanto singolare quanto lesterno, è formato da vari ripiani e corridoi laterali in marmo, in parte illuminati dallalto, ed alle cui pareti sono disposte le tombe delle Medaglie dOro ed i loculi contenenti le Spoglie degli altri Caduti. Al centro ed in posizione intermedia tra i ripiani è situata la cappella votiva. Unartistica intersezione di scale sorrette da pilastri in pietra poggianti su archi produce un giuoco architettonico di chiaroscuri di effetto suggestivo.Alla sommità dellincrocio di scale si arriva nellinterno del torrione, che riceve luce attraverso una snella copertura piramidale recentemente realizzata in lastre traslucide di policarbonato; inoltre quattro finestroni danno accesso alle loggette pensili da cui lo sguardo abbraccia lintera zona della battaglia del Montello dominando, per ampio raggio e nelle giornate limpide, il corso del Piave fino al mare.
Presso la casa del custode, in un apposito locale, vengono proiettati documentari tratti dalle riprese cinematografiche dellepoca.
Indirizzo Nervesa della Battaglia (TV) Telefono 0422779996 .
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Maria Dolens, la campana della pace di Rovereto
- La Campana più grande del mondo che suoni a distesa è stata ideata dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro, per onorare i Caduti di tutte le guerre e per invocare pace e fratellanza fra i popoli del mondo intero. Venne fusa a Trento il 30 ottobre 1924 col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni partecipanti al primo grande conflitto mondiale. Fu battezzata il 24 maggio 1925, col nome di Maria Dolens. Non corrispondendo al suono voluto, la Campana venne rifusa a Verona il 13 giugno 1939 e ritornava a Rovereto il 26 maggio 1940 per riprendere così la sua alta missione di pace e fratellanza universale. Il 31 agosto 1960, per una grave, irreparabile incrinatura la Campana cessava di suonare ed il 1° ottobre 1964, grazie all'apporto finanziario dei Lions Club ditalia, veniva rifusa presso le fonderie Capanni a Castelnovo ne Monti (Reggio Emilia). E stata benedetta a Roma, in Piazza San Pietro, dal Santo Padre Paolo VI il 31 ottobre 1965 ed il 4 novembre la Campana ritornava trionfalmente a Rovereto e veniva collocata sul Colle di Miravalle. Sul manto di Maria Dolens sono incisi gli augusti autografi dettati dai Sommi Pontefici Pio XII: "Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerra". Giovanni XXIII: "In pace hominum ordinata concordia et tranquilla libertas". A coloro che davanti alla monumentale Campana reciteranno un Requiem per i Caduti, i Sommi Pontefici Pio XI e Pio XII hanno concesso una particolare indulgenza. La Campana suona tutte le sere cento solenni rintocchi per onorare i Caduti di tutte le guerre e per invocare pace e fratellanza fra i popoli del mondo intero.
- Dimensioni della Campana
- altezza m.3,36
- diametro m. 3,21
- peso 226,39 q.li
- peso battaglio 6,00 q.li
- peso ceppo 103,00 q.li
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Sorge a quota 1535 m, presso la rotabile Cortina-Passo Falzarego, in località Pocol a pochi Km da Cortina d'Ampezzo. Costruito nel 1935 su progetto dell'Ing. Giovanni Raimondi, il Sacrario è costituito da una massiccia torre quadrata, alta 48 metri, poggiante su un basamento a due piani. Vi sono custoditi i resti di 9.707 caduti italiani, provenienti dai vari cimiteri di guerra del Cadore e dell'Ampezzano, di cui 4.455 rimasti ignoti, oltre a quelli di 37 caduti austro-ungarici noti, provenienti dai vicini cimiteri di guerra. Nella cripta situata al centro della torre, in un monumento raffigurante il "Fante morto", si trovano le tombe delle M.O. Gen. Antonio Cantore e Cap. Francesco Barbieri, caduti il primo nella zona delle Tofane e l'altro presso Costabella. Nel piano soprastante si trovano le tombe di altre due M.O., Cap. Riccardo Bajardi, caduto eroicamente a Cima Sief e Ten. Mario Fusetti, eroe del Sasso di Stria. Le spoglie degli altri caduti sono raccolte in loculi disposti lungo le pareti interne dei corridoi. All'ingresso della zona monumentale, due busti in pietra raffiguranti "Alpini di guardia" provenienti dal gruppo marmoreo del monumento al Gen. Cantore in Cortina d'Ampezzo. Al centro del retrostante piazzale, l'artistica fontana con l'effige del leone di S.Marco, che si trovava prima in una piazza di Cortina. A destra dello stesso piazzale sorge ancora la chiesetta costruita nel 1916 dagli alpini del 5° gruppo, quale cappella del vecchio cimitero di guerra. Le tavole in bronzo di un'artistica Via Crucis fiancheggiano la gradinata d'accesso.
