Ricordo del Sottotenente Ildebrando Zoccoli

Documenti e memorie della Grande Guerra
A cura di Fabrizio Cece
PREMESSA
Da vario tempo sto raccogliendo notizie e documenti sui
combattenti eugubini della Grande Guerra e su altri aspetti
sempre legati a questo periodo storico. Auspico quindi, anche in
questa circostanza, la collaborazione di chiunque possieda
informazioni, documenti e pubblicazioni sulla Prima Guerra
Mondiale. Grazie ai primi aiuti è stato possibile accumulare
dell'ottimo materiale che, ancorchè incompleto, costituisce già
una base più che sufficiente per sviluppare i primi lavori.
Anche se la documentazione raccolta fino ad ora è stata solo in
minima parte utilizzata per questa lavoro, desidero ugualmente
ringraziare tutti quelli che mi hanno dato una mano: Associazione
Nazionale Invalidi e Mutilati di Guerra , Sezione di Gubbio
Adolfo Barbi, Roberto Belvedere, Massimo Bei, Rita Berettini,
Biblioteca Comunale Sperelliana di Gubbio, Patrizia Biscarini,
Don Ubaldo Braccini, Curia Vescovile di Gubbio, Suor Elvira
D'Alessandris, Magda Fabiani, Abeda Gaoti, Enrico Guerrazzi,
Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice di Gubbio, Istituto
Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi", Francesco
Mariucci, Aldo Norcia, Raffaele Nucci, Paolo Piergentili, Ettore
Sannipoli, Maria Luisa Scavizzi Tognaccini, Marco Tinti, Maria
Turchetti. Un ringraziamento speciale a Lucia Cesarini, a Mario
Franceschetti, a Corrado Alunno e al comune di Gubbio - Ufficio
Protocollo.
L' inatteso riemergere di documenti e fotografie porta spesso
a riconsiderare certe figure e taluni episodi oramai dimenticati,
ma inscindibilmente legati alla vita eugubina e alla storia della
nostra città. Uno dei settori più interessanti è senz'altro
quello della diaristica o, comunque, di un carteggio, vale a dire
di un discreto numero di documenti riferiti tutti alla medesima
persona o al medesimo fatto, argomento, avvenimento. E' molto
difficile reperire questo tipo di documentazione. Sono oramai
rarissimi i casi in cui è possibile rintracciare diari o blocchi
di cartoline, lettere, documenti, ecc. Alle volte però accade. E
questo il caso di Ildebrando Zoccoli. Non posso infine esimermi
dal ricordare, anche in questa circostanza, la necessità di dare
una adeguata e pronta sistemazione al viale della Rimembranza,
testimonianza tangibile, assieme al monumenti ai caduti, della
riconoscenza di tutti gli eugubini verso chi non fece ritorno dai
fronti della Grande Guerra.
NOTE BIOGRAFICHE DI ILDEBRANDO ZOCCOLI
Brando (così lo chiamavano tutti), figlio di Alfredo Zoccoli,
era nato a Nuoro il 27 febbraio 1891 e si trasferì da Pontedera
a Gubbio al seguito del padre che nel 1911 era stato nominato
direttore del Regio Ginnasio eugubino. Nel 1912 Brando conseguiva
la laurea in lettere presso l'università di Pisa. Due anni dopo
si trasferiva ad Assisi per altro incarico scolastico.
Successivamente si recò ad insegnare anche in Narni. Il 29
dicembre 1915 il vescovo mons. Nasalli Rocca celebrava il
matrimonio tra Brando e Laura Spinaci, figlia di Rodolfo e nipote
di Giovanni, celebri ceramisti del tempo. Riformato in un primo
tempo dal servizio militare a causa di una leggera malformazione
ad un braccio (provocata da una caduta da cavallo), scoppiata la
Grande Guerra, Brando dal 16 ottobre 1916 al 17 marzo 1917
frequentava il corso per ufficiali di complemento di Caserta.
Proprio nella città campana, verso la fine del 1916, conoscerà
suo figlio Luciano, nato a Gubbio il 16 settembre di quell'anno.
Ildebrando, una volta uscito dalla scuola militare come aspirante
ufficiale (sarà poi sottotenente), fu assegnato alla 4a
compagnia del I battaglione del 129° reggimento fanteria (brigata
Perugia) e ai primi di maggio del 1917 si trovava con il suo
reparto sull'Altipiano di Asiago da dove scriveva una struggente
lettera più volte pubblicata ("Via ch'eccoli" ,
1987, pp. 20, 22; IV volume della "Storia dei Ceri" del
prof. Barbi, p. 64) e della quale riporto solo un breve passaggio:
(...) Si sta sempre male, quando si èlontani dal domestico
focolare e dagli affetti più sacri: si sta sempre in orgasmo,
quando si è davanti al pericolo che urge dappresso o sotto
l'uragano di fuoco che imperversa sopra la nostra testa in fiamme:
ma ... giammai, giammai melanconia più acuta ci ha invasi come
ora, "qui"... fra l'odor fresco e veemente degli alberi
in fiore, fra il profumo nostalgico che ci mandan già le
ginestre dai monti ... tanto gialle... tanto gialle... e "tanto"
uguali a quello del nostro diletto monte, laggiù !!!... (...)
Nell'inverno 1916-1917 iniziava la grande riorganizzazione
dell'esercito italiano che, per aumentare il gettito delle forze
fresche, richiamava nuove classi e le distribuiva su più reparti
costituendo nuovi reggimenti (54) e nuove brigate (24). Alla fine
del mese di maggio del 1917 Brando Zoccoli fu assegnato al II°
battaglione del neocostituito 268° reggimento fanteria (brigata
Caserta) schierato sul Carso. In Brando il legame con Gubbio è
sempre forte. Così scrive il 2 luglio alla cognata Maria: Capirai
che oramai le partenze non ci fanno più impressione. In
qualunque parte del mondo si va, in qualunque parte del fronte,
se è destino... è destino, sennò si ritorna. Speriamo in Dio e
che S. Ubaldo ci guardi. Dì a Laura che spedisca presto il
berrettino ... glielo dici? ... E tu sta allegra: per ora siamo a
cavallo. Si preparano cose gloriose , scriveva ancora Brando
il 17 agosto 1917, e noi non possiamo mancare di dare il
nostro contributo . In questo passaggio si allude
all'imminente grande offensiva poi passata alla storia come XIa
battaglia dell'Isonzo. Tanto per dare un'idea di questo scontro,
che si sviluppò su un fronte di 70 Km., basterà dire che vi
presero parte 1.200.000 soldati italiani appoggiati da 3.747
bocche da fuoco, da 1.882 bombarde e da circa 5.600
mitragliatrici.
La battaglia divampava furiosa fin dal 16 agosto e si
concludeva verso la fine del mese. Il solo risultato acquisito
dagli italiani, tra innumerevoli sofferenze, era rappresentato
dalla conquista di qualche chilometro quadrato di terreno
carsico, brullo e inospitale, destinato a diventare tristemente
famoso: l'Altipiano della Bainsizza. Questa battaglia infatti
costò agli italiani 18.974 morti, 89.173 feriti e ben 35.187
dispersi, per un totale di 143.224 uomini. Le perdite austriache
assommarono a circa 85.000 uomini. Ai primi di settembre, forse
per reazione all'assalto italiano ai Monti San Gabriele e San
Daniele (altra epopea di sangue e indicibili sacrifici), gli
austriaci iniziavano a cannoneggiare anche Castagnevizza e la
zona retrostante al fronte (Selo) . Il reparto del sottotenente
Zoccoli, 5a compagnia, era impegnato di rincalzo ed addetto al
trasporto dei materiali dal deposito alla prima linea. Respinto
uno dei tanti contrattacchi austriaci, la mattina del 4 settembre
1917, mentre la compagnia riforniva di munizioni i reparti
combattenti, un proiettile di obice austriaco colpiva la dolina
del deposito investendo con le sue schegge i soldati presenti,
tra i quali vi era anche Brando Zoccoli. Soccorso dal suo
capitano e trasportato nel vicino posto di medicazione, dopo
mezz'ora Brando spirava. Aveva 26 anni. I suo compagni ufficiali
riuscirono a costruire una cassa di legno e a seppellire il corpo
del sottotenente Zoccoli nella dolina detta Due Alberi. La
vedova, Laura Zoccoli, impiegherà sei anni per ritrovare il
corpo di Brando che, nell'agosto 1923, potrà essere degnamente
sepolto nel cimitero civico di Gubbio.
Dell'attività letteraria di Brando restano sei racconti (e
due manoscritti) pubblicati dal padre, professor Alfredo Zoccoli,
nel 1924 all'interno del volumetto "Reliquie di Martiri
della Guerra e del Fascismo" La signora Zoccoli si impegnò
per 40 anni nel Comitato Civile di assistenza ai richiamati, agli
orfani ed alle vedove e madri di guerra. Per questi motivi e per
il buon ricordo lasciato dal padre, il 28 marzo 1927 Luciano
Zoccoli veniva nominato Guardia d'Onore al monumento ai caduti e
al viale della Rimembranza. Il diploma è firmato dall'insegnante
Maria Andreini, dal sottosegretario onorevole Emilio Bodrero per
conto del ministro della Pubblica Istruzione e dal preside del
Ginnasio "Mazzatinti" professor Bernardino Fronzaroli.
Luciano fu balilla, avanguardista e ottimo studente. Il 27
gennaio 1929 declamò la "Madonnina del Grappa" al
teatro comunale in occasione della commemorazione del generale
Cadorna; nel 1930 vinse il "Premio Morganti" ex-aequo
con Ubaldo Prosperetti e, all'inaugurazione dell'anno scolastico
1930-1931, pronunciò il giuramento dello studente. Purtroppo una
tragica sorte si abbattè anche sull'ultimo degli Zoccoli. Di
ritorno dalle gare sciistiche di Norcia, per una appendicite non
diagnosticata in tempo, Luciano si ammalava gravemente. Operato
d'urgenza morì il 10 marzo 1933.
I L CARTEGGIO
Tutti i documenti del carteggio, quando non specificato,
provengono dall'Archivio Cece.
I documenti che seguono sono divisibili in quattro parti:
Maggior interesse rivestono naturalmente la prima e l'ultima
serie di documenti.
Le cartoline in franchigia sono indirizzate essenzialmente da
Brando alle tre cognate, Ernesta, Lina e Maria, sorelle della
moglie Laura. In esse grande e più volte ripetuto è il
desiderio di Brando di poter rivedere suo figlio e altrettanto
disperata appare la condizione di attesa della preoccupatissima
consorte. Nell'epistolario sono del tutto assenti i riferimenti,
anche indiretti, alla situazione più strettamente militare; solo
in quelle di agosto chiari sono i riferimenti all'imminente
undicesima battaglia dell'Isonzo. Il carteggio, invece, riguarda
l'attività di Laura Zoccoli per il recupero della salma di
Brando che verrà individuata, esumata e trasferita poi a Gubbio
nell'agosto del 1923. Il carteggio si conclude con la nota di
spesa del ricordo marmoreo che ancora segna la sepoltura di
Ildebrando Zoccoli nel civico cimitero eugubino.
- 1916, luglio 18
- Brando da Lodi a Lina Spinaci Lina Spinaci, a Gubbio.
- Cara Linuccia mia, voglio scriverti anche a te
direttamente, solo perchè voglio anch'io risposta
diretta. Ma possibile che non ti sia ancora riuscito di
mandar via quella Gubbiaccia infame? Va a finire che io
torno a casa. che la guerra è finita e tu sei ancora li.
Su, su! Ora mi pare che sia un po' di fiacca! Sveglia!
Sveglia! Dicono fra noi in gergo militare. Tanto più che
puoi andare dai miei. Non ti dico che staresti bene
"in casa" ma a Pisa, per la vicinanza del mare
, per il clima mite, per l'aria nuova e dolce
rifioriresti in un momento. Dopo se finisce la guerra
vieni con noi. Dimmene presto su. Va bene? E Lauretta ti
tiene compagnia! Tienimela sollevata tu che hai sempre
spirito per dieci. Mandami un rigo e voglim i bene.
- Tuo aff. Brando.
- Bacioni grossi a Lauretta mia.
- Ringraziamenti all'Ernestina.
-
- 1916, luglio 27
- Brando da Lodi a Lina Spinaci a Gubbio.
- Cara Lina,
- Io arriverò forse a Gubbio o martedì o mercoledì, se
il Colonnello non cambierà di parere. Guarda che non
voglio più sentir parlare di febbri, di dolori, nulla,
nulla. La cognatina mia deve star tanto bene e deve
guarire subito subito. Un salutone. E dà un bacio a
Lauretta per me.
- Brando Saluti all'Ernesta e alla Maria. A rivederci.
-
- 1916, settembre 9
- Brando da Lodi a Lina Spinaci a Pisa. Cara Lina,
- Ho ricevuto la tua cartolina e l'illustrata da Marina.
Godo che tu stia bene e ti auguro non solo di entrar
presto nel periodo di guarigione, ma anche di divertirti
molto. Io ... la sai: aspetto di andare al corso per
essere Ufficiale e per andare al fronte. Son cose normali
adesso e bisognava che toccasse anche a me. Salutami
Maria e tutti i miei.
- Tuo affezionatissimo Brando
- Ricordati sempre di fare quello che ti ha consigliato il
medico.
-
- 1916, ottobre 15 (sera)
- Brando da Caserta a Lina, Ernesta e Maria Spinaci a
Gubbio.
- Cara Maria,
- Prima di tutto i miei saluti a te, alla Lina ed
all'Ernesta: a questa ultima gli specialissimi
ringraziamenti miei per quanto ha fatto per Lalletta mia.
Non so se Laura ti ha detto quello che voglio da te:
guarda che non devi far complimenti, perchè io so che tu
hai una gran cuore, ma che tante volte il cuore solo non
basta. Quindi fammi il favore di un po' di sincerità:
Laura stessa mi riferirà quanto tu le avrai detto. E
Luciano caruccio? Io spero che voi gli vorrete bene nella
mia assenza: anzi in questa sicurezza quasi quasi vi
pregherei di non avvezzarmelo troppo male. Ancora mille
saluti a tutte voi: vogliatemi bene, come ve ne voglio
io, e vedete che non è poco. Se non fosse altro per
tutta la riconoscenza che vi debbo. Tenetemi allegra la
Laura nei momenti immancabili di tristezza. La Lina si
abbia ancor riguardo e mi stia sempre bene. L'Ernesta
come va col suo piede? Con tutti i guai, quello almeno
dovrebbe cessare.
- A rivederci, sorelline mie, e abbiatevi l'immutabile
affetto del vostro affezionatissimo Brando.
-
- 1916, ottobre 16
- Brando da Caserta a Lina Spinaci a Gubbio.
- Alla cara cognatina i miei migliori auguri .. quanti ne
merita, e ne desidera per lei l'affetto mio.
- Brando
-
- 1916, novembre 1
- Brando da Caserta a Lina Spinaci a Gubbio.
- Cara Linuccia,
- Grazie della tua lettera, che mi giunse infinitamente
gradita, perchè mi ha detto chiaramente che stavi meglio.
Brava! Devi sempre sentirti bene: devi nutrirti: farti
tanto forte, perchè così solo potrai godere anche tu un
po' di pace e un po' di quelle gioie, che ora sarebbe un
po' ora si ricordassero anche di te. Di quello che mi
dici di Luciano, figurati tu quanto sono stato felice.
