La guerra di trincea

di Giuliani Lorenzo

La guerra di trincea ha rappresentato una caratteristica tipica e unica del primo conflitto mondiale, anche se era gia' stata adottata secoli addietro durante le operazioni d'assedio. La vera novita' venutasi a creare alla fine del 1914 era che le trincee degli opposti schieramenti correvano lungo tutto il fronte, impedendo di fatto ogni possibilita' di condurre una guerra di movimento. All'inizio furono usate le buche da granate collegate tra loro con corridoi e rinforzate con filo spinato per protezione; ma dopo un anno tutto cio' si era trasformato in un sistema complesso costituito, da fossati scavati a zigzag e muniti di muretti, postazioni di tiro e rinforzati con piastre d'acciaio per il tiro da cui i soldati potevano sparare al riparo. Oltre la prima trincea, reticolati di filo spinato, e "cavalli di Frisia", e la distanza tra le trincee degli opposti schieramenti, la cosiddetta "terra di nessuno" variava in funzione del terreno. Nelle retrovie si sviluppò un complesso di infrastrutture comprendenti posti di comando, centri di medicazione, strade e ferrovie. Nelle trincee invece i soldati viveno in ricoveri sotterranei, resi un pò più comodi per gli ufficiali. Naturalmente la costruzione e la disposizione delle trincee variò anche dalla dislocazione del fronte; basti pensare al fronte dolomitico o carsico, dove la costituzione del terreno impediva quasi sempre la costruzione in profondità nel terreno, e quindi l'uso di aggiungere ad esso massi rocciosi e dove lo permetteva l'aggiunta di bassi muretti a secco e mucchi di sassi e a volte manufatti in cemento. Oltre a questo, le differenze di costruzione dipendevano anche dalla differente filosofia bellica. Sul fronte occidentale, i tedeschi avevano tutta l'intenzione di rimanere sul terreno conquistato, quindi cercarono di rendere i lori ricoveri di prima e seconda linea i piu' confortevoli possibile. Gli inglesi a differenza, erano decisi ad avanzare e quindi di non investire tempo nella costruzione di ricoveri molto comodi. Sul fronte italiano naturalmente, l'esercito austriaco fu più facilitato nella costruzioni di veri "villaggi" e fortificazioni sicure e robuste in cemento armato. L'esercito italiano, invece dovette costruire i suoi ripari già a guerra iniziata e spesso sotto bombardamenti nemici.Le trincee spesso si avvicinarono così tanto alle postazioni nemiche che a volte i due eserciti venivano a contatto fra di loro per fraternizzare, ma più spesso la tregua era dovuta all'apatia. Le tregue non furono rare, su entrambi i fronti, anche se non vennero quasi mai ufficializzate; l'episodio forse piu' famoso fu quello del Natale 1914, nelle vicinanze di Ypres, dove, dopo la battaglia dell'Artois che aveva praticamente cancellato il corpo di spedizione inglese causando la morte di 50.000 soldati, fu stabilita spontaneamente una tregua. Infatti anche i soldati tedeschi non erano in condizioni migliori degli avversari, erano stremati e infreddoliti, e pertanto con un gesto simbolico, l'albero di Natale, fu stabilita una breve tregua, dove i due eserciti poterono fraternizzare e giocare anche a pallone. Si scambiarono oggetti personali, berretti sigarette e si scattarono anche fotografie in ricordo della giornata. Forse l'aspetto peggiore dell'esperienza dei soldati in trincea, oltre a convivere spesso in condizioni igeniche e metereologiche spaventose (pioggia neve fango e topi) fu la continua stanchezza. Il semplice muoversi lungo una trincea stipata da soldati era sfribante. Le uniche possibilità di vita, anche se i soldati venivano sosituiti in media ogni quattro giorni dalla prima linea, erano l'alcol, che si traduceva in vino per i francesi e gli italiani, in rum per gli inglesi e in birra per i tedeschi, l'arrivo della posta da casa, lo spirito di corpo e le occasionali licenze. Il Ten.Carlo Salsa nel suo libro "TRINCEE" descrive cosi la trincea: " Il fango impasta uomini e cose assieme. Nel camminamento basso i soldati devono rimanere accovacciati nel fango per non offrire bersaglio. Non ci si puo' muovere; questa fossa in cui siamo è ingombra di corpi pigiati, di gambe ritratte, di fucili, di cassette di munizioni che s'affastellano, di immondizie dilaganti: tutto è confitto nel fango tenace come un vischio rosso." I soldati in prima linea furono equipaggiati da speciali corazze e sistemi di protezione personali sia al capo sia al busto. Infatti furono adottate speciali corazze da entrambi gli eserciti che ricordavano i soldati medioevali , furono così adottate speciali scudi-pettorali da portare al petto e pesanti elmi che dovevano riparare specialmente le vedette e i reparti d'assalto. Queste corazze spesso però si rilevarono inefficaci al tiro ravvicinato delle mitragliatrici nemiche e spesso abbandonate sul campo di battaglia, ne impedivano i movimenti e l'agilità dell'assaltatore. Più efficaci furono quelle adottate dal soldato all'interno della trincea ad uso di vedetta. Furono adottati anche speciali scudi da fissare al terreno con un piccolo sportellino per l'inserimento dell'arma e quindi per un tiro sicuro e al riparo dal cecchinaggio nemico. Naturalmente anche le armi furono modificate e "aggiornate" per questo tipo di guerra, infatti il soldato per non esporsi troppo dalla trincea,era costretto ad usare congegni particolari sia per quanto riguarda l'uso delle bombe a mano sia per l'uso di armi pesanti. Infatti per la guerra "di posizione" vennero pertanto adottate bombarde e proiettili atti ad essere lanciati a breve distanza ma piu' vicini possibili al nemico, allo scopo di distruggere reticolati e trincee avversarie.Compito questo, che se affidato all'artiglieria, avrebbe comportato gravi rischi anche per le proprie truppe. Anche il fucile stesso venne adottato con sistemi particolari di lancio di bombe a mano, utilizzando sia l'arma come sistema di lancio (bomba Benaglia, Zeitzunder gewemrgranate, Lakos ecc.) oppure adattando al fucile particolari " tubi" di lancio azionati da una speciale cartuccia ed espulsi dall'arma tramite i gas prodotti dalla sparo.Naturalmente tutto cio' fu un supplizio quotidiano e indescrivibile, uno scenario grigio, triste, che solo la forza d'animo e una testardaggine di uomini che seppero accettare sacrifici disumani, affrontando prove indicibili, riuscirono a ridare contorni umani ad una vicenda altrimenti incomprensibile.

Tubo di lancio per V.B. (Vivian-Bessiere),usato

sia dall'esercito italiano che francese.

Ritrovato in zona Bois des Caures (Verdun)

 


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