Ta-pum !!

Alcuni elmetti ritrovati sui Campi di Battaglia “raccontano” la tragica sorte dei loro proprietari…

di Massimiliano Galasso

1) Elmetto Adrian modello italiano trovato tra le zolle dopo l’aratura di un campo tra Lucinico e l’Isonzo. All’interno c’erano, tra la terra e i brandelli dell’imbottitura, alcune schegge di osso. Presenta 15 fori di proiettile (provenienti perlopił da destra a sinistra e viceversa con varie angolazioni, e uno dal basso all’alto) otto dei quali calibro 8 e i restanti calibro 6,5 (quattro dei quali, in linea, aventi il foro d’entrata e quello di uscita sul lato opposto) e 3 grossi buchi provocati da scheggie nella zona occipitale destra.

2) Elmetto Adrian italiano ritrovato nel ghiacciaio della Marmolada: un solo foro cal.8mm entrato dal davanti ed uscito da sotto il crestino di aerazione, quest’ultimo staccato via dall’urto del proiettile e dalla crepa sul metallo provocata dal foro d’uscita. Interno integro, le tre linguette di cuoio che si trovano in traettoria con i fori del proiettile portano ancora l’alone di grosse chiazze di sangue ora slavate dal gelo e dalle condizioni metereologiche d’alta quota.

3) Elmo austroungarico M16 proveniente dal Monte Grappa. Presenta lateralmente un largo foro con una cortissima slabbratura rivolta verso l’interno. Con l’urto il proiettile ha crepato la falda e staccato il rivetto di sostegno del cerchione sorreggi-imbottitura.

4) Borraccia italiana modello ’17 in lamiera con numerosi buchi provocati verosimilmente da schegge di piccole dimensioni e coperchio metallico di gavetta austroungarica con 4 fori ravvicinati in linea calibro 6,5.

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