Beate voi altre, che potete vederlo quell'angioletto mio,
che potete baciarlo quando volete, che potete insomma far
tutto quanto è negato al suo babbo: Beate voi! Io, suo
padre, non ho avuto neppure la fortuna di conoscerlo e
non so ancora, se ci penso, a come ho fatto a mantenermi
ancora sano di mente. Ma sai che i primi giorni mi pareva
quasi d'impazzire? Ora è passato per fortuna . Dunque è
tanto carino? Lo credo, lo credo bene: capirai con una
mammina come la sua, con una mammina che è un amore,
come poteva essere il contrario? Ma io sono sicuro anche
di un'altra cosa: che proprio per la sua mamma verrà
anche tanto buono. ... a meno che le signore ... zie non
me lo vizino troppo! E tu dunque gli vuoi bene? Io son
felice di questo, come del bene che scrivono volergli
l'Ernesta e la Maria: son felice, perchè almeno così lo
so in buone mani. Perchè io dovrò stare ancora tanto
lontano, sai. Voi alla Laura queste cose non le dovete
dire: ma la guerra non finirà neppure quest'altro anno.
Ora siccome io in primavera al massimo sarò lassù,
bisogna che me la teniate preparata ad ogni guaio. Io
spero di ritornare sano e salvo: ma le malattie, le
ferite, le mutilazioni, le morti son di questa guerra
proprio l'intimo essere. E bisogna essere pronti a tutto
non ti pare? Quindi per me, io non so che parole usare
per ringraziarvi. Come diavolo dovrei fare, se oltre
tutto non avessi in buone mani Laura e Luciano? Quindi
grazie: raccomandarveli io credo sia affatto superfluo.
Ringrazia anche l'Ernesta delle buone parole che ha
aggiunto di suo pugno: ringrazia la Maria di tutte le
attenzioni per Lauretta. Io vi sarò eternamente
riconoscente e cercherò di dimostrarvela in qualche modo
al mio ritorno. Di mamma son contento che vi abbia
trattato bene. Essa torna a Giovinazzo: Giovanni invece
verrà a trovarvi e speriamo che possa restare istitutore
a Perugia. Quando lo vedrete, perchè verrà a veder
certamente Luciano, salutatelo anche per me. Così
estenderete i miei saluti agli Scassellati a Perugia, a
Peppe, a Giulio a tutti: ai Ticchioni. Specie a Mario,
cui non auguro di dover subire tanto presto le sorte di
tutti gli aspiranti di qui, che domani partono per il
fronte: alla zia Candida, allo zio Lello ... a tutti. Tu
porgi i ringraziamenti e i miei saluti a tutti quelli che
si ricordano di me: a Papà e al Nono un bacione per uno.
Alla cara Ernesta grazie delle sue parole e buoni auguri:
alla Maria grazie e affettuosi saluti. Care cognatine
mie, ricordatevi che vi voglio tanto bene: che vi ricordo
spesso nelle mie lettere a Laura, che vi sono
infinitamente grato a riconoscente. Baciami Laura mia:
tienimela allegra sempre e confortala come puoi. Baciami
10 volte Luciano da parte del papà. r Tu abbiti il mio
affetto vivissimo e sincero con l'Ernesta e la Maria.
- Vostro Brando.
-
- 1916, novembre 5
- Brando da Caserta a Lina, Ernesta e Maria Spinaci a
Gubbio. Affettuosamente contraccambio.
- Vostro Brando.
- Un bacio a Luciano e Lauretta.
-
- 1917, marzo 1
- Brando da Pozzuoli alle sorelle Spinaci a Gubbio
- III tappa - Al Campo.
- Affettuosamente
- Brando
-
- 1917, marzo 2
- Brando dal Vomero alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- III Tappa - Al Vomero.
- Saluti a tutti.
- Brando e Lauretta
- (Fu in questa circostanza che Brando conobbe suo
figlio Luciano. Non lo rivide mai più)
- 1917, marzo 3
- Brando dal Vomero alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- In gita invio cari pensieri.
- Brando
-
- 1917, marzo 10
- Diploma ricordo.
- 1° CORSO ALLIEVI UFFICIALI DI COMPLEMENTO - CASERTA -
- OTTOBRE XVI - MARZO XVII -
- AL CAPITANO
- ALFONZO EYDALIN
- CITTADINO E SOLDATO DI VIRTV' PRECLARE
- SAGACE ECCITATORE CON PATERNA CVRA L'ANIMO NOSTRO
- EDVCO' ALLA RELIGIONE DEL DOVERE E DELLA PATRIA
- GLI ALLIEVI DELLA IX COMPAGNIA DEVOTAMENTE OFFRONO
- (Segue in ordine alfabetico la firma dei 71 allievi.
Ultimo di essi è Ildebrando Zoccoli)
-
- 1917, marzo 29
- Brando da Padova al dottor Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Bacioni a lei, al Nonno, Saluti alle cognate care,
sperando di [...] presto insieme.
- Brando
-
- 1917, marzo 30
- Brando da Cittadella alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Affettuosissime cose a tutte, al Nonno caro, a Papà.
- Vostro Brando
-
- 1917, aprile ( Tranne le cartoline del 31 maggio e
del 12 luglio 1917, tutte le altre che seguono sono in
franchigia dal fronte.) (Pasqua)
- Brando( Ilebrando Zoccoli, aspirante ufficiale dopo
il corso di Caserta, era stato assegnato alla 4a compagnia.
I battaglione del 129° reggimento fanteria (brigata
Perugia) schierata alle pendici dell'Altopiano dei Sette
Comuni) da Rossano a Maria Spinaci a Gubbio.
- Grazie infinite di tutto quello che farai per Lauretta e
Luciano mio. Auguri a tutti di casa, al Nonno, a Papà,
allo zio Lello.
- Io vi penso tutti e vi voglio bene.
- Vostro affettuosissimo Brando
-
- 1917, aprile (Pasqua)
- Brando da Rossano a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Tanti affettuosissimi auguri per le prossime feste di
Pasqua. Sono felice di essere ancora qui tranquillo.
Baciami Lauretta e Luciano. Saluti al caro nonnino ed a
papà.
- Ancora auguri tanti dal tuo
- affettuosissimo Brando.
-
- 1917, aprile (Pasqua)
- Brando da Rossano a Lina Spinaci.
- Tanti affettuosi auguri anche a te, Linuccia cara. Dà
tanti baci per me a Lallù e Luciano: di loro che sto
bene e che li adoro. Affettuosamente
- Brando
-
- 1917, aprile 9
- Brando dalla zona di guerra alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Grazie degli auguri. Ve li contraccambio di vero amore,
con altrettanti di lunga vita, di gioia e prosperità
costante. Sto bene e .. vivo. Baciatemi Lauretta e
Luciano miei: nessuna maniera migliore per mostrarmi il
vostro bene sul serio, ci sarà di quella di volerlo a
loro "tanto" e di supplirmi in tutto ciò di
cui possono aver bisogno. Ma di voi sono sicuro: perciò
vi saluto, sorelline mie care, e vi bacio tutt'e tre.
- Vostro affettuosissimo Brando.
-
- 1917, aprile 21
- 24 Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Cara Maria, grazie della lettera tua e di tutte le belle
cose che mi dici. Godo nel sentire che state bene: godo
che nel vedere che mi volete molto bene. Io vivo
discretamente: si lavora ma con la "ghirba" al
sicuro, tu capisci che ogni cosa va bene. Salutatemi le
Massi, le Cenci, le Fabiani: di loro tante cose da parte
mia: del resto se non sbaglio io ho scritto a tutte loro.
Continua a volermi bene: ma più che a me, cui basta solo
una tua preghiera, pensa per Lallù e Luciano mio. Ne
sono sicuro già: e questo mi rende la vita più
sopportabile.
- Grazie ancora: tutte le cose più affettuose dal tuo
Brando.
-
- 1917, aprile 22
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- R.V.
- Cara Maria, anche oggi notizie buone: siamo sempre qui in
attesa. E voi come state? Io non ti parlo neppure della
Laura: so che è a letto, ma so pure che con le vostre
premure e le vostre cure affettuose presto risarà come
prima. Grazie anzi di tutto. Per la tua lettera, non so
come dirvi che l'ho gradita assai. Il sapere che mi
volete bene, mi conforta: e mi confortano pure notizie da
parte di quelli che mi stanno molto a cuore. Restituisci
i saluti alle Massi ed alla signora Fabiani: continua a
voler bene ai miei cari che te ne sarò riconoscente per
la vita.
- Affettuosamente tuo Brando.
-
- 1917, aprile 22
- Brando dalla z. d. g. a Lina Spinaci a Gubbio.
- Grazie della tua lettera: grazie del bene che voi a
Luciano e Lauretta. Continua così: tu non puoi credere
quanto te ne sia grato e quanto vorrei ricompensarti.
- Scrivimi. Consola Lauretta: dille che io sto bene, che in
salute ci ho guadagnato assai. Sono così ingrassato che
presto dovrò tralasciare la divisa scura, che è troppo
stretta. Meglio devo stare? Piuttosto lei cerchi di
guarire. Saluti a tutti quelli che si ricordano di me. Tu
voglimi sempre lo stesso bene come fa il tuo
- Affettuosissimo Brando
- R.V.
-
- 1917, aprile 22
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Grazie di quanto mi dici nella tua lettera: ma grazie
soprattutto di quello che fai e hai fatto per Lauretta
quando è stata poco bene. Lauretta vi deve essere
riconoscente: ma io ho aumentato il bene che vi voglio a
tutte e specialmente a te. Brava Ernesta! Vedrai che
presto ritorneremo tutti quanti a casina e allora vorrò
bene dimostrarti la mia gratitudine. Siamo d'accordo?.. E
tienimi allegra la Laura: confortala come sai fare tu:
tanto speriamo che Iddio presto ci consoli tutti quanti.
- Ti voglio tanto bene e sono con affetto il tuo
- affettuosissimo Brando.
- R.V.
-
- 1917, maggio 3
- Brando dalla z. d. g. alle signorine Spinaci a Gubbio.
- Care cognatine mie, un salutino anche a voi oggi. Sto
bene: vivo allegro, tanto più che so che Laura e Luciano
stanno in salute e li ho affidati in ottime mani.
Tenetemeli bene, che un giorno vorrò ricompensarvi
meglio che potrò
- Saluti alla sora Nenuccia F., alla signorina Cecchini,
alle Massi, a tutti coloro che si ricordano di me.
- Abbiatevi tutto l'affetto mio fraterno.
- Brando Vostro
-
- 1917, maggio 3
- Brando dalla z. d. g. alla famiglia Spinaci a Gubbio.
- A Lucianino ed al Nonnino, cari. Un "bicino"
del papà anche al caro pupetto suo. La raccomandazione
di star buono è superflua, perchè i "rapporti"
della mamma son buoni. Bravo cocco mio! Al Nonno un
bacione forte forte. Speriamo che l'augurio si avveri e
che per agosto possa abbracciarvi tutti quanti davvero.
- Il vostro Brando.
-
- 1917, maggio 7
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Affettuosi saluti e care cose a tutti sempre. E tu, perchè
non scrivi? Sei una pigrona, ecco il perch\è: è vero,
che è così?
- Quando parli con la Cecchini - e sarà oggi credo -
ringraziala per me del pensiero gentilissimo. Saluti alla
sora Nena: ringrazia anche lei della sua cartolina. Le
risponderò presto. Io .. sto bene.
- Affettuosamente
- Brando
-
- 1917, maggio 9
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Grazie della tua lettera: mi fa tanto piacere, quando
scrivi, perchè le notizie tue son di persone troppo care.
Dammene sempre e parlami di quei due tesori, che vi ho
affidato: parlami tanto e parla anche a loro,
consolandoli come puoi. Anche tu ringrazia la Cecchini, e
con essa il suo fidanzato. Le fotografie sono sempre una
grande consolazione. Queste ultime mi hanno fatto guarire
da una malattia. Ora sto bene: vivo solo con troppo,
troppo ardente desiderio dei miei e della mia famiglia.
Quando sarà? Quando sarà? E sarà anche? Perchè la
primavera che avanza porta come un serpente, il veleno in
seno: è verde, bella, fiorita odorosa e semina stragi.
Speriamo ad ogni modo in Dio. E tu? sempre così, sempre
soletta: quando ti decidi? Guardati da S. Antonio, perchè
è un santo che fa le grazie solo per chi si aiuta. Ti
voglio tanto bene anch'io. Bacia per me Luciano e Laura.
- Brando
-
- 1917, maggio
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Caro Papà,
- Notizie mie buone: di salute ottima, come sempre. E lei?
Non mi faccia mancare sue nuove. E Lauretta? E Luciano?
Io voglio due righe da lei, che mi dicano la verità . Ho
fatto un corso mitraglieri: spero di andar presto in
qualche sezione pesante o leggera. Notizie nuove non ne
ho: siamo in attesa, e nel contempo lavoriamo a più non
posso a corroborar la mente e il corpo per l'urto finale.
- Saluti a tutti quanti. Mi voglia bene come gliene vuole
il suo affettuosissimo Brando.
-
- 1917, maggio 13.
- Brando dalla z. d. g. a Lina e Maria Spinaci a Gubbio.
Grazie affettuose: tanti carissimi saluti a tutti di
casa, al Nonno, a Papà, a tutte voi, mie care, a quelli
che mi ricordano.
- Brando vostro.
- Date un bacio a Lalla e Luciano.
-
- 1917, maggio 15
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Caro Papà, un salutino affettuoso anche a lei. Presto le
scriverò da una nuova residenza perchè ci spostiamo:
forse anche da altro reggimento e brigata. Speriamo il
cambio sia in meglio, non è vero? Ha visto Gambini? Le
ha portato i miei saluti?.. Le ho mandato anche il padre
di un certo Fumanti che dice di conoscerla tanto: è
attendente del medico del Battaglione. A presto e spero
in buone notizie. Dia un bacio al Nonno nostro carissimo.
Un abbraccio di cuore.
- Brando
-
- 1917, maggio 16
- Brando dalla z. d. g. a Lina Spinaci a Gubbio
- Cara Lina, anche per te una cartolina, e per ringraziarti
ancora della tua lettera e delle tue parole affettuose.
Devi sempre voler bene a Lauretta e Luciano: devi
volerglielo pure per me. E tu che sei tanto vicina alla
mogliettina mia e un po' anche la confidente, cerca di
tenerla sempre sollevata, di dirle tante cose che la
consolino. Io sto bene. Sto dimagrendo per il caldo, che
è proprio eccessivo, tanto che non ho più nessuna
maglia e sudo come una bestia. La fatica, il sole, la
polvere sono i nemici più terribili di questa stagione e
di questi luoghi [...] ed infuocati. E speriamo che il
cambiamento sia migliore, non ti pare? Così scrivimi
pure quando puoi: raccontami di Gubbio della vostra vita,
fa tanto bene quando si è lontani! Dà bacetti a Lullo:
i miei saluti a Lalla. Tu continua a volermi bene: tu lo
sai, sorellina mia, che io contraccambio tutte voi di
tutto cuore. Sempre fraternamente e affettuosamente
Brando.