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Sacrario Militare di Pian di Salesei (Col di Lana)
Si trova nell'alta Val del Cordevole, lungo la rotabile che da Caprile, per Digonera, s'innesta a valle di Pieve di Livinallongo, nella statale 48 delle Dolomiti. Vi sono raccolti i resti di 704 caduti noti, tra cui 19 austro-ungarici, e 4.705 caduti rimasti sconosciuti. Il Sacrario è stato costruito nel 1938, su progetto dell'arch. Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni, in sostituzione del vecchio cimitero di guerra che esisteva in quella zona, ai piedi del Col di Lana. Visto dall'alto della strada delle Dolomiti, il Sacrario appare come una grande croce sormontata dalla vecchia chiesetta alpina che già esisteva nel vecchio cimitero di guerra. Nella costruzione, in muratura, sono disposti, in file sovrapposte, i loculi chiusi da laster di marmo verde con incisi il nome ed il grado di ciascun caduto.
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Sacrario Germanico di Passo Pordoi
Sorge a quota 2.239 metri, poco ad est del Passo, sulla strada delle Dolomiti. Il complesso monumentale comprende un torrione a pianta ottagonale con un largo basamento circolare a due ripiani. Nella cripta centrale sono stati raccolti, in una tomba comune, i resti di 454 caduti germanici e di 8.128 caduti austro-ungarici provenienti dai vari cimiteri di guerra. Nei ripiani esterni sono invece tumulati, in tombe singole o combinate, i resti di 842 caduti tedeschi della Wehrmacht della 2° guerra mondiale, provenienti dai cimiteri ubicati nella zona di Belluno.
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Alla periferia di Belluno, nella località di Mussoi, lungo la strada per agordo, nel 1936 venne costruita una chiesa dedicata a i caduti bellunesi della guerra 1915-1918. La chiesa, progettata dall'arch. Alpago Novello di Belluno, ha un caratteristico portale in bronzo su cui sono riportati in altorilievo i nomi dei 411 caduti. I loro resti sono raccolti in due cappelle laterali con le lapidi nominative. Nella cappella di sinistra un altorilievo in bronzo ricorda il Sergente aviatore Arturo Dell'Orso, decorato di M.O. Nell'altra cappella una targa rievoca le gesta dell'avv. Iacopo Tasso, fucilato dagli austriaci.
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Quero - Col Maor : Il Sacrario militare germanico
Il monumento sorge sul Col Maor, colle di Quero proteso sul Piave, nel punto in cui il fiume lascia le montagne bellunesi per distendersi nella pianura trevigiana. Nel cimitero riposano le spoglie di 229 soldati appartenenti al Corpo Alpino Germanico, e di 3232 soldati austroungarici.Il monumento fu costruito dal '36 al '39 interamente con blocchi di porfido proveniente dal Passo Rolle. Il progetto fu realizzato dall'architetto R.Tischler, in collaborazione con il Bundesbauleitung di Monaco. Dalla casa del custode si percorre a piedi un sentiero che attraverso il frutteto conduce al colle e qui sale su pendii erbosi fino all'ingresso del mausoleo.Tramite una scalinata si accede al lungo vestibolo della Sala d'Onore. Le pareti sono rivestite in tufo della Carnia, il pavimento è costituito da lastre di porfido (nella Sala d'Onore sono di marmo rosso) lunghe 40 cm. messe in posa in verticale. Al termine del vestibolo si trova la Croce Nera Austriaca, emblema dell' Onorcaduti dell'Austria.A metà del vestibolo tramite tre porte si accede al punto centrale del cimitero. Davanti al visitatore si trova l'altare, un blocco unico di granito nero svedese, su cui sono collocati i libri contenenti i nomi degli 865 caduti noti ed i luoghi da cui provengono le salme. La Sala d'onore prende luce da un'unica apertura circolare nella volta: l'ambiente è volutamente lasciato in ombra perchè chi entra si debba soffermare prima di poter cogliere tutti i particolari. Oltre la parete di fronte all' ingresso, all'altezza dello sguardo dei visitatori, si trovano le spoglie dei 3461 caduti, sepolte nello stesso luogo senza alcuna distinzione.Infatti cosi' ricordano le parole dei 12 soldati raffigurati nei mosaici alle pareti: "Stavamo insieme nei ranghi schierati, stavamo insieme in vita. Perciò uguale croce ed uguale onore furono a noi dati sulla tomba.Ora ci riposiamo dall'infuocata lotta e consolati aspettiamo l'eternità"