-
- 1917, maggio 16
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernestina, non so come ringraziati della tua lettera
tanto affettuosa. Ti basti il bene che io porto a tutte
voialtri e a te in special modo e il desiderio che io ho
di essere presto a casa, anche per voi. Tutto quello che
mi dici di Luciano mi consola assai. Figurati che
consolazione, che amore dovrà essere! Ed io sono felice,
perchè sento che Iddio vuol con quel mezzo colmare il
vuoto della mia assenza. Ed è per questo appunto che ti
voglio bene: perchè so che la vostra tenerezza per i
miei tesori è raddoppiata, non e vero? E perciò grazie,
tante, infinite. Lauretta non vuole uscire? Bisogna un
po' compatirla: se ne ha poca voglia quando si è come
lei. Ad ogni modo le scriverò che vi dia retta anche un
pochino e che lo faccia almeno per Lucianino. Voi
tenetemela tanto bene: cercate di tenerla sollevata, di
mandarle via i cattivi pensieri. Iddio c'è per tutti e
deve abbandonare proprio noi? Voglio poi che tu mi scriva
se Lauretta si è fatta il suo vestitino nuovo, le
scarpe, il cappello perchè quello è anche un mezzo come
un altro di incoraggiala ad uscire. Ed a Luciano che cos
a potrei mandare? Se vado verso Cittadella potrei pure
fare qualche scappatina e comprare qualche cosetta. E
quando avrò nuove notizie vi scriverò ancora. Ora
avverrà un piccolo spostamento: speriamo tutto vada bene.
E grazie ancora di tutto: siimi sempre buona così. Ora
va da Laura e dalle per me un bacione grosso: a Luciano dà
tutti i baci che vuoi, ma ricordati che è un maschio e
che pur essendo zia non devi poi comprometterti.
- Sempre affettuosamente tuo
- Brando
-
- 1917, maggio 16
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Cara Maria, grazie della tua letterina. Io ti ho già
risposto, ma aggiungo altre due parole oggi che ho del
tempo. Dunque siete tutte pazze per Luciano. Ma vedrete
quello che sarà fra quattro o cinque mesi! Perchè i
bambini più vanno in su, e più diventano carini. Però
non me lo viziate, per carità: perchè quando tornerà ,
non voglio dover poi metter dei freni. E Lauretta sta
bene: dille che stia allegra, che esca un pochino con
Luciano suo e con voi, e che non si faccia abbattere dai
cattivi pensieri. Tutto si accomoderà : abbiamo passati
altri momenti burrascosi e poi tutto è finito: sarà
anche questa volta. Saluta tutti quelli che chiedono di
me: in particolar modo i Fabiani ed i Massi. Guarda se
per S. Ubaldo esce l'Ingino: compralo se ci sono due
parole mie e mandalo che i soldati lo vogliono leggere (
Ne "L'Ingino" n. 8 del 15 maggio 1917 comparve,
appunto, la nota lettera scritta da Brando Zoccoli e
citata anche nel testo. Si riporta comunque per intero:
Dalle "rocche del Trentino espugnate"
inviamo a te, caro giornaletto, il saluto nostro augurale.
Sono qui coi miei soldati di Gubbio: e mai in questo
fiorir di primavera meraviglioso e dolce trionfare del
maggio, abbiamo sentito tutti insieme la più grande
delle meraviglie, il più vivo e dilaniante dei desideri.
Si sta sempre male, quando si è lontani dal domestico
focolare e dagli affetti più sacri: si sta sempre in
orgasmo, quando si è davanti al pericolo che urge
dappresso o sotto l'uragano di fuoco che imperversa sopra
la nostra testa in fiamme: ma ... giammai, giammai
melanconia più acuta ci ha invasi come ora, qui ... fra
l'odor fresco e veemente degli alberi in fiore, fra il
profumo nostalgico che ci mandan già le ginestre dai
monti ... tanto gialle... tanto gialle... e "tanto"
uguali a quello del nostro diletto monte, laggiù!!!...
Anche noi vorremmo ... oh, quanto! Essere a festeggiare
con voi la primavera, il maggio, i ... "Ceri"
nostri, ... S. Ubaldo nostro! E come vi accompagna tutto
il nostro pensiero memore, il nostro mormorio notturno,
il nostro sospiro sommesso ... mentre qui siam pronti
all'aspra fatica del dovere. Lo leggo sulla faccia dei
miei cari figliuoli... lo leggo nel loro viso abbronzato...
negli occhi loro, che si fanno lucidi. E tu, o caro (Ingino)
, va nelle case nostre, tu che lo puoi, nei nostri
focolari, siedi a mensa coi nostri cari nel gran giorno:
dì, racconta a tutti questo nostro desiderio santo: Ma dì
pure che le vigili scolte di Gubbio qui sui confini
d'Italia non tremano e non verranno mai meno alla fiducia
che in loro ripone il caro paese natio: dì pure che nel
tenue e breve riposo, le armi si affilano, i cuori si
rinfrancano, e si preparano per loro gli ultimi e più
belli ardimenti: dì pure che questa è l'ultima fatica
che resta, perchè la vittoria ed il ritorno glorioso ci
attendono. E..."allora" ... allora tornerà il
maggio adorato... torneranno i "Ceri"...
torneranno le ginestre gialle sul "colle eletto":
tutti insieme, noi e loro, canteremo l'osanna al nostro
"Ubaldo Santo" che ci avrà restituiti alle
famiglie nostre trepidanti. E porta, te ne preghiamo,
alle nostre spose adorate, ai nostri cari figlioletti le
nostre benedizioni e il nostro affetto: ai parenti tutti,
alle madri ai padri, sorelle e fidanzate il saluto
affettuoso mio e dei miei bravi soldati. A "presto"
rivederci... ed ... evviva la nostra Gubbio, carissima e
lontana!
- S. Tenente Ildebrando Zoccoli - Cap. Magg. Alessio
Martini di Goregge - Soldati: Gioacchino Ficoncini [attendente
di Brando] di Nogna - Anselmo Biccheri di Loreto -
Vincenzo Panfili di Gubbio - Nazzareno Sebastiani di
Semonte - Giuseppe Passeri di Padule - Giuseppe Gambini
di Gubbio - Ottavio Fioriti di Carbonesca - Giuseppe
Vagni di Loreto - Ubaldo Cecchetti di Pisciano - Domenico
Lepri di Burano - Virgilio Merli di Loreto - Salvatore
Gostinelli di Padule - Pietro Urbani di Nogna - Giuseppe
Fumanti di Gubbio - Raffaele Petrini di Torre - Luigi
Garofoli di Torre - Giuseppe Pastorelli di Gubbio. Tutti
del 129 Fant. I Battaglione.)
- . E saluta tutti: dà un po' di bacetti ai miei tesorini
cari. Per me sto benino: ora siamo di partenza e siamo
per questo un po' in pensiero. Ma speriamo che Iddio ci
assista sempre.
- Ti voglio bene: credimi sempre affettuosissimo Brando.
-
- 1917, maggio 24
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Come vede, caro papà, ho cambiato Reggimento( Brando
fu trasferito alla neocostituita brigata Caserta e,
precisamente, alla 5a compagnia del II° battaglione del
268° reggimento.) e giacchè ho cominciato
bene, speriamo che seguiti meglio. Di salute ottimamente.
Siamo in un periodo di vero riposo: non quello di prima
che era un po' tormentoso. Quindi non c'è' altro da
augurarci che duri e che Iddio ci protegga. Faccia i miei
saluti a tutti di casa: mi voglia bene. Bacioni a Laura e
Luciano ed a Lei ed al Nonno un abbraccio di cuore.
- Affettuosamente Brando.
-
- 1917, maggio 29
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Cara Maria, come va? Io sto benino ed ora poi, dopo quel
po' po' di pericolo passato, anche se stessi peggio mi
reputerei un signore. Laura avrà detto tutto, per il
nuovo reggimento: ed io non ve ne parlo nemmeno. E
Luciano? So che si sta facendo intelligente e bravino: io
sono felice, almeno quella povera mammina sua trova in
lui tanta consolazione. E Lauretta? Guarda che non faccia
sacrifici: e falle mettere la robetta nuova che si è
comprata ed il vestito nuovo che le porteranno. Voglio
che esca: Dio mio, non è un peccato lo star a casa, ma
per lei a Luciano un po' di moto è salutare. Ora il
piccolo può già mangiare: aiutatelo subito a cercare di
sollevare il mio tesoruccio. Sollevatela anche moralmente:
le cose vanno bene e se in Russia si muoveranno può
essere che la guerra quest'anno finisca davvero.
- Saluti a tutti: bacia per me Lallù e Lucianino.
- Cedimi affettuosamente il tuo Brando.
-
- 1917, maggio 29
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Un abbraccio ed un bacione di cuore. Laura le avrà detto
del mio cambiamento di reggimento. E' stata una vera
fortuna. Sto bene: di salute poi ottimamente. E lei? Lo
auguro con tutto il desiderio ad entrambi, lei ed il caro
Nonno, a cui darò tanti Saluti. Baci a Laura e Luciano.
- Mi creda suo affettuosissimo Brando.
- 1917, maggio 30
- Brando dalla z. d. g. a Lina Spinaci a Gubbio.
- Cara Linuccia, come stai? Io sto benone, specie dopo la
scomparsa del pericolo imminente. Laura spero vi avrà
detto la mia storia, ormai vecchia. Ma tu, tu, scrivimi
di te e della vostra vita. Mi fa tanto piacere, se
sapessi! E' l'unica consolazione che si può' avere qui,
quella di sapere che i nostri cari stanno bene. E i Ceri?
Grami qu est'anno, ma speriamo che l'anno venturo siano
fatti nella pace e nella gioia generale. E Luciano? Gli
vuoi bene? Ti piace? Caro pupetto mio! Dagli tanti bacini
per me, e uno a Laura, tanto tu di questi incarichi non
te ne adonti. Scrivimi presto: e parliamo pure delle
amiche e degli amici comuni.
- Affettuosamente tuo Brando.
-
- 1917, maggio 31
- Brando dalla z. d. g. a Ernesta Spinaci a Gubbio. Cara
Ernesta mia, hai sentito che fortunetta? E non è
piccola, te lo giuro, perchè il soldato Tronchetti
arrivato stamane qui, ha lasciato il reggimento che stava
andando all'assalto. Te lo figuri? Io invece, qui! Siamo
in villeggiatura quasi... Non ti pare che ci sia proprio
da ringraziare il cielo? E preghiamo ancor tutti: pregate
voi, che siete buone e che mi volete bene. E tu, come va?
Sei più allegra? La tua ultima era un po' mestina,
povera Ernesta: ma vedrai, vedrai che un giorno saremo più
felici tutti quanti. Grazie del bene che vuoi a Lucianino:
è diventato un amore, è vero? Laura so che se lo mangia
dai baci ed io non posso dargliene uno solo. Oh se non
finisce! Credi che c'è da piangere alle volte e c'è da
invidiare che non è più! Che Iddio mi protegga questo
si almeno per quelle due creaturette mie. Baciale tanto.
Tu, scrivi, vogli bene ai miei cari e un po' anche a me,
comunque esso sia.
- Io te ne voglio tanto, fraternamente. Brando.
-
- 1917, maggio 31
- Brando da Cittadella alle sorelle Spinaci.
- Affettuosamente
- Brando
- 1917, giugno 16
- Brando dalla z. d. g. alle signorine Spinaci.
- Care Cognatine.
- Non mi avete scritto più: come va? Laura mi aveva
annunziata una vostra lettera, ma io l'ho attesa invano.
Qui spira un'aria di polvere che innamora. Però io sto
bene. Lo zio Lello è venuto a Gubbio? Mi ha scritto che
veniva. Se non l'ha fatto ancora, quando viene,
salutatelo. Salutatemi e ringraziatemi pure tanto il
Nonno e Papà. Dite a chi domanda di me, che io sto bene:
nel Trentino ora non si vive troppo calmi, ma speriamo
tutti in Dio.
- Baci a Laura e Luciano.
- Credetemi tutte fraternamente il vostro Brando.
- 1917, giugno 18
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Cara Maria
- Grazie della tua lettera: mi ha fatto molto piacere. Se
avessi tempo vorrei risponderti a lungo: ma ho un sacco
di cose da fare, ed il tempo mi vola nelle mani. Sto bene:
non si sa dove diavolo hanno intenzione di mandarci.
Speriamo bene, per tutti e per me. Baciami Lucianino e
Laura: dille che non si rattristi e che abbia sempre la
stessa fiducia.
- Affettuosamente sempre Brando
- 1917, giugno 18 (Partendo)
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Caro Papà
- Un affettuoso saluto anche a Lei. Ho tanto poco tempo,
che non posso prolungarmi di più: ma le basti
l'assicurazione del mio grande affetto. Mi benedica
- Suo affettuosissimo Brando
-
- 1917, giugno 22
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Sto benissimo. Affettuosi e cari saluti a tutti.
Partecipatene anche alla famiglia Massi, anche alla
famiglia Cenci, a tutti quelli che mi ricordano e mi
domandano. Assicurate tutti della mia buona salute e
dell'ottimo animo mio.
- Affettuose cose fraterne.
- Vostro Brando.
-
- 1917, giugno 22
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Caro papà
- Dice il Trovatore: "Ai nostri monti ..." con
quello che segue. Noi possiamo dire al presente il
contrario. Stia allegro e tolga da ogni pensiero tutti
quanti. Mi baci Luciano, il Nonno, Lauretta mia: saluti
le cognatine. Sto bene: stanco, ma non "domo"(
Brando allude chiaramente al motto della brigata Perugia,
suo vecchio repato: "Logori ma indomiti".
Queste parole sono contenute nel bollettino di guerra n.
177 del 19 novembre 1915 in cui si elogia il valoroso
comportamento del 129° fanteria durante una superba
azione alle pendici del M. San Michele). Quanto
cammineremo? Tante cose affettuose: tanti bacioni a tutti
- Cordialmente
- Brando
-
- 1917, luglio 1
- Brando dalla z. d. g. a Lina Spinaci a Gubbio.
- Cara Lina,
- Anche a te mille ringraziamenti per il ricordo affettuoso
che hai di me. Vedi però che anch'io vi contraccambio :
non vedo l'ora di essere a casa per dimostrarvelo come
meglio potrò. Ora le cose per noi vanno abbastanza bene:
così andassero sempre. E voi pure ne avete sommo merito,
perchè pregate tanto e le vostre preghiere sono bene
accolte ed esaudite. E Luciano? Io comprendo quanto sia
il vostro bene per lui, perchè con un tesoro a quel
modo, che non si sentirebbe commuovere? E tutti fate a
gara a raccontarmi meraviglie, beate voi, che lo avete,
che lo vedete e che lo baciate!! A me non resta altro che
leggere, pensare e sognare. Ma verrà anche il tempo mio.
E Laura? Io son sicuro che tu la consolerai sempre: io
sono certo che nel vostro affetto troverà lenimento alle
sue tristezze. Povera cara mia! Ma il cuor mi dice che la
rivedrò presto.. presto: il cuor mi dice che saremo
presto consolati. E tu diglielo questo convincimento mio,
diglielo. Basta aver fede.
- Affettuosi saluti e care cose a tutti. A te Linuccia il
mio affetto e la mia riconoscenza.
- Affettuosamente
- Brando
- Bacioni a Luciano e Lauretta miei.
-
- 1917, luglio 1
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernesta,
- Le notizie vostre mi giungono assai gradire. Grazie di
quanto fate per Lauretta e per Luciano. Tu poi devi avere
i miei speciali ringraziamenti perchè le tue lettere
sono piene di affetto e di tenerezza. Guarda che io li
contraccambio col cuore tutto: ti voglio bene come ad una
sorella mia. Grazie degli auguri: speriamo presto di
finirla davvero: allora risaremo tutti a casa assieme,
ricominceremo la nostra vita d'un tempo e vedrai che
felicità sarà per tutti! Cerca di sollevar Lauretta.
Faccio bene a mandarla a divagarsi un poco? Perchè
cambiando ambiente almeno è altra cosa. Bacia Luciano
per me: che tesoro dev'essere. Voi lo so che gli volete
tanto bene! E ciò mi fa felice. Sta contenta anche tu:
io finora sto bene. Continua le tue preghiere, perchè
sei buona e sarai esaudita.
- Credimi sempre fraternamente tuo Brando.