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Ossario Italiano del monte Grappa
Vi sono custoditi i resti mortali 12.615 caduti italiani, di cui 10.332 ignoti. Il sacrario venne costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. I loculi sono distribuiti in cinque gironi concentrici, degradanti a tronco di cono, dell'altezza ciascuno di 4 metri. I soldati noti sono in urne singole, distribuite in ordine alfabetico, coperte da una lastra di bronzo con il nome e le decorazioni. I caduti ignoti sono in urne comuni più gradi, che si alternano alle piccole urne singole. Tra il 4° e il 5° anello si trova la tomba del Maresciallo d'Italia Gaetano Giardino, che prima di morire, nel 1935, aveva espresso il desiderio di essere seppellito tra i suoi soldati della "Armata del Grappa". Una grande scalinata composta da cinque rampe di scalini, porta sulla cima del monte e del sacrario, dove si erge il santuario della Madonnina del Grappa. Il tempietto di forma circolare, coperto da una cupola metallica e sovrastato da una grande croce, custodisce la Madonna del Grappa, mutilata nel gennaio 1918 da una granata austriaca e pazientemente ricomposta. L'effige della Madonna venne consacrata dal Cardinale Sarto, poi Papa Pio X. Dal piazzale del tempietto parte un grande viale lastricato in pietra bianca, la Via Eroica, che dopo circa 250 metri raggiunge il Portale Roma, passando attraverso due file di grandi cippi che ricordano i luoghi delle principali battaglie. Al termine della Via Eroica sorge un massiccio edificio in blocchi di pietra, il Portale Roma, che nella parte superiore ricorda un enorme sarcofago. Questa costruzione è stata regalata dalla città di Roma e progettata dall'architetto Alessandro Limongelli e permette di accedere al sacrario preesistente a quello attuale, che è ricavato sottoterra e accessibile anche tramite la galleria Vittorio Emanuele III. Sopra il Portale Roma si trova l'osservatorio dove una planimetria in bronzo consente di identificare i luoghi di interesse storico circostanti.
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Foto di Angelo Negroni
L'ELENCO DEI CADUTI ITALIANI QUI TUMULATI
Gentilmente concesso da www.montegrappa.org
Ossario Austro-Ungarico del monte Grappa
La parte dell'Ossario dedicata all'esercito Austro-Ungarico conserva le salme di 10.295 caduti dell'impero,di cui 10.000 ignoti. I sacelli di forma semicircolare posti su tre file orizzontali si trovano nella parte superiore della costruzione lungo pareti anch'esse semicircolari e sovrapposte. E' interessante notare i nomi dei vari caduti che testimoniano le molte e diverse nazionalità di cui era composto l'esercito asburgico e che qui, lontani dalle loro patrie, hanno avuto il loro olocausto.

Foto di Angelo Negroni
L'ELENCO DEI CADUTI AUSTRIACI QUI TUMULATI
L'ELENCO DEI CADUTI UNGHERESI QUI TUMULATI
Gentilmente concessi da www.montegrappa.org
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Sorge sulla sommità del Colle Castel Dante, sulle rovine della rocca in cui si narra abbia soggiornato il poeta, intorno al 1310, ospite dei Castelbarco, signori di Rovereto. Il luogo era già stato trasformato in cimitero di guerra. La monumentale costruzione risale tra il 1936/38, su progetto di Biscaccianti. Di aspetto imponente, èa corpo cilindrico a due piani, collegati da scale interne. Al piano superiore si trova la porta d'ingresso a cui si accede dall'esterno tramite una grande scalinata. Qui si trovano la cappella e le tombe dei patrioti roveretani Fabio Filzi e Damiano Chiesa. Nei piani inferiori sono raccolte le spoglie di oltre 20.000 caduti della Grande Guerra: italiani, austriaci, cecoslovacchi e ungheresi. Al piano terra, al centro del colonnato, si erge il busto del comandante della Prima Armata: il maresciallo d'Italia Pecori Giraldi. Una lapide su cui arde una lampada perenne, ricorda le Medaglie d'Oro della Legione Trentina. Nel piazzale esterno alcune sculture ricordano il sacrificio dei nostri Patrioti. Ai margini della strada di accesso sono visibili alcune opere militari costruite dalla Brigata Mantova dopo la conquista della posizione nel 1915.