- Bacioni a Laura mia.
- 1917, luglio 2
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Cara Maria,
- Grazie della tua lettera: non puoi credere quanto mi sia
caro leggere vostri scritti. Ora sono contento: il riposo
dura. Forse ripartiremo, ma per più giù ancora. Capisci
che ormai le partenze non ci fanno più impressione. In
qualunque parte del mondo si va, in qualunque parte del
fronte, se è destino è destino, senno' si ritorna.
Speriamo in Dio, e che S. Ubaldo ci guardi. Di a Laura
che spedisca presto il berrettino, glielo dici? E tu sta
allegra: "per ora" siamo a cavallo. Ringrazia
la Signora Nena: ho scritto a lei pure oggi. Saluta tutti
gli amici, le amiche: saluta Ettore Aio'. Bacia per me
Lauretta e Luciano miei. Sono sempre con voi con
l'affetto, il pensiero ed il desiderio. Credimi sempre il
tuo affettuosissimo
- Brando
-
- 1917, luglio 12
- Brando a Lina Spinaci a Gubbio.
- Cara Lina, ti ringrazio della tua letterina affettuosa e
ti restituisco centuplicati i saluti. Grazie anche di
tutto il bene che dimostri ai miei cari: dà loro un
bacione ad entrambi per me. Saluta tutti i nostri
conoscenti. Saluta la zia Candida, il Nonno, Papà, la
Sora Nena, la Fabiani, tutti insomma. Scrivimi quando
puoi e dammi sempre buone notizie. Credimi.
- Affezionatissimo Brando
- 1917, luglio 14
- Brando dalla z. d. g. a Giovanni Spinaci (Giovanni
Spinaci, padre di Rodolfo.) a Gubbio.
- Un bacio affettuoso anche a Lei ed a Papà. So che le
dispiace che parta Luciano: lo credo, ma spero di
riportarlo presto a Gubbio io stesso, così tutti insieme
riuniti saremo tanto, tanto contenti. Va bene? Io sto
bene. Speriamo che e per la salute .. e per il resto vada
sempre così.
- Mi voglia sempre bene e si abbia un caro bacio affettuoso.
- Suo Ildebrando
-
- 1917, luglio 14
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernestina,
- La tua lettera mi ha fatto sommo piacere. Ieri ho fatto
impostare in Italia una cartolina che spero avrai
ricevuto. Ad ogni modo ti ringrazio anche qui del tuo
gentile pensiero e del tuo affetto. Non temere che farò
quanto mi dici. So bene quali sono i miei doveri. Ma
ormai c'è il destino che vale soprattutto a oltre il
destino non c'è che il Signore. Qui dove siamo ora vi
sono tutti i guai accumulati insieme. Non c'è che
sperare. Prega ancora perciò e tanto: se non altro perchè
Iddio salvi l'anima mia. Si dice che "bisogna essere
pronti" ed io sono pronto a tutto. Ma speriamo:
tante volte le fortune capitano quando meno si crede.
Baciami Laura. Dille che stia sollevata: è sciocco
pensare, quando se ne può fare a meno.
- Credimi fraternamente il tuo affezionato Brando.
- Da' 10 bacini a Lucio per me.
- 1917, luglio 15
- Brando dalla z. d. g. a Lina e Maria Spinaci a Gubbio.
- Cocchine mie, grazie anche a voi dei vostri pensieri
gentili. La Lina ora poi si è fatta addirittura una
"scrittrice" e non so neppure come fare a
ringraziarla. Sempre cosi! Sempre cosi! Se sapeste cosa
è per noi! E' il miglior momento .. la migliore cura: ci
si astra dal presente, tanto terribile e nero, e col
cuore si vive la vita bella, pacifica, beata d'un tempo,
fra l'affetto dei nostri cari. Siete dispiaciute per
Luciano: lo so. Ma lui non può lasciar la mammina sua:
lei va a rimettersi un poco e perciò bisogna aver
pazienza. Ma tanto alle ziette ha detto che vorrà sempre
un gran bene. Dunque allegre. Io sto bene: fra qualche
giorno ricomincerò la musica: ma speriamo fra un mese o
due di essere a riposo e di aver salva la "ghirba".
Baci a Lauretta e Luciano. Prendetevi per voi mille cose
affettuose, fraterne.
- Vi vuol bene il vostro Brandino.
- 1917, luglio 21
- Brando da " una trincea del Carso la notte del 21
luglio " alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Tante cose affettuose a tutti: a papà, al Nonno, a tutti
voi altre. Salutatemi i conoscenti, la sora Nena Fabiani,
le Cenci, le Massi, tutti quelli che mi ricordano. Non
state affatto in pensiero: per ora tutto bene. Speriamo
presto di sapersi in luogo migliore. Affettuose cose a
tutti: baciatemi Laura e Luciano.
- Brando
- 1917, luglio 22
- Brando "da una trincea del Carso, la notte del 22
luglio" a Rodolfo Spinaci.
- Ti giungano, caro Papà, i miei più cari saluti. Baci
per me Laura e Luciano. Si faccia vivo qualche volta.
- Affettuosamente.
- Brando
- Saluti al Nonno e alle care cognatine.
- 1917, luglio 26
- Brando da una trincea a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernestina,
- grazie della tua affettuosissima lettera, che come sempre
mi ha fatto tanto bene al cuore. Non ti dico la
commozione provata, quando ho letto le meraviglie del
nostro Luciano: pensare alla triste condizione in cui si
trova un povero padre in questi momenti! Ma speriamo che
Iddio non si dimentichi di me e se non altro almeno mi
lasci questa vita grama e travagliata. Comprendo il
vostro dispiacere per la partenza di Laura e Luciano: ma
dovete pensare che è un bene e per la salute loro e per
un po' di svago, che scaccia i cattivi pensieri. Allo zio
Lello di che io mando spesso delle cartoline a Roma: mi
meraviglio anzi come non le riceva. Ne ho spedita una
anche ieri: ora che è là, lo saluterai, lo ringrazierai
di quanto farà per Lauretta mia. E grazie ancora. Non
dubitate che non mancherò di scrivervi: vi voglio molto
bene e lo sapete. Tu, cocca mia, salutami la Lina, la
Maria: ricambia: saluti a coloro che si ricordano di me.
Grazie delle vostre preghiere: vedete che finora dopo
nove giorni infernali di prima linea, nonostante la
vitaccia da cani, sono ancor sano e salvo.
- Ciao e grazie ancora. Saluti alle sorelle, a papà, al
nonno, allo zio, agli amici.Credimi
- sempre fraternamente tuo Brando.
-
- 1917, luglio 27
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Grazie delle tue parole e del tuo ricordo tanto
affettuoso e caro. Vi scriverò: voi fate altrettanto.
Saluti alla cara Lina, al Nonno, a Papà, al zio Lello se
c'è ancora. Saluti e grazie a chi mi ricorda.
- Tante carissime cose
- Brando
-
- 1917, luglio 27
- Brando dalla "trincea, la notte del 27 luglio"
a Lina Spinaci.
- Sto bene. Laura è partita? Non dubitate che non passerà
giorno che non abbiate una cartolina con mie notizie. La
vita è assai bruta: che Iddio ce la mandi bona. Saluti a
papà, al nonno, a tutti. Quelli che mi ricordano si
abbiano anche loro i nostri saluti. Ma mi raccomando,
scrivetemi anche voi.
- Affettuosissimamente Brando
-
- 1917, luglio 27
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernestina, cocca mia, mi hai riscritto tanto
affettuosamente, che non posso fare a meno di non
indirizzarti personalmente qualche cosa che possa
esprimerti la mia gratitudine. Assicurati pure, cocca,
che non passerà giorno che non abbiate una mia cartolina.
La prova è che prima la spedivo sempre ai miei: ora che
Laura è a Pisa, loro sapranno mie notizie ugualmente e
voi per conto vostro. Va bene? E non dubitiate che la
capisco la vostra e tua trepidazione, perchè so che
siete buone, avete un gran cuore e mi volete, come mi
avete sempre voluto, un gran bene. Però tu pure lo sai
che io ve ne voglio molto: che siete le mie sorelline
care, che siete le cose con papà e mamma, che oltre
Laura e Luciano, mi stanno solamente a cuore. Ciao. Non
ti posso dire di star bene, anzi qualche volta ho paura
di un po' di febbre. Vedrò stasera e scriverò domani.
- Saluti cari a tutti.
- Brando
-
- 1917, luglio 30
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Cocchine mie,
- Due righe anche oggi, secondo la promessa. Sto sempre a
riposo: sto nel mio ricovero e non presto servizio. Anche
questa mattina avevo qualche linea di febbre. Vedremo che
intenzioni hanno sul conto mio. Non temete del resto, che
le mie ragioni sono già state fatte valere. Null'altro
di nuovo. Le cose vanno abbastanza bene: solo continua il
caldo eccessivo e son comparse varie e brutte malattie.
Ma Iddio, speriamo ci guarderà anche da questi guai. E
voi come state? E il Nonno? E papà? Vi auguro con tutto
il cuore di star sani. Saluti a tutti, agli amici comuni.
- Sempre vi vuol bene e vi pensa
- il vostro Brando.
-
- 1917, agosto 2
- Brando dall "ospedaleto da campo N. 47" alle
sorelle Spinaci a Gubbio.
- Cocchine mie
- Vi avevo scritto che non mi sentivo troppo bene:
aggiungerò ora che ho fatto servizio per vari giorni con
la febbre alta. Siccome però questo non poteva durare,
così sono andato dal medico e lui mi ha mandato
all'Ospedale. Oggi mi faranno l'esame del sangue per
vedere se è malaria: e secondo il responso poi vedranno
che cosa possono fare. Io sono contento: non fosse altro
mi riposo e sono fuori di pericolo. Mille cose affettuose
a tutte.
- Non state in pensiero.
- Vostro Brando
-
- 1917, agosto 3
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Care cognatine mie, pare che a forza di chinino, piano
piano, la febbre se ne stia andando. Se così sarà fra
qualche giorno sarò libero da questi guai e uscirò di
qui con qualche giorno di riposo. Li passerò al
carreggio ed intanto speriamo che non debba più fare la
salita delle montagne, perchè il turno - almeno così
credo - sarà finito. Speriamo sempre bene: questi son
tempi assai tristi ... ve lo dico io!
- Saluti a tutti: a papà, al nonno, ai conoscenti. Vostro
Brando.
- 1917, agosto 4
- Brando dall "ospedaletto da campo N. 47" alle
sorelle Spinaci a Gubbio.
- Carissime,
- Oggi ancora meglio: il chinino pare che faccia il suo
effetto benefico. Oggi infatti il termometro segna
soltanto 36.5. Io sono tanto, tanto contento. Però dopo
i febbroni trascorsi sono debole debole: le gambe quasi
non mi reggono. Non so quando uscirò di qui: ad ogni
modo ho ferma la speranza in un qualche giorno di riposo
per rimettermi in gamba. Pare che il reggimento torni qui
il 10 o il 15: ed io spero fermamente di trovarlo qui,
verso Dobbia e S. Stefano, ove andrà a fare il suo turno
di riposo. E l'"azione"? Ne sentirete parlare
fra qualche giorno, cocchine mie e pregate per me. Saluti
a tutti i nostri conoscenti: saluti al caro Nonno ed a
papà. Voi, ad una ad una, pigliatevi un'affettuosa
stretta di mano ed un bacio dal vostro fratello
- Brando.
-
- 1917, agosto 5
- Brando dall' "ospedaletto da campo N. 47" alle
sorelle Spinaci a Gubbio.
- Care cognatine mie,
- Oggi febbre, nulla. Temperatura 35.9: quindi è più che
altro grande debolezza. Spero di essere in gamba fra
qualche giorno, e allora forse raggiungerò il
reggimento, o meglio lui mi raggiungerà scendendo al
piano. Va bene così? E voi come state? E il Nonno caro
che fa? E Papa? Saluti allo zio Lello, quando gli
scrivete. Io non ho che un po' di carta per Laura e
cartoline non ne ho più ... senno' gli scriverei io
stesso. Saluti a tutti coloro che chiedono di me. Voi
pure abbiate i miei saluti a tutta la più grande mia
tenerezza fraterna.
- Brando vostro.
- 1917, agosto 5
- Brando dalla z. d. g. all'ing. Raffaele Rizzi (Fratello
della moglie di Rodolfo Spinaci.) a Roma.
- Sono stato ricoverato nell'Ospedaletto da Campo N° 47,
per una violenta febbre che mi aveva assalito in linea.
Ora la febbre sta passando, e fra qualche a ltro giorno
spero raggiungere il reggimento. E' stato un
contrattempo, ma anche, chissà! una piccola fortuna. Se
hai notizie da Gubbio comunicamele. Grazie per Lauretta,
tanto.
- Mille cose affettuose sempre e un bacione.
- Tuo affettuosissimo nipote Brando.
- 1917, agosto 6
- Brando dalla z. d. g. alle signorine Spinaci a Gubbio.
- Cocchine mie care, domani esco dall'Ospedaletto: "pare"
con otto o dieci giorni di riposo. La febbre se ne è
andata: devo solo continuare a far la mia cura di chinino.
Io sono contento. Domani mi prenderò il mio bagaglio e
me andrò al carreggio pesante e là spero di trovar
ospitalità dall'amico Mangone, aspettando che la Brigata
( La brigata Caserta, formata dai reggimenti fanteria
267° e 268°) torni giù a riposo. Speriamolo anzi
con tutto il cuore: più di un mese vorranno tenerla su?
Non lo credo: e perciò spero di non dover far più la
salita fino a settembre. In compenso dunque sto bene.
Ricevete sempre? Come vedete ogni giorno non manco di
scrivervi.
- Saluti a tutti, al Nonno, a Papà
- Mille cose carissime. Brando vostro.
-
- 1917, agosto 7
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Un caro abbraccio a Lei ed al caro Nonno. Non so se per
caso le avranno narrato le mie ultime avventure. Ma
"per ora" le cose vanno abbastanza bene. Saluti
alle cognate: a tutti quelli che si ricordano di me.
- Affettuosamente
- Brando
-
- 1917, agosto 7
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernestina, Esco in questo momento dall'ospedaletto e
mi affido alla buona sorte: speriamo che mi sia benigna
anche questa volta. Non so neppure dove andare, quali
mezzi pigliare, perchè dovrei fare in tutto una ventina
di chilometri. Speriamo in un "camion", che mi
porti a destinazione, Del resto sto discretamente. Ora ho
soprattutto grande bisogno di mettermi in gambe perchè
sono debole assai. Conto su questi otto giorni di riposo
per la bisogna. Vi scriverò subito domani e spero darvi
sempre buone notizie. Saluti a tutti: al Nonno, a Papà,
alle sorelle. Vogliatemi sempre bene e pregate
soprattutto per me. A te grazie del tuo affetto sempre
tenero che ricambio, sempre, fraterno
- Affettuosissimo tuo Brando
- 1917, agosto 8
- Brando da Villa Vicentina a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernestina,
- sono a Villa Vicentina, in attesa di un "camion"
che porti verso.......... [parola cancellata dalla
censura] per cercar quel benedetto carreggio reggimentale.
La notte l'ho passata qui: ieri sera ero assai stanco.
Stamani sto bene: e son pieno di buone speranze. Vi
scriverò in seguito. Saluti alle sorelle, al Nonno ed a
papà. Saluti a chi domanda di me.
- Mille cose affettuose dal tuo Brando.
- 1917, agosto 8
- Brando da Villa Vicentina a Lina e Maria Spinaci a Gubbio.
- I miei saluti anche a voi cara Lina e cara Maria: non
vorrei che a forza di scrivere all'Ernesta, poi
suscitassi le vostre gelosie. Non dubitate che vi voglio
tanto bene anche a voi altre, e che vi ricordo come più
che sorelle mie ma di quelle sorelline cocche, a cui si
è raramente così affezzionati. Non vi parlo di me che
ne saprete abbastanza. Saluti alle Fabiani, alle Massi,
alla Cesira Carocci (Cesira Carocci, per una decina
di anni sarà governate di casa Mussolini a Roma e verrà
soprannominata "Suor Salutevole" da Gabriele
D'Annunzio) , ai nostri conoscenti.
- Tante cose a voi, cocche mie. Sono sempre il vostro
Brando.
-
- 1917, agosto 8
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernestina
- Sono per Ronchi, giunto felicemente a Dobbia. Starò qui
per questa decina di giorni di riposo. Si sta bene: benchè
gli areoplani austriaci non facciano dormir di notte e
qualche "marmittone" (Nomignolo dato dai
soldati italiani alle granate di grosso calibro sparate
dall'artiglieria austriaca annidata sul M . Ermada (quota
323), vero baluardo per ogni avanzata italiana verso
Trieste. Ronchi (oggi Ronchi dei Legionari) distava solo
10 km dalle artiglierie dell'Ermada.) arrivi giù
dall'Hermada. Secondo i calcoli il reggimento verrà giù
presto: spero trovarlo qui addirittura. Va bene cocca
mia? Vedi che il mele tante volte non vien tutto per ...
Nocera (Evidente gioco di parole di cui però sfugge
il significato.)
- Saluti alle sorelle, al Nonno, a Papà. Allo zio Lello
scriverò
- Vogliatemi sempre il bene che vi vuole il vostro Brando.
- 1917, agosto 9
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernesta
- Ho avuto le due lettere vostre: grazie affettuose. Vi
risponderò appena mi sarò messo a posto. Sto benino e
mi vado rimettendo a dovere. Grazie del vostro affetto.
Mille saluti alla cara Linuccia e alla Maria. Scrivetemi
che mi farete sempre piacere. Del braccio ne riparleremo.
- Credimi sempre tuo affettuosissimo Brando.
- Saluti al Nonno e a papà. Lo zio Lello e partito?
- 1917, agosto 9
- Brando dalla z. d. g. a Lina e Maria Spinaci a Gubbio
- Grazie a te ed alla cara Maria per tutte le espressioni
di tenero affetto che avete per me. Vi ricambio di tutto
cuore. Ho riposo fino al 18 e perciò passo il tempo,
mangio, bevo, dormo e mi diverto. Che la duri!
- Vostro affettuosissimo Brando.
- 1917, agosto 10
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Sto bene: mi vado rimettendo egregiamente. Grazie del
vostro affetto. Le vostre lettere me ne portano tanto che
io ricambio a tutto cuore.
- Saluti al Nonno ed a Papà
- Sono sempre il vostro affettuosissimo
- Brando
-
- 1917, agosto 11
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Cara Maria,
- Nulla di nuovo nella mia vita, che passa gaia e
spensierata: mi restano ancora sei giorni di riposo ed io
me li godo senza pensare al domani. La tempesta si sta
addensando sul nostro capo: fra breve sentirete parlare
di cose grosse (Chiaro riferimento ai preparativi in
corso per l'11a battaglia dell'Isonzo che divamperà per
tutto l'altopiano carsico dal 17 agosto ai primi di
settembre e che risulterà fatale anche per Brando. Fu
uno scontro sanguinosissimo che portò all'Italia il
momentaneo controllo dell'Altopiano della Bainsizza.)
, eppure noi scherziamo e non ce la prendiamo. Capirai,
in questo mondo tutto è poter ritornare a casa, poi il
nostro dovere e buona notte. Di Laura non ho notizie da
due giorni non so perchè, ma posta non viene. Che sarà?
Il solito ritardo che non conta. Speriamo oggi. Saluti
alla Lina ed alla Ernestina. Un bacione al Nonno e a Papà.
Saluti ai Fabiani, alle Cenci, a tutti. Per me sto
benissimo dunque e perciò non dovete stare in pensiero.
- Tutto l'affetto mio. Vostro Brando.
- 1917, agosto 12
- Brando dalla z. d. g. a Lina Spinaci a Gubbio. Cara Lina,
- Nulla di nuovo nella mia vita, che passa abbastanza gaia
e tranquilla. Nonostante il caldo, gli areoplani e
qualche grosso calibro che arriva, pure mi sto rimettendo
rapidamente. Sai che cosa vuol dire il riposo ed un po'
di tranquillità. Il reggimento non so quando scende:
speriamo sempre bene. Ma accada poi quello che vuole. La
Laura mi scrive sempre: sta bene e con lei Luciano, che a
quanto pare sta facendo dei progressi straordinari. Pensa
che già comincia a muovere i primi passi, che conosce già
tutti che chiama nonno e nonna che tesoro che dev'essere!
Saluti a tutti. A papà mando i saluti a parte. Cose
affettuose alle sorelle, al nonno a tutti. Mille cose
anche a te.
- Brando
-
- 1917, agosto 12
- Brando dalla z. d. g. a Rodolfo Spinaci a Gubbio.
- Mille cose affettuosissime ed il mio grato ricordo. Mi
faccia sapere sue notizie qualche volta. Mi ricordi al
Nonno, alle cognate, a tutti i conosciuti.
- Un bacio dal suo
- Brando
-
- 1917, agosto 13
- Brando da Dobbia (z. d. g.) a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Cara Ernesta, vi arrivano sempre le mie cartoline? Io non
manco mai di mandarvi il mio salutino quotidiano. Per me
nulla di nuovo. Il reggimento scende domani l'altro così
- proprio quello che speravo - io non salirò più su.
Almeno questo "si dice": e si dice pure che la
stessa brigata a cui noi demmo il cambio sale su lei.
Mille cose affettuose. Bisogna che porgiate mille grazie
alla Cecchini, perchè ho trovato in una lettera di Laura
due belle fotografie di Luciano. Se avessi l'indirizzo
del suo fidanzato lo farei da me. Mille cose
affettuosissime a te, alle sorelle, al Nonno, a papà
- Il vostro Brando.
- 1917, agosto 14
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Cara Maria
- Domani scendiamo a riposo. Va bene? Se scrivi ai parenti
comunicalo, perchè\'e9 non stiano in pensiero.
- Saluti all'Ernesta, alla Lina, al Nonno, a papà. Saluti
alle Cenci, Massi e Fabiani.
- Tante cose affettuosissime a te.
- Il vostro Brando.
-
- 1917, agosto 15
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Avete passato un bel Ferragosto? Noi qui non l'abbiamo
neppure sentito e tanto meno l'Assunta, che si è
festeggiata [...] nel cuore di ognuno. Essa però ha
pensato a noi: stasera scendiamo a riposo. Io sto benino:
di visceri però soffro da qualche giorno. Sarà il caldo
o l'acqua che si beve a gran bicchieri non lo so.
Speriamo bene. Laura mi ha scritto da Marina: stanno
tutti bene e si divertono. Spero che le vada via un
pochino di quella penosa nostalgia.
- Mille cose affettuose a tutte, al Nonno e a Papà dal
vostro Brando.
- 1917, agosto 16
- Brando dalla z. d. g. a Lina Spinaci a Gubbio.
- Cara Lina, ho scritto oggi anche una lettera, ma non deve
mancare neppure la cartolina. Da' mille saluti alla
signora Nena Fabiani, a tutti i nostri conoscenti. State
senza pensiero: le cose vanno bene. Oggi rientro in
compagnia: che Iddio ce la mandi buona. Domani
cominceremo la vista solita. Saluti all'Ernestina, alla
Maria, al Nonno, a Papà. Ha ricevuto quest'ultimo una
mia cartolina?
- Sempre vi voglio tanto bene.
- Il vostro Brando.
-
- 1917, agosto 18
- Brando dalla z. d. g. all'ingegnere Raffaele Rizzi a
Gubbio.
- Sto bene: siamo a riposo. Presto ti darò mie notizie.
- Tanti bacioni.
- Brando
-
- 1917, agosto 18
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Sto bene: siamo a Riposo. Domani scriverò.
- Saluti affettuosi a tutti dal vostro
- Brando
-
- 1917, agosto 19
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Sto benino: fatevi vive con notizie vostre recenti. Ho
ricevuta la cartolina dalla Lina: grazie. Speriamo ci
siano risparmiati tanti dolori.
- Il vostro Brando.
- Saluti al Nonno, papà e zio Lello
-
- 1917, agosto 20
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Sto benissimo: siamo di riserva. E perciò non dovete
stare in pensiero. Le "cose" vanno
meravigliosamente per quanto se ne sa noi: speriamo sia
meglio in seguito e che questa fatica sia la più
gloriosa e la definitiva.
- Affettuose cose a tutti.
- Brando
- Grazie tante allo zio Lello.
-
- 1917, agosto 21
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Sto benissimo. Le cose vanno meravigliosamente. Speriamo
sempre così per la fortuna nostra e la gloria della
Patria.
- Salutissimi in fretta.
- Brando.
-
- 1917, agosto 23
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Cocche mie
- Vado in linea dopo soli 5 giorni di riposo. Sarò
stanotte a Doberdò (Località posta a circa 6 km dal
fronte.) poi su. Pregate per me e speriamo che Iddio
mi salvi. Vi do un bacio una per una, come alle sorelline
ma più care e voi datene uno a papà e al nonno, e allo
zio.
- Il vostro Brando.
- Speriamo possa darvi subito buone notizie.
-
- 1917, agosto 29
- Brando dalla z. d. g. a Ernesta Spinaci a Gubbio.
- Sto bene, almeno fino ad ora. Grazie della tua lettera
cara. Mille cose affettuose a tutti. Vi penso e vi voglio
tanto bene.
- Il vostro Brando.
- 1917, agosto 30
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Sto bene: sempre però in grande ansia e perplessità di
fronte agli avvenimenti che incalzano. Meno male che la
vita è diventata una cosa da nulla .. altrimenti
sarebbero veri guai. Speriamo che Iddio mi salvi da ogni
pericolo e che tutto passi presto.
- Ve pensa e vi vuol bene il vostro Brando.
-
- 1917, agosto 31
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Carissime, sto bene di salute sempre. Solo ho una
feritina ad un polso, che è una sciocchezza parlarne.
Silenzio. Pr il resto ve lo immaginate voi. Speriamo che
ci assistano Iddio e tutti i santi, perchè qui non si ha
più e chi raccomandarsi. Sono passato di rincalzo.
- Saluti al Nonno, Papà, tutti.
- Vi vuol tanto bene il vostro
- Brando
-
- 1917, settembre 1
- Brando dalla z. d. g. a Maria Spinaci a Gubbio.
- Sto bene. Grazie della tua lettera, che mi ha recato
grande piacere e del favore che mi hai fatto per Laura.
Siamo dopo tre giorni di sosta laboriosa, in attesa di
avanzare ancora. Speriamo bene ... e pensare che oggi si
va per il decimo giorno di trincea, di cammino e di
disagi.
- A tutti mille cose affettuose.
- Brando
- 1917, settembre 2
- Brando dalla z. d. g. a Ernestina Spinaci a Gubbio.
- Grazie della tua lettera. Io scrivo quotidianamente una
cartolina che spero riceverete. Non è molto, lo capisco,
ma in questi momenti credete pure che è troppo. Sto
benino e sono dieci giorni di vita tremenda. Io non so
anzi ancora come mi possa reggere ancora in gambe. Ma il
tutto è riportare sana la pelle.
- Mille cose care, affettuose a tutti.
- Brando
-
- 1917, settembre 3
- (Allo stato attuale delle ricerche, questa è da
considerare l'ultima cartolina di Brando che morirà il
giorno seguente colpito dalle schegge di una granata
mentre con il suo reparto preparava i rifornimenti per la
prima linea.)
- Brando dalla z. d. g. alle sorelle Spinaci a Gubbio.
- Sto benino: certo che se fossi lontano da qui, starei
meglio assai. Ma speriamo. Si parla di cambio solo per il
5 o per il 7.. e se possiamo arrivare sino ad allora vivi
e sani, speriamo che ci concedano un po' di quel riposo
che ora sarebbe meritato e necessario . Che Iddio ci
salvi sempre. Laura a Luciano stanno bene. So che vi
scrivono e quindi è inutile che vi dia notizie loro.
Grazie del vostro pensiero e delle vostre preghiere: io
vi tengo sempre nel cuore.
- Il vostro Brando.
-
La morte di mio fratello Ildebrando
Il giorno 12 (12 settembre 1917), avevamo appena
finito di far colazione, il mio Capitano mi chiamò e mi pose
amichevolmente la mano sotto il braccio, traendomi in una
viuzza. Non so perchè quell'atto mi sorprese, e mi mise in
guardia contro qualcosa di grave. Il Capitano cominciò a
domandarmi dei miei, se avevo fratelli, se ne avevo uno
Tenente di Fanteria, che era professore. Fu un attimo; nel
mio cervello, si fece una gran luce repentinamente, vidi ciò
che doveva essere avvenuto, e le lagrime mi colarono dagli
occhi. - E' morto, vero, è morto? - domandai fra i
singhiozzi, e dal silenzio del mio Capitano, ebbi la certezza
di ciò che sentivo. Egli mi consegnò una lettera; era di
mio padre:
"Carissimo Giovanni
purtroppo quanto temevo ogni ora, ogni momento, è
avvenuto. Il nostro adorato Brando la mattina del 4 alle ore
7,30, è morto. Il buon Mencacci che ci ha comunicato la
dolorosa notizia, così si esprime: Alle ore 5 del mattino
del giorno 4, gli Austriaci hanno bombardato violentemente la
nostra linea e dopo un'ora, hanno attaccato riuscendo ad
irrompere in qualche tratto. Il mio reggimento ha
contrattaccato, ributtando il nemico e preso le sue linee. Lo
Zoccoli della 5a Compagnia era di corvè per le munizioni e
le trasportava lui stesso dalla sua dolina alla linea: mentre
faceva il suo dovere, una granata lo colpì e le schegge gli
penetrarono nel petto. Trasportato subito, non sopravviveva
che pochi minuti alla ferita, e soccombeva p er emorragia
interna. Iersera ebbi la notizia, e stamane sono andato io
stesso sul posto, e mi sono stati confermati tutti i
particolari, e l'ho pure visto. Conserva ancora i lineamenti
intatti e calmi, ma il pallore della morte è nel suo volto....
Non continuo più, perchè non mi regge il cuore. Purtroppo
la mia dura sorte ha voluto che provassi anche questo dolore"...