Orario: 9.00 -16.00 chiuso lunedì e festivi. Info tel. 0464-430363 oppure 0464-432480.(numero di casa del custode del sacrario)
Dal Sacrario, continuando a salire verso il monte Zugna, inizia la Strada degli Artiglieri, che porta infisse nella roccia le lapidi con i nomi di 120 artiglieri Medaglie d'Oro. Qui correva il fronte di guerra italo - austriaco. La strada lunga 4 km termina in un piazzale, dove si tro va la baita degli alpini. Duecento metri prima un sentiero segnalato conduce alle orme dei dinosauri. Dal piazzale, per chi vuol proseguire a piedi, una mulattiera porta alla grotta dove si trova un pezzo di artiglieria da 149 G puntato su Rovereto. Delle lapidi ricordano il sacrificio di Damiano Chiesa che qui venne catturato.
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Foto di Roberto del Gruppo Alpini di Campagnola ( quelle in BN sono di Gira)
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Sacrario Militare del Lido di Venezia
Il Sacrario militare del Lido di Venezia, si trova al di sotto del TempioVotivo che si affaccia sulla laguna di Venezia e raccoglie le spoglie di 3190 caduti nelle due guerre mondiali. Della prima guerra mondiale sono raccolte le spoglie di 2691 caduti provenienti dai cimiteri di guerra di Venezia, CaGamba, Gambarare, Chioggia, tra questi 108 sono decorati al Valor Militare e 403 ignoti. Dal cimitero dellIstria nel 1947 furono trasferite le spoglie dell'irredento Nazario Sauro, medaglia d'oro al VM impiccato a Pola il 10 agosto 1916, e di Giovanni Grion caduto in zona altopiano di Asiago il 16 giugno 1916. Della IIa guerra mondiale sono raccolte le spoglie di 499 caduti, di cui 58 decorati al VM e 119 ignoti. In una cappella a parte trovano posto le tombe dei 46 ufficiali italiani trucidati dai tedeschi a Trilj il 1 ottobbre 1943.
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L'ELENCO DEI CADUTI QUI TUMULATI
Per gentile concessione di http://tempiovotivo.altervista.org/
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Il Sacrario di Caporetto si trova in territorio Sloveno (Kobarid) sul colle Gradic. Vi si accede attraverso una strada ai margini della quale sono disposte le stazioni della Via Crucis. La costruzione dell'ossario richiese tre anni, terminato nel settembre del 1938, fu inaugurato da Mussolini. I progetti sono dello scultore Giannino Castiglioni e dell'architetto Giovanni Grappi. Ha forma ottagonale ed è costituito da tre gradoni concentrici degradanti verso l'alto. Al culmine si trova la chiesa di S. Antonio consacrata nel 1696. Nell'ossario furono trasportate le salme di 7014 soldati italiani, noti ed ignoti, caduti durante la prima guerra mondiale, prelevate dai cimiteri di guerra dei dintorni . I loro nomi sono incisi in lastre di serpentina verde. Ai fianchi della scalinata centrale sono disposti i loculi contenenti i resti di 1748 militi ignoti.
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foto di Fabrizio De Luca
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Il sacrario di Oslavia eretto nel 1938 raccoglie 57.000 caduti di cui 36.000 ignoti e 540 austriaci dei campi dalla Bainsizza al Vipacco, tra questi caduti vi sono ben tredici decorati con medaglia d'oro al valor militare. Al centro della cripta trova posto la tomba del Generale Achille Papa, il generale bresciano Medaglia dOro, ucciso il 5 ottobre 1917 sulla Bainsizza, in prima linea, dalla fucilata di un "cecchino". La campana "Chiara" suona ogni giorno al Vespro.