La lessi fra le lagrime, ma non volli dimostrare il mio
strazio. Ringraziai il Capitano per il disturbo che mio padre
gli aveva recato e me ne andai a casa. Solo là, diedi sfogo
a tutto il mio dolore. Povero fratello mio! A 26 anni, quando
dopo il suo studio indefesso, era riuscito a farsi una
posizione ed una famiglia, quando la vita cominciava ad
appianarsi dinnanzi a lui, e gli faceva gustare le prime
soddisfazioni di marito e di padre, la morte non ne aveva
fatto che un nome e una sorgente di lagrime. Piansi e piansi
per molto tempo, poi mi chetai, giacchè il mio pianto non
avrebbe nulla mutato. Avevo riflettuto che il dolore non
avrei dovuto manifestarlo in tal modo; mi asciugai gli occhi
ed uscii. Andai in cerca del cappellano del reggimento. Lo
trovai, e mi parlò con affetto e con dolore, mi disse cose
che non comprendevo interamente, ma che avevano il potere di
calmare molto il mio spirito. Volli che la mattina dopo, egli
dicesse una messa in suffragio dell'anima del mio caro morto,
e che accendesse una candela davanti alla Vergine. Ci eravamo
allontanati per la campagna ancor verde e ridente nell'ultima
estate. Quella passeggiata mi fec e bene, e mi stancò tanto,
che nel ritorno non pensavo più a nulla. Mi si avvicinò il
Capitano, e "Il Comando, mi disse, le ha concesso una
breve licenza: domani potrà andare a casa". Mormorai un
grazie, confuso, e guardai a terra, perchè le lagrime mi
tornavano agli occhi, e il dolore mi aveva ripreso. Ma lo
vinsi, rialzai il capo e mi avviai verso i miei colleghi, che
stavano in crocchio dinnanzi alla mensa. Tutti mi vennero
incontro; avevano saputo la notizia e si mostrarono
addolorati; tutti mi fecero le condoglianze e vollero dirmi
parole di conforto; ma io non li ascoltavo quasi. Mi si
accostò il Colonnello e fu molto buono; egli solo mi
commosse, perchè parlava con sincerità . L'indomani partii
col primo treno che trovai a Udine, e dovetti poi fermarmi a
Mestre per quasi dodici ore. Non arrivai a Firenze che la
mattina dopo, e solo la sera alle sette, partivo per Pisa.
Quando arrivai, era già buio; sicchè giunsi in carrozza a
casa improvvisamente. Nessuno mi attendeva, e rimasero
meravigliati di questa mia subitanea apparizione che li colmò
di gioia. Mio padre mi abbracciò piangendo..., forse pensava
che un altro figlio più non sarebbe tornato, che l'avevano
fermato per sempre là sull'orrido Carso. Come erano malconci
tutti! Il mio babbo aveva una faccia da far pietà , mia
madre e mia cognata avevano le occhiaie profondissime e
livide, e quest'ultima poi esile per natura, aveva preso un
so che di spettrale. Tacitamente piangemmo tutti, io stretto
a mio padre, col capo appoggiato sulla sua spalla, ma poi...
mi scossi. - Perchè piangere? Ormai è inutile e dannoso far
ciò; vi vedo tutti mal ridotti per il piangere, ma che
giovamento ne avete ritratto? - Mia madre mi raccontò di lì
a poco, che doveva venire a casa anche mio fratello Beppe,
che avevano telegrafato al Reggimento, e che era stato
risposto che sarebbe venuto. E difatti venne da Torino. Anche
lui era rimasto stordito dal colpo inatteso. Ci abbracciammo,
ma nessuno di noi due pianse; il nostro dolore era in noi e
ne eravamo gelosi.
Ritorno a Pavia d'Udine
Al mio ritorno a Pavia d'Udine, i miei colleghi mi fecero
un'accoglienza fredda. Quasi quasi pareva che non
s'accorgessero di me e della mia disgrazia. Ciò mi face
tanto male, che cominciai a fuggirli, lieto quando ero solo.
Avevo un tenente al mio squadrone, che non mi poteva vedere,
ed io lo ripagavo di egual moneta. Egli mi maltrattava, ma io
non lo curavo; il Capitano intervenne più volte, ma non potè
mai trovarmi dal lato del torto, nè farmi nulla, cosa che
evidentemente gli spiaceva, perchè gli si leggeva in volto
l'intenzione di nuocermi. Cominciò intanto un corso di studi
e di equitazione per noi "aspiranti" (Aspiranti
ufficiali.) che, a dir il vero, non eravamo all'altezza
del nostro grado. Mi appassionai allo studio e divenni dei
primi. A cavallo me la cavavo abbastanza bene, e cominciai a
essere tenuto in considerazione. Ricordo che per una manovra
di Brigata, fui invitato a fare una ricognizione con schizzo.
Questa piacque tanto al Generale Brigadiere, che mi fece gli
elogi dinanzi a tutti gli Ufficiali del Regg imento. La
stessa piacque a S. A. R. il Conte di Torino. che la vide un
giorno che venne a visitare la nostra scuola. Ciò mi servì,
perchè S. A. R. mi diede il permesso, per poter andare a
visitare la tomba del mio povero fratello sul Carso.
Visita alla Tomba del fratello
Partii da Pavia d'Udine la mattina del 21, verso Palmanova
a piedi per un bel tratto, fin che trovai un "camion".
Da Palmanova si vedeva il Carso fumante di granate.... Sulla
strada di Cervignano, un Tenente di Artiglieria mi sconsigliò
d i proseguire, perchè, diceva, lassù c'era un fuoco
d'inferno.... Non lo ascoltai, e proseguii a piedi verso la
strada camionabile di Gradisca. Fogliano era pieno di soldati
e di muli.... Vi trovai le mostrine della Caserta e una
compagnia mitraglieri della Brigata. Gli ufficiali furono
molto gentili con me, mi vollero a colazione, e mi diedero un
grosso paio di scarpe ferrate, perchè, dicevano, le mie le
avrei lasciate nel fango.... Partii per il Vallone, per la
strada del S. Michele, in un "camion" insieme ad
altri ufficiali. Fu una corsa pazza. Le granate scoppiavano
d'intorno, e una passò talmente bassa, che si ebbe
l'impressione d'essere portati via. Ma avanti, avanti a tutta
velocità, giù per la strada orribile per la pendenza...;
una breve sosta al quadrivio di Doberdò, poi giù ancora
come una valanga. Scendemmo io e un Capitano del Genio alla
scorciatoia di Palichise, e rovinammo per un sentiero ripido
e pieno di sassi, dove non si camminava, ma si era portati.
Giù, in fondo alla valle, calavano con fischi laceranti
granate di calibro immenso, che straziavano la roccia nera,
sollevandola in alto per decine di metri, come uno zampillo
immenso di fontana; su verso il quadrivio di Oppachiasella,
il cielo era pieno di nuvolette e di shrapnells.... Il fondo
del Vallone era un formicolio di carrette, di uomini e di
muli fra le baracche e i vasti cimiteri pieni di croci, fra i
depositi e le tettoie piene di fumo, ove si cucinava il
rancio del fante. Una batteria di 305 nascosta sul pendio del
monte, faceva ogni tanto sentire i suoi quattro colpi in
partenza. Si destavano tutti gli echi, e veniva la risposta
su dal quadrivio e giù in fondo alla valle. Arrivai alla
baracca degli ufficiali del 268°. Quando seppero chi ero,
furono meravigliosi di gentilezza, vollero farmi mangiare e
bere abbondantemente, ed aspettando l'ora della partenza
della colonna che doveva portare il rancio in linea, mi
parlarono molto del mio povero fratello. Fuori, le granate
calavano facendo tremare tutta la baracca. Vedevo i fanti che
si gettavano per terra appena udivano lo scoppio, per
salvarsi dalle schegge e dai sassi che mugghiavano in tutte
le direzioni e si rialzavano poi con sveltezza, per correre
al loro lavoro. Scendeva la sera.
Qui ha fine il diario. I particolari della visita alla
tomba del fratello si possono rilevare dalla lettera seguente:
Villa Rossi (Presso Corticella.)
18-12-'917
- Caro babbo e mamma,
- (...)
- Non avete ricevuto la lettera in cui vi parlavo della
mia andata a Castagnavizza? Eppure la sera del
ritorno io scrissi a tutti! Del resto, e la lettera
è andata smarrita, è poco male, perchè posso
riassumere in breve quanto vi scrissi allora. Partii
da Pavia d'Udine il 21, e alle quattro del mattino
ero a Dolina Ferrari a nord-est di Hudi-Log, sul
luogo dove brando morì. Non mi f u detto subito che
quello era il posto dov'egli era caduto, ma intanto o
per caso, o per un occulto sentimento, sedetti a
lungo sulla pietra dove Brando fu colpito.
Impossibile dirvi che cosa abbia provato in me in
quei momenti. Era orgoglio, o tenerezza, o
ammirazione, o pietà? Non lo so; so soltanto che i
più vari sentimenti attraversarono il mio spirito,
che sognavo, e mi pareva che l'anima di Brando mi
aleggiasse intorno. Quando mi riscossi, fui condotto
a Dolina Baracche presso il Comando del reggimento, e
il Colonnello Faracovi mi accolse con gentilezza e mi
invitò a pranzo, pranzo squisito, cui non mancarono
nè lo "champagne", nè i liquori. Mi parlò
molto bene di Brando, e mi disse quale rimpianto
aveva suscitato nel reggimento la sua perdita, e
quale era stato il dispiacere degli ufficiali tutti
che lo avevano amato, perchè veramente sapeva farsi
stimare ed amare. Mi fece poi accompagnare da
Orsatti, che era più verso la prima linea. Orsatti (Comandante
della Compagnia.) mi parlò ancora di Brando,
della sua morte che voi sapete, e disse altre parole
di rimpianto e di ammirazione. Ritornai in linea, e
andai a trovare Mencacci che comandava una sezione di
pistole mitragliatrici, e con lui mi trattenni molto,
poi scesi a Dolina Ferrari, e mi fu mostrato da
Mencacci e da Orsatti la pietra su cui Brando fu
colpito, quella sulla quale la mattina avevo tanto
fantasticato e sognato. Con l'Orsatti andai anche a
Dolina Due Alberi, e nel camminamento fui ferito alla
mano sinistra e fui medicato nella grotta stessa,
dove Brando era stato tante e tante volte. A Dolina
Due Alberi vidi la sua tomba. E' un quadrilatero di
terra il cui perimetro è formato da sassi, con i
mezzo, pure di sassi, in mosaico una croce. In cima
alla tomba sorge una croce di legno con la scritta:
Dott. Prof. Tenente ILDEBRANDO
ZOCCOLI
4 Settembre 1917 - 268° Fanteria
- Ho fatto anche una fotografia della tomba (La
salma di I. Zoccoli ora riposa nel Camposanto di
Gubbio dove fu trasportata nell'Agosto del 1923.)
-
- 1917, ottobre 13
- Il sindaco di Gubbio al collega di Narni.
- Si domanda la situazione di famiglia di Spinaci Laura
di Rodolfo vedova Zoccoli e del proprio figlio
Luciano stabilitisi a Gubbio presso le sorelle in Via
Savelli Della Porta.
- (Archivio Comunale di Gubbio, Carteggio, b. 1566.
titolo XIII, articolo 6)
- 1917, novembre 22
- Parole lette in occasione del solenne funerale
celebrato nella Chiesa Collegiata di S. M. dei Servi
di Gubbio, in suffragio del compianto
- Sottotenente Dott. Prof. ILDEBRANDO ZOCCOLI
- eroicamente caduto a Castagnevizza il 4
settembre 1917.
-
- Ricevi, o Signore, l'olocausto e la preghiera che
ora ti abbiamo offerto, per l'anima di Colui che oggi
qui ricordiamo. Questa parole, nella lingua
liturgica della Chiesa, con la divine note di Lorenzo
Perosi, rivolgevamo, poc'anzi, all'Eterno Iddio. Io
di qui le ripeto a nome di tutti, e prego Dio che
accolga pietosamente, nel regno della gloria, l'anima
eletta del cittadino esemplare, del prode soldato,
che in questo stesso tempio, tante volte, insieme con
la diletta compagna della sua breve vita coniugale,
con fede pura e ardente pietà, venne a compiere i
suoi doveri di cristiano, senza umano rispetto, non
curante del sogghigno dagli stolti. E, nel ripetere
la preghiera della Chiesa, dalla mente non so
distogliere l'immagine fulgida di questo cavaliere
senza macchia e senza paura, magnifico esempio ai
giovani di umiltà, di operosità, di una vita tutta
ispirata alla religione di Cristo, che insegna ad
amare e a soffrite, e nell'amore e nel sacrificio sa
temprare l'animo e prepararlo alle più ardue imprese.
ILDEBRANDO ZOCCOLI fu tra noi diversi anni; ci venne
dalla ridente Toscana, dove aveva dato le prime prove
del suo animo profondamente cristiano, aperto alle più
nobili e generose aspirazioni di cui un giovane sia
capace; dove fu amato e ammirato da quel grande
conoscitore dei giovani che è il Cardinale Maffi,
Arcivescovo di Pisa. E a noi si rivelò come un'anima
candida e fiera, un cristiano dalla tempra adamantina.
Lo vedemmo ad ogni nostra festa sociale, ai piccoli
congressi catechistici, nei quali prese più volte la
parola; e tutti lo hanno potuto ammirare in questa
chiesa, dove passava lunghe ore in preghiera, con il
suo libro di pietà tra le mani, raccolto, divoto e
quasi rapito. Era un'anima senza infingimenti, che
così operava, perchè così pensava e sentiva;
un'anima che di luce viveva, e nella luce di Dio si
inebbriava; benchè giovanissimo era serio e grave,
ma la serietà del pensiero temperava con la serenità
del volto e l'affabilità dei modi e del conversare.
Educatore per vocazione, con grande diligenza e
amore, guidava le menti alla ricerca del vero, ma con
maggiore studio educava i cuori alla carità e al
sentimento del dovere. Aveva fisso nella mente un
ideale, che voleva conseguire e conseguì; formarsi
una famiglia cristiana, dove gustare le uniche vere
glorie della terra; un tempio sacro a Dio e alla
patria, nella quale allevare i figli al culto di Dio
e della patria; allevarli secondo la legge cristiana,
che così potentemente sa infondere i sentimenti più
sublimi. E trovò chi l'avrebbe cooperato nell'ardua
missione; trovò la fanciulla buona, pia, dolce; la
amò con tutte le forze del suo cuore generose e ad
essa legò la sua vita, ahimè, per troppo breve ora!
Il frutto di questa unione, benedette da Dio, ebbe
appena pochi baci dal padre felice; non potè aprire
le labbra per chiamare il babbo con si dolce nome,
perchè il padre lo dovette lasciare e patire per
luoghi dove non si sente il soave e carezzevole
pianto dei bimbi, ma le grida strazianti dei soldati
che muoiono; dove non si vedono gli innocenti
balocchi dei fanciulli, ma i tremendi ordigni
seminatori di stragi e di morte. Chi potrà mai, o
signori, dipingere la dolorosa scena dell'addio, dato
da Ildebrando alla sposa, al bimbo, il giorno che
dovette l'ultima volta lasciare l'una e l'altro, per
ubbidire alla voce della patria che lo chiamava?
Qual'eloquenza saprà esprimere tutta la forza e la
grandezza del suo dolore che provò nel dare l'ultimo
bacio ai suoi cari? Egli dovette immensamente
soffrire, ma non vacillò dinanzi al dovere e partì,
come partivano i crociati al grido di Pietro
l'Eremita "Dio lo vuole"! E dinanzi alla
volontà di Dio, ogni sua volontà doveva scomparire.
Il suo fu un distacco doloroso, un vero sacrificio e
per questo meritorio; ma lo compì, orgoglioso di
poter dare la sua giovinezza per il servizio della
patria. Egli voleva far del figlio un buon cittadino,
e la sposa di lui, rimasta erede ed esecutrice
dell'opera da lui incominciata, troverà meno
difficile il compierla, col ricordare al piccolo
Luciano le sublimi virtù del padre che sacrificò i
suoi affetti più cari per amore della patria e che
questo amore rese più forte e più puro con la fede
e la religione cristiana. Distaccato dalla famiglia,
continuò a vivere in mezzo ad esse col pensiero e
col cuore; ma anche nelle trincee, sulle nevose cime
delle Alpi, sull'aspro e conteso Carso, egli, che
aveva il cuore così buono e sentiva il bisogno di
amare e di formarsi una famiglia, se la formò tra i
suoi soldati. Fu per loro, più che superiore, padre
affettuoso e fratello dolcissimo; fu luce spirituale
a tanti e tanti guadagnò a Dio e fece migliori.
Spesso scrivendo a noi, suoi amici, parlava dei suoi
soldati, a nome loro domandava preghiere; in ogni
lettera traspariva il suo grande amore per la sposa,
per il piccolo Luciano, ma anche il fermo proposito
di compiere tutto il suo dovere di soldato. E
presentiva la morte sul campo, e la morte lo colse
sulla breccia, ma ahi, troppo presto! Il 4 settembre
egli cadeva da eroe, quasi fulminato da una scheggia
di grosso obice. Non poteva coronare meglio la sua
vita, meglio non poteva compiere il suo programma che
era di servire Dio e la patria. Non morì nella sua
casa, ma su terra redenta, che egli amava come la sua
casa; non ebbe il bacio del figlio e dell'adorata
sposa, il suo corpo non fu bagnato dalle lagrime dei
suoi cari, ma il pianto dei soldati, che
religiosamente alzavano il velo che copriva il capo
del valoroso, ne contemplavano il luminoso volto e
piangevano, tenne il luogo del pianto dei famigliari.
E ora il suo corpo riposa dove la pietà dei colleghi
lo deposero: in una dolina, detta dei "due
Alberi"; in una terra, oggi, purtroppo ancora
violata dal nemico, e le ossa di ILDEBRANDO e di
mille e mille altri, come lui caduti per la patria,
ora fremono al sentirsi calpestare dal piede del
nemico e invitano i figli d'Italia a essere forti, a
far giuramento che quelle terre saranno di nuovo
redente, che le tombe dei nostri eroi saranno di
nuovo onorate; ma più che le ossa sono gli spiriti
che a noi parlano; e l'anima di ILDEBRANDO, non più
legata alla carne, oggi è qui con noi, e mentre gode
del suffragio che con le preghiere e con il divino
olocausto, per essa offerto, le abbiamo recato, ci
invita alla riscossa, all'amore scambievole,
generatore di forza e di virtù ; all'amore di Dio e
della religione che rende l'uomo pronto
all'adempimento di ogni più difficile dovere.
Ognuno, nel posto che gli è assicurato da Dio e
dalla patria, può e deve compiere il sacro dovere di
cooperare alla redenzione dei confini d'Italia,
segnati da Dio; guai a chi non lo compie, guai a chi
impedisce agli altri di compierlo! E ora, prima che
il mesto rito si chiuda; prima che il funebre canto
finisca di echeggiare, noi, o ILDEBRANDO, inneggiando
alle tue virtù preclare, al tuo nome e alle tue
gesta gloriose, innalziamo insieme per te, ancora una
volta, la bella preghiera a Dio, perchè conceda il
riposo eterno alla tua anima santa, così piena di
dolcezza e di bontà: Pie Jesu Domine, dona eis
requiem! E tu alla dilettissima tua sposa, che
sa fortemente sopportare tanto dolore, continua a
ottenere il conforto celeste, che essa trova nel
corrispondere con te, per mezzo della preghiera e nel
Sacramento d'amore, che insieme con te, tante volte
ricevette, e fa che si compia il tuo e nostro
desiderio: che il tenero fiore, che tu lasciasti
sulla terra, appena sbocciato, cresce secondo il
cuore di Dio, degno di te e perfetto imitatore delle
tue virtù di cristiano e di italiano.
Gubbio, 22 novembre 1917
Don Gaetano Malchiodi
- 1920, ottobre 11
- il Ministero della Guerra da Roma al comune di Gubbio.
- MINISTERO DELLA GUERRA
- DIREZIONE GENERALE SANITA' MILITARE
- OGGETTO: Esumazione e ricomposizione salma Sotto
Tenente ZOCCOLI ILDEBRANDO.
- Pregasi comunicare alla Signora Laura SPINACI, vedova
ZOCCOLI, costà domiciliata in Via Savelli della
Porta M° 24, che è stato interessato il competente
"Ufficio Centrale Cure e Onoranze Salme Caduti
in Guerra", residente in Udine, perchè voglia
procedere alla esumazione e ricomposizione in cassa
di zinco della salma di suo marito, Sotto Tenente
ILDEBRANDO ZOCCOLI.
- Il predetto Ufficio prenderà accordi in merito
direttamente coll'interessata.
- PER IL MINISTRO
- S. Santucci
- Il 13 ottobre il comune di Gubbio comunica la
notizia alla sig.ra Zoccoli
-
- 1920, ottobre 15
- L'Ufficio centrale C. O. S. C. G. da Udine a Laura
Zoccoli a Gubbio.
- Quest'Ufficio ha preso in considerazione la Sua
istanza pervenutagli dal Ministero della Guerra, ed
all'uopo ha interessato la dipendente Stazione
Staccata C.O.S.C.G. di Gorizia colla quale la S.V. è
pregata di mettersi in comunicazione, prendendo tutti
gli accordi necessari per procedere alla esumazione
della Salma del Suo caro marito.
- Con osservanza
- IL COLONNELLO
- CAPO UFFICIO
- Paladini
-
- 1920, novembre 6
- La sezione staccata C.O.S.C.G. di Gorizia a Laura
Zoccoli a Gubbio.
- Nulla osta da parte di questa Sezione che ella
proceda all'esumazione della salma del suo eroico
marito. La spesa per la cassa di zinco è di L. 320 =
altre vere spese non ve ne sono. Però sarebbe bene
che detta operazione di esumazione la facesse
eseguire al più presto perchè certamente durante
l'inverno si esumeranno quasi tutte le salme del
Carso.
- L'UFFICIALE ADDETTO ALL'UFFICIO INFORMAZIONI
- TENENTE CAPPELLANO
- PASTORINO
-
- 1921, febbraio 9
- La sezione staccata C.O.S.C.G. di Gorizia a Laura
Zoccoli a Gubbio.
- In risposta alla Sua richiesta si comunica che fatte
ripetute e diligenti ricerche non è stato possibile
rintracciare la tomba del Sottotenente ZOCCOLI
Ildebrando.
- IL MAGGIORE CAPO SEZIONE
- BAUZANO
-
- 1921, giugno 4
- Dichiarazione del deposito dell'84° regg. fant.
di Firenze.
- Deposito 84°. Regg.Fanteria
- Si dichiara che il S. Tenente di Complemento Zoccoli
Ildebrando ha prestato servizio militare nel 268°
Regg. Fanteria Mobilitato dal 1 Gennaio 1917 al 4
Settembre 1917. Il medesimo ha diritto al computo
delle Campagne di Guerra 1917.
- Deceduto in combattimento a Sud Ovest di
Castegnevizza (Carso) il 4 settembre 1917 come da
atto di morte N° 124 d'indice iscritto nel registro
degli Atti di morte tenuto dal 268° Reggimento
Fanteria Firenze.
- Firenze lì 4-6-921
- L'Ufficiale di Matricola C. De Carlo
- Il Relatore Vittorio C.
-
- 1921, ottobre 13
- Ettore Mencacci (Il Mencacci comunicò per primo
ad Alfredo Zoccoli la morte di Ildebrando. Si vedano
le pagine del diario di Giovanni Zoccoli.) da
Pisa a Laura Zoccoli a Gubbio.
- Gentilissima Signora,
- A sua cortese lettera oggi ricevuta. Già dal povero
Giovanni (Giovanni Zoccoli, fratello di
Ildebrando, morto il 22 luglio 1921 a San Frediano a
Settimo assieme al marchese Girolamo Serlupi dopo uno
scontro a fuoco con elementi di sinistra.) seppi
che era andato a rintracciate la tomba del povero
Brando, ma inutilmente! Può darsi benissimo come
Ella suppose che il povero Giovanni abbia sbagliato
la dolina, ma dato l'abbandono, l'incuria, e la
natura cretacea del suolo di colà (cosa che rende
mutabilissima la topografia di quel luogo) può darsi
pure che quei posti siano effettivamente
irriconoscibili. Certo a me pare che dovrebbe essermi
assai facile l'orientarmi e perciò le prometto che
ben volentieri farò quanto Ella mi chiede nella sua
lettera. Purtroppo però non posso sentirmi
matematicamente sicuro dell'esito delle mie ricerche,
ma Ella stia tranquilla che tutto quanto potrò fare
ben volentieri lo farò. Intanto scrivo a due dei
miei amici ex ufficiali, compagni pure del povero
Brando, affinchè m'inviino delle carte topografiche
e se possibile delle fotografie di quei luoghi. Per
l'epoca nella quale potrei recarmi li, dato che per
adesso ci ho gli esami che si protrarranno sin verso
il 15 di novembre p.v., posso dirle che potrò
andarci dal 15 al 20 di novembre p.v. Non parli
Signora di riconoscenza verso di me, perchè è una
cosa che farò così volentieri sperando pure di
riuscire nell'impresa, della quale sarò felicissimo
come se fossi anch'io della loro famiglia. Si abbia
Signora i miei più rispettosi ossequi e la pregherei
di baciare per me il suo caro piccino.
- Devotissimo
- Ettore Mencacci
- 1921, ottobre 19
- Estratto di morte di Ildebrando Zoccoli.
- MUNICIPIO DI GUBBIO
- Estratto dal registro atti di morte dell'anno
millenovecentodiciotto volume centotrentuno parte
seconda numero ventidue N 22 Zoccoli Ildebrando.
L'anno millenovecentodiciotto addì venti maggio alle
ore sedici nella Casa Comunale
- Io Agostinucci Asterio Segretario delegato dal
Sindaco con atto in marzo millenoventouno debitamente
approvato Ufficiale dello Stati Civile del Comune di
Gubbio avendo ricevuto dal Ministero della Guerra
copia autentica di atto di morte ho per intero ed
esattamente trascritto l'atto medesimo che è del
seguente tenore
- Estratto dell'atto di morte del Sottotenente Zoccoli
Ildebrando inscritto sul registro tenuto dal
duecentosessantottesimo Reggimento Fanteria a pagina
centoventisei al numero centoventiquattro d'ordine.
Il sottoscritto Targiani Sig. Vincenzo Ufficiale
d'Amministrazio ne incaricato della tenuta dei
registri di Stato Civile presso il
duecentosessantottesimo Reggimento Fanteria dichiara
che nel registro degli atti di morte a pagina
centoventisei ed al numero centoventiquattro d'ordine
trovasi iscritto quanto segue
- L'anno millenovecentodiciassette ed alli quattro del
mese di settembre nelle trincee di quota (Dolina
Rammer) mancava ai vivi alle ore ... in età di anni
venticinque il Sottotenente Zoccoli Sig. Ildebrando
della quinta compagnia del duecentosessantottesimo
Reggimento Fanteria nativo di Nuoro Provincia di
Sassari figlio di Alfredo e di Dughiera Emma
ammogliato con Spinaci Laura morto in seguito a
scheggia di granata al torace per fatto di guerra
sepolto a ... come risulta dall'attestazione delle
persone a piè del presente sottoscritte.
- Firmato Tenente Medico Agosta Dott. Aldo - Caporale
Boccara Giacomo - Soldato Ficoncini Gioacchino (Di
Gubbio, attendente di Brando).
- Per copia autentica L'Ufficiale d'Amministrazione
- Firmato Targiani
- Visto il Colonnello Comandante il Reggimento firma
illeggibile
- Eseguita la trascrizione ho munito del mio visto la
copia suddetta e l'ho inserita nel volume degli
allegati a questo Registro.
- Firmato Agostinucci
- Per copia conforme al suo originale in carta libera
per via militare.
-
- 1921, novembre 26
- Mencacci a Laura Zoccoli a Gubbio.
- Gentilissima signora,
- Ho ricevuto oggi la sua raccomandata e va tutto bene.
Ho esaminato però il documento ed ho visto che
quello rilasciatogli da Gorizia dice di fare le
pratiche prima dell'inverno poichè in quell'epoca
sarebbero state riesumate quasi tutte le salme del
Carso. Ma questo avveniva nell'inverno scorso, dunque
non c'è pericolo che abbiano riesumato pure quella
di suo marito e che perciò la tomba non ci sia più?
Se, è un'ipotesi che faccio, perchè se
effettivamente la salma del povero Brando fosse stata
rimossa, tutto sarebbe inutile perchè probabilmente
lo avrebbero messo tra gli ignoti in un cimitero
qualsiasi. Che cosa ne dice Lei? Ha pensato a questo?
Mi sappia rispondere qualcosa, perchè ho qui
cominciato a fare pratiche per ottenere una riduzione
per il viaggio e spero di ottenerla dentro la
settimana ventura. Nel qual caso avendo pure da Lei
una risposta in merito, partirò il 3 o 4 dicembre
per tentare la pietosa missione. In attesa di un suo
riscontro sollecito la saluto distintamente.
- 1921, novembre 30
- Mencacci a Laura Zoccoli a Gubbio.
- Gentilissima Signora
- Ho ricevuto ora il suo espresso e dopo quanto Ella mi
dice ho deciso di partire lunedì p.v. Ho voluto
nella mia precedente affacciarle l'ipotesi di una
possibile esumazione già avvenuta per parte
dell'Autorità poichè lo dico sinceramente sarei
desolatissimo d[...]i fallire la mia [...]ne. Le
garantisco Signora che metterò in opera tutta la mia
attività onde poter riuscire bene. Purtroppo la
riduzione di viaggio che avevo chiesto sarà
difficili che possa ottenerla essendo limitata questa
solo ai figli, vedove e genitori dei caduti: tuttavia
insisterò e guarderò se mi riesce possibile
ottenerla. Non dubito che la terrò informata di
tutti i miei passi e nella speranza di poterle dare
presto buone nuove distintamente la saluto.
- 1921, dicembre 7
- Mencaci a Laura Zoccoli a Gubbio.
- Gentilissima Signora,
- La presente per avvertirla che domani senz'altro mi
metto in viaggio nella speranza di poter ben finire
la mia missione. Ho ritardato questi due giorni
temendo che si verificasse l'annunciato sciopero dei
ferrovieri. Appena sul posto le invierò notizie.
-
- 1921, dicembre 10
- Mencacci da Sagrado a Laura Zoccoli a Gubbio.
- E' con profondo dolore e con una grande delusione da
parte mia che le invio la presente. Ho scelto questo
paese (Sagrado) come punto di partenza, paese nel
quale ci vedemmo e parlammo per l'ultima volta col
povero Brando, e sono partito da qui alla volta di
quota 244 con una bicicletta. Le assicuro Signora che
tutte le doline (sul dubbio se un eventuale sbaglio
del resto facilissimo dato che l'intiera topografia
della regione è cambiata) ho visitato. Mi è
sembrato di ritrovare pure la dolina Due Alberi dove
doveva essere sepolto il povero marito suo, ma
purtroppo nessun segno della tomba. Dico mi è
sembrato perchè l'assoluta sicurezza in coscienza
non posso dire di averla avuta perchè proprio in
questo luogo stanno lavorando per restauri. Ho pure
domandato ai lavoratori ma nulla da loro ho saputo,
solo posso scriverle che moltissime salme sono state
esumate sebbene molto altro ne rimanga, ma di quella
di Brando purtroppo nessun segno. Ho cominciato pure
a guardare dei cimiteri vicini con la speranza di
ritrovarla qui, ma per ora niente. Oggi nel
pomeriggio tornerò di nuovo e cercherò di visitare
tutti i cimiteri della zona sebbene le confesso abbia
perduto ogni speranza. Creda signora che può essere
tranquilla che tutto quanto potevo ho fatto e se non
si trovano le sue ossa speriamo che riposino in luogo
tranquillo da dove possono [...] perchè tutto quanto
era in mio potere è stato fatto. Di ritorno le
scriverò nuovamente, frattanto si abbia i miei più
distinti saluti.