foto di Fabrizio De Luca
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Il 12 luglio 1925 ci fu la posa, da parte di S.E. Mons. Anastasio Rossi, Arcivescovo di Udine, e la benedizione della prima pietra del solenne e sacro Tempio Ossario in Udine che vedrà l'inaugurazione quindici anni più tardi, il 22 maggio 1940. Promotore indefesso della grandiosa opera fu Don Clemente Cossettini, allora parroco di san Nicolo, la cui comunità parrocchiale, da allora trovò dimora nella stessa sacra costruzione. In questo tempio vengono custodite le salme di ben 25.000 giovani soldati caduti nella prima guerra mondiale (1915-1918). I lavori per la costruzione dell'opera, progettata dall'architetto Provino Valle, e pensata solo per la chiesa parrocchiale e come Tempio votivo di San Nicolo, continuarono fino al 1927 quando si pensò di trasformare il sacro edificio in un Tempio Ossario che accogliesse appunto le 25.000 salme di caduti sepolti provvisoriamente in piccoli e sperduti cimiteri del territorio friulano. Il progetto iniziale fu, perciò, modificato ad opera degli architetti A. Limongelli e P. Valle, fino a raggiungere la definitiva, solenne ed inconfondibile fisionomia. Nella pianta a croce latina il Tempio rispetta l'originario schema romanico-basilicale, dilatato con epicità di respiro. La facciata venne ridotta dalle forme verticalizzate e leggermente rococò ideata dal Valle a un trapezio di disadorna essenzialità, nella quale si scava l'altissimo portone ad arco. Il corpo longitudinale è diviso all'interno in tre navate, una centrale e due laterali fiancheggiate da cappelle, da trenta colonne poligonali in marmo rosso di Verzegnis. Il transetto si articola in tre absidi, quella centrale e due alle estremità del braccio. Il vasto e solenne presbiterio, al cui centro si staglia l'altare con il Crocifisso di Aurelio Mistruzzi, è dominato dalla cupola, coperta da lastre di rame e sormontata da una croce dorata. Detta cupola si slancia a 64 metri d'altezza! Sedici finestroni basilicali aperti sul tamburo lasciano piovere all'interno una luce diafana, che crea intensi contrasti con la penombra dei pilastri e delle volte. II soffitto a cassettoni della cupola e delle navate movimenta l'uniformità delle superfici di liscia e nuda lucentezza geometrica. Si creano, così, vasti spazi intensi e severi, carichi di un senso come stupito di dolente riflessione. La cripta, la più vasta aula sotterranea tra le chiese d'Italia, è tripartita da venti giganteschi pilastri in travertino, collegati da architravi intrecciati linearmente. All'esterno, sulla facciata, si ergono le quattro gigantesche statue dell' Alpino, del Fante, dell' Aviatore e del Marinaio, scolpite in pietra piasentina, opera dello scultore Silvio Olivo. Le statue furono dal gesso, tradotte in pietra nel 1950. Completano il patrimonio artistico della parrocchiale le stazioni della Via Crucis, la bella vetrata del Battistero e, più recentemente, tre pale attribuite rispettivamente alla scuola dei Bassano, a Palma il Giovane e ad Antonio Balestra.
- Orario di accesso per i visitatori: Domenica e Lunedì chiuso, Martedi - Sabato aperto dalle 8.00 alle14.00
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Foto di Giovanni Saitto
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Sacello - Ossario del Monte Cimone
Estrema propaggine meridionale dellAltipiano di Tonezza, collegato a questultimo mediante uno stretto corridoio di terreno, il Monte Cimone rivestì un ruolo dimportante posizione strategica nel corso delloffensiva austriaca del maggio-giugno 1916 (Strafeexpedition) e durante la successiva controffensiva italiana. Il possesso della cima garantiva infatti un efficace controllo sulle sottostanti vallate dellAstico e del Posina, importanti direttive di sbocco dal Trentino verso la pianura veneta. Occupata dagli austriaci il 24 maggio 1916, la vetta venne a duro prezzo espugnata dalle truppe italiane nel corso del luglio successivo. I Comandi austriaci, decisi ad eliminare la minaccia italiana sovrastante le loro linee, fecero piazzare una gigantesca mina sotto la cima del monte. I 14200 chilogrammi di sostanze esplosive furono fatti brillare alle ore 5.45 del 23 settembre 1916, sconvolgendo la vetta del Cimone e seppellendo lintera Brigata