-
- 1922, febbraio 13
- Don Domenico Cordeschi da Oppacchiasella a Laura
Zoccoli a Gubbio.
- 10a COMP. LAVORATORI C.O.S.C.G.
- UFFICIO CAPPELLANO MILITARE
- Illustrissima Signora sono lieto di poterle
comunicare che oggi è stata ritrovata la salma del
suo defunto consorte Professore Zoccoli Ildebrando
Sotto Tenente del268 Fanteria 5 Compagnia : caduto il
4 Settembre 1917 a quota 244.E' stata rinvenuta in
cassa di legno entro cui era una bottiglia che
racchiudeva un biglietto contenente le suddette
generalità con una bella iscrizione a cura degli
Ufficiali medici: Capitano Salvatore Di Leo, Sotto
Tenente Luigi Pennesi, Aspitante De Luca Ignazio.
Tale biglietto verrà spedito all'Ufficio Centrale C.O.S.C.G.
Udine, salvo che ella voglia darne disposizione
diverse in proposito. La salma non presenta fratture
o ferite importanti.Se intendesse fare pratiche per
il trasporto in Patria, la prego darmene sollecita
comunicazione, che, in tal caso, tratterrei la cassa
presso il nostro deposito fino a che ella desiderasse.
- 1922, febbraio 24
- Don Domenico Cordeschi da Oppacchiasella a Laura
Zoccoli a Gubbio.
- Gentilissima Signora,
- Solo oggi mi è stato possibile dare seguito al suo
espresso del 17 corr. Sono dolente di doverla
informare che non sono più in grado di fare quanto
Ella mi richiede; prima perchè la salma del suo
sposo è già inumata al Cimitero Monumentale di
Redipuglia, ove Ella potrà visitarla quando vorrà ,
e eventualmente domandare di asportarla; in secondo
luogo perchè a noi Cappellani (non se ne comprende
il motivo) è proibito essere in corrispondenza con
le famiglie dei caduti. Anzi, lo stesso giorno che
trovai la salma del suo povero consorte, dopo di
avere scritto a Lei, venne il Colonnello Paladini
Capo Ufficio dello C.O.S.C.G. di Udine, cui
ingenuamente comunicai il riconoscimento della salma,
e di avere subito avvertita Lei, che sapevo essere in
continua attesa, ne ebbi un bel rimprovero, in
presenza di tutti i soldati e ricevetti, in pubblico,
ordine di non fare più ciò. Per conseguenza non
posso neppure assecondare il suo desiderio nel
rimetterle il bel biglietto trovato entro la
bottiglia. Dovrà richiederlo all'Ufficio Centrale C.O.S.C.G.
di Udine, ove io l'ho spedito ieri. Non c'è rosa
senza spine. Il giorno del riconoscimento provai tale
consolazione al pensiero che avrei potuto confortare
una povera sposa orbata del suo compagno; ma lo steso
giorno dovetti sorbire il rimprovero di cui sopra.
Quale delitto! Immagino che la ragione del divieto
sia perchè quell'Ufficio guidato da spirito
massonico, voglia offuscare l'onore a chi è
materialmente intento al pietoso Ufficio (i
Cappellani Militari) e riscuotere esso stesso gli
allori della gloria. Non ci importa: le anime
benedette dei caduti penseranno a compensarci del
nostro lavoro. Benedico di cuore il suo bambino e
porgo a Lei insieme ai miei sensi di condoglianze,
quell'aurora di compiacimento per la identificazione
del suo caro.
-
- 1922, marzo 15
- Il colonnello Vincenzo Paladini da Udine a Laura
Zoccoli a Gubbio.
- Gentile Signora,
- Per aderire alla Sua richiesta, è necessario che Lei
mi faccia conoscere, da chi ha saputo che indosso
alla gloriosa salma del compianto marito Suo, venne
trovato un biglietto chiuso in bottiglia.
- 1922, marzo
- Laura Zoccoli da Gubbio al colonnello Paladini a
Udine. (minuta)
- Illustrissimo Signore Colonnello,
- In risposta alla gentile sua lettera in data del 15
marzo 1922 vengo a farle conoscere che fin dal 4
settembre 1917, giorno in cui morì marito sapevo
l'esistenza del biglietto di riconoscimento chiuso in
bottiglia e posto dentro la cassa che racchiudeva la
salma poichè il Capitano Orsatti Leonardo comandante
la 5a Compagnia del Reggimento 268 fanteria, al quale
apparteneva il Defunto, si diede premura di darmene
immediatamente avviso di questo biglietto come segno
di devozione e d'amore verso l'Estinto. Per molto
tempo, data l'uniformità del luogo, la tomba del mio
povero marito è stata irriconoscibile, eppure mentre
ero tanto addolorata per quel fatto, una speranza
m'illuminava poichè sapevo bene che nei lavori di
esumazione in massa doveva essere ritrovata mediante
tale biglietto. E quando ho saputo da Oppacchiasella
che la salma era stata rinvenuta ho capito che il
biglietto doveva essere stato mandato all'Ufficio
Centrale C.O. residente in Udine e per ciò mi sono
permessa farne domanda. Ora mi raccomando vivamente
che mi sia spedito poichè quello sarà una delle
reliquie più sante e più care di mio marito e anche
a nome del mio piccino la ringrazio e l'ossequio.
-
- 1922, marzo 29
- Il tenente Agostinetti da Udine a Laura Zoccoli a
Gubbio.
- Gentilissima Signora,
- Mi faccio premura d'inviarle il biglietto trovato
indosso alla salma del compianto marito Suo
Sottotenente ZOCCOLI ILDEBRANDO
- Con profonda osservanza.
-
- Testo del biglietto
- Prof. Zoccoli Ildebrando morto il 4 Settembre
1917
- S. Tenente della 5a Compagnia 268° Regg°
Fanteria
- Caduto a Quota 244. Sepolto Dolina 2 alberi il 5-9.17.
- I sottoscritti che ne conobbero le eccellenti
virtù e lo ebbero affettuoso ed intelligente amico
dolenti di non avergli potuto somministrare gli aiuti
della scienza, perchè il piombo l'ha spento
rapidamente, hanno curato che la sua salma avesse
degna sepoltura quale la guerra ed il tempo permette
a chi cade per il dovere e per l'onore.
- Capitano Medico Salvatore di Leo
- S. Tenente Medico Luigi Pennesi
- Asp. Uff. medico De Luca Ignazio
-
- 1922, aprile 1
- Don Domenico Cordeschi da Oppacchiasella a Laura
Zoccoli a Gubbio.
- Gentilissima Signora
- Malgrado quanto le dissi il divieto di rispondere
direttamente, siccome non è cosa proibita dal
Signore, non ho scrupolo di farlo anche questa volta.
Ella può stare tranquilla che la salma del suo caro
consorte non andrà più smarrita. Riposa al Cimitero
Monumentale di Redipuglia al settore Ufficiali, fila
da sinistra a destra Tomba N° 71. Fu collocata in
una cassetta di legno regolamentare, sopra la quale
fu applicata una targhetta di zingo col nome e
cognome del caduto e col N° di cassa 4852. Io stesso
assistei a tutto, e anzi; Le dico che io stesso volli
sistemare le sacre ossa nella cassetta, dando poi la
S. Benedizione. Voglia il Buon Dio concedere, al
prode suo sposo la gloria dei Santi, e a Lei e
bambino la sollecita consolazione di avere vicine le
sacre ceneri.
- Con stima La riverisco.
-
- 1922, aprile 7
- Il colonnello Paladini da Udine a Laura Zoccoli a
Gubbio.
- Gentile Signora,
- Compio il dovere di comunicare alla S. V. che,
durante i lavori di Polizia Mortuaria in località
Dolina Cosenza-Carso è stata riconosciuta la salma
del compianto Suo Consorte ZOCCOLI ILDEBRANDO S.
Tenente. La salma ora riposa nel Cimitero di
REDIPUGLIA dove con le debite cure è stata tumulata.
Accludo una dichiarazione di quest'Ufficio, documento
necessario per ottenere facilitazioni ferroviarie,
qualora la S. V. desiderasse visitare la tomba. Detto
documento dovrà essere presentato ai RR. CC. od al
Sindaco di costà per ottenere le debite
facilitazioni.
- Con profonda osservanza.
- 1922, aprile 7
- Dichiarazione
- UFFICIO CENTRALE
- C. O. S. C. G.
- UDINE
- Dichiarazione rilasciata ALLA Signora Laura Spinaci
& Famiglia GUBBIO.
- Si dichiara che la tomba del militare ZOCCOLI
ILDEBRANDO Sottotenente trovasi nel cimitero di
REDIPUGLIA.
- Udine, li 7 aprile 1922
- Il Colonnello Capo Ufficio (PALADINI)
- f.to Paladini
- 1922, maggio 9
- Il colonnello Albano da Gorizia a Laura Zoccoli a
Gubbio.
- Comunicasi che la tomba del Tenente ZOCCOLI
ILDEBRANDO si trova nel cimitero Monumentale di
Redipuglia alla tomba N° 71 del Settore Ufficiali.
-
- 1922, maggio 23
- Il Commissario Prefettizio a Laura Zoccoli.
- Oggetto: Comunicazione.
- La Sezione Staccata C.O.S.C.G. di stanza a Gorizia,
con nota del 9 corrente N° 2622 P.I. comunica che la
salma del glorioso Tenente Zoccoli Ildebrando si
trova nel Cimitero Monumentale di Redipuglia alla
tomba N° 71 del settore Ufficiali. Tanto significo a
V.S. in esito alla richiesta fattane a questo Ufficio.
- (Archivio Comunale di Gubbio, Carteggio, busta
1696, titolo VIII, articolo 6)
-
- 1922, dicembre 8
- Don Leopoldo Rita, Cappellano Militare della 2a
Compagnia Lavoratori da Redipuglia a Laura Zoccoli a
Gubbio.
- Pregiatissima Signora
- Pervenutami dal Cappellano D. Cordeschi la sua
lettera mi sono affrettato subito a fare quanto suo
desiderio. Ho deposto oggi stesso sulla tomba del suo
caro un mazzo di fiori e crisantemi.
- Gradisca i miei più rispettosi ossequi.
- Devotissimo
-
- 1923, maggio 4
- Il sindaco di Gubbio a Laura Zoccoli a Gubbio.
- OGGETTO: Museo della Scuola Militare di Modena.
- Il Comando della Scuola Militare di Modena allo scopo
di onorare degnamente tutti gli Ufficiali che la
frequentarono e caddero per la grandezza della Patria
nella guerra mondiale ed in quelle coloniali, ha
deciso di eternare i loro nomi nel marmo e di
raccogliere in apposito Museo tutte le fotografie, le
memorie, i cimeli di guerra che le famiglie dei
caduti vorranno inviare a ricordo dei loro cari
scomparsi. Per raggiungere tale altissimo e nobile
intendimento, il Comando predetto mi ha dato incarico
di pregare la S. V. a voler compiacersi di favorirmi
con cortese sollecitudine i dati seguenti relativi al
glorioso Tenente Zoccoli Ildebrando accompagnati da
fotografia, memorie e cimeli, con promessa che tutto
ciò che verrà consegnato sarà religiosamente e
degnamente custodito nel progettato Museo:
- a) Grado dell'Ufficiale all'atto della morte.
- b) Dove e quando compì gli studi per conseguire il
grado di Sottotenente e di Aspirante.
- c) Reggimento cui apparteneva all'atto della morte.
- d) Causa della morte (se per malattia contratta in
guerra o per ferite).
- In attesa di cortese riscontro La riverisco.
- 1924, giugno 30
- Il deposito del 51° regg. fant. da Perugia al
sindaco di Gubbio.
- Con riferimento al di Lei foglio N° 2925 del 24 corr.
prego la sua cortesia compiacersi rimettermi, con
cortese sollecitudine, una copia dell'atto di morte
del Defunto S. Tenente ZOCCOLI Ildebrando di Alfredo
e di Dughero Emma morto in combattimento il 4
settembre 1917.
- (Il comune inviò il documento richiesto il 3
luglio seguente) (Archivio Comunale di Gubbio,
Carteggio, busta 1747, fascicolo Diverse)
- 1924, luglio 14
- Il Prefetto al sindaco di Gubbio
- Oggetto: Orfani di guerra Ficoncini del fu Gioacchino.
- E' pervenuta a questo ufficio una domanda per
l'iscrizione nell'elenco generale orfani di guerra di
questa provincia degli orfani Ficoncini Gioacchino di
cotesto comune. Poichè risulta che il Ficoncini,
congedato nel 1919, decedette per polmonite crupale
nel 1923, cioè quattro anni dopo il congedo, e
disponendo l'art. 1 del Reg. per la esecuzione della
legge 18 luglio 1917 n° 1143 per la protezione e
l'assistenza degli orfani di guerra, potersi
presumere morti in dipendenza dello stato di guerra
solo coloro che, fino ad un anno dopo la
pubblicazione della pace siano periti in conseguenza
di malattia contratta o aggravatasi durante il
servizio militare ovunque prestato, ed avendo inoltre
la Direzione di Sanità Militare del Corpo d'Armata
di Firenze ritenuto che la malattia per la quale il
Ficoncini decedette, sia stata determinata da cause
comuni e non possa aver avuto relazione con il
servizio da lui prestato in guerra, la iscrizione già
detta non ha potuto aver luogo e agli orfani non è
stato possibile prestare l'assistenza della quale
abbisognano. Rientrando pertanto il caso pietoso
degli orfani Ficoncini nella ordinaria beneficenza,
s'interessa V.S. a voler provvedere al riguardo e a
voler dare analoga comunicazione al Sig. Generale
Gigli residente in cotesto Comune, che primo segnalò
le condizioni misere degli orfani in parola.
- (Il 16 luglio seguente, il sindaco comunicò la
presente al generale Attilio Gigli).
- (A.C.G., Carteggio, b. 1747, fasc. Diverse)
-
- 1924, luglio
- la ditta Morelli - Belfiore da Pisa a Laura Zoccoli a
Gubbio.
- Laboratorio in Marmo Studio di Modellazione Scultura
- Architettura - Ornato
- Signora Laura Spinaci Vedova Zoccoli Dare per quanto
appresso: eseguito e reso imballato Stazione Pisa.
- Targa decorativa di m. 202 X 0.55 con uno spessore di
cm 6 con tralcio di alloro in altorilievo, disposto
come da schizzo pervenutoci, Prezzo £ 1000.00
- (Vedi nostre lettere preventivo in data 10 Gennaio
1924)
- Epigrafe composta da N° 457 lettere dorate a £ 60
ogni cento £ 274.20
- Fotoceramica rotonda di cm 18 di diametro e
ingrandimento fotografico £ 90.00
- Totale £ 1364.20
- Bollo 1.00
- Nostro avere a saldo £ 1365.20
BIBLIOGRAFIA
- A. Barbi (a cura di): Al fronte. Una lettera dal
fronte, in "VIA CH'ECCOLI", a. (1987),
n. 11.
- In memoria del Prof. Sott. ILDEBRANDO ZOCCOLI
, in "L'INGINO", a. X (1917), n. 18.
- G. Pieropan, 1914-1918. Storia della Grande
Guerra, Varese 1988.
- C. Vantaggi, "I nostri eroi. Dott. Prof,
Ildebrando Zoccoli", in "IL RISVEGLIO
EUGUBINO", a. II (1927), n. 9.
- Luciano Zoccoli. In memoria, Gubbio 1934.
- A. Zoccoli,Reliquie e Martiri della Guerra e del
Fascismo, Livorno 1924.
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