di fanteria Sele ivi dislocata. Nel primo dopoguerra furono recuperati i resti di 1210 caduti tutti ignoti - i quali furono inumati in un unico vano costituente il vero e proprio Ossario. Sopra di esso su progetto dellingegner Thom Cevese fu costruito un Sacello quadriportico al cui centro venne collocato un piccolo altare ricavato da una pietra tolta dal cratere causato dallesplosione. Alla sommità del Sacello due basamenti sovrapposti a pianta ottagonale sostengono una svettante cuspide sormontata da una croce in ferro. Sul frontone del Sacello una lapide ricorda che SEPOLTI DA MINA NEMICA QUI DORMONO MILLE FIGLI DITALIA. Il Sacello-Ossario venne ufficialmente inaugurato il 28 settembre 1929 alla presenza del Principe Umberto di Savoia. Sul lato occidentale dellantistante spiazzo due lapidi poste a terra ricordano un ex cimitero militare e i gloriosi militi caduti. Lungo il sentiero daccesso alla cima in zona doperazioni austriaca unaltra iscrizione bilingue ricorda la presenza in loco del Reggimento dei Fucilieri volontari Carinziani e dei loro caduti. Come raggiungere il Sacello-Ossario: Da Tonezza del Cimone una comoda rotabile attraverso le contrade Costa e Campana giunge ad un ampio piazzale nei pressi della cima. Da lì, per un breve sentiero, si raggiunge il sito in pochi minuti di cammino.
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Foto e testo di Leonardo Pianezzola
Sacrario Austro-Ungarico dell'Asinara
Il Sacrario Austro-Ungarico dell'isola dell'Asinara in Sardegna raccoglie i resti dei prigionieri di guerra del campo di concentramento dell'Asinara. Sulla storia dei deportati A-U in questo campo di prigionia si leggano alcuni articoli tratti da "L'Unione Sarda" nell'apposita sezione del sito
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Foto di Davide Scarpa
Sacrario Militare nel cimitero civile di Brescia
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Foto di Ivano Baronio
Sacrario militare di Passo Resia
Si trova presso la strada statale che da Merano per Malles conduce al valico di confine di Passo Resia, nei pressi di Bugusio. Realizzato da Giovanni Greppi e dallo scultoreGiannino Castiglioni nel 1939 raccoglie i resti di 312 Caduti, nove dei quali sono ignoti, tutti provenienti dai cimiteri dismessi di dieci varie località dell'alta Val d'Adige.
Foto di Maria Pia Roselli
Ossario ''Madonnina del Grappa'' di Cremona
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L'ELENCO DEI SOLDATI DECEDUTI NELLE STRUTTURE SANITARIE DI CREMONA E QUI TUMULATI
Archivio e foto di Enzo1966
Sacrario Francese di Pederobba
Il Sacrario raccoglie le spoglie di 863 soldati francesi che sono state riesumate da vari piccoli cimiteri militari e venne costruito dai francesi quasi in contemporanea con quello costruito dagli italiani a Bligny. Esso ha laspetto di una grande parete e per tutta la sua lunghezza sono cementate alla base delle piccole lapidi con scritti i nomi dei caduti, mentre nella parte centrale, staccato dalla parete stessa, è stato eretto un maestoso monumento che raffigura una mamma francese ed una italiana che sorreggono assieme sulle loro ginocchia il figlio francese caduto in combattimento. La maggioranza dei soldati francesi caduti facevano parte della 37ª Divisione francese che combatté aspramente per la riconquista il 30 Dicembre 1917 del Monte Tomba. Per arrivarci seguire lautostrada A27 con uscita a Treviso Sud e poi prendere la statale 348 fino a Pederobba. Per informazioni: Comune di Pederobba (Tv) - Assessorato alla cultura Tel.0423/680911.
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foto e testo di Flavio Faggian
Il Sacrario militare si trova all'interno della seicentesca chiesa di Santo Stefano, che si trova sull'omonimo colle, sopra la Valle di Ledro. Nella chiesa, divenuta sacrario militare nel 1938 si trovano i resti di sessantuno garibaldini che presero parte alla campagna d'indipendenza del 1866 , oltre a trentasette Caduti della grande guerra, i cui resti sono stati traslati dai vicini cimiteri di guerra. Sul colle oltre ad una colonna con la scritta Obbedisco restano inoltre anche i segni di gallerie, postazioni e camminamenti realizzati nella guerra 1915-1918.
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foto di Ivan Baronio